A cura di Michelangelo Severgnini
Guarda la puntata #58:
(Radio Gaza, in inglese e arabo, può essere seguita attivando i sottotitoli automatici di YouTube)
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<<L'Israele di oggi riporta alla mente i ricordi della guerra. È stata una giornata piena di evacuazioni e di avvisi di demolizione di quartieri residenziali a Al-Sabra, dove sono stati distrutti un panificio e diverse abitazioni; a Deir al-Balah sono state abbattute due case, mentre a Khan Yunis si è registrato un altro numero di martiri.
L'ultimo caso è stato quello di un panificio che ha visto un bambino e sua madre diventare martiri, perché Israele ha deciso che dovessero morire senza alcuna colpa>>.
Bilancio di un anno di cessate il fuoco a Gaza, dalla firma il 10 ottobre 2025.
Oltre 1.400 palestinesi uccisi e più di 4.700 feriti. Tra le vittime si registrano almeno 327 bambini morti (quasi uno al giorno).
Il bilancio complessivo dall'inizio delle ostilità (ottobre 2023) ha superato la drammatica quota di 74.000 morti.
E la ricostruzione? Oltre l'80% degli edifici ha subito danni e circa due terzi delle abitazioni sono state completamente distrutte. Si stimano oltre 60 milioni di tonnellate di macerie sotto le quali si trovano ancora migliaia di corpi insepolti. Nessuno dei 36 ospedali della Striscia è attualmente pienamente operativo, rendendo impossibile l'assistenza sanitaria di base per malati cronici o feriti. Dunque, di quale ricostruzione parlavamo?
Il costo totale stimato per la ricostruzione di Gaza ammonta ad almeno 71,4 miliardi di dollari, pari a 1/10 circa del PIL annuale di Israele. E' appena il minimo che questi costi fossero addebitati a Israele.
In ogni caso ci vorranno almeno 10 anni per ricostruire tutta Gaza, sempre che i bombardamenti finissero oggi stesso.
Ripetiamo ancora una volta che quasi un milione e mezzo di cittadini a Gaza si trova oggi senza assistenza e all'intero di una grave crisi alimentare.
Per non parlare del fatto che se non si interviene tempestivamente nel giro di uno, massimo due mesi, l'inverno e le piogge si porteranno via buon parte di quel che Israele ha lasciato ancora in vita.
Nonostante tutto ciò, in un recente confronto pubblico con un professore gramsciano, siamo stati da questi messi con le spalle al muro con una domanda stringente: "ma chi è che censura Radio Gaza, quando mai?".
Pretendeva i nomi. A che servono i nomi? Basti sapere che censurano Radio Gaza tutti coloro che hanno fatto campagna elettorale o chiesto soldi in nome di Gaza senza fare arrivare mai un centesimo di questi. E si capisce perché. E si capisce pure che qui, di lascito gramsciano, ne è rimasto poco.
<<Oggi ricorre un anno dall'accordo di cessate il fuoco
Il fuoco non si è fermato, né si è fermato il massacro, che è di proporzioni enormi e aumenta di giorno in giorno. Quasi ogni giorno assistiamo a nuove evacuazioni, martiri e feriti, a una grave carenza di aiuti e ai valichi chiusi da tempo con la scusa delle festività. Qui viviamo una situazione peggiore rispetto all'inizio della guerra, perché ora veniamo uccisi senza che nessuno ne sappia nulla e senza alcuna solidarietà; moriamo di fame, di oppressione, di angoscia e sotto i bombardamenti. Nessuno sa nulla della nostra morte
Ricordi di guerra.
Nei primi giorni di guerra, in un giorno come questo, il nostro campo, la nostra zona, era sottoposto ai bombardamenti più feroci: ogni cinque minuti un edificio veniva distrutto. Quel giorno uscimmo dal campo di Al-Shati sotto i bombardamenti e la distruzione; ci furono decine, anzi centinaia di martiri. Fu uno dei giorni peggiori della guerra: uscimmo dalle nostre case senza bagagli, correndo per le strade fuori dal campo di Al-Shati . È stata una giornata terribile che non dimenticheremo mai. Quella giornata è iniziata con il bombardamento di tre moschee in un solo istante, seguito dalla morte di decine di martiri.
Un'altra brutta giornata, ma oggi è davvero terribile.
La giornata è iniziata questa mattina con il bombardamento di un ragazzo a Khan Yunis: il ragazzo è rimasto ferito, ma non è morto; è stato poi bombardato di nuovo dagli aerei per farlo morire, dopodiché gli aerei hanno aperto il fuoco in modo indiscriminato, causando la morte di una bambina di 8 anni. A ciò ha fatto seguito un massacro nella zona di Al-Nasr, nella città di Gaza, dove è stato bombardato un assembramento di persone: alcune sono morte e altre sono rimaste ferite, e la sofferenza non ha fine Quando è calata la notte, sono iniziate le comunicazioni da parte israeliana per avvertire la gente dei bombardamenti notturni. La notte incombe sulla popolazione e qui siamo senza illuminazione nelle strade e la gente corre. C'è una minaccia per il campo, composto da tende e da un edificio residenziale nella zona di Al-Nasr, e per un edificio nella parte nord della città. Così migliaia di famiglie sono scese in strada, senza una guida e senza un posto dove andare se non la strada . Un edificio a Al-Nasr viene bombardato, poi alla gente viene detto: «Lo bombarderemo di nuovo», e i bombardamenti riprendono; così, durante la notte, vengono distrutti più di sei edifici in diverse zone.
Ecco come Israele risponde in occasione dell'annuncio del cessate il fuoco.
Da oltre tre mesi nel Settore di Gaza si registra una grave crisi farmaceutica: nessun farmaco è entrato nel Settore di Gaza e Israele rifiuta l'ingresso dei farmaci destinati agli aiuti umanitari, insistendo invece sull'importazione di farmaci commerciali, il cui costo ricade sui cittadini, che devono inoltre pagare multe e dazi doganali; i prezzi dei farmaci stanno aumentando in modo esponenziale. A ciò si aggiungono i sospetti di corruzione nei confronti delle organizzazioni mediche di Gaza, che forniscano servizi se non a prezzi estremamente elevati.
Qui soffriamo molto a causa della carenza di medicinali.
Nel settore di Gaza circola un detto che tutti ripetono: «Meglio non ammalarsi, perché non esiste assolutamente un sistema sanitario né medicinali»>>.
Da giugno 2025.
212.331 € raccolti grazie a 2.155 donazioni.
210.963 € inviati finora a Gaza.
1.664 € ricevuti a ottobre.
Per le donazioni:
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Conto corrente bancario per le donazioni:
SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI
IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676
BIC: BPMOIT22 XXX
Causale: Apocalisse Gaza
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A cura di Michelangelo Severgnini
16.10.2026
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Michelangelo Severgnini. Documentarista e saggista.
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