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PERCHE’ L’ASSE PARIGI-BERLINO HA ROTTAMATO IL CRETINISMO RENZISTA ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il 16 settembre i leader dei 27 paesi dell’Unione Europea, senza l’UK, si sono riuniti in Slovacchia invitati dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, per scongiurare la disintegrazione dell’UE dopo la Brexit dello scorso giugno. Diciamo la verità … lo spaccone stavolta non è stato invitato al briefing finale tenuto da Angela Merkel e Francois Hollande, conclusosi così con l’evidente affermazione dell’egemonia franco-tedesca. La scenografia da favola di Ventotene di un mese fa si è frantumata sotto la cruda realtà di un’Italia che viene esclusa dai tavoli decidenti, ed è stata bandita sempre più nelle retrovie della storia.

Però dietro lo strappo di Renzi su immigrazione e crescita con Merkel e Hollande non c’è solo l’inconcludenza del vertice di Bratislava ma motivi diversi e complessi, che naturalmente il premier tiene ben celati, per rendere visibili solo quelli che servono alla narcosi della coscienza nazionale.

Che grama figura! Ma il piazzista fiorentino sa vendere bene i suoi prodotti, dunque ha depistato immediatamente l’attenzione con il solito gioco dello straw man argument, l’omino di paglia … e utilizzando tutte le dinamiche facciali alla Mr Bean, è riuscito nell’intento di voltare la frittata, così che è sembrato che al briefing non ci fosse andato perché era rimasto insoddisfatto del vertice ed anche perché voleva sfidare l’asse … invece lo avevano semplicemente dimenticato come una cineseria inservibile.

Al che l’outsider rottamatore ha reagito subito twittando irritazione e astio «La Germania non rispetta le regole sul surplus commerciale. Senza politiche su economia e immigrazione, l’Europa rischia molto». E ancora «Non posso fare una conferenza stampa congiunta con Merkel e Hollande, se non condivido le loro conclusioni su economia e immigrazione. Non è polemica, l’Italia non la pensa allo stesso modo degli altri».

Del resto “ci trattano da servi perché siamo servi” dice Massimo Fini, perché siamo un Paese a sovranità limitata, un membro vassallo di un’Europa a due velocità, ed un protettorato degli Usa, che si serve del territorio italiano e delle sue 110 basi missilistiche, come di una piattaforma di lancio in un eventuale conflitto con l’Est, pollastro da spolpare per i rifornimenti Nato, e prossimo bacino di smercio dei prodotti americani, dopo l’avvento del TTIP (condiviso dall’Italia e fortemente osteggiato dalla Germania).

La posizione è ai limiti di rottura soprattutto per la patata bollente dell’immigrazione e dell’economia: «Non è che si può pensare che risolto il problema della Turchia si è risolto il problema. Sui migranti vogliamo vedere i fatti» … «Noi abbiamo bisogno di tornare a crescere come Paese, ma è l’Europa che deve tornare a crescere, abbandonando la politica dell’austerity».

«Accordi Italia-Africa» a proposito di immigrazione, precisa Renzi, «o l’Unione Europea fa gli accordi con i Paesi africani, o li facciamo da soli. Secondo noi sarebbe molto meglio che  fosse l’Europa a intervenire, ma se l’Ue decide che questa non è la priorità, occorre che interveniamo noi … non siamo la foglia di fico di nessuno».

Le ingerenze indebite interne ed esterne sugli interessi italiani appaiono sempre più evidenti, tranne che ai poveri di spirito affetti da inesorabile analfabetismo ideologico. L’ultima in ordine di tempo è stata quella dell’ambasciatore americano a Roma John Phillips, il quale ha ‘consigliato’ agli italiani di votare “Sì” al prossimo referendum costituzionale, condito con un vile ricatto economico e con la minaccia che le imprese yankee non avrebbero più investito in Italia.

Ma il documento finale del vertice di Bratislava ha sancito l’inconcludenza dell’UE e la frana sempre più profonda tra gli stati, anche se le intenzioni erano state quelle di affrontare problematiche comuni: stabilire il pieno controllo dei confini esterni dell’UE, garantire la sicurezza interna contro il terrorismo, potenziare la difesa comune e incrementare il mercato unico … bla bla bla.

Al che lo spaccone nazionale sembra essere stato colpito da irritazione insolita, e le ragioni si avvertono tra le righe della metanarrazione neolinguista, che cerca di celare al paese il suo destino predestinato di territorio di immigrazione selvaggia, ingessato dentro la sua conformazione peninsulare, bloccato da scelte politiche servili e dannose, mentre gli altri paesi europei si stanno blindando dietro muri eretti all’occorrenza per scaricare i profughi al bel Paese e abbandonarlo al suo declino sudamericano.

Ma Renzi ha il suo asso nella manica, bussare alla Casa Bianca il prossimo 18 ottobre per elemosinare l’appoggio di Obama nella battaglia contro l’asse Parigi-Berlino, il vero potere dell’Eurozona, che ora sembra volersi sbarazzare del sud indebitato e parassitario. Infatti Francia e Germania hanno mostrato interessi comuni e contrari a quelli dell’Italia: blocco del TTIP, appoggio all’Egitto di Tobruk contro Tripoli, potenziamento dell’Eurogendfor (per ora solo con ufficiali franco tedeschi), particolare attenzione rivolta all’immigrazione in arrivo dai Balcani (nulla invece per quella africana), progetti di riduzione delle sanzioni alla Russia (Italia favorevole alle sanzioni).

Però il rottamatore rottamato ha sottovalutato lo scontro in atto tra gli USA e le due nazioni guida dell’Europa, che stanno cercando di comune accordo di liberarsi dalla morsa atlantica, favoriti anche dagli effetti sismici della Brexit. Uno scontro frontale che ha visto rimbalzare scandali e vertenze dall’una all’altra sponda dell’Atlantico, il caso Volkswagen- Bosch, la rottura sul TTIP, l’attacco alla Apple per l’elusione fiscale e il take-over della Bayer sulla Monsanto, scandalo dei titoli tossici della Deutsche Bank:

– gli Stati Uniti richiedono risarcimenti miliardari a Volkswagen per lo scandalo Dieselgate, dopo che un’agenzia indipendente, l’International Council on Clean Transportation, scopre una discrepanza fra i test condotti in laboratorio e quelli condotti su strada. Le autorità statunitensi avviano indagini approfondite e raccolgono i dati che mettono sotto accusa il colosso tedesco … poi il 18 settembre 2015 la situazione precipita, l’azienda crolla in borsa, e il governo statunitense le ordina di ritirare 482mila auto prodotte a partire dal 2009. L’azienda però ammette che le automobili compromesse potrebbero essere 11 milioni.

– agosto 2016 – Nello scandalo dei motori diesel truccati che ha travolto Volkswagen viene poi coinvolta anche Bosch, il quotidiano tedesco Bild informa che Bosch avrebbe sviluppato il software delle centraline di Volkswagen che avrebbe alterato i test sulle emissioni. Intanto, anche il New York Times, avvalora questa tesi dicendo che Bosch avrebbe avuto “un ruolo chiave nello sviluppo del software che ha permesso a Volkswagen di barare sulle emissioni”. Bosch, che ha fornito i computer che controllavano motori Volkswagen diesel, era già coimputato nella class action indetta negli States contro la casa automobilistica.

– agosto 2016 – TTIP, negoziati falliti, salta il trattato di libero scambio Usa-Ue – Il vicecancelliere e ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel ammette il fallimento dei negoziati sul trattato di libero scambio. «Come europei non possiamo accettare supinamente le richieste americane, non ci sarà alcun passo avanti, anche se nessuno lo vuole ammettere veramente».

– agosto 2016 – Apple, a poco più di una settimana dalla presentazione dell’iPhone7, ha ricevuto una multa da 13 miliardi di euro da parte della Commissione Europea per l’accordo fiscale stretto con l’Irlanda al fine di pagare meno tasse. Cupertino avvia il ricorso contro la «nefasta» decisione, che per il Tesoro americano è una «minaccia allo spirito della partnership economica tra Usa e Ue»

– settembre 2016 – Bayer-Monsanto, il gruppo tedesco compra la multinazionale Usa delle biotecnologie per 66 miliardi di dollari. L’azienda farmaceutica di Leverkusen ha ufficializzato l’accordo con il leader nel settore delle sementi e dei pesticidi, acquisito grazie a un’offerta pari a 128 dollari per azione. Nasce una superpotenza mondiale dell’agrochimica.

– settembre 2016 – Il governo americano vuol far pagare 14 miliardi alla Deutsche Bank per chiudere lo scandalo dei titoli tossici legati ai mutui, i famosi “titoli subprime”, il cui crollo a Wall Street innescò nel 2007 la crisi finanziaria tuttora in atto. L’aspetto paradossale sta nel fatto che sono state alcune istituzioni finanziarie americane a sguazzarci dentro, fino ad imporre il fallimento dei due colossi immobiliari Fannie Mae e Freddie Mac, due finanziarie para-pubbliche che detenevano il grosso del mercato dei mutui subprime. Per quanto il governo tedesco abbia iniettato ben 247 miliardi di euro nel suo sistema bancario per farlo resistere alla crisi, la grande banca delle “torri gemelle” di Francoforte, un tempo sinonimo di solidità, sta ancora boccheggiando, oppressa da 85 miliardi di euro di titoli tossici che ha in pancia, pressoché uguali al totale delle sofferenze nette del sistema bancario italiano: al quale, per sommo paradosso, oggi Berlino proibisce di ricorrere agli aiuti statali. (www.ilsussidiario.net)

Nella guerra dei mondi gli Stati Uniti hanno sempre temuto un’Europa forte e autonoma, soprattutto guidata dal pangermanesimo di vecchia data, che aveva inchiodato decine di migliaia di giovani americani sui campi di battaglia della Seconda guerra mondiale. L’epopea americana invece deve essere unica, insuperabile e strapotente, celebrata da una cinematografia che sbanca il botteghino globale e propaga la leggenda eroica del popolo eletto, a partire da film-cult di Steven Spielberg, quali “Salvate il soldato Ryan”.

Inoltre, il colossale surplus commerciale accumulato dalla Germania con il protezionismo ha suscitato ostilità soprattutto da parte degli americani, perché ha favorito l’export teutonico in maniera esponenziale e danneggiato in particolare i produttori automobilistici statunitensi, i più accaniti avversari sui ricchi mercati asiatici.

Ma torniamo alla foglia di fico del premier … servo dei servi dell’imperialismo yankee. Perché cercare giustificazioni alla deriva economico sociale cui è stata condannata l’Italia, presso quel potere che ne è stato il primo responsabile? Perché non capire (o fingere) che i veri nemici sono gli Usa, che in un passato non troppo lontano hanno favorito lo sviluppo del welfare europeo in chiave antisovietica, ma ora sono determinati a smantellarlo completamente?

Per di più la Brexit ha segnato un punto di non ritorno, dimostrando che perfino i più fedeli alleati degli Usa hanno colto un’opportunità ineludibile in una rete di rapporti di forza che si è fatta sempre più multipolare, quindi la scelta dell’UK di uscire dall’UE non è stata per nulla un fulmine a ciel sereno, tutt’altro … è stata preparata accuratamente dalla finanza inglese che in questo modo si è voluta liberare del giogo atlantista, e si è voluta globalizzare … considerata un’occasione di riforma, proiettata verso il futuro, la City è decisa in questo modo ad attrarre la finanza cinese e quella islamica, che sono entrambe in forte crescita ..

La strategia finanziaria britannica è apparsa geniale solo alle élites … la promozione del renminbi a valuta d’impatto internazionale è tesa a rendere la Cina una superpotenza globale ma comunque soggetta alla direttiva britannica … per di più facendo di Londra il centro della finanza islamica, si acquistano vantaggi evidenti nell’ambito della sicurezza contro il rischio terrorismo.

 

Però sulla piattaforma europea il venir meno di determinate esigenze economico politiche da parte del finanzcapitalismo ha mutato pesantemente il quadro dell’attuale geopolitica mondiale … oggi, l’ingerenza americana si è fatta ancora più invasiva, soprattutto per impedire all’Europa di tramutarsi in antagonista potente e diretto contro Washington, perché un’eventuale alleanza con la Russia rappresenterebbe un rischio abnorme per la stessa sopravvivenza dell’impero del caos.

Ma allora … perché il cretinismo renzista si ostina a coltivare amicizie così pericolose ?

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

19.09.2016

 

Pubblicato da Davide

  • Piero61

    salve
    al di la di quanto riiportato nell’articolo, la mia semplice speranza è quella di un ritorno alle sovranità nazionali in toto; poiitica, sociale, culturale, storica, religiosa. monetaria, uscire presto, se non subito, da Nato e UE, tanto per iniziare e intraprendere attività commerciali con la Russia e i suoi partner eurosiatici.
    Processare per alto tradimento tutti i politici, di qualsiasi schieramento, degli ultimi 40anni in Italia.
    Investire, sul nostro territorio, in agricoltura, allevamento, cultura, turismo, pesca e sfruttare il mare e il treno come mezzo di trasporto mercio e passeggeri.
    saluti
    Piero e famiglia

    • Rosanna

      Salve Piero61 … le tue sono prospettive molto condivisibili, però la lotta per il recupero della sovranità è lastricata di conflitti violenti, e boicottata dai forti interessi degli Usa e del Nord Europa … ti riporto alcune impressioni tratte dal Forum NO-Euro che si è appena concluso a Chianciano … di ‎Claudia Vergella‎

      Considerazioni dopo il Forum No €uro

      La mia sensazione dopo aver ascoltato alcuni interventi (non tutti, ad esempio perché alcune tavole rotonde erano in contemporanea) è che SIAMO IN TRAPPOLA.
      Ho ascoltato interessanti disamine sul perché l’euro sia deleterio, ma questo non ha spostato di una virgola le mie convinzioni.
      La mia sensazione di essere in trappola è dovuta al fatto che il sottotitolo era: “che fare dopo l’Unione europea” ma non si è parlato di questo: il problema di cosa fare dopo appariva pressoché inesistente, visto che gli interventi (quelli che ho ascoltato) erano orientati a far capire che…NON ne usciremo. Perlomeno per iniziativa dell’Italia (D’Attorre ha lasciato un vago dubbio su una possibile iniziativa in Francia) e fino a che il disegno affamatore dei popoli non sia stato portato a compimento.
      D’Attorre ha subito messo in chiaro che non è realistico pensare ad un’uscita.
      Il motivo di questa sua convinzione poteva sembrare legato alla necessità di un’uscita “da sinistra”.
      Questo mi trova già in disaccordo. Se il nemico da cui fuggire è mostruoso, non mi interessa chi mi salva .Per due motivi
      1) Se l’uscita viene indissolubilmente legata al ritorno ad un pieno rispetto della Costituzione, questa è una garanzia sufficiente.
      2) I partiti odierni sedicenti “di sinistra” che garanzia danno contro le politiche neoliberiste?
      Ma il motivo fondamentale che adduce D’Attorre è la subalternità dell’Italia agli Stati Uniti d’America che lo impediranno.
      Non va in senso differente l’intervento di Luciano Barra Caracciolo che, dopo averci rassicurato sugli strumenti giuridici per l’uscita dall’euro, conclude l’intervento avvertendo che c’è un ostacolo (insormontabile ?): gli Stati Uniti d’America sono determinati a portare a compimento il disegno di “correggere” i popoli latini fino a renderli consapevoli della durezza del vivere.
      Esco dal convegno con l’atroce dubbio di essere INESORABILMENTE in gabbia. Spero che questo timore
      venga presto fugato da qualcuno, uno qualunque degli analisti, economisti e politici che ci hanno aizzato e (forse?) illuso di poter lavorare per un’uscita incruenta.
      L’altra speranza che ho è in una spiegazione semplicistica in cui mi sono rifugiata. Il forum era incentrato sull’uscita da sinistra e la sinistra, si sa e se ne conoscono i motivi, è stata abbindolata a lungo dal mito che la cultura europea si concretizzasse attraverso l’UE.
      Ora molti come D’Attorre fanno ammenda e ci fanno sapere di essersi svegliati.
      Forse, dopo questo risveglio devono ancora effettuare serie analisi sulle possibilità e i modi per uscire dalla trappola.
      Il fatto che siano indietro mi viene confermato dal fatto che siano impantanati a sottolineare la differenza tra sovranismo e nazionalismo. In Spagna non stanno meglio: chi è sovranista, dicono, rischia di essere ricollegato al franchismo.
      D’Attorre con il suo partito evidentemente non è pronto affatto a garantire la via di uscita, altrimenti dopo aver detto che né la Lega né i 5 stelle sono affidabili a tal fine,
      avrebbe chiesto, rivolgendosi ad un potenziale elettorato, di affidarsi al suo partito.Non lo ha affatto detto. Gli riconosciamo, quantomeno, una certa onestà intellettuale, nella speranza che il “risveglio” delle forze di sinistra proceda in senso non solo critico, ma anche propositivo.

      • Piero61

        salve
        cara Rosanna, grazie della risposta che, a quanto leggo, lascia ben poche speranze ma, come diceva il Foscolo: speme ultima Dea a fuggire i sepolcri.
        Però faccio una domanda, nel pieno rispetto delle idee di tutti i partecipanti a CDC: usicre dalla UE da sinistra ? ma non è un assurdo ? un controsenso ? o è intesa nell’ottica che: ci può fare uscire solo chi ci ha portato dentro questo manicomio ?
        Non vedo, io, come questo sia possibile; tutti i movimenti attuali di sinistra italiana, se pur con diverse sfumature, son tutti europeisti ed atlantisti conviniti, come potrebbero liberarci dalle manette che loro stessi ci hanno messo ?
        Certo bisogna anche prendere atto che, l’unico movimento italiano teoricamente anti UE, sia la Lega, della quale mi fido come di uno scorpione sotto il guanciale…
        Chi, oltre a questi, per me, impresentabili ?…
        saluti
        Piero e famiglia

        • Rosanna

          Hai ragione … non sarà possibile uscire da sinistra, ma non lo sarà nemmeno da destra, perché non so se hai sentito le ultime affermazioni di Parisi, il cosiddetto successore del Berluska … beh, sarebbero decisamente contrarie all’uscita, quindi Salvini, anche se starnazza ai quattro venti che è necessario uscire, e ammesso che lo scorpione lo voglia veramente, non potrà arrivare al governo da solo, quindi dovrà necessariamente dipendere dalla volontà degli altri alleati più potenti di lui … pensa solo che il principale consigliere economico di Salvini, che non è, come si pensa Borghi Aquilini, ma il liberista Armando Siri non perde occasione per segnalare che la Flat Tax oltre che la panacea ai mali dell’Italia (non quindi l’uscita dalla moneta unica, si badi) è la bandiera della Lega salviniana ed anche la base dell’accordo auspicato con i berlusconiani. Ed in effetti è proprio così, visto che Berlusconi non ha mai fatto mistero che è d’accordo con la “tassa piatta”, ma con l’aliquota al 20%, che naturalmente favorisce i ricchi e danneggia i poveri …

          http://sollevazione.blogspot.it/2016/08/dove-va-la-lega-nord-di-matteo-salvini.html

      • pierodeola

        Se mi posso incuneare direi che non è più una questione di destra o sinistra che sono entrambe evaporate e sottomesse al grande capitale ma la forza della massa che avesse il coraggio di sfidare il potere e il potere si sfida con la rivoluzione e la rivoluzione porta vittime. Ha lo sgangherato popolo italiano il coraggio di farlo? E ha il popolo italiano la voglia di guardare ai francesi che qualcosa riescono sempre a fare contro il Governo? La Le Pen sarà anche fascista ma è l’unica via da tentare altro che D’Attorre. Grazie.

        • Piero61

          salve
          ecco, lei ha centrato il punto…può un popolo (ma lo siamo davvero?) che passa il 90% del suo tempo attaccato ad uno smartphone (dai 10 ai 90anni) avere delle idee, concetti chiari e imbracciare qualcosa di costruttivo ? o il 90% italico sarà sempre, franza o spagna purchè se magna ?
          saluti
          Piero e famiglia

        • Rosanna

          D’accordo pierodeola, ma non ho citato D’Attorre per sostenerne le ragioni, anzi … ho voluto solo riportare una testimonianza tratta dal Forum No-Euro di Chianciano, di una persona che ha assistito al dibattito e ne è uscita molto rammaricata, perché anche i più agguerriti sostenitori della validità dell’uscita dall’euro, hanno ammesso che gli Usa non lo consentiranno di buon grado e non si lasceranno così facilmente sfuggire la preda …

  • PietroGE

    – Ma con che faccia il furbetto toscano vuole imporre ad altri Paesi europei di accogliere migranti che lui stesso non vuole tenere? Piagnucola perchè voleva far vedere al mondo che l’Italia accoglie i migranti per poi scaricarli su gli altri Paesi europei. Giustamente questi ultimi gli hanno detto : volevate l’accoglienza? Bene, accogliete.

    -Quanto allo strappo sull’austerità, un governo che non fa altro che andare a Berlino con il cappello in mano a chiedere di poter fare più debiti, con la situazione debitoria che abbiamo, senza un piano per diminuire la spesa pubblica, che continua ad aumentare, merita un calcio nel posteriore, altro che referendum. Il problema è che con lo smembramento del centro destra, in pratica, l’opposizione a questo governo non esiste più. Il M5S funziona solo come serbatoio di voti di protesta, sui problemi principali : debito, immigrazione, politica industriale e crescita non ha uno straccio di programma.

    -La cosa bella è che l’accordo con l’Africa sui migranti comporta l’esborso di miliardi in aiuti, che poi non produrranno nessun risultato perchè nessuno in Africa può controllare il flusso migratorio. Renzi quindi dice all’Europa : o i miliardi glieli date voi oppure…. glieli do io. Come diceva il grande Buzzanca : mi vien che ridere!

    – “la City è decisa in questo modo ad attrarre la finanza cinese e quella islamica” Mmmm… Forse qualcosa di quella islamica. Non credo proprio che i cinesi deleghino la loro finanza a qualcun altro.

    P.S. Il colossale surplus commerciale tedesco lo si deve alla politica monetaria della BCE, come ha giustamente fatto notare Schaeuble, perchè con la politica monetaria attuale l’euro si è deprezzato nei confronti della altre monete e ha quindi favorito l’export tedesco, e non solo tedesco.

    • Rosanna

      Il M5S sta tentando un’operazione elefantiaca, una rivoluzione a 360 gradi, non solo politica, ma anche culturale, e nonostante sia osteggiato da tutti gli organi di stampa, cartacei e digitali, è arrivato a sfidare il PD, lo ha raggiunto e superato, secondo quello che dice Massimo Fini, destra e sinistra sono terrorizzati al pensiero di perdere il potere … ora sta governando Roma, e quello sarà il trampolino di lancio, oppure il colpo di grazia del MoV … per il debito, la politica industriale e la crescita basterebbe uscire dall’euro, così come dice di voler fare …

      Che una parte della finanza britannica abbia congiurato, insieme con Buckingham Palace, al Brexit, è cosa nota … semplicemente perché è vantaggioso per l’UK …

      http://www.lintellettualedissidente.it/rassegna-stampa/la-yuanizzazione-del-mondo-inizia-alla-city-di-londra/

      LA YUANIZZAZIONE DEL MONDO INIZIA ALLA CITY DI LONDRA

      In breve, gli Stati Uniti non pregiudicano la crescita dello yuan. Le turbolenze del mercato azionario di Shanghai in questi ultimi mesi non hanno diluito la fiducia che il Regno Unito ha posto sullo sviluppo dell’economia cinese ma, al contrario, la scommessa ora è ancor più ambiziosa: grazie alla City di Londra, Pechino è in procinto di effettuare la yuanizzazione su una scala senza precedenti.

      La Cina ha iniziato ad innalzare la ‘partnership strategica’ con il Regno Unito che, tra l’altro, nonostante il declino dell’economia, resta protagonista nella gestione della finanza internazionale. Non va trascurato che la City di Londra sia il più grande mercato di cambi mondiale e rappresenti il maggior numero di operazioni ‘over the counter’.

      Il colossale surplus commerciale tedesco poi non lo si deve alla politica monetaria della BCE, la quale sforna solo il 7% della massa monetaria, prodotta per il 93% dalla moneta digitale del sistema bancario, Schauble ha depistato l’opinione pubblica, ma alla politica protezionistica della Germania, che ha mantenuto l’inflazione al di sotto dei parametri consentiti, ha favorito l’export e imposto tassazione sull’import, oscurato il debito pubblico con manovre fiscali truffaldine, finanziato le sue banche pubbliche che costituiscono quasi la metà del sistema bancario tedesco, e potenziando così il potere d’acquisto del suo euro …

      • pierodeola

        Gentile Signora
        molti popoli europei vogliono uscire dall’EURO e se tutti assieme si organizzano i decadenti e criminali USA non potranno che fare violenze ma non opporsi a 400 milioni di europei stanchi dal ’45 di fare i servi di coloro che vogliono vivere da riccchi rubando ai poveri.

  • Giovina
  • pingus

    Mah! E’ gia’ grande la confusione, ma questo articolo non aiuta certo a fare chiarezza.
    Lottare uniti a Francia e Germania per liberarsi dal giogo USA? Ah Ah!
    Mi sa che Renzi ha capito qualcosa in piu’ dell’autore di questo articolo e cioe’:

    a) la distensione con la Russia avverra’ solo se e quando la decideranno gli USA

    b) l’Unione Europea si dissolvera’ solo e quando, col permesso degli USA, converra’ Germania e soci anseatici. Molto probabilmente cio’ avverra’ proprio in concomitanza col primo punto qui sopra come contraccambio: distensione con la Russia

    c) nel frattempo, sempre col beneplacito USA e a parziale compensazione della chiusura alla Russia, Germania e soci possono spolparsi, ma piano piano, pezzi di Italia

    Renzi quindi recita alla perfezione il vecchio copione “Arlecchino servitore di due padroni”.

    Certo ci sono state idee migliori di recente, l’innominabile B., ma ce lo siamo fatti segare e, ovviamente, abbiamo anche applaudito.
    La Merkel invece fa il caporale che da una parte lecca il colonnello e dall’altra sobilla e angustia la truppa per rinforzare la propia posizione, spingendo i superiori da una parte a darle maggior ruolo e dall’altra a cedere sulle diffuse richieste di apertura ad Est

    Ma noi addosso al cretino!

    • Rosanna

      Ti ringrazio pingus, ma non farmi dire quello che non ho detto …
      al contrario ho spiegato che le scelte politiche dell’asse divergono drasticamente da quelle di Renzi, per vari motivi:
      – la Germania non vuole il TTIP e invece Renzi lo vuole
      – la Germania riallaccia le relazioni con Mosca e invece Renzi mantiene le sanzioni
      – la Bayer acquista la Monsanto e invece Renzi subisce e sta a guardare
      – l’UK esce dall’UE e invece Renzi diffonde fandonie sulle fantomatiche conseguenze disastrose
      – Francia e Germania insomma si fanno gli affari propri e cercano di governare l’immigrazione ad est, dimenticandosi completamente di quella africana, che tanto arriva in Italia e ci resterà … e Renzi starnazza su tutti i network che vuole sfidare l’asse e fare da solo, e invece lo hanno lasciato con il cerino in mano … e la casa sta già bruciando

      Se poi tu credi che le scelte politiche di Renzi siano geniali … io la penso diversamente 🙂

  • clausneghe

    Cretino a Renzi gli sta sempre bene, ma volevo comunicare che sono riuscito,grazie al Webmaster, che ringrazio, a ri-connettermi su CDC.
    MI piace il nuovo abito, ora si tratta di prenderci confidenza.
    Scusate per l’OT ma consideratelo una specie di prova.
    Claus

    • clausneghe

      Ma che bello con le manine… Mi sento un po cretino anch’io, ma è bbuono, così mi diverto con i pollici alla Romana..

  • Toussaint

    Eppure lo strappo di Renzi è notevole. Mi sembra che lo si stia sottovalutando. Basta vedere le reazioni che ci sono state in Italia. Entusiastiche. Il fatto è che una volta che la pentola è stata scoperchiata non si può più tornare indietro. Chi glie lo dice agli italiani, adesso, che non era vero niente, che aveva solo scherzato? Non ce la farebbe … ed il nostro non è uno stupido.

    Per me Renzi non avrebbe “strappato” se non avesse avuto le spalle coperte. E chi potrebbe avergliele coperte se non gli Stati Uniti? Questo paese viene descritto, a volte, come se fosse un monolite, ovvero come se tutti la pensassero allo stesso modo. Ma non è così.

    Anche negli Stati Uniti qualcosa si sta muovendo. I circoli di potere che sostengono Trump non la pensano come quelli che supportano la Clinton (Obama). Magaldi ci ha detto qualcosa al riguardo (la progressista Thomas Payne supporta Trump e non la Clinton). Ci sono circoli che guardano alla globalizzazione e all’Unione Europea con occhi diversi. C’è chi ha capito che un’UE (eurozona) così fatta non serve a nessuno.
    Nemmeno a loro.

    Come possono tollerare che 1/3 di tutto l’avanzo commerciale mondiale venga fatto da un paese di nemmeno 80 milioni di persone? E che si può fare per eliminarlo (visto che la Germania è sorda a qualsiasi iniziativa volta ad inflazionare anche solo un po’ la sua economia), se non restituendo alla Germania la sua valuta, che andrebbe immediatamente a 1,6 – 1,7 sul dollaro?

    E poi a chi conviene un’Italia destabilizzata, con la sua imprescindibile posizione strategica e il suo peso economico? Il caos converrebbe davvero agli Stati Uniti? Vorrebbero davvero manifestazioni di piazza antiamericane o picchetti di protestatari fuori dalle loro basi? Vorrebbero davvero un popolo disperato, rischiando che la protesta venga canalizzata in senso a loro avverso?

    Certo, è possibile che alla fine il mio si rivelerà solo una specie di sogno settembrino.
    Però l’impressione è che stavolta qualcosa succederà.

    Non c’è solo l’Italia. In Austria, ad esempio, si sono inventati una scusa per non rivotare. I paesi ex comunisti non ne vogliono più sapere di UE. Diversi altri paesi sono nel guano o stanno per entrarci.

    Gli Stati Uniti bisogna che s’inventino assolutamente qualcosa. E perché questo qualcosa non potrebbe essere lo smantellamento dell’euro, vista la sua clamorosa disfunzionalità? Se parlare a tutta l’UE non serve a niente, perché non tornare a parlare ad ogni singolo paese?

    Speriamo, almeno proviamo a sperare. Stavolta potrebbe essere l’asse franco-tedesco a prenderlo nelle tasche.

    • Toussaint

      Vado a supporto del mio intervento, segnalando questo redazionale di Dagospia, che di retroscena se ne intende:

      http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/matteo-sbarca-new-york-va-guerra-juncker-merkel-132359.htm

      MATTEO SBARCA A NEW YORK E VA ALLA GUERRA: DI JUNCKER, DELLA MERKEL, DEL PRESIDENTE DELLA BUNDESBANK – HA SCHIAFFI PER TUTTI: DALL’IMMIGRAZIONE AI CONTI, ALLE BANCHE – BILL CLINTON GLI APRE LE PORTE DELLA FONDAZIONE

      • Rosanna

        Ecco … la conclusione dell’articolo sembra confermare il mio giudizio su Rambo2: Insomma, il Ducetto di Rignano è pronto alla guerra con il mondo. Sembra Rambo. Ma a dargli la dimensione del peso specifico è proprio Bill Clinton, che lo fa duettare con Ngozi Okonjo-Iweala. Ospite fissa a Davos dove prende la parola solo se all’ultimo momento dà buca un ospite.

        • Toussaint

          Signora, cos posso aggiungere? La sua risposta è costruita su una battuta, che comunque ci sta tutta. A me Renzi, questa volta, non sembra isolato. Mi pare che ci sia chi lo stia supportando. Da solo non si sarebbe permesso. Questo articolo può dare un piccolo ulteriore contributo?

          http://scenarieconomici.it/la-disfida-di-renzi-a-bratislava-e-forse-legata-al-bombardamento-anglo-italiano-in-libya-contro-la-francia-mentre-parigi-cerca-di-prendersi-i-pozzi-delleni/

          Nel caso non si fosse capito,comunque, detesto Renzi esattamente come lei. Non lo sto difendendo.

          • Rosanna

            La ringrazio per l’articolo, Mitt Dolcino in genere mi piace, lo trovo sagace e informato, alle volte però forse troppo audace nelle sue analisi … per esempio, quando lui dice che si schiera con il governo, ricordando il golpe contro Berlusconi, non tiene in considerazione che stavolta non saranno Merkel e Holland a rottamarlo definitivamente, anche se hanno dato una bella scossa, ma saranno gli Usa, di Killary o di Trump poco cambia … per il semplice motivo che Renzi perderà il Referendum costituzionale, richiesto dalla finanza Usa, e JPMorgan ne ha già decretato il collasso politico …

            Quindi nessuna messa in scena concordata con il duo lescano, ma una vera rottamazione dai tavoli che contano, ed un’abile sceneggiata dell’ anchorman di Rignano, che ora chiede aiuto agli Usa, perché non può fare altro, e non ha altre chance … ben diverse le scelte del Berluska in politica internazionale, più fertili e strategiche: accordi con Putin e Gheddafi …

            Che poi in Libia l’Eni sia sotto attacco francese, siamo tutti d’accordo, quella guerra servirà alla Francia per appropriarsi delle risorse italiane … quindi concordo pienamente con Dolcino quando dice:

            “E se pensate che la guerra contro i francesi in Libya sia qualcosa di nuovo, dello scorso mese o giù di lì, beh, ricredetevi: il voler attaccare da parte transalpina le nostre aziende strategiche (Mediaset, Generali, Finmeccanica [la nostra difesa!]), il voler portarci via pezzi di mare decisamemte importanti, il proporsi come recipienti dell’Expo l’anno scorso nel caso “l’Italia non ce l’avesse fatta in tempo“, anche strozzarci con l’austerità per via Europa non è dipenda tutto da un conflitto nemmeno troppo sotterraneo con Parigi? Vedete qui, è da inzio 2016 che le scaramucce si sprecano tra Roma e Parigi in Libya (meno male che il Pentagono è con Roma, cosa pensate che due tra i più importanti comandi NATO in Europa dal Febbraio scorso siano affini all’Italia per caso?!”

            Però gli Usa non salveranno Renzi, anzi sono pronti a rottamarlo definitivamente, mentre l’Italia sta subendo un assedio su più fronti di portata epocale, che la priverà ulteriormente di ricchezza energetica, assets economici, aziende di prestigio ecc ecc … e Renzi non è uno stratega geniale, ma semplicemente uno spaccone mediaticamente ben attrezzato, che è servito per aggiungere nuove demolizioni sociali ed economiche al disastro dell’Eurozona, con le sue riforme targate Ocse … ma ora è tempo di disfarsene.

    • Rosanna

      Mah … non credo che Renzi abbia il potere di “strappare” nulla, è un premier letteralmente pilotato a distanza dalle lobby e dalla finanza, lo stesso referendum è una richiesta di vassallaggio da parte di JPMorgan … la sua unica abilità consiste nell’affabulazione compulsiva e nei tratti da show man, un po’ Mr Bean, e un po’ il piazzista di detersivi … e poi la personalizzazione del referendum credo sia stata una scelta demenziale, perché ora che i sondaggi lo vedono in calo, e le previsioni sono a vantaggio del No … lo spaccone si sta arrampicando sugli specchi pur di restare aggrappato al potere.

      Per quanto riguarda le prossime elezioni americane, è vero che i due candidati sono ad un solo punto di percentuale di differenza, ed è anche vero che gli ultimi episodi hanno rivelato i gravi problemi di salute di Killary, mettendola in crisi … la vedo comunque difficile per Trump dato che la guerrafondaia è ben attrezzata dall’appoggio del comparto militare industriale … ed anche se per caso vincesse lui, non credo che le cose cambierebbero molto per noi, anche se ha parlato di isolazionismo, apertura alla Russia, e di una sorta di smilitarizzazione Usa … in verità gli Usa sono e restano sempre il più grande impero globale … anche se ora i rapporti di forza si stanno riposizionando su un multipolarismo complesso, con l’affermarsi di grandi potenze come Cina e Sudamerica, e l’uscita dell’UK dall’UE.

      La disgregazione dell’Europa è cominciata, questo sì … però gli Usa faranno di tutto per impedirla, o rallentarla di molto, perché se l’asse Parigi – Berlino riallaccia le relazioni economiche con la Russia, la situazione può diventare esplosiva … intanto continua il progetto Nord Stream 2, che fornirà 55 miliardi di metri cubi di gas naturale russo all’anno all’Unione Europea attraverso il Mar Baltico e la Germania.

    • Apollonio

      l’ articolo di Rosanna è ben costruito, ma tutte le sue certezze io non le avrei specie sul M5S e su la Lega, tutto è in movimento e stavolta a seguire e non a dettare gli eventi sono gli Usa, per quanto riguarda l’ Italia è proverbiale la sua fama di stare sempre dalla parte sbagliata nel momento giusto, l’ Euro si squaglierà solo quando lo deciderà La Francia o la Germania, Renzi è solo un valvassino in mano alla Finanza politicamente irrilevante non vale la pena nemmeno commentarlo tanto è ridicolo e pressapochista.

      • Rosanna

        Scusa Apollonio, quando tu dici che “tutto è in movimento e stavolta a seguire e non a dettare gli eventi sono gli Usa” … a cosa ti riferisci di specifico?

        • Apollonio

          Mi riferisco nel breve a quello che è successo in Siria ed in Crimea dove gli USA subiscono e a tutti gli eventi apparentemente contradditori che si sono susseguiti in questi anni dove tutto cambia nel volgere di qualche mese se non giorni, a me pare che nello scacchiere economico geopolitico mondiale i giochi li sta conducendo la Cina agganciati dalla Russia con i Brics, l’ U.K. si stà smarcando dagli Usa perché l’ asse del NWO si sta spostando ad Est , tutti stanno cercando riposizionamenti nelle alleanze, un giorno sembrano alleati ed il giorno seguente sembrano farsi guerra, gli alleati che diventano nemici o amici degli ex, credo che l’unica certezza sia,…. stiamo assistendo alla dissoluzione del vecchio ordine, quale sarà il nuovo non lo so, anche se ho una mia idea ho comprato una tastiera qualche anno fa origine Tedesca fabbricazione China non ha l’ Euro, ora bisogna vedere i risultati della Le Pen in Francia a seguire in Germany le sorti dell’ Euro sono legati alla Le Pen ed al ritorno del Nazionalismo visto come fumo negli occhi dai Globalizzatori.

          • Rosanna

            In buona parte hai ragione, gli Usa le hanno buscate dalla Russia in Siria, ed è anche vero che l’ asse del NWO si sta spostando ad Est, ed anche l’ U.K. si è smarcato dagli Usa … ma non li darei per vinti … hanno subito delle sconfitte, ma la guerra continua, anche con colpi bassi, e il nazionalismo francese ed europeo di cui tanto si discute, tenta ad affermarsi, basta vedere i risultati delle amministrative in Germania … la notiza è che anche Berlino va di brutto a sinistra … l’Spd ha perso, voti ma Verdi e i “Comunisti” di Linke hanno stravinto e con tutta probabilità governeranno la Città-Regione insieme a Spd.
            Quindi non hanno affatto vinto i così detti “populisti” e “nazionalisti” di di Afd, non ha vinto l’anti Europa ne ha vinto la politica anti immigrazione … è tutto il contrario … ha vinto la sinistra-sinistra, globalista pro-immigrazione, europeista.

            http://www.rischiocalcolato.it/2016/09/berlino-la-capitale-va-sinistra-afd-non-notizia.html

  • ga950

    “appoggio all’Egitto di Tobruk contro Tripoli”
    Che ci fosse un Tripoli in Egitto, Libia, Grecia e Libano ne ero a conoscenza ma che c’insistesse anche un Tobruk no, forse sarà come il Pinochet venezuelano.

    • Rosanna

      Sull’Esecutivo parallelo che controlla la Cirenaica, e nemmeno tutta, è bene spendere qualche parola. Quando, nell’agosto del 2014, le milizie di Alba Libica conquistarono Tripoli, installando un Governo di tendenze islamiche vicino alla Fratellanza musulmana, i parlamentari, eletti due mesi prima in un voto controverso, si rifugiarono a Tobruk, in Cirenaica, al confine con l’Egitto. Il Paese si spaccò in due. Due i Governi, due i Parlamenti, due i ministeri del petrolio. E due rispettivi eserciti. Per quanto composti da un coacervo di milizie, la spina dorsale del Governo islamico erano le milizie di Misurata. Quella del Governo della Cirenaica, insediatosi ad al-Bayda, e riconosciuto come il solo e rappresentativo dalla Comunità internazionale, era l’armata del potente generale Khalifa Haftar. Il generale sostenuto politicamente dall’Egitto, aveva fatto della lotta ai movimenti estremisti della Libia, ma anche agli islamici del Governo di Tripoli, la sua priorità.Per un anno e mezzo, Tobruk e Tripoli hanno portato avanti una guerra strisciante, facendo temere il peggio. La svolta arriva in marzo, quando il neo premier Fayez Serraj si insedia a Tripoli e riesce a far dimettere il Governo ombra degli islamici. …
      http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-08-04/l-incognita-russa-e-l-ostacolo-tobruk-091009.shtml?uuid=ADqVOf1

      • ga950

        La cervice è dura, difetto di famiglia.

        • Rosanna

          Carissima gaia, la cervice dura è la sua se non ha capito quello che le ho postato … che non vuol dire che Tobruk è in Egitto, ma che il governo di Tobruk è stato “appoggiato politicamente” dall’Egitto, contro il governo di Tripoli … valutare costa fatica, lo capisco … invece pensare per schemi fissi è molto più divertente …

  • marcoferro

    Fuori dall’euro e dalla nato, di corsa. perche non ci guadagniamo niente in entrambi i casi. l’italia da alla UE 54 miliardi all’anno come contributo è ne tornano indietro 7-8. per stare nelle nato invece che è il braccio armato degli usa a noi italiani ci costa 80 MILIONI DI EURO AL GIORNO.

  • permaflex

    Visione d’insieme esaustiva, da come la vedo si assiste allo scontro tra USA-UK e Francia-Germania, l’Italia di questo scontro è stata nel 2011 la prima vittima, difatti come da copione quando gli atlantisti attaccano la fortezza europea iniziano dal ventre molle cioe noi. Le alleanze al momento non contano e vanno ricostruite considerando che è ovvio ormai che l’asse DE-FR non ci considera come pari, e un futuro di un sud-europa deindustrializzato e usato come riserva di immigrati da cui estrarne i migliori adatti per l’industria tedesca dubito possa essere desiderabile.
    Lo strappo già c’è stato in Libia, UK-USA-IT sono uniti contro Egitto-FR, ormai è tardi per pensare di poter contrastare l’egemonia americana tramite l’unione degli europei e non mi stupirei anzi se la Spagna dovesse defilarsi, d’altronde un’area economica ce l’ha anche al di fuori della UE, in tutti i paesi di lingua spagnola America Latina in primis, insomma se c’è stato un progetto americano di spaccare la UE questo per me è già riuscito.
    In uno scenario di dissoluzione europeo per la Germania la via di fuga naturale è ad est, cosa non più possibile da quando l’Ucraina è passata in mano americana, consci di ciò Russi e Tedeschi hanno approntato il gasdotto che passa dal mare del nord, il problema è che questo passa per mari non controllabili dai Tedeschi e quindi Lituani ed Estoni potrebbero trovare modo di bloccarlo dato l’odio che provano verso la Russia, ed in linea di massima l’alleanza dei tedeschi coi paesi dell’est li porta proprio contro la Russia.
    Secondo me il blocco FR-DE corre il rischio del soffocamento, e noi Italiani siamo tornati ad essere il vaso di coccio tra quelli di ferro esattamente come durante il Risorgimento, e così dobbiamo comportarci cogliendo l’occasione appoggiando ora uno ora l’altro, oggi l’occasione è la Libia e buttare fuori i Francesi.
    Se poi queste tensioni dovessero convergere verso un conflitto generalizzato tra USA e Russia bisogna essere coscenti che questo avverrà sul suolo europeo e quindi al netto di tutte le possibili alleanze l’Europa
    farebbe la parte del maiale.

    • Rosanna

      Sono d’accordo su molti aspetti … unica obiezione riguarda la volontà degli Usa di spaccare l’Europa … quella non la vedo, anzi penso il contrario, gli Usa hanno tutto l’interesse a mantenere unita l’Ue, per esorcizzare le possibili forze centrifughe ed evitare che possano finalmente approdare ad alleanze più congenite alle loro istanze e meno artificiose di quelle imposte dalle loro corporation e dai loro interessi energetici …

      • permaflex

        Una unione europea di 800 milioni di individui coesa fà paura a qualunque potenza, Usa e Russia comprese, ora mi sembra che lei considera la UE come una gallina dalle uova d’oro io invece credo la si possa immaginare meglio come il maiale. Noi europei siamo dei grandi divoratori di risorse ma al tempo stesso siamo un mercato in declino, dato l’invecchiamento della popolazione, abbiamo il brutto vizio di decrescere pur consumando a tutto spiano, però al momento siamo schifosamente ricchi, e al contempo siamo incredibilmente deboli, insomma siamo la preda perfetta.
        Una volta che l’europa dovesse smettere di mangiare risorse e queste venissero dirottare verso le potenze emergenti, tipo Cina ed India la produzione ed il mercato a livello globale ne avrebbero un beneficio immediato. IMHO
        Questo la deprimerà immagino la buona notizia per me è che chi si trova nella peste al momento sono Germania e Francia, noi d’altronde l’accesso diretto verso sud e le risorse lo abbiamo, possiamo quindi aspettare e vedere di cogliere i frutti, loro invece li vedo come dire, un pò accerchiati? ^_^

        • Rosanna

          Ancora una volta permaflex non ti avvali delle buone conoscenze che hai … senza dubbio il nostro mercato è molto potente ed ambito, ma non fa paura anzi ci hanno a poco a poco demolito con la globalizzazione, la libera circolazione delle merci e dei capitali, le multinazionali che aprono continuamente nuovi centri commerciali e rovinano i piccoli e medi esercenti, le privatizzazioni dei beni pubblici, ed ora il TTIP che uscito dalla porta potrebbe rientrare dalla finestra … e mentre Francia e Germania si alleano per far fronte alle imposizioni Usa , l’Italia è il terzo incomodo, che resta col cerino in mano …

          • permaflex

            Siamo nel periodo della globalizzazione non siamo ne indispensabili ne unici ma perfettamente rimpiazzabili; se ho parlato di potenza la intendo in senso globale sia militare che economica
            Mi sembra che ne abbia accennato anche lei del fatto che gli Usa non vedono di buon occhio una potenza europea che li possa contrastare, il fatto di metterci uno contro l’altro mi sembra che vada proprio in quella direzione.
            Cosa facciamo allora ne prendiamo atto che l’alleanza tra noi europei non funziona o vogliamo per un velato senso di colpa inculcatoci da chi ha fatto ben di peggio andare in suo aiuto, come dire disinteressatamente.
            Questo è il momento di cambiare i giochi sul tavolo, dato che noi stiamo perdendo abbondantemente con queste regole direi che il poterle cambiare è comunque una opportunità
            Poi se vogliamo pensare che vi sia una parte che sia nel giusto ed una nel torto si consideri che per quanto riguarda la questione libica chi non si oppose al consiglio di sicurezza furono Russia e Cina sulla base di accuse del tipo che Gheddafi dava il viagra ai suoi soldati per violentare i civili, quindi l’unica cosa che conta è il tornaconto nessuno escluso neanche i ‘giusti’

          • Rosanna

            In realtà l’Ue è un’unione solo monetaria e finanziaria … non è una federazione di stati come gli Usa, con equilibri stabili che esonerano da un possibile fallimento uno di essi … l’Europa invece, pur avendo un enorme mercato economico, non ha una politica comune, né una fiscalità comune, né una politica industriale, né una burocrazia, né un esercito comune … quindi è potente solo in relazione al mercato commercio, diversamente è divisa e gli stati membri vivono continuamente relazioni di conflitto … a governare l’Europa non è l’equilibrio, ma le asimmetrie e gli squilibri … tanto che la Germania si è arricchita imponendo il protezionismo sulle proprie merci e questo gli è stato possibile grazie all’euro … quindi gli Usa hanno creato questa Europa che fa precisamente i loro interessi … potente nei mercati, ma debole politicamente e militarmente e comunque vassalla del loro volere … ora però le cose si stanno muovendo in altro senso, come ho scritto nell’articolo, Francia e Germania cercano di sganciarsi dal giogo atlantista, e guardano verso est … ecco il perché delle numerose vertenze e degli scandali più o meno veritieri …

          • permaflex

            L’America non ha una politica costante nel tempo, è divisa tra la spinta isolazionista (Trump) e quella di poliziotto del mondo, nel 1998 parlando con americani l’isolazionismo si percepiva, dopo forse è cambiato il vento, di certo invece la politica europea a guida tedesca è sempre stata contraria ad unione che andasse oltre a quella monetaria, quindi abbiamo perso l’occasione per sganciarci. Può darsi che si ripresenti di nuovo l’opportunità se Trump và al potere, ma l’isolazionismo americano prevede che noi europei gestiamo i nostri problemi in autonomia non che Francia e Germania passino di schieramento, l’idea che l’industria tedesca possa collaborare in sinergia colle risorse russe è linea rossa invalicabile.

          • Rosanna

            Ti riporto una carrellata di brani significativi:

            “La Russia, primariamente per ragioni geografiche, è interconnessa all’Europa. Questa connessione diretta, fatta di ferrovie, strade, autostrade e infrastrutture energetiche come i gasdotti e gli oleodotti, fa si che si dai tempi dell’Unione Sovietica hanno avvicinato, commercialmente ed economicamente Mosca e Berlino (ed ancor più Roma), nonostante la Guerra Fredda e la minaccia di uno scontro armato in Europa che poteva mettere fine alla nostra civiltà contemporanea.
            Oggi i rapporti tra Mosca e L’Europa si sono rafforzati per la stretta dipendenza europea (Francia esclusa) per il gas Russo e per le importazioni russe di beni e tecnologia “Made in EU”. Beni e tecnologia che in Russia sono passati da status symbol di una elitè, a merce essenziale per il benessere di una intera nazione. Ai primi posti dei beni esportati verso la Russia le automobili tedesche e molta meccanica ed elettronica di precisione, spesso impiegata dalla aziende russe che non dispongono delle conoscenze e dei macchinari necessari a produrre tali pezzi ad alta tecnologia.
            L’apice delle relazioni tra Russia e Germania fu la realizzazione e messa in funzione del gasdotto North Stream, che porta il gas russo in Germania evitando di transitare sull’instabile suolo ucraino. A capo del consorzio North Stream è stato nominato così proprio un tedesco, e non un tedesco qualunque ma l’ex cancelliere Gerard Schroeder, fatto che rappresenta in maniera palese quanto una parte della Germania e della sua classe politica sia vicina alla Russia.
            Sempre North Stream rappresenta in maniera concreta e diretta quale possa essere l’interazione tra Russia e Germania. Una interazione che vede la Federazione Russa offrire alla parte occidentale dell’Europa le proprie materie prime e ricevere in cambio capitali (sia per le nuove infrastrutture, sia per il metano) e tecnologia sia per le industrie estrattive sia per lo sviluppo dell’elettronica, della siderurgia e della meccanica.”
            http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-germania-e-la-russia-nemici-o-alleati/

            (L’ articolo che segue lo trovo forse troppo audace, ma abbastanza veritiero)
            Nel 2016 l’alleanza transatlantica tra Stati Uniti ed Europa toccherà il fondo nella sua storia dal momento dell’attuazione del “Piano Marshall”, ritengono gli analisti di “Eurasia Group” e dal Centro “Carnegie Europe”.

            I cambiamenti geopolitici globali, la debolezza strategica dei leader europei, immersi all’improvviso dalle molteplici crisi economiche e politiche locali, e l’isolamento della politica americana sono 3 fattori per i quali la tradizionale forte partnership del Vecchio e Nuovo Mondo si sta trasformando in una “unione vuota”, afferma la previsione per il 2016 della società di consulenza “Eurasia Group”.

            Parigi è propensa all’alleanza con Mosca: il governo francese considera il terrorismo come la più grande minaccia dell’intero continente, e a differenza degli americani, inglesi e tedeschi, la Francia è più attiva nella campagna militare in Siria contro i terroristi del Daesh, aggiungono gli esperti. Il presidente francese Francois Hollande si basa nel ritenere la Russia come il partner più importante per raggiungere il principale obiettivo per l’Europa, secondo Parigi: ridurre l’afflusso di profughi siriani alle frontiere della UE.
            A Berlino, a sua volta, capiscono che la politica delle “porte aperte” di Angela Merkel funziona solo quando è possibile ridurre il flusso di profughi che entrano nella UE attraverso la Turchia, Paese che complica la vita della NATO con le sue azioni e gli obiettivi in Siria, si nota nelle previsioni. La Gran Bretagna scommette sulla Cina per motivi economici: Londra ha bisogno di investimenti stranieri per lo sviluppo di progetti infrastrutturali, i cui fondi sono difficili da trovare nel contesto di una politica di austerity.
            Quest’anno gli analisti di “Eurasia Group” si aspettano che questi fattori influenzino le contraddizioni dell’alleanza transatlantica sul conflitto in Ucraina, dove gli europei con minor entusiasmo rispetto agli Stati Uniti hanno accettato l’imposizione delle sanzioni contro la Russia. Gli esperti ipotizzano che si incroceranno gli interessi della Francia, preoccupata della propria sicurezza, e dei leader europei “filorussi” come il premier ungherese Viktor Orban e il primo ministro greco Alexis Tsipras: la formazione di un tale blocco porterebbe alla revoca delle sanzioni europee contro Mosca. Washington, a sua volta, non seguirebbe l’esempio dei partner transatlantici.

            Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/politica/20160108/1854416/UE-UK-Francia-Terrorismo-NATO-Daesh.html

          • Rosanna

            Ti avevo risposto, ma non trovo più il post, ma comunque riprendo qui … non voglio dire che l’industria tedesca possa collaborare con quella russa, per quello ci vorrà molto tempo, ma che Germania e Russia abbiano degli interessi in comune … La Russia, primariamente per ragioni geografiche, è interconnessa all’Europa, e questa connessione diretta, fatta di ferrovie, strade, autostrade e infrastrutture energetiche come i gasdotti e gli oleodotti, fa si che si dai tempi dell’Unione Sovietica hanno avvicinato, commercialmente ed economicamente Mosca e Berlino (ed ancor più Roma), nonostante la Guerra Fredda e la minaccia di uno scontro armato in Europa che poteva mettere fine alla nostra civiltà contemporanea.
            Oggi i rapporti tra Mosca e L’Europa si sono rafforzati per la stretta dipendenza europea (Francia esclusa) per il gas Russo e per le importazioni russe di beni e tecnologia “Made in EU”. Beni e tecnologia che in Russia sono passati da status symbol di una elitè, a merce essenziale per il benessere di una intera nazione. Ai primi posti dei beni esportati verso la Russia le automobili tedesche e molta meccanica ed elettronica di precisione, spesso impiegata dalla aziende russe che non dispongono delle conoscenze e dei macchinari necessari a produrre tali pezzi ad alta tecnologia.
            L’apice delle relazioni tra Russia e Germania fu la realizzazione e messa in funzione del gasdotto North Stream, che porta il gas russo in Germania evitando di transitare sull’instabile suolo ucraino. A capo del consorzio North Stream è stato nominato così proprio un tedesco, e non un tedesco qualunque ma l’ex cancelliere Gerard Schroeder, fatto che rappresenta in maniera palese quanto una parte della Germania e della sua classe politica sia vicina alla Russia.
            Sempre North Stream rappresenta in maniera concreta e diretta quale possa essere l’interazione tra Russia e Germania. Una interazione che vede la Federazione Russa offrire alla parte occidentale dell’Europa le proprie materie prime e ricevere in cambio capitali (sia per le nuove infrastrutture, sia per il metano) e tecnologia sia per le industrie estrattive sia per lo sviluppo dell’elettronica, della siderurgia e della meccanica.

            http://www.geopoliticalcenter.com/attualita/la-germania-e-la-russia-nemici-o-alleati/

          • permaflex

            Le relazioni tra europa e russia sono state stabilite in un periodo di distensione che sembra andare verso il termine, si può sperare in un cambio di rotta se verrà eletto Trump, è un ipotesi certo, quello che è certo è che non possiamo decidere la politica che russia ed america tengono tra di loro.
            Data la situazione potremmo proporre un’alleanza colla Russia se avessimo dei confini in comune, così non è tra noi e loro c’è un cordone di nazioni, ex patto di Varsavia, ostili alla Russia tutte soci NATO scopo difesa dalla stessa.

            Noi possiamo renderci indipendenti dal gas russo, chi non può è la Germania; sopra avevo detto che il North Stream è a rischio e la Germania stessa a rischio di accerchiamento.
            L’accerchiamento per capirci và dagli stati baltici all’Ucraina è perciò esteso e profondo, scenari quindi di relazioni in costante crescita ad est (IMHO) sono incosistenti, i rubinetti del gas russo verso la Germania sono in mano agli americani in Ucraina e in Lituania Estonia Lettonia dove sono presenti basi e/o truppe americane, lo stesso si può dire degli scambi ove quando le sanzioni imposte dall’America verrebbero fatte rispettare sui territori di transito delle merci.
            Questo la Russia lo sà benissimo e per questo, proprio in concomitanza della crisi ucraina, sono stati siglati dei patti per la costruzione di nuovi gasdotti ed oleodotti verso la Cina, la Russia è decisa a difendere i suoi confini ma di certo non è disposta a destabilizzare le sue ex colonie con i rischi che ne conseguono per aprire la strada verso la Germania, alla mala parata gas e petrolio verrebbero dirottati in toto verso la Cina.

            Certo le tensioni economiche, di mancanza di autonomia nella politica estera, di tenuta dato l’affiorare del terrorismo, sarebbero tutte affrontabili se l’Europa presentasse un fronte compatto, così non è di conseguenza si torna alla politica degli interessi nazionali.

            La non partecipazione di Renzi alla conferenza congiunta la si può quindi vedere come la fine della sinergia coll’asse franco-tedesco.

            Per ultimo una mia ipotesi, gli scambi potrebbero vedere sostituita la controparte colla Russia con un attore che sia autonomo dall’imposizione delle sanzioni, quindi l’America stessa o chi autorizzato dalla stessa.

        • Apollonio

          Permaflex, il problema che l’ Europa non è coesa, ma divisa, non sono 800 milioni di persone, ed economicamente in declino come efficienza di produzione ricerca e sviluppo, escludendo la Germany, la prima Corporate Europea in ricerca e sviluppo e brevetti nel Ranking mondiale occupa il 47 posto ed è Tedesca , nei primi 15 Posti sono tutti Japan, Usa, Sud Corea Taiwan e Cina, non abbiamo materie prime, quindi per concludere siamo destinati ad essere agli occhi del Mondo solo un mercato di 500 milioni di consumatori con importanza storico culturale, ma senza nessun peso militare e poco peso politico.

    • Apollonio

      Si . si …Francia o Spagna pur che se magna..!
      Permaflex ti daremo il primo premio in Fantageopolitica

      • permaflex

        Grazie caro ti stimo tanto

  • Primadellesabbie

    C’era un posto, nel Mondo, con un elevato tasso di istruzione diffusa, un patrimonio di utili esperienze nelle memorie tramandate, alcune radicate convinzioni religiose ed un’alta densità di intellettuali (di destra, sinistra, centro, sotto e sopra).

    Questa situazione sembrava poter dar vita ad una società complessa, un intreccio di gerarchie, una ricerca di equilibri capaci di sostituirsi alla millenaria struttura aristocratica.

    Non tutti i poteri in gioco erano entusiasti di questi sviluppi. Per certi progetti sarebbero state preferibili soluzioni gerarchiche semplici, addirittura rozze.

    Quindi banalizzare la cultura, umiliare i popoli, magari farli scontrare, disperdere gli intellettuali e togliere loro il terreno sotto i piedi.

    Si provò dapprima con i fascismi…poi film, giornali, tv, un modello alternativo (l’America) per un’Europa distrutta e annaspante.

    Missione compiuta.

    Ad un certo punto apparirono e si svilupparono certe spinte per un’unità del Continente. Quale occasione! Bastava lasciar fare, e poi impossessarsi della cabina di comando.

    Il seguito, ordinaria amministrazione: la gestione delle beghe!

    Un gioco da ragazzi.

  • Stodler

    Sono un po’ dubbioso sul fatto che la Cina segua le direttive di Londra, al massimo penserei che sia in essere una comunione di intenti ma nulla più. Credo che però si sbagli a dare un ruolo eccessivo agli USA. Anche la storia del fallito golpe in Turchia con il conseguente spostamento del deterrente nucleare USA in quel paese ci informa che gli americani non sono così potenti da determinare tutto. Renzi è solo una comparsa e recita a soggetto su una storia scritta da altri. Il problema d’Italia l’aveva già individuato Lloyd George (primo ministro britannico durante la Prima Guerra mondiale), il popolo italiano è più o meno come gli altri, è la classe dirigente che non vale niente.

    • Rosanna

      Ciao Stodler, non ho detto che la Cina segue le direttive di Londra, ma che che una parte della finanza britannica ha congiurato, insieme con Buckingham Palace, per la buona riuscita del Brexit … semplicemente perché è vantaggioso per l’UK …

      http://www.lintellettualedissidente.it/rassegna-stampa/la-yuanizzazione-del-mondo-inizia-alla-city-di-londra/

      LA YUANIZZAZIONE DEL MONDO INIZIA ALLA CITY DI LONDRA

      In breve, gli Stati Uniti non pregiudicano la crescita dello yuan. Le turbolenze del mercato azionario di Shanghai in questi ultimi mesi non hanno diluito la fiducia che il Regno Unito ha posto sullo sviluppo dell’economia cinese ma, al contrario, la scommessa ora è ancor più ambiziosa: grazie alla City di Londra, Pechino è in procinto di effettuare la yuanizzazione su una scala senza precedenti.

      La Cina ha iniziato ad innalzare la ‘partnership strategica’ con il Regno Unito che, tra l’altro, nonostante il declino dell’economia, resta protagonista nella gestione della finanza internazionale. Non va trascurato che la City di Londra sia il più grande mercato di cambi mondiale e rappresenti il maggior numero di operazioni ‘over the counter’.

      Che poi gli Usa siano in crisi, non ci piove, ma restano ancora l’impero più militarizzato del mondo, che trae enorme vantaggio dalla propria moneta di riserva … che naturalmente sono decisi a difendere fino in fondo … quindi egemonia economico monetaria e militare ne garantisce il potere globale.

      E “Renzi è solo una comparsa che recita a soggetto su una storia scritta da altri” … ben detto !!

  • Primadellesabbie

    A volte siamo tanto diffidenti e scettici quanto ingenui e sprovveduti.

    Certo, la City al servizio dello yuan farebbe (farà) risparmiare ai cinesi tempo prezioso, e fornirà loro una corsia preferenziale nell’acquisizione di altrettanto preziose conoscenze tecniche e pratiche.

    Sì, é vero, prima del brexit sono venuti a Londra in forze (e hanno trattato gli inglesi malissimo, dall’alto in basso, in maniera apertamente sprezzante, tanto da provocare inusitate segnalazioni, accolte, alla Corona), e hanno fatto importanti accordi, pare.

    Ma chi vi dice che le due sponde dell’oceano non si siano accordate per fare il gioco delle parti?

    Tanto più che ci sono pochi dubbi (o nessuno) sul ruolo che spetterà alla Cina nel prossimo, immediato futuro.
    E che gli yankees sono stati talmente maldestri da riuscire a rimettere in gioco i russi, dopo che questi si erano brillantemente messi nel sacco da soli.

    É dal tempo dell’incontro tra il Grande Druido e Roosevelt, su un incrociatore “da qualche parte sull’Atlantico”, che questo incontro-scontro, in campo anglosassone, tiene in scacco il Pianeta.

    Con buona pace dei volenterosi ma affrettati interpreti di ogni colore.

  • pingus

    E’ da tempo che ci medito sopra e ormai sono giunto ad una conclusione che trova sempre maggiori conferme:
    a) solo gli USA possono decidere la distensione verso la Russia, tutti gli altri contano zero.
    b) solo la Germania puo’ decidere di sciogliere l’Unione Europea e l’Euro, sognatevi che lo possano fare l’Italia o la Francia. Potra’ solo essere una decisione altrui che subiremo, e avverra’ nel modo e nei tempi che ci costeranno di piu’.

    Certo, la distensione con la Russia farebbe comodo a molti, ma nessuno e’ in grado di deciderla perche’ la pagherebbe troppo cara.
    Certo gli USA potrebbero mettere in crisi l’Europa, ma non e’ nel loro interesse per ora.

    Poi tutto il resto e’ contorno, ma se si capiscono questi due concetti base, ogni cosa trova un senso.

    Allora si capisce il perche’ di una politica tedesca cosi inspiegabilmente antieuropeista: la destabilizzazione dell’Europa viene usata dalla Germania come minaccia verso gli USA; tipo “se non mi lasci mano libera ti faccio saltare l’Europa”.
    Germania che comunque nel frattempo si ingrassa a spese degli altri paesi e rafforza il percorso verso quella Europa teutonica che sa sempre tanto di IV Reich.
    Allora si capisce che la Francia e’ solo un alfiere cui la Germania passa qualche succulenta preda in Italia in cambio del suo appoggio, e anche questo sa tanto di repubblica di Vichy.
    Allora si capisce che parlare di uscita dall’Euro o dall’unione europea e’ solo perdita di tempo e di energie. Non e’ tra le cose possibili, punto.

    In questo quadro poi ogni nazione fa le sue mosse sottobanco: strategie della tensione, terrorismo, colpi bassi tra Italia Francia e UK per la Libia, Regeni, affari trasversali con la Russia, elezioni tarocche, guerra finanziaria, super multe a banche e multinazionali, omicidi eccellenti, migrazioni causate apposta, catastrofi naturali e non, bombardamenti per errore ecc ecc.
    Ma il succo rimane quello.
    In questo scenario Renzi e’ una pulce, e quasi quasi e’ meglio cosi’,perche’ gli altri sono proprio marci. Il suo spazio di manovra sulla scena internazionale e’ infinitesimale. Un colpo al cerchio e uno alla botte, servitore di due padroni, gioca di sponda, ha pochi spiragli:
    ha incontrato la May per primo, prima appoggiava Al Sisi poi e’ passato a Serraj, cerca di mettere insieme Tsipras e Hollande, delocalizza viticoltura e mozzarelle in Crimea, sempre cercando di vendere il possibile a chiunque: armi, tecnologia, banche, aziende importanti ma non troppo, pezzi di mare, marchi di prestigio, persino il TTIP. Un Berlusca-minor, un venditore da mercato rionale. Ma lo spazio e’ quello.
    Poi votero’ pure no al referendum, perche’ non mi gioco certo la costituzione per salvare renzi…

    Meditavo anche su questa anomalia di un paese comunque su scala mondiale come l’Italia che, unica, persiste a tenersi fuori di casa il nucleare. Non riflettiamo mai su questo. Ma qualcosa di buono siamo riusciti a mantenerla, la amiamo l’Italia, siamo contenti di non avere ste cazzo di centrali vicino a casa. Partiamo da qui. Insomma ci vuole un pensiero positivo, dobbiamo cominciare a dirci che esiste qualcosa che vale la pena di mantenere, e anche i politici hanno tenuto mano. Basta sputarci addosso se no non ne usciamo (rileggendo ques’ultimo paragrafo sembra un discorso di Checco Zalone)

    • Rosanna

      Belle riflessioni … Checco Zalone non c’entra nulla …

      • pingus

        come dicono I Ching:
        La vittoria contro il Male non si ottiene combattendolo colpo su colpo, perche’ si diventa noi stessi parte del male.
        E neppure sputtanandolo, denunciandolo, smascherandolo, perche’ trova sempre nuovi travestimenti e inganni
        La vittoria contro il Male si ottiene solo progredendo incessantemente nel Bene