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Tutti gli affari del Presidente e le 6 azioni su cui puntare

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DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

The Donald alla fine ce l’ha fatta … dopo aver orchestrato un’abile campagna presidenziale che toccava i punti più sensibili della profonda crisi americana e facendosi espressione della rabbia degli esclusi, ha interpretato tutte le sofferenze sociali ormai insostenibili: il 23% di disoccupazione adulta, la precarizzazione a vita dei lavoratori, la proletarizzazione della middle class, i guasti di una globalizzazione selvaggia, dove gli operai bianchi della Rust Belt lo hanno votato in massa. Trump ha così battuto tutti i sondaggi, grazie soprattutto al sostegno della classe operaia bianca,  si è impegnato molto nelle zone industriali del Nord-est e Midwest, epicentro della crisi dell’industria pesante, strappando autentici baluardi democratici alla Clinton: Wisconsin, Michigan e Pennsylvania

Allerta però a tutti i naviganti trumpisti che stanno cicalando da giorni sui vari social “finalmente ha vinto l’anti-global, ha perso il neoliberismo“, vorrei avvisare che The Donald sta valutando una squadra di governo tutt’altro che rivoluzionaria, visto che sembra intenzionato a nominare alcune persone, per nulla avulse dal contesto affaristico neoliberista che ha prodotto i danni della globalizzazione.

La squadra di Trump infatti sta seriamente valutando come ministro degli Interni, che negli Stati Uniti è il dipartimento che si occupa della tutela del territorio e quindi delle concessioni petrolifere e minerarie, Forrest Lucas, co-fondatore della società petrolifera Lucas Oil.

È invece quasi sicuro il ruolo di segretario al Tesoro l’ex banchiere di Goldman Sachs Steven Mnuchin, che è stato il presidente finanziario della campagna elettorale del tycoon.

Mnuchin è noto per essere presidente e Ceo di una grossa società di investimenti, ma soprattutto per i vent’anni di lavoro in Goldman Sachs come banchiere.  Proprietario di un patrimonio stimato in oltre 40 milioni di dollari, l’uomo a cui Trump potrebbe affidare l’economia ha finanziato per anni le campagne elettorali dei democratici, compresa quella della stessa Hillary Clinton a senatrice nello Stato di New York.

Poi il miliardario Wilbur Ross, consigliere economico di Trump, è il favorito per il dipartimento del Commercio. Il petroliere Harold Hamm, amico del tycoon, potrebbe invece avere la poltrona di ministro dell’Energia. Dovrebbe essere ridotto anche il ruolo del dipartimento per l’Istruzione e  trasformato quello dell’Ambiente. Per quest’ultimo il principale candidato è Myron Ebell, critico e scettico sul riscaldamento globale come causa dei cambiamenti climatici.

Myron Ebell è un lobbista noto per le sue posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici, dirige il Center for Energy and Environment, un think-tank finanziato tra gli altri dal gigante dell’industria petrolifera ExxonMobil e dalla Fondazione dei fratelli Koch, proprietari di un gruppo industriale più volte accusati di corruzione e spregio di ogni normativa ambientale. I magnati del petrolchimico sono da sempre i più ricchi finanziatori della destra, ma solo negli ultimi tempi hanno deciso di “anticipare” le proprie donazioni per influire sulle presidenziali già dalle primarie, riuscendo così a spostare la scelta dei consensi molto più a destra, viste le loro posizioni radicali, in particolare anch’essi hanno sempre finanziato le tesi negazioniste sul cambiamento climatico.

Myron Ebell presiede anche la Cooler Heads Coalition (Coalizione delle menti fredde), un gruppo di pressione che diffonde disinformazione a scopo di lucro, recita il sito “comprende più di due dozzine di associazioni no-profit americane e straniere che contestano l’allarmismo sul riscaldamento globale e si oppongono alle politiche di razionamento dell’energia“.

Donald Trump non ha mai fatto mistero del suo disprezzo per l’Environmental Protection Agency, infatti ha promesso di tagliare le normative EPA del 70% oppure 80%.

(Donald J. Trump parla agli agricoltori locali nel corso di una tavola rotonda a Boynton Beach 24 Ottobre 2016.)

Il lavoro di Ebell poi è stato finanziato da alcuni dei più grandi inquinatori degli States, CEI (Center for Energy and Environment at the Competitive Enterprise Institute) custodisce gelosamente le fonti del suo bilancio annuale di $ 7000000, ma la ricerca dai registri della Exxon Mobil mostrano una lunga esperienza  di finanziamenti da parte di chi inquina. Nel 2013, il Washington Post ha ottenuto un elenco dei donatori per la cena annuale del CEI, fornendo una rara panoramica sulle società che finanziano le attività della CEI, e soprattutto per le imprese di produzione energetica che hanno offerto più di $ 110.000 per l’evento. Il più grande donatore era Murray Energy Corporation, la più grande compagnia mineraria del carbone sotterraneo in USA e un accanito avversario di EPA.

Dunque nuova amministrazione e nuovi business. Gli esperti pensano che ci potrebbero essere 6 titoli azionari su cui puntare per fare buoni affari secondo le probabili politiche economiche indicate da Trump in campagna elettorale: Apple (AAPL), Gruppo GEO, Cemex (CX), ExxonMobil (XOM), Holdings HCA, Smith & Wesson Holding Corp. (SWHC) 

1. Apple (AAPL)

apple-logo3Le proposte di Trump prevedono una prossima Flat Tax, ossia la riduzione al 15% di tasse sul proprio reddito d’impresa per tutte le aziende, accompagnata da un Bonus Fiscale al 10% per il rimpatrio dei fondi  esteri. Ciò significa che le società holding con un sacco di soldi all’estero, come la Apple potrebbero  finalmente riportare i loro soldi negli Stati Uniti.

Secondo uno studio 2015 condotto da Moody, Apple ha attualmente più di 150 miliardi di $ parcheggiati all’estero, quasi il 90% del totale del patrimonio in denaro, e oggi il numero è più vicino a $ 200 miliardi. Dunque sarà probabilmente apprezzata la possibilità di portare un po’ dei propri fondi di nuovo negli States.

In realtà durante la campagna elettorale, Trump ha chiesto un boicottaggio per i prodotti Apple, dicendo che li avrebbe costretti a «costruire i loro computer maledetti in questo paese». Ma anche se Trump non si cura particolarmente della Apple (nonostante twitti spesso da un iPhone), comunque il piano fiscale dell’azienda trarrebbero sicuramente vantaggio da un’imposta al 15%.

2. Il Gruppo GEO

carceri-americane-geoIl Gruppo GEO è un fondo d’investimento immobiliare che possiede e gestisce prigioni private; ha più di 104 strutture negli Stati Uniti e all’estero. Il piano di Trump di deportare 11 milioni di immigrati clandestini dagli Stati Uniti favorirebbe il gruppo GEO, dal momento che i clandestini, prima di essere espulsi, dovrebbero affrontare la permanenza di un certo periodo in prigione, probabilmente in una struttura gestita da GEO. La società con sede in Florida detiene già un contratto con United States Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia federale statunitense del Dipartimento della Sicurezza Interna, responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, che rappresenta il 17,7% dei suoi ricavi nel 2015.

Il giro di vite sull’immigrazione clandestina è stato il pilastro principale della campagna presidenziale di Trump, e mentre tale manovra rappresenterebbe un costo enorme per lo stato, alcune aziende farebbero grossi affari sulla sua esecuzione. «Le imprese che potrebbero trarre beneficio sarebbero quelle che hanno stipulato contratti con il governo per far rispettare queste nuove regole, prigioni private, società di sicurezza e di difesa» ha detto Alex Nowrasteh, analista del Cato Institute su politiche d’immigrazione, un think tank libertario con sede a Washington.

Il governo federale ha rappresentato il 45,5% delle entrate di GEO nel 2015, e ICE specificamente ha rappresentato il 17,7%, quindi con Trump nello Studio Ovale, quei numeri non farebbe che aumentare (le azioni GEO sono già salite del 25% al momento della vittoria di Trump).

Nel 2013, il Department of Homeland Security ha riferito  che gli immigrati privi di documenti sono stati arrestati dalla ICE per una media di 33,5 giorni al costo di 118,88 $ al giorno per letto, letti come quelli forniti da GEO.

3. Cemex (CX)  

cemex-cemento«Nessuno può costruire un muro come me» scrive Trump nel suo libro Crippled America, e per fortificare la fortezza USA ha proposto la costruzione di un muro al confine con il Messico di circa 1.000 miglia, per di più caricandone il costo allo stesso Messico. Cemex infatti è una società specializzata in materia di cemento e calcestruzzo, che ha fatturato $ 14.1 miliardi nel 2015, $ 2,8 miliardi in Messico.I suoi prodotti sarebbero molto utili ai piani di Trump per il confine USA-Messico, e se veramente il muro si dovesse costruire potrebbe tornare utile l’utilizzo del fornitore locale Cemex, con sede a San Pedro, in Messico.

4. ExxonMobil (XOM)

exxonmobilTrump ha detto alla CNBC durante dibattito presidenziale repubblicano che gli piace essere imprevedibile quando si tratta di portare una pistola, e una posizione simile la tiene quando si tratta del Medio Oriente: «Non dobbiamo essere così coerenti da lasciar palesare ogni singola mossa che abbiamo intenzione di fare».

Nel corso di un discorso a Fort Dodge, Iowa, ha anche affermato che andrà a controllare e a bombardare l’ISIS, perché «sta facendo un enorme quantità di denaro con i giacimenti petroliferi che hanno conquistato». Poi ha aggiunto: «e sai una cosa, chiederemo alla Exxon di venire là e in due mesi sarà in grado di ricostruire tutto … avete mai visto questi ragazzi quanto sono bravi? Sì … sarà bello».

donald-trump-e-i-veteraniInfatti i ricavi del petrolio costituiscono una parte significativa del finanziamento ISIS, fonti locali, esperti di petrolio, e funzionari di intelligence occidentali hanno detto al Financial Times  che  l’ISIS ha compiuto «un’operazione tentacolare quasi simile ad una compagnia petrolifera di stato, che è cresciuta in dimensioni e competenze nonostante i tentativi internazionali di distruggerlo».

Exxon è stata colpita duramente dai bassi prezzi del petrolio, anche se ha superato le aspettative degli analisti, i guadagni per i primi tre mesi dell’anno sono stati al di sopra delle aspettative di Wall Street, ma ben al di sotto dello stesso periodo dello scorso anno. Quindi, un biglietto d’oro per i campi di petrolio del Medio Oriente da parte del Presidente Trump costituirebbe una spinta necessaria alla compagnia petrolifera e del gas.

5. Holdings HCA

trump-e-i-veteraniTrump ha esposto il suo piano completo per la riforma del Veterans Administration, consentendo ai veterani di guerra di accedere a qualunque centro medico per le cure gratuite «Sotto l’ Administration Trump, tutti i veterani che possono beneficiare di assistenza sanitaria VA possono portare carta d’identità a qualsiasi impianto medico o operatore che accetti, per ottenere le cure di cui hanno bisogno subito».

hca-sanita-trumpIl beneficiario principale potrebbe essere proprio HCA Holdings, la società di servizi per la salute che gestisce circa 168 ospedali e 116 centri di chirurgia freestanding in 20 stati degli Stati Uniti e l’Inghilterra,  ricevendo di conseguenza anche enormi quantità di denaro da Medicare (programma di assicurazione medica statale).

Un afflusso di veterani potrebbe produrre ricavi ancora più alti per Medicare HCA Holdings. «Gli ospedali sarebbero felici di prendere chiunque, purché fossero pagati», ha detto Sam Stovall, responsabile delle strategie azionarie Usa per S&P Global market intelligence, aggiungendo però che un altro aspetto della piattaforma di Trump potrebbe danneggiare gli stock di HCA e di altri ospedali, e cioè la sua proposta di abrogare e sostituire Obamacare … «Tutto ciò che Trump vorrà fare sarà l’iniezione di incertezza nell’ambiente sanitario, che probabilmente hanno più un effetto negativo di quello positivo, soprattutto perché le aziende sanitarie hanno già imparato a sopravvivere sotto il piano di Obamacare».

6. Smith & Wesson Holding Corp. (SWHC)

sturm-ruger-company-smith-wesson-holdingTrump ama le sue armi, ha detto infatti di portarle spesso con sé e facendo riferimento alla strage del College in Oregon, ha anche affermato che se gli insegnanti avessero avuto le armi, avrebbero potuto difendersi. Poi in qualità di Presidente, ha promesso di proteggere i diritti rappresentati dal Secondo Emendamento, nel suo tentativo di fare di nuovo grande l’America. Ha promesso anche di consentire un sistema nazionale, di  modo che i permessi per il porto d’armi siano validi in tutti i 50 stati.

«Il Secondo Emendamento della nostra Costituzione è chiaro, e il diritto del popolo di tenere e portare armi a scopo difensivo deve essere assicurato», questa la sua dichiarazione politica sul tema delle armi.

Una Casa Bianca che difende l’uso delle armi da fuoco significherebbe certamente buoni guadagni per produttori come Smith & Wesson. Non che l’azienda abbia fatto cattivi affari negli ultimi tempi, infatti il prezzo delle loro azioni è salito oltre il 45% nel corso dell’ultimo anno, mentre quello del rivale  Sturm di Ruger & Company ha guadagnato oltre il 10%.

Dunque, date le premesse, non credo che The Donald possa essere risolutivo per sanare la crisi economica della civiltà occidentale, poiché è anche lui un perfetto esponente del sistema neoliberista: miliardario, affarista, elitario, evasore fiscale e plurifallimentare, inoltre legato a doppio filo con esponenti delle grandi corporations del petrolio e delle grandi banche  … per di più è stato eletto il nove di novembre, ovvero il 9/11, ribaltato ne esce 11/9 … per la gioia dei complottisti cabalistici. Vi dice nulla ?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.11.2016

Pubblicato da Rosanna

Sono docente di italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare alla ricerca della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso il flusso ridondante delle informazioni, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • gianlu

    Pienamente d’accordo. Non capisco tutto questo entusiasmo da parte di alcuni per l’elezione di Trump.

  • Toussaint

    Visto com’è difficile fare previsioni? Ricorda l’articolo “Trump non vincerà … perché non può vincere”? Francamente, un po’ di autocritica me la sarei aspettata. Nell’occasione le è forse mancata un po’ di umiltà. Non me ne voglia se lo faccio notare. A volte “sbattere il muso” serve per migliorarsi.

    L’articolo di oggi, invece, mi sembra più fondato … forse perché ricalcato sulle dichiarazioni dello stesso Trump. Il discorso, però, è più complesso. Riguarda il tentativo di rimpatriare il più possibile le produzioni delle multinazionali sul suolo statunitense. Francamente, non farei previsioni. E’ un po’ presto e poi non sempre i mercati seguono percorsi logici (saremmo tutti milionari). Se qualcuno dei suoi tanti sostenitori la prende in parola e acquista i titoli da lei suggeriti … e se poi questi titoli andassero male …

    • La ringrazio per i consigli … in realtà l’autocritica riguardo alla previsione sbagliata sulle presidenziali l’ho fatta immediatamente, appena sono usciti i dati certi, direttamente sui commenti dell’articolo stesso … che per altro ha avuto una storia complessa, perché fino all’ultimo momento ero molto incerta, anzi pensavo addirittura che gli scandali usciti proprio nell’immediatezza delle elezioni, e soprattutto l’intervento dell FBI, avessero pregiudicato inesorabilmente la vittoria della Clinton … e su questo ci sarebbe anche da indagare, perché tutte quelle rivelazioni (server privato, Clinton Cash, scandali sessuali, malattia, FBI) mi avevano ricordato quella famosa estate in cui Berlusconi era stato sputtanato dalla storia delle escort in Sardegna, poi seguita dal golpe dello spread che lo aveva definitivamente eliminato … poi però mi sono lasciata convincere dalla presa di consapevolezza che la falsa narrazione dei media avrebbe potuto fare la differenza … ma non avevo ancora compreso l’abilità mediatico politica messa in campo da Trump (e dai suoi spin), che con il messaggio rabbioso del “Fuck off” avrebbe dato voce alle disperate istanze della popolazione emarginata dalla globalizzazione neoliberista … comunque ci sarà modo di approfondire questa vittoria, che secondo me cela molte sorprese … e la prossima volta userò più cautela … grazie del consiglio !!

  • Toussaint

    Poscritto: cabalisticamente, il raffronto va fatto con il 9 Novembre 1989, caduta del Muro di Berlino. Ciclo che finisce con l’elezione di Trump, 9 Novembre 2016 (caduta del muro del dollaro?). Ventisette anni precisi. La data dell’11 Settembre, cabalisticamente, mi sembra senza alcun legame con l’elezione di Trump. Per il resto, staremo a vedere.

    • Persicus Magus

      Be’, volendo se l’undici settembre è il 9/11, il nove novembre è l’ 11/9.

  • Persicus Magus

    Intanto Netanyahu dice che con Trump non c’è più posto per uno Stato Palestinese e che incrementerà gli insediamenti

    http://hosted2.ap.org/APDEFAULT/3d281c11a96b4ad082fe88aa0db04305/Article_2016-11-10-US-Trump-World-Reaction-The-Latest/id-1038dec320d848078f564c152df37671

    Trump ha dichiarato qualche mese fa alla conferenza dell’AIPAC che Israele deve essere uno Stato Ebraico, che i palestinesi devono accettare questo fatto, che metà dei palestinesi sono con ISIS e Hamas mentre l’altra metà si rifiuta di contrastarli, che sposterà l’ambasciata USA a Gerusalemme

    http://jewishnews.timesofisrael.com/trump-quotes/

    Su quest’ultima eventualità i palestinesi annunciano che renderanno la vita impossibile agli USA in sede ONU.

  • PietroGE

    Forse la conseguenza più importante dell’elezione di Trump non la si vedrà in America ma in Europa. Sarebbe poi da ingenui credere di aver a che fare con un rivoluzionario, Trump è un uomo d’affari che è arrivato ad essere così ricco perché ha fatto molti compromessi con i poteri forti e quello che ha ora ottenuto è solo un primo passo verso un cambiamento salutare della politica USA, un passo che sarà anche difficile da far digerire ad un congresso che da sempre è in mano alle lobby.
    Anche piccoli passi però potrebbero avere un effetto dirompente sul modo con cui l’ideologia dominante manipola l’opinione pubblica. Il mantra che viene costantemente irradiato dai media è l’inevitabilità della situazione attuale, riguardo, ad esempio, alla globalizzazione, la finanziarizzazione dell’economia e all’immigrazione. A lui basterebbe dimostrare che le cose possono cambiare. Già questo sarebbe una piccola rivoluzione.

  • GioCo

    Chi ripone la sua fiducia in Trump in quanto può essere un miglioramento, avrà delusioni non dissimili da chi sostenendo Berlusconi nel 1992 diceva che un paese gestito come un impresa è un opera positiva perché riduce spreco e corruzione. Beata l’ingenuità degli ignoranti che riesce a credere nella virtualità e nei significati rovesciati
    L’unica cosa positiva è che non gli verrà data vita facile da chi lo teme e lo combatte. Nella lotta interna al controllo della più grande potenza e solo per quello, possiamo sperare in spazi di autonomia politica e che non parta nel frattempo la più abissalmente stupida guerra di sempre, quella nucleare su scala globale.

    • Persicus Magus

      L’unica cosa positiva dell’elezione di Trump è che è venuta da un moto di reazione della gente contro il bombardamento ideologico delle oligarchie internazionali.
      Trump non è “il cambiamento” ma è il segnale che il popolo non ha come unica scelta quella di sottomettersi ai vari fatalismi del post moderno (la natura umana che è fatta così e cosà, il TINA, la fine della storia), il popolo può almeno essere recalcitrante, può dire no e fa sempre bene a dirlo anche se la motivazione è da ignoranti o irrazionale.
      Poi da qui si spera che nasca la vera consapevolezza e una nuova idea di società ma temo che non sarà un percorso tranquillo e lineare.
      Ma secondo me l’elezione di DT è la spia che da qualche anno si sono aperte delle crepe nel sistema e credo che nel 2017 avremo delle conferme in questo senso.

      Per esempio, si prospetta un rialzo dei tassi e questo provocherebbe delle conseguenze pesanti come dice Brancaccio su Micromega e come diveva già un paper dell’Hoover Institutution del 2014

      http://www.hoover.org/sites/default/files/14110_-_bordo_-_exiting_from_low_interest_rates_to_normality_-_an_historical_perspective.pdf

      (È sufficiente leggerne le ultime tre pagine)

      Diciamo che Trump ha allargato le crepe e a mano a mano si spera che si apriranno altre opportunità politiche oltre a quella di “dire no” come un somaro ostinato.
      Magari noi somari cominceremo a capire che si possono anche tirare dei calci.

  • Vattelapesca

    Comunque sia lo scandalo è stato che le sinistre di tutto il mondo occidentali abbiano eletta a loro paladina la Clinton. Questa pratica del votare/sostenere il meno-peggio deve finire, perché non fa altro che preparare un meno-peggio ancora peggiore alla tornata elettorale successiva. Io non avrei votato nessuno dei due, ma non sopporto la retorica e l’ipocrisia di una sinistra radical-scic che si dimentica che l’attuale sistema fa inutilmente soffrire tanta, troppa gente. Dunque ben vengano gli shock stile brexit e Trump, addesso ci vorrebbe un bel NO a Renzi e l’elezione della Le Pen. Io sono per il ‘muoia Sansone con tutti i filistei’. Ci vuole uno scossone, altrimenti, questo sistema politico-economico ci seppellirà, altro che una risata.

    • Denisio

      Brucia babilonia!

    • Ormai viviamo immersi in un mondo mediatico virtuale e siamo soffocati ogni giorno da una ridondanza di informazioni, che ci confondono e ci condizionano … chi decide qual è la verità che proviene da quel flusso continuo di notizie? Non lo decide certo la coscienza, se non in minima parte, se mai lo decide la propaganda … La propaganda occulta, e ugualmente invasiva e sempre al centro della scena. L’agenda dei media ci fornisce la verità su cui si forma il nostro giudizio critico. Come posso allora non dubitare del mio pensiero, se si forma a partire da dati manipolati? La propaganda ha oggi un potere devastante, che ci inganna insinuandosi nel nostro inconscio, e ci convince che le deduzioni siano le nostre, perché gli schermi tv stanno accesi nelle nostre case 24 ore su 24, e rappresentano una sorta di Grande Fratello orwelliano … nel mondo occidentale la nostra idea di politica ha sempre fatto appello alla logica e alla ricerca della verità e del bene comune, ma questo è ancora possibile nel mondo globale? Tutto questo è stato spazzato via dalla globalizzazione e dalla conseguente americanizzazione dei costumi europei, perché oggi la politica si riduce al consenso verso due candidati che sembrano alternativi, ma che in realtà hanno programmi simili … e dunque ci rechiamo al seggio elettorale come tanti replicanti che credono di aver scelto secondo il proprio autonomo giudizio … comunque, come dici tu, ben vengano gli shock stile Brexit e Trump, ora ci vorrebbe un bel NO a Renzi … e credo anche che ci possiamo contare …

  • EC2

    Il primo a parlare del perché Donald Trump è stato eletto, della sinistra politically correct vendutasi alla grande speculazione finanziaria, della rust belt e dei blue collars è stato, in un video bellissimo, PAOLO BARNARD. Video che, per il livello dei suoi contenuti, consiglio davvero di vedere e ri-vedere:

    https://youtu.be/GGLS4RiW374

    • Grazie EC2, molto interessante !! Infatti sui drastici tagli alla Sanità USA, già privatizzata e fortemente classista, che farà Trump bisognerebbe riflettere …

  • ignorans

    Conoscendo la passione degli americani per il cinema e lo spettacolo in genere, fa strano che facciano tutte queste storie per Trump. L’America è un film e il film si fa avvincente. È entrato in scena il cattivo.
    Sono sicuro che a Hollywood stanno già pensando a un colossal.

  • ga950

    Il fu ministro Padoa Schioppa quando dichiarò che: “è bello pagare le tasse” rappresentò l’eccezione che conferma la regola, cioè se lasciato libero da ogni coercizione l’individuo NON paga nessuna tassa.

    Dalla mia personale statistica effettuata in ogni consesso che mi sono trovato ho chiesto agli astanti chi avrebbe pagato le tasse se la GdF fosse disarmata, come pure i carabinieri e la PdS, nessuno e sottolineo NESSUNO ha affermato che l’avrebbe fatto, e non credo che nemmeno la nostra insegnante del Romagnosi lo farebbe. Va beh che all’ipocrisia non c’è mai fine!
    La prima cosa che i “liberatori” hanno attuato dopo la resa di Cassibile è di ritirare tutte le armi in circolazione, giusto il contrario di ciò che fanno in casa: “fate ciò che dico e non quel che faccio”, questa si chiama coerenza.
    L’uomo non è perfetto quindi non posso immaginarmi come Donald potrebbe formare una squadra di governo di intonsi. Deve comunque affidarsi a ciò che offre il mercato.
    In Italia non si condannano nemmeno i pluriomicidi, non capisco perché (oppure lo capisco benissimo) Rosanna ed i suoi sodali abbiano già crocifisso l’Elvis Presley biondo.

  • Primadellesabbie

    La guerra nella sua forma arcaica é volta alla distruzione del nemico in quella spuria, moderna, il fine é più sfumato ed al contempo generalizzato: l’affermazione di un sistema economico e di una filosofia di vita, l’acquisizione delle risorse materiali e delle potenzialità umane del “nemico”, la conquista della posizione strategica costituita dal patrimonio territoriale, ideale ed umano di quest’ultimo…

    Al contempo abbiamo messo in opera uno stile di vita che ci porta ad un comportamento e ad un modo di relazionarci, per la sopravvivenza di alcuni e per il benessere di altri, individualmente o costituiti in gruppi con finalità economiche, non dissimile a quello di chi stia combattendo una guerra spuria, e a volte arcaica.

    Chi diriga le operazioni ha un margine di manovra molto limitato dato il contesto che funziona prevalentemente da solo secondo un canovaccio che nessuno vuole vedere o ammettere: come in una guerra i migliori soccombono, spesso dopo aver dato prova di sé, e lasciano ai peggiori, che inesorabilmente sopravvivono e ne fanno pessimo uso, l’utilizzazione delle conquiste raggiunte.

    É questo il meccanismo perverso, comprensibile a chiunque, che dobbiamo fermare e combattere senza attardarci nei dettagli.

  • clausneghe

    Bah, non va mai bene niente,pare..
    Però, basta osservare che se Trump davvero impedirà l’escalation verso il confronto termonucleare con la Russia e la Cina, in un colpo solo farà del bene all’ambiente e agli animali compresi i Sapiens, in un modo incommensurabilmente superiore a quello che potrebbero fare tutte le organizzazioni presunte benefiche messe insieme.
    O no?
    Con la Killary invece la strada era dritta verso il burrone atomico, garantito.

  • Toussaint

    Fra gente che ha intuito ma forse non perfettamente capito che la competizione NON era fra un destra ed una sinistra ma, tout court, fra due destre, rilancerei un mio commento pubblicato su un altro sito:

    … avevo già detto che Trump non era isolato. A chi lo considerava un povero idiota rispondevo che non lo era più di quanto lo fosse stato G.W. Bush (il riferimento è alle sue capacità politiche). Va da se che era stato messo lì a rappresentare degli interessi. Ma è sempre stato chiaro che la competizione era fra due oligarchie in lotta fra loro e che non si trattava di una rivoluzione (popolo vs. potere), ma di un tentativo di rimodulare le politiche geostrategiche ed economiche statunitensi perché la situazione lo impone.

    Credo che Trump fosse stato “lanciato”, all’inizio, soprattutto per ostacolare la candidatura alle primarie dell’ennesimo Bush (lo ha scritto Magaldi), poi c’è chi ha intravisto la possibilità che la sua candidatura potesse “reggere” anche contro un avversario più forte (la Clinton). Ed allora, visto che si ambiva ad un ricambio (o ad una semplice rimodulazione) nella gestione del potere, meglio trattare da posizioni di forza, visto che se ne intravedeva la possibilità.

    Anch’io non mi aspetto miracoli. Però qualcosa mi aspetto. La fine del rapporto privilegiato con gli arabi del golfo, ad esempio, con quello che comporta nella geopolitica medio-orientale. Mi aspetto anche che gli Stati Uniti rinuncino alla loro posizione di unica potenza egemone (con riferimento anche al dollaro), per accettare quella di “primus inter pares”, raggiungendo un accordo con Russia e Cina (riconoscendone l’importanza strategica), e riducendo – se non eliminando – le tensioni in Medio Oriente, nell’Est europeo e nel Mar Cinese meridionale.

    Mi aspetto che la nuova politica economica delle oligarchie vincenti, meno globalista, porti fra le altre cose alla fine dell’Eurozona (più che dell’UE), o come volontà diretta (per difendere i propri interessi) o come conseguenza delle tensioni che la sua applicazione comporterà. Che, se qualche paese europeo ci proverà (la speranza va alla Francia, ça va sans dire), gli Stati Uniti non si mettano troppo di mezzo.

    Altre cose, come ad esempio la reintroduzione del Glass-Steagal Act, francamente non saprei dire (Movisol sono anni che insiste sull’argomento. Comunque, era nel programma di entrambi i candidati). La situazione sul fronte dei “derivati”, dei crediti inesigibili etc., però, è grave ed una soluzione dovranno pur trovarla.

    Insomma, non credo che il quadro di riferimento possa essere così statico. Poi, ho anche letto che la politica economica della nuova Amministrazione sarà gestita da un bravo signore di estrazione Goldman Sachs (figurarsi). Questo significa che niente sarà fatto contro Wall Street, ma credo che quest’ultima un qualcosa avrà pur dovuto concedere sul piano della libertà d’azione.

    Non è poco.

    • Sono perfettamente d’accordo che la competizione NON fosse fra un destra ed una sinistra ma fra due destre, e che comunque anche Trump facesse riferimento preciso a delle lobby di potere che con la sua candidatura hanno vinto, con grande abilità programmatica direi, sfruttando la crisi economica, l’emorragia della linfa economica vitale americana, la perdita di posti di lavoro e i guasti della globalizzazione … però mi aspetto altre cose da Trump, che potrebbero giovare all’UE, e se sarà capace di rispettare le promesse elettorali … per esempio un maggiore isolazionismo certo, una maggiore distensione nei confronti della Russia, un allentamento delle tensioni in MO, ed una minore invadenza verso l’Eurozona, che lui ha già criticato, dicendo che c’è una moneta sbagliata e che l’UK avrebbe deciso di staccarsene, per motivi seri … nei confronti della Cina invece non credo ci potrà essere un’apertura di consenso, ma esattamente il contrario, perché appunto il tema Cina è stato proprio il refrain della campagna elettorale, la Cina è stata spesso presa di mira e indicata proprio come uno dei peggiori nemici del dumping industriale e della lotta alla disoccupazione …

      • gincoaho

        Il problema è che la Cina è il primo creditore degli stati uniti, tipo 1,3 trilioni di titoli di stato. Quindi non credo trump si possa permettere una rottura drastica.

        • Hai ragione gincoaho, probabilmente non ci sarà un cambio di rotta drastico, però anche solo una politica più isolazionista e protezionista potrebbe fare la differenza …

          • gincoaho

            Quello che dici, riguardo un sano protezionismo, credo sia indispensabile, anche perché la cina inizia ad avere un ceto medio con un certo potere di spesa, questo gioca a nostro favore, significa un mercato enorme da sfruttare anche per noi italiani, ma questo è un altro discorso.

  • Apollonio

    La visione che la competizione NON fosse fra un destra ed una sinistra ma fra due destre
    a me pare molto d’ antan ..!

    Poi con le congetture spesso si prende delle cantonate, il concetto di sinistra in USA e diverso da quello che si intende in Europa, per questo poi scaturiscono questi articoli intrisi di pregiudizi, siccome è un Miliardario è colluso e non potrà far bene.

    Trump non è “il cambiamento” ma è il suo segnale …!

    • Mi piace leggere Noam Chomsky, e trovo che Sergio Basile in questo caso abbia ragione: “Il nuovo anti-eroe miliardario, nuovo messia di Park Avenue divenuto come per incanto il paladino dei poveri e degli ultimi, poiché capace di “sfidare ed umiliare i potenti d’America”, “solo contro tutti”, “contro Hollywood e l’intero star system”, “contro l’alta finanza” e di conseguenza, secondo proprietà transitiva, “contro l’anima massonica degli Stati Uniti”, surclassando l’asse del male Obama-Clinton. Insomma una storia strappalacrime e miracolistica, rigorosamente “mediatica”, da far concorrenza alle pagine più toccanti di Mark Twain e Charles Dickens. L’incarnazione del sogno americano, per la gioia dei seguaci di Alexis de Tocqueville e degli estimatori della “Democrazia più grande del mondo”, capace in una notte di reinventare se stessa, mentre soffia il vento avverso del pronostico. Scusate ma non ci credo! Ribadisco, Chomsky aveva ragione: “Il postulato democratico è che i media sono indipendenti e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità, non già di presentare il mondo come i potenti desiderano che venga percepito”.
      http://www.quieuropa.it/donald-trump-luomo-utile-al-nuovo-ordine/

  • Annalisa Rossi

    Io sono entusiasta che non sia stata eletta la criminale. Purtroppo per non avere lei come Presidente l’alternativa non ha potuto che essere Trump. Non penso sia degli elettori e tantomeno di chi come noi vive nelle colonie la responsabilità di aver visto due personaggi del genere come candidati. Vogliamo dire che la selezione della classe dirigente politica USA fa schifo come e più di quella del resto del mondo? Vogliamo aggiungere che questo è funzionale a chi ha veramente nelle mani le leve del potere? Ok. Detto ciò, io che normalmente non voto, se fossi stata americana mi sarei tappata il naso e avrei votato Trump per avere una seppur remota speranza di non vedere per almeno qualche mese ancora bombe ovunque. Il capitolo relativo alle infamità commesse dai predecessori di questo presidente e dalla candidata guerrafondaia democratica sembra non essere nell’elenco proposta dalla Spadini. Personalmente ritengo che evitare una guerra con la Russia, probabilmente su territorio europeo, val bene un Trump. Ma forse per chi scrive l’articolo il riscaldamento globale presunto (qui dove vivo in Svezia ha iniziato a nevicare con tre mesi di anticipo… e comunque che la causa sia l’attività umana non trova d’accordo tutti gli scienziati, se non quelli finanziati e/o sostenuti dalle associazioni ambientaliste sulle quali ci sarebbe molto da scrivere…) è argomento più importante di un medio oriente fatto di cadaveri e di promesse di nuove avventure per esportare la democrazia. Ognuno ha le proprie priorità nella vita. Chi ha preferito la Clinton voleva far scendere le temperature, altri forse preferiscono non far scendere bombe.

    • Hai molte ragioni Annalisa Rossi, ed io non ho fatto l’elenco delle nefandezze criminali compiute dalle amministrazioni precedenti a Trump unicamente perché ho dato un taglio diverso all’articolo … cioè m’interessava indagare sulla futura squadra di governo e sugli affari del presidente … sulla possibile guerra nucleare avrei qualche dubbio, anche se le tensioni accumulate negli ultimi tempi erano arrivate sicuramente ad un punto di non ritorno … però ricordo che anche durante la “guerra fredda” iniziata nell’immediato dopoguerra, le tensioni erano diventate incandescenti, ma non sfociarono mai nello scontro diretto … piuttosto si scaricarono ai confini degli imperi (Vietnam, Corea, Palestina), proprio perché gli ordigni nucleari rappresentarono un forte deterrente … se fosse saltata in aria Mosca, dopo pochi minuti sarebbe saltata in aria anche Washington …

      • Annalisa Rossi

        Cara Rosanna, anche se le tensioni avessero (o dovessero…ancora nulla o quasi è finito) preso la via di uno sfogo “periferico”, con mille scuse a stati quali Pakistan, Vietnam e Corea che hanno una popolazione di circa 300milioni di poveri periferici… diciamo che non mi sembra che una mente progressista e solidale non si sarebbe dovuta dare comunque pena. Ahimè tendo a leggere anche siti di diversa natura (militari, per esattezza) e vorrei dirti che non si tratta solo di tensioni. C’è una corsa agli armamenti che non ha uguali, il che non fa (faceva?) presagire nulla di buono né per le periferie asiatiche, né per quelle dell’Est, né per il cortile di casa degli USA. E’ notizia di ieri, credo, o comunque subito dopo l’elezione di Trump, che il Ministero della Difesa americano ha annunciato sul suo sito di aver chiuso con i finanziamenti alla cosiddetta “opposizione moderata” ad Assad targata Al’Nusra. Pare che, come in una apparizione mariana, Obama abbia avuto la visione della reale natura di tali soggetti, che sono, come sapevano tutti tranne lui, in realtà Al’Qaeda sotto altro nome. La sua soluzione? tagliare appunto i finanziamenti e far fuori con i droni i loro capi (mi fanno quasi pena, un 8 settembre in salsa siriana). Ecco, direi che è un piccolo, positivo segnale. Sul quale, si badi, non ripongo eccessiva fiducia. Le forze che avevano dato il via ad una marcia verso una soluzione dei problemi USA nel classico modo di portarli fuori con l’attivismo guerrafondaio della Clinton non credo si arrendano ad un Trump. Proveranno di certo a manovrarlo, se non possono a minacciarlo, se non gli riesce, a eliminarlo (non sarebbe il primo, hanno esperienza a farlo ed a farla franca). La soluzione per una esplosione mancata sarà quindi una implosione. I simpatici “fiocchi di neve” con i cartelli in mano dovranno vedersela con i cattivissimi blue collar disoccupati armati. C’è da aggiungere che tra i “deplorevoli” pare ci sia gran parte delle forze armate e della polizia, non i capi, ovviamente…Trump, ripeto, ci ridarà fiato per passare, si spera, un Buon Natale a scartare regali. Ma non credo che ci verranno portati in dono molti altri mesi di quiete. Sono comunque assolutamente pessimista. Buon lavoro.

  • Stodler

    Ottima indagine.