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Riflessioni sul referendum del 4 Dicembre 2016

 

 

 

LUIGI SERTORIO

ugobardi.blogspot.it

 

Introduzione: chi siamo, da dove veniamo.

– Impero romano: Augusto imperatore nel 27 aC. Termina con Romolo Augustolo nel 476 dC. Territorio: fertile, bacino del Mediterraneo, traffici commerciali. Struttura imperiale, basata sul potere militare.

– Medioevo: stesso bacino territoriale. Struttura in città o stati molto piccoli. Eccellente preservazione delle radici della cultura artistica e scientifica.

-1492. Cristoforo Colombo connette Europa e continente americano. Nascono le potenze coloniali, Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi. I traffici navali implicano l’Atlantico. Il Mediterraneo rimane con ruolo inferiore. Le potenze coloniali occupano l’Italia con forme di governo variabili.

– Alla fine del ‘700 incomincia l’era del carbone, macchine e motori. Fabbriche e ferrovie compaiono nell’800. Marx teorizza tale dinamica.

– 1861 creazione del regno d’Italia. Termina nel 1946. La struttura di confederazione sostenuta da molti pensatori viene rifiutata in favore di monarchia dotata di potere esecutivo, legislativo, giudiziario, con Statuto.

– Repubblica italiana, dal 1946 a oggi.

A cosa serve questo richiamo? A far meditare sul fatto che Il presente italiano è l’esito di un passato enormemente complesso. Sarebbe bene cercare di capirlo, nel bene e nel male.

La costituzione

La Costituzione repubblicana italiana è stata scritta subito dopo la guerra devastante che aveva implicato non solo la fine della debole e corrotta monarchia sabauda intrecciata a venti anni di capitalismo fascista, ma tutti gli stati d’Europa, più Russia e Giappone. Emergeva nel 1945 l’impero militare industriale americano con pretesa di dominare tutto il pianeta Terra, essendo in possesso dello strapotere nucleare. Pretesa che si evidenzia con continuità fino al presente.

Nelle condizioni di totale debolezza in cui si trovavano gli uomini che formularono la Costituzione scrissero un testo poetico espressione di principi ideali utopici. Come mai utopici? Perché l’Italia non era una nazione ma un territorio devastato, con una potente storia di pensiero arenata su un presente di vassallaggio. Basta ricordare che nel 1949 l’Italia entra forzatamente nella NATO e di conseguenza nel 1951 cede, regala, agli USA porzioni di territorio nazionale per le tre basi militari di Camp Darby, Sigonella e Vicenza. [presidente della repubblica Einaudi e presidente del consiglio De Gasperi]. Dove era finito il concetto di sovranità dello stato e dei suoi princìpi fondanti? E’ come prendere una suorina vergine e pura che canta dolcemente un inno alla vita eterna e poi entra in un bordello a concedere il suo corpo.

I grandi politici tipo De Gasperi o Andreotti erano totalmente servi dell’America. La nazione Italia andava avanti con una dinamica di sottomissione tecnologica ed economica (eliminazione di Mattei, Ippolito, Olivetti) e di furbizia, l’unica arma che resta in mano e che caratterizza i servi. Lo sappiamo fin dai tempi antichi. La corruzione italiana è sempre piaciuta agli USA. Ricordo alle riunioni generali della NATO (anni 1991-1994) il rappresentante italiano che non sapeva parlare inglese e stava seduto appoggiato al tavolo dell’immensa sala a leggere i giornali (orrenda vergogna per me che ero costretto a stare seduto dietro a lui secondo le gerarchie d’uso). Quando si chiedeva il voto la segretaria che sapeva l’inglese gli dava un colpetto, lui si muoveva alzando la mano per indicare che approvava la mozione richiesta, che era sempre quella degli USA. Questo comportamento era graditissimo agli Americani.

E così a casa, cioè nel parlamento italiano, vegetavano i corrotti. E’ dal 1947 che elaborano nomi e regole per alimentare privilegi vari. Questi trucchi continuano adesso con facce nuove e tante parole fra cui la riforma costituzionale di cui si straparla oggi. Nulla di nuovo rispetto alle osservazioni citate sopra. I poteri dominanti, nucleare e bancario, gradiscono ovviamente un governo italiano sufficientemente autoritario ma che continui a obbedire, come sempre (*). La proposta di modifica alla Costituzione va esattamente in questa direzione, e il sostegno dei poteri dominanti è palese.

Non è il testo della Costituzione che si deve cambiare ma la scelta degli individui che entrano nelle strutture dello Stato, perché sono loro che conducono la dinamica della nazione. Se una squadra di calcio non va bene si lavora sui calciatori e sull’allenatore non sulla misura dell’area di rigore, o sulle regole del fuorigioco, o della palla al centro. Se una struttura operante nel mondo agricolo o commerciale o industriale manifesta delle imperfezioni si analizza il funzionamento dei suoi membri nei loro vari ruoli, non si dà la colpa alla definizione dei concetti di “coltivazione”, “mercato”, “prodotto”. Se il presidente del consiglio va al colloquio con il presidente degli Stati Uniti e non sa parlare in inglese, ha due scelte, o impone l’italiano (davvero?) o si porta dietro un interprete. In realtà fa brutta figura, non si venga a dire che occorre una modifica della Costituzione onde dargli più dignità. Dobbiamo sostituirlo con un uomo competente e veramente degno del ruolo che copre. E così via.

Chi propone i cambiamenti che sono adesso oggetto del referendum? Un consesso di saggi? Lontanissimi da ciò. Quando vedo in azione alla TV i politici che sono giunti al potere non so come e perché, all’opera nell’illustrare le modifiche costituzionali, e mi riallaccio alla mia esperienza triennale alla NATO vedo in azione una tragica continuità di inadeguatezza. Dobbiamo portare al Parlamento e al Senato le persone giuste. E’ ciò facile? No, è difficilissimo. Ma quando una popolazione non è nazione sana, cioè sufficientemente ben definita nella sua dinamica storica, le sciagure provenienti dall’esterno arriveranno inattese e incomprese dalla classe politica in atto. Davvero si deve parlare di rimpallo fra Camera e Senato che deve essere curato? Apriamo gli occhi e cerchiamo di capire perché esiste la quasi totale incapacità di analizzare le cause dei veri problemi globali. Il più vicino è il flusso migratorio, che è visibile ma parte da lontano.

Molto più difficile da capire, perché invisibile, è l’accerchiamento nucleare della Russia che l’America sta eseguendo in certe aree sotto l’etichetta della NATO e in generale con la giustificazione di doverosi interventi di pace. Certamente i politici con scorta e auto protettiva non vedono niente. Ovvero sono occupati a bisticciare in TV per cercare consensi in un certo bacino di elettori, indicando i fatti locali e le loro cause immediate. E così i super ricchi con case blindate dislocate in vari posti della Terra se ne fregano. Ma non sono né i politici che abbiamo oggi, né i super ricchi orbitanti nella finanza globale i portatori dell’intelligenza. E allora che succede nel futuro dell’intelligenza degli italiani?

Conclusione.

Nel corso del tempo, andando indietro di tre o quattro millenni, si sono succeduti molti modi di agglomerarsi delle collettività umane. Si va da strutture di potere assoluto sacro ereditario come nell’Egitto dei Faraoni, a modi spontaneistici come nelle tribù della foresta. Le strutture coesive si basano su moltissimi parametri dei quali citiamo due principali: l’eredità culturale e l’appartenenza al territorio. E’ difficile dire quando nascono i concetti di Nazione e Stato, un punto di riferimento, anche se relativamente arbitrario, può essere la rivoluzione francese. Accettati questi concetti vediamo che essi sono connaturati al problema di formulare la connessione fra la volontà delle persone incluse nella Nazione e il potere dello Stato. Questa connnessione è definita dalla Costituzione. E’ una scrittura formale che esce dal cervello di uomini, non dal volere divino o dalle leggi della fisica. Definita la Nazione e scritta la sua Costituzione, partono gli innumerevoli problemi della dinamica umana interna alla Nazione intrecciata alla dinamica del potere dello Stato.

La “classe politica professionale governante”, con le sue definizioni e le sue norme, è l’interfaccia fra la comunità degli esseri umani formanti la Nazione, portatori della complessità della vita, e le direttive della Costituzione (**). Osserviamo che questo ruolo di professionisti governanti c’era anche prima della nascita delle costituzioni. Con la comparsa del binomio Stato-Costituzione la definizione di classe politica è più precisa. Comunque il probema fondamentale, vitale, è questo: come, in che modo, con quali mezzi la moltitudine dei cittadini sceglie e guida la classe politca che a sua volta dovrà guidarli e governarli? All’interno della Nazione ci sono le radici del pensiero, dell’arte, della scienza. Ma ci sono anche le radici della stupidità, della criminalità. La salute di una Nazione è il concetto più complesso che esista. Nazione sana, Stato sano, che bello. Esiste?

La nostra costituzione è pura e ingenua. La struttura dei poteri dello Stato è ovviamente evolutiva (la tecnologia e i modi del vivere cambiano in continuazione, le interazione con altre Nazioni cambiano in continuazione). E’ la capacità di evoluzione del funzionamento dei poteri dello Stato che deve essere intelligente e degna del portato del pensiero appartenente ad una certa Nazione. Queste sono osservazioni basilari. E’ la buona fisiologia degli organismo dello Stato il punto cruciale. Arriviamo ora alla proposta di modifica costituzionale che ci angoscia perchè è indizio di malfunzionamento fisiologico dell’interfaccia Cittadino-Stato, cioè della classe politica avente il compito di governare. La proposta di modifica è nata non si sa come, è scaltra, ed eterodiretta. Non è nata dal cuore e dalla mente dei cittadini, I quali sono stanchi della classe politica dirigente. O si assentano o si associano passivamente. La classe politica mette in azione la furbizia, che abbiamo visto essere vecchia. La campagna elettorale è sempre più caotica. Il SI e il NO sono diventate mosse su un campo da gioco di voltagabbana che fanno giravolte non sulla scala del tempo dell’anno, del mese, del giorno, ma della stessa intervistaTV. Vogliamo accordarci con loro?

Il NO dovrebbe essere un messaggio di dignità, di volontà di rifare le nostre scelte di uomini, non di rifare codicilli, articoli, paragrafi. Il ritornello del semplificare oggi vuol dire proseguire nella strada della furbizia. E questo lo pagheremo carissimo nel futuro.

Luigi Sertorio nato nel 1933 a Torino, professore associato di Ecofisica alla Facoltà di Scienze dell’Università di Torino. E’ stato per quindici anni visitatore consultant della Divisione Teorica del Los Alamos National Laboratory, e per tre anni membro della Divisione V della NATO, Affari scientifici. E’ autore di circa novanta pubblicazioni di Fisica teorica, e di libri come, Thermodynamics of complex systems (World Scientific, 1991), Storia dell’abbondanza, 2002. Vivere in nicchia e pensare globale, 2006. Cento watt per il prossimo miliardo di anni, 2008, e molti altri  sertorio@to.infn.it
Fonte: http://ugobardi.blogspot.it
Link:  http://ugobardi.blogspot.it/2016/10/luigi-sertorio-riflessioni-sul.html
16.10.2016

 

Note

(*) Come riferimento per inquadrare i concetti di asservimento e sovranità mi limito a citare l’espulsione della sede NATO da Parigi nel 1966 su ordine di De Gaulle (viene trasferita a Bruxelles) e la non esistenza di basi militari USA in Francia. Come mai? La Francia, sempre su direzione di De Gaulle, nel dopoguerra è diventata una potenza nucleare, la terza nel mondo dopo USA e Russia.

(**) Osservazione. C’è un rapporto precostituito fra il numero dei cittadini e il numero dei componenti della classe governante? Re, Corte di Versailles e popolo francese alla fine del Settecento. Oggi, in Italia, Parlamento, Senato e 61 milioni di italiani. Quali sono i numeri che descrivono tali strutture? Domanda da capogiro. La struttura del potere è una articolazione complessa, include la dinamica del denaro, la capacità unificante della religione, le diramazioni operative della criminalità, tutti canali dotati di diversissime morfologie agenti sul tessuto sociale. Tanti auguri a chi vuole meditarci su.

Pubblicato da Davide

  • spartaco

    Contro la logica del meno peggio :non votiamo.
    La costituzione repubblicana e quindi(borghese) e lo strumento dei padroni per sottomettere il proletariato essa si fonda sulla schiavitù del lavoro SALARIATO quando va bene, non abbiamo nulla da spartire contro il nemico di classe essa non ci rappresenta e va combattuta. Il referendum è un’arma spuntata soltanto gli sciocchi pensano di cambiare lo stato delle cose con la scheda. Solo la lotta paga battiamoci per la dittatura del proletariato .

    • ga950

      In questo luogo sentivamo la mancanza di uno come lei.

      • spartaco

        Il proletariato o è rivoluzionario o non è nulla . Rotelle civili ci sono…

        • ga950

          Tutta ‘sta rivoluzione mi è sfuggita!

    • Toussaint

      No, no e poi ancora no! Mai come in questo caso è necessario andare a votare. E VOTARE NO.

      • spartaco

        Cosa avremmo da guadagnare votando NO viviamo già in un regime mascherato dalla democrazia” borghese “

    • Apollonio

      scusi Signore ..ms non le sembra di essere alquanto….out of date…?

      • spartaco

        Beato te che sei sempre al passo con i tempi …peccato che ti fai dettare l’agenda da chi ti schiavizza.

        • Apollonio

          non mi interessa passare da un dittatore ad un’ altra dittatura ..!

  • Mario Vincenti

    La Costituzione italiana, come sottolinea l’insigne giurista e procuratore Carlo Nordio, e’ stata scritta basandosi su un’ideologia catto-marxista in un momento molto particolare della storia europea. Il suo abbinamento ad un codice penale di stampo essenzialmente fascista stritola spesso il cittadino in situazioni giuridiche paradossali. Sia il codice che la costituzione devono superare la logica di queste ideologie vecchie ed obsolete e devono entrambi essere rifrormati in ottica liberale, un’ottica cioe’ che metta lo stato al servizio del cittadino e non viceversa come accade appunto ora. E la pseudo riforma renziana va esattamente nell’opposta direzione.

    • Apollonio

      catto -marxista, codice penale, mmmmmh..? è il liberale il moderno …!
      questo si che ha capito tutto ed ha le idee chiare.

      • Mario Vincenti

        Quello che lei chiama questo e’ Carlo Nordio, un illustre giurista e un magistrato con trentacinque anni di carriera alle spalle, uno che certamente ne sa piu’ di me e di lei in materia. Io ho solo riportato il suo pensiero che a me sembra molto convincente.

        • Apollonio

          Se lo ha riportato Carlo Nordio è una sciocchezza detta da un insigne giurista per lei, per me è un semplice P.M. facente parte di una Super Casta che predica bene e razzola male, simpatizzava per S. Berlusconi.

          Per il liberismo lasciamo perdere perché perderei tempo…!

          vediamo solo questa riforma Job Act (liberista ) che bei risultati che porta..!
          , approvata proprio con i finti oppositori alla Carlo Nordio .di F.I. di Silvio Berlusconi

          Comunque contento lei…!

          • Mario Vincenti

            Liberista e liberale, benche’ abbiano una certa assonanza dal punto di vista della scrittura, sono due concetti politicamente molto differenti. Sul fatto che il jobs act porti solo disastri invece siamo pienamente concordi, come disastri apporterebbe questa eventuale modifica della costituzione e tutto cio’ che finora ci ha portato questo governo.

  • ga950

    E’ universalmente riconosciuto che i “naviganti” sono tra i più scolarizzati della società e quindi per certi versi si potrebbero definire “la crema”.
    A giusta ragione Grillo e Casaleggio hanno pensato bene di pescare in questo mare cremoso per arrivare a selezionare il meglio e quindi si sono attivati per raggiungere lo scopo.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ai posteri l’ardua sentenza.

  • Hamelin

    Un analisi abbastanza discutibile ( come lo sono tutte quelle che prendono periodi lunghi ) .
    I Politici della Prima Repubblica non erano gli scendiletto degli Yankee come descritto ma dei fini cerchiobottisiti che si barcamenavano in una situazione molto difficile di essere di aver perso la 2°WW con una resa incondizionata scellerata .
    Infatti nella loro abilità sono comunque riusciti a ricostruire il paese ed a portarlo ai vertici dell’attività industriale e ricchezza . La Costituzione è quindi anch’essa un mix di quest’opera di un colpo al cerchio ed un colpo alla botte .
    Ora i politici odierni hanno abbandonato la fine politica della prima repubblica e si sono venduti direttamente ad una parte dello schieramento .
    Hanno venduto il paese agli atlantisti un po’ come fanno i governanti dei paesi Africani da secoli .
    Basterebbe capire chi è che ci propone di dare un potere assoluto ed a chi per andare in massa a votare NO .
    Se gli Italiani non lo capiscono è giusto che muoiano di fame ed in miseria .
    La Vita non ammette errori fatali .

    • Truman

      Giusto una chiosa per capire con chi abbiamo a che fare.
      Il PCI di Berlinguer in tutte le scelte significative si consultava con Mosca.
      Con una serie di scivolamenti progressivi siamo passati al PD di Renzi, che ha bisogno in continuazione di andare a Washington per prendere gli ordini.
      Insomma un quasi capovolgimento.
      Con l’importante differenza che il vecchio PCI manteneva una sua significativa autonomia dall’URSS, mentre nel PD di oggi non si muove una foglia senza l’assenso di Obama.
      Ci sarebbe anche un altro cambiamento: il vecchio PCI faceva riferimento a Karl Marx, quello di Treviri.
      Il nuovo PD fa riferimento a Groucho Marx, quello della “Guerra lampo dei fratelli Marx”, nella quale il generale risolve la sconfitta passando al nemico.

  • Truman

    Sembra poco fine ricordare che la Costituzione fu scritta (anche) a mano armata. Eppure mentre si scriveva la Costituzione le organizzazioni partigiane mantenevano con cura i propri collegamenti e tenevano a portata di mano le proprie armi.
    No, i democristiani non erano semplicemente servi degli USA. Erano costretti a trovare un accordo con il PCI, che aveva alle spalle partigiani armati, pur dovendo servire gli interessi degli USA.
    Il difficile equilibrio fu raggiunto con una legge fondamentale che a volte restava un po’ vuota, ma che realmente si sforzava di tener conto degli interessi della maggior parte possibile della popolazione.
    La discussione fu quanto più trasparente possibile, perché bisognava trovare questo impossibile accordo, a meno di voler ritornare al caos. Anche i dirigenti del PCI (della sinistra in generale) manifestarono buon senso ed equilibrio, accettando ragionevoli compromessi. Ma le armi per lungo tempo restarono a portata di mano.

  • Lupismacadam

    Mah! La costituzione come ultimo baluardo alla colonizzazione straniera!
    Condivido. Sono un tenace sostenitore del NO.
    Però a volte mi chiedo, alla fine, il problema è essere bianchi o neri, oppure in fondo in fondo il problema è essere grigi con tutta la lotta interna che si porta dietro ?
    Se alla fine la colonizzazione prevalesse, dopo il transitorio andrebbe veramente peggio di come va oggi tra tira e molla infiniti ?

    • Sergio Tomasi

      La colonizzazione ha già prevalso. Soprattutto la forma di colonizzazione che ci ha privati della sovranità monetaria. Seguita dalla spoliazione che ci ha (e ci sta) privando delle eccellenze industriali. Seguita dalle catene che ci legano ad una sudditanza energetica… ecc… ecc… Qui non si tratta di contenere gli argini, ma di riprenderci il diritto di respirare in casa nostra. Questo NO è un elegante e dignitoso strumento democratico per dire ‘non sono completamente stupido, vedo cosa state facendo e non mi va. Mi ucciderete comunque, ma non passi l’idea che mi piace’.

  • grey owl

    La nostra Costituzione è una delle più giovani dell’Occidente, avendo appena compiuto 68 anni. Se si volesse svecchiarla, si potrebbe ritoccarne qualche articolo, non un terzo. Come del resto si è fatto moltissime volte, nella Prima e nella Seconda Repubblica. In 68 anni sono stati modificati ben 43 articoli ( uno ogni 19 mesi ) e ora Renzi – se vince il referendum – ne cambia altri 47 ( su 139 ) in un colpo solo. Negli USA , per fare un solo confronto, la Costituzione è molto più antica della nostra:è entrata in vigore nel 1789. E da allora ha subito appena 27 emendamenti in 240 anni : nel 1865 per abolire la schiavitù, nel 1913 per sancire l’elezione dei senatori con voto popolare,nel 1951 per limitare a due i mandati del presidente, nel 1992 per vietare a senatori e deputati di aumentarsi lo stipendio e così via. Del resto, modificare la Costituzione americana è piuttosto complicato, perché i padri costituenti la blindarono con regole ferree : ogni emendamento può essere proposto solo da 2/3 di entrambe le Camere o in alternativa da 2/3 dei Parlamenti dei 50 Stati; e può essere approvato solo con il voto favorevole dei 3/4 degli Stati ( 38 su 50 ). Il governo, ovviamente, non può proporre né sollecitare riforme costituzionali : ciò che ha fatto Renzi, a Washington, sarebbe impensabile. Anzi sacrilegio.
    Da : Perché NO di M.T e S.T.

    • Tashunka Uitko

      E se invece si cambiasse solo una cosina? Tipo l’ordinamento dello Stato?
      …Che ne pensa?

      • grey owl

        Lo so ! Ma chi lo farebbe ?
        Renzi-Boschi-Verdini ?
        Buona serata.

        • Tashunka Uitko

          No, no, per carità di Dio, io sono assolutamente d’accordo con lei.
          Ritengo comunque che così come abbiamo nell’albero genealogico dei buoni padri costituenti potremmo selezionare, in ogni settore della società ed in ogni “ideologia”, degli stimati nonché “certificati”, (si spera ottimi, ma quantomeno meritevoli) padri “riformanti” e ripercorrere il percorso di una vera assemblea costituente…..

          • grey owl

            Purtroppo da questa posizione ( opposizione ) possiamo incidere poco e
            spero in un risultato di sbarramento alle modifiche costituzionali per il 4 dicembre.
            Io vivo a Roma e, contrariamente a ciò che divulga certa stampa, la situazione generale sta lentamente migliorando.
            È di oggi l’annuncio di nuovi bus pubblici , alcuni con controllori fissi a bordo, e ampliamento delle corsie preferenziali.
            Il servizio di nettezza urbana è in continuo miglioramento nonostante il comportamento incivile di alcuni cittadini romani e dei rom.
            È poca cosa ma il buongiorno si vede dal mattino e io ho fiducia nella nuova amministrazione anche se qualche errore poteva evitarlo.
            Buona serata.

  • Piramis

    Ma la siora Gina, la corrispondente veneta della famosa “casalinga di Voghera”, la vogliamo ascoltare? ne vale la pena https://www.youtube.com/watch?v=ZYvm-mknG4c