Di Pino Cabras
I social si stanno popolando di alcuni laboriosissimi “donaldolatri”. Si tratta di seguaci di una visione salvifica di Donald Trump, spesso più legati al mito del personaggio e al culto della sua personalità che alla verifica dei fatti.
Ecco i loro 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗮𝘀𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗶.
𝟭. 𝗜𝗻𝗳𝗮𝗹𝗹𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 Trump non sbaglia mai davvero: se sembra sbagliare, c’è un piano. 𝟮. 𝗗𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 Ogni evento visibile sarebbe solo facciata e teatrino; la verità starebbe sempre dietro le quinte anche quando le cose sono ovvie. 𝟯. 𝗔𝘂𝘁𝗼𝘀𝗶𝗴𝗶𝗹𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 Qualunque fatto conferma la tesi, anche i fatti contrari. 𝟰. 𝗘𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 Si annuncia continuamente una svolta finale: arresti di massa, crollo del sistema, Era dell’Oro. 𝟱. 𝗡𝗲𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗼𝗻𝗻𝗶𝗽𝗼𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝘁𝘁𝗼 Le élite globali sarebbero potentissime, ma a un passo dal collasso da anni. 𝟲. 𝗖𝘂𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼-𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 Le istituzioni contano meno del leader carismatico che da solo “sistema tutto”. 𝟳. 𝗚𝗲𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮 𝘄𝗿𝗲𝘀𝘁𝗹𝗶𝗻𝗴 Stati, guerre e mercati ridotti a sfida tra buoni assoluti e cattivi assoluti. Marvel, scànsate! 𝟴. 𝗘𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗶𝗰𝗮 Debito, dollaro, Fed, oro, crypto trattati come leve semplici che un leader muove a volontà. 𝟵. 𝗙𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗼𝗽𝗮𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗮 “Ho letto i file”, “fonti interne”, “drop”, “documenti secretati”: verificabilità minima, tono massimo. 𝟭𝟬. 𝗟𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 Chi crede “ha capito”; chi dubita è dormiente, pecora, servo del mainstream. Classica trappola settaria: far sentire gli adepti parte di una cerchia di risvegliati superiori agli altri. […] 𝟭𝟭. 𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 Si ricordano solo i fatti che confermano il mito; gli errori – spesso sesquipedali - vengono rimossi o reinterpretati. 𝟭𝟮. 𝗧𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗳𝗲𝗱𝗲 Il dissenso non è semplice divergenza: è eresia contro il capo. 𝟭𝟯. 𝗜𝗹 𝗰𝘂𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘀𝗮 Ogni gaffe, sconfitta, retromarcia o contraddizione viene reinterpretata come mossa geniale nascosta. Il leader onniscente non sbaglia: sta giocando a scacchi dieci mosse avanti. 𝟭𝟰. 𝗟𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 Chi critica Trump, anche fuori dal mainstream, viene accusato di essere pagato dal Deep State o da poteri occulti. 𝟭𝟱. 𝗗𝗶𝘀𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 Si diffondono narrazioni che capovolgono fatti noti: Iran sponsor dell’ISIS (sic!), Obama che “regala miliardi” agli ayatollah, critici ridotti a complici del terrorismo. 𝟭𝟲. 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 Ogni episodio del giorno - tweet, tregua, dichiarazione, indiscrezione - viene trattato come conferma finale della teoria e annuncio della palingenesi imminente. Il contro-evento del giorno dopo sarà, naturalmente, un’altra conferma. Per contro, accusano chi non è d’accordo con loro di fare previsioni azzardate: vedi punto 17. 𝟭𝟳. 𝗜𝗹 𝗳𝗮𝗻𝘁𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗮𝗽𝗼𝗰𝗮𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶𝗰𝗼 Esagerano le analisi prudenti degli altri (“state dicendo terza guerra mondiale”), poi usano il mancato collasso immediato come prova che avevano ragione. Inventano l’Apocalisse altrui per poterla sconfiggere entro sera.
In sintesi, la donaldolatria non è sostegno a un politico, ma custodia di una narrazione: se i fatti aiutano, esulta; se smentiscono, li reinterpreta. È il vecchio 𝗰𝘂𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮: il leader non è più un uomo fallibile con limiti e contraddizioni, ma figura provvidenziale, stratega infallibile, vittima di complotti, salvatore della nazione (ma poi, quale nazione? Mica la nostra…) e riferimento identitario dei seguaci. Conta meno ciò che fa di ciò che si crede che sia. Se domani i fatti smentiranno tutto, nessun problema: era un’altra mossa. Se oggi non sembra geniale, lo diventerà entro domani, con resurrezione del mondo prevista dopo pranzo. E sia chiaro: criticare la donaldolatria non significa unirsi al coro opposto. Ho contrastato con la stessa nettezza globalismo, bellicismo liberal da Obama in poi e molte continuità dello Stato profondo americano. Semplicemente, non sostituisco un culto con un altro, né una propaganda con la sua rivale. Così come il mondo obamiano aveva cooptato i "progressisti" dell''Occidente al bellicismo dell'Impero con una complessa operazione di egemonia culturale ed enormi investimenti, i donaldolatri sono dentro una complessa operazione psicologica volta a riportare all'ovile quella parte dei "conservatori" che non voleva le guerre dei neocon.
Di Pino Cabras
19.04.2026
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Trump sta rinchiudendo gli americani in una prigione digitale
Di Paul Craig Roberts
Il regime di Trump ha dimostrato che il suo vero obiettivo è quello di rinchiudere gli americani in una prigione. Trump e il suo Segretario al Tesoro, Scott Bessent, un lacchè di George Soros, stanno usando gli immigrati clandestini come pretesto per costringere i cittadini americani a una sorveglianza digitale totale.
The Burning Platform spiega:
“Con una mossa che svela il vero programma dietro la retorica dell’“America First”, l’amministrazione Trump sta procedendo a tutta velocità con l’emanazione di un ordine esecutivo che costringerà ogni americano a consegnare i propri dati biometrici facciali o a essere completamente escluso dal sistema bancario. Il segretario al Tesoro Scott Bessent, un protetto di lunga data di Soros che ha contribuito a distruggere l’economia britannica durante l’attacco del Mercoledì Nero del 1992 [da parte di Soros alla valuta britannica], ha confermato che la politica è “in fase di elaborazione”. Le banche saranno tenute a verificare la cittadinanza di ogni cliente utilizzando un passaporto statunitense contenente chip RFID incorporati e dati biometrici di riconoscimento facciale approvati dal governo. Niente passaporto? Niente conto bancario. Punto. Real ID, patenti di guida e ogni altro documento comune non saranno sufficienti. Questa non è sicurezza delle frontiere. Questo è l’ultimo nodo del cappio digitale.
“Il linguaggio dell’ordine è agghiacciante nella sua semplicità: le banche devono conoscere appieno il “proprio cliente”, compreso lo status di immigrazione. Gli immigrati privi di documenti “non hanno il diritto di far parte del sistema bancario”, ha dichiarato Bessent.
Ma il vero obiettivo è ogni cittadino americano.
Milioni di persone senza passaporto saranno ora costrette a ottenerne uno con scansioni facciali ad alta risoluzione in formato compatibile per una perfetta integrazione nelle banche dati governative centralizzate. Una volta che il tuo volto sarà digitalizzato e collegato in modo permanente al tuo denaro, l’infrastruttura per uno stato di sorveglianza senza contanti sarà completa. Tracciare, congelare o negare fondi a piacimento in base alla conformità, ai punteggi sociali, al dissenso politico o a futuri segnali di “disinformazione”. È così che costruiscono la gabbia: una misura di “sicurezza” alla volta.”
Si noti che l’ordine esecutivo incostituzionale di Trump finge che l’ordine sia contro gli “immigrati privi di documenti” che, secondo Bessent, “non hanno il diritto di far parte del sistema bancario”. Che bugia palese! Gli immigrati privi di documenti hanno il diritto di lavorare e vengono pagati tramite assegni emessi su conti bancari. Il governo federale rilascia loro carte d’identità e gli Stati rilasciano loro patenti di guida. Ricevono sussidi per l’alloggio, l’assistenza sanitaria, il cibo e l’istruzione. In alcuni stati e città democratici votano alle elezioni statunitensi e prestano servizio nei governi statali e locali. La California ha approvato una legge, o almeno ci ha provato, per consentire agli immigrati-invasori di prestare servizio come agenti di polizia. Agli immigrati-invasori sono stati estesi i diritti costituzionali che la Costituzione degli Stati Uniti garantisce ai cittadini statunitensi. Quindi cosa intende Bessent quando afferma che gli stranieri privi di documenti non possono avere un conto bancario?
È questa la migliore maschera che il regime di Trump può dare alla tirannia?
L'infrastruttura della tirannia «si sta costruendo proprio ora, sotto la copertura della “sicurezza dei confini” e del “conosci il tuo cliente”».
Trump sta contribuendo alla costruzione della tirannia esortando il Congresso ad approvare un programma di spionaggio interno FISA. Trump dice di essere disposto a rinunciare alle sue libertà civili protette dalla Costituzione per la sicurezza nazionale e le esigenze dell’esercito.
È importante comprendere bene cosa sta accadendo. Il governo federale ha fatto entrare milioni di immigrati clandestini invasori, tra cui criminali e forse anche terroristi. Per proteggersi da questa minaccia, il governo federale vuole privare i cittadini statunitensi delle libertà civili protette dalla Costituzione. Il piano di Trump lascia gli americani completamente indifesi nei confronti del governo, proprio come i coloni americani erano indifesi nei confronti del governo britannico, se non per la forza delle armi.
Il Congresso voterà a favore della “sicurezza nazionale” e “per le forze armate”. Votare contro il complesso militare-industriale è pericoloso quanto votare contro Israele.
President Trump says now is the perfect time for Congress to immediately approve the FISA domestic spying program for national security reasons because the “military really needs it.”
Trump says he is willing to give up his liberties for safety, even though FISA was weaponized… pic.twitter.com/HyFr6frPAG — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) April 26, 2026
La Costituzione degli Stati Uniti è stata distrutta pezzo per pezzo per molto tempo. Oggi ne rimane a malapena un residuo. Il presidente Lincoln distrusse i diritti degli Stati tra il 1861 e il 1865, eliminando così i limiti al potere federale. Il 1913, alla vigilia della Prima guerra mondiale, portò alla fine del divieto costituzionale dell’imposta sul reddito e stabilì un controllo centralizzato sul sistema bancario, a cui gli americani si erano a lungo opposti. Il presidente George W. Bush ha accantonato, senza opposizione, l'habeas corpus e ha affermato il potere presidenziale di trattenere i cittadini a tempo indeterminato sulla base del solo sospetto, senza che fossero presentate prove in tribunale. Obama ha affermato il diritto del presidente di giustiziare cittadini americani sulla base del solo sospetto, senza un regolare processo. Il regime di Biden ha usato il potere che rivendicava per imprigionare cittadini sulla base di false accuse. E ora Trump, egli stesso vittima di una legge utilizzata come arma, completa la costruzione della tirannia del governo federale nei confronti del popolo americano.
Il popolo americano, per quanto si sia dimostrato indifferente più e più volte, ha poca consapevolezza del fatto che l’era dell’America come società libera è giunta al termine. Il prossimo 4 luglio sarà l’ultima volta che gli americani sentiranno parlare della libertà senza pari dell’America e degli uomini che hanno dato la vita affinché noi potessimo goderne. Una tale libertà non esisterà più.
Le agende degli interessi organizzati hanno prevalso su quelle del popolo americano: famiglia, moralità, buona volontà verso gli altri. L'America spreca le sue risorse e le vite dei suoi cittadini combattendo guerre per l'agenda di Israele del Grande Israele e per i profitti del complesso militare-industriale.
I liberali americani e i sionisti hanno raggiunto il loro obiettivo. Oggi gli americani sono così divisi che è impossibile che emerga un leader. Trump ha dimostrato di essere uno strumento dell’agenda sionista e dello Stato autoritario. Quando i Democratici torneranno al potere, si concentreranno sull’incarcerazione di Trump e dei suoi sostenitori, non sul ripristino della Repubblica americana creata dai Padri Fondatori.
I 15 minuti di gloria dell’America sono finiti.
Di Paul Craig Roberts
28.04.2026
Paul Craig Roberts. Economista e saggista statunitense.
Fonte: https://paulcraigroberts.org/trump-is-putting-americans-into-digital-prison/
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
absitiniuriaverbis 29 aprile 2026
Articoli interessanti e complicati.
Basterebbe ricordare che siamo al tifo da stadio che ne' sente (al cuor non si comanda) ne' vuole sentire (questione di cieca fede).
Arbitro cornuto compreso, con buona pace del supervisore .. e del VAR (Verita' A Rischio).