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Turchia, ATTENZIONE, Cambio di Narrativa, I nemici non Sono i Curdi. Quindi chi sono?

DI FUNNYKING

rischiocalcolato.it

Ho ascoltato con attenzione il messaggio televisivo (su Sky tradotto in Italiano) del presidente Erdogan dopo l’ennesimo massacro a Istambul, purtroppo in rete non ho trovato (ancora) traccia del testo integrale, ma vi assicuro che è un documento fondamentale.

Erdogan non ha citato i Curdi.

Erdogan ha espressamente detto che questa parte del mondo ( quella dove si trova la Turchia ) è nel mezzo di una transizione e che gli attentati e il sangue sono solo la parte visibile di una guerra e di attacchi che la Turchia sta subendo:

  • Dal punto di vista economico e finanziaria
  • Dal punto di vista di destabilizzazione politica interna

(vado a memoria ma sono sicuro che i concetti sono questi)

Non fatico a immaginere perché per ora le parole essenziali di Erdogan non sono state ancora diffuse dai media occidentali.

Non esistono altre alternative, Erdogan ha chiaramente fatto riferimento sia ad un cambio di regime geopolitico e di una transizione in cui la Turchia e Turchi devono resistere. E ha fatto riferimento a un guerra ad ampio spettro in cui il sangue è “solo” la parte visibile.

Di certo Erdogan non poteva riferirsi alla Russia, con cui ora è alleato e con la quale sta normalizzando la Siria (contratti di ricostruzione compresi BTW) e comunque la Russia pur fortissima sul piano militare è un nano sul piano finanziario, incapace di attacchi su larga scala alla stabilità finanziaria di un paese così grande.

Quindi per me è chiaro Erdogan ha evocato l’occidente come il nemico, non lo ha fatto esplicitamente per ora tuttavia non vedo altre alternative.

L’unica interpretazione diversa da questa è che Erdogan abbia voluto inventare un mostro abbastanza grande da unire i Turchi.

A una prima letta dei giornali e dei blog italiani ho notato che la linea editoriale comune è:

  • Erdogan ha giocato su troppi tavoli e ora paga, ovvero tradotto: ha sostenuto e poi tradito dei terroristi che ora si vendicano.

Non sono d’accordo, è vero che Erdogan sta giocando, ma il suo gioco prevede che la Turchia si riposizioni da un altra parte del tavolo, quella dove probabilmente non c’è la NATO.

 

FunnyKing

Fonte: http://www.rischiocalcolato.it

Link: http://www.rischiocalcolato.it/2017/01/turchia-attenzione-cambio-narrativa-nemici-non-curdi-quindi.html

1.01.2017

Pubblicato da Davide

  • pop

    Io subito dopo aver ascoltato Erdogan ho sentito un assordante Muggito di Bufale.Corale.A cominciare dalle prime 2 righe di questo articolo di prima pagina del Fatto.”Nel
    Capodanno che ha visto tutte la capitali europee blindate per il timore
    di attacchi, il terrorismo ha colpito ancora una volta il cuore della
    Turchia.”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/01/istanbul-attacco-al-night-club-nella-notte-di-capodanno-almeno-39-morti-15-stranieri-tra-le-vittime/3290609/
    1)in Turchia non si festeggia il capodanno2)Istambul non è una capitale europea
    3)la Turchia non è in europa4)la turchia è nella nato5)Gli attacchi alla Turchia riguardano interessi nazionali della Turchia.Ergo la Turchia non è il Cuore di nulla e che mi riguardi direttamente o indirettamente. Di che si impiccia la Mogherini?
    Ho
    sentito parte del discrso di Erdogan dove parla del “futuro radioso che
    aspetta la Turchia” e “degli obbiettivi e interessi che la Turchia deve
    raggiungere”.
    E a me che me ne frega del futur radioso della turchia?
    Al
    di la di un generico sentimento di cordoglio x le vittime che mi sembra
    anche un pò ipocrita rispetto alle migliai di vittime di conflitti
    regionali quotidiani,mi sembra che il Pericolo maggiore per i Popoli Occidentali sia la Globalizzazione Mediatica del Terrore.

  • Un mio articolo del luglio scorso diceva più o meno le stesse cose …
    TURCHIA FUORI DALLA NATO ?
    http://comedonchisciotte.org/turchia-fuori-dalla-nato/

  • Davide

    Festeggiato bene? Fatto il ruttino? Bravi, ora occhi aperti e antenne dritte: vogliono le
    bocche chiuse

    Non mi sono fatto ancora un’idea di quanto accaduto a Istanbul. La prima
    impressione è quella di un attacco contro la nuova linea scelta da
    Erdogan in Siria, quindi il mandante verrebbe automatico ricercarlo
    nell’Isis. Ci sono però tre cose che mi fanno pensare. Primo, per tutta
    la notte la versione è stata quella del terrorista travestito da Babbo
    Natale, ora smentita dal premier turco. Capite da soli che non stiamo
    parlando di Bormio ma di Istanbul, per quanto nel quartiere più europeo
    della città: con lo spiegamento di forze messo in campo dal governo in
    vista delle festività, qualcuno vestito da Santa Claus la notte di
    Capodanno un minimo di attenzione su di sè la attrae.

    Secondo, quando ancora l’attacco era in atto, le vittime parevano
    soltanto due e il presunto attentatore era dato come asserragliato nel
    night, con le forze speciali pronte a intervenire, ecco che il
    governatore cittadino arriva e si piazza in favore di telecamera,
    sparando la cifra di 35 morti. Un po’ sospetto, visto che fino a pochi
    secondi prima si brancolava nel buio totale. Terzo, di Erdogan non mi
    fido a prescindere, ha cambiato così tante volte posizione da
    legittimare qualsiasi cattivo pensiero nei suoi riguardi, almeno dal mio
    punto di vista. False flag comprese.

    Ma la cosa che più mi spaventa è stato il discorso di fine anno
    di Angela Merkel. Parlando alla nazione, la Cancelliera ha infatti detto
    che “vivendo la nostra vita e facendo il nostro lavoro, noi diciamo ai
    terroristi che sono soltanto assassini pieni d’odio ma che non
    determineranno mai il nostro modo di essere con i loro atti. Siamo
    liberi, aperti e umani. Insieme, siamo più forti, il nostro Stato è più
    forte”. Fin qui, retorica da quattro soldi. Poi, l’attacco: “I populisti
    hanno una visione distorta delle politiche dell’immigrazione e mettono
    in discussione non solo il valore dell’Ue ma, forse, anche la
    democrazia parlamentare. Noi tedeschi non dovremo mai farci prendere in
    giro, credendo che andandocene da soli come nazione avremmo un futuro
    felice… Lavorerò per un dibattito politico nel quale si possa discutere
    con passione su molte cose ma sempre come democratici, in modo che le
    critiche siano sempre espresse pacificamente e con rispetto per le
    persone”. Poco dopo la fine del discorso, la Germania ha cominciato a
    festeggiare la fine dell’anno nelle piazze e la polizia di Colonia
    dichiarava di aver trattenuto centinaia di uomini “apparentemente di
    provenienza africana” nell’ambito delle operazioni per prevenire nuove
    aggressioni sessuali come quelle dello scorso anno.

    Detto fatto, molti cittadini hanno denunciato su Twitter che la polizia
    sembrava effettivamente detenere le persone basandosi esclusivamente
    sulla loro apparenza fisica. Siamo al cortocircuito. La Merkel attacca i
    populisti che hanno una visione distorta del tema immigrazione ma è il
    suo governo ad aver rinforzato le misure di sicurezza, quindi è lei
    stessa con le sue azioni ad ammettere che un problema legato al flusso
    di migranti esiste: altrimenti, perché fermare preventivamente cittadini
    dall’aspetto straniero? Perché mobilitare polizia come per la visita di
    un capo di Stato, soltanto per evitare che le donne vengano molestate a
    Capodanno e possano festeggiare in pace? Il problema c’è o è solo la
    percezione distorta dei populisti? Perché nel secondo caso, la donna più
    potente d’Europa soffre di pesante dissonanza cognitiva. Ora, al netto
    che questa notizia sia finita sulla homepage di Repubblica.it, sintomo
    che i buonisti hanno rialzato la testa dopo la sonora scoppola rimediata
    con la liberazione di Aleppo (se il 90% delle molestie dell’anno scorso
    sono state perpetrate da stranieri, non ci trovo niente di strano nel
    fermare stranieri per identificarli), c’è un netto collegamento tra le
    parole di Angela Merkel e quelle del presidente Sergio Mattarella,
    pronunciate anch’esse nel discorso di fine anno agli italiani.

    Eccole: “Vi è un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in
    tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in
    preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica.
    L’odio e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella
    società, intossicandola. Una società divisa, rissosa e in preda al
    risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i
    legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza. Tutti, particolarmente chi
    ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva”. L’odio, il web,
    la violenza verbale. Poco mi importa se si andrà a votare presto o
    tardi, la questione è chiara: il problema principale per questa Europa a
    pezzi, miope nei confronti della Russia, prona ai peggiori desiderata
    statunitensi e NATO, è il cosiddetto “hate speech”, soprattutto in Rete.

    Pensate che Mattarella o la Merkel si riferissero a Beppe Grillo o a
    Frauke Petry? No, era un segnale generale, era l’istituzionalizzazione
    di una nuova stagione di repressione morbida del dissenso, cominciata
    con la campagna sulla post-verità e proseguita con la lotta alle “fake
    news” – più volte citate dalla Merkel come destabilizzanti dell’ordine
    costituito, anche in vista delle elezioni politiche del prossimo
    settembre – che ha visto il social media più diffuso al mondo, Facebook,
    prestarsi immediatamente al ruolo di Grande Fratello contro le bufale
    in Rete. Qui non parliamo di insulti, istigazione a delinquere o
    quant’altro, parliamo del fatto che, come ha detto chiaro e tondo la
    Merkel, se si mette in discussione l’Unione Europea come fanno i
    populisti si compie di fatto un reato di lesa maestà che va perseguito. E
    ancora, vi pare normale che in un Paese come l’Italia, praticamente
    fallito e in via di commissariamento formale per MPS, il presidente
    della Repubblica spenda parole per la violenza verbale della politica,
    sottolineando la sua diffusione in Rete? Non aveva altro di più serio e
    grave di cui parlare? Qui non si vuole censurare la violenza verbale ma
    il dissenso tout-court.

    Vi faccio un esempio: non vi pare che la questione Giulio Regeni sia
    stata passata in cavalleria in po’ in fretta e in sordina? Capisco il
    clima di festa ma dopo aver strepitato ai quattro venti che serviva
    verità per il giovane ricercatore italiano, quando dall’Egitto arriva la
    confessione del sindacalista ambulante che l’avrebbe venduto alla
    polizia “perché faceva troppe domande”, nessuno dice nulla? Due minuti
    di servizio al tg e via? Se così fosse, avremmo non il mandante ma il
    tramite degli esecutori materiali: perché non scomodare subito
    l’ambasciatore egiziano per chiedere conto del fatto che qualcuno ha
    ammesso di aver venduto Regeni ai servizi di sicurezza e che questi, di
    fatto, l’avrebbero torturato e ucciso? E’ un mitomane o dice la verità?

    Al di là che trovo poco probabile che la tua fonte ti venda alla polizia
    una volta saltata la copertura, visto che avrebbe ammesso di essere in
    combutta con una spia, tradita solo all’ultimo ma mi chiedo una cosa:
    non vi pare che questa versione abbia fatto sparire dalla narrativa
    ufficiale del caso un particolare molto importante, ovvero per chi
    lavorava Regeni in Egitto? Non vi pare che questa clamorosa svolta
    garantisca una sola cosa, ovvero la sparizione del Regno Unito
    dall’intera vicenda? E che dire del caso di Anis Amri, l’attentatore di
    Berlino fuggito per mezza Europa in treno e armato e ucciso in un
    conflitto a fuoco a Sesto San Giovanni, durante un controllo di polizia?
    Faccenda chiusa con tanto di timbro e sigillo di questore di Milano e
    ministro dell’Interno nel corso di due conferenze stampa il 30 dicembre
    scorso.

    Il primo ha dichiarato che “allo stato delle indagini non sono emersi
    collegamenti di Anis Amri con altri possibili complici o fiancheggiatori
    a Milano o nel milanese”, salvo poi scivolare in una quasi excusatio
    non petita, quando ha sottolineato che “so che il fatto che il camion
    sia partito dal Milanese e che il presunto terrorista sia tornato nel
    Milanese può sembrare la chiusura di un cerchio, una suggestione, ma in
    realtà sembra essere solo un caso… C’è stato il controllo casuale di una
    persona sospetta che era il terrorista e il tir partiva da Cinisello
    Balsamo, ma non c’è alcun collegamento fra i due posti”. Marco Minniti,
    invece, in visita alle località colpite dal terremoto, ha tagliato
    ancora più corto: “Da quando è venuto in Italia, Amri si è mosso in
    maniera solitaria”.

    Insomma, un pericoloso stragista jihadista ha viaggiato in treno per
    quattro Paesi, eludendo tutti i controlli possibili ma si è fatto
    ammazzare a Sesto San Giovanni da un poliziotto in prova, dopo aver
    sparato da un metro al collega con una calibro 22, prendendolo alla
    spalla e aver cercato di dissuadere gli agenti dal perseguirlo dicendo
    “Sono calabrese”. Se volete, credeteci pure. E’ vero, la post-verità c’è
    ma è dell’establishment, Stati e media asserviti: ne volete l’ultimo
    esempio, per capire cosa ci attenderà? Bene,

    questa è la falsa notizia diffusa da WaPo e ripresa con grande enfasi da
    tutta l’informazione statunitense, relativa a un attacco hacker russo
    contro la rete elettrica del Vermont e di seguito vedete la reazione del
    senatore Patrick Leahy al fatto. Ora, al netto del fatto che la rete
    elettrica del Vermont appare un bersaglio strategico quanto una
    bocciofila di Fino Mornasco, ecco qui

    il comunicato ufficiale della Burlington Electric Department, società
    che gestisce la rete: attacco hacker? No, un virus malware in uno dei
    laptop che opera sul sistema. Pensate che la stampa Usa abbia ripreso
    con la medesima enfasi questa smentita? No, per gli americani medi, i
    russi hanno hackerato e messo fuori combattimento la rete elettrica del
    Vermont. Prepariamoci, il tempo dell’inganno universale richiede bugie
    di Stato e verità silenziate a colpi di accuse di “fake news”. Sembra
    Matrix ma è la realtà. Buon anno.

    Mauro Bottarelli

    Fonte: http://www.rischiocalcolato.it

    Link: http://www.rischiocalcolato.it/2017/01/festeggiato-bene-ruttino-bravi-ora-occhi-aperti-antenne-dritte-vogliono-le-bocche-chiuse.html

    1.01.2017

    • pop

      “….il nostro Stato è più
      forte”.
      Questa sarebbe retorica da quattro soldi?
      A me sembra che lo Stato sappia sfruttare benissimo le ricadute politiche e mediatiche di ogni attacco terroristico.Vero o presunto.Al fine di aumentare il suo Potere di determinazione sulla Liberta personale degli individui e quindi sulla Società.
      A me sembra che l’unico obbiettivo di terroristi sia solo ed esattamente quello di fornire agli Stati l’alibi per eliminare ogni residuo di Libertà personale che è propria di ogni essere umano.Come era il Comunismo dell’Unione Sovietica e come è il fine della Globalizzazione. Sinonimo cioè di Socialismo Globale.
      Meno Stato,meno Socialismo,meno globalizzazione!Più libertà di intrapresa individuale.
      Fuori lo stato dalla vita delle persone altro che retorica da 4 soldi

    • Gino

      La Merkel è solo il fantoccio che ci mette la faccia. Continuate ad attribuirgli poteri come fosse Wonderwoman! Lei deve da fare un lavoro di rappresentanza politica per l’opinione pubblica e per gli elettori del suo partito! FINE! STOP! Dunque la “doppiezza” di ciò che “fa” è ovvia! Deve continuare ad accogliere per regole dettate al livello europeo non certo da lei! Deve tranquillizzare nel contempo quelli che si stanno incazzando (in germania) di avere così tanti immigrati e cosi tanti rischi, Quindi aumenta i controlli. Nel frattempo deve continuare a dire che i migranti non sono satana.

    • Manunta di jago stianti

      Mauro giuste considerazioni ma più che dissociazione cognitiva per la Merkel
      Siamo alla schizofrenia conclamata.
      Erdogan potrebbe solo aver tenuto il piede in più staffe per realizzare i suoi progetti
      Di egemonia nell area turcofona
      Con l’ alleanza con Putin che ,non dimentichiamo lo allerto’ prima del tentativo di golpe.
      Dovrà chiudere la questione nagorno karabak per poi realizzare le sue mire di egemonia tra Azerbaijan Turkmenistan e Uzbekistan.
      Putin pare più interessato a Kazakistan tajikistan e Kirghizistan
      Che abbiamo trovato accordo sulle sfere di influenza pare probabile a questo punto
      La nato tagliata fuori dalla zona e con le sue alleanze suicide con i paesi del golfo
      Non credo accetterà la cosa di buon grado.
      E facile a questo punto che anche l Iran si schieri apertamente con il fronte russo turco , pare che Putin se la stia giocando bene .
      Europa come al solito sconclusionatamente al rimorchio dellla motrice usa.

  • nicolass

    L’arma segreta della Russia a mio parere non sono i missili supersonici di ultima generazione e neppure tutto l’arsenale nucleare di cui dispone. L’arma segreta della Russia, che sta ribaltando in suo favore gli scenari di guerra in cui è implicata, è la Diplomazia. Forse quella diplomatica è un’azione che spesso sfugge alle masse perché si svolge lontano dai riflettori, ma è fondamentale per la sopravvivenza dello Stato russo, almeno quanto tutto l’arsenale bellico che possiede. La Russia ha fatto dell’arte della diplomazia il perno vitale della sua strategia geo politica. Al contrario gli USA ritengono la diplomazia un ostacolo alle loro mire egemoni e quindi non perdono tempo ad intessere rapporti con chi considerano solo delle merde da schiacciare. La più alta dimostrazione di diplomazia di cui si è fregiato Obanana è stato il gesto della scimmia rivolto contro Raùl Castro in occasione dello storico incontro per la fine dell’embargo americano contro Cuba. In quel gesto di Obanana, con la mano calata pesantemente sulla spalla di Castro, c’è tutto il disprezzo dell’eletto, del prescelto costretto a trattare con chi non merita rispetto ne rispetto ne considerazione. I russi trattano invece chi hanno di fronte da pari a pari, sono disposti a mediare perché sono convinti che sia giusto farlo senza prevaricare o avere la presunzione di imporsi con la forza. Oramai l’hanno capito tutti i governanti, lo stesso Erdogan ha capito che gli Usa non giocano mai a carte scoperte, ma anche se davanti ti lavano la faccia, dietro tramano per pugnalarti alle spalle. Erdogan ha provato sulla pelle il marchio a fuoco della bestia che non sente ragioni e ha capito che l’unica speranza per salvarsi era quella di allearsi con i russi e con l’Iran. L’attentato di oggi è probabilmente una ritorsione di chi considera questo cambio di strategia politico-militare turco un tradimento per la Nato.

  • PietroGE

    In MO le alleanze si cambiano nel giro di giorni. È difficile dire a questo punto chi sono i mandanti dell’attentato in Turchia. L’ISIS per vendicarsi della alleanza tra Russia e Turchia e la sconfitta di Aleppo? I curdi che temono di dover dire addio al loro Curdistan in Siria? Nemici interni di Erdogan? La NATO attraverso i nemici interni di Erdogan? Estremisti islamici turchi? Qualcun altro?
    Il 2017 è cominciato là dove è finito il 2016 e si preannuncia un anno ancora più sanguinoso del precedente. L’argomento, ovvio, che la Turchia non è in Europa e non è un Paese europeo uno dovrebbe spiegarlo alla gente di Bruxelles e ai leader europei perché alla proposta del ministro degli esteri austriaco di congelare (praticamente di rigettare) la domanda di ingresso della Turchia in Europa nessuno si è dichiarato favorevole. Questi negoziati con la Turchia dovevano servire, a sentire i burocrati europei, ad avviare il Paese sul sentiero della democrazia occidentale. È successo il contrario! Non solo la Turchia è diventata di fatto una repubblica islamica ma i Paesi europei sono diventati, con la paura di un ‘regime change’ da parte dei populisti, sempre più dei regimi dittatoriali che, con argomenti ridicoli, stanno affossando le libertà fondamentali scritte nelle loro costituzioni.
    Se la Turchia si sta destabilizzando, l’Europa segue a ruota.

  • GioCo

    “Erdogan ha giocato su troppi tavoli e ora paga, ovvero tradotto: ha sostenuto e poi tradito dei terroristi che ora si vendicano”.

    Se questa è la posizione dei media nostrani è interessante, sarebbe come dire che una donna ha la figa e per ciò si vendica del maschio … il che non è stato ribadito meno spesso pur conservando altrettanta “sapiente saggezza”.
    Voglio dire, non mi sembra che la Turchia si sia spostata geograficamente da dove si trovava l’ultima volta che ho controllato e se tanto mi da tanto, Erdogan DEVE giocare su più tavoli in quanto il suo più di tanti altri paesi mi sembra una cerniera politica ed etnica particolare, oltre che un paese militarmente ed economicamente dipendente da tutto e da tutti. Siria e Israele a sud, Russia a nord, Grecia-Europa a ovest, Georgia, Armenia a est, è un paese incastrato in mezzo a territori che non si possono dire certamente privi di interessi e di pericolosità estremi, tanto più con lo Zio Sam in casa che ti consiglia comunque sbagliato con la pistola puntata alla tempia.

    Se la politica Americana fosse stata meno stupida (cioè di quella idiozia radicale di cui ci dispensa le perle quotidianamente) ma anche solo un poco meno rozza rispetto quanto ci ha abituato negli ultimi decenni, avrebbe per lo meno messo in contro che la fragilità del territorio turco era abbastanza eccezionale da richiedere una politica particolare, non la nutella di procedure che spalmano ovunque come fosse la Coca Cola per i mali del mondo (nota: la Coca Cola nasce come intruglio spacciato da ciarlatani della medicina, sempre molto popolari in periodi di particolare mestizia, come quello del vecchio west Americano).

  • Cataldo

    Questa strage non è roba di cani sciolti, o di terroristi “Isis” tanto-meno dei curdi, che di solito colpiscono obiettivi militari, e sopratutto mai stranieri.
    Il tempismo è quello di un rosario di morte che si sta dispiegando parallelamente ai tentativi della leadership turca di districarsi dall’abbraccio della morte NATO ed Israeliano.
    Uno sforzo diplomatico e politico molto difficile e pieno di contraddizioni, specie dopo che sul terreno il tentativo di procurarsi militarmente una posizione nel nord della Siria è fallito miseramente con pesanti perdite umane e di mezzi, in sostanza le opzioni turche dopo la caduta di Aleppo si stanno man mano bruciando.
    Erdogan parla di attacco economico e politico perchè sa bene che il turismo è una fonte irrinunciabile di risorse per il suo paese, e questa tipologia di attentato è principalmente rivolta ad alienare dalla rotte turistiche di massa la Turchia.
    Aspettiamoci altri attentati di questo tipo, che colpiranno essenzialmente luoghi turistici o frequentati da stranieri.

    • Manunta di jago stianti

      Cataldo erdogan vuole solo affermare l egemonia sull area turcofona per questo sembra ondivago nelle alleanze ,ma se pensi che quello è il suo obbiettivo da sempre,allora un alleanza con la Russia e quanto meno una distensione con l Iran
      Sono le politiche più ovvie per realizzare ciò.
      La nato non la prenderà certo bene.
      Ricordi chi fu ad allertarlo sul golpe ? Da lì in poi nacque l accordo con Putin.
      Putin si sta muovendo da maestro, per ora. Scuola kgb e tradizione scacchistica
      Russa.
      L Europa ,un branco di dementi rinnegati al rimorchio degli usa.