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IL REGNO DEL CIGNO NERO

 

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info

Il regno del Cigno Nero

Il cigno nero, la crisi ( ossia recessione-stagnazione più disoccupazione e disinvestimenti, migrazione, instabilità, incertezza di prospettive) permane, compie otto anni e non si intravede alcuna uscita da essa.

Da un lato, permane perché è la conseguenza del nuovo tipo di economia, cioè dell’economia finanziaria che opera ormai apertamente attraverso la costruzione e lo svuotamento delle bolle, come strumento di aumento e di concentrazione del reddito e del potere, anche politico, nelle mani di chi la gestisce. Dall’altro lato, permane perché è uno strumento di riforma della società, della legge, dell’uomo, nel senso che consente a chi la gestisce di ridurre a chi la subisce, sostanzialmente col suo consenso, i diritti di lavoratore, di risparmiatore, di utente dei servizi pubblici, di partecipazione politica: di cittadino, in una parola. Quindi essa dissolve anche la polis cioè lo Stato nazionale, l’organizzazione del demos, nella globalizzazione e nella migrazione di massa.

Consente insomma di sottomettere e controllare, eliminando gradualmente il diritto anche alla privacy, alla quasi totalità della popolazione che non detiene il potere.

Essa gradualmente demolisce i processi di partecipazione, decisione, controllo che salgono dal basso per via elettorale, e lo fa soprattutto togliendo rappresentatività e facoltà ai parlamenti in favore di governi e di organismi tecnici; però al contempo pretende il consenso della base alle sue decisioni e alle sue riforme, ma non lo recepisce per come esso spontaneamente si forma, bensì lo produce come le serve agendo dall’alto, guidando l’informazione, ripetendo incessantemente dogmi spesso falsi finché vengono percepiti come realtà scontata, fissando l’agenda dei temi di cui parlare e i limiti entro cui farlo, de legittimando a priori le posizioni diverse con etichette quali euroscettico, razzista, islamofobo, omofobo, populista. E talora sanziona anche penalmente l’espressione critica o alternativa.

Per contro, elargisce sovvenzioni, appoggio, massima visibilità mediatica e autorevolezza istituzionale alle idee guida per il nuovo ordine sociale che sta formando.

La crisi non è in realtà crisi, ma struttura; e permane perché è utile, ed è l’elemento portante del nuovo ordinamento globale.
In questa logica comprendiamo il senso profondo, strutturale, dell’aumento verticale dei poveri e bisognosi, degli esclusi dal reddito dalle rendite, dal welfare, dalle garanzie. Cioè dal lavoro, dalla pensione, dalla pubblica assistenza come diritti. Sottolineo: come diritti, diritti stabili, non come concessioni volta per volta.
Quando si rileva che in Italia gli indigenti, nell’arco di cinque anni,sono passati da 1 milione e mezzo a 4 milioni, quando si rileva che si stanno formando masse di milioni di immigrati, esodati, disoccupati, e quando si rileva che si preparano milioni di futuri pensionati che non avranno una rendita pensionistica sufficiente a vivere – quando si rileva tutto questo, si dovrebbe capire il volto della società che stanno costruendo, aiutandosi molto anche con l’ideale tedesco di austerità elevato a metodo inflessibile di governo: un corpo sociale saldamente nelle mani dell’oligarchia dominante, anche grazie al fatto che gran parte di esso sarà costituita da masse miste di indigenti, di impoveriti, di disoccupati, di immigrati, di pensionati, che sopravvivono grazie a interventi caritatevoli ed emergenziali del governo e di agenzie ampiamente finanziate dal governo, come Caritas, chiesa e sindacati, cioè alti prelati e alti sindacalisti, Molto lautamente remunerati, essi già svolgono un importante ruolo di direzione, consolazione e collegamento in questo schema sociale. La mancanza di reddito e servizi sicuri, quindi la dipendenza da interventi anno per anno, bilancio dopo bilancio, da parte del governo, rende gradualmente queste masse sempre più passive, remissive, politicamente inattive.

Il cigno nero non è volato via, ha costruito il suo trono per restare. Effettivamente, il reddito di cittadinanza, al quale in linea di principio sono contrario per varie ragioni anche pedagogiche, sarebbe il miglior antidoto a questa strategia di ingegneria sociale. Ma non potrà mai funzionare se prima non si sarà capito che il denaro oggi è un mero simbolo a costo zero di produzione, e che dunque l‘unico ma decisivo vincolo alla politica di spesa è l’efficacia produttiva della spesa, mentre gli attuali dogmi di austerità e pareggio di bilancio sono un mero inganno genocida e liberticida.

 

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2016/10/08/il-regno-del-cigno-nero/

8.10.2016

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    La tesi dell’articolo è quindi che il cigno nero (la crisi) è il nuovo status quo destinato a rimanere per il prevedibile futuro perché le classi dominanti il consenso se lo comprano o lo impongono. Io invece credo che la situazione sia molto fluida e che basti un detonatore per farla precipitare.
    I segni sono la situazione anomala di una generazione che rischia di diventare molto più povera della precedente e che non si abituerà a questa condizione, la volatilità dell’elettorato che nonostante gli sforzi di indottrinamento dei media, manifesta un nervosismo che potrebbe diventare consenso per estremisti da un giorno all’altro, provocando la reazione violenta dell’establishment che non vuole perdere il suo potere. Sarà messo in discussione tutto, compreso l’ordine sociale psicologico che è stato imposto sull’Europa dal dopoguerra.

    • Toussaint

      Il sistema dell’euro ha una resilienza fortissima, visto il capitale politico che è stato investito. Non si può dire, però, che negli ultimi anni non sia successo niente. L’aumentata consapevolezza nelle persone, la ribellione di alcuni paesi periferici, lasciano sperare, come ha appena detto Pietro GE, che possa essere sufficiente un detonatore per far precipitare la situazione. Marco Della Luna troppo pessimista. Ma forse ha solo voluto provocare. Abbiamo il dovere di non rassegnarci. Proviamoci …

    • renato

      ottima tesi ; peccato che nella storia recente dell’uomo non sie e mai visto una rivoluzione.
      quella francese accreditata come rivolta popolare e stata una rivolta costruita dalla finanza per togliere il potere a il re che deteneva la proprieta della moneta
      l’altra quella russa sappiamo benissimo che e stata finanziata dai poteri americani allo scopo di distruggere lo zar anche lui guarda caso padrone della propria moneta
      Quindi di cosa stiamo parlando tutti i movimenti che partono dal basso in realta hanno uno scopo gestito nella totalita dei casi da chi sta ai vertici della piramide

      • PietroGE

        È gestito dall’alto se 1) Chi sta in alto ha la capacità di gestire movimenti di massa 2) I movimenti di massa si lasciano gestire, cosa che dipende dalle caratteristiche di esso e dalla situazione storica.
        Io ricordo che qualche mese fa il capo dei servizi segreti francesi ha avvertito chi di dovere che il Paese rischiava una situazione da guerra civile.
        Molto probabilmente la stessa cosa ha fatto il suo collega tedesco per cui, improvvisamente, il governo ha consigliato alla popolazione di tenere riserve di cibo, acqua e medicinali.
        Evidentemente questi esponenti dell’establishment non sono d’accordo con la tesi che i vertici della piramide controllino tutto. E questo è già qualcosa.

        • natascia

          Deve essere sfuggito qualcosa, o le élites che hanno programmato la rivoluzione francese erano ben più illuminate di quelle attuali. Ogni rapporto sia esso economico o sociale o familiare, per non portare scontri più o meno catastrofici deve portare il seme della onestà. Non si tratta di scambi economici, ma di onestà. Potrei addentrarmi, ma credo che ben si comprenda come essa sia vituperata e calpestata IN OGNI ISTANTE. Quindi esprimo il supremo disprezzo per queste attuali ottuse e disoneste élites che non hanno capito nulla delle dinamiche sociali e dell’animo umano. Esprimo altresì la certezza che l’attuale pseudo- regno del cigno nero sarà annientato da forze del bene.

          • Apollonio

            Grande natascia..!

            leggendo il tuo post è apparso il sorriso sul mio volto
            oggi viviamo nel tempo del REGNO DEL FAKE

          • gianni

            potrebbe essere necessaria una guerra per far vincere le forze del ” bene ” …….ad esempio RUSSIA-CINA contro impero anglo-sionista

  • ws

    grande MDL come sempre . Io ho tutti i suoi libri ( anche se dopo averli letti la voglia di spararsi viene 😠 ) e bisogna riconoscere lui il nostro gramo destino lo ha visto prima e meglio degli altri

  • T/ebete

    Scusate.chi non si riconosce nella definizione del termine TVebete?
    ho rivendicato la paternità di questo termine commentando su un sito di un noto giornale garantista ma mi hanno rimosso più volte il commento.
    Il TWebete è invece il tvebete che interaggisce poi con web e vi riversa,commentando,gli aggiornamenti ricevuti dai Programmi tv

  • Fabio Finco

    Della Luna è come un disco rotto: non ha visto Brexit, Ungheria e quant’altro? “Il cigno nero non è volato via, ha costruito il suo trono per restare”. Domanda: perchè le élite hanno dato vita al Brexit? L’Inghilterra non era nell’Euro prima come non lo è adesso. Non è ancora uscita dall’UE, eppure i media la descrivono come l’Araba Fenice del momento. Insomma, i media stanno descrivendo ciò che fa più paura alle élite, ossia il fatto che fuori dall’Euro si sta meglio. Il Brexit è stato una sorta di “starter” per far partire la dissoluzione dell’UE, o comunque un aggiustamento della stessa. L’unica che continua indissolubilmente a marciare al Passo dell’Oca è la Germania, per ovvi motivi, ed infatti è continuamente attaccata, da tre mesi a questa parte, dai media. Le cose in Europa e nel mondo stanno andando bene? No di certo, ma certi avvenimenti portano con se un peso non indifferente, che Della Luna sembra ignorare…

  • gatto2003

    La mancanza di reddito e servizi sicuri, quindi la dipendenza da interventi anno per anno, bilancio dopo bilancio, da parte del governo, rende gradualmente queste masse sempre più passive, remissive, politicamente inattive.

    Ma specificando meglio:
    masse informi già di per se passive remissive, politicamente inattive vengono rese sempre più passive, remissive, politicamente inattive.
    Aggiungerei che è stata disinnescata anche la paura…

    Il potere è a quel livello che lavora, ed è a quel livello che la più importante forma di attivismo dovrebbe agire con uno scontro corpo a corpo sul vero terreno di lotta. Dobbiamo imparare a studiare l’infinitamente piccolo – mi viene in mente – più vicino ai marciapiedi dove è vero quel che vedi – ma sono pessimista riguardo al risultato della lotta.

    Pensate alla struttura del governo europeo, 27000 burocrati che sono la commissione contro 750 parlamentari….
    Nella società civile invece: Milioni di cervelli informi resi catatonici contro.. ???

  • ignorans

    L’uomo non sa neanche cuocere un uovo, figurarsi fare una società. È ovvio che poi gli crollano.