Polonia, il governo europeista tenta il colpo di stato: cosa sta succedendo

In Polonia il governo europeista tenta il golpe: Cosa è successo davvero?


L'assassino si è fatto vivo sul luogo del delitto: la Commissione Europea ha espresso pieno sostegno all'operato del Parlamento polacco per aver nominato i nuovi magistrati e ha invitato ufficialmente il presidente Nawrocki a convalidare il giuramento degli otto giudici costituzionali scelti dal governo filoatlantista di Donald Tusk:"Spetta alle autorità polacche garantire che la Corte Costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell'Ue".

Ma come sono andate davvero le cose? Ecco una cronaca degli avvenimenti delle ultime ore. Il fantasma europeista aleggia sulle "democrazie" delle nazioni: l'unica "democrazia" possibile è quella che esegue gli ordini di Bruxelles. I fatti polacchi rimandano al nostro 2011 e alle crisi permanenti imposte che ci stanno facendo scivolare sempre più verso la guerra.



Di Tomasz Synowiec, klubjagiellonski.pl


Varsavia


Il 30 ottobre la polizia è entrata nell’edificio della Corte Costituzionale su richiesta della giudice Anna Korwin-Piotrowska, la quale aveva illegalmente annunciato la sospensione del presidente del Tribunale Costituzionale Bogdan Święczkowski e del vicepresidente Bartłomiej Sochański. Poche ore dopo, il presidente della Repubblica Karol Nawrocki (nella foto) si è presentato davanti al Tribunale ed è entrato nell’edificio dopo mezzanotte. Gli eventi hanno suscitato una violenta reazione politica e hanno portato, tra l’altro, alle dimissioni di due ambasciatori polacchi.

A causa del caos mediatico, vi illustriamo cosa è realmente accaduto e come interpretare gli eventi notturni presso la Corte Costituzionale.

Sospensione del presidente e del vicepresidente del Tribunale Costituzionale


Il 30 ottobre si è verificata l’occupazione dell’edificio del Tribunale Costituzionale da parte delle forze di polizia. La polizia è intervenuta su richiesta della giudice Anna Korwin-Piotrowska, che aveva annunciato la sospensione del presidente della Corte Costituzionale Bogdan Święczkowski e del vicepresidente Bartłomiej Sochański.

Anna Korwin-Piotrowska è stata eletta dal Sejm come giudice del Corte costituzionale, ma non ha assunto l’incarico presso il Tribunale per non aver prestato giuramento davanti al presidente Karol Nawrocki.

Sul sito web del Corte costituzionale è stata pubblicata la notizia relativa alla decisione di Korwin-Piotrowska di sospendere dall’esercizio delle funzioni i due giudici citati. A tal proposito è stato fatto riferimento all’articolo 130 della Legge sull’ordinamento dei tribunali ordinari (u.s.p.), che si applica alla Corte costituzionale qualora la legge sulla Corte non contenga disposizioni specifiche. Nel caso della sospensione e della revoca del presidente del TK, tuttavia, tali norme esistono.

Tale disposizione consente al presidente del tribunale (ma non a quello della Corte costituzionale, che è soggetto a norme distinte) di sospendere un giudice qualora questi sia stato colto in flagrante mentre commetteva un reato doloso o qualora interessi essenziali del servizio richiedano l’immediata sospensione dall’esercizio delle sue funzioni. La decisione relativa a tale sospensione spetta al presidente del tribunale (quindi, se la norma fosse applicabile, sarebbe Bogdan Święczkowski) o al ministro della Giustizia. Se il caso riguarda il presidente del tribunale, la decisione deve essere presa dal ministro della Giustizia. Anche alcuni giuristi vicini alla fazione filogovernativa, tra cui i professori Marcin Matczak e Jacek Zaleśny, hanno sottolineato l’inopportunità di applicare questa disposizione nei confronti della Corte costituzionale.

Tra i motivi addotti per la sospensione figura, tra l’altro, l’impossibilità di convocare l’Assemblea Generale al fine di approvare il bilancio della Corte costituzionale. Ciò è tanto più paradossale in quanto la mancanza del quorum deriva dal boicottaggio dei lavori della Corte da parte dei giudici eletti dall’attuale maggioranza parlamentare, ai quali il presidente Nawrocki ha prestato giuramento.

La giudice Korwin-Piotrowska ha inoltre annunciato di assumere le funzioni di presidente in qualità di persona con la maggiore anzianità di servizio. Anche questa affermazione non corrisponde alla realtà, poiché il giudice della Corte costituzionale Wojciech Sych vanta un’anzianità di servizio maggiore.


Intervento della polizia e piano preparato in anticipo


L’informazione sulle decisioni di Korwin-Piotrowska è stata pubblicata con data 21 ottobre, il che indica che era stata preparata con largo anticipo. I metadati del documento hanno rivelato che l’autore era Krystian Markiewicz, anch’egli eletto dal Sejm come giudice della Corte costituzionale.

Korwin-Piotrowska ha chiesto aiuto alla polizia, che era già pronta a intervenire. Allo stesso tempo, ai giudici eletti dalla precedente maggioranza del Sejm, tra cui il presidente e il vicepresidente della Corte costituzionale, non è stato consentito l’accesso all’edificio della Corte. Nemmeno un’eventuale sospensione dalle loro funzioni avrebbe costituito un motivo valido per negare loro l’accesso all’edificio della Corte.

Secondo le informazioni di Interia, il piano per l’occupazione con la forza del Corte costituzionale è stato elaborato da Maciej Berek. Solo quattro persone in tutto il Paese sarebbero state a conoscenza dei dettagli. La data scelta per l’operazione non era casuale. Si avvicina il periodo delle festività natalizie e il presidente, durante l’intero periodo, si trovava in viaggio verso il Senegal, dove avrebbe dovuto discutere, tra l’altro, dell’adesione della Polonia al G20.

Inizialmente Korwin-Piotrowska aveva comunicato che, per motivi di sicurezza, non avrebbe permesso a nessuno di entrare nell’edificio. Allo stesso tempo, aveva proposto che un eventuale incontro con il presidente si tenesse al Palazzo Presidenziale.
«Non autorizzo l’ingresso di nessuno nell’area del Corte Costituzionale; possiamo incontrare il presidente della Repubblica Polacca al Palazzo Presidenziale».

In seguito, tuttavia, in un’intervista a Polsat News, ha affermato che i rappresentanti del Corte inviteranno il presidente, precisando che l’invito riguarda esclusivamente la sua persona. Interrogata in merito, ha confermato che sono pronti a incontrare Karol Nawrocki.
Il presidente si presenta davanti al Tribunale costituzionale

La catena posta dalla polizia all’ingresso del Palazzo del Corte costituzionale è stata rotta dal presidente Bogdan Święczkowski e dal deputato Mariusz Goska. Święczkowski, tuttavia, non ha tentato di entrare nell’edificio. Ha atteso l’arrivo del presidente.

Karol Nawrocki è arrivato davanti al Tribunale già dopo mezzanotte. Di fatto è riuscito a entrare nell’edificio aggirando il cordone di polizia e scavalcando la recinzione. All’ingresso della Corte costituzionale Korwin-Piotrowska ha cercato di fermarlo, strattonando il presidente e dicendogli: «Lei qui non entrerà».

L’episodio è visibile in un video pubblicato dal ministro Maciej Berka. Il ministro ha scritto inoltre che il presidente non era entrato nell’edificio e lo ha accusato di aver aggredito fisicamente Korwin-Piotrowska.


Ecco come Onet ha riportato gli eventi, quando non era ancora noto che fosse stata proprio Korwin-Piotrowska a sbarrare la strada al presidente:

«La prego di allontanarsi — si sente dire dal presidente nel video. — Va bene, me ne vado — risponde una delle persone davanti alla porta. — Allora la prego di andarsene — ripete Karol Nawrocki. — Non entrerà — dice la donna che sbarrava la strada al presidente. — Ma mi lasci passare… — risponde il presidente, spintonando la donna che gli sbarrava la strada ed entrando nell’edificio».

Qualche ora dopo, Onet ha pubblicato un altro resoconto. Questa volta è stato riferito che i giudici aspettavano davanti alla porta per accogliere il presidente, con Korwin-Piotrowska in testa, la quale avrebbe voluto salutarlo e invitarlo a entrare in aula. Si tratta di una versione in contraddizione con la registrazione, in cui la giudice dice al presidente che non entrerà nell’edificio.

In un altro resoconto, si sostiene che il presidente avrebbe fatto irruzione nel Tribunale, ma che nessuno lo avrebbe spintonato, sebbene nel video si veda chiaramente Korwin-Piotrowska che spinge Karol Nawrocki. È stato inoltre sottolineato che i video pubblicati (compreso il filmato diffuso dallo stesso Maciej Berk) non mostrano l’intero svolgimento della situazione.

I politici della coalizione di governo hanno diffuso sui social media accuse nei confronti del presidente. Insieme a Karol Nawrocki, sono entrati nell’edificio del Corte costituzionale, tra gli altri, il vicepresidente della Corte costituzionale, il primo presidente della Corte Suprema e il ministro Zbigniew Bogucki.


Dimissioni degli ambasciatori e leader davanti alla Corte


In risposta agli eventi, hanno rassegnato le dimissioni l’ambasciatore polacco in Cina Jakub Kumoch e l’ambasciatore polacco in Romania Paweł Soloch. In un’intervista a Kanał Zero, l'ex presidente Andrzej Duda ha riferito che Kumoch ha rassegnato le dimissioni perché aveva ricevuto una nota diplomatica dal governo in cui gli veniva chiesto di mentire sulla situazione relativa al Corte costituzionale.

Davanti alla sede della Corte costituzionale si sono radunati i politici dell’opposizione di destra. Erano presenti tutti i leader di partito di questo schieramento: Jarosław Kaczyński, Mateusz Morawiecki, Sławomir Mentzen e Krzysztof Bosak. Tra gli altri leader di partito era presente anche Grzegorz Braun.

Nel frattempo è stata resa pubblica una comunicazione della polizia relativa a uno stato di allerta operativa nel periodo dal 2 all’8 novembre. In essa era contenuta, tra l’altro, l’ordine di fornire mitragliatrici alle unità di prevenzione. Il documento è datato 29 ottobre.

La polizia ha confermato l’autenticità della nota, ma ha smentito che essa fosse collegata agli eventi avvenuti davanti al Palazzo della Corte. Secondo le loro spiegazioni, l’elevato stato di allerta è legato ad atti di sabotaggio e diversione pianificati.


Il procuratore presso la Corte. Żurek commenta il comportamento del presidente


Nel corso dell’intero episodio, nell’edificio della Corte è comparso il procuratore Andrzej Piaseczny. I media hanno riportato la notizia secondo cui avrebbe dovuto arrestare il capo della Cancelleria presidenziale, Zbigniew Bogucki.

Il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha commentato gli eventi come segue:

«Mi ha profondamente turbato il comportamento del presidente, perché abbiamo visto quei video che oggi circolano in rete, e spero che la procura intervenga in merito, poiché è inaccettabile che una persona protetta dall’immunità presidenziale si comporti in questo modo».

Il ministro non ha invece fatto riferimento alla questione della violazione dell’inviolabilità del presidente da parte di Korwin-Piotrowska. Non ha commentato nemmeno l’occupazione dell’edificio dell’Alta Corte e il fatto che ad alcuni giudici non sia stato consentito l’accesso all’edificio.


Di Tomasz Synowiec, klubjagiellonski.pl

31.10.2026


Tomasz Synowiec. Politologo. Esperto dell’Istituto per la Democrazia Diretta. Coautore del libro “Democrazia diretta. Visione, richieste, esperienze, ricerche”. Membro del Club Jagielloniano. Autore del sito “Wybory na Świecie” e dei podcast “Wybory na Świecie” e “Rytm Polityki”.



Fonte:

https://klubjagiellonski.pl/2026/10/31/silowe-przejecie-trybunalu-konstytucyjnego-co-tak-naprawde-sie-stalo/

Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org


Commenti (1)

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    1. GioCo 1 novembre 2026

      Ah, la polacchia!
      Quella regione bellissima putroppamente servilmente cattoaschenazi da quando esiste, già così amorevolmente legata al destino tedesco (ricordiamo i bei tempi coi ghetti) da non avere assolutamente alcun coinvolgimento nel nord stream (ha rifiutato l'estradizione verso la Germania di cittadini ucraini sospettati di essere coinvolti nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream) e ovviamente con i buoni nazi-kantiani a conduzione aschenazi (qualcuno ricorda le radici di Zelé ogni tanto?). Si, in effetti proprio il posto giusto per rivendicare simbolicamente i diritti di autodeterminazione dei popoli e cioè dove è iniziato l'autosterminio sionista (Borman&Eichmann docet) per incolpare il resto del mondo di persecuzione etnica.

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