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L’ultima guerra

DI PIOTR

megachip.globalist.it

  1. È col cuore grave che sono costretto a prendere atto che dal giorno 6 ottobre 2016 una guerra tra la Russia e gli USA è possibile in ogni momento. Una guerra che può avere devastanti effetti anche per noi. Per quanto sia orrendo e penoso parlarne, bisogna farlo, perché i grandi media nascondono questa serissima eventualità. Non ne parlano perché vogliono continuare a farci pensare a una guerra mondiale come a un videogioco e perché vogliono continuare a convincerci che lo Zio Sam alla fine prevarrà, perché è il più forte e perché è nel giusto, qualsiasi cosa faccia.

Perché un’affermazione così brutale (o catastrofista, come mi vien detto)?

Bene, questo è lo svolgimento del dramma, in tre atti:

Atto 1. A margine dell’Assemblea Generale dell’ONU di qualche giorno fa, il segretario di Stato, John Kerry, si incontra con esponenti dei “ribelli” siriani, i quali sono preoccupati per come stanno andando le cose e soprattutto per il fatto che gli USA non abbiano mai attaccato militarmente Damasco. Kerry farfuglia le cose che potete leggere nell’articolo “Ad Aleppo si gioca il destino del mondo“, che per il tema qui riguarda in sintesi suonano così:

“Le cose sono andate storte fin da subito e con l’intervento russo sono andate ancora peggio. Non ce l’aspettavamo e ora intervenire direttamente contro Damasco vuol dire scontarsi direttamente coi Russi” [1].

Questo colloquio, che dovrebbe essere riservato, viene registrato (evidentemente da uno dei “ribelli”) e passato al New York Times, ex quotidiano liberal e oggi attestato su posizioni che fanno quasi rimpiangere persino Nixon boia. Il NYT lo spiffera immediatamente. Perché? Perché essendo un giornale clintonoide deve sostenere il superfalco Hillary Clinton. Una posizione che potremmo tradurre brutalmente così: “Vedete in che schifo di situazione siamo finiti per colpa di questa politica tentennante? Dobbiamo far vedere i sorci verdi ai Russi. Ed è quello che vuole Hillary non Donald”.

Atto 2. L’addetto stampa della Casa Bianca, John Earnest, fa sapere ai giornalisti che si sta discutendo sulla possibilità di una campagna militare diretta contro la Siria (quella indiretta appaltata ai tagliagole è in difficoltà).

Perché viene fatto sapere? Di solito gli attacchi si tengono segreti, a meno di non volere fare propaganda e pubblicità alla propria possanza, dimostrazione di muscoli, come i giocatori di wrestling prima degli incontri, per esaltare i propri fan (e infatti questa notizia è stata riportata con entusiasmo dai nostri media). Ma può andar bene con uno Stato isolato internazionalmente, come lo era l’Iraq al momento della guerra del Golfo (all’epoca l’Unione Sovietica stava collassando) e poi indebolito da anni di embargo al momento dell’invasione (Putin era impegnato a rimarginare le ferite inferte alla Russia dal suo predecessore, il cleptocrate Boris Eltsin, pupazzo di Washington). Invece non può andar bene con la Siria, compatta oltre ogni aspettativa e sostenuta da una rediviva Russia che ha mostrato di possedere non solo determinazione ma anche armi micidiali e precisissime che nessuno si aspettava.

Perché allora questo annuncio?

La cosa viene spifferata per tre motivi: a) spaventare la Russia e vedere come reagisce , b) dar fiato alle trombe dei clintonoidi in vista delle elezioni, c) rassicurare gli alleati e i vassalli che, come si dice nello sport, gli USA “ci sono ancora”.

Questa dichiarazione è raddoppiata dalle parole – nascoste dai nostri media – pronunciate dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti, Mark Milley, a una conferenza delle Forze Armate statunitensi. Sono affermazioni impressionanti, scandite con un’aggressività sconvolgente. Cose che non si sentivano in Occidente dai tempi di Hitler e Mussolini. Un vero “Spezzeremo le reni”.

Nel suo discorso risaltano due affermazioni.

La prima:

Voglio essere chiaro con coloro che, in tutto il mondo, vogliono distruggere il nostro stile di vita e quello dei nostri alleati e amici . noi vi fermeremo e vi colpiremo più duramente di quanto siate mai stati colpiti. Non c’è alcun dubbio a riguardo.

E la seconda:

Siamo in grado e continueremo ad esserlo di dispiegarci rapidamente. E distruggeremo qualsiasi nemico, ovunque e in qualsiasi momento“.

Sarebbe semplice retorica guerresca, se non fosse per una cosa molto inquietante: in mezzo a quelle due affermazioni sono citati esplicitamente quattro Paesi, cioè la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord, cioè poco meno di un terzo dell’Umanità, che quindi da quelle due affermazioni viene serrata in una parentesi di fuoco.

Attenzione che qui ricompare la dottrina di Bush jr: “Non negozieremo mai il nostro stile di vita”, che significa: “Non accetteremo mai una rinegoziazione dei nostri interessi e quindi della posizione di potenza che li sorregge”.

Il delirio di queste parole è sottolineato dalla precisazione che segue:

Inoltre, il campo di battaglia sarà enormemente complesso, quasi certamente in aree urbane densamente popolate, contro un nemico sfuggente e ambiguo che unisce a terrorismo, guerriglia e abilità convenzionali una numerosa popolazione civile“.

A parte la parola “terrorismo” che va bene in ogni occasione e nello specifico serve a lasciar spazio alle ambiguità e alle eventuali smentite, a chi si riferisce il super-generale quando parla di “numerosa popolazione civile”?

A me vengono in mente per prima cosa la Cina e poi la Russia. Se è così il nostro pluridecorato generale si è dimenticato delle prime due regole del “Manuale di guerra” del Maresciallo Montgomery: “Prima regola: non marciare mai su Mosca. Seconda regola: non marciare mai su Pechino”.

C’è da essere spaventati da un’insania simile. Non vi pare? Io lo sono, e molto. Anche perché fa parte di quella occupazione della scena da parte dei settori neocons che sta sempre più manifestandosi in questa sorta di vacanza di potere che ci sarà fino a gennaio.

Da qui a gennaio può succedere di tutto. E dopo anche qualcosa di peggio [2].

Atto 3. Ed ecco come reagisce la Russia. Non lo sapete perché i grandi media non ve lo dicono, perché non è bene che lo sappiate, perché l’orso russo deve essere dipinto come grosso, cattivo ma alla fine vulnerabile. Ma la dichiarazione è ufficiale ed è stata immediata. Il portavoce del ministero russo della Difesa, il generale Igor Konashenkov, ha per prima cosa rammentato agli Stati Uniti la gittata e le capacità di intercettazione dei missili dei sistemi di difesa antiaerea S-300 e S-400 schierati in Siria.

Ha poi sottolineato che questi sistemi sono in Siria non in funzione offensiva ma per difendere le forze russe ivi dislocate e che gli Stati Uniti sono invitati ad essere matematicamente certi che saranno usati se i soldati russi verranno attaccati da chicchessia.

E infine – ecco dove si voleva arrivare – ha ricordato che i soldati russi operano sul terreno con le forze armate siriane e che quindi ogni attacco a queste sarà considerato un attacco alle forze armate russe [3].

  1. Ecco quanto. Nel frattempo 40 milioni di Russi hanno partecipato a un’esercitazione di difesa antiatomica. Nessuno fa interrompere la vita normale privata e produttiva a 40 milioni di persone se non fosse veramente preoccupato.

Francamente non so come andrà a finire. Gli USA all’inizio del III millennio avevano una sola preoccupazione: la Cina. I think tank neoconservatori prevedevano che il Regno di Mezzo sarebbe diventato un avversario strategico nel 2017. Il loro obiettivo principale era il “pivot to Asia” e per smuovere alla svelta la strategia statunitense in quella direzione speravano in “some catastrophic and catalyzing event, like a new Pearl Harbor“. Questo nel settembre 2000. Nel settembre 2001 furono esauditi con le Torri Gemelle. La Russia all’epoca dava pochi pensieri. Vero, al posto di Eltsin c’era già Putin, ma la svendita criminale e mafiosa della ex Unione Sovietica da parte del primo e l’orgia di neoliberismo che la stava attraversando la mantenevano ancora in uno stato di estrema debolezza e di vassallaggio. In vista della svendita, Eltsin aveva fatto valutare la Madre Russia, dal sottosuolo, alla superficie, all’atmosfera, da economisti di Harvard, così come si fa valutare la cantina, l’appartamento e il terrazzo di un immobile. Il risultato netto fu che dal 1992 al 2000 il numero dei decessi in “sovrappiù” fu calcolato dai demografi tra i cinque e i sei milioni (Wall Street Journal) e l’accorciamento dell’aspettativa di vita dei russi fu di sette anni. Putin fermò il degrado e invertì con decisione la tendenza. C’è poco da meravigliarsi se i sondaggi occidentali gli accreditano un consenso personale che varia dall’80 al 90 per cento dei Russi.

È dai tempi del Raj britannico in India che il liberismo ha portato disastri di immani proporzioni nei Paesi subordinati (e ora erode come un cannibale che mangia se stesso anche i Paesi al top della gerarchia). Per salvarsi la Russia non aveva altra scelta che insubordinarsi. Ed è quello che ha fatto Putin. Da qui il nuovo mal di testa (e l’odio) dei neoconservatori statunitensi.

Più che di pivot to Asia, l’egemonismo americano ha quindi ora bisogno di un pivot to Eurasia, un pivot da Lisbona a Vladivostok. La risposta militare al sogno di Putin del 2010 di creare un mercato unico dall’Atlantico al Mar del Giappone. Il 2010. Solo sei anni fa. Un’altra epoca storica. È la frenetica dinamica dello showdown della crisi sistemica.

  1. Quanto seriamente le élite americane pensano di poter rischiare o addirittura scatenare una guerra termonucleare?

Quando sento esponenti politici statunitensi anche di altissimo livello che straparlano di “eccezionalismo americano”, di “nazione indispensabile”, di “missione universale”, penso che non in pochi ci sia, al di là di aggressive tecniche di public relations, un vero invasamento ideologico, un auto-convincimento. La cosa peggiore.

Le élite più legate al mondo degli affari probabilmente sfruttano le intemperanze della prima, si nascondono dietro di esse, per mantenere le posizioni e se possibile guadagnarne altre, ma non so fino a che punto vogliano rischiare uno scontro diretto con la Russia. Queste élite economiche e soprattutto finanziarie, sono autonome dalla politica anche se la devono usare (e il favore è reciproco). Proprio la loro autonomizzazione dalla politica segna in Occidente lo stacco dallo stadio feudale e l’entrata in quello capitalistico. Lo stato del loro patrimonio è più importante di ogni fedeltà ideologica e nazionale (mentre l’Esercito degli Stati Uniti affondava nel pantano vietnamita, queste élite facevano espatriare i loro capitali nei paradisi off-shore: bella fedeltà!).

Da questo punto di vista la cosa sembrerebbe allora rassicurante. Perché per voler scatenare una guerra termonucleare occorre avere in testa un progetto, anche ideale, grandioso e le élite economico-finanziarie non sono capaci di progetti grandiosi. Possono essere immensamente ricche ma i loro progetti alla fine sono micragnosi. Però si rendono conto che senza l’egemonia americana, che è un fattore politico anche quando giocato con strumenti economici e finanziari, il loro patrimonio e quindi la loro posizione di forza nella lotta intercapitalistica si possono indebolire in misura drastica. E sono troppo micragnose per avere un piano di riserva, per poter accettare un ridimensionamento e sviluppare strategie e contesti fuori dagli schemi a cui sono abituate e che fino a quel momento le hanno fatte prosperare.

Alla fine temo che gli automatismi politici e quelli economico-finanziari si interlaccino dando luogo a un evento catastrophic and catalyzing che nessuno singolarmente in realtà voleva (se non alcuni invasati). Perché la loro interazione ha sempre dato luogo a dinamiche imperiali potenti.

Ma una volta non c’era la crisi sistemica e quindi queste dinamiche potevano sfogarsi, ad esempio cambiano le combinazioni input-output, variando le scelte. C’erano margini di manovra. Addirittura, l’impero statunitense poteva accontentarsi solo di mezzo mondo, il cosiddetto “mondo libero” (così chiamato anche se c’erano dentro dittatori fascisti sudamericani e l’Arabia Saudita). Ora la crisi sistemica rastrema sempre di più lo spazio delle soluzioni e allarga quello dei problemi. E l’egemonia deve essere estesa a tutto il mondo. Per contro ciò imprime maggior forza alle interazioni tra il potere del denaro e il potere del territorio e quindi gli urti in quello spazio sempre più stretto aumentano, sempre più violenti. Non c’è nessuna legge fisica che possa spiegare ciò, perché qui la meccanica dei fluidi e quella dei solidi si fondono.

  1. L’unica possibilità di uscirne vivi è che l’impero si de-imperializzi, accetti un mondo multipolare e in quello negozi la propria nuova posizione. Il contrario della dottrina dei neocon. Noi, l’Italia e i Paesi europei, dobbiamo facilitare, promuovere questa inversione di marcia. Per farlo dobbiamo opporci alle politiche imperiali, non c’è altro da fare [4].

Occorre privilegiare i rapporti non coi settori disponibili a un olocausto nucleare ma con quelli disponibili ad adattarsi al mondo multipolare. Un adattamento non semplice, ma imperativo, e che quindi ha bisogno di collaboratori non di leccapiedi. Se, come penso, solo il potere politico è in grado di avere un progetto grandioso, occorre allora che negli USA riesca ad esprimersi un potere il cui grandioso progetto sia quello di non fare una guerra [5].

Non sarebbe la fine dei problemi, perché l’inizio dei problemi è la cattiva infinità del processo di accumulazione.

E quindi non è nemmeno la rivoluzione, ma non si può fare nessuna rivoluzione se si è tutti morti.

È vero, spesso gli schemi si ripetono. Anche John Hobson all’inizio del secolo scorso implorava l’Impero Britannico di adeguarsi al nuovo mondo multipolare di allora per evitare una guerra mondiale. Ma l’Impero s’impuntò e così iniziò un lunghissimo conflitto armato segnato da due grandi battaglie. La prima fu chiamata I Guerra Mondiale e la successiva II Guerra Mondiale. L’Impero vinse nella conta finale dei morti, ma perse l’egemonia mondiale che passò agli USA.

È vero, il genere umano c’è ancora, ma gli schemi non si ripetono nelle stesse condizioni. Mai. Le devastazioni della I Guerra Mondiale (che doveva essere l’ “ultima guerra”) superarono quelle di tutte le guerre precedenti, ma vennero ampiamente surclassate da quelle della II Guerra Mondiale (che doveva essere l’ “ultima guerra”). Ma le devastazioni della III Guerra Mondiale non verranno superate da quelle seguenti perché non rimarrà più niente da devastare.

Quella con molta probabilità sarà veramente l’ultima guerra.

Postilla. Come dicevo, se si fanno discorsi come questi una delle accuse classiche è quella di “catastrofismo”. Ma cosa s’intende con “catastrofismo”?

La preoccupazione pacifista di John Hobson? Purtroppo aveva visto giusto e infatti ci fu la catastrofe della I Guerra Mondiale.

Oppure s’intende l’accusa di Sir Maynard Keynes alla propria parte, cioè alla Gran Bretagna (e alla Francia) che le imposizioni dei vincitori ai negoziati di pace di Versailles avrebbero lastricato la strada verso una seconda guerra mondiale? Purtroppo anche lui vide giusto.

Ma a volte “catastrofismo”, oggi, significa: “Ma dai! A noi queste cose non possono più capitare. Capitano solo ai popoli sfigati”. Innanzitutto quei popoli sono sfigati perché qualcuno a migliaia di chilometri di distanza ha deciso a tavolino che così dovevano essere. Pensavate forse che i Siriani si aspettassero questa catastrofe anche solo nel 2010? No, non se l’aspettavano affatto, vivevano in modo normale la loro vita di tutti i giorni e senza questa preoccupazione. Semmai erano contenti che le aperture di Bashar al-Assad attiravano un crescente afflusso di turisti. La loro sfortuna è stata l’avere a che fare con quelli che si reputano i padroni del mondo. Possiamo comunque dare una pacca sulle spalle alla madre siriana che piange il proprio figlio o la propria figlia dicendole: “Suvvia! Non essere così catastrofista!”.

In secondo luogo nemmeno ci si rende conto che la “sfiga” è dietro l’angolo. Lo shock del bombardamento di Belgrado fu quello – per chi si degnò di capirlo – della prima capitale europea bombardata in cinquant’anni dalla fine della II Guerra Mondiale. Lo shock del conflitto in Novorussia – per chi si degna di essere scioccato – è quella di una feroce guerra al centro della civile Europa.

Europa! De te fabula narratur!

 

Piotr

Fonte: http://megachip.globalist.it

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126608&typeb=0&l-ultima-guerra

8.10.2016

 

 

NOTE

[1] Alcuni commenti. In primo luogo le cose sono andate fin da subito male perché la popolazione siriana sta col suo presidente e l’esercito, tra l’altro quasi tutto sunnita e non sciita, non ha defezionato. Se uno fosse stato in Siria prima dell’aggressione avrebbe capito benissimo che le cose sarebbero andate in questo modo e che i Siriani abituati a decenni di laicità e di rispetto di tutte le religioni e, proprio da quando c’è Bashar al-Assad, di progressive e costanti aperture liberali, sarebbero disposti a combattere fino all’ultimo uomo pur di non cadere nelle mani dei tagliagole fondamentalisti.  Provate a pensare se Milano, Roma, e Torino fossero circondate da migliaia di fanatici con bandiere nerorociate provenienti da tutto il mondo e che vogliono imporre la Santa Inquisizione brandendo tenaglie e ferri roventi come simboli. Avrete un’idea esatta di cosa pensano in questo momento gli abitanti di Damasco, di Latakia e di Aleppo. In secondo luogo io penso che gli USA sapessero da tempo che Mosca stava per intervenire (il rifornimento della base russa è durato mesi). Infine il bombardamento statunitense contro la postazione dell’Esercito Arabo Siriano di Deir ez-Zor dove sono stati uccisi anche soldati russi, dimostra chiaramente che ogni intervento diretto degli USA contro Damasco rischia di essere un attacco diretto alla Russia. Lo si tenga bene a mente perché serve a capire l’ultimo passaggio, il terzo.

[2] Alcuni commentatori negano che sia in atto un “soft coup“, sulla base del fatto che se Obama non interviene, pur potendolo fare, allora vuol dire che è d’accordo, anzi, che i generali stanno eseguendo i suoi ordini. Ho già spiegato perché non la penso così. Qui ricordo solo che sulla Siria c’erano visioni strategiche contrastanti fin dall’inizio della crisi. Gli Stati Uniti non sono un monolite, come non lo è nessun Paese, nemmeno la Russia o la Cina. E la crisi sistemica approfondisce le divisioni, perché se è vero che le scelte sono minori, i contraccolpi di quelle sbagliate sono più violenti che mai.

[3] Per capire compiutamente che Mosca è veramente preoccupata e che quindi queste dichiarazioni non sono una dimostrazione muscolare, al contrario di quel che può succedere negli States, bisogna rendersi conto che rispetto alla NATO e alla Coalizione, la Russia in Siria è in una posizione di enorme inferiorità di uomini, di mezzi aerei e di mezzi navali. Questo per i signori e le signore che sbraitano che la Russia è aggressiva. Anche se volesse esserlo non potrebbe, perché non solo in Siria ma in generale è ancora in condizioni di grande debolezza nei confronti degli USA. Altrove ho anche spiegato chiaramente perché, comunque, la pace e non la guerra è nei suoi interessi. Ripeto, nei suoi interessi: non sto tirando in ballo patenti di sanità primigenia di una nazione rispetto a un’altra (la sanità o l’insania di una nazione, anche nei suoi aspetti ideologici, la crea la Storia, non la metafisica).

[4] Per certi versi gli USA fanno bene a non fidarsi troppo di noi. Ma non perché saremmo propensi a un delinking dalle loro politiche imperiali, ma, paradossalmente, proprio perché lecchiamo i piedi. Sanno benissimo che nutriamo un rancore sordo per tutte le schifezze e gli oltraggi che abbiamo dovuto ingoiare (si pensi solo al famoso “Fuck the EU!” di Victoria Nuland) e quindi al di là delle parole di circostanza e dell’ubbidienza acefala, saremmo ben contenti di vedere il nostro “amato alleato” schiantarsi contro un grosso ostacolo e uscirne totalmente rintronato. Dei veri amici dovrebbero evitare che l’altro si schianti e quindi dovrebbero cercare di farlo uscire dal cul-de-sac in cui si è infilato, non incitarlo festeggianti ad andare sempre più veloce contro il muro.

[5] Tutto sommato, un progetto grandioso simile era quello del New Deal Mondiale di Roosevelt, dopo la guerra. In questo new deal rientrava persino l’Unione Sovietica di Stalin. E Stalin ne era soddisfatto. Non ne erano invece soddisfatte certe élite statunitensi e gran parte del Congresso, sensibile al loro lobbying. Così, ma solo dopo il soddisfacente scoppio delle due atomiche su Hiroshima e Nagasaki, il nuovo presidente, Truman, decise che l’intero Mondo era troppo grande ed era meglio dividerlo in due parti, uno libero, da inglobare, e l’altro no. Era l’inizio della Guerra Fredda.

Pubblicato da Davide

  • sotis

    Continueranno a mostrare i denti ma una guerra non conviene a nessuno dei due visto il deterrente nucleare di cui ambedue dispongono. La Russia non è l’Irak.

    • gianni

      …….ma siccome adesso a differenza della guerra fredda di 40 anni fa in tutto l’ occidente ce una crisi totale di tutto , , l’ economia e il lavoro andranno sempre peggio e il debito USA e’ di 20 miliardi di miliardi di dollari diciamo che forse una guerra serve

      • Quantum

        Ma di che debito stai parlando, che gli USA hanno moneta sovrana?
        E non hanno debiti con nessuno!
        Sono i paesi europei che hanno accettato l’Euro come moneta unica, che sono indebitati con le banche d’affari che gli prestano gli Euro a debito.

    • ws

      l’ attuale crisi finanziaria ” ha bisogno” comunque di un “grave stato di crisi internazionale” e una nuova “guerra con la russia” viene a puntino.
      Ma poi queste “guerre” una volta incominciate non si sa mai come evolvono ( anzi si sa come evolveranno con Killary )

  • gianni

    americani criminali assassini avete finito di uccidere milioni di persone in giro per il mondo solo per soldi e potere , ora la russia vi fara’ sputare sangue , USA paese terrorista numero uno

  • Maurizio Ferrato

    Mai provato tanto schifo, sono arrivato ad ammirare il popolo russo e il loro VERO Capo, qui in occidente siamo talmente assuefatti alla merda che non ci accorgiamo che ormai il livello ha superato il naso, mi guardo intorno e vedo zombi, niente idee e tanta paura, e che se guerra deve essere, guerra sia, in cuor mio so chi vincerà . . .

    • gianni

      Mi associo al tuo pensiero , siamo messi malissimo, dopotutto il popolo italiano e’ stato fortunato : 71 anni di pace e 65 anni senza poverta’

  • Siria: prove di guerra globale
    07 ottobre

    da http://www.piccolenote.it

    vedi su Forum intervista a Monsignor Tobij

    Igor-Konashenkov«Vorrei raccomandare ai colleghi di Washington di considerare con attenzione le possibili conseguenze delle loro decisioni – ha dichiarato Igor Konashenkov, portavoce del ministero russo della Difesa –. Vorrei ricordare ai vertici militari statunitesi che le basi aeree russe di Hmeymim e Tartus sono forniti di sistemi di difesa antiaerea S- 400 e S-300, il cui raggio di azione è in grado di intercettare qualsiasi mezzo non identificato». Da Euronews del 6 ottobre.

    Nota a margine. L’avvertimento russo è diretta conseguenza del bombardamento effettuato a Deir Ezzor dall’aviazione americana, che ha causato la morte di oltre sessanta militari siriani, giustificato da Washington come un deprecabile errore (palese falsità come abbiamo scritto in note precedenti).

    Un massacro che peraltro ha visto l’azione combinata dei top gun americani con i terroristi dell’Isis. L’azione Usa, infatti, ha consentito loro di conquistare la collina sovrastante l’aeroporto della città mettendo sotto scacco l’unica via di rifornimento degli assediati (la collina è stata poi riconquistata dai siriani).

    Al di là della convergenza parallela tra terrorismo e anti-terrorismo, peraltro non nuova, l’attacco aveva un duplice scopo: far saltare la tregua e tentare di dare avvio a una nuova strategia, che prevede un intervento diretto degli Stati Uniti nel teatro di guerra siriano.

    I dottor stranamore di Washington sanno che senza un più deciso impegno americano Aleppo è destinata a cadere. Cosa che consentirà ad Assad di vincere questa guerra (almeno questa fase cruciale).

    L’avvertimento pubblico dei russi, almeno nelle intenzioni, serve a scongiurare pericolosi incidenti di percorso. Ma non basta a evitare tutti i rischi.

    La Reuters dello stesso giorno riporta che il Dipartimento di Stato americano ha comunicato che negli Stati Uniti proseguono i colloqui riservati riguardo le «opzioni non-diplomatiche per affrontare la guerra in Siria, nonostante l’avvertimento russo».
    Momento pericoloso.

  • GioCo

    “Voglio essere chiaro con coloro che, in tutto il mondo, vogliono
    distruggere il nostro stile di vita e quello dei nostri alleati e amici. Noi vi colpiremo [bla bla bla]”

    Anch’io voglio essere chiaro con il generale: lo “stile di vita” di pochi ed eletti che hanno ridotto in cenere “il sogno americano” ingoiandoselo in poco più di una decade, non sostiene nessun esercito e tanto meno le “intenzioni” bellicose di un paese che vuole conservare esattamente quello “stile di vita”, per pochi ed eletti. Però si può sempre trasformare in rincoglioniti-carne-da-macello una massa di Zombie che servirà a vincere solo se c’è il numero … peccato, non avete nemmeno quello: 250 milioni di zombie (compresi donne e bambini) non sono nemmeno un quarto di quelli cinesi o indiani. Comunque non servono contro un popolo coeso sveglio e determinato oltre che strettamente alleato con le suddette masse indo-cinesi.
    Farete affidamento alla tecnologia segreta? Forse. Ma per fare cosa? Cancellare in una volta 7-8 miliardi di persone “e il loro stile di vita” per imporre il vostro?
    Potrebbe funzionare, io però generale prima di sparare giudizi di questo tipo, misurerei bene “chi” sono i miei alleati in patria e “chi” sto servendo. Perché il problema poi si presenterà dopo, quando ci sarà da riscattare il conto di quello “stile di vita” che voi (non gli altri) avrete definitivamente seppellito nei ricordi ancestrali per i prossimi milioni di anni.

    • gianni

      Ma poi lo stile di vita americano e’ uno schifo totale

    • rossland

      Lo “stile di vita” degli americani è quello che produce parecchi milioni di americani sfamati con i food stamps.
      Non lontani dallo stesso nobile traguardo sono gli italiani, che anziché food stamps nutrono gerarchie di coop e org e ass, le quali provvedono ai pasti in cambio di buonismi moralisti e ricatti cooperativi, che un lavoro gratis glielo trovano, così almeno non si deprime.
      LO stile di vita americano è la più grande fiaba mai raccontata…

      • RenatoT

        un’altro paese dei balocchi… di fatto, come dico sempre, un allevamento intensivo che produce esseri umani malati.

  • Enrico S.

    Ma si: l’ho sempre saputo che Hollywood fosse tutta una finta.
    Chi si aspettava che l’umanità finisse per una invasione aliena (senza “Independence Day” che tenga) o un asteroide formato “Armageddon” (Bruce è indisponibile stavolta, occupato com’è a pronunciare a stento due parole in italiano per incassare milioni da una nota azienda di telefonia) o, al limite, per una pandemia globale (due mesetti di dissenteria spettacolare e stop) deve disilludersi.
    L’umanità finirà per le mire egemoniche e lo zelo messianico dello scemo del paese, che è anche il sindaco.

  • Apollonio

    …È col cuore grave che sono costretto a prendere atto che dal giorno 6 ottobre 2016 una guerra tra la Russia e gli USA è possibile in ogni momento…..

    Sai che novità questa…!!
    Gli Usa sono quello che sono, ma non tanto pazzi da mettersi direttamente contro la Russia
    specialmente ai suoi confini e quelli dell’ Iran, fomenteranno sempre solo rivolte sociali tramite ribelli, anche perché a parte l’ opzione nucleare in questo momento nell’ armamento convenzionale sono inferiori alla Russia.

  • Filippo Gregoretti

    Ottimo articolo grazie.

  • gnorans

    Non credo affatto alla possibilità di una guerra, gli USA non hanno bisogno delle atomiche russe su New York e dintorni.
    Tutta questa isteria contro la Russia è finta e serve a mantenere il caos nelle nostre vicinanze e a impedire rapporti costruttivi tra Europa e Russia.
    Inoltre è molto utile a creare un flusso di migranti che, insieme all’euro, degrada il tenore di vita europeo ed ne impedisce uno sviluppo conncorrenziale agli USA.

    • gianni

      Ciò non toglie che in Siria russi e americani incomincino ad ammazzarsi direttamente tra loro come e’ gia’ avvenuto nelle ultime settimane

  • PietroGE

    D’accordo con Apollonio. Questo è uno dei tanti articoli che annuncia la guerra nucleare imminente senza neanche prenderne in considerazione le conseguenze. Anzi sperando che il tutto si risolva in uno scenario tipo II Guerra Mondiale con gli USA al posto della Germania. La guerra tra USA e Russia non sarà vinta da nessuno dei due, e forse neanche dalla Cina, se lo scambio nucleare è di migliaia di testate. E il motivo per un suicidio del genere quale sarebbe : Assad? Ma andiamo!

  • rossland

    Leggere Piotr potrebbe bastare, poi si potrebbe tranquillamente chiudere l’ingresso a ogni altra info-fuffa che finisce per rubarti tempo su dettagli marginali che poco aggiungono al quadro generale già così efficacemente delineato.
    Grazie a CDC per la pubblicazione di questa preziosa fonte di vera informazione.

  • fastidioso

    “Voglio essere chiaro con coloro che, in tutto il mondo, vogliono
    distruggere il nostro stile di vita e quello dei nostri alleati e amici. Noi vi colpiremo [bla bla bla]”

    Lo stile di vita del 5 % della popolazione mondiale (d parassiti) che succhia il 25 % delle risorse del pianeta!
    La pacchia e’ finita, fatevene una ragione, l’Orso Russo non ci sta’ !!!

    • gianni

      E neanche la Cina ci sta

  • fuffolo

    Burini e cafoni come pochi ma modello di vita per tanti e questo solo perchè hanno i soldi.
    Lo squallore umano non ha limiti.

  • Cataldo

    Piotr come sempre è tra i più riflessivi, fa bene a sottolineare come la dinamica della propaganda crei circuiti di autoalimentazione, sui quali fanno da sempre affidamento i manipolatori, ma che sono incontrollabili se c’è un muro di rimbalzo, qui rappresentato dalle posizioni a livello mondiale di Russia e Cina.

    Due cose
    1) L’imposizione all’europa delle guerre nel mediterraneo segna un tradimento dell’alleanza atlantica, ci stanno sparando nei piedi prima ed ora direttamente negli zebedei, con le sanzioni alla Russia dopo la distruzione della Libia; significa che nella loro redistribuzione del lavoro mondiale siamo destinati a diventare camerieri e maggiordomi tutti, simili al nostro presidente del consiglio. Su questo punto centrale non vedo alcuna forza politica che sia in grado di sostanziare una posizione realistica o una consapevolezza di qualche tipo.

    2) Gli USA, o meglio, i burattinai che governano le mosse imperiali, sono riusciti nell’intento sovrumano di far scrivere sui giornali politici cinesi di una alleanza con la Russia, un termine che era stato espunto dalla narrazione dell’impero di mezzo da secoli, complimenti ! ora le fabbriche della contraerea e dei sistemi elettronici militari russi crescono come funghi grazie ai contratti pluriennali cinesi, che comprano sistemi di guerra chiavi in mano, completi di assistenza e formazione, come per i SU 35, un’altra primizia assoluta dalle conseguenze impossibili da ridimensionare per le capacità militari NATO future.

    • PietroGE

      Cataldo, io ho la strana impressione che tutta questa tensione tra USA e Russia con conseguente ammodernamento dei sistemi d’arma (compreso il nucleare) dei due Paesi serva a controbilanciare la corsa agli armamenti della Cina, senza dare molto nell’occhio.

      • cdcuser

        L’alleanza tra Cina e Russia è strategica:

        [img]https://www.stratfor.com/sites/default/files/styles/stratfor_large__s_/public/styles/stratfor_large__s_/public/main/images/russia-china-fdi.png?itok=XhCKh3yZ[/img]

        e “quella corsa agli armamenti” che tu dici la stanno sviluppando insieme, oltre a tante altre “cosette” che gettano le basi per il futuro, a differenza del “polo” egemone opposto in fase decadente:

        https://3.bp.blogspot.com/-sjxgE6HSTuM/V2ezhyhzDMI/AAAAAAAAV9k/KHvjN9J8S00qjC26ITKGaLulunxSgYvlwCLcB/s1600/China%2Boutspends%2Beveryone%2Bon%2Binfrastructure.png

        e, purtroppo, il sorgere di questo nuovo “polo”, principalmente Russia-Cina-Iran, porterà inevitabilmente ad una guerra per l’egemonia, come sempre accaduto nella storia …

        l’unica speranza è che questa volta non sia così (e speriamo caxxo) e sarebbe una novità assoluta, dato che siamo in presenza, reciproca, dell’opzione nucleare e che metterebbe fine a tutto e “l’età della pietra” diventerà il sogno da raggiungere per chi sopravvive.

  • Adriano Pilotto

    Senza dubbio l’articolo è stimolante, ma gravato da un certo schematismo.

    Inoltre, Prendere per buone le affermazioni di un generale (” “Siamo in grado e continueremo ad esserlo di dispiegarci rapidamente. E distruggeremo qualsiasi nemico, ovunque e in qualsiasi momento“) senza sottoporle al più piccolo vaglio storico, ma anzi costruendoci sopra violenti scenari geopolitici, appartiene molto più alla “chiacchera”, che all’analisi politica. .

  • Truman

    Segnalo un errorino: “Attenzione che qui ricompare la dottrina di Bush jr: “Non negozieremo mai il nostro stile di vita” “. A me risulta che fosse Bush senior , non quello junior.

    • fase2

      doppo 9/11 l’ha detto il figlio.

      • Primadellesabbie

        Non vi viene il sospetto (io l’ho sempre avuto) che in quella famiglia lì comandi la madre?

        Guardiamole un po’ queste donne, non sono inerti: la vecchia Kennedy, la signora Gorbachev…

  • ZombiHolocaust

    faranno di tutto per aizzare i russi a compiere il primo gesto, per accendere la miccia, se l’Europa avrà prima o poi il suo crash economico e verrà messa a ferro e fuoco dagli immigrati, mettiamo fra una decina d’anni , gli immigrati (in realtà terroristi Wahhabiti) saranno in numero abbastanza alto da cominciare a cingere d’assedio e far scoppiare il caos in Italia, Francia ecc, Ecco quello sarà l’ora che i russi decideranno di penetrare in europa con eserciti corazzati anche per un fatto di auto tutelarsi loro…Queste sono visioni che hanno avuto Alois Irlmaier, Karl L. von Lichtenfels e anche altri, hanno visto tutti più o meno le medesime cose nelle loro profezie. Io non sottovaluterei sto fatto arrivati a questo punto.

  • TizianoS

    Se verrà la Guerra, è certo che questa non sarà preceduta da nessuna manifestazione, da nessun canto di protesta.

    Almeno una volta cantavano: “Piutost che fà il soldato fò l’assassin di strada”:

    https://www.youtube.com/watch?v=cDrUcawWtvE

    • gianni

      no perché televisione e giornali non dicono niente

  • Vincenzo Pisano

    Non ci credo nemmeno se lo vedessi con i miei stessi occhi.