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GUARDARE IL MOSTRO IN FACCIA

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Ho sprecato il mio tempo.
Molti di noi l’hanno fatto ed è bene, anche per loro, addivenire, prima o poi, a un mezzogiorno di fuoco dell’anima.
Si nasce, si ama, si studia, si impara, si vive.
Ma quanto di ciò che abbiamo vissuto è frutto della nostra scelta? Non sarà che abbiamo preferito, più o meno consciamente, il caldo letto del conformismo?
Non intendo coinvolgervi; parlerò solo di me (che sono nato a sinistra, altri declineranno l’esame di coscienza a loro modo).
Sin all’inizio degli anni Duemila votavo a sinistra. Perché?
A dir la verità non lo so. La mia famiglia era piuttosto tiepida. Si votava PCI, ma i miei vecchi rimanevano sempre dei simpatici reazionarî in tema di diritti civili. Mettiamola così: desideravano un’Italia più pulita e confidavano, blandamente, nei dirigenti comunisti. E tuttavia mai comprarono una copia dell’Unità, mai si iscrissero al Partito, mai ne frequentarono le sezioni o le manifestazioni. Il loro motto, insondabile, era: nulla di troppo. E la politica attiva, militante era, appunto, qualcosa di troppo: ideologica, forsennata, un po’ fanatica.
Il sottoscritto, invece, declinò la giovinezza  e la media età proprio sotto l’ombra dei diritti civili. Era naturale supportare sinistra e diritti civili. Anche il mito americano (veltroniano!) esercitava il suo fascino: non erano gli americani che avevano liberato l’Italia dalla dittatura fascista?
Parallelamente coltivavo il culto per la Resistenza e i suoi uomini.
Partecipai a convegni, congegnai incontri, approfondii alcune figure di patrioti, portai alla luce cinema e letteratura di quegli anni.
Bene. Cosa resta di quel tempo glorioso oggi?
Un bel niente.
Si può affermare, in tutta tranquillità, che passerò la seconda età dell’esistenza a rinnegare ciò che ho fatto.
La sinistra, la Resistenza, i diritti civili … ormai li considero alla stregua di ciarpame. Rischio di gettare via bambino e acqua sporca, grano e loglio insieme? E sia. Se questo serve a una comprensione migliore del mondo.
Rinnegare sé stessi, a questo ci si riduce in un’epoca di menzogne.
Cancellare d’un sol colpo decenni di esistenza.
Sì, poiché occorre guardare in faccia il mostro, sempre.
Inutile abbellirlo, o girargli intorno per scrutarlo alle spalle, o mentire riguardo il suo aspetto con gli ospiti, o rimuovere gli specchi da casa.
Un mostro è un mostro e lo si deve ammettere sempre e comunque, anche a costo di pagare in termini di pace interiore.
E allora, a distanza di anni, devo ammettere che la Resistenza e la sinistra, col loro atteggiamento compromissorio, c’hanno messo il mostro in casa. Consegnare il paese a una potenza militare straniera, stendergli il red carpet dell’umiliazione, farsi carico della sua politica estera omicida (e spesso disastrosa per noi) si sta rivelando un cappio sempre più stretto. Finché la Natoamerica prosperava prosperammo anche noi, chi lo nega? Ma il declino, civile, economico e morale ci porterà sempre più a fondo, come un condannato in mare legato assieme a un cadavere.
La dichiarazione dell’ambasciatore natoamericano Phillips a favore del Sì al referendum è solo l’ultimo atto. E, purtroppo, non è un’ingerenza, ma una precisa direttiva.
E a questo ci ha portato non la sconfitta, ma la resa.
Sì, nel 1945 era meglio perdere, rovinosamente, e ripartire da una disfatta invece di sacrificare noi stessi (e ciò che siamo stati) sull’altare di questo nichilismo autodistruttivo.
E come rifiutarlo?
Non c’è che un modo: cancellare il nostro recente passato politico. L’antifascismo, il piano Marshall, il 25 aprile, la mitologia del partigiano, Sordi che fa l’americano … dobbiamo dimenticare tutto, a qualsiasi costo, anche quello del torto e dell’ingiustizia verso figure storiche integerrime e coraggiose.
Guardiamo il mostro in faccia: ci siamo consegnati mani e piedi a coloro che ci distruggeranno.
L’ambasciatore americano Phillips non è un semplice colonizzatore. È il portavoce di un potere sovranazionale (la cui scaturigine contingente sono gli USA) che aspira a un ordine neofeudale mondiale da attuare con ogni mezzo: militare, psicologico, economico. Merkel, Tsipras, Blair, Schroeder, Renzi, Hollande sono le comparse, sempre rinnovantesi, di tale atto (a senso) unico.
C’è ancora chi soggiace al fascino della destra e della sinistra, della democrazia, dell’Occidente, della libertà, del progresso. E la Natoamerica è la sirena che dolcemente modula questa litania.
Ecco il solo modo per scappare, lo ripeto. Rigettare in massa i miti politici del dopoguerra. Tutti. Compresi quelli del buon soldato americano, Sciuscià, la Resistenza, i fratelli Cervi, la democrazia, la destra e la sinistra, il progresso civile, il Sessantotto, le lotte studentesche, l’Europa di Spinelli, l’umanesimo illuminista et similia.
Questo, lo ri-affermo a scanso di equivoci, vale per me.
Altri dovranno rigettare l’anticomunismo alla Guareschi, il cattolicesimo pievano, il fascismo da operetta col busto del duce in anticamera e così via.
I miti politici del dopoguerra sono degenerati in una sovrastruttura che impedisce l’azione e paralizza ogni lingua. Allora meglio disfarcene e ragionare esclusivamente in termini di realpolitik dura e pura.
Guardare il mostro in faccia.
Tabula rasa.
Fare astrazione di settant’anni di storia e immaginarsi, nel 2016, come fossimo nel 1945.
Domandarci: siamo sotto scacco. E allora chi può liberarci dai liberatori? Un partito razzista tedesco? Ben venga! Il terribile Trump? Ben venga! Gli isolazionisti inglesi o norvegesi? I secessionisti scozzesi e catalani? Si accomodino!
E questo metodo va applicato per un semplice motivo: poiché il potere ragiona allo stesso modo.
Il potere va per le spicce.
Chi serve per destabilizzare l’Ucraina? I nazisti? Ben vengano!
Chi ci occorre per fare pressioni su Siria e Iran? I tagliagole sunniti? Perfetto, si apra subito un corridoio umanitario gonfio di armi e dollari!
Chi abbiamo sul campo in Afghanistan per cacciare i sovietici? Quel guevarista di Massoud? Bene, lo si inondi di Stinger!
Chi può aiutarci a frantumare la Jugoslavia? I compagni comunisti? Facciamo eleggere Baffetto con un colpo di mano in Parlamento! Tanto il Mortadella quello che doveva fare (impostare l’Euro) l’ha già fatto!
Capisco che la nostalgia e il ricordo possano impacciare tale operazione di pulizia.
Ma va fatta.
Il potere è apolide e pragmatico.
E quindi pragmatici e brutali dobbiamo diventarlo pure noi.
La zavorra sentimentale va gettata via senza rimorsi. Per non restare a terra.
La riprenderemo a bordo in tempi migliori.

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it/

Link. http://pauperclass.myblog.it/2016/09/18/guardare-il-mostro-faccia-alceste/

18.09.2016

Pubblicato da Davide

  • Vocenellanotte

    Per molti versi mi identifico con le riflessioni di Alceste. Anche io ho un passato “simile”, anche se provengo, credo, da un ambiente molto più povero del suo e degradato sotto il profilo umano, sociale e civile. Ma non stiamo a sottilizzare . . . .
    Detto questo credo anche che la cloaca nella quale siamo finiti, abbia una specifica ragione e risiede nella svendita dell’etere da parte di Craxi a Berlusconi ai primi anni ’80.
    Nel momento in cui il pluralismo culturale (anche tramite TV, va bè) avrebbe potuto sviluppare le coscienze la scelta scellerata e avida di un solo uomo (Craxi), ci ha condotto nella spazzatura.
    Questo è il risultato finale, il quale si innesta perfettamente nel processo globale di predazione delle ricchezze ovunque presenti e/o prodotte, da incanalare in modo unidirezionale verso chi detiene la forza coercitiva . Anche quella di far credere agli stolti di effettuare una scelta, che scelta non è.

    • Stodler

      Siamo arrivati a questo perchè chi doveva difendere certi interessi, es. sindacati e partiti di sinistra hanno fatto la scelta di accodarsi al carro del vincitore, la retorica è stata quindi ricalibrata nel tempo. Berlusconi, Craxi? Il male ha forza solo se i buoni lo lasciano fare.

    • ga950

      La spazzatura è recarsi alle urne e la ciliegina sulla torta è stata votare a sinistra per farsi prendere in giro al quadrato.

    • PinoRossi

      I danni fatti da Berlusconi e Craxi con le TV commerciali sono nulla rispetto ai danni, ben maggiori, che da decenni strumenti di manipolazione ben più sottili ed efficaci, come il Gruppo Espresso, provocano negli italiani che sanno leggere. O almeno credono.

  • PietroGE

    “Rigettare in massa i miti politici del dopoguerra”?
    Benissimo, approvo decisamente. E sostituirli con cosa? Con il vuoto di idee non si va da nessuna parte, o meglio, si va verso il nichilismo del privato che affonda ogni impegno oppure verso lo ‘spirito di Capalbio’ : me ne frego dei migranti basta che non vengano a rompermi i cosiddeti quì a casa mia.
    C’è chi continua l’eterno tentativo dei rifondare la DC chi ha sfruttato il classico trasformismo italiota e si è si è rifatto una veste con il M5S. Diceva il grande Antonello Venditti :

    “…Compagno di scuola, compagno di niente
    ti sei salvato dal fumo delle barricate?
    Compagno di scuola, compagno per niente
    ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?”

    Con il pragmatismo brutale, senza idee di riferimento non si ottiene niente. Popolo, identità, nazione, bene comune, sovranità. Si deve ripartire da quì.

    • ga950

      “Con il vuoto di idee non si va da nessuna parte, o meglio, si va verso il nichilismo del privato che affonda ogni impegno ”
      Parli per lei.

  • Piero61

    salve
    vorrei fare i complimenti all’autore dell’articolo, però da uomo del fronte opposto, frequentatore ( e sostenitore) per anni ( e tuttora) dei reduci RSI, lo invito a non cacciare via tutto del suo passato.
    Nella resistenza c’erano tante persone oneste che non volevano certo che l’Italia finisse così, così come nella RSI ben pochi volevano assuefarsi ai tedeschi e a certe loro teorie.
    E’ vero, alcune cose sono da buttare ma teniamo quelle buone e ripartiamo da lì
    saluti
    Piero e famiglia

    • ga950

      Non deve prendersela a male, la leggo sul sito di Blondet, non sono affatto d’accordo con lei, ma ha l’attenuante di essere stato un militare.

      • Piero61

        salve
        apprezzo la sua sincerità ma può spiegarmi cosa c’entrano le mie simpatie politiche con il fatto di esser stato militare ?
        Da quanto presume ne deduco (ma potrei sbagliarmi) che lei non ha mai frequentato ambienti militari negli ultimi 35/40anni, sono tutto meno che quello che lei immagina.
        Glielo posso garantire…per esperienza personale
        saluti
        Piero e famiglia

        • ga950

          Il servizio militare l’ho svolto mezzo secolo fa, negli ultimi 35/40 anni non ho frequentato ambienti militari ma militari.
          Il mio aiutante in campo è un maresciallo dell’aereonautica a stellette in pensione, ho acquistato un fondo da un generale di corpo d’armata anche lui in pensione, e mi fermo qui, ma se lei avesse occasione di venire in quel di Viterbo di individui irreggimentati gliene posso presentare a biseffe.
          Lo so che lei vive in Liguria ma dove pensa sia più alta la concentrazione di divisati in esercizio od in pensione? E sto parlando di alcuni milioni d’individui.
          Lei sta dialogando con un delinquente che ha scontato la CPR e quindi è stato trattenuto in caserma oltre il tempo della leva, ho imparato a mie spese che i delinquenti vengono riservati in hotel a 6 stelle, le persone per bene ristrette in carcere solamente perché non si sono sottomesse.

          • Piero61

            salve
            io non credo che lei sia un delinquente ma una persona che deve essere finita a contatto con dei poveri esaltati/esauriti incapaci di comandare.
            Io prima ho sbagliato (e le chiedo scusa), avrei dovuto specificare in ambienti militari in ambito Marina.
            Sarebbe interessante poter scambiare due chiacchere di persona o al telefono, forse ci capiamo meglio.
            saluti e buona serata
            Piero e famiglia

          • ga950

            L’idea dei militari che mi son composta quando ho svolto il servizio di leva l’ho rafforzata successivamente con le conoscenze seguenti, come ho scritto nel mio precedente commento, sarà come sostiene lei, un branco di esaltati.
            Ognuno ha il diritto di vivere dei propri convincimenti, io insisto nella totale eliminazione delle persone in stellette.
            Non può negare che i carabinieri e le guardie di finanza siano militari, bene, secondo lei quante persone pagherebbero tutte le gabelle imposte dallo stato centrale se non ci fossero quest’individui?
            Dalle statistiche che ho svolto personalmente: nessuna.
            Poi. tutti coloro che giurano sulla costituzione sono disposti a sporcarsi le mani di sangue, cosa che aborro al di là delle mie forze, e qui mi taccio.

          • Piero61

            salve
            credo che lei stia generalizzando, capisco le sue esperienze negative ma ciò non toglie che nella FFAA, la maggioranza dei facenti parte sia ben distante moralmente, socialmente e professionalmente dai soggetti da lei descritti.
            Le mele marce sono ovunque e, sono sempre la parte minore..
            saluti
            Piero e famiglia

          • ga950

            Sulle prime volevo non risponderle oltre perché ritenevo concluso lo scambio, ma riflettendoci un po’ mi corre l’obbligo di puntualizzare la sua accusa di “generalizzazione”.
            Per lei sarà tale non certo per me o per qualsiasi altro, da dove deriva l’esperienza che ogni individuo accumula se non dai contatti e trascorsi di vita?
            Inoltre se tutti e sottolineo tutti i militari che ho incontrato nel mio percorso ragionano e si comportano nel modo in cui sono stati addestrati è generalizzazione?
            Se lei non si riconosce nella fattispecie significherà che rappresenta l’eccezione che conferma la regola, ma sempre di eccezione si tratta.
            Volente o nolente lei deve accettare in materia ed anche altro posizioni diverse dalla sua.
            All’epoca del mio servizio (sic!) militare avrei potuto assumere il ruolo di ufficiale di complemento ma avevo il divieto assoluto di mio padre di accettare qualsiasi grado a partire da quello di caporale, minacciandomi la sostituzione della serratura della porta di casa qualora non avessi ottemperato la sua volontà.
            Quindi ho dovuto sottostare alla volontà e agli ordini di sottoufficiali che non erano in grado nemmeno di porre la loro firma in modo ortografico, in quella caserma eravamo in 1200, perciò non credo che lo sgorbio lo producessero per mia esclusiva.
            Il ramo materno del mio albero genealogico è soprattutto formato da suoi conterranei, infatti mia mamma è nata a Genova ed il suo papà a La Spezia e molti miei parenti di questo lato sono stati ufficiali di navi militari e civili anche di lungo cabotaggio come petroliere dell’ENI e della SNAM.
            Alla faccia della generalizzazione.

          • Piero61

            salve
            scusi ma lei parla di un numero, limitato di persone e di un periodo altrettanto limitato di ferma;
            Io ci ho passato quasi 40anni (ero sottufficiale) e, ho consociuto diverse centinaia di persone e le posso assicurare che la stragrande maggioranza erano ottime persone.
            Liberissimo di non credermi.
            Io ad esempio ho consociuto diverse persone di una certa precisa parte politica che erano di un’ignoranza e di un razzismo idelogico senza pari ma ve ne sono altrettante, sempre dela stessa parte, eccezionali.
            Stia tranquillo, non la disturbo più…
            saluti
            Piero e famigia

          • ga950

            Non si tratta di disturbo ma di opinioni maturate attraverso l’esperienza. Mi sembra lampante che lei sia fermo nelle sue che a questo punto non desidero opinare, ma lo sono altrettanto anch’io.
            Aborro tutto ciò che è delimitato come lo è un partito politico, una classe sociale e quant’altro. Come è possibile che coesista contemporaneamente in un’enclave sociale omogenea chi si muove in direzioni opposte?
            Le faccio un esempio pratico: se milito all’interno di un’organizzazione politica ove operano degli individui corrotti due sono i casi o lo sono anch’io, corrotto, oppure sono un idiota che non mi capacito della realtà in cui sono immerso, la terza possibilità non è data.

          • PinoRossi

            Signori, con tutte queste entrature che avete in ambienti militari, organizzate un bel golpe e salvateci voi 🙂

          • Piero61

            …lasciamo stare…
            saluti
            Piero e famiglia

          • PinoRossi

            spero si sia colta l’ironia 🙂
            saluti cari a lei, leggo spesso e apprezzo i suoi commenti sul sito di Blondet

          • ga950

            Ah ah ah.

  • Holodoc

    Anche io penso che non sia tutto da buttare. Ad esempio lo è la Costituzione ed i principi sociali in essa contenuti e che i governi che si sono succeduti negli ultimi 40 anni hanno fatto a gara a distruggere.
    Intorno ad essa conviene quindi stringerci e fare barriera.

    • ga950

      Se parla della costituzione italiana ha preso un abbaglio, mi scusi ma questa è la mia opinione.

  • Truman

    Dal punto di vista emotivo l’articolo è comprensibilissimo. Dal punto di vista sostanziale è abbastanza discutibile.
    Frasi come “Rinnegare sé stessi, a questo ci si riduce in un’epoca di menzogne.
    Cancellare d’un sol colpo decenni di esistenza.” non mi trovano concorde.
    Bisogna avere memoria, imparare dai propri errori e riconoscere ciò che era giusto.
    Avere memoria, non cancellare, e filtrare, trovare quel poco di buono che c’era in mezzo a tante balle. Ma probabilmente lo diceva meglio Italo Calvino:

    “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

    Incidentalmente, lo diceva Calvino, partigiano e di sinistra. Insomma non tutto ciò che è partigiano e di sinistra va abbandonato.

    • ga950

      “Incidentalmente, lo diceva Calvino, partigiano e di sinistra. Insomma non tutto ciò che è partigiano e di sinistra va abbandonato.”
      Un errore al quadrato da cui non se ne può uscire anche riconoscendolo.
      Per essere resipiscenti necessita un futuro.

  • ottavino

    Siamo tutti ostaggi del sistema, perciò ogni cosa fa il sistema, chi paga siamo noi.
    E non intendo il pagare come dare dei soldi. Il sistema ha molti modi per far pagare la sua impostazione, la sua voglia di grandezza. E di grandi cose, il sistema ne ha imbastite tante, da 70 anni a questa parte
    E’ un pò come se avessimo a capo del sistema un re molto presuntuoso, che si è messo in testa di realizzare un luogo impossibile a realizzarsi..
    Purtroppo chi deve poi realizzarlo siamo noi, noi siamo gli strumenti.
    Ecco perchè se uno ha un pò di sensibilità non vuol “far parte” di questo sistema, anzi, non vorrebbe proprio neppure farsi vedere. Perchè consciamente o inconsciamente ci sentiamo raggirati e sentiamo che la grandezza non durerà.

  • CitizenFour

    Quando ci si libera delle bandiere che ci impediscono di pensare in modo “critico” è come scegliere la *pillola rossa*, ad un tratto ti senti un alieno in un mondo di criceti contenti di girare nelle loro ruote più o meno full-optional….
    Ti condivido anche io sono sempre stato in quella cerchia di valori umani una volta definiti “di sinistra”.
    Di tutto ciò non è rimasto nulla o quasi nell’interpretazione della società reale e tanto meno in politica.
    Ne è rimasto qualche scampolo seppur ormai quasi sempre singolo e scomposto nella rete sotto forma di ciò che è conosciuto come Anonymous, ma nulla di più.
    E’ la coscienza globale umana che cerca di sopravvivere.
    https://youtu.be/drF9Hezlm5s

    • ga950

      E chi non è mai stato di: sinistra, destra, centro sopra e sotto?

  • Adriano Pilotto

    Ciascuno costruisce i propri mostri e pertanto i mostri di Alceste sono i mostri di Alceste. Affrontarli è quasi sempre una buona cosa, specialmente con l’aiuto di un terapeuta. Ma cercare di spacciare il proprio mostro come infezione collettiva non mi pare di grande utilità. Non aiuta a trasformare il proprio mostro in qualcosa di sensato e non aiuta l’interessato ad intravedere il mondo senza mostri.

  • Piero61

    salve
    ma il nome Alceste è in onore di Alceste De Ambris, sindacalista interventista nella I^GM e compagna di Filipo Corridoni, morto volontario in trincea e amico di Mussolini ?
    saluti
    Piero e famiglia

    • ga950

      Dovrebbe chiederglielo direttamente all’interessato visitando il sito pauperclass.

  • Oscarrafffone

    Il bambino ha le idee un pò confuse, forse troppo confuse non riesci a mettere a fuoco idee, periodi storici, forze in campo, insomma la geopolitica.
    Forse chiedo un pò troppo vero?
    Caro Alceste, l’Italia ha perso la guerra, ed ha dovuto pagare i danni ai vincitori, anche se in parte è stata liberata grazie ai nostri partigiani, la metà del sud è stata consegnata alla mafia dagli Americani per un patto con la mafia, è la storia a raccontarlo, man mano che avanzavano toglievano i gerarchi dalle istituzioni e mettevano a Sindaco un mafioso simpatizzante, che doveva tenere a bada i comunisti Italiani.
    Tutto il sistema giudiziario è stato riconfermato, ed era quello fascista.
    I nostri servizi segreti sono rimasti intatti, ed erano quelli precedenti.
    Quindi indovina chi comandava in Italia finita la guerra.
    Quel potere occulto, ancora oggi ci sono tracce e filoni al comando, e che comandano ancora a casa nostra, non a caso, appena si nomina un presidente del consiglio, va in America a prendere consigli su ciò che può, e cosa non può.
    Il fatto dei comunisti era un vantaggio all’epoca della guerra fredda, ci permetteva di non essere strozzati, a rischio di guerra civile, i partigiani hanno sempre avuto armi nascoste in grotte e rifugi per tanto tempo.
    I nostri governanti fino ad oggi hanno dovuto sempre vedersela con lAmerica, basta guardarsi in giro per capire di cosa sono capaci, contro chi si ribella.
    E penso che lo abbiano spiegato bene qualche volta anche in Italia.
    Esistevano i partiti, c’era la moralità, le mazzette andavano al partito e venivano redistribuite in parte per il consenso politico, Foerse i comunisti erano più seri vedi la questione mani pulite di Berlinguer, però campavano tutti c’era una ridistribuzione del denaro, ed un pò di benessere.
    Seconda repubblica, hanno cambiato le regole, niente partiti ognuno fa da sè. ed è iniziato il magna magna, ognuno pensava alla propria pancia, e doveva fare in fretta, perché i governi duravano poco, i vecchi comunisti sono andati in minoranza e scalzati da nuovi volti che conosciamo, le persone serie ed oneste, forse si possono contare in una sola mano, quindi la regola era che si doveva rubare al massimo per non lasciare nulla al successivo, stessa cosa nei comuni, provincie, regioni, che addirittura rubavano a credito, facevano debiti, che doveva restituire il successore, per non lasciarli nulla da rubare, che a sua volta aumentava il debito per prendersi qualcosa, questo fino ad oggi.
    Oggi gli unici volti nuovi, e non corrotti dal sistema ladrone, sono quei bravi ragazzi che ha inventato Grillo, gli faranno di tutto per screditarli e riprendersi la mangiatoia, parecchi cadranno si sà, ma è una guerra ormai dichiarata

    • ga950

      Era partito bene ma poi è affondato con: “anche se in parte è stata liberata grazie ai nostri partigiani”.

  • GioCo

    Unendomi al commento di Truman che non cambio nella sostanza, devo però aggiungere qualcosa che riguarda una questione più spinosa e che l’articolo solleva, forse in modo non adeguato ma certamente non possiamo per questo condannarlo.
    Mi riferisco alla questione del rapporto tra noi e il vigente, “il potere di adesso”, per parafrasare Eckhart Tolle. Prendiamo lo studio: a scuola ci dicono che la terra e tonda e solida ma che galleggia nel vuoto cosmico, che la scienza non da certezze ma che è un solido metodo di analisi che ci porta verso disneyland, che l’evoluzione è un “fatto teorico” (i due termini sono in relazione retorica intenzionale) che lo spazio è infinito ed è fatto di atomi che sappiamo descrivere nonostante non li possiamo vedere, e via così in coppie di significato vuoto-solido. In altre parole viene abituato il discente a coltivare una mente che si relaziona con paraventi (mentali) che sono tolti e rimessi nei contesti come per lo spettacolo di un bravo illusionista: guardi sempre dove non c’è il trucco. Così finisci per coltivare la solida certezza che la magia esiste ed è tecnica, perchè ti viene detto e ribadito continuamente che a governare “è il trucco”. In questo modo se credi alla magia sei un cretino e se non ci credi sei un disadattato. Ognuno quindi coltiva nell’inconscio l’atroce desiderio di governare la magia pur non avendo la minima idea di cosa sia: fa supposizioni e poi fa pratica a casaccio, come con l’iphone. Come lo smanettone al computer, ma non è diverso nel giornalismo, nell’economia, nell’imprenditoria o altre pratiche umane civili e moderne più datate. Cambia il ruolo, ma il paradigma rimane “qualcuno che cerca di controllare luoghi, persone, eventi mettendoli in relazione rispetto a se stesso di subordinazione”.

    Se realizzi come il nostro buon Alceste, che ciò crea robuste certezze verso minchiate (il riferimento duplice voluto è “tarocchi” e “stupidaggini”) ti rendi conto che il tuo è un condizionamento imperante artificioso (parassitario) che lavora strutturalmente per rendere dipendente il cervello da specifiche cornici di senso compiuto (ciò che esce dalla cornice diventa priva di senso e quindi “impensabile”). Cornici che delimitano non solo le idee, ma l’immaginazione e (soprattutto) la fantasia e le reazioni emotive contestuali, rendendo pratica la misura di peso e il controllo della distanza affettiva. L’apatia delle giovani generazioni (per esempio) è una conseguenza provocata dalla distanza fisica che il mediatore (il telefono) impone all’immaginazione affettiva: posso avere il mio partner appiccicato alla mia schiena e litigarci tramite il telefono costringendo la relazione a dipendere dalla distanza emotiva-affettiva, così la rottura diventa più facile e le “nano-battaglie” abituano a soglie di resistenza emotiva minori, mediate da un ente alieno che rende più robusta la cornice di contenimento mentale.

    Quando realizzi tutto questo inferno, perché di questo esattamente si tratta, e realizzi che nel suo essere effimero non c’è niente che sia più concreto e spaventoso, lo shock ti porta automaticamente al rigetto di tutto ciò che si regge su quell’impalcatura (duale). Bene e Male diventano insieme il paradigma per la religione dell’inferno che ti rimane solo di cogliere o rigettare per intero, perchè tutto ciò che ti costituisce e ha preso senso nel tempo è stato forgiato li dentro. Ma c’è un ma. Noi non siamo “solo” il tecnicismo forzoso e artificiale che ci ha modellato il cervello, tant’è che abbiamo bisogno di continui “refresh”, se no lasciati in pace ci sbarazzeremmo rapidamente dell’impalcatura che è ridondante e non si sposa con le leggi del funzionamento del cervello (pensare con il minimo sforzo e la massima resa). Ad esempio, basterebbe qualche mese di blackout globale e chi sopravvive ne emergerebbe già privo. Ma anche un isolamento dagli stimoli del mondo civile adeguatamente lungo funziona altrettanto bene. Realizzato che oltre alla dicotomia di impianto zoroastrista c’è il terzo incomodo (tu) realizzi che il centro del tuo intendere può concentrarsi su “adesso”, ma questo non corrisponde a rigettare il passato dato che “adesso” sei sempre la summa di un risultato in divenire che comprende quel passato: mai lo stesso e mai assente. Per ciò anche considerato “sbagliato” quel passato è comunque il centro di un pensiero da cui partire per determinare un possibile agito diverso “adesso”. Quale? Liberate le catene della fantasia, nessuno può dirlo. Ma sarai abbastanza forte da reggere una cosa simile? Temo che per molti la risposta sia scontata.

  • PinoRossi

    Mi riconosco pienamente nell’evoluzione dell’autore. Famiglia di sinistra, mito del nonno partigiano, assoluta fiducia in tutto ciò che puzzava di PCI. Io di estrema sinistra prima (da adolescente ignorante ed egoico). Poi ho continuato, addirittura facendoci una carriera musicale con canzoni umoristiche di sinistra estrema (ma ammetto prendevo parecchio per il culo anche i compagni).
    Poi piano piano la comprensione. La grande manipolazione della sinistra non è stata solo politica e sul piano delle idee, ma ci ha, a mio avviso deliberatamente, distrutto ogni residuo di identità, e di identificazione con la nostra cultura e con la nostra, stupenda, tradizione spirituale.
    Ci ha insegnato a vergognarci di essere bianchi. Quando grazie alle lotte di bianchi come noi, dall’interno, siamo stati i primi nel mondo ad abolire la schiavitù. Schiavitù che ancora esiste in tanti paesi di “negri”. Dichiarata come in Mauritania, e di fatto come in tutto il subcontinente indiano, l’Africa centrale, e buona parte dell’Asia.
    Io sono adesso fiero di essere europeo, fiero di essere cattolico, e grato di appartenere a una tradizione che mi ha dato gli strumenti anche per fare autocritica. Tutto questo lo dobbiamo al cristianesimo, che credenti o atei, è la nostra matrice. Anche come pensiamo lo dobbiamo al cristianesimo.
    Ma per andare oltre a ciò che dice l’autore, dal cui scritto percepisco ancora una visione dell’altro lato negativa e pregiudiziale, mi sono reso conto che la manipolazione dell’invasore mi ha fatto considerare subumani e indegni coloro che invece erano vicini a idee di destra. Oggi trovo un minimo di senso della realtà e lucidità solo in fonti di destra o cattoliche. Primo esempio il grande Blondet. O gli italiani organizzatori del family day.
    Poi tutto ciò è nato per caso. Un giorno, ad esempio, trovo questo giornale molto lucido e sul quale leggo analisi rare, il primato nazionale. Per poi scoprire molto dopo che è il giornale di Casapound. Benvenuto tra le mie letture.
    Completamente d’accordo con Alceste. Ma aggiungerei la rivalutazione di tutto ciò che siamo stati condizionati a rifiutare, integrandolo con ciò che siamo.
    Purtroppo, coloro che “a sinistra” hanno una qualche visibilità, sono troppo ben coccolati e in negazione della realtà per fare il salto (conosco queste realtà dal di dentro). E non parlo dei milionari come Saviano e Fazio, ma anche di ben più piccoli operatori culturali con privilegi molto minori. L’unico comunista di qualche rilievo che ha capito tutto e non si vergogna a dirlo è Giulietto Chiesa, che ha il mio plauso.
    Auguro a molti di avere una cartella di bookmark “news” come la mia, dalla quale non ho mai cancellato nulla, e che comincia con indymedia, passando per repubblica e manifesto, per poi piano piano arrivare ad azione culturale, e artisti per l’Eurasia. Con Comedonchisciotte nel mezzo 🙂 colgo l’opportunità per ringraziarvi, siete stati parte importante di questo processo.
    Un abbraccio
    Pino Rossi

    • ga950

      Ahh ecco! Con ciò si capisce perché auspichi che i militari facciano pulizia. La legge del pendolo.

      • PinoRossi

        ahahah ma era una battuta quella sui militari 🙂

        • ga950

          Infatti l’ho letta proprio così