Riceviamo e pubblichiamo.
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La Coppa America è un evento sportivo che richiama gli appassionati di vela ed ha offerto uno spettacolo suggestivo anche per la straordinaria bellezza dello scenario in cui si è svolto: il golfo di Napoli. Non è, pertanto, l'evento sportivo in sé il cuore di una contestazione popolare e di gruppi importanti della cultura e della società civile napoletana, bensì il modo in cui questo evento è stato strumentalizzato per realizzare obiettivi urbanistici, economici e sociali, estranei all'evento e da sempre perseguiti dalla parte più retriva della politica e dell'imprenditoria napoletana.
Questa manifestazione poteva tranquillamente essere svolta senza realizzare nessuna grande opera, come dimostrano proprio le pre-regate che si sono appena svolte, con le barche ospitate in strutture provvisorie poste sotto Nisida.
Invece, è servita come cavallo di Troia per stravolgere le norme urbanistiche che la città si era data e che il governo commissariale di Bagnoli aveva sostanzialmente confermato nel 2019, con un nuovo piano approvato da un decreto del Presidente della Repubblica. Nel 2024, tuttavia, il governo nazionale, coadiuvato dal Sindaco di Napoli-Commissario per Bagnoli, ha prima di tutto abrogato, con un decreto legge, la norma che imponeva il ripristino della morfologia naturale della costa e ha condotto una trattativa, di cui è stata orgogliosamente rivendicata la segretezza dalla stampa locale (sic!), per ottenere che le regate si svolgessero a Napoli. Solo un grande evento sportivo, infatti, poteva distrarre l'opinione pubblica e distogliere l'attenzione della città dalla compromissione permanente che si sta realizzando degli interessi, sociali e collettivi, dei cittadini napoletani e, in primo luogo, della popolazione bagnolese.
Non solo non avremo più la spiaggia pubblica di due chilometri, da Nisida a La Pietra, e sarà conservata la colmata, per farne verosimilmente un porto (adesso eufemisticamente chiamato 'bacino di calma'), ma possiamo dimenticarci anche il disinquinamento dei fondali marini. I lavori che adesso si stanno eseguendo, infatti, incredibilmente non sono stati preceduti da alcuna VIA (Valutazione di impatto ambientale) con una interpretazione nella migliore tradizione degli azzeccagarbugli: non serve la VIA per la temporaneità delle opere.
Così si stanno eseguendo dei lavori scollegati dalle necessità di riqualificazione ambientale. Si stanno dragando i fondali, movimentando sedimenti marini inquinatissimi, con altissime concentrazioni di IPA e PCB. I sedimenti sono dragati con benne che lasciano ricadere in acqua parte del materiale raccolto. Inoltre, poiché, per esigenze del tutto estranee alla riqualificazione del territorio, occorre che i fondali siano profondi oltre 6 metri (devono essere dimensionati sul pescaggio delle barche della competizione velica), stanno addirittura scavando (sic!) questi fondali inquinatissimi, dissodandoli con un forchettone di acciaio gettato in acqua in caduta libera, con la dispersione di sostanze inquinanti che si può immaginare.
I sedimenti raccolti vengono lasciati poi essiccare al sole.
I cittadini di Bagnoli, che hanno subito per decenni l'inquinamento dell'industria, cui erano stati promessi come risarcimento dei danni subiti una spiaggia e un bosco, adesso stanno respirando anche i miasmi prodotti dalle operazioni di scavo. Operazioni che, si ribadisce, non sono state precedute da alcuna valutazione di impatto ambientale, perché si è furbescamente asserito che si tratta di opere temporanee.
Inoltre, nessuna previsione di analisi dei composti organo-stannici e metilati di Hg che si formano per combinazione di IPA e PCB con Hg e Sn, naturalmente presenti nel sito, mentre le diossine si formano per combinazione di IPA con Cloro marino.
Completamente disatteso è stato, infine, il principio chi inquina paga.
È per questo motivo che chiediamo l'immediato blocco dei lavori, che nulla hanno a che vedere né con le esigenze dell'evento sportivo (che può tranquillamente fare a meno della colmata di Bagnoli, come accaduto in questa prima regata) né con le esigenze ambientali, e il ripristino delle previsioni di piano democraticamente decise dalla città.
I firmatari
Assise di Palazzo Marigliano
Assise di Bagnoli-Bagnoli informazione
Rete No America's Cup
Rete Sociale No Box-Diritto alla città
Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli
Associazione Claudio Miccoli
Autonomia Napolitana
FISI
Rigenera
Associazione Donne Architetto ADA Napoli
Associazione Mondo Scuola
Associazione Unità delle sinistre
Associazione Marco Mascagna
Comitato Promotore del Progetto Hydrosòphia
Comitato civico di San Giovanni a Teduccio (Napoli)
Comitato San Martino
Compagno di viaggio odv
Vezio De Lucia, urbanista
Francesco Barbagallo, storico
Giulio Pane, professore, architetto
Gabriella Corona, storica dell'ambiente
Gianni Dispoto, urbanista
Laura Travaglini, urbanista
Emma Buondonno, architetto
Stella Cervasio, giornalista
Benedetto De Vivo, geologo, professore emerito di geochimica ambientale
Nino Ferraiuolo, professore
Carlo Coppola, Vicepresidente Comitato Monte Echia
Giovanni Squame, già Presidente della Commissione urbanistica comunale
Salvatore D'Acunto, economista
Riccardo Caniparoli, consigliere del direttivo nazionale di Italia Nostra
Gianfranco Nappi, Infiniti Mondi
Michele Gravano, già segretario CGIL
Francesco Escalona, Presidente NuRige Campania
Teresa Leone, architetto, Associazione ANTARES ETS
Enzo Russo, Architetto urbanista
Giovanni Sannino già Segretario Fillea CGIL Campania
Paolo Giugliano, professore, già segretario CGIL Campania e già componente Consiglio nazionale pubblica istruzione
Luigi Manna, già senatore della Repubblica
Francesco Citarella, professore, università di Salerno
Fortuna Iannone, architetto, Gente Green Aps
Immacolata Apreda, architetto,
Patrizia Maltese, Nurige
Antonio Marfella, medico
Giuseppe Cristoforoni, architetto
Ermete Ferraro, coordinatore Verdi Ambiente e Società
Salvatore Minolfi, storico
Gaetano Troncone, architetto, presidente Associazione Studio 147
Rina, Valeria De Lorenzo, già Deputato della Repubblica
Gennaro Esposito, Consigliere comunale
Antonia Manca, insegnante
Maria Muscarà, già Consigliere regionale
Carlo Iannello, costituzionalista, socio Italia Nostra Napoli
Amalia Grasso, Architetto
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Aggiornato al 04.10.2026 ore 12.03
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