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SIRE SIstema di Riduzione Erariale

Uno strumento fiscale per uscire dalla crisi : il “SIRE”

DI FABIO CONDITI E STEFANO DI FRANCESCO

comedonchisciotte.org

Come può lo Stato trovare il denaro per uscire dalla crisi economica ?   Uno strumento fiscale come il SIRE, concreto e realizzabile fin da subito, potrebbe farci uscire dalla crisi economica ?

L’analisi dei cosiddetti esperti economici è paradossale : tutti concordano ormai che per uscire dalla crisi economica sarebbe necessario un quantitativo importante di denaro da immettere nell’economia reale per uscire dalla recessione, visto che è caratterizzata da deflazione e stagnazione ormai croniche.

Analisi delle cause della crisi economica

Il Quantitative Easing della BCE è servito solo a fornire liquidità ai mercati finanziari ed alle banche, avendo come unico effetto per i cittadini una momentanea riduzione dei tassi d’interesse sui Titoli di Stato, ma non è servito a far arrivare denaro all’economia reale.

Quindi servirebbero più soldi da investire nell’economia, ma il rispetto dei parametri di Maastricht e la crescita continua del debito pubblico non lo permettono.

Siamo entrati in un circolo vizioso nel quale a causa degli interessi che paghiamo sul debito pubblico, si rendono necessarie politiche di austerity che peggiorano la crisi economica nell’economia reale e determinano un aumento progressivo del debito pubblico e degli interessi pagati.   E si ricomincia partendo da una situazione peggiore …

Però, se lo Stato scoprisse in fondo al mare un galeone carico d’oro con cui fare monete per 400-500 mld di euro, allora sì che potrebbe utilizzarle per ricostruire i paesi terremotati, recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio da un punto di vista sia sismico che energetico, ridurre i rischi idrogeologici del territorio, rilanciare gli investimenti nei settori produttivi innovativi ed ecocompatibili, ecc…

Scommettiamo che con un piano di investimenti nell’economia reale di questo tipo, non solo usciremmo dalla crisi economica, ma si azzererebbe anche la disoccupazione ?

Certo, ma arriverebbe il solito “cosiddetto esperto economico“, come ce ne sono tanti al Governo, che ci direbbe : “Attenzione, sciagura ! Se lo Stato scoprisse un galeone carico d’oro e creasse denaro per spenderlo nell’economia reale, questo produrrebbe inflazione, per cui è meglio che lo lasci in fondo al mare e seguiti a prendere in prestito, il denaro creato dal sistema bancario e dai mercati finanziari.”

Per loro l’ipotesi che il denaro sia creato dallo Stato e utilizzato nell’economia reale è sempre un problema, mentre se viene creato dalla BCE o dalle banche per i mercati finanziari, è sempre una “cosa buona e giusta”, anche se non produce nessuno dei risultato previsti.

Ora, vi rivelo un segreto, ma mi raccomando … non lo dite a nessuno !

Lo Stato, per creare denaro, non ha bisogno dell’oro, gli basta creare un qualsiasi strumento metallico, cartaceo o elettronico, e dichiarare di accettarlo per il pagamento delle tasse.

Perché lo Stato ha ancora la sovranità monetaria, come ormai ho già dimostrato da tempo, e potrebbe stampare monete metalliche superiori a 2 euro, biglietti di stato, moneta elettronica, tutti strumenti monetari a corso legale solo in Italia.

Ma facciamo l’ipotesi di non percorrere questa strada per sceglierne una più facile.

Certamente lo Stato ha la competenza esclusiva di decidere non solo l’entità delle imposte cui assoggettare i propri cittadini, ma anche l’ammontare delle possibili detrazioni fiscali, come avviene attualmente con le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni, che non producono certo debito pubblico e sono da anni utilizzate senza problemi dallo Stato.

Partendo dai Certificati di Credito Fiscale, creati dall’amico Marco Cattaneo e che comunque sono ancora uno strumento valido, abbiamo cercato di sfruttare la nostra conoscenza del sistema monetario e bancario, per creare uno strumento fiscale molto più innovativo e pratico, che soprattutto fosse perfettamente compatibile con gli attuali Trattati Europei.

Simbolo dei SIRELo strumento che abbiamo ideato si chiama SI.R.E, ovvero SIstema di Riduzione Erariale.

Abbiamo detto che lo Stato italiano può, in assoluta autonomia, non solo decidere l’ammontare delle tasse che ciascuno di noi deve pagare, ma anche l’ammontare delle possibili detrazioni fiscali, quindi può realizzare uno strumento fiscale di gestione centralizzata di queste detrazioni, che permetta, a chi vanta questo diritto, di trasferire anche ad altri soggetti quelle detrazioni che eventualmente non fosse in grado di utilizzare.

Lo strumento da noi proposto si chiama SI.R.E., Sistema di Riduzione Erariale; in sostanza si tratta di un sistema centralizzato di gestione delle detrazioni fiscali per tutti i cittadini e le aziende che abbiano residenza e sede legale sul territorio italiano e che quindi pagano le tasse in Italia.

Il Ministero delle Finanze e dell’Economia, istituisce presso di sé un sistema elettronico per contabilizzare le detrazioni fiscali dalle tasse per ogni soggetto avente un Codice Fiscale, che diventa il codice identificativo univoco di un “conto corrente fiscale“.

I SIRE, cioè le cifre che rappresentano le detrazioni fiscali di cui il titolare del conto ha diritto, possono essere utilizzati come “riduzione delle tasse” che dobbiamo pagare, ma solo a partire da una certa “data di validità” in poi.

Praticamente sono una sorta di sconto fiscale che, fino a quando non viene realmente utilizzato a questo scopo, rimane “accreditato” nel conto corrente fiscale e può essere utilizzato per altri scopi.

E qui viene il bello ! La cifra “accreditata” sul nostro “conto corrente fiscale” può essere … utilizzata come mezzo di pagamento, perché può essere trasferita ad altri soggetti titolari di conti correnti fiscali, utilizzando strumenti come “carte di credito fiscali” o “bonifici fiscali online“.

Non solo ! Se quella cifra nel conto corrente fiscale non viene utilizzata per ridurre le tasse o come mezzo di pagamento, produce un incremento annuo stabilito annualmente dallo Stato, che potrebbe inizialmente essere ad esempio pari al 2% annuo.

Da un punto di vista giuridico, l’utilizzo di questo strumento di pagamento è ad accettazione volontaria, per cui nelle transazioni online, ci deve essere sempre la conferma dell’accettazione dei SIRE come pagamento.

Altre caratteristiche fondamentali :

– creazione di una piattaforma gestita ad esempio da Cassa Depositi e Prestiti o da Poste Italiane, nella quale soggetti privati offriranno e domanderanno SIRE, in cambio di Euro, determinando così un valore di “cambio”;

– emissione di “biglietti di stato in SIRE” in formato cartaceo di piccolo taglio (5 euro, 10 euro, 20 euro, 50 euro, ecc…) che potranno essere prelevati attraverso sportelli automatici tipo “bancomat”, posizionati all’interno delle amministrazioni pubbliche;

– conio anche di “monete metalliche in SIRE” per i piccoli scambi.

Vediamo adesso di ricapitolare i punti essenziali del SIRE :

– i SIRE non sono una emissione monetaria e non sono in contrasto con i Trattati Europei;

– i SIRE non costituiscono aumento del debito pubblico, come tutte le detrazioni fiscali;

– i SIRE  producono un aumento del PIL e delle entrate fiscali negli anni successivi;

– i SIRE sono uno strumento di pagamento alternativo alla moneta che usiamo attualmente;

– i SIRE sono uno strumento di risparmio e di pagamento sicuro e garantito dallo Stato;

– i SIRE sono in grado di rilanciare l’economia, attraverso l’aumento degli investimenti ;

– i SIRE  sono in grado di ridurre in modo definitivo la disoccupazione e la povertà;

– i SIRE permettono allo Stato di redistribuzione la ricchezza e ridurre le diseguaglianze.

Come fa lo Stato a creare uno strumento monetario ?

Lo Stato non ha bisogno di andare in fondo al mare a cercare un galeone carico d’oro per creare 400-500 mld di euro di denaro per fare investimenti nell’economia reale e determinare ripresa “vera” dell’economia.

Può tranquillamente creare uno strumento fiscale come il SIRE, che nel nostro sistema monetario ha lo stesso effetto di trovare monete d’oro, cioè non ha costi, ma in più non ha limiti di creazione.

Moneta in circolazione con i SIRECosa succederebbe alla moneta in circolazione ?

Attualmente più del 90% di tutta la moneta che usiamo viene creata da nulla dalle banche con i prestiti, perché le monete metalliche create dallo Stato, pari a soli 7 mld di euro, sono largamente insufficiente a far girare una economia con un PIL di 1600 mld di euro.

Quindi siamo costretti ad utilizzare i circa 2.200 mld di depositi e titoli vari che prendiamo in prestito dal sistema bancario, che li crea letteralmente dal nulla, ma sui quali ci fanno pagare pure fior di interessi.

Invece, se lo Stato creasse circa 400-500 mld di SIRE per permettere a cittadini ed aziende di effettuare i loro pagamenti, ci sarebbe meno necessità di richiedere denaro in prestito e quindi, presumibilmente, ci sarebbe una riduzione consistente della quantità di denaro creato dalle banche.

Con l’unico effetto, di ridurre in modo rilevante gli interessi percepiti dal sistema bancario.

Vantaggi nell'economia con l'utilizzo dei SIREQuali sarebbero le conseguenze per l’economia ?

L’immissione di 400-500 mld di SIRE nell’economia producono un aumento considerevole sia della produzione di beni e servizi che degli scambi economici, con un rilancio immediato dell’economia reale e del benessere dei cittadini. Ovviamente solo se utilizzati per gli investimenti produttivi e per aumentare la capacità di spesa dei cittadini più in difficoltà.

Considerato che l’emissione dei SIRE non comporta aumento del debito pubblico, né produce uscite nel conto economico dello Stato, l’Italia potrebbe meglio rispettare i parametri di Maastricht e finalmente mettere a posto i suoi conti senza politiche di austerity.

Nel nostro sito potete trovare una trattazione più approfondita e tecnica, che è in evoluzione perché la mettiamo a disposizione di tutti per osservazioni e critiche, nella speranza che sia migliorata e condivisa dal maggior numero di persone possibile.

PROPOSTA MONETA POSITIVA

Fabio Conditi   Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

Stefano Di Francesco   Vice-Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.blogspot.it

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Fonte: www.comedonchisciotte.org

7.03.2017

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto un libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone.
  • marco schanzer

    Propongo il manicomio per l’autore . Naturalmente il denaro non va cercato , perche’ non e’ una risorsa . Meglio cercare cibo e mattoni . Naturalmente , un governo che non fa , esclusivamente , l’interesse della popolazione , deve essere considerato decaduto , e tassare non e’ nell’interesse della popolazione , e neanche pagare debiti farlocchi , ne usare moneta altrui . Creiamo le condizioni per una Economia “reale” , in cui la carta si usi per scrivere ( e si piantino gli alberi necessari ) , e in cui sia il lavoro , e non i banchieri , il potere . La ricchezza , che nasce dall’ambiente e va sviluppata con il lavoro , deve essere condivisa dalla comunita’ . Anche il lavoro , va distribuito , con buon senso , dalla comunita’ . Tassare va criminalizzato .

    • Grazie per il complimento, la “follia” è una qualità importantissima, perchè “si può essere in disaccordo con essa, glorificarla o denigrarla. L’unica cosa che non si può fare è ignorarla. Perché cambia le cose. Spinge la razza umana nel futuro”. Viviamo in un sistema economico dove non riusciamo a produrre “cibo e mattoni” perchè non abbiamo “denaro” che si crea con un clic del computer. Chi dobbiamo rinchiudere in un “manicomio” ? Mark Twain diceva “Un uomo che ha un’idea nuova è uno svitato finché quell’idea non ha successo”. Vuoi venire nel nostro gruppo di “matti” ? Stiamo costruendo il futuro !

  • Simec

    prova xxxxxx

  • Simec

    Vede che si rielaborano vecchi concetti di Auriti, poi ripresi da Barnard e altri. Ma perchè non dire chiaro e semplice che LA MONETA DEVE ESSERE DI PROPRIETA’ DEL POPOLO NON DI AZIENDE PRIVATE che la vendono agli stati. Perchè è a questo che serve l’Euro. Sovranità monetaria, protezionismo, democrazia diretta, abolizione FMI, WB, NATO e ovviamente UE. Questo solo per iniziare. Ma quando lo capirà il popolo bue?….sic

    • SanPap

      l’Ufficio Complicazione Cose Semplici è sempre al lavoro.
      In questi giorni UCCS del Comune di Roma ha partorito uno spot per convincere i romani a pagare il biglietto sugli autobus; c’è bisogno di uno spot per rendere noto agli utenti dei mezzi pubblici che occorre pagare un biglietto ?
      Non sarebbe più semplice mettere dei controllori (all’ingresso, sul mezzo, all’uscita) ?
      Allo spot ha contribuito anche l’ Ufficio della Verità Narrata, altro ufficio che lavora alacremente, spesso in simbiosi con UCCS
      1) gli utilizzatori dei mezzi pubblici dello spot sono, come suggerisce UVN, tutti romani; nella realtà il rapporto tra romani e “altri” è di 1:9
      2) gli utilizzatori dei mezzi pubblici non pagano il biglietto perché, secondo UVN, sono dei paraculi; quelli UVN si dimenticano che
      2.1) i distributori di biglietti non sono quasi mai presenti in periferia, perché sistematicamente vandalizzati (dai romani secondo l’UVN suppongo)
      2.2) i biglietti hanno una scadenza, quindi se ne fai una scorta dopo qualche tempo non sono più validi (UVN spiega questo con la necessità da parte dell’ATAC di proteggersi dalle contraffazioni dei biglietti; i soldini con i quali hai acquistato i biglietti non hanno scadenza; UCCS non è riuscito ad immaginarsi il rimborso dei biglietti non utilizzati e scaduti)
      2.3) se acquisti qualcosa, quello che acquisti deve essere di qualità adeguata a quanto pagato, e qui il discorso diventa maledettamente complicato: tempi d’attesa, pulizia, confort (nello spot i paraculi sono tutti comodamente seduti anzi spaparanzati, come ha suggerito UVN), assenza di ambulanti, di questuanti, di borseggiatori (anche questi dimenticati nello spot dall’UVN)

      UCCS e UVN sono sempre in agguato per la nostra delizia.

  • Toussaint

    Voi per primi sarete consci di quanto sia difficile seguirvi, vista la materia di cui vi occupate. Ma non è un limite. Come giustamente suggerisce Conditi, un po’ di sana follia è la caratteristica dei precursori. Io ho sempre contestato il fatto che, se ci fosse una maggioranza politica disposta ad implementare il vostro progetto, allora la stessa maggioranza potrebbe più semplicemente decidere di abbandonare l’euro.

    Detto questo, Antonio Maria Rinaldi, su Scenari Economici, ripropone un suo vecchio articolo, che pone delle obiezioni a mio parere non campate in aria. Eccolo qui: http://scenarieconomici.it/iddio-ci-salvi-delleuro-dalla-doppia-moneta/

    Credo che da una vostra eventuale risposta i lettori (ed io per primo) possano capire un po’ di più. Non ve la solleciterei se l’obiezione non fosse stata fatta da un personaggio che molto ha contribuito alla consapevolezza collettiva dei mali dell’euro. Comunque, forza e coraggio. Vi leggo sempre molto molto volentieri.

    • Grazie Toussaint, se vuoi partecipare al nostro progetto scrivimi in privato. Siamo perfettamente consapevoli della complessità della materia che stiamo trattando, ma in realtà più per le convinzioni errate della maggior parte delle persone che per gli argomenti in sè.
      Proviamo a spiegare in modo semplice la nostra proposta.
      Ogni cittadini ed azienda avrà un conto corrente fiscale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel quale lo Stato può accreditare “detrazioni fiscali” chiamate “SIRE”, di cui il titolare del conto ha diritto, ma che possono essere “scambiate” con altre persone attraverso “bonifici fiscali” e/o “carte di credito fiscali”, in cambio ovviamente di beni o servizi.
      Per le piccole spese, saranno emessi dallo Stato anche “biglietti di stato” e “monete metalliche” a valenza fiscale in SIRE.
      Tutti avranno quindi uno “strumento fiscale” semplice, molto simile allo “strumento bancario” che stiamo utilizzando, che sarà accettato da tutti perchè valido per pagare le tasse.
      L’unico dettaglio non privo di rilevanza, è che lo Stato può emettere SIRE senza fare debito pubblico e senza violare i Trattati Europei, visto che già attualmente utilizza le detrazioni fiscali ad esempio nelle ristrutturazioni edilizio.
      Con i SIRE, queste detrazioni ti saranno accreditate fin da subito nel tuo conto corrente fiscale, e le potrai scambiare con tutti come utilizzi attualmente la moneta bancaria.
      Una volta adottato il SIRE, l’euro può rimanere come moneta di scambio tra nazioni oppure decidiamo di uscire dall’euro, semplicemente con un cambio di iniziale da SIRE a LIRE.
      Le cose semplici sono le più rivoluzionarie.

      • SanPap

        ma di che parli ?
        quale narrazione hai letto ?
        i sistemi informativi delle varie agenzie non comunicano tra di loro.
        hanno codifiche differenti, sono stati realizzati in tempi diversi, con strumenti diversi, da persone diverse, da volontà diverse, con scopi diversi
        si possono armonizzare, come dicono i mondialisti ? certo che, si ma non l’hanno fatto e allora che valenza ha il tuo discorso ?
        Se le basi del tuo discorso sono errate, le deduzioni nella migliore delle ipotesi sono un mero esercizio di logica.

      • Giovanni_D

        Di proposte e suggerimenti per bypassare la palla al piede che rappresenta l’Euro per l’economia italiana ce ne sono parecchie. Tutte vengono presentate come la panacea ai nostri problemi e ogniuna si presenta come una soluzione al problema, basta applicare l’idea e tutto si risolve. Ma quando mai!! Non ci ricordiamo che fino agli anni “80” avevamo già una lira libera da debito (c’era solo il debito interno verso gli italiani) e tutto, pur con alterne vicende, filava piuttosto bene. L’utima moneta di proprietà dello Stato che riportava la scritta “Repubblica italiana” fu quella emessa ai tempi di Aldo Moro. Sappiamo bene che fine abbia fatto Aldo Moro, e allora io mi chiedo: c’è qualcuno che spera ancora che i nostri politici vogliano e possano perseguire una politica che ammetta l’introduzione di una moneta simile ai tempi nostri ?

    • Grazie per la segnalazione dell’articolo su Scenari Economici, ho risposto anche lì.

  • PietroGE

    In pratica, questi SIRE sarebbero una moneta nazionale da far circolare insieme all’euro. Cosa si fa con il debito in euro? Si continua a pagare o si dichiara default? Perché se si vuole continuare a pagare lo stato che riceve i soldi dai contribuenti in SIRE dovrà sempre convertirli in euro. Lo stesso dicasi per i prodotti importati.
    Oddio, un accorgimento più o meno analogo è riuscito a risollevare economicamente la Germania nazista in pochi anni (i MEFO bond), la situazione però era molto differente da quella di oggi e i dubito che un programma simile avrebbe successo nella stessa Germania.
    La mia obiezione a simili articoli, espressa diverse volte, è che danno l’impressione a chi legge che la crisi dell’economia italiana si possa risolvere con alchimie finanziarie, invece che con riforme profonde, controllo della spesa pubblica, rinnovamento dell’apparato produttivo e una sostanziosa ristrutturazione del debito.

    • stefanodifrancesco

      PietroGE, quanto ai beni importati non cambia nulla. Gli euro restano in circolazione, i conti correnti restano in euro.Il tema del debito è interessante. Con il Sire non ci sarà nessun default e tutti saranno ripagati.
      Oggi il debito è 2200 miliardi di euro,
      Lo Stato incassa circa 800 miliardi di tasse l’anno.
      Ogni anno supponiamo scadano 200 miliardi di BTP, CCT, CTZ,..
      Come si farà a rendere compatibile il sistema del pagamento del debito con l’emissione dei Sire?
      Semplicemente definendo una data di utilizzo differente per i vari Sire. Che significa? Significa che lo Stato emetterà, supponiamo 200 miliardi di Sire con godimento 2019.

      Cosa accadrà dunque nel 2020 quando i primi 200 miliardi verranno utilizzati per detrazioni fiscali dai contribuenti? Accadrà che lo Stato incasserà 600 miliardi di euro e 200 miliardi di Sire. Con 600 miliardi incassati, si potranno restituire i 200 miliardi in scadenza? Certamente si. Nessun default. Ed il debito scaduto, verrà finanziato stavolta in SIRE e non emettendo BTP. Alla fine scomparirà il debito ed al suo posto ci sarà moneta a credito, i SIRE.

      • marco

        “Alla fine scomparirà il debito ed al suo posto ci sarà moneta a credito, i SIRE.” Praticamente si parla di tornare alla lira….Quanto abbiamo guadagnato a passare all’ euro?

        • stefanodifrancesco

          Marco, il guadagno dell’euro o come lo chiamano il “dividendo dell’euro” c’è stato in termini di riduzione del costo degli interessi . Ma l’Euro non è il problema, è un fattore che, con i suoi vincoli e rigidità, ha moltiplicato le criticità di un sistema economico basato sull’espansione del credito bancario, che sfugge ad ogni sorta di controllo e limitazione. La moneta è la chiave del sistema; il debito è mortale. Uscire dall’euro e lasciare il monopolio della creazione della moneta in mano alle banche non risolve granché. La vera rivoluzione è togliere il potere di creazione del denaro alle banche ed affidarlo allo Stato.

  • Piramis

    Ottima proposta, Conditi.
    A grandi linee rispecchia quella che feci anni fa e che ancora è disponibile a questo indirizzo http://www.lirae.it dal quale si può scaricare il PDF e che so che tu hai già letto ma, anche se parliamo comunque di moneta fiscale, ammetterai che la mia proposta è più snella, di facile implementazione e un meccanismo più economico da gestire, anche.
    In ogni caso, quale che sia, SIRE, LIRAE o DINARI (no, dinari meglio di no, Gheddafi docet) o che altro, concordo che sia l’unico modo per risollevare un Paese che abbia capacità produttiva, come l’Italia, ma non solo.
    Quelli che non l’hanno capito, ci arriveranno, ma gli scogli grossi sono due, il primo e più importante è quello a cui accenna Toussaint: “se ci fosse una maggioranza politica disposta ad implementare il vostro progetto, allora la stessa maggioranza potrebbe più semplicemente decidere di abbandonare l’euro” e il secondo è che la gente si fa spaventare dalla propaganda imbastita dalle lobbies della finanza e, alla fine, rema contro. Anche contro i propri interessi.
    Buon lavoro e grazie per il tuo lavoro di informazione e proposizione.

    • Caro Piramis, il SIRE non è una moneta, ma un sistema centralizzato di gestione delle detrazioni fiscali, è questa la novità. Non serve a pagare le tasse, ma a ridurle, solo che questa riduzione fiscale è trasferibile ed utilizzabile come mezzo di scambio tra cittadini ed aziende. Inoltre i depositi in SIRE sono fuori dal circuito bancario, non soggetti al bail-in e garantiti dallo Stato.

      • Piramis

        Si, tutto come le Lirae, solo che quest’ultime partono dall’essere distribuite dal basso, direttamente ai consumatori e quindi si fanno tutta la filiera, dal consumatore, al dettaglio all’ingrosso alla produzione, al sistema fiscale, per la gioia del Keynes e del suo moltiplicatore.
        Comunque, come ho detto, sono proposte comunque valide, ergo, nessuno le accetterà mai, proprio perché funzionerebbero.

  • marco

    1) Non ho le conoscenze per valutare se quanto scritto sia corretto…
    Il denaro viene stampato dalla BCE e chiamato euro…se anche l’italia passasse alla moneta X, i nostri creditori credo vogliano indietro gli euro.
    2) Non servono proposte per uscire dalla crisi. Il vero problema è che non si vuole uscire dalla crisi, basta vedere come chi governa tende ad aumentare ulteriormente il debito pubblico consegnandoci sempre più nelle mani dei nostri aguzzini. L’italia è piano piano in svendita e con lei i servizi e i beni degli italiani. Se non invertiamo la rotta la nostra destinazione sarà chiara: approderemo alla stessa situazione greca.

    Non serviva arrivare alle crisi o alla situazione attuale per capire come sarebbe andata a finire:
    uno stesso prodotto(tralasciamo la qualità) viene prodotto in italia con un costo molto maggiore rispetto una produzione in cina. Il consumatore(anche lui con responsbilità della situazione attuale) andrà al negozio e preferirà spendere molto meno scegliendo il prodotto cinese.L’azienda italiana subirà una diminuizione delle vendite che porterà dapprima al licenziamento progressivo del personale(consumatore che avrà un minore/nullo potere di acquisto) fino ad entrare in crisi,dovendo comunque pagare le stesse. Dall’italia inizia un flusso di ricchezza in uscita verso la cina.
    Applicando il ragionamento esposto a tutti i settori, è chiaro come con effetto domino si arrivi ad una povertà certa.
    Se l’europa fosse stata seria, avrebbe messo dazi per prodotti provenienti al di fuori dell’unione. Non a caso lo stesso Trump sta mettendo in piedi il protezionismo per gli USA…
    Questa situazione era prevedibile da tempo(ai miei occhi già dal 2007 senza essere un economista).

    Forse non finiremo come la grecia, per nostra fortuna quest’anno avremo molte elezioni importanti, e l’antieuropeismo/antieuro sta crescendo con numeri importanti.
    Vedremo.

    • stefanodifrancesco

      Ben scritto , Marco. Tutto ampiamente condivisibile. Speriamo di liberarci presto di questo sistema economico e finanziario bastato sulla truffa ed in grado di trasferire risorse da molti a pochissimi..

    • Lucio Brovedan

      Ci hanno venduto la globalizzazione soprattutto con l’argomento di prezzi più bassi, delocalizzando ecc. ecc. Senza capire, come dico da anni, che: “La guerra dei prezzi fa più vinti che vincitori”, almeno con queste regole.

  • Simec

    avete in progetto di radicarvi sul territorio con uffici locali aperti
    al pubblico dove spiegare e organizzare eventi divulgativi? se si vi
    darei volentieri un aiuto. comunque complimenti per l’iniziativa e saluti

    • Lascia i tuoi riferimenti nei contatti del sito Moneta Positiva, spiegandoci chi sei, dove risiedi e cosa puoi fare, siamo alla ricerca di persone interessate a divulgare sul territorio queste idee. Grazie

  • Tizio.8020

    Non capisco in che modo questi “SIRE” verrebbero distribuiti alla popolazione.
    Vorreste darne un “tot” per ciascuno, , quindi come una specie di “Reddito di Cittadinanza” oppure semplicemente verrebbero utilizzati per ripagare tutti i debiti della P.A. , o in che altro modo?
    Prima di poter dire che mi paice come metodo, debbo capire questa cosa.
    Ma ribadisco semrpe che “secondo me”, tutta la Crisi Economica è stata semplicemnte un metodo per espropriare le ricchezze Italiane a favore di altri.
    E se non capiamo che è una cosa voluta, non possiamo nememno immaginare soluzioni.
    Non è una disgrazia, è un preciso piano che ormai è giunto a compimento.
    E l’inizio secondo me è sempre quella specie di burletta della “Separazione del Tesoro dalla Banca D’Italia”.
    Leggetevi le lista delle Aziende (Pubbliche e Private) che hanno cambiato padrone negli anni dal 1981 ad oggi.

  • slittamento

    tornare alla Lira di proprietà dello stato non è più semplice?

    • Questo è uno strumento simile ad una moneta, ma può essere realizzato subito senza modificare o uscire dai Trattati, in modo da avere più forza per fare i passi successivi. Ricorda che attualmente tutti i nostri soldi sono all’interno del sistema bancario, che se chiude come in Grecia, non abbiamo armi per difenderci.

      • slittamento

        se lo si vuole usare immediatamente come “arma” allora ce ne sono altre, come ad esempio la nazionalizzazione del sistema bancario, averne il controllo significa acquistare il debito pubblico e incassare gli interessi annullando di fatto il problema principale del debito, ovvero i 70 miliardi annui che vengono sottratti alle casse dello stato. Inoltre con i prestiti ai privati lo stato incassa gli interessi, che attualmente valgono 130 miliardi circa. Due piccioni con una fava

        • Lucio Brovedan

          Il sistema di emissione e quello del credito vanno drasticamente riformati e una “nazionalizzazione del sistema bancario” sarebbe certo un’alternativa molto migliore all’ attuale strapotere bancario privato.
          Ma un provvedimento di nazionalizzazione, che ha le caratteristiche di un esproprio, sarai d’accordo, è molto più difficile da realizzare rispetto ad un’idea come quella del SIRE.
          Comunque, il solo parlarne fa parte degli utili, apparentemente piccoli, passi nella direzione di raggiungere una “massa critica” di persone consapevoli, come te, che il sistema attuale è insostenibile, oltre che profondamentre ingiusto.

      • SanPap

        quando leggo frasi del tipo “realizzato subito” capisco al volo che non sai neanche di che stai parlando (non dal punto di vista finanziario, sia ben chiaro)
        Poste Italiane ha realizzato un sistema di picup (raccolta della posta e dei pacchi porta a porta) come minimo da 10 anni e non lo ha mai messo in funzione perché il metodo di pagamento “naturale” per lei era il bollettino postale; in altre parole chi avesse voluto utilizzare il servizio di picup doveva
        1) andare all’ufficio postale e pagare con un bollettino la spedizione (sic !!!!)
        2) tornare al punto di prelievo della posta e aspettare il prelievo 3) al momento del prelievo esibire il pagamento effettuato con il bollettino.
        Chiaramente tutti facevano il ragionamento “ma se devo andare all’ufficio postale per pagare il bollettino perché non portarmi dietro la posta e spedirla direttamente ?” e infatti il servizio non è mai decollato; solo di recente lo hanno attivato perché ora si possono pagare i bollettini postali mediante una app !!!
        una banalità come il servizio di picup è dovuto rimanere in sospeso per più di 10 anni in attesa che si verificassero le condizioni favorevoli, e tu gli vorresti affidare la gestione di un sistema diciamo sofisticato come il SIRE ?

  • cedric

    Io non ne capisco nulla di economia, finanza e tassazioni ma tutto l’ambaradan si basa su un unico presupposto: le detrazioni fiscali personali (non quelle delle imprese) non utilizzate o non utilizzabili nell’anno fiscale si accumulano. Il corollario è che tali partite possano generare interessi ed anche essere cedute a terzi come mezzo di pagamento.
    Fino ad oggi tali partite venivano semplicemente azzerate (cosa ben nota agli incapienti) aumentando il gettito fiscale pubblico.
    Quanto proposto assomiglia molto ad una emissione di titoli di stato acquistati con le detrazioni fiscali non utilizzate o non utilizzabili se si è incapienti.
    Nel primo caso sono soldi veri che il cittadino usa per acquistare i SIRE quindi paga tasse senza le detrazioni che gli spettano, nel secondo caso sono soldi veri che lo stato perde o mette a debito dovendo rimborsare chi non ha reddito sufficiente per godere delle detrazioni. La vedo molto poco praticabile, ma visto il livello dei pifferai fiorentini (quelli che prima hanno dato 80 euro a tutti e poi li hanno tolti appunto agli incapienti) tutto ormai è possibile.

    • La proposta è più semplice di quello che si può pensare.
      Già oggi lo Stato concede moltissime “detrazioni fiscali” a tutti, cittadini ed aziende, le quali sono utilizzate in sede di dichiarazione dei redditi per ridurre le proprie tasse. Pensate solo alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie. Hanno solo la funzione di ridurre le tasse quanto facciamo la dichiarazione dei redditi, fino ad allora sono “inutilizzabili”.
      La nostra proposta prevede che invece nel frattempo io le possa utilizzare per scambiare beni e servizi con altri cittadini ed aziende, quindi le metto in condizione di generare un aumento del PIL e quindi anche delle entrate fiscali.
      Se poi questa funzione di “mezzo di pagamento” diventa predominante rispetto a quella di “detrazione dalle tasse”, addirittura ottengo che i cittadini e le aziende seguiteranno a scambiarseli senza mai detrarli dalle tasse, perchè risulta più conveniente mantenerli sul proprio conto corrente fiscale.
      In fondo tra tenere i soldi in euro sul conto corrente bancario, con tutti i problemi di bail-in e di costi senza interessi attivi, e tenerli in SIRE su un conto corrente fiscale garantito dallo Stato e con un incremento annuo accettabile, tu cosa preferiresti ?
      Lo Stato terrebbe fede all’art.47 della Costituzione che recita : “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito!.

      • Nic

        E se non ho detrazioni da ….detrarre ?

  • Antonello S.

    Mi ricordo perfettamente quando Claudio Borghi Aquilini chiese ad Enrico Zanetti, durante una trasmissione televisiva, se era possibile che la BCE potesse far sparire i titoli di Stato acquistati con il QE.
    E ricordo ancor meglio il balbettio e la faccia confusa e spaurita di Zanetti di fronte a questa domanda.
    Questo per dire che pur apprezzando moltissimo il lavoro di Conditi, per verificare la bontà delle sue affermazioni ci vorrebbe il parere di un esperto che, in un sano contraddittorio non faccia come il vice-ministro, ma ci esponga tranquillamente gli eventuali ostacoli reali a questa proposta.
    Così magari potremmo valutare meglio.

    • Quando abbiamo parlato a settembre con Claudio Borghi di queste ricerche sulla sovranità monetaria e sulla moneta elettronica fiscale, ci ha ascoltato con molto interesse e fatto i complimenti. Oggi ha anche lui una posizione molto simile … ma siamo disponibili a confrontarci con chiunque !
      https://www.youtube.com/watch?v=nVNQJbzRDDE

  • SanPap

    volete far arrivare capitali infiniti allo stato, all’industria, alle famiglie ?
    basta scrivere una leggina, in 10 minuti di orologio, che obblighi le banche a girare i capitali, che Draghi periodicamente crea dal nulla e regala loro, all’industria e alle famiglie ed impedisca che le banche li trattengano per i loro scopi.
    Nessuno lo fa perché la crisi che stiamo vivendo non è stata generata da un errore, da incompetenza, è voluta, è stata studiata a tavolino meticolosamente; è servita a trasferire ricchezza da tanti a pochi (non passa giorno che qualcuno ci ricordi che l’1% della popolazione mondiale detiene il 99% della ricchezza, veramente qualcuno pensa che questo sia successo per caso, per errore ? )

    • Vogliamo capire che lo Stato non ha bisogno di farsi arrivare capitali infiniti perchè è l’unico soggetto autorizzato a crearli dal nulla perchè ha la sovranità monetaria e fiscale ? Per il resto concordo con te che la crisi economica è indotta e voluta proprio da quell’1% della popolazione che si arricchisce sempre di più a scapito di tutti gli altri.

      • Tizio.8020

        C’è solo un piiiiccolissimo problema: quelki che comandano dipendono esattamente da quell’1% che detiene il 99%.
        Dato che il problema l’hanno (voilontariamente) creato loro, perchè mai dovrebbero cercare di risolverlo???
        Se torniamo indietro, e togliamo dal Debito Pubblico gli interessi pagati ad esterni, vedrete bene che problemi non ce ne sarebbero.
        Idem per l’enorme aumento del debito dopo il 2008.
        Senza i miliardi regalati alle Banche per “salvarle” non ci sarebbero problemi.
        E perchè mai si dovrebbero “salvare” banche private con denaro pubblico???

        • Per questo è necessario che ci mobilitiamo noi cittadini, se speriamo che siano loro a farlo, non lo faranno mai.
          Loro non molleranno mai, ma noi neppure.

          • Tizio.8020

            Daccordo.
            Ma dato che i tre Poteri (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario) sono tutti in mano loro…. come pensi di ovviare?
            Non ci pensano neppure a creare questi “SIRE”, tanto valeva non creare la crisi.
            O si prende il Potere con le Elezioni (e ci credo smepr emeno) oppure?

    • stefanodifrancesco

      E’ vero! le crisi economiche, così come i vari boom speculativi sono creati dal sistema bancario, che oggi determina sia la quantità che la qualità del credito. Con i Sire si intende affermare che lo Stato può disporre in assoluta autonomia degli strumenti necessari a sviluppare il proprio piano industriale, di welfare, energetico senza dover dipendere ed elemosinare nulla dalle banche. E’ un epocale cambio di prospettiva: è come se dopo una lunga e prolungata apnea, si riuscisse finalmente a tirar fuori la testa dall’acqua.

  • michele d’onofrio

    Il debito pubblico non è altro che la sedimentazione del deficit annuale. Il deficit di bilancio annuale a sua volta non è che la differenza tra entrate e uscite. Pertanto il deficit si fa con uscite superiori alle entrate o, che è lo stesso, con entrate inferiori alle uscite. A questo punto mi chiedo: come una detrazione fiscale (minore entrata) puo non incidere sul deficit e, quindi, sul debito?
    Chiarito questo, ammesso che possa essere accettata una proposta simile, lasciando in piedi tutta la struttura UE, restano aperti tutti i problemi che essa pone con la sua stessa esistenza. Non è meglio proporre l’uscita sic et simpliciter?

    • Intanto il debito pubblico è stato generato sì dal deficit annuale, ma il deeficit è sempre stato generato dagli interessi. Negli ultimi 30 anni abbiamo pagato di interessi più di 3.000 mld di euro. E gli ultimi 20 anni siamo sempre stati in surpluss di bilancio, prima del pagamento degli interessi, segno che in realtà siamo uno dei paesi più virtuosi, perchè ha le entrate superiori alle uscite, se non consideriamo gli interessi sul debito pubblico. Quindi la differenza sostanziale tra noi e la Germania è che loro pagano molto meno di interessi sul debito pubblico, nonostante il loro sia superiore al nostro. Questa soluzione permetterebbe allo Stato di sostituire l’emissione di nuovi Titoli di Stato con emissione di SIRE, che non generano debito pubblico ed interessi.

      • michele d’onofrio

        Non discuto le cifre. Ribadisco che il deficit e di conseguenza il debito sono generati da uscite (tra cui figurano gli interessi sul debito) superiori alle entrate (e a mio modo di vedere, rientra tra le prerogative di uno stato lapossibilita di spendere in deficit ). Perciò mi chiedevo come mai nell’articolo si sostiene che la detrazione fiscale (minore entrata) non inciderebbe su deficit e debito (e di conseguenza, sul servizio del debito). Inoltre resta aperta la seconda questione che ponevo nel commento: eliminato il problema del vincolo di bilancio con la proposta in esame, permangono i problemi che l’UE pone con la sua stessa esistenza.

      • michele d’onofrio

        Dimenticavo di ringraziare per l’attenzione