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DUE COSE SU CIAMPI


DI MATTEO BORTOLON
Ilmanifesto.info

Carlo Azeglio Ciampi fu (anche) economista e banchiere. A lui si devono due scelte che l’Italia sta ancora pagando con costi pesantissimi. Il “divorzio” di Bankitalia e Tesoro (deciso con Andreatta) nel sostegno al debito pubblico degli anni ’80 e la liberalizzazione totale del mercato finanziario negli anni ’90

Buona parte della stampa traccia oggi un ritratto dell’appena scomparso Carlo Azeglio Ciampi. Grande statista, grande premier, giusto, elegante, sobrio.

Se la sobrietà era una delle sue qualità altrettanto non si può dire dei suoi elogiatori attuali.

A destra si sottolinea il patriottismo con le forti connessioni con il Risorgimento. A sinistra l’esser stato partigiano, l’europeismo, «uomo delle istituzioni», l’aver portato l’Italia nell’euro. Per trovare delle critiche bisogna ridursi a cercare nell’area destra radicale – Lega. Ovviamente il bilancio di una eredità politica non potrà che essere più meditato, magari includendo qualche parte un po’ meno «entusiasmante» come il ripristino della parata militare il 2 giugno…

In questo spazio si intendono ricordare due questioni direttamente riconducibili all’azione politica di Ciampi, che presumibilmente non entreranno molto nel dibattito. Le cui pesantissime conseguenze l’Italia sta tutt’ora vivendo.

In questa veste ha promosso un evento che ai più è rimasto completamente inosservato: il cosiddetto divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia. Come spiegherà qualche anno più tardi l’altro comprimario di tale atto, Beniamino Andreatta, nel 1981, lui in qualità di ministro delle Finanze si mise d’accordo con l’allora governatore per sancire il fatto che Bankitalia non avrebbe più sostenuto il debito pubblico italiano acquistando i titoli andati invenduti, e così abbassandone il prezzo.

Si trattò in pratica di una liberalizzazione del settore finanziario interno, per cui solo il mercato avrebbe deciso il costo dell’indebitamento dello stato.

L’ex ministro lo dirà esplicitamente in un’intervista anni più tardi: «Naturalmente la riduzione del signoraggio monetario e i tassi di interesse positivi in termini reali si tradussero rapidamente in un nuovo grave problema per la politica economica, aumentando il fabbisogno del Tesoro e l’escalation della crescita del debito rispetto al prodotto nazionale».

Un anno prima del «divorzio», Ciampi aveva esposto con una sinistra chiarezza il nuovo assetto da costruire: «L’ultimo decennio ha visto crescere ancora la somma delle domande sociali rivolte alle strutture pubbliche. E’ giunto a un punto di tensione il movimento che prese avvio dalla crisi degli anni trenta e che portò in tutti i paesi ad assegnare alla politica economica e sociale un ruolo centrale e permanente».

Tali parole sono del 1980. Si avviava il processo che avrebbe reso indipendente la banca centrale consegnando il famoso potere del mercato sullo stato in materia di titoli pubblici – che anni più tardi si sarebbe reso famoso come il famoso spread.

I due protagonisti intendevano così rendere l’Italia adeguata all’Europa in costruzione, liberista e oramai già incardinata nello Sme che il Pci aveva a sua volta contrastato.

L’effetto fu l’indebitamento crescente delle casse pubbliche in virtù di un atto che costruiva, come ribadisce lo stesso Andreatta, il «potere monetario» come quarto potere indipendente dagli altri. Un effetto ulteriore fu però di ingigantire la rendita di chi si poteva permettere di prestare soldi allo stato – a meno che non si abbassasse drammaticamente la spesa sociale – e di aumentare la disoccupazione dirigendo risorse nell’investimento finanziario.

Buona parte del dominio della finanza deriva da tale processo.

E sarebbe giunto a compimento quando ai primi anni Novanta si sarebbe proibito con direttiva europea ogni vincolo alla libera circolazione di capitali, e poco dopo approvato una legge che demoliva la distinzione fra banche d’affari e d’investimento, saggiamente stabilita ai tempi di Roosevelt e recepita nella legge italiana nel 1936. E chi la fece la nuova legge? Carlo Azeglio Ciampi. C’è molto di che riflettere sulla sua memoria.

Matteo Bortolon

Fonte: http://ilmanifesto.info

Link: http://ilmanifesto.info/due-cose-su-ciampi/

16.09.2016

Pubblicato da Davide

  • ga950

    L’articolo è illeggibile perché si estende nel lato destro e perciò viene parzialmente oscurato dall’indicazione dei commenti ed altro.

    Nel tema, possibile che il signor Bortolon mi equipari alla “destra radicale” leggi Lega Nord e Salvini?

    • ga950

      Adesso è normale e si legge correttamente.

      Scusate il fuori tema ma in rete corre voce che gli attuali iscritti a questo sito siano tutti simpatizzanti del M5*, quindi a mia insaputa lo sono anch’io, niente di più divertente.

      • RES

        gh gh gh

  • nicolass

    un ascaro in meno… a voglia quanti c’è ne sono ancora

  • nicolass

    come insegnante avrebbe fatto meno danni….

  • AlbertoConti

    Spero che nei prossimi giorni e mesi si parli molto di questo personaggio, come occasione per chiarire molte cose su molti piani: ideologico, politico, economico, monetario, d’immagine, democratico, di sudditanza, morale, sociologico.

    Ciampi fu certamente uomo di Stato inteso come funzionario prima che politico. Anzi di politico nel senso canonico del termine non ebbe nulla, tant’è che non partecipò mai ad alcun confronto elettorale, anticipando i vari “governi tecnici”, fino ai nostri più recenti Monti-Letta-Renzi. Eppure il suo peso politico, o meglio antipolitico, è stato enorme e coerente, proprio a cominciare dal famoso divorzio Tesoro-Banca d’Italia citato nell’articolo, che fu l’inizio della fine delle glorie economiche e sociali del nostro Paese. Eppure sembrò un “patriota”, così come un “partigiano”, cioè antifascista a dispetto delle sue esperienze di gioventù. Già in questo c’è molto da analizzare e riflettere su come si forma l’immagine e sul peso che ha nell’attribuzione di potere.

    Ma chi impose veramente il nuovo corso alla storia economica, politica, civile del nostro Paese, così come dell’Europa e in definitiva del mondo intero? Per quanto sottovalutato è difficile caricare tutta questa responsabilità su questo e pochi altri uomini di potere, che in prospettiva appaiono più come fedeli, e convinti, servitori del vero nuovo potere a cavallo dei due ultimi secoli. Sopra di loro ci sono gli USA, l’impero divenuto unipolare, e sopra gli USA ci sono i soldi, che non conoscono Patria, onore e morale di alcun tipo, ma manifestano la loro “naturale” tendenza all’accumulazione senza limiti per mezzo di banche, multinazionali, eserciti, media, e tutto ciò che possono comprare, compresa la politica, la cultura e l’anima della gente.

    Altro che quarto potere, questo è l’unico vero potere totalizzante che porta l’umanità all’autodistruzione, passando prima per la sperequazione crescente di redditi e patrimoni.

    Non è questa la sede per approfondire questo lungo discorso, ma certo questo caro nonnino scomparso alla veneranda età di 96 anni ha una sua storia che ci può insegnare moltissimo della tragedia che stiamo vivendo in diretta.

  • RES
    • ga950

      Appena ho sentito la notizia ho esclamato: “Santo subito!!!” perché ciò rappresenta il politicamente corretto, restando basito dopo aver letto l’articolo che ci ospita, dal momento che CdC “dovrebbe” essere un sito di controinformazione.
      Mi sbaglierò ma leggo l’elaborato del Bortolon come un osanna verso “l’inconsapevole”.

  • Stodler

    L’hanno pubblicato sul manifesto? Acciderbolina…. Comunque vedo che non osano spingersi fino ai problemi causati dall’euro, che poi è stata la ciliegina sulla torta messa da Ciampi.

    • MarioG

      Pero’ si spingono fino alla festa del 2 giugno!

  • Toussaint

    Se fossi Dante Alighieri non avrei dubbi su quale girone dell’inferno inserirlo. Inutile ripetere cose già scritte in diversi siti (finanche Dagospia lo fa a pezzi), ma credo che se fosse lecito accostare le tragedie che stiamo vivendo in Italia ad una persona, il nome che mi verrebbe in mente sarebbe proprio il suo. Fedele servitore sì, ma delle oligarchie economiche anglosassoni, contro gli interessi del suo popolo. Possa Dio avere pietà della sua anima. Io non ne ho alcuna.

  • Stodler
  • marcoferro

    un massone che ha fatto il lavoro sporco. attendiamo adesso i suoi compagni di merenda prodi e napolit-ano. da notare che questi tipi vivono pure a lungo con pensioni di nababbi come quella ci ciampi che arriva, si perche adesso se la prende la moglie per la reversibilità, ben 63 mila euro. nessuno potrebbe prendere quei soldi con milioni di disperati a 490 euro è uno schifo.

  • Primadellesabbie

    All’epoca non ci furono particolari resistenze, tutto era stato preparato per benino, stampa, tv…

    Ricordo che ebbi feroci discussioni (ero contrario per via della grande industria come levatrice) con amministratori di FI, letteralmente esaltati.

    (Adesso si parla dell’evidente ingenuità degli esponenti dei 5*, vista l’estrazione: abbiamo dimenticato l’entusiasmo irresponsabile dei FI dei primi tempi?. Poi sono arrivati i Verdini…)

    Quanti, della stessa pasta di Ciampi, ben educati, con pedigree immacolati e blindati, sono a disposizione, nell’apparato e negli immediati dintorni, falsamente fuori dai giochi, avvolti nel tricolore?

    É l’ossatura, il sistema di formazione e selezione che é avvelenato, é stato pensato e costruito da apprendisti stregoni, e nessuno vuol vedere.

    Le vittime sono schierate a difesa, convinte di aver capito tutto perché “critiche ed informate”, volontarie, in prima linea. Da manuale.

  • Maia

    CONTRO LA BEATIFICAZIONE DI CIAMPI! di Luigi Copertino

    http://www.maurizioblondet.it/la-beatificazione-ciampi-luigi-copertino/

  • Quantum

    Quell’uomo è stato un traditore del paese.
    Chi ne sa di economia sa bene di cosa parlo e cosa ha significato per l’Italia togliergli la sovranità monetaria come ha fatto lui col divorzio con Bankitalia.
    Ciampi credo fosse nella lista di coloro che hanno subito una denuncia per alto tradimento da 600 persone in Italia che hanno seguito un’avvocatessa sarda che ha scoperto la cosa.