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BYOBLU E GLI ARTIGLI DEL SIONISMO

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A cura di Redazione CDC
Il 2 Aprile 2025
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Articolo 01-04-2025 Antidiplomatico

Di Michelangelo Severgnini, sollevazione.it

Ieri sera ho assistito all’ultima puntata del programma “V per Virginia”, condotto da Virginia Camerieri sul canale televisivo Byoblu, di cui la stessa è direttrice.

Una trasmissione definitiva su cosa la contro-informazione non sia e attraverso quali paradigmi mai sarà.

Un’intervista che non ha senso, che non ha né capo né coda, sotto il profilo giornalistico, culturale, religioso, storico. Oggetto della serata: l’Islam. Titolo della trasmissione: “Il lato oscuro dell’Islam”. Ma la religione non ha nulla a che fare con quanto trasmesso, nemmeno se in onda lo stesso giorno delle celebrazioni dell’Aid Al-Fitr, la festa di fine Ramadan delle comunità islamiche.

La trasmissione però non riesce nemmeno ad essere offensiva nei confronti dell’Islam, è semplicemente la propria fossa giornalistica scavata con spensieratezza dagli autori del programma.

Perché la religione non c’entra qui, c’entra il razzismo sionista e la presunta onnipotenza israeliana, spacciata in Occidente come anti-islamismo.

E visto che il sostegno a Israele non si trasmette per libero consenso (ché nessuna persona onesta intellettualmente potrebbe arrivare a tanto), quanto attraverso la corruzione morale e materiale, penso sia lecito chiedere quale siano i benefici maturati al momento di pattuire un simile servizio.

Pretendere di farsi spiegare l’Islam dall’ospite della serata, Paola Kafira come da didascalia, è come pretendere di farsi spiegare Putin dalla Pina Picierno. Non è questione di irriducibile opposizione. E’ questione di indotto personale.

Affermatasi di recente attraverso un canale YouTube, l’ospite della serata è presentata all’interno del sito “Bostro – sito web ostile alle religioni (sic)” il quale si presenta così: “Il Bostro garantisce pieno sostegno e supporto a Israele e a Tzahal”.

Sul suo canale, la Kafira è autrice di un video dal titolo: “13 domande per Alessandro Di Battista sul genocidio a Gaza”. Così, per documentarmi, oltre a sentirmi le 13 domande, mi sono dovuto pure sentire spezzoni tratti da Di Battista, che abitualmente non seguo.

Ma lascio a voi immaginare il tono del video e delle domande.

Qualche menzione va però fatta alla trasmissione di Byoblu.

Ecco alcune gemme calate dall’ospite nella sua personalissima visione dell’Islam, maturata in seguito ad alcune esperienze con Siriani particolarmente feroci (magari proprio gli amici di Israele) e da ricerche personali su internet.

“Maometto era un antisemita”. Frase che assomiglia ad un’altra che sentiamo abitualmente ormai, qui applicata retroattivamente. Poi, che gli Arabi siano semiti quanto gli Ebrei, tanto è un dettaglio che gli Europei di solito non colgono.

“Nel Corano si inneggia al martirio”. Dalla definizione Treccani di martirio: “In senso stretto, la morte violenta o le sofferenze subìte e accettate da un cristiano pur di non rinnegare la propria fede (e ci si riferisce in questo caso soprattutto al cristianesimo dei primi secoli o a quello missionario) o di non violarne i principî e i doveri morali: soffrirepatireaffrontare il m.”. Il concetto di martirio nasce in seno al Cristianesimo nei confronti delle persecuzioni subite da Roma e tutt’al più l’Islam lo fa proprio.

“I musulmani sono genuinamente terrorizzati dall’idea dell’inferno, tra le cui pene vige la tortura”. Tratto non dal Corano, ma da “La divina commedia”, Canto XVIII : “Di qua, di là, su per lo sasso tetro / vidi demon cornuti con gran ferze, / che li battien crudelmente di retro. / Ahi come facean lor levar le berze / a le prime percosse! già nessuno / le seconde aspettava né le terze”. I musulmani sono terrorizzati dalle pene dell’inferno quanto i cristiani. Direi nel 2025 ormai, a occhio, piuttosto poco.

“Ho assistito ad un delitto d’onore praticato da Siriani in Turchia su una ragazzina”. Dobbiamo dunque pensare che abbia denunciato il fatto, in quanto il “reato d’onore” in Turchia è punito con l’ergastolo, previsto dall’articolo 81 del Codice penale turco. Sempre che la “realpolitik” non abbia prevalso nel proteggere i suoi “amici siriani”.

“L’Islam prescrive di uccidere i miscredenti”. Sostenuto da un occidentale filo-israeliano questo gioco proprio non funziona. Partendo dal concetto di “malicidio” di san Bernardo di Chiaravalle, padre della Chiesa, teorizzatore dell’eliminazione del non-cristiano, base teologico-giuridica delle Crociate e in seguito della “Reconquista” spagnola e del conseguente genocidio dei popoli indigeni delle Americhe.

“L’estrema sinistra, non so come altrimenti definirla (sic), si sta unendo al tribalismo dell’Islam”. E allora diciamolo chiaro altrimenti: questi centri sociali che manifestano per Gaza non garbano. Neanche a me. Ma non perché manifestano per Gaza. E ancora una volta, l’Islam non c’entra.

Provare a sovrapporre l’Islam alla Resistenza palestinese e araba è una forzatura da studiosi in cerca di notorietà (come il Samuel P. Huntington de “Lo scontro di civiltà”, testo di impianto neo-coloniale anglosassone, ovviamente richiamato durante la trasmissione).

Ma provare a criminalizzare una religione come l’Islam tout court, per poi quindi criminalizzare la Resistenza palestinese e araba, è semplicemente un piano della Cia e di Israele, già ampiamente documentato, datato anni ’90 agli albori della “guerra al terrore” di George W. Bush, ed è l’applicazione di una proprietà transitiva ormai smascherata dalla Storia.

Noi popoli europei siamo stati le prime vittime di questa “Psyop” scatenata nell’ultimo trentennio, perché questa dottrina ci ha divisi, ci ha resi diffidenti nei confronti dei nostri fratelli musulmani. Questa è stata la dottrina che ha innescato la guerra tra poveri, così, mentre i salari crollavano e il Medio Oriente come l’Africa erano in fiamme, ce la siamo presa con l’immigrato musulmano e non con le quelle stesse banche che avevano deciso il crollo dei primi e le fiamme dei secondi.

Lo scrivo da cittadino italiano agnostico che ha vissuto per tanti anni in Paesi a maggioranza musulmana.

Porsi la domanda se il Cristianesimo sia compatibile con l’Islam è uno schiaffo alla nostra stessa storia. Le società islamiche nascono multi-religiose per necessità, laddove l’Islam si è diffuso inizialmente in regioni, il Medio Oriente e il Mediterraneo, già popolate in precedenza da altre religioni monoteiste. Paesi come la Palestina, la Siria, la Turchia, sono da sempre un crogiolo di religioni.

A differenza dell’Europa dove, con poche eccezioni (vedi la Bosnia o l’Albania), l’Islam in sé e per sé è stato settariamente perseguitato ed estirpato.

Deve sapere, la conduttrice Virginia Camerieri, che non ci può essere alcuna seconda puntata sull’argomento con “ospite di idea opposta”, come se si potesse bilanciare la becera propaganda con qualcos’altro. Resta e rimane becera propaganda di guerra sionista.

Di Michelangelo Severgnini, sollevazione.it

31.03.2025

 

FONTE: https://www.sollevazione.it/2025/04/byoblu-e-gli-artigli-del-sionismo-di-michelangelo-severgnini.html

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