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Quegli adorabili cialtroni di Virginia Raggi e Donald Trump

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

L’imponderabile è un evento difficile da valutare, incalcolabile, indeterminabile, indefinibile, eppure sta avvenendo giorno dopo giorno sotto gli occhi straniti del mondo intero … prima il Brexit, poi Trump, poi il suo blocco sugli ingressi da 7 paesi islamici, poi la guerra che le agenzie d’Intelligence stanno facendo al neopresidente … certo non è facile governare, ma ancora più difficile è cercare di cambiare il sistema. Anzi sembra quasi che il vento sia talmente forte, che Trump sembra aver preso lezioni da Vito Crimi, né destra né sinistra, ma pragmatismo. Per di più Gianroberto Casaleggio è assurto agli onori dei “grandi pensatori” della storia, perché da perfetto profeta nostrano aveva espresso una strana frase divenuta virale: «Un’idea non è né di destra né di sinistra. È un’idea. Buona o cattiva».

Che detta così sembra una banalità totale, invece guarda caso ora la “profezia” sta rimbalzando da un continente all’altro. Trump fa cose di destra (muri, espulsioni, autoritarismo) e di sinistra (difesa dei posti di lavoro nazionali), ma probabilmente ha sbirciato da lontano quello che stavano facendo i populisti italiani da qualche anno, così come anche nel suo piccolo Virginia Raggi sta facendo a Roma (che è tutto dire per uno sciupafemmine buzzurro e misogino come lui).

Mentre il “Virginia Show” prosegue inesorabile su tutti i teleschermi, anche il “Donald Show” sta lievitando su tutti gli audience globalizzati, tanto che siamo costantemente informati su fatti e misfatti dell’orribile pagliaccio, amori e odi, conflitti interni e congiure al cianuro, con il preciso intento di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi che assillano il Paese.

Anche se lei è semplicemente una sindaca della capitale d’Italia e lui è il presidente degli Stati Uniti, entrambi sono quotidianamente attaccati dai media, dalle intelligence e dalle lobby neoliberiste. Entrambe le linee politiche vanno in un senso ben preciso, addio alla globalizzazione e avanti il pragmatismo. Affinità elettive anche nel rischio che entrambi stanno correndo, infatti il Presidente Trump sta rischiando  l’impeachment, mentre la sindaca quello di essere rovesciata e di danneggiare la credibilità amministrativa del MoV.

Però, lungi dall’accettare la sconfitta, i potentati d’interesse e palazzinari di mafia capitale hanno deciso, come sempre, di alzare la posta in gioco e di imbarcarsi in una vera e propria crociata diffamatoria mediatica, modulata su tutti i network italiani, con l’aggiunta del mandato di comparizione, nei confronti della sindaca.

I motivi del contendere sono diversi, Olimpiadi, ATAC, nuovo stadio di Roma, rapporti col Vaticano. Sopravviverà la giunta Raggi allo sforzo titanico di un braccio di ferro con i veri poteri della Roma affaristico mafiosa?

–              Sulle Olimpiadi per il 2024 la sindaca ha ritirato l’appoggio alla candidatura, un NO definitivo che non ha lasciato spazio a possibili ripensamenti, attirandosi le antipatie del CONI e del suo presidente Giovanni Malagò. La prima ragione è legata allo studio realizzato dall’Università di Oxford nel 2016, che mostra come in tutte le ultime edizioni il budget iniziale dei Giochi sia stato esageratamente sforato.

La Oxford University ha analizzato gli eventi a cinque cerchi organizzati dal 1960 in avanti e il quadro pare essere preoccupante: rispetto alle previsioni, la crescita media dei costi è del 156% ma per le Olimpiadi estive si arriva al 176%. Per la candidatura romana la previsione di spesa era di 5,3 miliardi, somma che però non comprendeva i costi per le infrastrutture di trasporto, senza contare gli extra che hanno caratterizzato tutte le ultime edizioni. Una spesa insomma considerata fuori dalla portata delle casse capitoline, già in affanno nel coprire i servizi pubblici essenziali per i cittadini.

–                  Rispetto alla privatizzazione Atac, la sindaca di Roma ha scritto ai romani, e agli italiani, sulla pagina Facebook personale «Non faremo un passo indietro davanti a chi mira a privatizzare Atac, strappandola dalle mani dei cittadini. Atac è e rimarrà pubblica. Per questo siamo al lavoro per rilanciare l’azienda, renderla più efficiente e competitiva. E lo vogliamo fare insieme ai dipendenti». Quindi per il momento la sindaca cerca di mantenere la parola data in campagna elettorale, contrastando le spinte del mondo finanziario, anche straniero, che vorrebbe allungare le unghie sull’azienda che gestisce il trasporto pubblico romano, attualmente in grave crisi. L’impresa appare smisurata, ma la scorciatoia della svendita, per il momento è stata evitata.

–                  Affari miliardari anche per quanto riguarda la costruzione del nuovo stadio della Roma di Tor di Valle. La stampa sta cercando di seminare zizzania all’interno della giunta, come nel dicembre 2016, quando il Messaggero (Gruppo Caltagirone) insisteva sulla frattura tra Paolo Berdini e la Raggi. L’assessore infatti vorrebbe  ridurre le cubature del progetto.

Oggi l’assessore torna al centro della scena per le fake di altri giornalai, quali La Stampa, che inventa un’intervista mai avvenuta, in cui lui avrebbe fatto un duro affondo contro Virginia Raggi.  Da mesi si parla della possibilità che Berdini esca dalla giunta vista la sua “contrarietà” al progetto del nuovo stadio di proprietà dell’As Roma, che lui vorrebbe fosse realizzato nel quadro dei vincoli del piano regolatore, ovvero senza le tre torri (veramente oscene) e la centralità del centro commerciale previsti dal disegno attuale, imponendo forti tagli alle cubature del complesso commerciale che dovrebbe sorgere attorno all’impianto sportivo.

Berdini  smentisce le sue fantomatiche dichiarazioni sull’inadeguatezza della sindaca e sulla “corte dei miracoli” ai microfoni di Rainews24: «Mai parlato con la Stampa, un giornalista ha origliato chiacchiere private, smentisco di aver mai conosciuto questo ragazzo che si è avvicinato a un gruppo di amici che parlano. Questo mascalzone ha registrato un colloquio privato. Non ho rilasciato alcuna intervista alla stampa» …  «Sull’impreparazione io mi ci metto dentro. Non immaginavo il baratro che avrei trovato, siamo tutti impreparati e mi ci metto anche io. Questa città è in ginocchio e sia io che i colleghi di Giunta non immaginavamo che fosse messa così male. Mai dette certe cose, è repellente ragionare su questo piano. Il ragazzo avrà contraffatto con i mezzi tecnologici a disposizione. Mi sono state messe in bocca parole inaudite da questo piccolo delinquente».  Alla fine l’assessore ha rassegnato le sue dimissioni, al momento respinte con riserva da parte della sindaca.

All’appello in romanesco «Famo sto stadio» di Luciano Spalletti, l’allenatore della Roma, Berdini risponde «Se stiamo dentro le regole del piano regolatore, come dico da mesi, lo stadio si può e si deve fare, sempre che la società receda da appetiti che credo siano un po’ troppo elevati per quell’area e per questa povera città». Il tweet con cui Francesco Totti si è schierato a favore della realizzazione dell’opera? «Conta – ha detto l’assessore – però sono le regole che fanno la differenza, altrimenti è una giungla».

L’accordo tra il Comune e il costruttore risale alla giunta Marino e prevede che Eurnova Srl, società del Gruppo Parsitalia che fa capo a Luca Parnasi, costruisca lo stadio e, in cambio delle opere infrastrutturali, ottenga “a titolo di compensazione” la realizzazione di uffici e attività commerciali. «Parnasi vuole insieme allo stadio qualcosa come 600 mila metri cubi regalati – ha spiegato l’assessore– scusate, lui non fa lo stadio … Io sono a favore dello stadio della Roma, l’ho detto dieci volte, sono contro questo gioco della roulette». Il Campidoglio quindi imporrebbe alcune condizioni: una riduzione del 10/20% delle cubature con conseguente limatura di alcuni piani alle torri destinate a ospitare gli uffici e alcune palazzine dell’area commerciale.  Perché 600.000 mc di nuove costruzioni equivarrebbero a 2000 appartamenti di 100 mq e dell’altezza di 3 m.  Quindi non è tanto lo stadio che interessa, ma tutto il resto.

 

Il privato in questione è quel Luca Parnasi, erede di un impero immobiliare che spazia dal colosso di Euroma2, il megacentro commerciale le cui torri svettano sui tetti del quartiere Eur, fino ai 250mila metri quadri del terzo polo commerciale di Pescaccio, passando per le residenze della Città del Sole costruite con il gruppo Bnl-Paribas e i 10 mila metri quadrati di appartamenti realizzato dove una volta sorgeva l’ex autorimessa Atac, quartiere Tiburtino.

Ma intanto ha già messo nero su bianco il suo parere sul progetto, con un lungo documento di 76 pagine , che sottolinea carenze documentali, problemi di sicurezza, viabilità, approvvigionamento idrico ed elettrico. Praticamente il progetto dei giallorossi è un colabrodo, a detta dei tecnici capitolini. Ovvero una sproporzione generale tra i cantieri previsti e lo stadio, che vale appena il 14% del totale.

Le carenze individuate sono tantissime, ovvero la congestione della Roma-Lido e della via del Mare, due assi cruciali per la città, per cui «non si possono escludere riflessi negativi sulla già precaria situazione» … potrebbero sorgere problemi di traffico persino nell’afflusso verso il nuovo centro commerciale anche non in concomitanza delle partite.

Berdini: “Stadio della Roma? Benefici nelle casse di qualcuno, non del Comune”

«Un’opera che farà parte della storia dell’architettura», la definiva da New York il sindaco Ignazio Marino nell’agosto 2014, quando veniva perfezionato l’accordo per la realizzazione del nuovo stadio della Roma. Un’operazione immobiliare dal valore immenso, che se riuscisse, servirebbe a fare felici i tifosi giallorossi, ma soprattutto il suo deus ex machina, il costruttore Luca Parnasi, che nella vita fa l’imprenditore e giustamente punta a guadagnare.

Saliti sul palcoscenico dell’affare, il padre era il grande vecchio Sandro Parnasi, ex stagnaro e comunista, che si era fatto le ossa nel dopoguerra costruendo le palazzine delle periferie, il pargolo d’oro è Luca, cresciuto a pane e mattone nell’impero di famiglia. Un po’ come i Marchini, simpatie “rosse” e grandi affari nello scenario della Roma del primo e del secondo millennio.

Ma negli ultimi tempi, oltre alla scommessa traballante dello stadio, oltre all’inchiesta giudiziaria sull’acquisto dei terreni di Tor Di Valle, Luca è stato costretto a consegnare gran parte dei suoi beni al primo creditore, Unicredit, cedendogli le sue partecipazioni immobiliari, dalla Parsec alla Samar.

Una  spaventosa esposizione del gruppo Parnasi: 700 milioni di euro. Per questo l’affare stadio non lo si può perdere.

Spiegato il perché nel mondo globalizzato, controllato dalle fake news dei media, alimentato quotidianamente a soap opera e Sanremo, le oscure odissee di “Virginia and Donald Show” invadono i teleschermi e turbano le coscienze, alimentando la paura del cambiamento e potenziando l’edonismo della società liquida. Tutti zitti invece sulle vere problematiche che si celano dietro le sit-com, ma gli argini stanno cedendo e nuove modalità di fare politica prospettano inesorabilmente un nuovo ordine.

Quindi nel parco a tema della westworld sia nostrana che internazionale, Virginia Raggi viene definita una “patata bollente” (da Lord Vittorio Feltri), e Donald Trump l’ “orribile pagliaccio” degli Usa … ma è questa la verità ??

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.02-2017

 

Pubblicato da Rosanna

Sono docente di italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare alla ricerca della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso il flusso ridondante delle informazioni, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • Toussaint

    D’accordissimo per il no alle Olimpiadi. Ma lo Stadio della Roma si deve fare, anche pensando ai tantissimi posti di lavoro stabili che si verranno a creare, anche nell’indotto. L’area scelta non piace moltissimo neanche a me. Ne avrei preferita un’altra più spostata a sud, sud-est. Ma tant’è, anche così si può fare. Credo anche che un compromesso sia già stato trovato, con la riduzione delle cubature commerciali e di servizio del 40% (Berdini non mi piace, come in generale tutti i talebani. La politica è mediazione, qualcuno ha cercato di spiegarglielo?). Mi sembra un compromesso onorevole, che permetterebbe anche ad Unicredit (che aveva venduto la Roma a Pallotta) di rientrare dell’esposizione di 700 milioni sul gruppo Parnasi. Inutile scandalizzarsi, politica è tener conto degli interessi di tutti, purché siano leciti e ragionevoli. Vergognoso l’attacco sessista di Libero sulla Raggi. Succede sempre così quando certi vecchi giornalisti finiscono il viagra e non ce la fanno più. Finiranno con il renderla simpatica anche a me (il che è tutto dire).

    • Illuminati

      Posti di lavoro per chi? a qualche addetto ai tornelli, biglietterie e qualche giardiniere? Considerando che la sicurezza e assistenza medica viene svolta da forze dell’ordine regolari e medici croce-rossa..dimmi, che posti di lavoro genera?
      forse solo a chi lavora nei cantieri… invece di buttare soldi ne WC (per non essere scortesi) le imprese edili dovrebbero concentrarsi a realizzare complessi urbani energeticamente autonomi..meglio ancora ecovillaggi.. altro che stadi e centri commerciali..mi pare che a Roma ce ne siano già abbastanza..che c’è? l’Olimpico è fuori moda?

      • Gino

        concordo.
        le parole efficientamento e ottimizzazione…. queste sconosciute!

      • Toussaint

        Non discutiamo, però, le cose già acclarate. Uno studio dell’Università di Roma (mi pare la Facoltà di Architettura) ha calcolato un aumento stabile del PIL romano mi pare di 1,5 miliardi di euro/anno (esclusa la fase di costruzione) con la creazione, per la gestione dello stadio e delle attività collaterali (commercio, servizi etc.), di migliaia di nuovi posti di lavoro. Lo studio credo sia disponibile per tutti. L’Olimpico fu realizzato per l’Olimpiade di Roma del 1960 (datatissimo, con la copertura realizzata in occasione dei mondiali di calcio del 1990) e non risponde alle esigenze di una moderna squadra di calcio, impedendo oltretutto la realizzazione delle ormai indispensabili attività collaterali. Che portano ricchezza e lavoro.

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Infatti, c’è un articolo di Palo Berdini sul Fatto, che dice: “Perché, dunque, non si è scelto un altro quadrante della città, visto che l’area scelta è un deserto urbano? La risposta è che è stata accettata senza fiatare l’indicazione di Cushman e Wakefield, società immobiliare di caratura internazionale, che fu incaricata dalla Roma di trovare l’area per il nuovo stadio, come aveva denunciato il 20 aprile 2012 Gianni Dragoni sulle pagine del Sole 24 Ore. Insomma, il futuro della capitale d’Italia sta nelle mani di una grande società immobiliare controllata dalla finanziaria Exor (famiglia Agnelli) e di un esponente della finanza internazionale come James Pallotta. Il sindaco Marino si vanta di essere è il più strenuo avversario dei poteri forti, ma purtroppo per lui e per la città, si è messo in ginocchio – indimenticabile a riguardo il suo viaggio presso gli uffici di Pallotta a New York nell’agosto 2014 – di fronte alle lobby. Non è una novità. Marino ha già delegato alla Cassa depositi e prestiti, come noto “potere debolissimo”, la trasformazione della preziosa area del Flaminio (ne parleremo nel prossimo post) e ha brindato insieme a Malagò, altro eterno volto dei poteri forti, per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Con buona pace del sindaco, la sua amministrazione è il paradiso dei poteri forti.Del resto, pur di mettere in ombra questo vulnus imperdonabile, si continua a sostenere “che l’amministrazione comunale non farà alcun investimento economico”. Credono ancora di prendere in giro i romani: le opere giudicate di interesse pubblico saranno realizzate attraverso l’esborso di denaro pubblico noto (gli oneri di urbanizzazione previsti dalla legge) e da altro denaro di proprietà pubblica derivante dai maggiori introiti dovuti agli aumenti di volumetria concessi. Si spenderanno dunque per opere utili solo e soltanto alla Roma calcio preziosi soldi pubblici.”
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/13/nuovo-stadio-della-roma-perche-lo-pagheremo-anche-noi/1335580/

      • Toussaint

        Il piano regolatore di cui Berdini pretende il rispetto, non è una specie di Santo Graal. I piani regolatori rispecchiano sì delle “pure” ragioni urbanistiche, ma sono soprattutto lo specchio degli equilibri politico-imprenditoriali del momento in cui è stato realizzato. E’ per questo che esistono le varianti, per adattare il vecchio al nuovo. Viste le somme in gioco, credo sia inutile fare i puristi (anche se anch’io, conoscendo un po’ Roma, ho già scritto che avrei preferito un altro luogo) a difesa di un qualcosa (il PR) che fu anch’esso frutto di compromessi ed esercizi di equilibrismo di varia natura.

        Se l’equilibrio fra Comune, squadra di calcio e privati si è raggiunto su quell’area (peraltro estremamente degradata e quindi da risanare con i conseguenti investimenti pubblici), bisogna accettarlo. Certo non supinamente (la riduzione del 40% delle volumetrie mi sembra un compromesso accettabile), ma l’investimento è il più grosso fatto a Roma da non so quanti anni e porterà ricchezza alla città.

        E’ inutile che Berdini dica sì allo stadio ma pretenda il rispetto delle vecchie volumetrie. Non sarebbe possibile. Ed allora non sia ipocrita. Dica semplicemente che lo stadio non lo vuole.

        PS: Benvenuta fra gli anti-Raggi. Non me lo aspettavo.

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          Forse non mi sono spiegata bene, non sono anti-Raggi, capisco però che c’è un conflitto interno alla giunta, a proposito dello stadio, e che il piano regolatore di Berdini vorrebbe ridurre di parecchio la volumetria dell’area da costruire, io credo che sarebbe giusto farlo, per vari motivi, errori fatti circa l’area scelta, che necessita di bonifica e servizi, cementificazione eccessiva della stessa area, impiego di soldi pubblici (non solo privati), ma anche relazioni estetiche disarmoniche tra le tre torri (orribili, guardale per favore) e il paesaggio. Se Berdini viene eliminato, vuol dire che i palazzinari hanno vinto in buona parte, mentre l’urbanistica italiana avrebbe bisogno di piani regolatori gestiti meglio, non solo dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto di vista estetico culturale.

          • SanPap

            la costruzione dello stadio e degli edifici ad esso contigui crea posti di lavoro, si certo, ma c’è bisogno di costruire lo stadio (le strutture per le olimpiadi) per creare dei posti di lavoro ?
            presso l’ufficio condoni del comune di Roma giacciono 200.000 (duecentomila) domande di condono; la gran parte sono cosette da nulla, diciamo da 1000-1500 euro di sanatoria (tenendoci bassi), ossia una possibile fonte di introiti di 200-300 milioni pronta cassa e benedetti dai cittadini; perché benedetti ? perché se fai dei lavori abusivi poi non puoi più rivendere l’immobile. Con 200-300 milioni da spendere a pioggia sulla città si può fare molto, non tutto, ma molto si; tra l’altro tappare la bocca a chi dice che non stai facendo nulla.
            Il quartiere EUR (Esposizione Universale di Roma) è servito da 4 fermate della metropolitana; in esso si trovano: un comando militare NATO, l’ente EUR, l’Ufficio comunale Condoni, INPS (sede principale e 2 sedi per il centro di calcolo), ICE (Commercio estero), la cittadella delle Poste Italiane (4/5 edifici vastissimi, una torre, l’ufficio postale principale di Roma; una delle fermate della metropolitana è “interna” alla cittadella), altre due torri (attualmente in ristrutturazione), archivio di Stato, torre dell’INAI (20 piani), SIAE, torre della Goodyear (20 piani); ENI (sede principale, 20 piani), Unicredit (sede principale), un paio di grandi uffici ministeriali di cui non ricordo i nomi (uno legato al mondo della pubblica istruzione, l’altro al servizio sanitario nazionale) un grande ospedale ed altre strutture minori tipo il Museo della Civiltà Romana ed altri.
            Diciamo che come minimo nella zona transitano 10000 persone al giorno, bene non c’è un parcheggio pubblico adeguato; c’erano due ampi spazi, in uno hanno costruito il “sercio”, scusate “la nuvola” di Fuksas (più simile, per leggiadria e vaporosa leggerezza, ad una pietra che ad una nuvola), l’altro è chiuso da anni per lavori; Alemanno aveva deciso di costruire al centro dell’EUR una pista per gare automobilistiche, come a Monte Carlo; i lavori sono subito iniziati e presto interrotti, pare che non riescano a suddividersi le lucrose attività che dovrebbero sorgere ai bordi della pista; di contro un posteggio privato pratica la tariffa di 7 (sette) euro l’ora, ed è sempre pieno.
            Per creare lavoro bisogna costruire uno stadio !
            Lo ha capito bene la Raggi che non ce n’è bisogno e ha subito bandito un concorso per pista per skate.

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            E’ quello che mi chiedo SanPap … ma visto che tu sei di Roma, ti sembra che Berdini sia caduto in un bel trappolone? ora la questione si mette male, e con Berdini delegittimato la città può cadere sotto l’assalto del cemento …
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/10/stadio-della-roma-con-berdini-delegittimato-la-citta-e-sotto-lassalto-del-cemento/3380522/

          • SanPap

            vuoi veramente la mia opinione ? Eccola
            La trappola Berdini se l’è creata da solo per squagliarsela all’inglese;
            avrà pensato “mi devo sputtanare per chi, per che cosa ? per un branco di … che osanna un minus habens che compra le case dagli amici palazzinari e poi le affitta al comune a prezzi doppi rispetto al mercato, ossia che li frega.
            Alle spalle di Euroma2 ci sono le due regge del re di roma, cubature stratosferiche ottenute chi sa come.
            Berdini come Montanari e tutti gli altri che si sono tenuti ben lontani dalle stanze della politica.
            Vulgus vult decipi, ergo decipiatur.

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            Io sono distante da Roma, mi devo accontentare di quello che trovo sui vari siti e giornali, ma l’esperienza di Montanari mi sembra diversa da quella di Berdini, che comunque avrebbe anche potuto dimettersi, piuttosto che trovare questo strano escamotage, anche perché sembrava crederci molto nel suo impegno all’assessorato, e per di più conosceva alcuni membri della giunta, con cui aveva lavorato contro le grandi opere … io credo invece che sia cascato in un bel trappolone, del resto lo si nota nelle interviste, che non è smaliziato e si lascerebbe scappare di tutto.

          • SanPap

            Sai qual è il problema ? E’ che parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano, parlano (aggiungine quanti ne vuoi che vanno bene) e non concludono.
            Oggi la tizia che ha sostituito la Muraro ha dichiarato “voglio più spazzini per strada !!!”, più o meno equivalente a “un secondo prima di morire era vivo” : gli spazzini non ci sono perché non ci sono i soldi, lo sappiamo che se si riescono a mettere più spazzini per strada queste poi risulteranno più pulite, ci vogliono i soldi. Per questo dicevo dei 200.000 condoni; un altra fonte sono gli scavi: la posa di tubature e cavi, comporta la distruzione del manto stradale, spesso rifatto da poco; le società che effettuano gli scavi devono pagare per ottenere le autorizzazioni e poi rimettere tutto a posto, dimostrando che i lavori siano stati fatti a regola d’arte sottoponendoli ad opportuni carotaggi; niente di tutto questo avviene; le famose buche sono quasi sempre provocate da questi scavi; mancano le autorizzazioni, mancano i controlli (i carotaggi dovrebbero essere fatti dal comune, il controllore non può essere il controllato; ma, vediamo se indovini, mancano i soldi sia per fare i carotaggi sia per fornire delle automobili a chi va a controllare, i controllori dovrebbero andare a fare i controlli a spese loro !!! ). Tronca ha cercato di mettere ordine nel settore, ma ha lasciato il lavoro a metà; sono 6 mesi che stanno discutendo su questo argomento, 6 mesi che parlano, parlano, parlano, hai capito che parlano e basta e non incassano ? Ci vogliono più spazzini per strada. Ma va ! E i soldi, boh ! non ci sono ! come facciamo !
            Qualche settimana il governo ha deciso di sparpagliare i migranti per tutta l’Italia creando i CIE; inizialmente hanno detto che ogni CIE non avrebbe contenuto più di 100 persone; oggi i migranti di ogni CIE sono diventati 1600; il commento del M5* è stato un silenzio assordante; è inutile che poi dichiarino che … ma che hanno dichiarato ? Parlano, parlano, parlano … Quelli di Casapound stanno pattugliando le strade …

          • Toussaint

            Ci sono sempre così tanti commenti sui tuoi articoli, che non so mai dove postare. Provo qui. Ecco una chicca tratta da Dagospia: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/raggi-romeo-sono-amanti-ma-resti-noi-mattia-feltri-vendica-141267.htm

            ”RAGGI E ROMEO SONO AMANTI, MA RESTI TRA NOI” – MATTIA FELTRI VENDICA IL COLLEGA DELLA ‘STAMPA’ CHE HA RACCOLTO LO SFOGO DI BERDINI (E SI È PRESO DEL ‘PICCOLO DELINQUENTE’) E PUBBLICA UN AUDIO INEDITO: ”NON SCRIVERE CHE L’HO DETTO IO, USALO IN FORMA ANONIMA”, DICE L’ASSESSORE CHE SOSTENEVA DI NON SAPERE DI PARLARE CON UN GIORNALISTA – ORA LA SINDACA SCIOGLIERÀ LA BIZZARRA ”RISERVA”?

            Visto che il buon Berdini proprio un angelo innocente non lo è?

      • orazio

        Una domanda semplice… con quali soldi?
        Ovvero, dobbiamo creare ulteriori debiti agli italiani, in quanto non avendo la sovranità monetaria, dobbiamo o chiedere alle BANCHE e poi ripagarle dopo che queste hanno invento i soldi, oppure li tiriamo fuori noi di tasca nostra con ulteriori tasse?
        Ritiene che la gente non ne abbia abbastanza di tasse?

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          Non ci saranno nuove tasse, anche se ci sarà comunque un importante investimento pubblico, mentre la maggior parte della spesa ricadrà su Eurnova Srl, la società di Parnasi, che è più interessata alla realizzazione degli uffici e delle attività commerciali in progetto … intanto per la sovranità monetaria dovremo aspettare.

          • orazio

            Ma se è privato come fa ad essere un importante investimento pubblico? O è privato o pubblico… A parte questo, cosa vuol dire che la maggior parte della spesa ricadrà su tale società? Poi non mi sembra che ci si debba di nuovo affondare di cemento la città, visto che sappiamo come ci sono moltissime opere mai finite come mi dicono alcuni romani. Altro punto, osservo che viene fatto terrorismo sul sole 24 ore, in merito agli aspetti giuridici con “possibile addebito ” di un miliardo di danni in caso negativo. Evidentemente, anche se non sono del M5S, non posso che condividere tale opposizione. Poi se la Raggi come risulta abbia espresso il parere negativo per la “criticità riguardo sicurezza, carenza
            documentale: progetto definitivo non idoneo’ beh, è o non è il sindaco?

    • robespierre

      Qui e’ la solita storia dei presunti posti creati dall’indotto, magari sottopagati, non regolarizzati od addirittura gratuiti come all’Expo con la sola speranza di essere poi regolarizzati. Di fatto le attivita’ una tantum con durata temporale relativa non servono a rilanciare stabilmente l’economia. Capitolo Berdini: meglio essere duri e puri (Berdini) che corrotti, corruttibili o venduti. Capitolo proprieta’ Roma: vada pure a vedere cosa ha fatto Unicredit: ha convertito in azioni i suoi crediti, ovvero ne e’ ancora parzialmente proprietaria, tanto poi sara’ pur sempre lo Stato a salvarla.

      • Toussaint

        Purtroppo non riesco a farmi capire. I posti di lavoro nell’indotto saranno precari nella stessa misura in cui lo sono tutti i posti di lavoro in Italia. Quando, con il job act, si è autorizzato il licenziamento per motivi economici (ovvero in favore dell’imprenditore che semplicemente vuole guadagnare di più licenziando le persone), si è di fatto precarizzato tutto il mondo del lavoro. Il posto a tempo indeterminato, nei fatti, non esiste più.

        Le attività di contorno a quelle sportive (anche nell’intrattenimento), non saranno gestite dai Casamonica (come le bancarelle che vendono alimenti su tutta Roma), ma da primarie società di vari settori (dall’elettronica all’abbigliamento sportivo e non), che una qualche garanzia di serietà (con i limiti di cui sopra) la danno.

        A Berdini ricorderei che il Piano regolatore che tanto difende, fu fatto sotto dettatura dei Caltagirone (e del loro mondo), così bravi a maneggiare la “clava” del Messaggero. Berdini è un “duro e puro” nella misura in cui mi sembra stia difendendo qualche altra posizione, ad esempio quella degli altri costruttori che, con troppe volumetrie concesse a Parnasi, vedrebbero diventare inutili le loro. E scafiamoci, benedetto figliolo. I santi, se vuole, li trova in chiesa, non nell’urbanistica.

        La conversione dei crediti di Unicredit in azioni della Roma fu fatta per non perderli tutti, conseguenza del fallimento della società (per mano dei Sensi). Comunque, Unicredit non si sta salvando grazie allo stato. L’aumento di capitale che sta portando avanti non ne prevede l’intervento. Dovrà intervenire, invece, per altre realtà e senz’altro per una bad bank di sistema, che non riguarderà una banca soltanto.

        • robespierre

          Punto 1: concorso pienamente con lei in rapporto al job’s act, effettivamente un’arma che, con il pretesto della crisi globale, pure essa creata ad hoc a tempo debito, nulla ha fatto che indebolire le classi gia’ piu’ deboli. Comunque il lavoro a tempo indeterminato di fatto esiste ancora, norma questa del tutto incostituzionale: si tratta del lavoro pubblico!Punto 2: non creda che io confidi ancora nell’assoluta verginita’ di tutti, in particolare di personaggi pubblici. Di fatto pero’ l’attuale assessore per ora ha bloccato l’assoluta cementificazione che sarebbe avvenuta con la sinistra al potere ed ha anche contestato il piano di Parnasi e americani, in primis la realizzazione degli ennesimi centri commerciali. Per di piu’, il futuro stadio ho gia’ letto che di fatto sarebbe di proprieta’ dei presunti proprietari USA. Un solo quesito: sarebbero dunque esclusivamente gli stranieri i finanziatori? Il mio e’ un notevole dubbio. Punto 3: lei forse pensa ci sia qualcuno interessato a salvare Unicredit, pur sempre istituto troppo grande per fallire, se non dietro date garanzie? Se Unicredit riuscira’ ad aumentare il capitale sara’ solo grazie a garanzie prestate dallo Stato, vedi parte di quei 20 miliardi € di cui si e’ parlato. I crediti inesigibili di Unicredit inoltre non ritengo assolutamente siano i decantati 13 miliardi, ma molti di piu’: a 13 si era (forse) fermato il MPS, ma Unicredit e’ esposta a livello nazionale e internazionale per somme assai superiori!

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          Toussaint
          Purtroppo non riesco a farmi capire. I posti di lavoro nell’indotto saranno precari nella stessa misura in cui lo sono tutti i posti di lavoro in Italia. Quando, con il job act, si è autorizzato il licenziamento per motivi economici (ovvero in favore dell’imprenditore che semplicemente vuole guadagnare di più licenziando le persone), si è di fatto precarizzato tutto il mondo del lavoro. Il posto a tempo indeterminato, nei fatti, non esiste più.Le attività di contorno a quelle sportive (anche nell’intrattenimento), non saranno gestite dai Casamonica (come le ban carelle che vendono alimenti su tutta Roma), ma da primarie società di vari settori (dall’elettronica all’abbigliamento sportivo e non), che una qualche garanzia di serietà (con i limiti di cui sopra) la danno.A Berdini ricorderei che il Piano regolatore che tanto difende, fu fatto sotto dettatura dei Caltagirone (e del loro mondo), così bravi a maneggiare la “clava” del Messaggero. Berdini è un “duro e puro” nella misura in cui mi sembra stia difendendo qualche altra posizione, ad esempio quella degli altri costruttori che, con troppe volumetrie concesse a Parnasi, vedrebbero diventare inutili le loro. E scafiamoci, benedetto figliolo. I santi, se vuole, li trova in chiesa, non nell’urbanistica.La conversione dei crediti di Unicredit in azioni della Roma fu fatta per non perderli tutti, conseguenza del fallimento della società (per mano dei Sensi). Comunque, Unicredit non si sta salvando grazie allo stato. L’aumento di capitale che sta portando avanti non ne prevede l’intervento. Dovrà intervenire, invece, per altre realtà e senz’altro per una bad bank di sistema, che non riguarderà solo una banca. 7:23 a.m., Saturday Feb. 11 | Other comments by Toussaint |   |
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          | | Qui e’ la solita storia dei presunti posti creati dall’indotto, magari sottopagati, non regolarizzati od addirittura gratuiti come all’Expo con la sola speranza …Read more |
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          Da: Disqus
          A: gilvig@ymail.com
          Inviato: Sabato 11 Febbraio 2017 4:23
          Oggetto: Re: Comment on Quegli adorabili cialtroni di Virginia Raggi e Donald Trump

          • Toussaint

            Il suo commento è illeggibile. Usando il “modifica”, lo cancelli e lo riproponga di nuovo

          • robespierre

            Il commento e’ leggibilissimo e in invio non mi veniva segnalato alcun problema, solo abbinato ad esso c’e’ ora una nota, comunque di fatto appunto e’ leggibile.
            Da: Disqus
            A: gilvig@ymail.com
            Inviato: Sabato 11 Febbraio 2017 10:14
            Oggetto: Re: Comment on Quegli adorabili cialtroni di Virginia Raggi e Donald Trump
            #yiv5231883409 #yiv5231883409 a:hover, #yiv5231883409 a:hover span {color:#1188d2!important;}#yiv5231883409 .yiv5231883409button-cta:hover {color:#ffffff!important;background-color:#1188d2!important;}#yiv5231883409 .yiv5231883409button-cta:hover span {color:#ffffff!important;}#yiv5231883409 #yiv5231883409 #yiv5231883409 #yiv5231883409outlook a {padding:0;}#yiv5231883409 body {width:100% !important;}#yiv5231883409 .yiv5231883409ReadMsgBody {width:100%;}#yiv5231883409 .yiv5231883409ExternalClass {width:100%;display:block;}#yiv5231883409 @media screen and ( _filtered_a ){#yiv5231883409 html {}#yiv5231883409 .yiv5231883409content {width:100%;}#yiv5231883409 table {border-collapse:collapse;}#yiv5231883409 h2.yiv5231883409headline {font-weight:700;font-size:20px!important;margin-bottom:5px;}#yiv5231883409 .yiv5231883409button-cta {display:block!important;padding:0!important;}#yiv5231883409 div.yiv5231883409header {padding-top:20px;}#yiv5231883409 div.yiv5231883409footer {padding-bottom:20px;}}#yiv5231883409 #yiv5231883409 p.yiv5231883409mod-tools a:hover {color:white!important;background:#8c989f!important;}#yiv5231883409 @media screen and ( _filtered_a ){#yiv5231883409 td.yiv5231883409avatar, #yiv5231883409 td.yiv5231883409spacer {width:38px!important;}#yiv5231883409 td.yiv5231883409avatar img, #yiv5231883409 td.yiv5231883409spacer img {width:28px!important;}}”Il suo commento è illeggibile. Usando il “modifica”, lo cancelli e lo riproponga di nuovo” | |
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            Toussaint
            Il suo commento è illeggibile. Usando il “modifica”, lo cancelli e lo riproponga di nuovo 1:14 p.m., Saturday Feb. 11 | Other comments by Toussaint |   |
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            | | Punto 1: concorso pienamente con lei in rapporto al job’s act, effettivamente un’arma che, con il pretesto della crisi globale, pure essa creata …Read more |
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          • Toussaint

            Scusi Robespierre, credevo che il suo messaggio continuasse oltre la sua affermazione “” … ma Unicredit e’ esposta a livello nazionale e internazionale per somme assai superiori!””, considerando che il messaggio proseguiva con una parte incomprensibile (almeno sul mio computer. Non so sui dispositivi mobili). Bene, mi accingo a risponderle.

            1) Anche il lavoro pubblico, se non interverrà niente, sarà mano a mano smantellato come tipologia a tempo indeterminato, cominciando con il rendere facile la licenziabilità immediata per alcune tipologie di irregolarità, eliminando qualsiasi gradualità nelle sanzioni.

            2) La Roma, come lo stadio, sono e saranno di proprietà americana. Dov’è la novità? Guardi, su stadio, piano regolatore e Berdini sono già intervenuto diverse volte in questo stesso articolo, e quindi rimanderei lì. Berdini difende le volumetrie concesse agli altri costruttori romani nell’ambito del vecchio piano regolatore, targato Caltagirone & C. Scommettiamo? Comunque, delle volumetrie in quell’area erano già previste. Le aumenteranno, ma non è che non fosse previsto niente. Parnasi, con questo progetto, si è allargato troppo e agli altri costruttori la faccenda “rode” parecchio per intuibili motivi (eccesso di offerta su un mercato stagnante, che ne sarà dei loro progetti?). Dei quali, comunque, non m’importa niente.

            3) Insisterei nel sostenere che nel caso dell’aumento di capitale di Unicredit non ci siano garanzie statali, ma che si tratti di una semplice operazione di mercato, assistita da un “consorzio di garanzia” costituito da banche private (acquisto dell’inoptato) – può trovarlo scritto qui: http://www.milanofinanza.it/news/aumento-unicredit-avvio-in-rosso-201702061151578941 – Che poi ci sarà da costituire una bad bank di sistema garantita dallo stato questo mi sembra abbastanza pacifico. L’UE non è che ce lo impedisce. Sostiene, però, che deve essere fatta senza aumentare il debito pubblico, oppure che si deve ricorrere al bail-in. Ed allora bisognerà forse aspettare la fine dell’eurozona.

            Buona Domenica.

          • robespierre

            Punto 3: la fine dell’eurozona sarebbe senz’altro la soluzione piu’ logica e plausibile. D’altronde l’Italia non doveva entrare nella moneta unica che, appunto, senza l’Italia, neppure sarebbe stata realizzata. D’altronde, storicamente, mai e’ avvenuto che ci fosse unita’ monetaria senza unita’ politica, ma il fine ultimo di imprenditori e speculatori internazionali era ben altro, ovvero impoverire progressivamente e  stabilmente certe nazioni e classi sociali per poterle poi ricattare. Il Britannia del ’92 d’altronde e’ all’origine di tutto.Condicio sine qua non posta dalla Germania per fare parte della moneta unica, per giunta in un difficile periodo commerciale della sua sua storia, fu l’ingresso in essa dell’Italia, principale suo competitore a livello europeo in primis per tipologia di prodotti, ovvero il pollo da spennare appunto con una valuta forte quanto e piu’ del marco per affossare l’economia italiana, fino ad allora sostenuta dalla “liretta”. D’altronde l’Italia nulla ha a che vedere con Roma, come gli italiani con i romani, l’Italietta dell’orto di casa sua opportunista contro la Roma pragmatica, qualita’ questa nei secoli ereditata dai popoli anglosassoni, l’Italia paurosa e nullavalente e nullafacente di fronte al decisionismo romano, l’Italia dei governanti legati solo alla propria poltrona di fronte a quelli romani, pure rapportati a personali interessi, ma in primis a quelli dello stato!!!
            Da: Disqus
            A: gilvig@ymail.com
            Inviato: Domenica 12 Febbraio 2017 2:44
            Oggetto: Re: Comment on Quegli adorabili cialtroni di Virginia Raggi e Donald Trump
            #yiv4817305298 #yiv4817305298 a:hover, #yiv4817305298 a:hover span {color:#1188d2!important;}#yiv4817305298 .yiv4817305298button-cta:hover {color:#ffffff!important;background-color:#1188d2!important;}#yiv4817305298 .yiv4817305298button-cta:hover span {color:#ffffff!important;}#yiv4817305298 #yiv4817305298 #yiv4817305298 #yiv4817305298outlook a {padding:0;}#yiv4817305298 body {width:100% !important;}#yiv4817305298 .yiv4817305298ReadMsgBody {width:100%;}#yiv4817305298 .yiv4817305298ExternalClass {width:100%;display:block;}#yiv4817305298 @media screen and ( _filtered_a ){#yiv4817305298 html {}#yiv4817305298 .yiv4817305298content {width:100%;}#yiv4817305298 table {border-collapse:collapse;}#yiv4817305298 h2.yiv4817305298headline {font-weight:700;font-size:20px!important;margin-bottom:5px;}#yiv4817305298 .yiv4817305298button-cta {display:block!important;padding:0!important;}#yiv4817305298 div.yiv4817305298header {padding-top:20px;}#yiv4817305298 div.yiv4817305298footer {padding-bottom:20px;}}#yiv4817305298 #yiv4817305298 p.yiv4817305298mod-tools a:hover {color:white!important;background:#8c989f!important;}#yiv4817305298 @media screen and ( _filtered_a ){#yiv4817305298 td.yiv4817305298avatar, #yiv4817305298 td.yiv4817305298spacer {width:38px!important;}#yiv4817305298 td.yiv4817305298avatar img, #yiv4817305298 td.yiv4817305298spacer img {width:28px!important;}}”Scusi Robespierre, credevo che il suo messaggio continuasse oltre la sua affermazione “” … ma Unicredit e’ esposta a livello nazionale e internazionale per somme assai superiori!””, considerando che il messaggio prosegue con una parte incomprensibile (almeno sul mio computer. Non so sui dispositivi mobili). Bene, mi accingo a risponderle.1) Anche il lavoro pubblico, se non interverrà niente, sarà mano a mano smantellato come tipologia a tempo indeterminato, cominciando con il rendere facile la licenziabilità immediata per alcune tipologie di irregolarità, eliminando qualsiasi gradualità nelle sanzioni.2) La Roma, come lo stadio, sono e saranno di proprietà americana. Dov’è la novità? Guardi, su stadio, piano regolatore e Berdini sono già intervenuto diverse volte in questo stesso articolo, e quindi rimanderei lì. Berdini difende le volumetrie concesse agli altri costruttori romani nell’ambito del vecchio piano regolatore, targato Caltagirone & C. Scommettiamo? Comunque, delle volumetrie in quell’area erano già previste. Le aumenteranno, ma non è che non fosse previsto niente. Parnasi, con questo progetto, si è allargato troppo e agli altri costruttori la faccenda “rode” parecchio per intuibili motivi (eccesso di offerta su un mercato stagnante, che ne sarà dei loro progetti?). Dei quali, comunque, non m’importa niente. 3) Insisterei nel sostenere che nel caso dell’aumento di capitale di Unicredit non ci siano garanzie statali, ma che si tratti di una semplice operazione di mercato, assistita da un “consorzio di garanzia” costituito da banche private (acquisto dell’inoptato) – può trovarlo scritto qui: http://www.milanofinanza.it/news/aumento-unicredit-avvio-in-rosso-201702061151578941 – Che poi ci sarà da costituire una bad bank di sistema garantita dallo stato questo mi sembra abbastanza pacifico. L’UE non è che ce lo impedisce. Sostiene, però, che deve essere fatta senza aumentare il debito pubblico, oppure che si deve ricorrere al bail-in. Ed allora bisognerà forse aspettare la fine dell’eurozona. Buona Domenica.” | |
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            Toussaint
            Scusi Robespierre, credevo che il suo messaggio continuasse oltre la sua affermazione “” … ma Unicredit e’ esposta a livello nazionale e internazionale per somme assai superiori!””, considerando che il messaggio prosegue con una parte incomprensibile (almeno sul mio computer. Non so sui dispositivi mobili). Bene, mi accingo a risponderle.1) Anche il lavoro pubblico, se non interverrà niente, sarà mano a mano smantellato come tipologia a tempo indeterminato, cominciando con il rendere facile la licenziabilità immediata per alcune tipologie di irregolarit à, eliminando qualsiasi gradualità nelle sanzioni.2) La Roma, come lo stadio, sono e saranno di proprietà americana. Dov’è la novità? Guardi, su stadio, piano regolatore e Berdini sono già intervenuto diverse volte in questo stesso articolo, e quindi rimanderei lì. Berdini difende le volumetrie concesse agli altri costruttori romani nell’ambito del vecchio piano regolatore, targato Caltagirone & C. Scommettiamo? Comunque, delle volumetrie in quell’area erano già previste. Le aumenteranno, ma non è che non fosse previsto niente. Parnasi, con questo progetto, si è allargato troppo e agli altri costruttori la faccenda “rode” parecchio per intuibili motivi (eccesso di offerta su un mercato stagnante, che ne sarà dei loro progetti?). Dei quali, comunqu e, non m’importa niente.3) Insisterei nel sostenere che nel caso dell’aumento di capitale di Unicredit non ci siano garanzie statali, ma che si tratti di una semplice operazione di mercato, assistita da un “consorzio di garanzia” costituito da banche private (acquisto dell’inoptato) – può trovarlo scritto qui: http://www.milanofinanza.it/ne… – Che poi ci sarà da costituire una bad bank di sistema garantita dallo stato questo mi sembra abbastanza pacifico. L’UE non è che ce lo impedisce. Sostiene, però, che deve essere fatta senza aumentare il debito pubblico, oppure che si deve ricorre re al bail-in. Ed allora bisognerà forse aspettare la fine dell’eurozona.Buona Domenica. 5:44 a.m., Sunday Feb. 12 | Other comments by Toussaint |   |
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            | Toussaint’s comment is in reply to robespierre: |
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            | | Il commento e’ leggibilissimo e in invio non mi veniva segnalato alcun problema, solo abbinato ad esso c’e’ ora una nota, comunque di fatto …Read more |
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          • http://www.holodigit.com WM

            La parte illeggibile del commento alla quale accenna Toussaint, l’ho tolta io appunto perché rendeva il commento illeggibile e poi ho aggiunto la nota che, evidentemente, non hai letto, altrimenti non continueresti a incollare citazioni nello stesso modo.
            Siccome anche in questo commento c’è lo stesso tipo di citazioni e continua ad essere il sistema sbagliato di inserirle, cancello anche questa ma a questo punto ti chiedo di non inserire più citazioni nei tuoi commenti, altrimenti cancellerò il commento intero.
            I commenti li dovete rileggere, dopo che li avete inseriti e, se non si leggono bene, modificarli.
            Grazie

          • robespierre

            Il commento per me gia’ la prima volta era leggibilissimo. Se poi ci sono problemi nel ricevimento dello stesso non posso saperlo.
            Da: Disqus
            A: gilvig@ymail.com
            Inviato: Domenica 12 Febbraio 2017 3:20
            Oggetto: Re: Comment on Quegli adorabili cialtroni di Virginia Raggi e Donald Trump
            #yiv9882879866 #yiv9882879866 a:hover, #yiv9882879866 a:hover span {color:#1188d2!important;}#yiv9882879866 .yiv9882879866button-cta:hover {color:#ffffff!important;background-color:#1188d2!important;}#yiv9882879866 .yiv9882879866button-cta:hover span {color:#ffffff!important;}#yiv9882879866 #yiv9882879866 #yiv9882879866 #yiv9882879866outlook a {padding:0;}#yiv9882879866 body {width:100% !important;}#yiv9882879866 .yiv9882879866ReadMsgBody {width:100%;}#yiv9882879866 .yiv9882879866ExternalClass {width:100%;display:block;}#yiv9882879866 @media screen and ( _filtered_a ){#yiv9882879866 html {}#yiv9882879866 .yiv9882879866content {width:100%;}#yiv9882879866 table {border-collapse:collapse;}#yiv9882879866 h2.yiv9882879866headline {font-weight:700;font-size:20px!important;margin-bottom:5px;}#yiv9882879866 .yiv9882879866button-cta {display:block!important;padding:0!important;}#yiv9882879866 div.yiv9882879866header {padding-top:20px;}#yiv9882879866 div.yiv9882879866footer {padding-bottom:20px;}}#yiv9882879866 #yiv9882879866 p.yiv9882879866mod-tools a:hover {color:white!important;background:#8c989f!important;}#yiv9882879866 @media screen and ( _filtered_a ){#yiv9882879866 td.yiv9882879866avatar, #yiv9882879866 td.yiv9882879866spacer {width:38px!important;}#yiv9882879866 td.yiv9882879866avatar img, #yiv9882879866 td.yiv9882879866spacer img {width:28px!important;}}”La parte illeggibile del commento alla quale accenna Toussaint, l’ho tolta io appunto perché rendeva il commento illeggibile e poi ho aggiunto la nota che, evidentemente, non hai letto, altrimenti non continueresti a incollare citazioni nello stesso modo.Siccome anche in questo commento c’è lo stesso tipo di citazioni e continua ad essere il sistema sbagliato di inserirle, cancello anche questa ma a questo punto ti chiedo di non inserire più citazioni nei tuoi commenti, altrimenti cancellerò il commento intero.I commenti li dovete rileggere, dopo che li avete inseriti e, se non si leggono bene, modificarli.Grazie” | |
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            WM
            La parte illeggibile del commento alla quale accenna Toussaint, l’ho tolta io appunto perché rendeva il commento illeggibile e poi ho aggiunto la nota che, evidentemente, non hai letto, altrimenti non continueresti a incollare citazioni nello stesso modo. Siccome anche in questo commento c’è lo stesso tipo di citazioni e continua ad essere il sistema sbagliato di inserirle, cancello anche questa ma a questo punto ti chiedo di non inserire più citazioni nei tuoi commenti, altrimenti cancellerò il commento intero. I commenti li dovete rileggere, dopo che li avete inseriti e, se non si leggono bene, modificarli. Grazie 6:20 a.m., Sunday Feb. 12 | Other comments by WM
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  • Parzy

    Il problema della giunta Raggi è che si trova tra incudine e martello. Mandare a monte il progetto stadio nel suo complesso (approvato dalla giunta Marino) potrebbe portare il comune ad essere oggetto di cause multimilionarie, mentre approvarlo, anche se limato nelle cubature, farebbe apparire la nuova giunta come connivente dei palazzinari.

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Hai perfettamente ragione, infatti tutta questa storia della fantomatica intervista di Berdini, mai avvenuta (in realtà i giudizi sulla Raggi li avrebbe espressi privatamente ad un amico), servono proprio per eliminarlo dall’assessorato, visto che la sua posizione è piuttosto rigida, dato che è d’accordo per la costruzione dello stadio, che rappresenta solo una minima parte del progetto, ma ritiene opportuno dosare meglio le cubature concesse e il centro commerciale, che equivarrebbero a 2000 appartamenti di 100 mq, dell’altezza di 3 m … quindi non è tanto lo stadio che interessa, ma tutto il resto. La stampa poi si dimostra sempre più schierata a fianco dei palazzinari che deturpano l’ambiente con i loro grattacieli, di scarsissima qualità estetica (sono veramente brutti) … senti cosa dice Marta Proietti del Giornale “Questa banda di cialtroni sta affossando la Capitale, ribadendo un no a 20mila posti di lavoro, a opere pubbliche per milioni di euro tutte a carico del privato, alla riqualifica di un’area oggi diventata una pericolosa discarica. Hanno scelto oggi di confermare questa decisione solo per coprire le disavventure legali dell’indagata sindaca di Roma. È una vergogna, proprio mentre i tifosi si stanno organizzando con mobilitazioni e raccolta di firme per chiedere il Sì al progetto dello Stadio della Roma”.

      • scifraroc

        che Berdini sia cascato in una trappola non vi è dubbio, da una sua intervista ho letto che è stato un assessore 5***** a presentargli la persona con cui poi si è intrattenuto a parlare e che si è rivelata essere poi un giornalista, e che il motivo della trappola fosse il progetto immobiliare che ruota intorno allo stadio neanche questo lascia adito a dubbi, visto che Berdini stesso aveva pubblicamente detto che se il progetto fosse stato approvato cosi com’è dalla giunta lui si sarebbe dimesso mettendo i 5***** all’angolo di fatto. Con il trappolone hanno preso due piccioni con una fava come si suol dire, Berdini dimesso per motivi più che plausibili e con il nuovo assessore approvazione del progetto stadio. Il trappolone ha comunque la complicità di aderenti ai 5***** favorevoli allo stadio , il fatto che sia stato un assessore a presentare il giornalista a Berdini è più che un indizio.

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          Ne sono convinta anch’io scifraroc, hanno teso un bel trappolone a Berdini e lui c’è cascato in pieno, mi è sempre sembrato un intellettuale competente, ma un po’ ingenuo … e credo anche che sia stato uno interno alla giunta, o della cerchia dei 5***** favorevole al progetto iniziale … di questo passo non si potrà andare molto lontano.

  • MarValè

    Per quanto riguarda la Raggi e il 5stelle basta leggere il blog di Grillo per capire la loro ipocrisia.
    Dicono che bisogna uscire dall’euro ma non dalla unione europea.
    Se svaluti diminuisci i prezzi e i paesi con la valuta forte vengono a fare shopping di assett italiani.
    Glielo puoi impedire solo uscendo da quel trattato di libera circolazione di capitali, merci e lavoro che è l’Europa.
    Inoltre appena l’Italia si riprendesse dopo la svalutazione, a causa delle miglior esportazioni, la gente avrebbe più soldi e comincerebbe a acquistare beni esteri ossia a importare portando in negativo la bilancia dei pagamenti.
    Sarebbero quindi obbligatori dei dazi che però sono incompatibili con i trattati.

    • Fulminato1975

      Esatto. Ma qui non si fa un processo ai 5 stelle, quanto piuttosto si mette in luce la fondatezza o meno dell’attacco sistematico cui viene sottoposta la Raggi. Poi ovviamente ognuno ha il suo lato oscuro, ma questa è un’altra storia.

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Non credi che la strategia del 5 Stelle sia politica? In modo da non spaventare l’elettorato, dato che è difficile liberare l’opinione pubblica dalla formazione eurista che ha subito da decenni … per di più se l’Italia uscisse dall’euro, metterebbe a repentaglio la tenuta dei trattati, dato che è la terza potenza europea, quindi ci sarebbe bisogno di nuovi accordi e nuovi trattati … il fatto poi che la svalutazione della nuova moneta potrebbe favorire l’acquisto di beni esteri, non lo credo, dato che i beni del nord Europa aumenterebbero di prezzo, quindi sarebbero agevolate le nostre esportazioni e danneggiate le importazioni, finalmente, al contrario di ciò che sta avvenendo con il cambio fisso (Ciclo di Frenkel).

      • MarValè

        Ma che significa che “non credi” che dopo una ripresa dell’economia (dovuta alla svalutazione) la gente non compra beni esteri?
        “Dopo” la ripresa la gente ha più soldi e inizia nuovamente a spendere.
        Sarai costretto a mettere dei dazi per un periodo che andrà necessariamente oltre l’iniziale ripresa (anche perché tu svaluti ma magari un altro fa dumping).

        I problemi sono due: gli esteri che vengono a fare shopping da noi quindi necessità di impedire l’acquisto agli stranieri, la necessità di mettere dei dazi.
        Entrambe le cose sono assolutamente incompatibili con i trattati europei.
        Che vuol dire allora “usciamo dall’euro ma restiamo in Europa?”.
        Slogan elettorali ipocriti.
        Per di più la Germania sta in Europa solo perché può massacrare noi, figurati se resterebbe con trattati che non le consentissero più di sfruttare la situazione.

        È inutile ciurlare nel manico, il cinque stelle stanno sbagliando sull’Europa e devono prendere una posizione precisa.
        Marco Zanni che è molto in gamba se ne è andato per questo.

        Poi pensatela come vi pare, il prezzo lo pagherete voi, primo in termini di voti persi e secondo perché con il vostro pressappochismo opportunista (come dici tu…”non vogliamo spaventare gli elettori”…ma che spaventi…devi dire le cose come stanno sennò io non vi voto) vi ritroverete a portare avanti la gente come Virginia Raggi che da sola rischia di riuscire a distruggere l’intero movimento.

        Auguri e insistete a ripetere gli errori già commessi.

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          Lasciamo stare Marco Zanni, di cui attendiamo ancora le dimissioni dal PE, dopo il suo cambio di casacca, ma è noto come un paese sia economicamente favorito dalle esportazioni, come è successo alla Germania, che ha accumulato un surplus eccessivo, proprio grazie a queste e denunciato anche da Trump … quindi la svalutazione non potrebbe che fare del bene, insieme all’aumento delle esportazioni … che poi Virginia Raggi sia l’obiettivo prescelto per far fuori il MoV, anche questa è storia attuale.

          • MarValè

            Signora o signorina Rosanna.
            Io ho scritto in maniera chiara.
            La svalutazione conviene ma la devi saper gestire.
            Se resti in Europa non puoi farlo perché, primo arrivano le cavallette e ti comprano tutto (lo stanno già cercando di fare i francesi, non so se ti è giunta notizia), secondo saranno necessari dei dazi per evitare che la gente continui a comprare DA SUBITO le merci a basso costo tipo cinesi o altri paesi del terzo mondo E POI IN SEGUITO, quando ci sarà stata la ripresa, per evitare che ricomincino a comprarsi i Mercedes e le lavatrici Míele (che sono tutte e due meglio delle nostre).

            Siccome il programma di recupero deve durare qualche anno in quel periodo NON PUOI RESTARE IN EUROPA CON GLI STESSI TRATTATI e ovviamente nessuno sarà disponibile a rivederli “a nostro esclusivo favore”.

            Più chiaro di cosí non posso, se insisti a darmi una risposta da democristiana mi fai pensare molto male sul movimento.

            Parlate chiaro piuttosto e fatevi un economista di riferimento serio che è una cosa che vi manca in maniera gravissima anche se non ve ne rendete conto.

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            Non capisco perché ti rivolgi a me come se fossi un membro del direttorio del MoV, mentre sono semplicemente una simpatizzante, come tanti altri … ed anch’io ho parlato chiaro, dicendo che se il 5S vuole uscire dall’euro, inevitabilmente l’uscita costringerà rivedere i trattati, quanto alle svalutazioni competitive e alla bilancia dei pagamenti, ripassa il Ciclo di Frenkel … credo anche che l’Italia non abbia la forza di imporre la propria volontà, così come è sempre successo nella storia, quindi dovrà subirsi le decisioni prese da altri, di conseguenza formulare teorie economiche serve a poco, dato che finché non ci sarà un governo che si occuperà di applicarle, resteranno formule vuote o atti di fede gloriosa.

          • MarValè

            Il ciclo di Frenkel qui c’entra come i cavoli a merenda.
            Ti copincollo Emiliano Brancaccio.
            Parla della Grecia che non ha grandi capacità produttive ma anche per l’Italia si presenterebbe il problema dell’equilibrio della bilancia dei pagamenti però “dopo” che la ripresa si sarà avviata.
            Il problema è che le misure protezionistiche serviranno per qualche anno e quindi restare in Europa applicando dazi agli altri paesi dell’Unione è ovviamente impossibile.
            Tieni presente che a questo si aggiunge la questione dei fire sales.

            Brancaccio:

            “Il successo di questo tipo di operazioni dipende soprattutto dalla capacità di tenere in equilibrio i conti verso l’estero. La storia degli abbandoni dei regimi monetari ci dice che i creditori internazionali possono minacciare ben poco se un paese riesce a bilanciare import ed export e quindi, almeno per un certo periodo, può evitare di contrarre nuovi debiti all’estero. Per la Grecia non sarebbe un’impresa facile: le difficoltà deriverebbero dal fatto che la desertificazione produttiva ha creato danni persino più profondi che altrove, per cui il paese dipende oggi più che in passato dalle merci importate. A questo proposito, i lavori dei colleghi Dimitri Papadimitriou e Gennaro Zezza, del Levy Economics Institute, segnalano che l’abbandono della moneta unica e l’attuazione di una politica di espansione della domanda in Grecia provocherebbero un aumento delle importazioni e un peggioramento del saldo estero che la svalutazione del cambio potrebbe assorbire solo dopo un certo tempo, e solo a date condizioni. Tra queste io citerei un controllo dei movimenti di capitale e al limite di alcune merci base, l’acquisizione statale delle banche in difficoltà, l’avvio di una politica industriale pubblica e l’intensificazione di rapporti internazionali privilegiati con quei paesi disposti a tenere aperte le linee di credito. Il caso greco chiarisce in modo lampante che l’uscita dall’euro, presa a sé stante, non è risolutiva, e che per avere senso dovrebbe esser collocata in un piano più generale di riforma della politica economica e dei rapporti internazionali.”

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            Credo che il problema si presenti soprattutto per la Grecia, perché rappresenta il 2% del Pil dell’Europa, equivalente circa a quello della Lombardia, per di più ridotta ad una tragica recessione senza alcuna possibilità di riprendersi … la produzione industriale dell’Italia, anche se ridotta di 1/4, è però molto più solida, quindi credo che le dinamiche sarebbero diverse … ricordo anche che la previsione di Brancaccio non equivale a quella di Bagnai, per esempio, quindi anche gli stessi economisti si trovano in disaccordo, dato che l’economia non è una scienza esatta, ma una pseudoscienza, che riesce benissimo a fare analisi sul pregresso, ma trova difficoltà a fare previsioni per il futuro.

      • Gino

        il fatto è che il m5s non ha un progetto di politica economica e sociale completo, globale a lunga scadenza, come tutti gli altri. Questo semplicemente perchè non si scaglia contro il sistema in maniera diretta e di petto ma mellifluo, subdolo e falso lo supporta fingendo di combatterlo.

  • vocenellanotte

    Anche io sono favorevole al nuovo stadio della Roma per ragioni di tifo e di merito. Per il tifo una struttura più coinvolgente produrrebbe uno spettacolo migliore non dico dal punto di vista calcistico, ma del coinvolgimento e della partecipazione degli spettatori. Forse anche le famiglie tornerebbero allo stadio….
    Nel merito il discorso è più complesso perché occorre realizzare qualcosa che abbia una significato economico (non finanziario), sociale, urbanistico . . . insomma avere un’idea organica è strutturata del futuro.
    Le città avranno senso solo se saranno capaci di costituire spazi “flessibili” (oggi le politiche spingono verso la flessibilità estrema delle persone, i giovani specialmente che vengono ricattati in continuazione) bisogna perciò passare dalla flessibilità delle persone che deve essere una libera scelta è non un’imposizione, alla flessibilità dello spazio, delle cose e degli oggetti.
    Bisogna perciò limitare l’aggressione del costruttore, ma occorre farlo con argomenti più incisivi e dimostrare una visione del futuro.

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Premesso che il suo mandato può scadere da un momento all’altro, non ti sembra sia stato tutto congegnato per togliergli l’assessorato? Credo infatti che Berdini abbia questa capacità di progettare il presente in vista del futuro, dato che si occupa dell’argomento da diversi anni, ha scritto anche libri importanti: “Le mani sulla città”, “Le città fallite. I grandi comuni italiani e la crisi del welfare urbano”, “La città in vendita. Centri storici e mercato senza regole” … poi lui ha detto chiaramente che lo stadio lo vuole fare, ma vuole anche ridurre le cubature concesse all’azienda costruttrice, che avrebbero un impatto pesante sul territorio. Del resto, non so se hai visto i grattacieli progettati, sono piuttosto brutti.

    • Gino

      nn dico nulla sullo stadio perché nn sono informato a sufficienza. ma, devo dire che con il tifo hanno lobotomizzato milioni di giovani e meno giovani. stenderei una colata di cemento.

      • disqus_VKUtLIms5T

        MEGLIO UN MANTO DI PIETA’ CRISTIANA…

  • gix

    Parlando di Roma e della questione dello stadio, bisogna dire che non è la prima volta che ci provano i poteri locali, con entrambe le squadre. Stranamente a suo tempo sono stati fermati con ragioni tuttosommato di buonsenso, ovvero con il fatto che a Roma ci sono già due stadi, di cui uno, il Flaminio, benché valido e da recuperare, è al momento in un tragico stato di abbandono. Ma i tifosi della Roma lo sanno, hanno un presidente che vive in america, ed è venuto sostanzialmente a Roma solo per intenti speculativi, fra cui quello dello stadio era il principale. Per quanto riguarda Trump e la Raggi, entrambi vittime dei media dei poteri forti, c’è da soprendersi dell’ottusità di questi servi del potere. Se pensiamo che mister B. dopo anni di questo trattamento non aveva perso consenso più di tanto, e per farlo uscire di scena hanno dovuto minacciarlo attaccando direttamente il suo patrimonio e le sue aziende in borsa, figurarsi cosa può accadere con Trump e la Raggi. Anche se la Raggi è stata messa al penultimo posto nel gradimento dei sindaci italiani, con sondaggi farlocchi, e non ha televisioni di proprietà, nella realtà il M5S sta ancora lì, con qualche puntarello di oscillazione. Trump non ne parliamo, è bombardato a livello globale eppure non uno dei provvedimenti che per ora sta mettendo in campo risulterà sgradito alla popolazione. Certo, tornando a Roma, la Raggi da sola non può farcela, anche se fosse un genio delle competenze, ha bisogno di un appoggio totale da parte del movimento. Ma se questi media ottusi continuano ad urlare contro di lei in questa maniera c’è il rischio che possa persino diventare simpatica, specialmente se avrà la perseveranza e la fortuna di azzeccare e portare a termine qualche bella mossa mediatica basata su qualche successo concreto.

  • Daniele Tammetta

    Complimenti. Analisi puntuale e precisa.

  • Ronte

    Il fenomeno Trump negli USA, la massa critica di populismo reazionario che monta in Europa, misurano non solo la profondità della crisi capitalista e la crisi di egemonia dei partiti dominanti tradizionali, ma anche il ritardo storico del movimento operaio nell’imporre la propria soluzione alternativa.Ciò spinge una parte del proletariato, settori sociali declassati, classi medie impoverite dalla crisi, nelle braccia delle demagogie reazionarie.
    Parallelamente falliscono tutte le vecchie suggestioni riformiste, le illusioni sovraniste su un possibile capitalismo nazionale riformato.
    Anche in Italia dopo il fallimento del progetto bonapartista di Renzi e la crisi congiunta del movimento operaio (arretramento dei suoi livelli di mobilitazione, di coscienza, di rappresentanza politica) si alimenta lo sfondamento del populismo reazionario (Salvini-Grillo).

    Ma attenzione la Storia ci racconta che la piccola-borghesia arrabbiata, anima del partito/non partito, sfrutta la sua ‘verginità’ politica per canalizzare le masse deluse, e sempre a fianco dei fascisti. ‘La Storia si ripete due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa (non c’è da stupirsi dato il comando di un comico sul M5S, la Raggi di supporto).
    Il M5S non si è mai dichiarato antifascista:’L’antifascismo non mi compete’ dice Grillo mentre si intrattiene con Casapound a parlare di possibili punti d’incontro….e poi Giacomo Matteotti non è stato assassinato dalle squadracce di Mussolini…
    Annotiamo i Di Battista e i Di Maio figli di dirigenti del MSI, e aggiungiamo alcuni casi quantomeno preoccupanti. La consigliera del M5S di Ragusa, Gianna Sigona:’Noi eravamo fascisti, poi siamo rimasti fascisti e saremo sempre fascisti’. Roberto Finardi, assessore della giunta Appendino cita la ‘Decima Mas’. Il sindaco di Nettuno, Angelo Caso, rende omaggio ai repubblichini di Salò. Chiara Appendino inneggia ai Savoia.
    Fatti e soltanto fatti. Perciò, il M5S nemico a parole di tutti i partiti, in realtà i suoi alleati ce li ha, e sempre di estrema destra, nemica dei sindacati (roba vecchia), nemica dei lavoratori (il lavoro no c’è più, meglio il reddito di cittadinanza).

    • gix

      Dire che Di Maio e Di Battista hanno un peccato originale da scontare perché sono figli di dirigenti del Msi non mi sembra un argomento da considerare oggi, con la situazione attuale politica e sociale. A ben vedere siamo tutti figli o nipoti di fascisti, un tempo tutta l’Italia lo era. La gran parte di coloro che oggi si dichiarano fascisti ne fanno soprattutto una questione di nazionalismo e di popolo, non direi che si dichiarino tali perché credono nel potere di pochi sulla massa che fa la fame, o, peggio, che credono nelle teorie economiche liberiste o altre scemenze superomiste del genere. Se il movimento M5S non si è mai dichiarato antifascista cosa vorrebbe significare, che nutre simpatie fasciste? Dire poi che il M5S ha i suoi alleati nell’estrema destra, per qualcuno che parla (più o meno inconsapevolmente) in quella maniera, mi sembra come minimo un azzardo. Il M5S semmai, siccome parliamo di milioni di persone e non di alcuni singoli con le idee un po’ confuse, è il serbatoio in gran parte di gente che per anni ha votato grandi partiti di sinistra, con l’aggiunta, più recente, di molti delusi da pseudo destre moderate come forza Italia e lega. Come vede siamo tutti ex qualcosa, ma la vita va avanti e ci si adatta…

      • Ronte

        Ho semplicemente riportato dei fatti. Assessori, consiglieri o sindaci, non sono gente di strada, rappresentano comunque delle istituzioni. E quando si va a omaggiare in un cimitero i morti della Repubblica di Salò, o si esprimono certe cose con dietro vessilli fascisti e il bel muso di Mussolini….Di Maio e Di Battista (nonchè Grillo) come rappresentanti di prima fascia non sono mai intervenuti per redarguire qualcuno in tal senso…Perciò…

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Hai fatto una bella analisi dettagliata, per certi versi condivisibile, per altri no … tant’è che la conclusione mi sembra contraddittoria, perché quindi il NO alle Olimpiadi e la riduzione della cementificazione di Tor di Valle contrasterebbe proprio il monopolio affaristico dei palazzinari, e le corruttele implicite con la mafia … se poi i lavoratori si stanno rivolgendo al populismo reazionario è colpa della sinistra, che ha svenduto la propria primogenitura marxista per un piatto di lenticchie … per di più credo che in un sistema capitalistico si possano cambiare le cose o prendendo il potere oppure facendo una rivoluzione … ma la seconda strada mi sembra piuttosto pericolosa e foriera di possibili restaurazioni, forse ancora peggio di questo populismo così inquietante, che non ha molto a che fare con il fascismo storico … un altro fascismo lo viviamo da diversi decenni, senza magari averlo mai individuato, ed è quello della tecnologia e del consumismo (Bauman e Pasolini).

      • Ronte

        Conclusione contraddittoria? Rispondo con due esempi: Mondiali di calcio ’90, e Expo Milano 2016. Un circolo d’affari sporchi spaventoso. Vuoi che la Raggi, già impantanata con la giustizia possa essere in grado di sostenere una roba del genere?
        Prendere il potere significa: educare, organizzare, sviluppare un movimento di lotta capace di rovesciare il Sistema Dominante. Il capitalismo non è mai riformabile o aggiustabile. Difatti dal fallimento del riformismo in tutte le sue varietà, siamo arrivati al pericoloso reazionismo. Pensateci bene…

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          La Raggi non è impantanata con la giustizia in modo tale da non poter rispondere, su di lei sono state gonfiate ad arte accuse di reati inesistenti, che si sgonfieranno in breve tempo … intanto mi sembra che riesca a tener testa al cementificio affaristico che gira intorno allo stadio di Roma, se mai mi sembra dannosa questa eliminazione di Berdini, piuttosto ostile al volume delle cubature messe in cantiere … se poi mi parli di lotta al capitalismo, il M5S non va in questo senso, in questo hai ragione., se mai al ritorno a quel capitalismo sano, che salvaguardava posti di lavoro, welfare, diritti e benessere per tutti.

          • Ronte

            Non esiste un capitalismo sano. E’ contro natura, previa la sua estinzione. E se ti riferisci al periodo anni 60/70, le conquiste ottenute passarono attraverso grandi lotte, ma soprattutto per la fase di ricostruzione del dopo guerra. Il conflitto mondiale, voluto dagli stessi capitalisti, servì proprio per superare la crisi di quel tempo. Oggi non siamo tanto lontani da quel pericolo, e soltanto una coscienza di classe planetaria dei subordinati in lotta può risolvere le cose.

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            Ancora una volta hai le tue ragioni, ma non completamente, per quanto ne so … perché il benessere degli anni 60/70/80 dipese è vero dalle grandi lotte per la difesa dei diritti, dalla ricostruzione del dopoguerra, ma anche dal capitalismo produttivo, che in quel momento traeva profitti dalle industrie, da qui la necessità di formare i quadri dirigenziali che le facessero funzionare, ingegneri, architetti, avvocati … una scuola pubblica che formasse una classe dirigente e di conseguenza il potenziamento del welfare state … quindi esiste un capitalismo sano, ma ha operato solo per un breve tratto della nostra storia, successivamente si è trasformato nel capitalismo finanziario, che vive delle rendite azionarie, punta sui profitti del trading e sui tassi di rendimento dei Btp … un ulteriore motivo per cui le fabbriche chiudono e l’operaio è diventato un oggetto non bene identificato.

          • Ronte

            Il principale intermediario finanziario è la banca. La prima banca nasce in Inghilterra nel 1694, e addirittuta messa su come società sul finire de 1200. Ne è passato di tempo.
            Il capitalismo è la prima fonte dell’evoluzione moderna, ma poichè per sua natura si basa sullo sfruttamento ad ‘ogni costo’, da tempo è finito il suo tempo! Non ha più nulla da proporre, ed è per questo motivo che naviga nella più grande crisi degli ultimi 80 anni, risolvibile per sua continuità con un evento tragicamente tragico, a te o a voi la scelta. Ecco perchè è indispensabile costruire o ricostruire un fronte di lotta unitario e internazionale delle masse subordinate. Tradotto:’ Socialismo o barbarie’…

  • giuseppe brunetti

    Raggi e Trump accomunati? Personalmente della Raggi non mi frega una cippa, mentre Trump penso sia un soggetto molto pericoloso e mi fa alquanto ‘incazzare’ (Trump di sinistra? Ma per favore. .. può essere considerato tale solo da quegli ingenui che consideravano di sinistra Mussolini…). Quanto alla Raggi se non l’hanno ancora fatta fuori è solo perché ci sono elezioni in vista. Questo lo capisce anche un bambino…

    • Toussaint

      Se poi Trump ripristinerà il Glass Steagal Act (con la cui eliminazione Bill Clinton diede via libera alle banche, causando i drammatici problemi che conosce anche lei), come sembra stia per fare, sarà ancora un Presidente di destra, oppure concludiamo che ad essere di destra era Clinton?

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Difendere i posti di lavoro nazionali non ti sembra un’operazione di sinistra, visto che la sinistra ha sempre valorizzato il lavoro (falce e martello), e anche noi abbiamo alcuni articoli della Costituzione (nata dalla confluenza ideologica della DC con il PCI) che lo dichiarano apertamente: Articolo 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro – Articolo 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

      • gix

        sulla questione che destra e sinistra non esistono più, forse si po’ dire questo. Naturalmente le ideologie di destra e di sinistra non sono morte, dici bene per esempio quando evidenzi la difesa del lavoro nazionale come una operazione di sinistra. Ma le ideologie, in quanto riferimenti troppo riconoscibili e facilmente gestibili a livello di appartenenza e partecipazione, non devono più essere un punto di riferimento. La gente deve essere disorientata, non deve capire più nulla di politica, in modo da essere facilmente manipolata dal soggetto emergente di turno, di volta in volta spinto in tutti i modi dai poteri nascosti, nel loro esclusivo interesse. Non si spiegherebbe altrimenti come un partito come il PD abbia potuto continuare ad avere (finora) il sostegno del vecchio blocco comunista…

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          La gente non ha mai capito molto di politica, basti pensare che esiste il divieto, culturalmente molto diffuso e condiviso di “parlare di politica a scuola” … l’educazione politica invece (non partitica) dovrebbe essere materia di discussione scolastica, perché indicherebbe responsabilità civili nella comprensione dei problemi che interessano la polis e la collettività … certo che le ideologie sono importanti, perché sono come quei lanternoni di cui parla Pirandello, senza i quali le diverse categorie sociali, si trovano disperse e disorientate:
          “E questo sentimento della vita per il signor Anselmo era appunto come un lanternino che ciascuno di noi porta in sé acceso; un lanternino che ci fa vedere sperduti su la terra, e ci fa vedere il male e il bene; un lanternino che projetta tutt’intorno a noi un cerchio più o meno ampio di luce, di là dal quale è l’ombra nera, l’ombra paurosa che non esisterebbe, se il lanternino non fosse acceso in noi, ma che noi dobbiamo pur troppo creder vera, fintanto ch’esso si mantiene vivo in noi. Spento alla fine a un soffio, ci accoglierà la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione, o non rimarremo noi piuttosto alla mercé dell’Essere, che avrà soltanto rotto le vane forme della nostra ragione? – Dorme, signor Meis? – Segua, segua pure, signor Anselmo: non dormo. Mi par quasi di vederlo, codesto suo lanternino. – Ah, bene… Ma poiché lei ha l’occhio offeso, non ci addentriamo troppo nella filosofia, eh? e cerchiamo piuttosto d’inseguire per ispasso le lucciole sperdute, che sarebbero i nostri lanternini, nel bujo della sorte umana. Io direi innanzi tutto che son di tanti colori; che ne dice lei? secondo il vetro che ci fornisce l’illusione, gran mercantessa, gran mercantessa di vetri colorati. A me sembra però, signor Meis, che in certe età della storia, come in certe stagioni della vita individuale, si potrebbe determinare il predominio d’un dato colore, eh? In ogni età, infatti, si suole stabilire tra gli uomini un certo accordo di sentimenti che dà lume e colore a quei lanternoni che sono i termini astratti: Verità, Virtù, Bellezza, Onore, e che so io… E non le pare che fosse rosso, ad esempio, il lanternone della Virtù pagana? Di color violetto, color deprimente, quello della Virtù cristiana. Il lume d’una idea comune è alimentato dal sentimento collettivo; se questo sentimento però si scinde, rimane sì in piedi la lanterna del termine astratto, ma la fiamma dell’idea vi crepita dentro e vi guizza e vi singhiozza, come suole avvenire in tutti i periodi che son detti di transizione. Non sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d’un tratto tutti quei lanternoni. Che piacere! Nell’improvviso bujo, allora è indescrivibile lo scompiglio delle singole lanternine: chi va di qua, chi di là, chi torna indietro, chi si raggira; nessuna più trova la via: si urtano, s’aggregano per un momento in dieci, in venti; ma non possono mettersi d’accordo, e tornano a sparpagliarsi in gran confusione, in furia angosciosa: come le formiche che non trovino più la bocca del formicajo, otturata per ispasso da un bambino crudele. Mi pare, signor Meis, che noi ci troviamo adesso in uno di questi momenti. Gran bujo e gran confusione! Tutti i lanternoni, spenti. A chi dobbiamo rivolgerci? Indietro, forse? ” (Pirandello, Il Fu Mattia Pascal).

  • MarValè

    Volevo aggiungere che chi attacca la Raggi non sono solo i media di regime ma anche gli antieuristi della prima ora.
    Andate a sentire cosa dice Borghi Aquilini o Bagnai.

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Beh … lo credo, Bagnai ha sempre odiato parecchio il MoV, e proprio il fatto che abbia raggiunto il 32% dei consensi lo infastidisce molto, del resto è comprensibile, il MoV è al 32% dei consensi, mentre la Lega solo al 13%, quindi carpirgli qualche voto in più può essere utile alla causa leghista, e può ulteriormente pesare sul tavolo delle trattative pre-elettorali, in previsione delle prossime ammucchiate politiche.

  • Tonguessy

    E’ la seconda volta che leggo il mantra del “nè destra nè sinistra” da Rosanna, che una volta si dichiarava di sinistra. Una analisi attenta dimostra che quel mantra è in realtà di destra, e serve da cavallo di troia per la sinistra (o ciò che ne resta). Il nè destra nè sinistra dimostra l’inutilità della sinistra, in linea con “la fine della Storia” di Fukuyama. Crolla il muro, il pericolo rosso è scongiurato quindi possiamo permetterci di assimilare tutto, di uniformare il passo veloce del capitalismo all’idea stessa di civiltà (?!), di levigare ogni asperità mentre si parcellizza quel poco di sinistra che è ancora vivo.
    Evidentemente la potenza del M5S sta tutta qui, sta non solo nell’opera di spianatura e levigatura che mi causa l’orticaria (vive la difference, si diceva una volta-per chi ancora ricorda) ma specialmente nella capacità di mettere a confronto l’inconfrontabile: il welfare adesso, dopo la cura M5S, non è più una priorità storica della sinistra ma diventa un’idea e come tale (almeno nella profondità -de profundis- del pensiero casaleggiano) solo buona o cattiva (e chi determina questa tassonomia? Il M5S, Le Pen, il papa, Pasquinelli o chi altri? In base a quali criteri?). Fine delle distinzioni, in perfetta sintonia con i think tank neocon.
    Falsa poi l’ipotesi secondo cui “cose di destra (muri, espulsioni, autoritarismo) e di sinistra (difesa dei posti di lavoro nazionali)” siano ontologicamente indifferenziate, anche se l’ermeneuta in questo caso si chiama Trump (o Raggi, poco importa). Se non sapessi che Rosanna frequenta (frequentava?) Sollevazione di Pasquinelli direi che non ha sufficienti informazioni al riguardo. Ma proprio da Sollevazione arriva una chiarissima indicazione: una certa sinistra ha da molto tempo preso le distanze dai disegni neoliberisti (di destra) e da sempre sostiene – da sinistra- che l’uscita (inevitabile) dall’euro può avvenire da destra o da sinistra. Con buona pace di chi cavalca l’onda pentastellata del “nè destra nè sinistra”.
    Insomma non posso non preoccuparmi per questa a-ideologica (ma solo nelle parvenze) difesa a tutto campo di ciò che un commentatore ha argutamente associato all’ascesa del duce, anche lui partito da sinistra ma arrivato (grazie a politiche “di sinistra”) all’instaurazione del fascismo in Italia.

    • Gino

      quoto:
      Una analisi attenta dimostra che quel mantra è in realtà di destra, e serve da cavallo di troia per la sinistra (o ciò che ne resta). Il nè destra nè sinistra dimostra l’inutilità della sinistra, in linea con “la fine della Storia” di Fukuyama. Crolla il muro, il pericolo rosso è scongiurato quindi possiamo permetterci di assimilare tutto, di uniformare il passo veloce del capitalismo all’idea stessa di civiltà (?!), di levigare ogni asperità mentre si parcellizza quel poco di sinistra che è ancora vivo.

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Lo sapevo che ti saresti preoccupato, però non credo che ci sia alcun motivo per farlo, dato che lo dici tu stesso che la sinistra, quella vera e onesta di Sollevazione, per esempio, è stata ridotta al lumicino … e poi mi insegni anche che viviamo in un’epoca postmoderna, dove le ideologie hanno perso la loro credibilità e si sono gradualmente confuse … per di più non credo che il motto “né destra né sinistra” possa nuocere alla sinistra, la quale si è già dissolta da sé da lungo tempo e non può rinascere a breve termine … quindi nel frattempo, mentre vediamo crollare intorno a noi tutte le strutture socio culturali, che proprio la sinistra aveva costruito, cosa ci resta da fare, se non cercare di frenare il degrado, e difendere quello straccio di democrazia che ci è rimasta? o dovremmo starcene alla finestra a guardare, affermando con orgoglio, io sono di sinistra e non mi sporco le mani? non credo che il M5S sia neoliberista, come invece sostiene spesso anche Sollevazione, se al contrario hai individuato una sua impostazione neoliberista (non capitalista), allora ti invito a farmelo notare …

      • Gino

        le ideologie saranno anche crollate ma la dicotomia PADRONI – LAVORATORI no! e i PADRONI sono riusciti con questi frame, tanto impegno di giornalisti venduti e di tanti acefali ignoranti superficiali a disintegrare una non-ideologia ma PRATICA che cercava di bilanciare lo strapotere dei PADRONI sui LAVORATORI/SCHIAVI.
        tutto ruota attorno a questo ma chi lo dice è comunista e fuori dalla storia. in questo sono riusciti, a censurare direttamente la possibilità di metterla in questi termini da abili manipolatori e influenzatori di masse acefale pronti a indignarsi per le patate bollenti e ad annuire come muli rincoglioniti.

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          D’accordissimo su quanto hai detto … ma il responsabile è il neoliberismo o turbocapitalismo o capitalismo finanziario … cosa c’entra il 5 Stelle, che invece cerca di frenarne la deriva dilagante?

          • Tonguessy

            se adotti gli slogan neoliberisti, in che senso non sei neoliberista?

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            Lo dici tu che è uno slogan neoliberista, per me è uno slogan che registra la realtà esistente, perché nel momento in cui vengono a mancare i “lanternoni”, l’individuo si guarda in giro e adotta quello che gli sembra il progetto politico migliore … infatti se la responsabilità della fine delle ideologie e della storia appartiene alla destra e a Francis Fukujama, la sinistra però ha svenduto tutto il proprio apparato culturale, e la propria capacità di leadership, abbandonando operai e lavoratori … quindi se il popolo ha fame, cosa dovremmo fare? gli offriamo delle brioche?

          • Tonguessy

            “Lo dici tu che è uno slogan neoliberista, per me è uno slogan che registra la realtà esistente”.
            Beh? Se la realtà è neoliberista, che slogan potrebbe mai essere quello?
            La cultura dominante è la cultura della classe dominante, diceva Marx. E la cultura usa anche slogan, che sintetizzano in poche ed efficaci parole un’intera linea di pensieri e condotte. Quindi nè destra nè sinistra. Questa è la “realtà esistente”, o presunta tale.
            Simulacri che pretendono di manipolare l’inconscio collettivo. Fintanto che esisteranno lavoratori e padroni esisterà la destra e la sinistra, facilmente identificabili dagli interessi che difendono. Nè destra nè sinistra si arroga il diritto di eliminare le classi con lo scopo di neutralizzare gli scontri di classe.
            Certo che la sinistra storica “ha svenduto tutto il proprio apparato culturale, e la propria capacità di leadership” perchè ha deciso di passare dall’altra parte, difendendo gli interessi del capitale e del padronato. “Non moriremo democristiani” urlavano con convinzione. Poi hanno dato la leadership ad un democristiano elevato al rango di segretario di partito.
            Ma tutto questo cosa c’entra con il sostenere gli interessi dei padroni scrivendo a caratteri cubitali “nè destra nè sinistra”?
            Tempo fa esisteva Terza Posizione, appunto nè destra nè sinistra.
            Gruppo neofascista, con i vari Fiore e Adinolfi. Andiamo avanti così che va bene?

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            La configurazione del MoV è del tutto inedita, perché si è costruito un’identità completamente nuova, a-ideologica e priva di nostalgie storicistiche, quindi né Marx né Mussolini, bisognerebbe dire … vuole andare oltre, vivere immerso nelle dinamiche politiche istituzionali, facendosi rappresentare da semplici cittadini, che si comportano in vario modo, fedeli o infedeli, preparati o impreparati, desiderosi d’imparare oppure semplici profittatori … bisognerebbe uscire dalle dinamiche storiche, osservarne le azioni politiche e cercare di capire, che le intenzioni non sono quelle di passare dalla parte dei padroni, se mai di rappresentare un intermediazione esecutiva tra padroni e operai, per aumentare i posti di lavoro, difendere i diritti dei lavoratori, difendere la produzione nazionale contro i guasti della globalizzazione, difendere la piccola e media impresa, fiore all’occhiello dell’efficienza italiana, quindi cercando le vie fattive per aumentare il benessere degli italiani … ci sono però anche molti problemi, servirebbe una segreteria politica, che gestisca anche il famoso dilemma della democrazia interna … ma per evitare che succeda da altre parti quello che è successo a Parma, come si fa ? non è semplice … credo poi che per molto tempo ancora la sinistra non possa rinascere, e anche che una democrazia come l’abbiamo conosciuta noi, funzionale al capitalismo produttivo, non potrà più tornare … il progresso tecnologico ha dettato le sue leggi, ha sostituito la macchina all’uomo, tra qualche anno Amazon ci consegnerà gli acquisti direttamente sul nostro balcone attraverso un drone, la società dello spettacolo si sta radicalizzando grazie ad internet, ma l’immagine domina sempre più la scena (Baudrillard), rubando spazi e territori al logos del pensiero, impedendo così ai telespettatori di pensare con la propria testa … quindi la definizione “né destra né sinistra” sembra essere funzionale non solo all’establishment (Francis Fukujama), ma anche a coloro che intendono usare il protezionismo contro il globalismo.

          • Gino

            con il capitalismo chi proteggendo i lavoratori li ha mano mano portati al guinzaglio verso la perdita di tutti i diritti acquisiti, è stata la sinistra. L’amica “naturale” de lavoratore che come una abile illusionista distraendo l’atttenzione di la, di qua agiva contro facendo vari trucchi. La sinistra adesso è amica del turbocapitalismo che si serve di altri finti nemici per continuare a tenere il potere. I nuovi movimenti nascono da qui. Lo dimostrano i loro legami, le loro ambiguità su certi temi e il fatto che se fossero un pericolo sarebbero gia stati disintegrati, loro e i loro rappresentanti, come è successo e succede a tutte le persone e movimenti veramente scomodo durati l’attimo di un batter di ciglia.
            Continuate a credere o fate finta, a certi “paladini” che alla luce dei fatti sono pompati e coccolati, accolti e riveriti dal mainstream (e Travaglio è l’esempio piu lampante). Grillo ha un passato, Casaleggio aveva un passato, il movimento nasce in un certo modo e si propone in un certo modo. Facile da capire se si vuole. Il Mv5 ha il merito di lottare per avere una gabbia pulita, senza corruzioni e trasparente. Ma mente sulla gabbia. LA nasconde e abbellisce perchè il suo scopo non è rompere le sbarre, ma mantenerci dentro in maniera accettabile. Per me è evidente, sfacciato, lampante, pornografico.

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            E’ logico che il MoV agisca dentro la dimensione capitalistica, allora ci dovremmo chiarire meglio, il MoV non ha mai detto di voler combattere il capitalismo, se mai ha detto e ripetuto di voler combattere contro l’euro, i trattati europei, la disoccupazione, la perdita dei diritti, il Jobs Act, la riforma Fornero, l’impoverimento del ceto medio, la chiusura delle fabbriche, la corruzione politica, le privatizzazioni, il capitalismo municipale, l’inquinamento ambientale, le grandi opere … quanto all’euro sa benissimo che sarà il sistema a gestirne la transizione, quindi sta aspettando il momento giusto per accedere al governo del Paese. Che poi nasconda la gabbia non mi sembra, dato che Grillo è stato il primo a parlarne,e questo è uno degli ultimi post, pubblicato anche su Sollevazione
            http://sollevazione.blogspot.it/2017/02/ora-la-chiamano-europea-due-velocita-di.html

          • fastidioso

            “quanto all’euro sa benissimo che sarà il sistema a gestirne la transizione, …”
            Questo lo vedremo dopo le vitazioni in Olanda e Francia !

          • cdcuser

            @Gino
            l’euro e tutta l’impalcatura EU è destinata a “crollare” (anzi, andando a vedere bene, l’euro era già quasi “morto” nel 2012 e il “tutto” si regge, attualmente, solo con le “iniezioni di morfina” della BCE) quindi (e a proposito del M5*) nella fazione “anti-europeista” ci sarà una “lotta” tra “quelli” che vogliono (vorranno) un nuovo sistema ancorato agli “USA” e tra “quelli” che vogliono approfittare, giustamente a mio parere, per svincolarsi dalla sottomissione instauratasi dal ’45 in poi.

          • Gino

            Sono convinto che un attimo prima, la carta euro a due velocità metterà tutti d”accordo. Cosi si stabilira un’Europa ricca e una povera per statuto. Sempre senza sovranità, sempre nei trattati. Vedremo.

      • Tonguessy

        Per te non esiste motivo di preoccupazione, ed io non posso che prenderne atto. Per me invece le cose stanno diversamente. Ad esempio sono ancora legato alle vecchie ideologie, e per me esiste ancora la destra (quella che difende i padroni) e la sinistra (quella che difende i lavoratori). La postmodernità, al netto della sua valenza legata al capitale, si fonda sulla ridondanza di significati, e questa strategia ha seminato l’indifferenziato per raccogliere l’uniformità omologante ed acefala del “né destra né sinistra”.

        Diciamo pure che non mi aspettavo da te, che in qualche modo sei interessata al fenomeno postmodernista, una difesa a più riprese di questa che io considero un’aberrazione ideologica, volta a diventare essa stessa ideologia nonostante si vanti di nascere dall’abbandono e dal rifiuto delle ideologie. “Cercare di frenare il degrado” mentre si sostiene questa forma di omologazione è un ossimoro, una antinomia tout court. Non sto certamente difendendo l’inutilità dei duri e puri o di chi se ne sta “alla finestra a guardare”. Viceversa sono convinto dell’enorme utilità di formare nuovi orizzonti e di forgiare nuovi sogni, dato che quello attuale è già abbondantemente avviato sul viale del tramonto. Sono semi che vanno piantati affinchè domani crescano piante sane e rigogliose. Ma quel “nè destra nè sinistra” è tutto tranne che una pianta sana. E’ il frutto avvelenato di una pianta, quella neoliberista, che ha fatto piazza pulita di ogni avversario, e che genera una solitudine di incomparabile magnitudo. Siamo più soli, perchè ci scopriamo omologati, senza identità, acefali. Senza destra nè sinistra la strada è noiosamente dritta in un paesaggio lunare senza rilievi nè punti di interesse. Forse questo per te è il metodo migliore per “difendere quello straccio di democrazia che ci è rimasta”, mentre per me, che identifico la democrazia con l’incontro-scontro di tendenze e volontà, è quanto di più pericoloso esista per la democrazia. Senza avversari, di cosa si potrà mai discutere e su cosa si potrà mai mediare?

        • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

          Appunto, sono convinta che la democrazia sia agonizzante, e non credo che potrà risorgere facilmente e a breve termine, per di più non sto difendendo Trump, se mai i 5 *****, però mi sembra molto evidente che entrambi siano stati investiti da una sorta di crociata mediatica diffamatrice, che vorrebbe frenarne l’iniziativa politica … viviamo in una nazione libera, o abbiamo solo l’illusione che sia democratica? siamo di fatto controllati da un piccolo gruppo di interessi particolari globali che stanno manipolando il sistema, e il nostro sistema è truccato. L’establishment e i loro house-organ stanno impedendo il cambiamento e chiunque osi sfidare il loro controllo è condannato come incompetente o patata bollente, ecc. Di fatto controllano tutte le istituzioni e la macchina amministrativa dello stato, quindi sono effettivamente unici proprietari del potere, e disposti a difenderlo fino alla fine, con tutti i mezzi a loro disposizione, quindi ricostruire dal basso quella sinistra fantasma, che dovrebbe cambiare le cose, vorrebbe dire attendere per anni il cambiamento, perdendo magari buone occasioni di lotta a difesa della Costituzione, del welfare, della piena occupazione, del patrimonio pubblico, della sanità pubblica … e contro invece le lottizzazioni lobbistiche e la gestione privatizzata delle istituzioni.

          • Tonguessy

            La democrazia è servita ad assicurare il potere al capitalismo produttivo. Adesso il capitalismo è speculativo e non ha più bisogno di sistemi democratici. Quindi? Nè destra nè sinistra è la soluzione o fa parte del problema?

          • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

            Non è la “soluzione” del problema, è una forma di “resistenza” al problema … non dovremmo fare lo stesso errore compiuto da Benedetto Croce, che definì il fascismo una tragica pausa tra due momenti positivi, il primo liberista e il secondo democratico … il fascismo al contrario non è stato una pausa, né una tregua, né un’interruzione, se mai un sistema politico endemico al capitalismo autoritario e guerrafondaio, invece è stata la democrazia stessa l’ “anomalia”, la “pausa”, la “tregua”, contro la quale il fascismo ha combattuto, ha difficilmente convissuto ed ora sembra aver vinto definitivamente, sotto la nuova versione attuale di finanzcapitalismo neoliberista.

  • gilberto6666

    Non credo che la difesa del lavoro nazionale sia identificabile nella Sinistra, da

  • Antonio XV

    Per quanto mi riguarda (poi “de gustibus,,,”) della Raggi non ha mai avuto fiducia alcuna: né prima né durante né dopo la sua investitura a Sindaco: la sua pochezza mi appare a prima vista! E mi deprime anziché infondere coraggio e fiducia come ci si aspetterebbe da un Leader! Non credo che le stiano a fare la guerra i poteri forti per le cose che vorrebbe fare, ammesso e non concesso che abbia in testa una qualsiasi progettualità. Credo che il suo maggior nemico sia la sua incapacità e insipienza, ma aspetto il “Graticola Day” sul primo anno di amministrazione della città di Roma, per un giudizio più meditato e articolato. Poiché la discussione si incentra sullo Stadio di Tor di Valle (di cui come romano non sento proprio la necessità e l’urgenza…), non so se si legge questo recentissimo documento del Tavolo Urbanistica 5s che fa il punto e che segnalo: https://www.facebook.com/groups/235346200253943/permalink/247873339001229/ – Stando io non a Parma (che mi sembra meglio governata da Pizzarotti…), ma a Roma l’avvio pentastellato del governo cittadino è un fallimento oggettivo e una delusione… cui mi appare arduo Casalino o il “blog delle stelle” possano porre rimedio. Non è un fatto che si risolve con la Comunicazione o la propaganda… Quanto a Berdini penso che abbia detto il vero o che non abbia saputo tenere la lingua a freno, ma sono poi fatti suoi, io pur non avendo stima della Raggi non ho bisogno di ricorrere alla metafora delle patate e simili… Quanto a Feltri se davvero come dicono l’ha fatta grossa, tutti gli altri che lo biasimano, direi che con la loro “pietà” affondino la Raggi più di quanto non abbia fatto Feltri con la sua “patata bollente”.

  • Toussaint

    Ecco una chicca tratta da Dagospia: http://www.dagospia.com/rubric

    ”RAGGI E ROMEO SONO AMANTI, MA RESTI TRA NOI” – MATTIA FELTRI VENDICA IL COLLEGA DELLA ‘STAMPA’ CHE HA RACCOLTO LO SFOGO DI BERDINI (E SI È PRESO DEL ‘PICCOLO DELINQUENTE’) E PUBBLICA UN AUDIO INEDITO: ”NON SCRIVERE CHE L’HO DETTO IO, USALO IN FORMA ANONIMA”, DICE L’ASSESSORE CHE SOSTENEVA DI NON SAPERE DI PARLARE CON UN GIORNALISTA – ORA LA SINDACA SCIOGLIERÀ LA BIZZARRA ”RISERVA”?

    Visto che il buon Berdini proprio un angelo innocente non lo è?

    • https://www.facebook.com/groups/Finanzcapitalismo/ Rosanna

      Non ci credo molto a sta storia … Berdini mi sembra più un ingenuo, che un furbastro così astuto e così capace di ordire congiure mediatiche ai danni della sindaca.

  • Toussaint

    Ci sono sempre così tanti commenti sui tuoi articoli, che non so mai dove postare. Provo qui. Ecco una chicca tratta da Dagospia: http://www.dagospia.com/rubric

    ”RAGGI E ROMEO SONO AMANTI, MA RESTI TRA NOI” – MATTIA FELTRI VENDICA IL COLLEGA DELLA ‘STAMPA’ CHE HA RACCOLTO LO SFOGO DI BERDINI (E SI È PRESO DEL ‘PICCOLO DELINQUENTE’) E PUBBLICA UN AUDIO INEDITO: ”NON SCRIVERE CHE L’HO DETTO IO, USALO IN FORMA ANONIMA”, DICE L’ASSESSORE CHE SOSTENEVA DI NON SAPERE DI PARLARE CON UN GIORNALISTA – ORA LA SINDACA SCIOGLIERÀ LA BIZZARRA ”RISERVA”?

    Visto che il buon Berdini proprio un angelo innocente non lo è?

  • Nathan

    Basta co sta scusa non ci sono i soldi, basta non se ne può più. I soldi ci sono e Roma ha bisogno di altre cose prima dello stadio. Certo fare lo stadio accontenta molti appetiti da quelli dei palazzinari a quelli dei politici (sai quanti favori). Problemi di Roma più importanti dello stadio? Trasporti, pulizia e sanità questi ormai sconosciuti. Io sono di Roma e romanista ma non per questo votato al suicidio.
    I soldi per fare le cose? Mi sembra la storia dell’atac azienda in crisi ma dove tra sperperi e mancati introiti sono sempre sull’orlo di una crisi di nervi.
    Da romano dico sì allo stadio ma prima la sanità e la pulizia di questa città poiche errori di oggi si paleseranno tra dieci anni e poi sarà troppo tardi per porvi rimedio in modo semplice ed economico.
    (100 misure e un taglio solo)

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    Scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale del 10 febbraio 2017, dal titolo “Onesti, cioè coglioni” – Mentre Virginia Raggi fa le valigie per il suo imminente viaggio a Lourdes con quel che resta della giunta, per un bagno integrale e collettivo nelle piscine di acqua benedetta e (si spera) miracolosa, in Campidoglio fervono i preparativi per trovare il nuovo assessore all’Urbanistica dopo le note intemperanze e incontinenze verbali di Paolo Berdini. Il quale, avendo finito i pannoloni orali, non può più controllare ciò che gli esce di bocca a sua insaputa.La sindaca e quel che resta del suo staff (cioè nessuno) stanno esaminando i curriculum di alcuni urbanisti, ma forse basta molto meno: ci accontenteremmo di una persona normale, dotata di ordinarie sinapsi che colleghino il cervello alla lingua. Ma non è affatto detto che se ne trovi una, almeno tra le poche ancora disposte a entrare in una giunta che cambia assessori con la frequenza con cui la Raggi cambia i collant e Grillo i calzini – Berdini era uno dei fiori all’occhiello della giunta: mentre i giornaloni dipingevano la sindaca come un’infiltrata dello studio Previti, della peggior destraccia, della Spectre e della reazione in agguato, lei cercava in giro assessori competenti e indipendenti, non solo non iscritti, ma neppure contigui al M5S.E qualcuno lo trovava: Luca Bergamo, organizzatore di eventi culturali con un passato tutto a sinistra, per la Cultura; Paola Muraro, grande esperta di compostaggio di rifiuti con un passato di centrosinistra, per l’Ambiente; e, per l’Urbanistica, appunto Berdini, simbolo delle battaglie anti-cementificazione, uno che più ambientalista e di sinistra non si può, infatti nemmeno Marino si era sognato di chiamarlo nella città dei palazzinari. Persa per strada la capo di gabinetto Carla Raineri, giudice in aspettativa, perché la sua nomina era stata giudicata illegittima dall’Anac di Cantone, la Raggi aveva sondato Raffaele Guariniello, l’ex pm che a Torino per quasi 50 anni ha condotto memorabili inchieste a difesa dell’ambiente, della sicurezza dei lavoratori e della salute dei cittadini: l’ultimo collaboratore che si metterebbe in casa un’associazione per delinquere. O, per dirla delicatamente con Berdini, “una banda”. (continua)
    https://infosannio.wordpress.com/2017/02/10/onesti-cioe-coglioni-leditoriale-di-marco-travaglio/