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UE e sovranità monetaria secondo Mario Draghi

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Nel corso del discorso tenuto sabato 15 dicembre 2018 a Pisa, in occasione del conferimento della Laurea honoris causa in Economia da parte della Scuola Superiore Sant’Anna, Mario Draghi ha finalmente ammesso che qualcosa deve essere cambiato nel funzionamento dell’Unione Europea ed ha anche espressamente parlato della sovranità monetaria.

Qui trovate l’intervento integrale https://www.startmag.it/primo-piano/perche-lue-deve-dare-agli-stati-piu-poteri-anti-ciclici-in-politica-economica-parola-di-mario-draghi-bce/.

Questo atteggiamento più “critico” è probabilmente dovuto al tentativo di arginare i movimenti sovranisti e populisti, che hanno dato origine nel Regno Unito alla Brexit, in Italia al Governo M5S e Lega e in Francia alle manifestazioni di piazza dei gilets gialli. Movimenti che pur nelle loro diversità, manifestano un malcontento molto evidente nei confronti delle politiche economiche neoliberiste degli ultimi anni.

comedonchisciotte controinformazione alternativa art127 tfue art3 tuePer legge il governatore della BCE deve realizzare la stabilità dei prezzi, la piena occupazione e la crescita economica equilibrata (art.127 comma 1 del TFUE e il collegato art.3 comma 3 del TUE), ma tutto ciò non è stato raggiunto da Mario Draghi e perciò, con una punta di faceta ironia, ho corretto il suo discorso assegnandogli un bel 4+ di incoraggiamento:

https://twitter.com/FabioConditi/status/1074357393964875779

Premesso tutto ciò dò atto a Mario Draghi di aver cambiato atteggiamento rispetto al passato, introducendo alcuni elementi di critica nella gestione eccessivamente neoliberista dell’Unione Europea.

Alla fine del suo discorso Mario Draghi si è dichiarato molto preoccupato, perché nonostante si stia uscendo dalla più grande crisi finanziaria dell’ultimo decennio, “nel resto del mondo il fascino di ricette e regimi illiberali si diffonde: a piccoli passi si rientra nella storia. È per questo che il nostro progetto europeo è oggi ancora più importante. È solo continuandone il progresso, liberando le energie individuali ma anche privilegiando l’equità sociale, che lo salveremo, attraverso le nostre democrazie, ma nell’unità di intenti“.

E pensare che solo un anno fa, nella Conferenza Stampa del 20 luglio 2017 a Francoforte, quando gli avevano chiesto espressamente come mai non si occupi di crescita e di occupazione, Mario Draghi aveva risposto in modo inequivocabile : “Dobbiamo sempre ricordare che il nostro mandato non è né la crescita né l’occupazione, ma è la stabilità dei prezzi. E questo è ciò che la nostra politica monetaria è orientata a fare e questo è ciò che dobbiamo esaminare per decidere se ci stiamo muovendo nella direzione giusta“. https://comedonchisciotte.org/rileggiti-i-trattati-mario/

Questo discorso rappresenta una novità per Draghi, e spero scaturisca dalla consapevolezza che il sistema, così come è stato gestito fino ad ora, non funziona e bisogna individuare strade nuove ed alternative per avere una società più equa e più giusta.

I risultati dell’Unione Europea

In diversi punti del suo discorso, il Presidente della Banca Centrale Europea, pur ribadendo la bontà delle scelte effettuate dalla BCE e dall’Unione Europea, ne mette in luce anche gli aspetti critici, ammettendo la necessità di correzioni :

  • l’unione monetaria è stata un successo sotto molti punti di vista“, ma “dobbiamo allo stesso tempo riconoscere che non in tutti paesi sono stati ottenuti i risultati che ci si attendeva“;
  • il mercato unico è visto non di rado come una semplice trasposizione del processo di globalizzazione, a cui nel tempo è stata tolta persino la flessibilità dei cambi. Ma non è così“;
  • la globalizzazione ha complessivamente accresciuto il benessere in tutte le economie“, ma “è oggi chiaro che le regole che ne hanno accompagnato la diffusione non sono state sufficienti a impedirne profonde distorsioni“.

Si lascia andare anche ad una frase fortemente critica nei confronti del neoliberismo “l’apertura dei mercati, senza regole, ha accresciuto la percezione di insicurezza delle persone particolarmente esposte alla più forte concorrenza, ha accentuato in esse il senso di essere state lasciate indietro in un mondo in cui le grandi ricchezze prodotte si concentravano in poche mani” arrivando ad ammettere che “occorre ora disegnare i cambiamenti necessari perché l’unione monetaria funzioni a beneficio di tutti i paesi e realizzarli il prima possibile, ma spiegandone l’importanza a tutti i cittadini europei“.

Mercato unico e moneta unica

Analizza poi le motivazioni e le conseguenze del mercato unico e della moneta unica, cercando in tutti i modi di evidenziarne gli effetti positivi.

Sul mercato unico, nonostante l’evidenza dei fatti, cerca di spiegare che “rimuovendo queste barriere (ndr non tariffarie), il progetto del mercato unico puntava a rilanciare la crescita e l’occupazione“. Puntava, ma di certo non ha centrato il bersaglio …

Più difficile dimostrare la positività della moneta unica, perché è costretto a fare un ragionamento più complesso. Sostiene che “l’Italia è, attraverso il mercato unico e con la moneta unica, strettamente integrata nel processo produttivo europeo“, e che questa maggiore integrazione “ha avuto due effetti importanti sulle loro relazioni di cambio. Primo, il costo di non poter svalutare nell’unione monetaria è diminuito“. Secondo, sostiene ancora Draghi, si sono “ridotti i benefici di breve periodo delle svalutazioni competitive, poiché le esportazioni hanno un maggior contenuto di beni importati” e quindi “ogni espansione della domanda estera conseguita con una ipotetica svalutazione è ora controbilanciata dai maggiori costi dei prodotti intermedi importati “.

Tutti questi ragionamenti, dimostrano la sua grande capacità tecnica ed economica, ma non convincono del tutto. È vero che oggi abbiamo una bilancia commerciale in attivo di circa 50 mld di euro, ma è anche vero che la Germania ha un attivo 5 volte superiore, proprio perché usufruisce del vantaggio competitivo derivante dal rapporto di cambio fisso all’interno dell’Unione Europea. Pensare che una eventuale svalutazione monetaria non si traduca in una maggiore competitività delle aziende italiane nell’esportazione dei loro prodotti, è francamente un pò “di parte”.

La sovranità monetaria

Molto più interessante è come Mario Draghi affronta il problema della sovranità monetaria, perché fa diverse ammissioni che rappresentano una novità per lui :

  • la moneta unica ha consentito a diversi paesi di recuperare sovranità monetaria rispetto al regime di parità fisse vigenti nello SME”, ammettendo quindi che la sovranità monetaria è ancora degli Stati;
  • “fra i presunti vantaggi della sovranità monetaria quello di poter finanziare con la moneta la spesa pubblica non è in apparenza particolarmente apprezzato dai paesi che fanno parte del mercato unico ma non dell’euro” Questa frase è smentita subito dopo da lui stesso, quando afferma che il debito pubblico di questi paesi è molto inferiore (44% del PIL, escluso il Regno Unito) a quello dei paesi a moneta comune (89% del PIL).

Con queste due frasi per la prima volta Mario Draghi non solo ammette che la sovranità monetaria è ancora degli Stati, ma dimostra anche che può essere utilizzata per ridurre il rapporto Debito/PIL, come noi sosteniamo da tempo.

Convergenza e divergenza nell’area dell’euro

Nella seconda parte del suo discorso, Mario Draghi ammette che il processo di convergenza delle economie dei vari paesi nell’area euro non c’è stata, semplicemente perché “in alcuni paesi vari benefici che si attendevano dall’UEM non si sono ancora realizzati. Non era, e non è oggi, sbagliato attendersi maggiore crescita e occupazione da quella che allora fu chiamata la “cultura della stabilità”, che l’unione monetaria avrebbe portato“. Per questo conclude dicendo che “Occorreva e occorre molto di più“.

A questo punto si chiede: “Che cosa ha determinato le diverse traiettorie di convergenza e in che misura queste sono legate all’appartenenza all’area dell’euro?” La sua spiegazione purtroppo giunge alle solite conclusioni: “sono le politiche nazionali, sono le riforme strutturali e istituzionali, nonché il contributo dei fondi strutturali della UE ad avere un ruolo cruciale“.

Ma subito dopo evidenzia anche l’importanza di fattori come “i tassi di crescita, il grado di sincronizzazione dei cicli economici, soprattutto in occasione di shock rilevanti. In questo caso l’appartenenza a un’unione monetaria gioca un ruolo importante perché influenza la capacità con cui le singole economie stabilizzano la domanda, soprattutto durante le fasi recessive“.

Infine ammette che “i bilanci pubblici nazionali non perderanno mai la loro funzione di strumento principale nella stabilizzazione delle crisi”. Ma è anche vero che “L’uso degli stabilizzatori automatici da parte dei paesi dipende, tuttavia, dall’assenza di vincoli connessi al loro livello del debito. Occorre dunque ricreare il necessario margine per interventi di bilancio in caso di crisi. E ancora non basta: occorre un’architettura istituzionale che dia a tutti i paesi quel sostegno necessario per evitare che le loro economie, quando entrano in una recessione, siano esposte al comportamento prociclico dei mercati“.

In pratica il Presidente della BCE dà ragione al Ministro delle Politiche Europee Paolo Savona, quando dice che se in un contratto ci sono degli obiettivi, ma non ci sono gli strumenti adeguati per raggiungerli, allora il contratto è nullo.

Conclusioni

Purtroppo per Mario Draghi le uniche soluzioni possibili sono quelle che ripete da anni, le famose riforme strutturali, perché è con esse “che si creano le condizioni per far crescere stabilmente salari, produttività, occupazione, per sostenere il nostro stato sociale. È un’azione che in gran parte non può che svolgersi a livello nazionale, ma può essere aiutata a livello europeo dalle recenti decisioni di creare uno strumento per la convergenza e la competitività“.

Siamo d’accordo che servano strumenti adeguati, ma riteniamo che questi strumenti debbano essere trovati all’interno degli Stati, non certo nelle istituzioni europee che hanno già dimostrato una scarsa sensibilità ad aiutare i paesi in difficoltà.

Se si vuole “far crescere stabilmente salari, produttività, occupazione, per sostenere il nostro stato sociale“, lo Stato deve immettere nell’economia reale maggiori quantità di denaro, mentre, purtroppo, la soluzione che individua Draghi è, come al solito, “il completamento dell’unione bancaria e del mercato dei capitali“, senza le quali si “accentua la fragilità dell’unione monetaria proprio nei momenti di maggiore crisi; la divergenza fra i paesi aumenta“.

Le nostre osservazioni

La ricetta di Mario Draghi ricorda quando si va dal medico perché la cura che ti ha dato ti fa stare peggio, e lui, invece di cambiarla, ti aumenta le dosi. Siamo alle solite, se non si raggiungono i risultati previsti, non bisogna insistere con la stessa soluzione, ma bisogna cambiarla.

Attualmente le politiche monetarie della BCE sono un vantaggio solo per banche e mercati finanziari, mentre l’economia reale e gli Stati non ne hanno alcun beneficio, se non indiretto e minimo.comedonchisciotte controinformazione alternativa bilancio bce 2018

Fino ad oggi Mario Draghi si è preoccupato solamente della stabilità dei prezzi, che ha cercato di raggiungere negli ultimi 3 anni attraverso il Quantitative Easing e i prestiti alle banche, il famoso TLTRO.comedonchisciotte controinformazione alternativa credito bancario

La BCE ha creato dal nulla più di 2.600 mld di euro, che sono finiti però solo nei mercati finanziari e nella pancia delle banche, mentre poco o niente è arrivato all’economia reale.

Con queste manovre non si è raggiunto neppure un misero e agognato  2% di inflazione.

Inoltre negli ultimi anni gli impieghi, cioè i finanziamenti concessi dalle banche alle aziende, è sempre calato.

È questo il motivo del malcontento, le persone in difficoltà si sono stancate di fare sacrifici, perchè si rendono conto che il denaro viene creato in grandi quantità, ma non ne vedono mai gli effetti perché circola soprattutto nella mani dei soliti privilegiati.

In questi anni, con la scusa dell’ideale europeo, si è cercato di trasferire parti della sovranità degli stati alla UE, ad esempio la sovranità monetaria e fiscale, ma ora dobbiamo scegliere:

  • lo stato torna ad utilizzare in toto la propria sovranità monetaria e fiscale
  • si continua con le ricette neoliberiste, col prendere in prestito la moneta dai mercati finanziari e con la resa completa e incondizionata all’Unione Europea e a chi la conduce.

Questa è la vera natura dello scontro in atto.

Sovranismo contro neoliberismo, populismo contro elitismo, 99% della popolazione contro l’1% più ricco che vuole arricchirsi sempre di più a scapito di tutti gli altri.

Le soluzioni che noi abbiamo elaborato, e che abbiamo illustrate anche nel nostro incontro “Società, economia e moneta positiva” del 23 novembre 2018, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, insieme agli amici Nino Galloni, Antonio Maria Rinaldi, Giovanni Zibordi, Marco Cattaneo, Orango Riso e Steve Keen.

Prevediamo che il debito pubblico venga monetizzato attraverso la creazione di Moneta Positiva da parte degli Stati, in modo anche da permettere politiche espansive nei periodi di recessione, con una funzione anticiclica.

Se non adottiamo soluzioni di questo genere, il malumore della popolazione crescerà ogni giorno di più e c’è il rischio fondato che crolli tutto il sistema dell’Unione Europea, compresa quella parte sana che aveva degli obiettivi condivisibili da tutti.

Se vogliamo uscire dalla crisi economica e sociale, lo Stato può e deve usare questi strumenti per raggiungere gli obiettivi previsti non solo dalla nostra Costituzione, ma anche e soprattutto dai Trattati Europei, così come definiti dall’art.3 comma 3 del TUE, dove tra gli altri ci sono la piena occupazione, il progresso sociale e la crescita economica equilibrata.

Le passate e le attuali politiche non producono aumento di ricchezza per tutti, ma solo per pochi privilegiati già ricchi, impoverendo tutti gli altri.

Come racconta mirabilmente Trilussa, nella sua poesia dedicata alla statistica, uno dei problemi dei cosiddetti esperti economici è che i loro dati sono sempre interpretati con le medie statistiche, che spesso nascondono la verità.

Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:

e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perche’ c’e’ un antro che ne magna due.

 

Fabio Conditi – Presidente dell’associazione Moneta Positiva

Galileo Ferraresi Esperto di barche e di vita

http://monetapositiva.blogspot.it/

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.12.2018

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html

8 Commenti

  1. Si tratta di far mollare l’osso a quell’uno percento. Conditi ritiene di poterci riuscire senza mordere. Trovo che sia una pia illusione. Due guerre mondiali combattute prevalentemente sul suolo Europeo lo dimostrano.

  2. Una nota sull’evento: la Scuola Superiore Sant’Anna, che alcuni considerano uno dei maggiori atenei (dal punto di vista del prestigio) ha deciso di mostrare che una delle sue specialità è il servilismo al potere, fosse anche esso il più osceno. Se già nel leggere alcuni prodotti della Scuola avevo dei dubbi su di essa, adesso sono certamente convinto che sia una Università da evitare.

  3. “Qualcosa deve essere cambiato in questa UE”? Un eufemismo perfetto quello di Mario Draghi, che equivale a definire la seconda guerra mondiale una piccola scaramuccia. Diciamo pure che non funziona nulla in questa UE e i popoli dei paesi che vi aderiscono lo stanno facendo capire chiaramente, alcuni col voto, altri con proteste ben piu’ evidenti al limite della rivolta sociale. Persino la Germania, che è quella che sinora ha tratto il maggior vantaggio da questa costruzione criminale, comincia a mugugnare. A maggio tutti gli architetti di questa Europa delirante verranno spazzati dal voto popolare: i vari Draghi, Monti, Merkel, Juncker, MoscoWC, la cui gestione è stata finora fallimentare, saranno sostituiti da personaggi di idee e orientamento politico completamente diversi. Allora forse anche la nuova Europa riuscirà a partorire non dico qualcosa di buono ma di decente, perche’ quella vecchia ha partorito solo miseria, sofferenza e ingiustizie.

  4. Draghi,come prodi-dini-visco- dovrebbe essere incarcerato a vita,altro che laurea honoris causa.Ora che se ne deve andare dalla bce,parla in modo politichese,per poter essere il nuovo primo ministro in italia.E purtroppo ci riuscirà,perchè gli italiani hanno la memoria corta.Bastano due parole per rinnegare quello che è:un parassita virulento.La bce,come tutte le banche centrali serve a creare dei boom(per pochi eletti) e dei bust per tutti gli altri coglxoni che seguono e investono in borsa.

  5. Marco Echoes Tramontana

    Invece di fargli notare che è complice e artefice del disastro umano europeo, gli danno il pezzo di carta. Ok, prendo nota.

  6. sono mesi e mesi che si discute del deficit, del 2, del 4 del 69…..

    anche “colti” e “accorti” commentatori, economistix giornalisti sonl caduti nella trappola.. addirittura la narrazione è che senza lo sforamento dei parametri non si sarebbe potuto attendere le promesse elettorali dei gialli e dei verdi.

    nessuno si ricorda più che ci sono risorsa bloccate all interno del bilancio per centinaia di miliardi lo ripeto c e n t i n a i a di miliardi c e n t i n a i a
    chiara la cifra mentre ci si accaliglia per 3 o 10 mld?
    centinaia.

    Quindi il “governo del cambiamento”, questo doveva cambiare esattamente questo. doveva ridurre sprechi ruberie corruzione lavoro nero burocrazia etc etc etc liberalizzare le droghe leggere e regolamentare la prostituzione liberando

    c e n t i n a i a di miliardi.
    certo non in 6 mesi. ma qua non c è traccia. i primi 7 mesi sono passati suk video di Salvini che si fa la pasta e le panzane colossali di dimaio.
    manca un piano investimenti che doveva accompagnare e giustificare tutti i tagli e le riforme atte a recuperare soldi, eliminare sprechi migliorare il paese specificando dove e come sarebbero state allocate le risorse drenante..
    questo avrei voluto sentire.
    non manine, balconi, Navigator bugie bugie e ancora buie

    Invece di sparare palle come abbiamo abolito la povertà gigggino, povero di spirito di vedute di cultura ma ricco di manie di arrivismo, doveva affacciarsi e dire

    cittadini questo è il nostro piano . si taglia qui qui e qui ma con i miliardoni recuperati si fa questo questo e questo. ce ne freghiamo dell Europa, sappiamo fare da noi senza dipendere da questi euroladroninazisti, con qualche sacrificio usciremo dal tunnel più forti di prima

    cosi forse sarei stato sotto al balcone .
    ma abbiamo gente degna di vendere tappeti alle fiere questa è la triste realtà

  7. Fateci caso ma, ogni volta che qualcuno arriva al vertice sostituendo , prendendo il posto di un altro, ecco che in tempi molto rapidi pronuncia la fatidica frase :” non sapevamo che la situazione fosse così grave e difficile”. Un po’ come certi manager che iniziano cambiando i mobili del proprio ufficio* e sostituiscono tutta la (valida?) rete commerciale. Noi siamo nella stessa situazione: hanno vinto le elezioni, o comunque sono stati incaricati, e ora? Aumenti vari, interessi sui ritardati pagamenti allo stato che cresceranno, ulteriori superpoteri al fisco e alla GDF (invece di limitarli o ridurli), pace fiscale neanche a parlarne. Delusione e mancanza di ascolto ,evidentemente, delle parole di persone come Conditi, Rinaldi, Zibordi eccetera. Poi parliamoci chiaro: ai più interessano le cose concrete, visibili: e qui non se ne vedono. Le iniezioni di denaro di Draghi sono andate alle banche, ma non sono finite ,come si era detto , alle famiglie e alle imprese. Se poi uno per farsi eleggere promette e poi, quando viene eletto è costretto a rimangiarsi le promesse…alle europee prenderà una bastonata.

  8. è relativo quello che draghi afferma, ma piuttosto conta quello che ha fatto e che farà..
    nel maggio del 2007,pochi mesi prima della crisi finanziaria quando era governatore di bankitalia e presidente del financial stability board sostenne in un intervista che l’Italia avrebbe dovuto aprire i suoi mercati finanziari ai derivati, perché avrebbe aiutato la crescita economica, salvo poi essere smentito dal crac finanziario americano dovuto proprio all’allegro uso di questi strumenti finanziari..
    Per fortuna le banche italiane non dettero ascolto a draghi ed evitarono quindi i derivati e le perdite che invece salassarono le altre banche europee,piene di carta straccia by wall street.
    Nonostante ciò, ovvero la pessima idea derivati che tra ‘l’atro Draghi negli anni 90,quando era direttore del ministero del tesoro italiano, fece sottoscrivere addirittura al suo ministero e che ancora dobbiamo pagarne le perdite,
    Invece di essere sconfessato,almeno sui media, ..guarda il caso draghi nel 2011 è stato nominato presidente della bce, ovvero parlando la lingua dei gangster bancari e agendo in loro funzione è stato premiato con la massima carica bancaria europea.
    Oggi, Draghi però non sembra parlare la lingua del bankster, ma piuttosto usa un linguaggio da politico, dicendo tutto ed il contrario di tutto…
    Il suo mandato alla Bce scade il prossimo anno..
    Vuoi vedere che draghi parlando il politichese, ha pronto uno scranno politico?
    Nella commissione europea o peggio in Italia?
    Questa gente, questi mercenari senza onore e senza patria, allevati ed educati ad essere pronti ad ogni mansione loro richiesta, come cani da guardia addestrati a proteggere i loro padroni e pronti ad aggredire ad ogni loro ordine, sono loro la vera causa della cinesizzazione delle masse europee..
    Il ricco ed il potere sono sempre esistiti,come è sempre esistito il servo e la massa ubbidiente…e la storia insegna che tutto è equilibrio…e che l’armonia viene rotta e pregiudicata da chi si mette in mezzo a scapito dell’una o dell’altra parte.
    Se i berlinguer con la passione la fede umana hanno contribuito a ridistribuire la ricchezza dai pochi ai tanti..I draghi,monti e purtroppo molti,troppi nipoti acquisiti del grande enrico berlinguer- invece stanno lavorando per restituire la ricchezza complessiva ai pochi ……