Home / Attualità / Visco ammette: la crisi è generata dalle banche.
Ignazio Visco e la crisi bancaria

Visco ammette: la crisi è generata dalle banche.

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Dichiarazione choc del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, che il 31 maggio 2017 ha tenuto la sua Relazione Annuale sullo stato della finanza italiana, durante la quale ha ammesso:

Le conseguenze per l’Italia della doppia recessione si sono manifestate in tutta evidenza su due variabili, profondamente diverse per natura e per entità che sono spesso indicate per la progressione del loro aumento e per i livelli raggiunti, come i problemi principali del paese: il debito pubblico e i crediti deteriorati delle banche (ndr debito privato non restituibile). Si tratta di due fattori di debolezza, che riducono i margini di manovra dello Stato e degli intermediari finanziari. Entrambi rendono vulnerabile l’economia italiana alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche“.

Quindi, ammette Ignazio Visco, la colpa della crisi economica è del sistema bancario. Infatti tutta la moneta che usiamo viene creata dal sistema bancario con i prestiti, per cui deve essere restituita maggiorata degli interessi, i quali però non sono stati creati, generando un debito, sia pubblico che privato, matematicamente non restituibile.

Ci sono solo due modi di creare il denaro :

  • se lo crea lo Stato, lo immette nel sistema economico attraverso la sua spesa pubblica e quindi il denaro circola liberamente senza dover essere restituito e senza generare debito;
  • se lo crea il Sistema Bancario, lo immette nel sistema economico attraverso i prestiti e quindi deve essere restituito maggiorato dagli interessi, generando continuamente debito.

Denaro che usiamo in Italia

Oggi solo lo 0,3% del denaro che usiamo viene creato dallo Stato, che conia le monete metalliche, mentre il 99,7% viene creato dal Sistema Bancario con i prestiti, generando un debito sia pubblico che privato che cresce in modo esponenziale.

Visto che a causa del debito pubblico lo Stato deve incassare con le tasse più di quanto spende, è chiaro come il sole che i privati fanno fatica a restituire il loro debito privato, per di più gravato da interessi prossimi all’usura.

Senza contare il fatto che la maggior parte dei prestiti vengono fatti senza controlli ad amici degli amici, con la complice consapevolezza che non li restituiranno. E chi deve controllare su questo ? Ovviamente la Banca d’Italia ed il suo Governatore.

Analizziamo nel dettaglio i due problemi individuati dal Governatore, per comprendere meglio come sono generati e da chi.

Debito pubblicoInteressi pagati sul debito pubblico

Il debito pubblico a fine 2016 era di ben 2.218 mld di euro, ed è stato costituito con gli interessi pagati sui Titoli di Stato, che negli ultimi 30 anni hanno superato abbondantemente quota 3.000 mld di euro, a partire dall’ormai celeberrimo divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia del 1981, realizzato da Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi con una semplice lettera.

Solo negli ultimi 20 anni il surplus di bilancio dello Stato prima del pagamento degli interessi è stato superiore a 740 mld di euro, pagati da cittadini ed aziende con l’aumento delle tasse e la riduzione dei servizi pubblici forniti.

Avendo scoperto che in questo modo il sistema non sta in piedi, da qualche anno Bankitalia ha proceduto all’acquisto dei Titoli di Stato italiani, arrivando a fine 2016 a detenerne ben 373 mld di euro, di cui 128 mld di euro acquistati come investimento ordinario e 245 mdl di euro acquistati con il Quantitative Easing deciso dalla BCE, come si evince dall’ultimo bilancio Bankitalia https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bilancio-esercizio/2017-bilancio-esercizio/bil-eserc-2017.pdf ).

Quindi siamo ritornati ad una situazione analoga a prima del 1981, dove Bankitalia acquista comunque Titoli di Stato, anche se sul mercato secondario, per cui in pratica il risultato è che lo Stato riacquista il proprio debito attraverso la sua Banca Centrale.

Infatti Bankitalia, pur essendo partecipata per il 95% da soggetti privati, è in realtà una istituzione di diritto pubblico che gira allo Stato la maggior parte dei propri utili, come si può evincere dalla tabella a pagina 70 del suo Bilancio. Quindi anche gli interessi pagati dallo Stato sui Titoli del suo debito pubblico.

Bilancio consolidato dello Stato Inglese

In un eventuale bilancio consolidato dello Stato Italiano, i debiti detenuti da entità pubbliche dovrebbero essere eliminati e quindi non andrebbero conteggiati nel debito pubblico totale, come ha già fatto lo Stato Inglese nel suo (grazie al nostro Giovanni Zibordi per averlo scoperto).

Considerato che le Banche Centrali non possono finire i soldi, come ha ammesso ultimamente Mario Draghi, ed anzi hanno ampie risorse per far fronte a tutte le nostre emergenze, se si vuole ridurre il debito pubblico, basta aumentare le quantità che vengono acquistate da entità pubbliche, come stanno già facendo da tempo Bankitalia, senza però sottolineare che questa quota di debito in realtà non esiste.

E non mi si venga a dire che questo provocherebbe l’aumento dell’inflazione, perché proprio questo dovrebbe essere l’obiettivo che l’Eurosistema dovrebbe raggiungere, cioè una inflazione vicina al 2% e siamo ben lontani dal raggiungerlo.

Chi detiene il debito pubblico della Cina

Quindi una delle soluzioni potrebbe essere quella di aumentare la quantità di Titoli di Stato acquistati da Bankitalia, in modo da ridurre consistentemente il debito pubblico reale, come fanno le Banche Centrali di tutto il mondo (vedi in questa immagine di Giovanni Zibordi la situazione cinese), in modo da aumentare i margini di manovra dello Stato, come dice Visco.

Da notare che anche un sistema di banche pubbliche potrebbe svolgere questa funzione importante, perché gli interessi pagati sui Titoli di Stato, da loro eventualmente detenuti, rimangono nell’ambito del bilancio dello Stato (tra l’altro oggi le banche pubbliche sono finanziate dalla BCE ad un tasso d’interesse addirittura negativo pari a -0,40%, quindi è ancora più conveniente!).

Se qualcuno pensa che questa idea non è realizzabile, vada a vedere quante banche pubbliche ci sono in Germania …

Crediti deteriorati delle banche

Il debito pubblico alto è la giustificazione usata dallo Stato per adottare da anni politiche di austerity, che non fanno altro che peggiorare la crisi economica perché i surplus di bilancio degli ultimi anni, vengono sottratte continuamente risorse dal sistema economico.

Quindi il debito privato cresce perché lo Stato, avendo rinunciato ad esercitare la propria sovranità monetaria, utilizza solo la moneta elettronica bancaria presa in prestito dai mercati finanziari, pagando continuamente interessi attraverso l’aumento del prelievo fiscale e la riduzione della spesa pubblica. Inoltre costringe anche cittadini ed aziende a finanziarsi esclusivamente con la stessa moneta creata dal nulla dalle banche private attraverso i prestiti, visto che la moneta creata dallo Stato è largamente insufficiente a far girare l’economia.

Tra l’altro lo Stato è anche il peggior pagatore per le aziende italiane, vantando la Pubblica Amministrazione un debito non pagato nei loro confronti di oltre 65 mld di euro. In questo modo costringe le aziende a “scontare” le proprie fatture in banca, facendo pagare loro un tasso d’interesse che grava ulteriormente sui loro bilanci già messi a dura prova dalla crisi economica.

Questa enorme massa di credito creato dal nulla dalle banche, non sarebbe necessaria se lo Stato creasse i soldi che deve dare a queste aziende, quindi in questo caso la moneta in circolazione rimarrebbe invariata, senza provocare alcun aumento dell’inflazione!

In definitiva il debito privato viene generato e reso instabile non solo dal classico meccanismo dell’interesse composto, ma anche dalle politiche di austerity adottate dallo Stato, a causa del debito pubblico, che finiscono per togliere con le tasse a cittadini ed aziende, più di quanto viene loro restituito con la spesa pubblica.

Il denaro deve essere creato dallo Stato

Come si eliminano i due fattori di debolezza individuati dal Governatore di Bankitalia? Può essere stabile un sistema monetario che usa quasi esclusivamente moneta creata dalle banche con i prestiti, per sua natura fortemente instabile ed amplificatrice delle fluttuazioni cicliche dell’economia italiana?

Considerato che sia il debito pubblico che quello privato vengono generati dal meccanismo di creazione del denaro dal nulla da parte del sistema bancario, se vogliamo davvero rendere meno vulnerabile la nostra economia, dobbiamo aumentare la quota di denaro creato dallo Stato. Infatti è lo Stato che ha ancora la Sovranità Monetaria, come diciamo da tempo (vedere i nostri articoli precedenti), e per esercitarla basterebbe cominciasse a stampare denaro in tutti i modi possibili ed ammessi dagli attuali trattati :

monete metalliche superiori a 2 euro, biglietti di stato, moneta elettronica e moneta fiscale.

La soluzione dei biglietti di stato è la più semplice, lo Stato li emette di alto valore e non destinati alla circolazione, e li deposita presso la sua Banca Centrale al posto dei Titoli di Stato che vanno in scadenza. In questo modo il debito costituito da Titoli di Stato, viene sostituito da credito costituito da Biglietti di Stato, senza alcuna variazione sostanziale nel sistema economico.

I biglietti di stato sono equivalenti alle monete metalliche superiori a 2 euro che diversi Stati Europei già coniano e che hanno validità solo sul proprio territorio, solo che invece di essere realizzati in metallo, sono realizzati su carta. Ma soprattutto non sono previsti o limitati da alcuna norma dei Trattati Europei perchè hanno validità solo all’interno del territorio nazionale e non vanno neanche in circolazione. Sostituiscono i Titoli detenuti dalle Banche Centrali e dalle Banche pubbliche ma non hanno scadenza, né devono essere restituiti, perché sono di proprietà dello Stato e quindi dei cittadini.

Aumentando la quantità di moneta creata dallo Stato si avrebbero due effetti principali :

  • aumenterebbero i margini di manovra dello Stato, per fare politiche espansive che possano creare effetti positivi nell’economia reale, non solo sui mercati finanziari;
  • renderebbe più stabile il sistema bancario perchè aumenterebbe la moneta a corso legale, più stabile, rispetto a quella creata con il debito, che è per sua natura fortemente instabile.

Si potrebbero eliminare “i fattori principali che rendono vulnerabile l’economia italiana alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni cicliche”, di cui ha parlato il Governatore Ignazio Visco nella sua Relazione Annuale, ma dobbiamo convincere i politici ad aumentare la quota di denaro creato dallo Stato, oggi pari a solo lo 0,3% del totale.Incontro a Genova del 3 giugno 2017

Di questo parleremo a Genova sabato 3 giugno 2017, in un incontro al quale abbiamo invitato i candidati a Sindaco per le prossime elezioni amministrative, in modo da verificare quali sono le loro ricette per trovare i soldi per la loro città.

Questo l’evento su Facebook https://www.facebook.com/events/716836381774656/

 Fabio Conditi    Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

Fonte: www.comedonchisciotte.org

01.06.2017

www.monetapositiva.blogspot.it

articoli precedenti su Comedonchisciotte per approfondimenti :

https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • Hito

    Secondo me ti paga la Merkel per raschiare il fondo del barile. Già a sentir parlare di “moneta positiva” uno sveglio dovrebbe drizzar le antenne e coprirsi l’orifizio posteriore.

    • Denisio

      Begli argomenti, secondo me ti fai.

      • Hito

        Chiedi all’autore come risolverebbe gli squilibri dell’eurozona (perchè lo sai vero che ci sono degli squilibri?) lui ti risponderebbe, con assoluta nonchalance, che li lascia invariati!!! Va da sè che ogni risorsa in più che trovi, finisce magicamente a mamma Merkel… Che può fare un surplus di 360 miliardi senza rivalutare, perchè ci sono i cretini che campano di “austerità espansive” e altre riforme tese, in generale, a togliere i diritti ai lavoratori). Poi chiedi all’autore come abbiamo fatto in passato, con la “liretta”, ad essere la 5^ potenza economica mondiale, senza ccf, SIRE o come li si vuol chiamare. Si, mi faccio… lol

        • Denisio

          Non hai tutti i torti, chiediti anche quanto la fase globalizzatrice sia deprecabile ma tangibile e fondata sui comuni bisogni vitali. Chiediti se sia possibile rispondere con forza al sistema oligopolico senza poter far respirare la popolazione anche attraverso lavoro coercitivo, mille adempimenti sino al furto totale del tempo. Come si sa normalmente l’essere umano sa prendere decisioni più sagge e coraggioso quando non è costretto a balcamenarsi per la mera sussistenza. Ha tutti i pregi e i difetti questa soluzione se non entra a contatto con la forza attiva del paese, che però è sotto scacco oligopolico, comunque la si guardi, non è facile risolverla diplomaticamente visto che gli untori dei popoli giocano anche la carta terrrribbile della minaccia nucleare. Noi al massimo forconi…

          • Hito

            Da un paradigma fallimentare, come la globalizzazione associata al neoliberismo, ci si difende solo tornando ad un paradigma che ha già dimostrato di funzionare. Che la storia va avanti su una linea retta e che non si possa tornare indietro è la favoletta che ci raccontano, mentre portano i nostri diritti indietro ad inizio ‘900. La Russia è tornata indietro, con Putin, ad uno Stato che decide su tutto, anche sulle multinazionali, come è giusto che sia, rispetto ad uno Eltsin dalla politica e dall’economia fallimentari, per questo forse molto simpatico agli USA e alla UE… la Cina non ha mai abbandonato questa idea di stato sovrano. Solo noi, sulla scia degli USA, ci siamo inchinati ad uno stato sottomesso alle multinazionali e alle ONG, vero e proprio strumento di ricatto. Multinazionali che hanno già dimostrato la loro massima espressione in passato, con la schiavitù. (vedi Compagnia delle Indie Occidentali) Mi fa piacere ricordare che la chiesa cattolica esisteva già, ma ligia al potere, più che al dovere, con la schiavitù conviveva serenamente.

          • Denisio

            Non vi è stato che disponga di notevoli surplus economici o anche geostrategici che non abbia ora in atto una crisi che va dalla disoccupazione, alla perdità di diritti fondamentali, alla militarizzazione alla guerra. Questo sincronismo sembra avere un timing preordinato, con i episodi che vedono i simboli storici e del tempo che abbiamo vissuto che vanno a pezzi uno ad uno, dalle torri fino ai ponti di casa nostra, sembra assurdo ed in effetti lo è nella misura in cui non si riesce a capirne l’origine o il motivo che parodissicamente potrebbe anche significare un riordino che qualcuno ha iniziato in un modo e portato avanti abbastanza coerentemente con saga Orwelliana, quindi non a caso. Se posso aggiungo che cercare di interrogarsi su come vanno gli aspetti economici è catalizzante perchè semplificativo ma i movimenti che sono fondati sulla presa di coscienza di ciò che rimane realmente importante nella vita sia costantemente preso di mira, ormai siamo alla mercè dei tempi che dovrebbero fare uno scatto ed abbandonare un sistema ultrasecolarizzato. Non fosse altro che per vedere cosa resta di noi, se abbiamo coraggio di vedere cosa abbiamo fatto di così importante da vedere impegnate miliardi di vite…a zig-zag per il mondo….e cosa è rimasto della nostra luce verso l’armonia….non ci stanno portando in dietro di 900 anni ma ci stanno prtando avanti di 20000 facendoci fare il salto più lungo della gamba.
            V8glio dire nel mondo si viveva anche in migliaia di altre maniere, non paradisiache perchè lo sappiamo ma molto valide e ricche. Siamo diventati schiavi delle macchine e de sistema e dobbiamo rendercene conto a mio parere prima di iniziare una qualsiasi altra negoziazione sui diritti etc…etc…la chiesa non sarà daccordo temo, in un modo o nell’altro continuerà a fomentare il bisogno di una militarizzazione sempre più soffocante ed in controriflesso ai “buoni e cari e dolci consigli che ipoteticamente sa benissssimamente nfondere. Siamo contro un muro….indovina quale¿¡¿

          • Hito

            E’ un punto di vista che non condivido, però apprezzabile perchè ragionato e sincero. Non lo condivido perchè sembra molto fatalista e a me piace pensare che ancora dipenda da noi. Secondo me stanno facendo un errore, credono di dividerci, invece ci stanno compattando.
            Il muro del pianto non fa per me 😉 (se è quallo che intendevi)

          • Denisio

            Nel fato non credo e non ti dico quanto vorrei vedere gli oppressi insorgere contro il sistema ma ho smesso nonostante tutto di credere che il popolo italiano ma non solo soggiogato psicologicamente oggi come oggi riesca a reagire efficacemente per risolvere i suoi problemi. L’unico modo per farlo è quello di abbandonare con lo scopo dichiarato di ricostruire un sistema economico diverso.Io credo che a differenza di ciò che si vuol far credere qui la soluzione non passa attraverso la diplomazia o il parlamento ma deve passare attraverso una fase totalmente nuova che preveda la ribellione finalizzata per poi padsare alla valorizzazione del tempo e dell’energia delle persone abbandonando i metodi di coercizione che ormai sono imposti dalla nascita e anche se molti finiscono per amare la loro condizione di subalterni e di sudditi. Quindi si alla lotta ma con pochi e chiari obbiettivi. Grazie per la conversazione.

        • Gli squilibri dell’Eurozona dipendono dal fatto che invece che fare una moneta unica, si è scelta la strada di diverse monete nazionali aventi però un rapporto di cambio fisso e la stessa unità di misura. Solo che seguitiamo a comportarci come se la moneta fosse unica, non considerando i vantaggi. Innanzi tutto come ho scritto, il fatto che la Banca d’Italia detenga Titoli dello Stato Italiano, significa che quella parte di debito non esiste più, e soprattutto che aumentando questa quantità il Debito Pubblico potrebbe essere eliminato. Quindi siamo tornati ad una situazione simile a quella che ci ha portati a diventare la 5° potenza mondiale, quando lo Stato attraverso l’acquisto dei Titoli di Stato da parte della sua Banca Centrale, creava denaro. Quindi dobbiamo trovare il sistema per passare da una situazione in cui tutta la moneta è creata dal Sistema Bancario con il debito, ad uno in cui è lo Stato che crea il denaro anzichè creare debito. Ho già dimostrato che la sovranità monetaria è ancora dello Stato, dobbiamo solo capire come usarla.

          • Hito

            Ci sono più di 6000000 di poveri contentissimi, che tu abbia già dimostrato cose, e che sia sbagliata la percezione di altre cose, mentre i vantaggi di determinate cose è innegabile.

  • marco schanzer

    Dopo il suo ultimo articolo , dovrebbe avere il pudore
    per raccontarla a qualcun’altro….ma..
    – ce’ un errore nella terza riga , una negazione di troppo .
    – la colpa e’ delle banche , ma, di piu’ , e’ di chi da un senso a manovre finanziarie
    che non ne hanno , a numeri privi di senso . Illusionismi truffaldini di massa .
    Non e’ tollerabile un governo che non opera per la ricchezza della gente .
    La soluzione dei paradossi della finanza , e’ la sua abolizione .
    – il denaro creato da uno stato (?) e immesso come spesa….e’ assurdo
    e destabilizzante come l’altro
    – dice bene su debito impagabile e sui beneficiari dei prestiti
    – ipotizzare che la BCE ricompri I debiti che crea , e’ follia….
    lei deve trovarsi un altra attivita’ . Perfavore .
    – l’unica politica , espansiva , sensata , e’ la criminalizazione della finanza .

  • gix

    Per quanto riguarda le banche pongo una domanda . Ma se sono obbligate a tenere una riserva sui depositi per i prestiti che poi concedono, e il rapporto ormai per il denaro prestato è di molte volte superiore alla riserva obbligatoria dei depositi e del capitale, (ammesso che di fatto ancora esista un rapporto ragionevole, per esempio negli USA, che stampano dollari a tutto spiano), che senso ha sottoporre le banche agli stress test e altre scemenze del genere, per verificarne lo stato? Voglio dire, le banche prestano soldi inesistenti, per cui alla fine se non vengono ripagati è un fatto puramente contabile; ecco perché si permettono di prestare a fondo perduto somme enormi agli amici degli amici. Ecco anche perché si permettono di giocare con i derivati che sono di fatto somme di fantasia, che possono essere cancellate con un clic, con l’unica scocciatura che, se il gioco sfugge di mano, devono essere oggetto di accordi e trattative reciproche a livello mondiale.
    Per quanto riguarda il riacquisto dei titoli pubblici da parte delle banche centrali, ma non era vietato da questa unione europea succhiasangue? Avrebbe dovuto provvedere la BCE, ma evidentemente, essendo il sistema ingestibile, sottobanco la BCE ha di fatto concesso di tornare all’antico?

    • stefanodifrancesco

      Gix, per quanto riguarda gli stress test concordo pienamente con lei. Sono inutili .Dal un punto di vista della maggior solidità patrimoniale delle aziende di credito sono del tutto inefficaci ( basta per questo verificare le ipotesi di base sulle quali sono stati disegnati i vari scenari previsionali). Per quanto riguarda invece il riacquisto dei titoli di Stato da parte delle banche centrali, questo è vietato sul mercato primario, ma il QE (PSPP) opera sul mercato secondario, senza quindi ledere alcuna norma prevista nei trattati.

    • E’ tutta una finzione, l’art.123 vieta alla BCE ed alle BCN di prestare soldi agli Stati ma non di comprare i Titoli di Stato dai Mercati Secondari. E’ come se io dico che non ti voglio prestare soldi, ma compro le tue cambiali da qualcun altro. Lo hanno fatto perchè hanno capito che il sistema non stava in piedi e per non far scoprire il trucco, hanno trovato questo … “escamotage” per evitare che qualcuno si accorga che lo Stato può stampare soldi visto che ha ancora la sovranità monetaria.

  • Annibale Mantovan

    Quando penso che il sig. Visco viene pagato dalle tasse del sottoscritto…Caro Ignazio Visco, la crisi è stata creata ad arte da persone come te, PRESUNTUOSE e VENDUTE, che da 30 anni decidono una politica economica dagli effetti SCELLERATI a vantaggio delle sole MULTINAZIONALI. Va a casa Visco!

    • Ignazio Visco ed il sistema bancario che rappresenta sono la causa del debito pubblico e privato che aumenta sempre più, ma sono sempre loro che pretendono di dirci quali riforme strutturali dobbiamo fare per risolvere i problemi che hanno creato.

      • Annibale Mantovan

        In effetti sarebbe ora di processare certa gente per ALTO TRADIMENTO!

        • marco schanzer

          sono tanti . E l’ora , e’ passata .

  • marco schanzer

    smettila .

  • Adriano Pilotto

    Visco è un Don Abbondio finanziario, senza un Manzoni che lo umanizzi.

  • vincenzo

    ormai bisogna andare avanti con l’attuale avanzatissimo e modernissimo sistema finanziario. anche perchè ci sono troppe banche e troppe istituzioni statali ed internazionali che supportano tale sistema finanziario.
    (anche se ora draghi dice che si può rivedere gli trattati…)
    ma è da fessi lavorare di più per aumentare la produttività economica, solo per ripagare le banche. non bisogna sottovalutare l’avidità ovvero gli errori dei (troppi) banchieri ed il sig. visco lo sa benissimo. Intanto il sig. ministro padoan ogni tanto deve fare le solite manovre e manovrine fiscali e tutto si aggiusta, si riparte e si ricomincia, come sempre.
    quindi, è tutto ok! il sistema funziona, anche se malissimo ed aleatorio.