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Wall Street is War Street, il Governo Ombra degli USA

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Alla fine degli anni ’80 il disegno imperialista della triade USA, Vaticano e Israele, contribuì fortemente alla demolizione dell’URSS, non tanto per esportare la “libertà” come andavano blaterando, ma per catturare nuovi territori di conquista per gli oligarchi. Sotto l’ombrello del “neoliberismo armato” che abbiamo conosciuto bene, così come avevano fatto con Pinochet in Cile o Videla in Argentina e in tutta l’America Latina. Caduto quindi l’URSS, l’imperialismo americano si è scatenato prima contro la ex Jugoslavia, e poi contro l’Albania, il Medio Oriente (Iraq, Afganistan, Libia) per affermare così il proprio piano criminale.

discretionary_spending_pie_2015_enactedTuttavia, è senza dubbio vero che le spese per la corsa agli armamenti dell’URSS contribuirono al suo dissesto finanziario … ma il grande paradosso odierno è che questa volta la nuova corsa agli armamenti, per la rinascita della guerra fredda, potrebbe spezzare l’economia degli Stati Uniti, piuttosto che quella russa. Gli Stati Uniti infatti superano di gran lunga tutte le altre nazioni in spesa militare, tanto da rappresentare il 37% del totale della spesa mondiale. Il grafico seguente mostra come il Congresso abbia stanziato la cifra di 1.11 trilioni di dollari di spesa discrezionale per l’anno fiscale 2015, per un totale di $ 598.500.000.000 di spesa militare, pari al 54% del totale. La spesa militare comprende tutte le attività regolari del Dipartimento della Difesa: spese di guerra, armi nucleari, assistenza militare internazionale, e la spesa del Pentagono con altri correlati.

wolrd_military_spending_barchart_largeSe poi facciamo il confronto con la spesa militare del resto del mondo, ci rendiamo conto che il militarismo Usa supera di gran lunga quello degli altri paesi, tanto che gli Stati Uniti spendono circa tre volte più della Cina, e circa 10 volte di più della sola Russia. Il grafico però segnala anche la debolezza degli States, perché non vi è dubbio che, benché gli USA spendano nominalmente molto di più di Cina e Russia, sussiste anche una mera perdita di risorse che danneggia lo sviluppo della difesa. Per di più una parte enorme di spesa militare serve a mantenere le basi militari in tutto il mondo. Secondo alcune stime gli Stati Uniti hanno 800 basi nel mondo, e soprattutto militari e marines in 160 Paesi … nell’insieme mezzo milione di soldati con famiglia è all’estero. Russia e Cina non hanno alcun onere corrispondente per mantenere una forza imperiale così estesa e ramificata a livello globale.

Però il sistema della macchina da guerra permanente USA è talmente marcio che progetta spesso programmi di ricerca troppo costosi e farraginosi. Un esempio è dato dal fatto che le bombe di ferro “stupide” russe sembrano essere quasi altrettanto precise delle bombe “intelligenti” statunitensi se sganciate da 5000 metri. La Russia insomma sembra vincere anche per il suo sistema economico e politico più sano.

Che poi la Russia manchi di tecnologia per competere con l’Occidente nello sviluppo di armi è stato un tema costante dal 1930 ad oggi. In realtà la storia dimostra il contrario, e gli esempi sono innumerevoli:

– i tedeschi hanno sperimentato nel 1941 quanto i carri armati russi, come il KV1 e il T34, fossero più avanzati dei loro;
– gli Stati Uniti lo hanno sperimentato nel 1949, quando l’URSS ha fatto esplodere la prima bomba nucleare;
– l’aviazione degli Stati Uniti ha perso nel 1950, quando si è scontrata con il MiG-15 in Corea;
– nel 1957 l’URSS ha lanciato il primo satellite artificiale del mondo, dimostrando che aveva la capacità di colpire gli Stati Uniti con missili intercontinentali;
– nel 1960 l’aviazione statunitense scopre che l’aeronautica nordvietnamita dotata di combattenti addestrati dai russi era in grado di raggiungere una posizione aerea dominante sopra Hanoi;
– nel 1973 gli israeliani subirono molte perdite durante la guerra dello Yom Kippur contro i missili russi anticarro e antiaerei.

twitter false flag aviazione stati unitiE poi la U.S. Air Force sembra essere talmente gelosa dei successi dell’Aviazione Russa che in Siria ha colorato dello stesso colore dei jet russi alcuni dei propri aerei … Qual è il senso? Semplice esercitazione di guerra o l’ennesima cospirazione dei russi?

Quindi fatte le dovute considerazioni, sembra che Russia e Cina, anche se non sono in testa alle spese militari, tuttavia trarrebbero vantaggio dall’efficienza della loro razionalizzazione dei progetti di difesa, e invece gli Stati Uniti sembra che stiano perdendo la nuova corsa agli armamenti per gli stessi motivi per cui l’URSS crollò a suo tempo, dato che possiedono oggi un sistema economico troppo monopolistico e poco competitivo, volto più a soddisfare le esigenze di una piccola élite corrotta, anziché le esigenze dell’intero corpo sociale.

Al contrario il sistema della Russia ad economia di mercato con significativa componente statale, soprattutto nel settore militare, sembra di gran lunga superiore al diabolico capitalismo monopolistico e oligarchico governato dal “Governo Ombra” degli USA. Lo dice Mike Lofgren, nel suo libro “Stato profondo: la caduta della Costituzione e l’ascesa del governo ombra”, cui si deve la lucida definizione di “Wall Street is War Street”. Mike Lofgren, un ex membro dello staff del Congresso, ha descritto alla perfezione come il governo ombra americano comporti un consenso trasversale su questioni politiche d’impatto nazionale.

Infatti un funesto contributo al bilancio della difesa USA deriva proprio dalla profonda simbiosi del complesso militare-industriale con la finanza, “Wall Street con War Street”. I principali appaltatori del complesso militare-industriale degli Stati Uniti sono tutti quotati in borsa e quindi i contratti della difesa risentono di enormi margini di profitto per soddisfare le esigenze del mercato azionario.

I contratti non sono aperti a qualsiasi tipo di gara, ma assegnati dalle macchinazioni dello Stato profondo, dunque è assai probabile che circa il 30% del bilancio militare degli Stati Uniti finisca in tali margini di profitto, poi riversati come dividendi, o peggio, pagamenti dei profitti di giochi azionari. Aspetto interessante e cruciale di questa condizione oligarchica sono i contributi elettorali che scendono dai fornitori della difesa ai membri del Congresso per mantenere in vita il giocattolo. Considerando tutto ciò, il denaro reale rimasto per lo sviluppo e la produzione militare è di gran lunga inferiore a quello che Cina e Russia destinano.

Uno studio condotto da ricercatori della Princeton University, ampiamente documentato “Testing Theories of American Politics: Elites, Interest Groups, and Average Citizens”, dimostra come gli Stati Uniti si stiano evolvendo da parecchio tempo in un’oligarchia, e rivela le “verità difficili ” del sistema politico: “Dietro un’apparente democrazia si nasconde il governo di pochi che se ne infischiano delle scelte della gente”. Il governo USA non rappresenta gli interessi dei cittadini, ma è governato dall’oligarchia dei potentati d’interesse.  I ricercatori Martin Gilens e Benjamin I. Page hanno condotto il loro studio analizzando i dati tratti da oltre 1.800 diverse iniziative politiche tra 1981 e il 2002, e deducendone che gli Stati Uniti sono nelle mani di lobby di potere che controllano anche il sistema economico ed orientano le direzioni del paese, indipendentemente o anche contro la volontà della maggioranza degli elettori.

In maniera anche molto significativa l’ex-presidente Jimmy Carter s’è espresso in tal senso contro un flagello di questo genere, durante un programma radiofonico a diffusione nazionale, dicendo chiaramente che gli Stati Uniti sono completamente sovvertiti dagli oligarchi, e sono diventati un Paese in cui una “corruzione politica illimitata” ha travolto la corretta conduzione del potere.

President Jimmy Carter: The United States is an Oligarchy…

Ecco perché la voracità del lobbismo americano incide negativamente sull’efficienza della produzione di armi, infatti se si confrontano i top-of-the-line caccia dei due Paesi, l’F-35 caccia-jet prodotto dalla società statunitense Lockheed Martin, contro il Su-35 fighter jet prodotto da parte del governo russo (Sukhoi Company è interamente controllata) … l’F-35 costa circa 100 milioni di dollari, il Su-35 costa circa 65 milioni di dollari.

Un episodio significativo che dimostra l’efficienza della produzione militare russa risale al 13 settembre 2014, ed è stato raccontato da Voltairenet, sulla base di un incidente in cui il cacciatorpediniere USS Donald Cook Aegis, entrato nel Mar Nero per minacciare la Russia, venne disattivato nei dispositivi elettrici da un Su-24 russo.

aereo russo sukhoiSta di fatto che per l’industria bellica Usa la guerra è un affare molto redditizio, sancito chiaramente dalla legge, per la quale «la vendita di articoli da difesa e servizi a Stati stranieri viene finalizzata quando il presidente ritiene che serva a rafforzare la sicurezza dello Stato e a promuovere la pace globale», e garantito dal Secondo Emendamento della Costituzione « Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi. »

Ad esempio la lista dei contractor beneficiari per la guerra in Iraq è stata piuttosto lunga: la General Atomics per i droni Predator, la Northrop Grumman per i droni Global Hawk, la AeroVironment per i minuscoli droni di sorveglianza Nano Hummingbird, la DigitalGlobe per il satellite, la Lockhed Martin per i missili Hellfire, la Raytheon per i missili a lungo raggio Tomahawk. Dopo i primi raid contro postazioni islamiste in Iraq e le dichiarazioni del presidente di un conflitto a lungo termine, i prezzi delle armi delle compagnie private lievitarono, insieme alle quotazioni in borsa. (Chiara Cruciati, Il Manifesto)

A far lievitare i profitti c’è poi l’addestramento: sono le stesse compagnie private ad insegnare ai soldati americani e iracheni a utilizzare i nuovi sistemi. Un esempio: nel contratto per la vendita di carri armati, una clausola prevede che «5 rappresentati del governo Usa e 100 rappresentanti del contractor privato raggiungano l’Iraq per un periodo massimo di 5 mesi per consegnare il materiale, verificarne la funzionalità e addestrare».

L’assetto militare degli USA fu giustificato in chiave imperialistica perfino dallo stesso presidente Eisenhower nel suo discorso di congedo, rivolto alla Nazione, il 17 gennaio 1961, in cui veniva così sancita la nascita del più potente Stato del pianeta, che aveva la responsabilità di “difendere la civiltà” nel mondo. Ma il presidente Dwight Eisenhower avvertiva anche il popolo degli Stati Uniti riguardo al pericolo costituito dal “complesso militare-industriale”, che celava un manifesto intreccio di affarismo politico tra gruppi industriali, politici rappresentanti del Congresso, e direzione delle forze armate degli Stati Uniti d’America.

“Sono passati dieci anni dalla metà di quel secolo che è stato testimone di quattro principali guerre combattute tra Stati potenti. Tre di queste hanno coinvolto il nostro Paese. Nonostante questi olocausti l’America è oggi la nazione più forte, più influente e più produttiva del mondo. Comprensibilmente orgogliosi di tale supremazia, ci rendiamo conto che il nostro prestigio e la nostra leadership non dipendono solamente dal progresso materiale, dalle ricchezze e dall’impareggiabile forza militare, ma da come usiamo il potere nell’interesse della pace mondiale e del miglioramento dell’umanità … Fino all’ultimo conflitto mondiale gli Stati Uniti non disponevano di una industria degli armamenti. Per la difesa militare spendiamo ogni anno una cifra superiore alle entrate nette di tutte le corporazioni degli Stati Uniti messe insieme. Questo collegamento fra un’immensa struttura militare e una grande industria bellica è nuovo nel bagaglio di esperienze del nostro Paese, e ne avvertiamo l’influenza complessiva -economica, politica, perfino spirituale- in ogni città, in ogni sede dell’amministrazione, in ogni ufficio del governo federale.”

Insomma l’esistenza stessa dell’industria bellica USA esige una produzione continua di guerre, l’urgenza di portare avanti una politica aggressiva e di belligeranza persistente. L’industria bellica non rappresenta un corollario dell’economia statunitense, al contrario è diventata uno dei pilastri produttivi portanti del sistema economico USA. Per non parlare delle armi di distruzione di massa, a partire dal napalm usato in Vietnam, grandi quantità di defolianti per privare i guerriglieri vietcong della copertura naturale del terreno, per irrorare foreste di mangrovie e campi di riso, al fine di comprometterne le riserve di cibo. Si calcola che dal 1961 al 1971 siano stati utilizzati 72 milioni di litri di erbicidi e 400.000 bombe al napalm, le cui tossine hanno inquinato per decenni il suolo del Sud del paese … e poi le armi chimiche e batteriologiche fornite a Saddam per gasare i Kurdi, armi al fosforo bianco usate in Iraq.

Il governo degli USA ha assunto dunque il ruolo di gendarme del pianeta e contribuisce alla creazione di un’industria bellica dinamica e altamente produttiva, un’industria che trova la propria giustificazione nella difesa della pace nel mondo e nella diffusione della democrazia. E il frankenstein così prodotto vede la confluenza di più scambi: la permutazione di armi con il petrolio di contrabbando dell’Iraq, con i pani di oppio dell’Afghanistan e dell’America Latina, con l’oro della Liberia, con i brillanti grezzi della Costa d’Avorio. Secondo dati ufficiali del Pentagono fra il 1990 e il 1996 il commercio delle armi aveva dato un risultato attivo di bilancio di oltre 100 miliardi di dollari …” (dal 1997 i bilanci del Pentagono sono stati secretati per ragioni di sicurezza nazionale)

(V. Chalmers Johnson, Blowback: Costs and Consequences of American Empire, New York and London 2000) .

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.10.2016

 

Pubblicato da Rosanna

Sono docente di italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare alla ricerca della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso il flusso ridondante delle informazioni, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • Hamelin

    Per le persone di raziocinio è chiaro che ci stiamo dirigendo a grandi passi verso una guerra terribile .
    Nessuna persona sana si mente spende 1.1 Trilioni di USD per armamenti che non intende utilizzare .
    E’ l’asimmetria psicolgica ed informativa del potere dei media che ha fatto perdere la ragione alla gente .
    Viviamo in un ipnosi collettiva dove le persone credono alle palesi menzogne che vengono loro propinate .
    Basterebbe seguire invece le azioni per capire dove andremo a finire .
    La gente crede erroneamente che vivrà felice con le tranquille parole confortanti e le distrazioni di massa quando dietro l’angolo c’è una pioggia di ICBM .
    Le persone sveglie sono troppo poche per dar vita ad una ribellione .
    Quindi vedremo entro pochi anni la distruzione che porterà la 3a Grande Guerra .

    • Potrei aggiungere che una violenta Guerra Fredda è già in atto nello scontro in Siria, territorio particolarmente prezioso per la Russia, dato che intende fissare una base navale permanente nel porto siriano di Tartus, come ha dichiarato il segretario di Stato russo Nikolay Pankov. Ma il conflitto ha anche dimostrato la superiorità tattica dei russi e la loro tecnologia vincente, addirittura superiore sembra rispetto a quella yankee … quindi se lo scontro diretto tra le due superpotenze dovesse scoppiare, credo che gli USA avrebbero molto da perdere … ecco perché probabilmente è improponibile a livello mondiale …
      Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201610103467267-sicurezza-difesa/

      • gianni

        Apparte la Siria la Russia e’ comunque sotto attacco da parte dell’ occidente che vuole togliete di mezzo il governo Putin e sostituirlo con uno filo-occidentale

        • Infatti in tutto l’occidente è diventata quasi “una moda” riferirsi negativamente al presidente Putin alla maniera di “chi riesce a superarsi” … lo ha detto il Ministro degli esteri Sergey Lavrov, e non so se hai visto il video dove Renzi il bifolco partecipa ad una conferenza di fianco a Putin e lo sbeffeggia consultando continuamente il cellulare … insomma la retorica antirussa è parte integrante della campagna propagandistica Usa, ma comunque un avversario dal carisma del presidente russo non è semplice farlo fuori …

          • E notizia dell’ultima ora … Stoltenberg: “Anche gli italiani schierati al confine con la Russia”. Il segretario generale della Nato avvisa Mosca: «Non avrà un’altra Yalta». Nel 2018 un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia. «Sarete parte di uno dei quattro battaglioni dell’Alleanza schierati nei Paesi baltici», precisa Jens Stoltenberg, da due anni segretario della Nato. Pochi uomini, presenza «simbolica» in una forza «simbolica» da quattromila unità. Tuttavia, serve a dimostrare che «ci siamo e siamo uniti», che «abbiamo una difesa forte che garantisce la deterrenza», mentre «vogliamo tenere aperto il dialogo» col Cremlino. Non solo. «Sempre nel 2018 – aggiunge il norvegese – l’Italia sarà nazione guida nel Vjtf», la Task Force di azione ultrarapida, la «punta di lancia» in grado di intervenire in cinque giorni in caso di emergenza. Schierata, e non è un caso, sulla frontiera Est. Davanti a Putin che, ammette l’ex premier di Oslo, «ha dimostrato la volontà di usare la forza militare contro i vicini». http://www.lastampa.it/2016/10/14/esteri/stoltenberg-anche-gli-italiani-schierati-al-confine-con-la-russia-SsIPcchStChHVnideCVP9N/pagina.html

    • robespierre

      Purtroppo la gente e’ illogica, irrazionale, istintiva, mossa solo dalle presunte assolute esigenze propinateci dalla “fabbrica del consumo” che quotidianamente ci propina presunte novita’ tecnologiche del tutto insulse anche per indurci a non pensare e non criticare, oltre che a consumare. Del resto tutto parte dall’industria dell’informazione totalmente nelle mani degli USA, che di fatto controllano Internet, vero cavallo di Troia nelle menti della gente.

      • Tutto il mondo dell’informazione è una “fabbrica del consenso”, siamo immersi quotidianamente in una realtà sociale gestita dalla cultura americana, che ci sforna fandonie continue per catturare consenso … però nell’articolo io cercavo di mettere in rilievo due punti deboli della fantomatica fortezza tecnologica USA: il primo consiste nel fatto che la loro tecnologia è gonfiata da una rete insostenibile di interessi clientelari, quindi meno efficiente rispetto a quella russa, perché molto denaro viene disperso in pratiche corruttive … il secondo riguarda l’episodio del 13 settembre 2014, raccontato da Voltairenet, in cui un cacciatorpediniere USS Donald Cook Aegis, entrato nel Mar Nero per minacciare la Russia, venne disattivato nei dispositivi elettrici da un Su-24 russo … questo dimostrerebbe che i caccia russi sono dotati di una tecnologia nettamente superiore, che sarebbe in grado di vincere una guerra …

        • virgilio

          si la propaganda anglosionUSA e grandiosa pero oramai piu i giorni passano piu si rendono conto che hanno finito anche la frutta,oramai gli e rimasto solo gli specchi per arrampicarsi sopra perche lo sanno ma non vogliono ametterlo neanche a loro stessi che oramai la Russia fa sul serio e che sono armati quanto loro se non di piu dunque hanno piu da perdere che da guadagnare,il Giapone e lontano quando loro questi codardi(USA) sganciarono le 2 prime bombe atomiche tranquilli senza nessun timore di essere contrastati

        • Lilith

          Sono d’accordo con te Rosanna. Ho paura che, essendo noi seduti su un barile di benzina, qualche imbecille la combini così grossa che renda il conflitto diretto USA-RUSSIA inevitabile. Però nel grande agitarsi U.S.A. e nel silenzio assordante Israeliano, vedo nervosismo e tanta incertezza. Tanto hanno tirato la corda che gli equilibri sono saltati. Ora gli States si trovano dinnanzi ad un’avversario tosto, lo Zio Vlad. Face to Face, come piace dire a loro, gli Yankee. Uno di fronte uno veramente tosto, che gode di grande stima nella sua Russia e, non dimentichiamolo, è il leader più amato in Europa, se sommiamo tutti gli estimatori che ha nei vari paesi dell’Unione. Io nel loro strillare e strepitare vedo paura. Mi sembrano quegli uccelli che si gonfiano a dismisura per spaventare gli avversari. Un paese che presenta una umanoide folle psicopatica alle elezioni presidenziali non gode assolutamente di buona salute. Io sono tra quelli che sperano in una sonora lezione impartita dalla Russia agli States, perchè non è possibile vivere come fanno loro a dispetto dell’intero pianeta. Sono il 5% della popolazione mondiale, o forse anche meno. E’ ora di fargli capire che devono assolutamente smetterla. E io sono convinta che sta per succedere. Ho paura, si, ma è necessario.

          • Anch’io Lilith percepisco molto nervosismo da parte degli States, e soprattutto noto che il tentativo di avere la meglio in Siria non gli è riuscito, perché hanno di fronte un’aviazione governata da strategie dinamiche e intelligenti … però uno scontro diretto non credo che possa scoppiare, perché gli Usa conoscono bene i propri punti deboli, e soprattutto le falle di una tecnologia gonfiata da clientelismi affaristici, un esempio potrebbe essere l’F-35 che presenta numerosi difetti … naturalmente tutto l’Occidente continua a mistificare le loro difficoltà ed anche i nostri ministri si piegano al diktat imperiale e soffiano sul fuoco … vedi Gentiloni e la Pinotti …
            “Italia invia 140 soldati in Lettonia. Nato: “Mosca potrebbe usare la forza”. Cremlino protesta: “Politica distruttiva”
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/14/russia-italia-invia-140-soldati-in-lettonia-nato-mosca-potrebbe-usare-la-forza/3098173/

      • gianni

        Ci sono centinaia di articoli e video su internet che spiegano perche’ gli USA sono il paese terrorista numero 1 , se internet fosse controllato dagli USA censurerebbero tutto

  • Nicolass

    se scoppiasse la Terza Guerra Mondiale saprei in quale esercito andare ad arruolarmi….

  • PietroGE

    Mah, io leggo cose un po’ differenti su Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/Military_budget_of_the_United_States
    Il budget per la difesa vero e proprio viene stimato in 637 miliardi, il 16% del budget totale degli USA. In questa cifra però non vengono calcolati i costi dell’assistenza ai reduci di guerra, pensioni ecc, tutto il budget per le armi nucleari (che va al Dipartimento dell’energia), interessi sui debiti ecc. ecc. Forse ci siamo, grosso modo.
    La parte che va alla ricerca e sviluppo di armi viene data a circa il 10% del totale dei 637 miliardi. Quindi il grosso della spesa va al mantenimento delle basi all’estero e spese per il personale. Le spese per la difesa in Cina e in Russia non sono facilmente verificabili. Quelle date dal governo cinese sono molto più basse delle spese reali.
    È vero che la tecnologia militare russa è di prim’ordine e che il carro armato sovietico rispetto a quello tedesco era superiore. Le condizioni in cui è stata lanciata l’Operazione Barbarossa erano però molto approssimative. Le operazioni belliche contro guerriglia invece, sono state deludenti sia per gli americani nel Vietnam che per i sovietici (russi) in Afganistan.
    Per quanto riguarda le guerre in MO, il giudizio dipende da chi giudica, se per gli americani e gli occidentali sono state un disastro dietro l’altro, per la lobby giudaica che decide la politica estera americana le cose non potevano andar meglio : tutti i nemici di Israele (tranne l’Iran) senza una sola perdita ebraica. Che vuoi, meglio di così!

    • Sì certo, fatte le dovute considerazioni i conti tornano, io ho trovato i dati su alcuni siti che ho linkato: globalresearch, nationalpriorities, e mi sembrano abbastanza attendibili …

  • Toussaint

    A titolo di mera curiosità, ricordo di aver letto (ma non ricordo dove) che i russi stanno sperimentando tecnologie militari derivate dalla fisica quantistica, dalle potenzialità notevolissime (ad esempio una specie di raggio laser in grado di far precipatare come un sasso qualsiasi oggetto volante), anche se ancora sperimentali (non sempre riescono a ripetere con successo l’esperimento). Tecnologie del tutto sconosciute all’industria bellica americana. L’impossibilità di indicare la fonte (benedetta memoria) suggerisce, comunque, di prendere il mio commento con il dovuto beneficio d’inventario.

    • L’argomento però è molto interessante e degno di approfondimenti …

  • Mauro Elia

    Secondo me gli Usa sono entrati in una “spirale lost-lost” qualsiasi mossa faranno/non faranno, li porterà al disastro. scacco matto. Paradossalmente ai “poteri ombra Usa” converrebbe una vittoria di Trump oppure Facebook, Apple, a fine conflitto avranno 1/50 dei clienti… purtroppo i morti non vanno su internet, non comprano telefoni, armi, non si curano, etc, etc, etc…. un errore sottovalutare i Russi.

    • Infatti non è la Russia che ha paura di una guerra con l’Occidente, semmai è il contrario, sono gli Usa ad avere paura della Russia … e l’esperienza in Siria lo dimostra, dove hanno tentato di tutto pur di ottenere tregue che poi hanno drasticamente trasgredito, oppure nel tentativo di chiedere una No-fly zone che avrebbe permesso loro di riorganizzarsi di fronte al confronto fallimentare con l’aviazione russa … mentre l’occidente è completamente schiavo della volontà della Nato … del resto chi entra nella Nato, non entra in una qualsiasi alleanza, entra in un organismo predisposto per combattere, con basi permanenti, un quartier generale, un comandante in capo e un presunto potenziale nemico, sempre e comunque riconoscibile nella Russia …

  • Adriano Pilotto

    L’obesità non è certamente un indice di fitness darwiniana. E’ pur vero che l’obesita può inibire alcune attività cerebrali.

  • AlbertoConti

    Ogni Paese esporta ciò che ha in eccesso, non potrebbe fare diversamente.
    Così gli USA esportano inflazione e corruzione. E’ invece impossibile che esportino vera democrazia, perchè non ce l’hanno mai avuta, dalla conquista del west alle presidenziali pagate dalle corporations e dalle banche.
    Ovvio che le colonie dell’impero siano gli importatori privilegiati, non so vi viene un esempio facile facile.
    E un impero globale finisce con l’inglobare tutto e tutti nelle sue “logiche” e nella sua “cultura”. Il lato positivo di questo esito potrebbe essere la pace, per assenza di reali diversificazioni e contrapposizioni d’interessi dominanti nelle varie parti del sistema unico.
    Una pace di m. ma pur sempre meglio della guerra. Ma così non è, ancora non è, ed è molto probabile che finisca prima l’impero, marcito dalla testa come il pesce, del suo fine fisiologico: l’omologazione. Tutto sta a vedere se è un bene o un male, relativamente parlando con uno sguardo agli effetti collaterali, come l’estinzione della specie ad es.

    Stiamo effettivamente parlando dell’1% del 5%, che è veramente un nulla, ma della potenza di un buco nero, nero come l’anima di chi li rappresenta, e che ci vorrebbe rappresentare tutti, sia pure con l’inganno.

  • ga950

    Come al solito! Tutte notizie nuove di zecca che mi hanno convinto ad abbandonare la clava.

    • Carissima gaia, dai commenti così arguti e perspicaci che lei fa si direbbe che della clava non riesce proprio a farne a meno …

    • AlbertoConti

      Se vuole notizie nuove di zecca legga la gazzetta dello sport. Lì si che la clava può essere utile.