Elezioni politiche o sondaggi di opinione?

Cittadini di seconda classe


Di Giorgio Agamben


Che quella che continuiamo a chiamare democrazia abbia perduto il suo senso è provato dall’uso indiscriminato dei sondaggi, che mettono a nudo il fatto ormai evidente che le elezioni sono soltanto un sondaggio sull’opinione e non l’espressione di una volontà politica.

I sondaggi, mostrando ogni giorno, attraverso le variazioni delle opinioni degli intervistati, la consistenza numerica dei partiti, realizzano una sorta di elezione continua, che nessuno controlla e che può pertanto, come di fatto avviene, essere manipolata per agire a sua volta sull’opinione di cui dovrebbe essere l’espressione.

Chiamiamo democrazia un governo dell’opinione pubblica, cioè di qualcosa politicamente del tutto inconsistente, che non ha altra realtà dei sondaggi che, nel momento stesso in cui sembrano registrarla, incessantemente la creano, la alterano e manipolano.

Il processo attraverso il quale la «volontà generale» di Rousseau, che non può essere numerata, si è andata trasformando nell’opinione pubblica, che è soltanto una questione di numeri, definisce il destino delle democrazie occidentali.


Di Giorgio Agamben

02.11.2026

Giorgio Agamben. Filosofo e saggista.


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