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20/06/2013 Roma, celebrazione della Giornata del Rifugiato. Nella foto Laura Boldrini, presidente della Camera
20/06/2013 Roma, celebrazione della Giornata del Rifugiato. Nella foto Laura Boldrini, presidente della Camera

Modello Boldrini (l’armata delle lacrime)

Sull’accoglienza del migrante o profugo o quant’altro posso dire una cosa: è una delle cause della nostra disfatta come nazione.
Non ho, parimenti, alcun dubbio che tale disfatta sia voluta e pilotata.
Voluta a vari livelli, non sempre comunicanti fra loro.
La migrazione di massa fa data da un’altra disfatta, quella dell’Unione Sovietica. Fu quella disfatta ad aver liberato gli spiriti del vaso di Pandora della globalizzazione più folle.
La globalizzazione di uomini e merci dura da almeno venti anni, e oggi gode di una recrudescenza fortissima a causa delle guerre che la Nato ha scatenato.
Essa è alla base del deterioramento del tessuto sociale, economico e urbanistico italiano.
Guardate Roma: tutti ad arrovellarsi su cosa fare per Roma, come guarire Roma, come risollevare la comabonda Roma.
L’unica cosa che nessuno ammetterà mai è che l’immissione nella città di almeno mezzo milione di individui (senza qualifica, senza controllo e senza alcun rapporto con la comunità preesistente) la vera e precipua causa dell’abbassamento della qualità dei servizi e di un’anarchia sociale senza precedenti.
L’Italia tiene ancora dopo vent’anni e più di assalti perché ha ancora grasso da tagliare. Come detto in altri post, il grasso finirà.
Quando il grasso finirà ci sarà da ridere (o da piangere) e sarà troppo tardi per reagire.
La migrazione epocale in atto ha lo scopo di livellare in basso le conquiste per il benessere della piccola e media borghesia ottenute nel dopoguerra al riparo della Costituzione Repubblicana.
La migrazione di massa in atto nel nostro paese, inoltre, è parte della guerra civile italiana. Polizia, magistratura, media, larga parte del mondo economico assistito col soldo pubblico, i politicanti e le loro legioni di clientes la appoggiano. Essi rappresentano il patriziato.
Tutti coloro che non rientrano in questo cerchio magico, i plebei, la subiscono.
Il patriziato amante dell’invasione è una minoranza, ma ben oliata e organizzata.
I plebei che subiscono l’invasione sono un branco di pecore a cui basta l’abbaiare di un cane qualunque per rientrare nei ranghi. Anzi, a volte queste pecore non hanno nemmeno l’astuzia di riunirsi in un branco. Belano e basta. Spesso l’una contro l’altra.
Il patriziato occupano tutti gli spazi preposti della propaganda.
I plebei sfogano il livore su Internet e poco altro gli resta.
Il patriziato della propaganda si servono di un’arma formidabile: la compassione.
La compassione del politicamente corretto è usata in modo sistematico, tramite una serie di luoghi comuni ben definiti, che il patrizio della propaganda ha oramai mandato a memoria.
Esempio: se affonda un barcone questo barcone è quasi sempre di profughi, mai di clandestini.
Se il barcone affonda e ci sono morti fra i morti ci sono sicuramente un certo numero di bambini (il patrizio della propaganda sa, miracolosamente, da subito, quanti sono, onde stuzzicare la lacrima facile).
Se il barcone affonda e ci sono sopravvissuti, i sopravvissuti sono giovani donne.
Fra queste giovani donne è quasi sempre una donna incinta.
Oppure una vecchia che fuggiva dalla guerra.
Oppure un dissidente che fuggiva dalla guerra voluta dal dittatore che, sempre, è un dittatore sgradito alla Nato.
Tutti, infatti, fuggono dalla guerra, soprattutto se fuggono da una nazione che non contempla guerre in corso.
Questo il teatrino.
Anche quei razzisti di Goro e Gorino cosa hanno respinto?
Donne (una incinta), bambini, vecchi, profughi che scappano dalla guerra (quale guerra non si sa; fuggono dalla guerra in generale; inutile che controlliate).
L’essenza del politicamente corretto è questa: far sentire in colpa il terribile uomo bianco italico.
La sinistra sessantottina e il putridume dei centri sociali sono naturaliter terzomondisti, come la borghesia chic che legge gli inserti di Repubblica e Corriere.
I bianchi italiani, soprattutto i maschi, hanno sempre torto. Anzi, è loro la colpa. Gli abitanti di Goro sono colpevoli in quanto maschi, bianchi e italiani, soprattutto. Loro non lo sanno, ma le loro calde case e quei quattro soldi che si ostinano a difendere rappresentano l’emblema della colpa.
Chi ha una casa e qualche risparmio oggi in Italia è, infatti, un colpevole.
E di che?
Di tutto.
Delle colonizzazioni, della fame nel mondo, della lebbra in Asia, della mortalità infantile in Angola. Di tutto. Se non accogli sei colpevole. Devi accogliere per espiare la tua storia, uomo bianco.
Ce lo ripetono tutti i giorni. Anche oggi a Radio3.
L’ho sentito con le mie orecchie.
Degli abitanti di Gori il conduttore si vergognava profondamente.
Era davvero schifato.
Noi li abbiamo ridotti così, piangeva, e noi dobbiamo espiare, accogliere, aprire porte e case e cantine e alberghi.
Se non lo facciamo siamo dei Caino.
Capito, gretti abitanti di Goro?
E il prefetto? Un piangina mai visto.
E il sindaco? Buttava lacrime come la Madonna di Civitavecchia.
La compassione è un’arma cruentissima.
Nel 2016 serve a vincere guerre.
E questa è una guerra. Non fra Islam e Occidente, ma fra ricchi e (futuri) poveri.
La compassione … la compassione … ce l’hanno instillata giorno dopo giorno.
Il bambino, la donna (incinta), l’uomo che fugge dalla guerra.
Quante figurine può giocare la propaganda.
Il bambino, la donna, l’uomo che fugge dalla guerra – queste lacrimevoli statuine che usano per farci accettare l’inaccettabile – mi hanno fatto venire in mente un bellissimo racconto di Philip Dick, Modello 2 (Second variety).
Un racconto del 1953.
Ve lo riassumo in breve.
Scoppia una guerra nucleare fra Unione Sovietica e Stati Uniti.
L’Europa è spazzata via.
Gli Stati Uniti sono desertificati, tanto il loro Quartier Generale è costretto a trasferirsi sulla luna. Anche L’Unione Sovietica è un cumulo di macerie, ma conserva un vantaggio bellico consistente.
Finché i tecnici americani non inventano gli Artigli.
Gli Artigli hanno un unico scopo: rintracciare ogni forma di vita nemica (in tal caso i soldati russi) per annientarla. Si rivelano efficientissimi.
Lo scontro mondiale, grazie al nuovo ritrovato tecnologico, volge ora a favore degli americani.
Ma vi è un intoppo.
Le fabbriche che producono gli Artigli, completamente automatizzate e autosufficienti, sviluppano una sorta di autocoscienza e cominciano a produrre androidi di alto livello indistinguibili dagli esseri umani. E questi androidi, in modelli sempre più perfezionati (Modello 1, Modello 2, Modello 3, Modello 4), non cercano solo lo sterminio dell’Armata Rossa, ma di ogni parvenza di essere umano: russo, americano, tedesco, polacco.
E come questi modelli androidi riescono a infiltrarsi nei bunker atomici e a distruggere ogni forma di vita?
Grazie alla compassione.
A esempio, ecco il Modello 3, chiamato David, il Bimbo con l’Orsacchiotto.

Era piccolo, giovanissimo. Poteva avere otto anni … indossava un maglioncino, azzurro scolorito, logoro e sporco, e dei pantaloncini. Aveva i capelli lunghi e arruffati, di colore castano. Gli ricadevano sul volto e intorno alle orecchie. Teneva qualcosa tra le braccia … Era un giocattolo, un orso. Un orsacchiotto. Il ragazzo aveva gli occhi grandi, ma senza espressione“.
I soldati russi vedono il  bambino aggirarsi sulle spianate calcinate dalle battaglie termonucleari. Si impietosiscono. Aprono le porte del bunker.
Dice uno dei protagonisti, un maggiore: “Li abbiamo fatti entrare e abbiamo cercato di nutrirli. I soldati si affezionano subito ai bambini“.
Una volta entrato il piccolo androide David (David che tiene stretto il suo orsacchiotto) compie la strage. Centinaia, migliaia di David eguali l’uno all’altro, una folle teoria di automi, si insinuano nei più segreti avamposti del fronte russo. L’esito è devastante. Il fronte cede di schianto.
L’americano Hendricks si volta a guardare l’androide David (uno dei tanti), a cui un russo ha fatto saltare la testa: “Dai resti di David rotolò via una rondella. Si vedevano dei relè, il luccichio del metallo. Pezzi, fili. Uno dei russi diede un calcio al mucchietto dei resti, ne uscirono fuori i pezzi di un ingranaggio … rondelle, molle e asticelle di metallo … la parte frontale della testa era volata via, riusciva a distinguere il cervello artificiale, i fili, i relè, i tubicini e gli interruttori, migliaia di piccoli bulloni …
Ma questo è solo uno dei modelli.
Ce n’è per tutti.
Ecco il Modello 1, il soldato ferito: “… seduto sul ciglio di un sentiero, con un braccio legato al collo, il moncherino di una gamba disteso, una rozza stampella in grembo“. La compassione vince di nuovo. Si spalancano i bunker: come resistere a un commilitone ferito, in fuga dalla guerra? Accogliamolo. Il modello Uno entra e fa strage, di nuovo. “Somigliano a delle persone, ma sono macchine … ne basta uno per far entrare tutti gli altri …
Poi c’è il Modello 2, quello che sarà fatale alle linee e al quartier generale americano. Una ragazza, una diciottenne, capelli neri, occhi neri, smagrita dalla guerra. Il protagonista, Hendricks, mosso dalla compassione, le regala i codici per arrivare su Base Luna. Troppo tardi si accorgerà che il suo gesto pietoso avrà condannato l’ultimo avamposto degli Stati Uniti.
Il Bambino, l’Uomo che Fugge dalla Guerra, la Donna.
Dick s’è inventato anche il modello 4, Klaus Epstein, un empatico soldato austriaco (arruolatosi nell’Armata Rossa) dal dolce nome ebraico.
Al Modello 4 egli s’è fermato.
La propaganda non si ferma, però.
Modello 5: il giornalista dissidente in fuga dal dittatore (si diventa dittatori solo quando si è contro la NATO).
Modello 6: il “diverso” perseguitato dalla repressione del (feroce) dittatore.
Modello 7: l’intellettuale (che ha studiato nei paesi NATO) perseguitato (in contumacia) dalla (ferocissima) dittatura.
Modello 8: il povero vecchino centenario in fuga dalla repressione del feroce dittatore.
E così via.

La cosa che più mi disgusta, tanto che ormai non leggo o ascolto più niente, è che tale compassione falsa, stucchevole e strumentale ha provocato in me il rigetto sadico di ogni forma di pietas. E questo, per me che vengo dalla tradizione della sinistra comunista, è un vero capolavoro di demoniaca malvagità.

Dal racconto è stato tratto un film nel 1995 (Screamers. Urla dallo spazio) che ne snatura l’essenza profonda.
Vi consiglio, perciò, la lettura del testo originale.

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link: http://pauperclass.myblog.it/2016/10/28/modello-boldrini-larmata-delle-lacrime-alceste/

28.10.2016

Pubblicato da Davide

  • gix

    Magari Dick ha dato l’idea a qualcuno di quelli che
    progettano a tavolino queste continue aggressioni nascoste… Comunque
    tranquilli, da noi c’è il modello zero, quello del cazzaro e dei suoi adepti, modello
    che ormai viene riconosciuto in tutti i contesti in cui opera, specie quando
    piange. Per quanto riguarda la compassione, può andare bene finchè uno se la
    può permettere, perché da un certo punto in poi non ce l’hanno più nemmeno i
    preti, diventa una cosa che irrita da morire, specie se a piangere sono quella
    gente lì.

    C’è da dire che se continua così, tra un po’ nemmeno più il
    patriziato avrà gli occhi per piangere, per cui è possibile che il clima di
    pianto verrà un po’ allentato. Rimarrà il faccia a faccia tra plebei e modelli
    compassionevoli/migranti, e non sarà facile per nessuno gestire l’invasione del
    modello estraneo. Comunque ad oggi il rapporto con l’estraneo difficilmente fa
    pensare ad una qualche forma di integrazione futura, anzi, sembra che ormai i
    plebei abbiano sufficienti strumenti per individuare i modelli, anche se
    mascherati da profughi bisognosi.
    Vedremo…

  • ga950

    Alceste mi diverte un mondo, assieme al suo compagno Eugenio Orso e sodale G. La Grassa, sono piazzati davanti ad uno specchio e gettano fango sulle immagini riflesse.
    Loro stessi hanno dichiarato di essere stati comunisti e dopo un passaggio a Casablanca aver riconquistato la verginità.
    Come se l’imprinting fosse una barzelletta.

    • Tonguessy

      Nessun passaggio a Casablanca potrà però riportare in vita tutti i bambini che hanno ucciso (e si sono mangiati). Come se le mezze stagioni che sono sparite fossero una barzelletta….
      Non sapevo che fossi dadaista, ti leggerò più volentieri

      • ga950

        Ricevo il suo commento solo se è venato d’ironia o se precisa quale accezione vuole attribuire al lessema “dadaista”.

  • fuffolo

    La compassione ed in genere i sentimenti, sono accessori del senso di colpa, strumento orroroso con cui devastano le nostre persone, inducendoci a comportamenti altrimenti mai tenuti.
    L’uomo per sua natura conosce l’odio, necessario alla sopravvivenza, al contrario dei “buoni sentimenti”, spesso cavallo di troia del peggio che ci capita.

  • clausneghe

    I Patrizi di Roma dovranno anch’essi fare i conti con le crepe che sempre più minacciano i loro Palazzi, ci si mette pure il terremoto ora, altro che migranti..
    Ci troveremo a combattere sui cumuli di macerie?
    Come già capita, del resto, ad un mucchio di gente nel mondo..

  • Filippo Gregoretti

    Splendido articolo. spiega chiaramente ciò che tutti noi (spero) proviamo. Specialmente l’incipit: nessuno ha il coraggio di ammetterlo, ma conosciamo il motivo del degrado di Roma.

  • Mylan Key

    …. stiamo parlando della crema di tutto quell’ ambaradam, che cola dal particolato sotto culturale e parassita dannoso , dei composti non smaltibili , che non si possono eliminare , perche’ inquinano persino negli inceneritori.

    • Apollonio

      ne troviamo tracce perfino nell’ articolista….

      • Mylan Key

        Gia’. Dovresti farti un giro in discarica.

  • sotis

    Bisognerebbe cambiare registro . Avere il coraggio di dire, senza giri di parole, che l’immigrato ci ha rotto il c…. e che i politici che ancora li mandano a prendere stanno lavorando contro il paese. E’ semplice ma non lo fa nessuno perchè bisogna conservare il “bon ton”.

  • natascia

    L’invasione ormai ha stancato tutti. Non solo gli italiani. Siamo però la barzelletta più storica. Dai tempi di mani pulite. Da quando gli amministratori pubblici dovevano guadagnare più di quelli strapagati di Mediaset. Con questa classe dirigente ci siamo guadagnati il baratro.

  • Paola

    Oggi ho letto qui dove mi trovo, sul quotidiano Bangkok Post, un articolo agghiacciante di un tale John Lloyd, co-fondatore della Reuters Institute, uno che ha lavorato al disfacimento della Russia ai tempi di Eltsin, che scrive per il Financial Times e per Repubblica, uno che ha spinto per fare la guerra all’Iraq e alla Libia , l’articolo e’ farcito di numerose falsita’ e disprezzo verso Putin, Assad … da far venire i brividi, ma un paragrafo lo devo riportare com’e’ per esteso: ” l’EU fu concepita con lo scopo di fermare la guerra sul continente attraverso il superamento degli stati nazionali, non era ne’ una potenza nazionale ne’ imperiale. Ma il potere dello stato-nazione e’ tornato e l’EU sta cadendo a pezzi”.

  • Tizio.8020

    SE veramente fossero poveretti in fuga dalla guerra, sarebbe giusto e doveroso aiutarli, in qualche maniera.
    Ma , per saperlo, bisognerebbe andare là, da dove scappano, identificarli, e SE in diritto, portarli direttamente qui.
    A spese della UE e degli USA, of course.
    Si raggiungerebbero diversi obiettivi.
    Primo si salverebbero dei poveri profughi.
    Secondo si eviterebbero tutte le enormi spese che abbiamo noi per andarli a prendere con le navi della Marina, e loro per pagarsi la fuga!
    Terzo si eviterebbe di essere invasi da giovannottoni di ventanni, ma verrebbero solo donne, bambini ed anziani…
    Invece viene chi vuole (chi può!).
    Ma a me risulta che dai controlli successivi, si scopre che “oltre il 95” NON ha diritto diasilo, cioè NON è un “profugo”, ma un semplice “migrante economico”.
    Nel frattempo, se questo è comunque ancora reperibile, sono passati un paio di anni, duranti i quali il tipo ci è costato migliaia di €.
    Che però, per noi, non ci sono.
    Va bene.
    Facciamo così, allora: potete portare qui in Italia tutti i migranti che volete, ma a condizione che la stessa cifra spesa per trasportarli e mantenerli, sia data esattamente anche ad ogni membro della mia famiglia.
    Chiaro che da quel giorno in poi io smetterò di lavorare, visto che andrò a prendere molte volte di più di quel che prendo ora, e che non mi basta per sopravvivere.
    Però se si può fare, lo facciamo per tutti.
    L’altra domanda che ci si pone è: ma che cosa mai potranno andare a fare queste persone?
    Se non c’è lavoro per noi, potrà essercene per loro?

    • Aironeblu

      Gia’.
      Il problema e’ che il reale motivo di questi improvvisi flussi migratori, creati a tavolino e per nulla spontanei, e’ la distruzione
      1- economica
      2- sociale
      3- culturale
      degli Stati Nazione europei, in funzione della creazione, tra qualche decina di anni, quando tutte le vecchie Nazioni saranno in ginocchio per la poverta’ e il degrado civile, degli STATI UNITI d’EUROPA, la dittatura sovranazionale che confluira’ nel governo unico mondiale.

  • Frank Brown

    Questo tizio, “Alceste”, dichiara di provenire dalla “sinistra comunista” ( e specifica “comunista” perchè non sia confusa con “sinistre” di altro tipo…). E’ una precisazione inutile: lo avremmo comunque capito dallo stile. Dopo tutti i guai che hanno combinato, avessero almeno il pudore del silenzio…

  • Tanita

    In parte ha ragione. Peccato che non gli faccia pure schifo che sia la NATO (di cui l’Italia é entusiasta e importante partner) l’organizzazione che giá da un pezzo semina guerre, morte e distruzione un po’ dappertutto, e che se non lo facesse, non ci sarebbero né rifugiati, né scuse. Basta pensare alla Libia…

    • Aironeblu

      Credo che gli faccia schifo anche la NATO, ma questo e’ solo un articolo sulla propaganda attraverso la commozione indotta a comando, non un trattato esaustivo di tutti i mali del Mondo…

    • MarioG

      Anche questo e’ falso! Forse non ci sarebbero i “rifugiati” (quelli veri…), ma l’immigrazione di massa e le scuse ci sarebbero lo stesso.

  • Paolo Reale

    Bene inteso che mi trovo poco d’accordo con il paragone tra cyborg assassino ed immigrato, se di questo si tratta, devo però ammettere che questo post incarna perfettamente lo stato d’animo di chi ha una percezione del problema vicina alla terra.
    Per il solito giretto in dirigibile fatto dai cervellini di turno nel paese dei massimi sistemi, là dove spartirsi la ragione è un banchetto senza fine, consiglio la visione di un bel programma televisivo a tema.

  • lenolazzari

    Della frase d’apertura dell’articolo :

    ……..”Sull’accoglienza del migrante o profugo o quant’altro posso dire una cosa: è una delle cause della nostra disfatta come nazione”……..

    Va considerata a mio avviso la seconda parte :

    ………”è una delle cause della nostra disfatta come nazione”……..

    Perché a mio avviso la causa primaria è la famiglia finita ormai a puttane (chiedo scusa alle signore del blog) tra eccessivo permessivismo, genitori-amici scarsi in autorevolezza (non autorità !) e un continuo lavorio della SX per cui “i ragazzi devono fare le loro esperienze” che in se è un concetto condivisibilissimo ma spinto fino a incoraggiare (di fatto) gli stupefacenti, e il fumo. E è di fatto uno stupefacente . La parte sua di colpa, sempre a mio avviso, ce l’ha anche la scuola (una volta il miglior sistema scolastico d’Europa e non solo) che ha cominciato a degenerare sin dall’ormai lontano ’68 per arrivare al degrado e la mancanza di autorevolezza di oggi che sforna tutti diplomati e laureati ma pochi davvero in grado di competere col mercato globale
    Oggi ormai quasi più nessuno è più in grado di opporsi all’invasione del paese per paura di essere additato come “razzista” .
    Leno
    Leno0

  • Stai parlando del piano Kalergi?

  • buran

    La compassione vera è giustissima e nobile, come è nobile la solidarietà fra i popoli. Per questo sono, ad es., per sostenere la Siria e Assad nella lotta contro i suoi nemici, perché donne, bambini, uomini etc si riprendano la loro vita. Quella che ci vogliono inoculare è una falsa compassione, funzionale alle pulizie etniche, alla distruzione degli stati nazionali, a togliere qualsiasi speranza di futuro ad es. per l’Africa con l’emigrazione in massa della sua forza lavoro verso l’Europa. Urgerebbe assolutamente fare chiarezza su questi aspetti, piuttosto che farsi trascinare nella falsa dialettica preconfezionata “compassionevoli-cinici” o “solidali-egoisti”