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Unione Europea sui trampoli: gli ultimi caotici, folli, mesi di Bruxelles sono iniziati

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

C’è dell’isteria nella reazione con cui il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha accolto l’elezione di Donald Trump: “Credo che perderemo due anni, è il tempo che Trump impiegherà per fare il giro del mondo che non conosce”, per poi ribadire, “non riesco a immaginare cosa accadrebbe se mettesse in pratica ciò che ha detto in campagna elettorale, campagna che peraltro ho trovato disgustosa”. Reazione scomposta ma giustificata, quella di Juncker, perché con la nomina di Trump è avvenuta una rivoluzione copernicana: dalla politica monetaria a quella estera, d’ora in avanti gli Stati Uniti non saranno più freno, bensì motore delle forze centrifughe europee. La questione non è più se la UE imploderà, ma di stabilirne con accuratezza la data del collasso.

Se la Casa Bianca incendia l’Europa delle élite

Si respira un’aria frizzante dopo le elezioni presidenziali dell’8 novembre che hanno incoronato Donald Trump: dopo otto anni di Barack Hussein Obama e la prospettiva di altri quattro sotto il giogo di Hillary Rodham Clinton, con tutte le conseguenze del caso (escalation militare con la Russia, terrorismo islamico, immigrazione selvaggia, dittatura della tecnocrazia europea, razione quotidiana di politicamente corretto, etc. etc.), la prospettiva di una presidenza “populista” è un sollievo: è aria fresca e salubre da inspirare a bocca aperta. Donald Trump ha aperto i cancelli della caserma in cui le élite avevano irregimentato l’Occidente (“Trump presidente? Un pericoloso liberi tutti per il resto del mondo” ha commentato significativamente Mario Calabresi) ed ora, come soldati in libera uscita, si può uscire per divertirsi e fare danni: saltano le regole, saltano gli schemi, saltano le gerarchie, salta persino l’abc della diplomazia.

Capita così che un tecnocrate lussemburghese, tale Jean-Claude Juncker che il destino ha paracadutato sulla poltrona di presidente della Commissione Europea, insulti apertamente e ripetutamente (due volte nell’arco di una settimana), il nuovo inquilino della Casa Bianca: “ignorante, incapace, disgustoso” è il succo del pensiero di Juncker sul presidente in pectore. Reazione dell’interessato? Nessuna. Ed il silenzio di Donald Trump è più eversivo che mai: perché sprecare fiato con un tecnocrate alcolizzato che ha i mesi contati? Molto meglio un incontro a quattrocchi con Nigel Farage, l’euro-scettico d’acciaio che ha guidato e vinto la battaglia per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Capita così che il rappresentante europeo per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, convochi una cena a Bruxelles per discutere l’inatteso esito delle elezioni americane e, anziché presentarsi 28 ministri degli Esteri, accettino l’invito solo in 22: Regno Unito, Francia, Malta, Irlanda, Lituania e Ungheria saltano l’appello. Mogherini who? Je ne connais pas Madame Mogherini.

Capita così che il premier-cazzaro Matteo Renzi tenti un’operazione “alla Badoglio”, per unirsi in extremis all’esercito vittorioso che avanza: via le bandiere dell’Unione Europea dall’ufficio della Presidenza del Consiglio e minaccia di veto sul bilancio europeo, perché, come dice il fedelissimo Sandro Gozi, “noi non siamo né nazionalisti né populisti. Noi però siamo molto stanchi delle ambiguità e delle contraddizioni europee”.

L’elezione di Donald Trump è stata in effetti uno spartiacque per l’Unione Europea: è una svolta che avrà effetti dirompenti sulle istituzioni di Bruxelles e ciò spiega la reazione scomposta della tecnocrazia brussellese, la gelida risposta riservata alla Federica Mogherini, la disperata “conversione” di Renzi al populismo montante. Con la vittoria di un candidato “anti-establishment”, la geopolitica dell’Occidente è stata completamente stravolta: Washington, da garante e sostenitrice dell’integrazione europea, si è trasformata in una “centrale dell’eversione anti-establishment”, che alimenta ed incentiva le forze centrifughe in seno al continente. La Casa Bianca è assurta a punto di riferimento per tutti quei partiti nazionalisti ed anti-sistema che lavorano per lo smembramento dell’Unione Europea e la riconquista della piena sovranità: è un concetto ben espresso sia da Mario Calabresi (il sullodato “liberi tutti”), ma ancora meglio da Lucia Annunziata nell’articolo “Nuovo Ordine Mondiale” del 9 novembre1:

“La vittoria di Trump è la prima affermazione di un movimento anti-sistema che porta un suo leader al vertice. È un voto che istituzionalizza nel punto più alto del sistema il rifiuto del sistema stesso. In questo senso il voto americano legittima e tracima le stesse istanze in movimento in vari paesi – Europa e Italia incluse. Questa legittimazione sarà la singola più importante influenza che gli Stati Uniti di Trump eserciteranno sul resto del mondo negli anni a venire.”

Stati Uniti d’America, quindi, non più come garanti dell’ordine liberale post-45, basato sui pilastri NATO-CEE/UE, bensì come potenza “anti-sistema”, che legittima i movimenti nazionalisti, ostili alla globalizzazione e alla diluizione degli Stati-Nazione in organismi sovranazionali. Nel mutato contesto, la UE è poco più che un rudere di una fase storica archiviata: fa bene Jean-Claude Juncker ad agitarsi, perché la sua poltrona di presidente della commissione europea equivale al trono francese nel 1789.

Per capire come l’elezione alla Casa Bianca di un “populista” dia lo slancio finale alla dissoluzione della UE, bisogna ricordarne brevemente le origini. Il processo di federazione del continente è foraggiato e supervisionato sin dal 1945 (in realtà, fin dal primo dopoguerra attraverso figure del calibro di Richard Coudenhove-Kalergi) dall’élite finanziaria che vive tra la City londinese e Wall Street: progressista, liberista, mondialista, quest’oligarchia sogna gli Stati Uniti d’Europa, così da ancorare saldamente il continente all’Atlantico, dissolvere le Nazioni e contenere/isolare la Russia, grande potenza terrestre storicamente temuta dall’impero marittimo, prima inglese e poi angloamericano.

Collassata l’URSS (1991), l’oligarchia atlantica preme l’acceleratore, introducendo la moneta unica che, come disse già nel 1998 Milton Friedman, è il frutto di una impostazione non realistica, di una spinta elitaria di chi vuole usare la moneta unica per arrivare all’unione politica”. Di fronte al conclamato fallimento del progetto (databile 2013, in coincidenza della prima introduzione del “bail-in” nella crisi cipriota), le élite euro-atlantiche non hanno migliore idea che resuscitare la Guerra Fredda (unita alla strategia della tensione targata ISIS), così da sedare le spinte centrifughe in seno alla UE e riproporne l’originale funzione anti-russa. Non c’è alcun dubbio che l’elezione di Hillary Clinton avrebbe portato alle estreme conseguenze la strategia, incendiando i confini orientali dell’Europa.

Donald Trump è estraneo all’establishment liberal e pro-Unione Europea che si era raccolto dietro Hillary Clinton: è l’establishment, per fare qualche nome, del New York Times, del Financial Times, dell’Economist, del TIME, del Bilderberg, del Council on Foreign Relations, di Soros, dei Rothschild, degli Agnelli-Elkann, etc. etc. In quanto “nazionalista” e fautore di una politica protezionistica ed isolazionista, Trump è ostile a qualsiasi organismo “massonico-mondialista” sponsorizzato dalle élite, che si chiami Unione Europea od ONU (si ricordino i pesanti attacchi piovuti contro Trump dalla Nazioni Unite durante la campagna elettorale2). Per Trump, vale la definizione sopracitata dell’euro: la moneta unica è il frutto di una impostazione non realistica, di una spinta elitaria di chi vuole usare la moneta unica per arrivare all’unione politica”.

Accantonati i progetti di una federazione del continente, svanita l’esigenza di sedare le forze centrifughe con la “rinata minaccia russa”, la necessità di fomentare la tensione tra Occidente e Russia si dissolve, come, a maggior ragione, il bisogno di alimentare pericolosissime guerre per procura in Siria o Ucraina: se Trump ignora i tecnocrati di Bruxelles, si affretta però a telefonare a Vladimir Putin, concordando un incontro appena insediato alla Casa Bianca. Lo sconcerto nell’establishement euro-atlantico, dal ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen, al segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, è grande: c’è il timore che i due presidenti trovino un accordo sopra le loro teste, condannando la NATO alla fine del vaso di coccio tra due vasi di ferro, gli Stati Uniti “nazionalisti ed isolazionisti” e la dinamica Russia di Vladimir Putin.

È questo uno scenario che non vale solo per la NATO, ma anche per il suo risvolto politico ed economico, l’Unione Europea. Se la Casa Bianca fomenta i “nazionalismi” europei, se nello studio ovale siede un “populista” che legittima i movimenti anti-establishment, anti-euro ed anti-immigrazione, se Washington è interessata ad un accordo di ampio respiro con Mosca e a riconoscerle una sfera d’influenza in Europa, ci può ancora essere un futuro per l’Unione Europea? La risposta è no e, come sempre capita, i primi ad accorgersi del mutato contesto politico sono gli Stati alla periferia del sistema: non ci riferiamo soltanto all‘Ungheria del nazionalista Viktor Orban che ha esultato per la vittoria di Trump, ma anche e soprattutto alla Bulgaria ed alla Moldavia, i cui elettori hanno ritenuto più opportuno alle consultazioni del 13 novembre sostenere i candidati filo-russi, invertendo così il processo di espansione della UE/NATO culminato nel febbraio 2014 col golpe che depose Viktor Yanukovich.

Il grande deflusso è quindi ufficialmente partito.

Dall’inizio dell’eurocrisi abbiamo assistito ad una Casa Bianca che si è fatta garante dell’integrità della moneta unica e della UE: è stata la FED nel settembre 2011 a concedere prestiti d’emergenza alle banche europee, è stato il FMI a studiare le ricette d’austerità per “risollevare” l’europeriferia, sono stati i servizi atlantici a fornire la lista Falciani con cui si è ricattato George Papandreou pronto a lasciare l’euro, è stata Washington che ha insistito affinché la Grecia restasse nell’eurozona, è stata l’amministrazione democratica a stigmatizzare gli squilibri prodotti dall’export tedesco, è stata sempre la Casa Bianca a caldeggiare la vittoria del “sì” al referendum costituzionale italiano per scongiurare un effetto domino sull’eurozona.

Ora, con l’elezione di Donald Trump, tutto è cambiato: alla Casa Bianca siede un un “populista” incendiario che lavora per la deflagrazione dell’Europa. In un contesto, per di più, dove incombe il rialzo dei tassi della FED, con tutte le  (drammatiche) conseguenze del caso.

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Pubblicato da Davide

  • Axxe73

    mah…io tutto questo ottimismo non ce lo vedo. Trump sta giocando a poker e non mi sembra così determinato come in campagna elettorale. Per carità nessuno lo è troppo in campagna elettorale, ma se con Hillary avremmo avuto un’idea molto precisa della politica dei prossimi anni (per quanto catastrofica), con Trump è tutto in divenire.

    • Luigi za

      Axxe73
      Concordo con te. Amio avviso il Trump è venuto non per cambiare la politica di Obama ma per completarla.
      Infatti si é partiti 8 anni fa con lo slogan: Yes we can change per completarlo con yo make America great again
      Slogan era e slogan rimane, buono per gli allocchi che ci credono.

      Più credibile perchè più concreta questa analisi:

      ANALISI DELLA POSTA CHE ERA IN PALIO NELLE ELEZIONI USA. di Pino Germinario

      In particolare la frase con cui si chiude l’articolo:
      Il timore è che il nascere di una alternativa politica fondata sul riconoscimento delle forze in campo internazionali e sul recupero di una economia più equilibrata in una situazione interna così fragile porti alla sconfessione di una intera classe dirigente e al crollo del sistema di relazioni illustrato.

      Più che un timore io penso sia una certezza perchè ormai la situazione economica USA é troppo compromessa ed irreparabile con mezzi pacifici.
      Volente o nolente il Trump dovrà andare alla Guerra.

      • Apollonio

        Axxe scusa ma questa analisi pare un po strampalata…!
        se voleva completare l’ opera di Obama, una volta eletto non gli avrebbe intimato di non prendere accordi durante il suo viaggio di commiato in Eu, oppure di voler rinegoziare i trattati con Messico Canada e Cina, la Yellen ieri non avrebbe detto di rifiutarsi di dimettersi dalla Fed e di voler continuare la Politica impostata da Obama,,!
        per terminare, l’ economia USA se fosse compromessa il $ ed i TBOND sarebbero sprofondati dopo le elezioni del Donald invece sono saliti sui max.

  • PietroGE

    Concordo solo in parte. Occorre cautela e aspettare il discorso programmatico del nuovo presidente americano dopo che si è insediato, perché si potrebbero avere sorprese.
    Che Tromp lavori “per la deflagrazione dell’Europa” è molto difficile da credere. Gli USA sono una potenza mondiale proprio perché hanno un sistema di alleanze con stati e conglomerati di stati (la UE) che sono stabili. Non hanno nessun interesse a destabilizzare ancora l’Europa più di quanto non faccia già ora la UE stessa con la crisi migratoria e economica.
    L’isolazionismo di Trump significherà certamente la fine delle guerre alla ‘neocon’ tipo quella libica ma, molto probabilmente, non la messa in discussione delle alleanze. Quello che si è capito dalle dichiarazioni fino ad ora è che il nuovo presidente vuole un cambiamento dello sforzo finanziario necessario per mantenere queste alleanze. Il resto è wishful thinking.

    • Apollonio

      PietroGe e secondo te,…. la Brexit con cui il Donald si è congratulato… Farage che è il primo Politico che ha incontrato, Putin il primo Capo di stato a cui ha telefonato , la Merkel che ha convocato Holland, Spagna e Italia ad un vertice informale ..!
      cosa significa ?

      secondo me che l’ Eu è unvaso di coccio e se la vogliono spartire Russi e Usa o quantomeno non gli interessa più unita.

      • PietroGE

        Io sto a vedere se agli inglesi riesce ricostituire la ‘special relationship’ con gli americani. Così facendo, al Centro dell’Europa rimangono due strade : l’indipendenza strategica, costosissima, che comporta lo sviluppo di armi nucleari da parte della Germania e dei Paesi satelliti, oppure una alleanza (diciamo pure subalterna) con Mosca.

        • Apollonio

          Allora Pietro e secondo te la Germany si allea con i Russi ?
          mmmhhhhhh.! non ci credo se non lo vedo.

          Alla Germany rimane solo una strada… e mi auguro sia questa…!
          Indipendenza strategica di un nucleo forte composto dai suoi satelliti magari con Francia abbandono dei Pigs se non si adegueranno al Fiscal Compact in tutti i modi, la Germany tenterà in tutti i modi di portare avanti l’ Eu..
          Agli inglesi la ‘special relationship ce l’ hanno sempre con i cugini di sangue, specialmente con l’ America che rappresenta il Donald e cercano di contendere alla Germany il nuovo grande Attore Mondiale ..la Cina.

          • Emilia2

            Ma perche’ se lo augura? Mi sembra orribile per l’Italia.

          • Apollonio

            Emilia, tu cosa ti auguri ?..una classe dirigente capace o continuare con dei cialtroni che raccontano storie al popolo..!

          • Emilia2

            Per “classe dirigente capace” lei intende dei governanti che seguano ancor piu’ pedestremente le direttive tedesche (ovviamente fatte nell’interesse della Germania, non certo dell’Italia e degli altri Pig)?

        • Mauro Elia

          ….”comporta lo sviluppo di armi nucleari da parte della Germania e dei Paesi satelliti”…

          Cosa se ne farebbe la Germania della bomba atomica? Se la usasse per prima contro un’altra potenza, la ritorsione nucleare non si farebbe attendere, se la subisse per prima il risultato nel suo territorio sarebbe simile, servirebbe a fare da deterrente? A cosa? La Svizzera che io sappia non ha bombe atomiche e fino a ora nessuno a pensato di invaderla o altro, per lo stesso motivo non saprei chi avrebbe intenzione di dichiarare guerra alla Germania… molti anni fa lessi ” il deserto dei Tartari”…..la situazione mi sembra la stessa.

          • Mauro Elia

            Le invasioni oggi non sono più militari, esci di casa e ti accorgi che parlano tutti una lingua diversa dalla tua..

          • Apollonio

            Eheheh.! prova a dirlo agli iracheni, agli afgani, ai palestinesi, agli irlandesi, agli ucraini, ai libici..etc. etc.

          • fastidioso

            che combinazione…sono quelli in cui l’FMI non ha alcuna influenza…

          • Apollonio

            se vuoi la Pace prepararti alla guerra recita l’ adagio.
            Se come sembra il Donald vuole disimpegnarsi dalla Nato per una Politica Neoisolazionista, la G.B. è uscita dall’ Eu, giocoforza la Germany deve riarmarsi se vuole recitare un ruolo primario nella New Eu.
            Le Bombe Atomiche non servono alle piccole nazioni, ma sono imprescindibili dalle Potenze Regionali come fattore deterrente,

          • PietroGE

            Apollonio, tieni presente le clausole dell’accordo tra le quattro potenze vincitrici della WWII. Hai notato, ad esempio che la Germania non produce missili, neanche a scopo civile (l’Ariane è francese)? Per avere l’indipendenza strategica deve prima superare queste clausole. Ai Paesi limitrofi, esempio Olanda Danimarca Belgio , ma anche Svizzera o Polonia, interessa che l’ombrello nucleare copra anche il loro territorio, visto che i caso di attacco nucleare alla Germania sarebbero colpiti anche loro, e quindi sono sicuro che sarebbero disposti a cofinanziare il progetto. Bisognerebbe vedere quanto la Germania ha le mani legate dalla NATO, perché l’isolazionismo di Trump potrebbe diventare un ‘tana libera tutti’ per un riarmo del Centro Europa e in particolare della Germania.

          • Apollonio

            Si, la Germany non può sviluppare nessun progetto a scopo militare, ma la Merkel mica è scema, se il Donald vuole disimpegnarsi dalla Nato la G.b. fuori dall’ Eu, passati 80 anni da quegli accordi li vorrà ridiscutere, se i Russi mettono le testate ai confini Eu, nessuno puo impedire alla Germany di farlo per difesa, poi c’è la France sia che vinca la le Pen che con I Gollisti la Merkel si accorderà ed otterrà il riarmo e la revisione dei trattati

            Alla Fine la Nuova Eu sarà fondata sull’ asse Franco Tedesco.

            Il bullo pensa di fare il furbo, ormai lo hanno stimato in Eu è l’ emulo dello psicopatico sessuale , non aspettano altro che il 4 Dicembre per dargli il ben servito, con l’ aumento dei tassi imminente anche in Eu per noi è veramente problematica questi ti mandano la Troika
            poi voglio vedere il Bullo di rignano che storie gli racconta, ma farà come il suo Maestro mette la coda in mezzo le gambe e si defilerà.

          • valentino

            La Germania per ridiscutere gli accordi deve prima avere i confini che aveva nel 1937, un po’ di Polonia ed un po’ di Russia

          • Apollonio

            Gli accordi o i trattati si trattano e si riaccordano quando le condizioni cambiano non sono Dogmi inscindibili, se la Nato si scioglie si ridiscute tutto, i confini del 37 che centrano oggi, la Polonia è nell’ Eu, caso mai la Russia potrà opporsi se la Germany rivendicasse i suoi vecchi territori .

          • valentino

            La Germania non ha un trattato di pace con gli alleati, di fatto è uno Stato occupato (250 basi usa), formalmente è ancora in guerra, ciò significa che qualsiasi potenza alleata può, in qualsiasi momento, far guerra ai tedeschi, non c’è motivo di dichiararla, per loro la guerra non è mai finita

          • Apollonio

            Questa mi è nuova…!,
            250 basi usa perchè c’è un ‘accordo Nato
            se fosse così non sarebbe stato possibile nemmeno la Riunificazione con la Germania dell’ Est, l’ occupazione Usa è terminata nell’ 90 ed era solo su Berlino Ovest, la Germania è uno Stato sovrano Libero dal 1990.

          • PietroGE

            valentino ha ragione, non esiste un trattato di pace, esiste uno status quo, proprio perché per avere un trattato di pace la Germania dovrebbe rientrare in possesso dei territori persi dopo la guerra. Non molti sanno che, come deciso dalla Corte Costituzionale, il Reich non è mai scomparso, continua ad esistere come entità giuridica. Anche una cosa sconosciuta a molti è il fatto che al momento della divisione in zone di occupazione l’URSS ha riconosciuto la Germania nei confini del 31/12/1937, salvo poi, dopo la guerra cambiare idea.
            https://de.wikipedia.org/wiki/Berliner_Erkl%C3%A4rung_(Alliierte)
            In staatsrechtlicher Hinsicht wurde dahingehend mitgeteilt, dass die Übernahme der Regierungsgewalt nicht die Annektierung Deutschlands bewirke und die „deutschen Grenzen nach dem Stande vom 31. Dezember 1937“ fortbestanden.

            [Dal punto di vista del diritto statale si comunica che la presa della responsabilità di governo non significa l’annessione della Germania e che sono ancora validi i confini del 31 Dicembre 1937]
            firmato :

            Dwight D. Eisenhower für die USA,
            Georgi Schukow für die UdSSR,
            Bernard Montgomery für das Vereinigte Königreich,
            Jean de Lattre de Tassigny für Frankreich

          • Apollonio

            Questo non lo sapevo, comunque sono.. ” Trattati “… perciò ritrattabili quando sono cambiate le condizioni temporali economiche e politiche .

          • valentino

            Legga l’ultimo articolo della Legge Fondamentale della Germania, lì c’è scritto chiaramente che non sono liberi, c’è, inoltre un altro articolo (139 mi sembra) che sancisce la validità delle leggi contro il nazismo, leggi instaurate proprio dagli alleati dopo la guerra, sono sovrani più o meno come noi italiani https://www.youtube.com/watch?v=Jd14wO_reo8

  • Nicolass

    Faccio parte di coloro che speravano nella elezione di Trump e sono d’accordo con l’analisi lucida di Dezzani…. forse i pavidi, in quanto tali, avrebbero preferito la vittoria della Clinton sperando di continuare a vivacchiare… io invece preferisco una morte cruenta alla lenta agonia.

  • Apollonio

    La relazione scomposta della Yellen (Ebrea ) ieri in conferenza stampa Fed, dimostra che molto probabilmente l’ analisi di Dezzani è in buona parte condivisibile specialmente in questo sotto….

    ” Donald Trump è estraneo all’establishment liberal e pro-Unione Europea che si era raccolto dietro Hillary Clinton: è l’establishment, per fare qualche nome, del New York Times, del Financial Times, dell’Economist, del TIME, del Bilderberg, del Council on Foreign Relations, di Soros, dei Rothschild, degli Agnelli-Elkann, etc. etc. In quanto “nazionalista” e fautore di una politica protezionistica ed isolazionista, Trump è ostile a qualsiasi organismo “massonico-mondialista” sponsorizzato dalle élite, che si chiami Unione Europea od ONU “

  • Roberto Giuffrè

    Ogni tanto mi viene qualche pensiero strano su Trump miliardario.
    Mi chiedo, ma se ogni volta che Berlusconi non si mostrava accondiscente alle politiche NATO iniziavano le speculazioni che facevano crollare le azioni Mediaset e Mediolanum, ma Trump non ha gli stessi attacchi alle sue aziende? Non sono quotate in borsa quelle?
    Lui non fa parte del sistema speculativo che tutto “puote”, e fa fallire interi Stati con una speculazione?

  • Mauro Elia

    Uno scenario (fantasioso) è questo: le “superèlite” (quelle al di sopra di tutto) hanno deciso di fare piazza pulita delle “èlite” USA e Europee, in quanto (esse) si sono dimostrate palesemente incapaci di perseguire e ottenere almeno uno degli obiettivi prefissati. Una backdoor nel sistema del voto elettronico Usa (non puoi non averla a meno che non si parli di una “superèlite” di sprovveduti) usata per farei vincere Trump a prescindere… poi sostituisci tutti questi cialtroni con altri che pensi essere più dotati…

    • Apollonio

      Ti avvicini molto alla realtà ma dentro la Superelite c’è anche lì uno scontro che cova sotto le ceneri per due visioni contrapposte sulla guida del Mondo, perchè le società non accettano più la visione instauratasi dal Nuovo Ordine Mondiale dopo il 1945 il cavallo non beve più, ed allora non va bene o si mettono d’ accordo all’ interno dell’ Elite per un passaggio delle consegne oppure è Guerra, stavolta sfocerà in Occidente, naturalmente non sono processi brevi o facili da prevedere,
      comunque entro il 2017 vedremo se il passaggio di consegne ci sarà in modo veloce oppure avremo un tentativo di restaurazione per resistere ulteriormente e ritardare il passaggio di consegna tra le SuperElite.

      • gianluca2

        Una curiosità: ma che superélite sono se si lasciano decrittare così … per non parlare delle élite … ormai al rango di associazioni culturali.

        • Roberto Giuffrè

          E lo chiedi a lui che fa scorpacciate di Wikipedia e siti sul complotto Anglo-Sionista?
          Alla base di tutto ciò che muove l’uomo (complotti compresi) c’è l’aberrazione umana della sete di potere di tutti quegli individui vuoti che non amano e non saprebbero neppure come fare.
          Basta seguire i seminari Aleph del famoso psicologo Mauro Scardovelli (trovi tutto su Youtube). Ti spiega per filo e per segno come funziona dentro l’uomo e come egli costruisca società che sono specchio delle sue subpersonalità, senza scomodare alieni, demoni e l’eterna lotta del bene contro il male…

        • Apollonio

          Tu riesci a decrittarle..? basta leggere qualsiasi Blog o organo di informazione per capire che tutti hanno idea piuttosto vaga o complottista dell’ superelite dominante..!

          Il primo segnale che all’ interno delle SuperElite gli equilibri stavano cambiando è stato Brexit, il secondo è stato l’ avvento del Donald,
          ora il vaso di coccio resta L’ Eu, riuscirà la Germany ad evitarlo ?
          dipende …!
          eheheh…!

          • gianluca2

            Quello che voglio dirti è questo: siamo sicuri?
            Sicuri che gli equilibri stiano cambiando?
            Tutto qua.
            Per conto mio non riesco a decifrare neanche la simbologia dei manga.

          • Apollonio

            Eheheh..! grande Gian…!

            è un peccato, capiresti molto…!
            Si, sicuro..! leggimi.

            ” Se esiste un Limite voglio raggiungerlo per poi Superarlo “

  • GioCo

    Beh, non voglio essere esplicito ma alla fine mi vien da dire ad ogni cavalcata dell’onda Trump “ma quante ca….” va beh, mi sono capito. Dunque, se Soros è il capo cordata dell’ideologia neocon “unipolare” americano, centrato sul patto di stabilità con la Cina (lei compera debito gli USA comperano “roba cinese”) e l’ostilità con tutti i paesi che non si allineano al “ferro e al fuoco” dell’obbedienza cieca del “bravo poliziotto del mondo”, tesa a distruggere tutti i confini territoriali e fare del mappamondo una specie di “terra di nessuno” ma in gergo “politicamente corretto” si direbbe invece “un terra per tutti” (che suona bene), dall’altro lato c’è la cordata capitanata da Murdoch, che non è ostile a una europa unita, è ostile a QUESTA Europa unita, banalmente perché non batte i tacchi quando lui va a portare il verbo dei suoi interessi. Cioè degli interessi della sua cordata. Quindi sarebbe bene capire qual’è ideologia che raggruppa gli interessi guidati da Murdoch, non starnazzare come galline in un pollaio “ha vinto Trump!”, che non ce ne frega niente. In quell’ideologia, da quel che possiamo capire, la Russia (e non la Cina) è partner d’affari ideale, banalmente perché ha tutto quello che serve … a parte i numeri: la sua popolazione è la metà di quella americana e se si somma l’Europa è poco più di un decimo. Mentre la Cina ha tutto quel serve (o giù di lì) ma ha anche i numeri (uguale al blocco atlantico) e sa contare meglio (pure!). In altre parole il grado di autonomia Cinese è si meglio di quello occidentale, ma non se si unisce la Russia, in funzione concorrente alla Cina.
    Quanto sia praticabile questa visione (se è questa la visione, dato che siamo obbligati solo a supporre) solo il tempo ce lo dirà, dato che forse “i danni” neocon (che non erano dati dall’ideologia, ma dalla abbondanza di stupidità che li guida come ubriachi in autostrada e contromano) sono tali e tanti che “la correzione di rotta” non sarà possibile, senza interventi militari pesanti. Ora l’attenzione della zona più problematica si sposta dall’alto medio-oriente (Siria) al basso medio-oriente (Palestina).

    Trump a mio avviso (e questo l’ho già detto in altre occasioni e nonostante lo dica controcorrente lo ribadisco qui) non è meno pericoloso nel minacciare una guerra mondiale nucleare (non diamo numeri, diciamo solo che almeno la guerra termonucleare mondiale non è ancora scoppiata) è solo DIVERSAMENTE pericoloso e non solo perchè non sappiamo cosa farà, ma perché le varie destabilizzazioni passeranno da un piano politico all’altro, dalla guerra per procura alla guerra diretta. L’alleanza con Hamas della Russia è locale e tattico, non necessariamente strategico, Se Trump seguirà la volontà geopolitica di Netanyahu dovrà rompere quel legame e siccome Putin è un affarista, il GAS in UE potrebbe essere la dolce mela avvelenata.
    Come dice il gobbo nostrano ne “il divo”: … Lei è abbastanza perspicace e l’ha capito da solo; la situazione era un po’ più complessa …

    • Apollonio

      Si …la situazione è po più complessa dei supposti capo cordata galletti spennacchiati Soros e Murdoch…!

      Mah..! anche estremamente semplice, quello che vuol fare il Donald si sa..!
      sono gli effetti che creerà che non si sanno ?

      il vaso di coccio è come sempre l’ Eu…!

      La Cina per ora resta un’ incognita ed i numeri non bastano, come inizio il Donald non sembra ben disposto verso di lei, siamo nella fase tattica è presto per capire la strategia….!

      • ga950

        E’ un modo di comunicare che ha lei e GioCo come la storia dei cani e gatti?

        • Apollonio

          ga950 potrebbe illuminarmi meglio sulla comunicazione..?

          non si proccupi perchè non mi offendo, dica pure quello che pensa !

          • ga950

            “La comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) nella sua prima definizione è l’insieme dei fenomeni che comportano la distribuzione di informazioni.”
            C’è poco da aggiungere al significato dell’etimo, la maggioranza delle persone qui presenti NON interessa comunicare ma mettersi in mostra. Ed a mio avviso lei, GioCo. PietroGE ed altri ingrossate queste fila, perché i vostri commenti sono delle ordalie che non ammettono il diritto di replica, infatti immancabilmente glissate e più significativo del confronto cani/gatti è arduo proporre.
            Questo atteggiamento comunque non lo rilevo solo in rete ma generalmente nella società e la politica ne è un tornasole assoluto.
            Come può definirsi “sociale” quella coorte politica rappresentata dal 20% della popolazione che impone la propria volontà al restante 80%? Appunto “sinistra” cioè deleteria.
            D’altronde il tutto è figlio di un “democratico” che la distribuzione dell’informazione la delega ai carri armati, che per non ingenerare equivoci di nome fa Giorgio e di cognome Napolitano.

          • Apollonio

            ga950 a mio avviso e secondo quel poco di frequentazione attiva su questo sito si sbaglia, in genere a parte GioCo trovo abbastanza attivo il contraddittorio tra gli utenti, personalmente replico a tutti meno che al turpiloquio od ai maleducati ed è confermato dal più alto numero di interventi rispetto agli altri iscritti, non ho niente da mostrare, non vendo o propongo nulla, solo mi piace confrontare il mio pensiero con gli altri, è un modo per passare il tempo informarsi e socializzare, una specie di bar politico culturale.

            Spiace però osservare che lei non colga il messaggio subliminale.. !

          • ga950

            Ricevo la sua opinione che appunto è tale.
            Come fa a dire che non colgo il messaggio subliminale?
            “subliminale
            sub·li·mi·nà·le/
            aggettivo
            1.
            In medicina, di stimolo la cui intensità sia inferiore al valore-soglia.
            2.
            In psicologia, delle sensazioni che hanno luogo sotto il livello della coscienza, troppo deboli per essere avvertite, ma sufficienti, secondo alcuni, a influenzare l’inconscio e condizionare il comportamento ( pubblicità s. ).”

            A suo dire patisco del limite di non cogliere l’influenza sull’inconscio e del condizionamento del comportamento e le devo dare ragione, perché gli articoli che mediamente sono pubblicati in home, a mio avviso, sono acqua fresca, più adatti a pediluvi rilassanti piuttosto che alle azioni più sopra sullodate.

  • Adriano Pilotto

    Per ora il dopo Obama è lo scatenamento di tutte le fantasie, di cui ben poche eveolveranno allo stadio di ipotesi.
    L’eccesso di categorie pre-politiche (massoneria, ebrei) conferma che siamo nella fase di debriefing, anche se in alcuni casi più che attorno ad un tavolo sarebbe meglio sdraiati su un lettino e con una psicanalista con occhiali, lunghe gambe ed un bloc notes in mano.

    • Apollonio

      Adriano..lei crede nella psicoanalisi… ? io no…!

  • Mylan Key

    Trum x Trump , sceglierebbe la strada della riconversione del tutto. Ma e’ dentro a un sistema, e lo sta’ usando in certe parti, dove non e’ possibile che non ne sia mischiato a continuarlo . L’ unica idea, rimanendo fuori dai pasticci e da adeguamenti vari, e volendolo guardare come nuovo continuatore del sistema stesso, si puo’ vedere come un nuovo sistema di scrematura , dove elimina la parte debole eliminando gli avanzi Usa da non doverne rendere conto ( debiti ) , e ricreare il medesimo sistema piu’ forte e selettivo e competitivo, dove , gli Usa all’ estero, si confronteranno strategicamente, con gli stessi sistemi e fini. L’ Iran e’ posto al vaglio ancora, il terrorismo va’ eliminato , e gli Usa tornano grandi se mettono sotto i piedi i grandi. E per il momento, solo fra grandi si possono prendere i 3 posti maggiori , ( Cina Russia e Usa ) , che poi si romperanno le corna definitivamente fra loro, per il primo posto nel mondo a gestione totale.

  • Mylan Key

    = Italiani sovrani fatevi sputare in faccia . Accozzaglia.
    “Chi fa il premier deve sperare che chi viene dopo farà meglio, certo io
    non sono nato per fare un governo tecnico, il governicchio. Se si
    cambia e si continua ci sono, se si torna alla grande accozzaglia che è
    la base politica del “No”, che sono sempre i soliti politici, se
    vogliono galleggiare, che gestiscano loro il paese. Io non sono capace a
    fare inciuci e accordicchi”.
    = Indovinate chi ha detto questo : il puro da inciuci e accordini .

  • Stalingrad44

    Secondo me è un discorso prematuro, aspettiamo i fatti e intanto più che per la vittoria di Trump, gioiamo per la sconfitta di Obama/Killary con tutto ciò che significa e ne seguirà. Il vento sta cambiando anche in Europa, Ungheria in parte, ma soprattutto Bulgaria e Moldavia lo dimostrano, è finita l’era della UE a tutti i costi. E per chi ha scelto questa via suicida come l’Ucraina, ora si prospetta un finale da favola, tragicamente parlando.

  • Primadellesabbie

    Se…

    Se il patto Molotov-Ribbentrop non fu un accordo tattico, ma strategico come penso, le condizioni che l’avevano ispirato, cioè la complementarietà dei due Paesi é ancora lì, in attesa di essere messa a frutto.

    Il resto dell’Europa é contorno.

    Poi il Potere che dirige la Potenza Dominante non vuole che i due si ritrovino, e in questo dopoguerra (e forse anche prima) le ha inventate tutte per tenerli ben separati.

    Se, però il Potere diviene Due Poteri, può succedere che uno dei Due si metta per conto suo e, in questo caso…basterebbe alzare la saracinesca, il business sarebbe lì, bello e pronto in attesa.

    • Apollonio

      Eheheheh… grande Pds,….!
      allora domandiamoci perchè la Merkel continua ad usare la tattica del Bastone e la Carota verso la Russia ?
      quando un partner Eu dice : togliamo le sanzioni a Putin, lei dice No…!
      quando un ‘altro Partner dice: aumentiamole, lei dice NO ..!

      • Primadellesabbie

        E chi sarebbe questa Merkel di cui parlate tanto?

        • Apollonio

          Mmmmmmh…! certo è messa lì, ma non fa gli affaracci suoi
          come i nostri, cerca di fare gli affari del suo Stato del suo popolo
          senza dubbio è guidata cum granis salis…!
          Buba docet…! in Volk Kraft

          In Germany non c’è spazio per i venditori di Fumo…!

          • Primadellesabbie

            Messa lì da chi comanda, questo é l’importante. E tutti hanno potuto constatare come abbia obbedito bene in questi anni (o si sia barcamenata senza scontentare), osservando i riconoscenti ringraziamenti recentemente portati da Obama.

            (A proposito, non é sospetto questo precipitarsi proprio in Germania, subito dopo le elezioni, ad indicare come ci si deve comportare per essere graditi ed approvati?)

          • Apollonio

            Pms stavolta non hai capito…!

            sei fuori strada…

            La Germany come dice valentino e Pietroge non avrà la sovranità formale sul territorio, però ha un surplus commerciale pazzesco superiore a quello cinese, la BCE non è un caso che sia a Francoforte altrimenti col cavolo che abbandonavano il D. Mark
            la stabilità e la Forza dell’ euro è dovuto alla Germany, la politica monetaria della BCE è condizionata dalla Buba che contesta e frena la politica di Draghi ( G.S. Usa ) la Buba è il Marco travestito da Euro e rappresenta il modello economico Renano, la Merkel fa quello che dice la Buba.
            Nel consiglio della Bce ci sta anche la Fed, quindi quando Obama va dalla Merkel ci va per mediare, per non fare andare a carte quarant’otto la zona euro perchè non potrebbe più staccare l’ assegno dalla Bce se salta l’ Eu.
            La buba e la fed rappresentano la stessa super elite che si contrappone all’ interno.

            chiaro…?

          • cdcuser

            ci manca solo la bella addormentata nel bosco e il principe azzurro e poi, si, è più chiaro.

          • Apollonio

            cdcuser con le battute puoi fare pure sorridere, ma non cambi nulla..!
            chiarisci no..! se sei in grado..?

          • cdcuser

            m’è venuta spontanea, non ho resistito, senza offesa,

            ma santa pazienza, tu studierai pure la storia del III Reich, ma sembra tu ti sia fermato lì insomma, altrimenti sapresti che la Germany, come la chiami tu, non è nemmeno una “nazione” (per semplificare) ed è sotto occupazione dal 1945 … in Germania i “tedeschi” non comandano un caxxo sempre per semplificare, li lasciano fare l’importante che faccia il “cane da guardia” , ma appena fanno mezza scoreggia, li “massacrano” … ora, invece, staremo a vedere come si evolveranno le cose, se Angela Dorothea Kasner, in arte “Merkel”, “cadrà in piedi” (come promise “l’abbronzato” al “nano” di Arcore) o no.

          • Apollonio

            mah..! cdcuser questo è quello che pensi tu, se non comandassero avrebbero partecipato alla deposizione di Gheddafi invece il governo ha detto no..! rifiuto
            La Buba critica sempre la politica dell’ uomo di G.S. Draghi, quando si discosta dai loro voleri, tanto per fare i primi esempi che mi vengono in mente.
            Chi comanda in Germany è la Buba e credimi non sono molto amici fanno buon viso a cattiva sorte agli Usa come dei Russi.
            La Merkel fa quello che dice la Buba e quelloa che la sostituirà farà sempre quello che dice la Buba e così per il secolo a concludere.
            La Germania non è più sotto giurisdizione Usa dal 1990 come la Germania dell’ Est lo è dai Russi.

            non ti preoccupare che non mi offendo e con il tuo metro se la Germany non comanda, allora gli altri stati che sono servi della Gleba ?

          • Apollonio

            Cdcuser sarà ? ma io sento solo loro attaccare Draghi questa è solo l’ ultima di qualche giorno fa, non comandano però:

            BundesBank attacca BCE e Junker
            Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è finito nel mirino della Bundesbank per le sue dichiarazioni pro crescita e di superamento delle politiche di austerity. Nel suo ultimo report su inflazione e tassi di interesse, il governatore della banca centrale tedesca Jens Weidmann ha sferrato un attacco frontale all’esecutivo europeo, quando dice “la mia impressione è che la Commissione abbia rinunciato a far rispettare le regole del Patto di Stabilità e Crescita”.

            L’agenda della Germania per la presidenza del G20, preannuncia Weidmann, si concentrerà sulla messa a punto di misure preposte a rendere più resistenti le economie. “I governatori delle banche centrali e i ministri delle Finanze dovranno lavorare sui princìpi volti ad assicurare che i futuri trend di crescita siano più veloci della ripresa economica attuale”.

            Weidmann ne ha anche per la Bce di Mario Draghi. Fissare target di inflazione più bassi aumenta le probabilità di colpire la parte bassa della curva dei rendimenti dei tassi. Le banche centrali finiranno più spesso in una situazione nella quale è difficile allentare le condizioni finanziarie ulteriormente. A quel punto verranno introdotte misure non convenzionali. In quanto a rapporto tra premi e rischi, “le misure eterodosse di allentamento monetario, tuttavia, provocano effetti collaterali”.

            “Questi effetti collaterali colpiscono il settore bancario, per esempio”, si legge nel rapporto intitolato “Inflazione e tassi di interesse: ciò che scende prima o poi deve salire?“. “Gli strumenti che hanno come obiettivo quello di mantenere bassi i tassi di interesse a lungo termine portano a un appiattimento della curva dei rendimenti. Ciò rende prendere prestito a breve e prestare a lungo termine meno redditizio”.

            Secondo lui le forze tradizionali che spingono l’inflazione al rialzo e che l’hanno spinta in passato “non se ne sono andate”, sono solo “nascoste dietro a elementi transitori”. E “alterare la definizione di stabilità dei prezzi in risposta alle sfide del momento non è la risposta”.

          • cdcuser

            ho letto tutte e 2 le versioni pre e pos modifica;
            comunque si riportano le fonti degli articoli: http://www.wallstreetitalia.com/bundesbank-attacco-frontale-a-commissione-ue-e-bce/

            per il resto:
            “…. The Bundesbank, moreover, currently assumes that the migration of refugees to Germany will cause potential growth as measured by poten-tial output to rise by just over ¼% in 2016 and 2017, if the migrants are available to the labour market. ……… “

            Fonte:
            Annual Report 2015 – Bundesbak
            Dr Jens Weidmann
            President of the Deutsche Bundesbank

            https://www.bundesbank.de/Redaktion/EN/Downloads/Publications/Annual_Report/2015_annual_report.pdf?__blob=publicationFile

          • Apollonio

            cdcuser mi sono scordato di mettere il link

            Criticare ed attaccare la Bce in contrapposizione alla Fed ed i sodali G.S. JPM, io vedo e leggo solo e sempre la Buba, non ho mai sentito la Banca d’ italia, la Banca of England, la Fed criticare aspramente la BCE, questo qualcosa vorrà dire o no ?
            come è l’ unica Banca Centrale che non sia guidata da un Ebreo.

          • Primadellesabbie

            “Pms stavolta non hai capito…!
            sei fuori strada…
            ………..
            chiaro…?”

            No, ci sono delle buone ragioni perché io rimanga sulle mie posizioni, per non credere che i rapporti stiano come li desumi dalle tue osservazioni, ma non voglio polemizzare.

            Il discorso sarebbe molto lungo e le cose, anche quelle che si sottovalutano o addirittura si é soliti ignorare, vanno soppesate una alla volta senza sovrapposizioni.

            Le fortificazioni economico finanziarie mai come oggi possono rivelarsi fragili ed essere demolite, grazie alle tecniche di assedio messe a punto spregiudicatamente in questi anni, sotto gli occhi impotenti dei danneggiati, Paesi e persone.

            Con cacciabombardieri sempre in volo e portaerei in navigazione, ovviamente…

          • Apollonio

            Pms a me non interessa polemizzare, le mie buone ragioni le ho esposte, le tue non ci sono ? pazienza..!

          • Primadellesabbie

            Vedi Apollonio, gli Stati Uniti non sono ancora usciti dalla Seconda Guerra Mondiale e dalle logiche che sono derivate dal suo esito.

            E finche loro non decidono di uscirne, e se la mettono alle spalle, nessun Paese che sia stato coinvolto ne esce.

            Dopo puoi mostrarmi quanti soldi hai nel cassetto, puoi puntare i piedi per non andare in Libia, puoi sgridare Draghi…

          • Apollonio

            Si Pds hai perfettamente ragione è la stessa cosa che succede agli Inglesi, se tu parli con il popolo e la Middle Class ancora oggi si sentono i difensori morali i salvatori del mondo dalla Germany, vedere a distanza di 50 anni i loro nemici surclassarli sul piano economico e quindi imporre la loro politica è atavicamente inaccettabile e questo è stato un’ altro motivo per Brexit era un’ affronto per loro sottostare alle rigide regole Tedesche loro i vincitori della II w.w.

            Però quello che volevo sottolineare con il mio intervento è che all’ interno delle Elite vi è una divisione che cova, come hai sottolineato
            per ora viene rintuzzata perchè i vincitori sono loro, la Brexit è strategica a questo, la G.B. vuole evitare la Partnership finanziaria Cina Germany perchè significhebbe la fine del dominio Anglousa sull’ occidente .

          • PersicusMagus

            Mi chiedevo se in America si sia cominciato a pensare che tutto sommato non serve la figura in posizione intermedia della UE – una UE spesso fastidiosamente recalcitrante e oggi per di più in una situazione economico politica che appare irrisolvibile – per difendersi dai russi perché tutto sommato basterebbe “allearsi” con i russi.
            Forse qualcuno ha pensato che è troppo dispendioso e rischioso mantenere a tutti i costi una posizione di egemonia assoluta.
            Quello che non mi è chiaro è perché gli inglesi siano tanto preoccupati da Putin.

          • Primadellesabbie

            Mi sembra difficile trovare risposte soddisfacenti ai tuoi quesiti.

            Penso, ma é una mia ipotesi, che in America il potere abbia problemi mai sperimentati finora, di tipo umano (si, hai capito bene).

            Chi comanda, che non compare mai, si ritrova la prima linea di esecutori incapaci di coordinarsi tra loro mettendo a repentaglio i disegni (recenti elezioni), o che, basata su un’efficenza di tutto il complesso apparato di dominio che, in calo per qualità ed efficenza, rischierebbe di far rompere il giocattolo se non rimpiazzata tempestivamente da nuove e complesse tecnologie di dominio basate sull’informatica. Cosa quest’ultima impraticabile con le modalità e la componente umana di vertice utilizzate fin qui.

            Non credo di essere riuscito a spiegarmi ma, In breve, sospetto che la crisi, il disorientamento che sperimentiamo noi, quaggiù sia il riflesso di qualcosa che esiste ed agisce lassù.

            Putin. Anche lì annaspo tra ragioni storiche, al tempo degli Zar gli inglesi importavano ed esportavano per tramite della Francia, ed eredità culturale connessa con il cursus di chi sale al potere.

            Mentre aspettiamo l’intuizione chiarificante, guarda questa foto:

            http://www.openlettersmonthly.com/issue/wp-content/uploads/2011/05/nicholas-and-george-e1304209584344.jpg

            l’ultimo Zar, Nicola II e Giorgio V, cugini primi ed indistinguibili. Se poi trovi un’immagine del Duca di Kent alla stessa età hai completato un terzetto.

          • PersicusMagus

            Sono d’accordo, avevo proprio scritto (naturalmente in un altro blog) che secondo me l’attacco finale delle élite era partito troppo in anticipo rispetto allo sviluppo tecnologico che sarebbe stato realmente necessario; e che questa insufficienza era la nostra sola concreta speranza (assieme a quella divisione interna alle élite che sembra di intravedere in questi ultimi anni).

            Sulle somiglianze nella aristocrazia europea ho trovato un libro del 1957 (dovrebbe arrivarmi a dicembre) nel quale si racconta che a un certo punto in Inghilterra ci si è cominciati a incrociare non solo fra famiglie strettamente nobili ma anche con degli altri signori per cui magari le somiglianze si sono un po’ diluite. Uno magari se si somiglia di meno si allea di meno.

            Lo leggo e ti racconto.