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La Russia deve scaricare le politiche neo-liberiste prima che sia troppo tardi

DI PAUL CRAIG ROBERTS

russia-insider.com

Willian Engdahl ha recentemente spiegato come Washington ha usato l’elite corrotta brasiliana, che risponde solo a Washington, per rimuovere il Presidente del Brasile (legalmente eletto), Dilma Rousseff, la cui sola colpa è quella di aver rappresentato gli interessi dei Brasiliani piuttosto che quelli di Washington. Incapaci di vedere oltre la propaganda di accuse indimostrate, i brasiliani hanno passivamente accettato la rimozione del loro Presidente, dimostrando ancora una volta al mondo quanto la democrazia sia impotente. L’articolo in questione è qui.

Tutti dovrebbero leggere l’articolo di Engdahl. Riporta come parte degli attacchi contro Rousseff abbiano origine dai problemi economici del Paese, deliberatamente creati dalle agenzie di rating americane e parte di un disegno di Washington per rivalutare al ribasso il debito brasiliano, la cui cosa ha pertanto scatenato un attacco alla moneta del Paese.

La relativa apertura dei mercati brasiliani ha fatto sì che il Paese fosse una facile preda. Si spera che Vladimir Putin prenda nota dei costi da pagare per questa “apertura economica”. Putin è tradizionalmente un leader molto attento e cauto, ma non è un economista. Ha in qualche modo confidenza in Elvira Nabiulina, scelta da Washington per controllare la Banca Centrale Russa. La Nabiulina non ha familiarità con la Teoria Monetaria Moderna (Modern Monetary Theory, NdT) e il suo impegno a mantenere questa “apertura economica” lascia l’economia del Paese esposta alle stesse manovre a cui è andato incontro il Brasile, da parte di Washington. Nabiulina sembra credere che l’assalto al rublo sia opera di anonime “forze del mercato globale” invece delle manipolazioni finanziarie americane.

Nabiulina, indottrinata ai dogmi neo-liberisti, è essenzialmente un servo di Washington, anche se lei stessa non è consapevole di questo ruolo come “utile idiota”. Si rallegra degli applausi che riceve dal “Washington Consensus” per lasciare essenzialmente l’economia russa aperta a manipolazioni americane. Essendo neo-liberista, non capisce che la Banca Centrale Russa può creare denaro a costo zero, con il quale finanziare opere produttive nel suo Paese. Invece, lei pensa che il danaro immesso nell’economia dalla Banca Centrale sia inflazionistico, ma il danaro che entra da risorse straniere non lo sia. Il denaro è denaro, indipendentemente dal fatto di venire dalla Banca Centrale o da investitori esteri. Fin quando il denaro viene utilizzato produttivamente, non è inflazionistico.

Malgrado ciò, c’è una colossale differenza il denaro creato dalla banca centrale è quello che proviene dai creditori esteri. Soldi prestati da banche estere e denominati in dollari o euro devono essere ripagati con gli interessi anche essi nella stessa valuta e sottoposti a fluttuazioni monetarie. Soldi creati dalla Banca Centrale per finanziare le infrastrutture pubbliche non devono essere ripagati affatto, oppure con interessi molto al di sotto di quelli a valuta straniera.

Fondi acquisiti all’estero, inoltre, presentano molti fattori di rischio. I soldi posso essere ritirati, mandando al collasso un rublo liberamente messo sui mercati globali. Gli interessi da ripagare (in dollari o euro) assottigliano le riserve russe in valuta straniera. I prestiti esteri presentano tutti i rischi legati alle valute straniere, che aumentano con le sanzioni economiche. Se il valore del rublo cala o viene spinto al ribasso da un attacco finanziario, il costo, valutato in rubli, dei prestiti esteri aumenta significativamente.

Nessuno di questi fattori di rischio è presente quando è la Banca Centrale la generatrice del denaro. La Banca Centrale Russa dovrebbe creare il danaro con cui finanziare progetti pubblici e servire come prestatore di ultima istanza per aziende private russe che non riescono ad ottenere prestiti da banche private russe. In questo modo la Banca Centrale isola l’economia russa da possibili attacchi destabilizzatori orchestrati all’estero.

E’ una tragedia per la Russia che sia Nabiulina che il Primo Ministro Medvedev credano che il debito russo finanziato da mani straniere (potenzialmente ostili) sia preferibile al danaro creato dalla Banca Centrale del loro Paese. Glazyev, il solo fra i consulenti di Putin, capisce tutto questo. Ho il sospetto che gli Integrazionisti Atlantici abbiano a tiro Glazyev (PCR non spiega esattamente nell’articolo di che “tiro” si tratti, NdT) mentre stanno lavorando per integrare la Russia con l’Occidente, senza nessun riguardo per i costo che il Paese debba sopportare. Questi “Adoratori dell’America” all’interno di politica e economia russa sono il più grosso problema del Paese. Un governo russo incapace di capire questo fatto è in guai seri.

Paul Craig Roberrts

Fonte: http://russia-insider.com

Link: http://russia-insider.com/en/politics/russia-must-dump-neo-liberal-econ-policy-its-too-late/ri16768

2.10.2016

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da COLOSSEUM

Pubblicato da Davide

  • Truman

    Forse il titolo poteva essere tradotto in maniera più creativa (anche se la traduzione è giusta): “La Russia deve rottamare le politiche neoliberiste …”

  • Stodler

    Il grosso problema russo è che Putin in 15 anni non è riuscito a costruire una solida industria nazionale. E avendo come dice l’articolo orizzonti neoliberisti rimarrà in trappola.

    • Apollonio

      Dopo più di due anni di peggioramento della crescita economica e con un’economia in difficoltà con il 10,5% di tasso di interesse della banca centrale, cosa che rende virtualmente impossibile accedere a nuovo credito per stimolare la crescita, il Presidente della Russia, Vladimir Putin, ha rotto finalmente uno stallo fra le fazioni interne.

      Il 25 luglio, ha dato mandato ad un gruppo economico detto il Club Stolypin [in italiano] di preparare le loro proposte per stimolare il rilancio della crescita, e di presentarle al governo nel quarto trimestre di quest’anno. Facendo ciò, Putin ha bocciato due influenti fazioni economiche liberali o neo-liberali, quelle che, con la loro ideologia liberale occidentale del libero mercato, hanno portato la Russia in una recessione pericolosa, economicamente e politicamente. Si tratta di uno sviluppo importante, quello che stavo aspettando fin da quando ho avuto la possibilità di avere uno scambio di opinioni al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, nel giugno scorso.
      Con poco clamore, la stampa russa ha riportato qualche giorno fa una nota che potrebbe avere un significato profondamente positivo per il futuro dell’economia interna russa

      Il Presidente russo Vladimir Putin ha dato istruzioni (al gruppo economico Stolypin) di concludere il rapporto del Club Stolypin sulla cui base dovrà preparare un nuovo programma di sviluppo economico alternativo al piano economico di Kudrin. Tale programma dovrà essere presentato all’Ufficio del Consiglio Economico nel quarto trimestre del 2016.

      Nel suo commento, Katheon rimarca la grande importanza della decisione di abbandonare l’approccio, chiaramente distruttivo, neo-liberale e orientato al libero mercato dell’ex Ministro delle Finanze Alexei Kudrin:

      Il rapporto del Club Stolypin consiglia di aumentare gli investimenti, gonfiando l’economia con denaro dal bilancio dello Stato e da emissioni della Banca di Russia. Al contrario, la visione del Centro per le Ricerche Strategiche (di Alexei Kudrin) suggerisce che gli investimenti devono rimanere privati e il ruolo dello Stato è quello di assicurare la stabilità macroeconomica, mantenere bassa l’inflazione, ridurre il deficit di bilancio.

      http://sakeritalia.it/sfera-di-civilta-russa/putin-nyet-ai-neo-liberali-da-allo-sviluppo-nazionale/

  • Carlo Mancuso

    Desta pensiero questa prudenza di Putin . I guasti del liberismo sono sotto gli occhi di tutti eppure si inneggia ancora a questo avventuroso tipo di economia. Evidentemente c’è chi ci guadagna. Speriamo che la Russia possa e voglia porvi rimedio. Ci vorrebbe un pizzico di LUI !