Di Odrobina Kristóf, magyarnemzet.hu - Ungheria
Ursula von der Leyen ha fatto visita a Budapest, portando con sé il sorriso di una sovrana imperiale soddisfatta. Nel suo discorso in occasione del 70° anniversario della Rivoluzione del 1956, la Presidente della Commissione europea ha elogiato questo "paese rinnovato",
arrivando persino ad affermare di sentirsi qui come a casa propria.
Perché, ci si potrebbe chiedere, il vertice della burocrazia di Bruxelles si sente a casa in un luogo che in precedenza non aveva fatto altro che denigrare? Ebbene, perché ha raggiunto il suo obiettivo. Gli elogi che la Von der Leyen riserva ora al governo guidato dal partito Tisza di
Péter Magyar somigliano alla pacca sulla spalla che un padrone dà a un suddito: la constatazione che una nazione, un tempo ostinatamente ferma sulle proprie posizioni, ha finalmente ceduto, allineandosi docilmente.
Quando la Presidente della Commissione europea parla di un "messaggio di speranza" e di una "svolta democratica", nel suo lessico ciò significa una sola cosa: l'Ungheria ha abbandonato la sua linea indipendente, fondata sugli interessi nazionali. Finalmente!
Non stupisce che la Von der Leyen non nasconda più la sua soddisfazione. Questo è il classico riflesso di un colonizzatore, che cammina per il territorio appena conquistato e si rasserena constatando che gli abitanti del luogo hanno finalmente imparato qual è il loro posto. Al posto di uno Stato sovrano, vede ora un "paese rinnovato" che esegue i suoi diktat senza fiatare, che si tratti di economia, di immigrazione o di politica estera. Il sorriso di Ursula von der Leyen a Budapest non è segno di amicizia, bensì quello di un'ispettrice soddisfatta durante il suo giro di controllo: verifica se la filiale locale sta operando come previsto.
Se le cose continueranno su questa strada, la nostra indipendenza nazionale si svuoterà gradualmente: il processo è lento e si svolge in silenzio, accompagnato da sorrisi, foto di gruppo e dichiarazioni di apprezzamento.
È davvero questo ciò che volevamo: che un'élite straniera si aggiri spavalda nel nostro Paese, stabilendo quando ci stiamo comportando da "bravi ragazzi"? È giunto il momento di svegliarsi, prima che i viceré di Bruxelles si stabiliscano definitivamente a casa nostra.
Di Odrobina Kristóf, magyarnemzet.hu
24.10.2026
Fonte:
https://magyarnemzet.hu/poszt-trauma/2026/10/ursula-von-der-leyen-budapesten-tisza-kormany
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
oriundo2006 26 ottobre 2026
Temo che i patrioti magiari saranno chiamati a costituire la prima fila dei battaglioni NATO all'attacco in Ucraina. E' notorio che l' Ungheria sia la patria di formidabili uomini d'arme: dipende dal loro sostrato unno e dai tanti scambi avvenuti in quella pianura pannonica in cui per sopravvivere dovevi batterti a morte ?
Averli dalla propria parte non è secondario, marginale. E' essenziale per ottenere la motivazione al confronto militare. Di fatto lo smembramento dell' Impero austroungarico aveva proprio questa dominante, separare il mondo germanico dall'elemento latamente turanico, quello che dava alimento bellico fortissimo alla monarchia degli Asburgo.
A questo si può unire il loro cattolicesimo integrale filopapista tanto quanto quello 'Uniate' però con ampie libertà, un giorno forse da volgersi in termini drammatici.
Un cattolicesimo che li portò per primi a battersi nel '56 contro l' Urss, anni oramai lontani, quando ribellarsi significava al meglio, se fortunati, il gulag. Patriottismo in funzione fortemente antirussa ed antislava.
Sul punto la critica che Orban rivolgeva alla Ue era prettamente sui 'valori' e molto meno sul ruolo della Nato.
Dopotutto l' Ungheria ha interesse a riprendersi quegli ampi territori sottrattigli durante i due conflitti mondiali, siti in Ucraina ed anche in Romania.
Questo obiettivo è il motivo latente di tutte le politiche post guerra fredda di Budapest.
Mie fantasie vedere, anzi preconizzare, una possibile deriva aggressiva su di una base sanfedista ?
Può essere.
Da seguire con attenzione quanto accadrà con la presidenza Magyar ( il nome dice già tutto ) ed i ruolo delle masse giovanili, non intorbidate da imprestiti terzomondisti ( si sono sempre rifiutati di essere colonizzati dal mondo musulmano ) perchè fieramente nazionalisti.
Cosa c'entrino davvero con la politica 'talmudista' della Ue è un mistero che presto sarà svelato: in Vaticano ?