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epa05373103 Russian President Vladimir Putin (R) and Italian Prime Minister Matteo Renzi (L) attend a signing ceremony following their talks on the sidelines of the 20th St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF-2016) in St. Petersburg, Russia, 17 June 2016.  EPA/SERGEY CHIRIKOV/POOL
epa05373103 Russian President Vladimir Putin (R) and Italian Prime Minister Matteo Renzi (L) attend a signing ceremony following their talks on the sidelines of the 20th St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF-2016) in St. Petersburg, Russia, 17 June 2016. EPA/SERGEY CHIRIKOV/POOL

Così Renzi ha eliminato le sanzioni alla Russia dall’agenda europea. I documenti inediti

DI MARIO SECHI

ilfoglio.it

Francia e Germania non si attendevano un’opposizione così dura dell’Italia e il risultato è stato che dal testo della dichiarazione del Consiglio europeo la parola “sanzioni” è sparita. E’ un passaggio notevole del vertice di Bruxelles e lo ha firmato Renzi che in questa partita non è affatto isolato

Il consiglio europeo e il Niet di Renzi. Renzi ha fatto la mossa del cavallo, scavalcato tutti e messo l’Unione europea di fronte alla realtà: le nuove sanzioni alla Russia possono attendere. Il premier italiano forse non ha mai letto Rudyard Kipling, questa frase che è un memento: “Sciocco è colui che tenta di forzare l’Oriente”. Ma durante il vertice del Consiglio europeo di Bruxelles ieri notte si è consumato un fatto importante: Renzi ha giocato in contropiede, Francia e Germania non si attendevano un’opposizione così dura dell’Italia e il risultato è stato che dal testo della dichiarazione del Consiglio europeo la parola “sanzioni” è sparita. E’ un passaggio notevole – l’unico finora – del vertice di Bruxelles e lo ha firmato Renzi che in questa partita non è affatto isolato: Spagna, Grecia, Austria e altri paesi avevano la stessa linea e altri erano pronti a dire no durante la discussione notturna. Renzi ne ha assunto la guida e il risultato è che l’asse tra Berlino e Parigi ha ceduto. Agenda, scenario e documenti diplomatici inediti in nostro possesso aiutano a capire come si è arrivati a questo esito sorprendente, ma non troppo.

Occhio all’agenda, non è un dettaglio. Renzi è arrivato a Bruxelles subito dopo l’incontro con Barack Obama alla Casa Bianca. Saluti, complimenti, baci, dichiarazioni di amicizia e “collaborazione come mai prima nella storia” e poi… zac! Sanzioni contro il nemico Putin? Signore signori, non è il momento. Le navi della marina russa attraversano la Manica e sono dirette nel Mediterraneo, rotta verso le coste della Siria? Non è un problema che risolvono le sanzioni a Mosca. La Nato s’arrabbia? Ce ne faremo una ragione. In pochi avrebbero scommesso sullo strappo, ma qui sta l’essenza del Renzi più autentico, quello che ha il colpo d’estro in canna e dopo mesi di deludente tran tran diplomatico tira fuori la pallottola d’argento.

Renzi ha fatto i suoi calcoli con grande freddezza e una corretta analisi dello scenario: la Casa Bianca non gradirà la mossa, ma Obama sta facendo le valigie e bye bye mister President, avanti un altro; l’Unione europea è debole, Merkel e Hollande sono nei guai (elettorali, si vota nel 2017) e senza l’Italia, dopo la Brexit dei sudditi di sua maestà la regina, sui dossier che contano non si va da nessuna parte; la Commissione europea conosce un solo schema e gioca al muro contro muro sui conti e la manovra di bilancio e allora il premier va alla guerra di logoramento mettendo il veto sul dossier russo; il no all’Europa è un’ottima arma di propaganda in casa in vista del referendum del 4 dicembre, perché sottrae alla destra un refrain della campagna contro il governo (Renzi sottomesso a Bruxelles); ristabilisce una salutare distanza dopo l’appoggio obamiano al Sì e riafferma l’autonomia da Washington; lancia un segnale ai settori economici (agricoltura e alimentare, in particolare) che negli ultimi due anni hanno avuto massicce perdite di fatturato dopo l’applicazione delle sanzioni a Mosca; si sintonizza con una larga parte dell’elettorato italiano che vede correttamente l’instabilità nel Mediterraneo (leggere alla voce immigrazione) come una conseguenza della politica estera americana, francese e britannica (la Libia brucia); si allinea alle idee per niente minoritarie dell’opinione pubblica che ha un sincero sentimento atlantista ma non capisce la strategia della Nato, non gradisce l’accerchiamento della Russia e in ogni caso riconosce a Vladimir Putin carisma e qualità da comandante in capo. Si chiama realtà, è l’essenza della politica estera, e questa volta Renzi l’ha letta bene.

Si tratta di un esito non previsto, uno stop che Renzi ha dettato con grande abilità. Il copione era già stato scritto, una copia del progetto delle conclusioni (datata 19 ottobre) è in nostro possesso e la sua evoluzione parla da sola. Le conclusioni ufficiali del Consiglio pubblicate non fanno più esplicito riferimento alle sanzioni. Il passaggio previsto era questo: “L’UE sta valutando tutte le opzioni, comprese ulteriori misure restrittive nei confronti di persone ed entità che sostengono il regime, qualora continuassero le atrocità in atto”. Questo è il documento che originariamente doveva essere approvato dal Consiglio:

Dopo una dura discussione, in cui Renzi non ha mai fatto un passo indietro sulla sua posizione, nelle dichiarazioni finali del Consiglio europeo, al capitolo quarto, quello sulle “external relations”, è rimasta solo la frase iniziale: “The EU is considering all available option” (l’Ue sta valutando tutte le opzioni) e sono sparite “le misure restrittive”, cioè le sanzioni.

La diplomazia è fatta di sfumature che poi diventano fatti e conseguenze concrete. Il fatto è che Renzi ha fatto prevalere la sua linea all’Unione europea, la conseguenza è che le sanzioni alla Russia non ci saranno. E’ una posizione che isola l’Italia? No, perché in questo processo Renzi può contare su altri alleati in Europa. E’ in corso un rimescolamento di carte e peso politico dei vari paesi dopo la Brexit, è un altro passaggio che segnala lo sbriciolamento della governance europea. Si viaggia in una terra incognita, ma stavolta l’Italia ha tracciato un sentiero chiaro: le decisioni in Europa non si prendono più solo con le riunioni tra Berlino e Parigi. E’ un passo avanti, vedremo presto se sarà isolato.

 

Mario Sechi

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/politica/2016/10/21/renzi-sanzioni-russia-consiglio-europeo-documenti-inediti-eliminazione___1-v-149648-rubriche_c912.htm

21.10.2016

Pubblicato da Davide

  • Apollonio

    Le vie del signore sono infinite..
    .. i giochi del Palazzo sono infiniti.. …!
    ho letto sul Spiegel dichiarazioni della Mekel, 2 3 giorni prima del vertice che si dichiarava contraria ad ulteriori sanzioni verso la Russia , l’ Eu ha interessi sia verso Usa che verso Russia a me pare un gioco delle parti concordato ufficiosamente per non scontentare nessuno dei due.

    • Zerco

      lo vedremo quando con altrettanto coraggio si esporrà per il TTIP

    • Toussaint

      Ha ragione Apollonio. A pensar male …, come suol dirsi. Certo, però, è che qualcosa d’importante, fra Stati Uniti ed Europa, sta accadendo. Molti analisti lo stanno rilevando. Ma di che cosa si tratti, con esattezza, non mi sembra sia ancora venuto fuori.

  • orckrist

    Penoso pompino delle prostitute imbrattacarte al presidente del consiglio, con annesso (maldestro) tentativo di promozione pubblicitaria in vista del referendum.

    Renzi fa solo quello che gli viene detto di fare, non è capace di un pensiero proprio.
    Resta da capire chi gli ha detto di farlo.
    Personalmente non ne ho idea.

    • Toussaint

      Premesso che detesto Renzi, mi sembra che la tua analisi sia un po’ riduttiva sullo spessore del personaggio. Non è un fesso e nemmeno un pagliaccio. Potrebbe essere controproducente considerarlo tale.

      • ga950

        E’ molto peggio!!

      • orckrist

        Non sottovaluto mai chi è capace di cacciare balle a raffica.
        C’è differenza tra servire ed essere servo. E Renzi è servo. il suo pensiero è solo compiacere il padrone di turno, che non necessariemante è sempre lo stesso.
        Tu parli di spessore mentre io lo vedo come un personaggio amorfo, capace di prendere qualsiasi forma per il proprio tornaconto.
        Il che non significa stupido.

        • Apollonio

          Renzi, è tutt’ altro che stupido è scaltro ed è molto pericoloso
          perché è subdolo, senza forma, si adatta a tutte le situazioni riesce a far credere di essere dalla parte del Popolo e nello stesso tempo delle Istituzioni, si adatta subito e fiuta in anticipo dove tira l’ aria e la cavalca ha un’ abilità superiore a quella di Berlusconi di bucare il teleobbiettivo e riesce sempre a condurre l’ avversario politico dove vuole lui eludendo ed ingannando la verità.

          • Denisio

            Parla per te. Io non vedo altro che gente che lo prende per un falso e per un burattino. Ormai anche se dice una cosa vera non ci crede nemmeno lui. Riguardo questa posizione antisanzioni scommetto che fa parte della propaganda e sarà pronto a ritrattarla al primo momento utile.

    • RenatoT

      si ma di solito fa promozioni che puo’ non mantenere perchè sono promesse fatte agli italiani. Ma non credo possa fare lo stesso con l’Ue e Putin… vedremo.

      • Apollonio

        L’ Ue finchè gli scarica tutti gli immigrati in Italia e non perde il referendum
        a Renzi gli permette tutto..

  • Adriano Pilotto

    Che la questione di nuove sanzioni alla Russia sia stata decisa da Renzi è tutta da dimostrare: come ricorda Apollonio per la Merkel, come ricordo per la Mogherini, e per altri
    paesi, le nuove sanzioni contro la Russia erano già state depennate prima del vertice.
    La cosa strana, ma non tanto nel caso della Merkel, è che siano riemerse dopo il vertice.

    Comunque “strana” non più di tanto, perchè gli Usa volevano le sanzioni, gli europei no. E per questi pseudo leader europei dopo aver detto “no”, viene il problema di come giustificarsi di fronte ad Obama e ad Hillary, che probabilmente ne sarebbe stata la maggiore beneficiaria. La Merkel, dopo il vertice ha dichiarato che fosse stato per lei ci sarebbero state nuove sanzioni.

    In questa farsa il Foglio ne approfitta per trasformarsi, a buon mercato, in un cantore del coraggioso acume renziano, perche altre occasioni non gli vengono date facilmente.

  • vocenellanotte

    Tutto quello che compare sul foglio è spazzatura. Figuriamoci quando mi esalta le qualità da statista di Renzo . . .
    Questi non va neanche al gabinetto se i suoi padroni non vogliono

    • Davide

      E quindi?

      • vocenellanotte

        È una curiosità, una domanda retorica, un’esortazione ad articolare il commento, o altro?

  • nicolass

    Il Foglio aspetta il rinnovo dei fondi all’editoria… da questo punta di vista la leccata al premier di Rignano è più compressibile.

    ps ho commentato senza leggere l’articolo perché il mio cervello non va d’accordo con simile spazzatura

  • ga950

    Ma Mario Sechi è quel giornalista che si fingeva di essere di destra e nel 2013 si è presentato nelle liste di sinistra?
    I 150 militari che il super ebete di Rignano ha inviato in Lettonia sono a fare le vacanze fuori stagione?

    • nicolass

      si è quello strabico che mentre guarda a destra ammicca pure a sinistra

  • Non credo proprio che la cosa sia possibile, perché la posizione dell’Italia è talmente debole verso Francia e Germania, che non può arrogarsi il diritto di uno strappo di questo genere con gli USA … e lo avevo già spiegato in un mio articolo precedente … infatti al momento del Summit a Bratislava, lo spaccone non era stato invitato al briefing finale tenuto da Merkel e Hollande, conclusosi così con l’evidente affermazione dell’egemonia franco-tedesca. La scenografia da favola di Ventotene si era già frantumata sotto la cruda realtà di un’Italia che ormai veniva esclusa dai tavoli decidenti, ed è stata bandita ormai decisamente nelle retrovie della storia. Del resto “ci trattano da servi perché siamo servi” dice Massimo Fini, perché siamo un Paese a sovranità limitata, un membro vassallo di un’Europa a due velocità, ed un protettorato degli Usa, che si serve del territorio italiano e delle sue 110 basi missilistiche, come di una piattaforma di lancio in un eventuale conflitto con l’Est, pollastro da spolpare per i rifornimenti Nato, e prossimo bacino di smercio dei prodotti americani, dopo l’avvento del TTIP (condiviso dall’Italia e fortemente osteggiato dalla Germania). Non per nulla c’è stata una recente cena alla Casa Bianca, che ha un significato ben preciso, mentre l’UE si sta sgretolando per vari motivi (soprattutto per la questione migranti), l’Italia è rimasta l’unico Paese che ha sostenuto le tesi americane per quanto riguarda il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (Ttip). Quindi la posizione di Renzi è quella di un salvagente cuscinetto che cerca di attenuare lo scontro in atto tra USA e l’asse Parigi-Berlino … paesi che stanno cercando di comune accordo di liberarsi dalla morsa atlantica, favoriti anche dagli effetti sismici della Brexit. Uno scontro frontale che ha visto rimbalzare scandali e vertenze dall’una all’altra sponda dell’Atlantico, il caso Volkswagen- Bosch, la rottura sul TTIP, l’attacco alla Apple per l’elusione fiscale e il take-over della Bayer sulla Monsanto, scandalo dei titoli tossici della Deutsche Bank: – agosto 2016 – Nello scandalo dei motori diesel truccati che ha travolto Volkswagen; – agosto 2016 – TTIP, negoziati falliti, salta il trattato di libero scambio Usa-Ue; – agosto 2016 – Apple, a poco più di una settimana dalla presentazione dell’iPhone7, ha ricevuto una multa da 13 miliardi di euro da parte della Commissione Europea per l’accordo fiscale stretto con l’Irlanda al fine di pagare meno tasse; – settembre 2016 – Bayer-Monsanto, il gruppo tedesco compra la multinazionale Usa delle biotecnologie per 66 miliardi di dollari; – settembre 2016 – Il governo americano vuol far pagare 14 miliardi alla Deutsche Bank per chiudere lo scandalo dei titoli tossici legati ai mutui, i famosi “titoli subprime”, il cui crollo a Wall Street innescò nel 2007 la crisi finanziaria tuttora in atto.Inoltre, il colossale surplus commerciale accumulato dalla Germania con il protezionismo ha suscitato ostilità soprattutto da parte degli americani, perché ha favorito l’export teutonico in maniera esponenziale e danneggiato in particolare i produttori automobilistici statunitensi, i più accaniti avversari sui ricchi mercati asiatici. Quindi che ora Renzi smentisca tutto quanto ha rappresentato sembra un po’ strano … diciamo che magari sta fingendo un cambio di rotta per motivi tattici, ma è solo una finzione e non può certo costringere gli altri partner europei a seguire la sua agenda …

    • nicolass

      Brava Rosanna ben detto.

  • aNOnymo

    Tutto questo discorso come se il Primo Ministro italiano fosse indipendente!

  • GioCo

    Aah, prepariamo il CV al “Grande Statista”? La verità più probabile è un calcolo a ZERO: visto come vanno le cose, il fiorentino furbo e lesto di natura come il Gatto (cieco) è andato dalla Volpe (zoppa) per strappare il consenso su una manovra ormai scontata e (come sempre) dettata dalla politica russa e di Putin. Ma è una manovra doppio-giochista che ha il solo scopo di mantenere stabile il Governo pro NATO e pro accordi economici con lo strozzino trilaterale, facendo credere a tutti che in verità voglia “il bene dell’europa e all’italia”, in vista di un voto che mette paura (sia al Gatto che alla Volpe), tenta un assist agli ultimi secondi di una partita 4-0 per fare almeno 1 gol e uscire si sconfitti ma almeno “statisti”.
    La Germania non credo proprio “capitoli” su qualcosa, ma anzi, sfrutta il Gatto italiano come fa l’Oste con Pinocchio (i consumatori) per fare “il cattivo ma giusto” che in verità sapeva fin dall’inizio cosa succedeva e non è intervenuto perché tanto a lui interessava solo la grana. La Nuova Francia di Pétain sotto il non-controllo di Hollande ha ben altro a cui pensare e fa fare alla Germania su questioni che ormai per lei sono secondarie, cioè tutto tranne collezionare bruttissime figure mondiali. La Francia infatti oggi è il bidone dell’immondizia ideologica europea, serve a gettarci dentro le azioni più sporche, velenose, radioattive o altrimenti repellenti. Così non si potrà dire che le hanno commesse “gli altri”: è un tipico modo Americano di ringraziare “gli amici” speciali che ti regalano Statue della Libertà (vigilata). Hollande è riuscito persino in questo, i suoi primati negativi tendono al primo posto di questa strana pazza pazza corsa al podio di “cattivissimo me”.

    • Perfetto !! un’ottima strategia per diventare il Paese leader in Europa, che tutti rispettano e che gli Usa vogliono ricattare … il povero Renzi non ha certo modo di imporre le proprie strategie alla Merkel, del resto è appena reduce da una cenetta a lume di candela con il suo lenone a stelle e strisce … mentre il povero Mario Sechi getta un po’ di polvere nella mischia … così da confondere ulteriormente le idee ai lettori del Foglio …

  • virgilio

    basta dire “il foglio!”

  • Piramis

    “ha eliminato le sanzioni alla Russia dall’agenda europea”.
    Basta questo a squalificare l’articolo.

    Perché, anche se fosse vero (cosa totalmente da dimostrare) riguarda le eventuali NUOVE sanzioni, non quelle vecchie, che sarebbero da rimuovere totalmente.

    Il diavolo è nei dettagli, ma anche le leccate di culo, a quanto pare.

    Il foglio è utile solo in formato cartaceo, per scopi igienici sostitutivi.