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TSUNAMI: “COSPIROLOGIA APPLICATA” E NUOVE IPOTESI DI ORIGINE ARTIFICIALE

SECONDA PARTE

DI RENZO GABRIEL BONIZZI E PEPI KATONA

Occupare i campi petroliferi


Molto interessante – e molto discutibile – l’articolo pubblicato dal sito indipendente di Portland della rete di Indymedia. Secondo l’articolo (che si trova in http://portland.indymedia.org/en/2004/12/307042.shtml; se ne raccomanda la lettura anche per le interessantissime fotografie aeree delle zone devastate dall’onda, con il raffronto fra prima e dopo la catastrofe), lo tsunami nell’Oceano Indiano è stato scatenato dagli Usa proprio con l’intento preciso di scardinare alcuni Paesi islamici come l’Indonesia e di occupare manu militari gli importantissimi campi petroliferi di Banda Aceh.
Inoltre, poche ore dopo l’onda assassina già facevano rotta verso la devastazione di Aceh non i soccorsi civili statunitensi bensì la portaerei Uss Abraham Lincoln con 12 elicotteri da guerra Cobra (si veda la conferenza stampa del Pacific Command, in http://www.defenselink.mil/news/Dec2004/n12292004_2004122905.html) nonché l’Uss Bonhomme Richard con la squadra navale di sette unità e 2.100 marines, per un’annessione militare dell’area petrolifera. Il corpo di spedizione (o di soccorso) sarebbe guidato dal generale Rusty Blackman, comandante del terzo corpo di spedizione dei marines di stanza a Okinawa, già capo dei marines durante l’operazione Iraqi Freedom.

Sotto accusa la base di Diego Garcia


A conferma delle tesi di alcuni analisti cospirologi, fra i quali l’appena citato articolo su Indymedia Portland (http://portland.indymedia.org/en/2004/12/307042.shtml), c’è il fatto che la base militare di Diego Garcia, un’isola nell’Oceano Indiano a poca distanza dall’epicentro del terremoto, non abbia subito danni dallo tsunami. Una conferma facile da smontare: come insegna anche l’onda di marea (rilevantissima sulle basse e lunghissime coste francesi della Manica, spiccata sulla bassa costa di Venezia, irrilevante sulle coste con fondali in discesa molto verticale, come a Napoli), le onde caricano la loro energia quando vengono strette in uno spazio sempre più ridotto, come il graduale e lungo salire di un fondale lungo e digradante, mentre non si sentono quando l’energia non viene compressa. Tant’è che le navi presenti al largo dell’Oceano Indiano hanno appena avvertito il movimento del mare. Così è accaduto anche all’isola di Diego Garcia.


Proprio l’isola di Diego Garcia e il fatto che la base inglese (e statunitense) non abbia subito danni è la prova di uno tsunami “artificiale” in molte chiacchiere “cospirologiche” ma meno documentate (sono quasi a livello di chiacchiera da Caffè Commercio) raccolte dall’agenzia internazionale Afp, e riportate in Italia il 5 gennaio dall’Agi (Agenzia Italia).


Riportiamo alcuni passi del dispaccio italiano: “Fisici e sismologi possono anche scervellarsi sulle cause del sisma e dell’onda anomala che il 26 dicembre ha devastato l’Asia meridionale, ma gli estremisti islamici hanno già un responsabile: gli Stati Uniti. Come all’indomani dell’attacco contro New York e Washington, quando in Medio Oriente si diffuse la voce che non c’erano ebrei nelle Torri Gemelle o al Pentagono perché Israele li aveva fatti fuggire per tempo, oggi c’è chi dice che gli americani avevano saputo della catastrofe che si preparava ed erano rimasti in silenzio. L’America aveva avuto sentore della catastrofe prima che si verificasse” scrive al-Madhri su un sito citando un fantomatico rapporto di uno studioso canadese, “il Dipartimento di stato, il Pentagono e la base navale americana (anche se in realtà è anglo-americana, ndr) di Diego Garcia, nell’Oceano indiano furono messi in allerta prima del devastante sisma, ma non avvertirono i Paesi che sarebbero stati coinvolti”.


Secondo altri siti estremisti – continua l’Afp rilanciata in Italia dall’Agi – lo tsunami ha distrutto la base di Diego Garcia. “Il mondo si interroga sul silenzio del governo americano sulla sorte della sua base, situata nel cuore della catastrofe e dalla quale partivano i B-52 per bombardare i nostri fratelli musulmani in Iraq e Afghanistan. Sembra che la base sia stata spazzata via dalle mappe, ma, di fronte alle difficoltà che stanno affrontando sul campo, gli americani non vogliono farlo sapere per non abbattere il morale dei propri uomini”.


Anche in http://www.counterpunch.org/rajiva12302004.html Lila Rajiva (giornalista di Baltimora) ricorda il fatto che non ci fu “any damage to Diego Garcia, the U.S. base in the Indian Ocean”. Spiega Counterpunch che “a spokeswoman for the U.S. Geological Survey, said damage differs greatly because of differences in the undersea topography. The numerous coral reefs may have dissipated some of the waves, impact on the British-owned island, resulting in only a slightly elevated tide, hardly noticeable to residents”, una marea a malapena avvertita dai residenti sull’isola.


Lo tsunami nucleare


L’ipotesi di uno tsunami artificiale è avanzata anche dalla Rajiva in Counterpunch (http://www.counterpunch.org/rajiva12302004.html), che ricorda i test atomici sottomarini condotti prima dagli Stati Uniti e poi dalla Francia. Gli esperimenti atomici condotti a Mururoa dai francesi nel 1979 (processo giudiziario contro il Governo francese numero T-219/95 R promosso da Marie-Thérèse Danielsson, Pierre Largenteau e Edwin Haoa, residenti a Tahiti, Polinesia francese) avevano provocato frane sottomarine in un atollo già fratturato dalle precedenti esplosioni, con conseguenti tsunami che avevano danneggiato anche la lontana isola di Pitcairn.


Secondo la Rjiva, “Dr Summerhayes, Director of the Institute of Oceanographic Sciences in the United Kingdom, is quoted in the Independent Newspaper on 9 September 1995 as saying that volcanic islands like Mururoa were: “.. inherently unstable and may fail given an appropriate trigger like an earthquake or a very large explosion. Failure is likely to cause a giant submarine landslide which may demolish parts of the island and could create a tidal wave that may itself damage coastal installations on other islands nearby.”


Dopo aver negato ogni connessione fra la bomba atomica e l’ondata, solamente nell’85 le autorità francesi ammisero “l’incidente del 25 luglio ’79”. Già durante la seconda guerra mondiale fu sperimentata – ricorda Counterpunch – la “bomba tsunami”. Le prove, dai modestissimi risultati, avvennero nel ’44 e nel ’45 al largo della Nuova Zelanda, a Whangaparaoa.


Altri cospirologi raccolti dall’agenzia Afp


L’Afp ha raccolto numerose altre testimonianze di cospirologia applicata, ma sempre di grande approssimazione e con un pizzico di divertita curiosità. Un lancio dell’Afp intitolato “Nuclear tests or aliens at work?” è stato ripreso il 6 gennaio dall’Ansa, tradotto in italiano, ma nella versione originale in inglese può essere letto nel giornale indiano Times of India all’indirizzo http://timesofindia.indiatimes.com/articleshow/msid-982903,curpg-1.cms.


Da Hong Kong, la versione italiana diramata dall’Ansa dice che “circola e si rafforza, nelle conversazioni e nelle discussioni tra la gente che resta attonita di fronte alla gravità delle conseguenze del maremoto del 26 dicembre, la teoria del complotto”. Un complotto che può spaziare dall’uso di armi ecologiche all’intervento degli extraterrestri. I più scettici o i più ansiosi non si accontentano delle spiegazioni ufficiali.


È Internet naturalmente il collettore delle idee di ogni genere, che rivelano ora fantasia, ora angoscia, ora pregiudizi politici e religiosi, ora la spasmodica necessità di una giustificazione logica. ‘Perché gli Stati Uniti inviano navi da guerra? Perchè un generale che era il responsabile in Iraq ora viene mandato sul luogo del disastro?’. È la domanda fatta da un avventore in un bar di Hong Kong, il quale inoltre ricorda che esattamente un anno prima c’era stato il disastroso terremoto che aveva distrutto la città iraniana di Bam. (nella versione originale in inglese del dispaccio dell’Afp si dice: “There’s a lot more to this. Why is the US sending a warship? Why is a senior commander who was in Iraq going there?” whispered designer Mark Tyler, drinking beer at a bar in Hong Kong’s Wan Chai district. “This happened exactly a year after Bam,” said Tyler, referring to the earthquake in Iran which killed 30,000 on December 26 last year”.)


Ma ora torniamo alla versione italiana dell’Ansa. Se si cerca e si vuole un complotto, l’ipotesi di lavoro è presto fatta. Gli americani hanno elaborato un’arma ecologica in grado di controllare gli eventi sismici. Quando vogliono colpire l’Iran – in questa fase il loro nemico più duro, primo nella lista dell’Asse del male – scatenano le faglie nel sottosuolo della Repubblica islamica. Se, in difficoltà di fronte al mondo musulmano per le vicende irachene e vicino orientali, vogliono mostrare il loro volto benefico inondando di aiuti un Paese ridotto alla disperazione, ecco che mandano lo tsunami a distruggere l’Indonesia. Come funzionano le armi ecologiche? Semplice, con onde elettromagnetiche o qualcosa del genere.


C’è anche chi si limita a dire che lo tsunami non è la conseguenza del terremoto, ma di una esplosione, fatta apposta per provocare il disastro, poco importa se gli scienziati sono unanimi nel ricordare che nessuna esplosione potrebbe innalzare un muro d’acqua così enorme e farlo viaggiare a velocità così elevata come è accaduto il giorno di Santo Stefano. Qualcuno, senza esagerare nella fantascienza, si limita allora a chiamare in causa le autorità americane, e subordinatamente quelle della alleata Australia, per non avere fatto nulla – o non avere fatto abbastanza – per avvertire dell’arrivo dell’onda di maremoto, pur prevista dai loro osservatori sismologici.


E su Internet rimbalza l’interrogativo del perchè la base americana di Diego Garcia, non lontana dall’epicentro del terremoto, non ha subito alcun danno mentre tutto intorno i pescatori della Thailandia, dello Sri Lanka, dell’India e perfino della remota Somalia venivano sterminati. Uno dei tanti amanti delle chat, ma che non spegne completamente il cervello, suggerisce modestamente che forse i soldati americani della base – o almeno i loro capi – avevano i mezzi di comunicazione sufficientemente efficienti da essere avvertiti, mentre forse ogni singola barchetta o villaggio in India e Africa orientale non dispone di satellitari, radar e quant’altro.


Senza contare che la violenza e distruttività dello tsunami dipende dalla conformazione delle coste e per questo certe isole coralline sono state meno colpite rispetto ad altre terre. Ma alcuni non si accontentano di queste spiegazioni. C’è stato un ordine impartito non si sa bene da chi per impedire che gli uffici competenti dei Paesi interessati lanciassero l’allarme, dicono. Ma come spiegare che il terremoto ha provocato perfino un cambiamento nell’inclinazione dell’asse terrestre? È probabile che civiltà extraterrestri abbiano voluto produrre questo cambiamento. Forse è solo un esperimento in vista di un intervento ben più massiccio, e allora non si sa proprio come si andrà a finire.


Altre analisi, dagli ebrei russi alle vendite di armi


Parla – ma in modo ironicamente critico – dello tsunami nucleare e delle tesi cospirologiche il giornale degli israeliani di lingua russa Isra nell’articolo http://www.isra.com/news/?item=42797 e dice che “chi potrebbe dubitarne? Lo tsunami è colpa degli ebrei che hanno attaccato il Sudest asiatico, secondo il giornale egiziano d’opposizione al-Osboa”. Isra critica un articolo in cui il giornalista Muhammad Bakhri in al-Osboa riferisce che il terremoto “è il risultato di esperimenti nucleari segreti condotti dal Governo degli Usa, da Israele e dall’India“. I tre Paesi, dice il giornale egiziano citato da Isra, “vogliono distruggere l’umanità”.


L’obiettivo è punire la Tailandia, debitrice di Usa e Israele e capitale della prostituzione. Interessante l’analisi di tipo sociale in www.e-laser.org/hbin/news.asp?idNews=443 che dedica alcune “considerazioni relative al disastro causato da un recente maremoto nel sud-est asiatico“. Secondo l’articolo, “i paesi del sud-est asiatico sono stati per anni tra i maggiori clienti dell’industria bellica occidentale. Oggi possiamo quindi dire che la ‘gara di solidarietà’ fra le nazioni occidentali per gli aiuti umanitari giunge alla fine di una gara vera e propria a chi vendeva loro più strumenti di morte e distruzione”.


Per esempio l’Indonesia è un paese che dal 1960 ad oggi ha investito somme enormi nell’approvvigionamento di armi, come ricorda John Pilger nel suo libro Hidden Agendas scritto nel 1997. “Si considerino ad esempio i 700 milioni di sterline spesi nel 1997 per l’acquisto dei veicoli antisommossa ‘Tactica’ prodotti da industrie inglesi e vendute a dispetto delle normative per il controllo sull’export delle armi per risolvere manu militari il conflitto con Timor Est. Oppure gli aerei Hawk venduti al governo di Jakarta dalla British Aerospace con l’autorizzazione del governo inglese. Una stima approssimativa ci dice che il costo di un aereo di questo genere consentirebbe di garantire acqua potabile a circa un milione e mezzo di persone. Di questi aerei sempre nel 1997, il governo tailandese ne ha acquistati circa 18“. Ci fu chi propose di costruire una diga idroelettrica “spendendo circa 1,3 milioni di sterline.


Esponenti del ministero degli esteri inglese suggerirono che la diga non era conveniente e suggerirono quindi l’acquisto di aerei Hawk per la stessa cifra. Negli ultimi anni l’acquisto di armi si sta spostando dagli Usa e dall’Inghilterra verso i produttori russi: “Nel Giugno 2004, agenzie militari russe informavano che l’India -vittima dello Tsunami- stava per acquistare lo Smerch, un nuovo sistema per il lancio di razzi. Il contratto per la vendita del sistema elaborato dalla russa Splay – continua l’articolo di www.e-laser.org/hbin/news.asp?idNews=443 – veniva firmato dal ministro per la difesa indiano durante la fiera delle armi Defexpo India-2004 che si è svolta a Nuova Delhi”.


Non sono del tutto chiari i costi della trattativa, ma sembra opportuno ricordare che l’India insieme al Pakistan hanno sviluppato un programma per dotarsi di armi nucleari tanto dispendioso quanto debilitante per l’economia di nazioni che avrebbero potuto investire in risorse scientifiche e tecnologiche per risolvere atavici problemi di malnutrizione, povertà, epidemie e infine disastri naturali.


Nel Settembre 2004 la Tailandia, altro paese colpito dalla furia delle acque, stava per acquistare circa 6 Sukhoi Su-30 dall’industria aeronautica sovietica per il costo di circa 200 milioni di dollari. Fino ad allora la Tailandia comprava prevalentemente jet americani. La Sukhoi Corporation è la compagnia bellica con il giro d’affari più prolifico della Russia che si aggira attorno ad 1,5 miliardi di dollari nel solo 2004 per l’esportazione di 40 nuovi Sukhoi. Chi li compra? Prevalentemente l’Indonesia, il Vietnam e la Malesia.


Decisamente critico con le letture catastrofiste è Carlo Stagnaro intervistato dal quotidiano Libero: “Le previsioni catastrofiche di questi giorni? Fandonie di cui non fidarsi, basate su una visione distorta della natura e dell’uomo“, afferma a Libero lo studioso di ecologia e di ingegneria ambientale, nonché membro direttivo dell’Istituto Bruno Leoni. “Sono profezie che poggiano sul nulla. Nessun dato dimostra che le disgrazie naturali abbiano subito un incrementonegli ultimi periodi. Lo stesso, terribile tsunami del 26 dicembre non è un evento unico degli ultimi 100 anni. Purtroppo queste cose accadono e accadranno”.


L’analisi nucleare di Joe Vialls e la cospirologia geopolitica


Sarebbe da citare per esteso il lungo e interessante articolo cospirologico dello studioso di cose militari Joe Vialls, australiano molto noto per i suoi studi di politica internazionale, in http://www.vialls.com/subliminalsuggestion/tsunami.html, ripreso e ottimamente tradotto in italiano da https://www.comedonchisciotte.org/modules.php?name=News&file=article&sid=424, uno dei siti di controinformazione più interessanti.


Alcune persone – scrive Vialls nella traduzione italiana – si stanno inoltre occupando di un certo tipo di eco- terrorismo, attraverso il quale a distanza possono modificare il clima, provocare terremoti o l’ eruzione di vulcani mediante l’uso di onde elettromagnetiche. Così dichiarò nell’aprile del 1997 il Segretario Americano alla Difesa William S. Cohen. Grande sorpresa!, Presumibilmente Cohen già sapeva che un’arma nucleare provoca ciò che egli attribuisce indirettamente alle “onde elettromagnetiche”.


Vialls cita i movimenti di navi militari inviate nella zona colpita dal maremoto: fra queste nessuna delle molte navi-ospedale: “Nonostante aver avuto un grande numero di vittime nel proprio Stato di Tamil Nadu, l’India ha convertito completamente la nave da vedetta INS Nirupak in ospedale galleggiante da 50 posti letto in meno di 72 ore e l’ ha spedita, disarmata, ad aiutare la gente di Aceh in Indonesia. In senso inverso, l’America ha inviato navi da guerra e marines armati. La Marina degli Stati Uniti ha due navi-ospedale da 1000 posti, la Comfort e la Mercy, ma nessuna delle due è stata inviata”.


Il governo indiano – dice Vialls – era ben consapevole che non si trattava di un “normale” terremoto. Il 27 dicembre si è rifiutato di collaborare all’esclusivo Club dei Quattro pianificato da George Bush, il quale avrebbe estromesso la potenza nucleare asiatica dalla sua nuova coalizione con Russia, Cina e Brasile. Il 28 dicembre il governo asiatico gentilmente ha avvisato l’esercito Americano di sgombrare il territorio sovrano asiatico, e il 29 dicembre l’India Daily Editorial ha posto pubblicamente l’interrogativo sulla natura dell’evento: “E’ stata una prova di forza da parte di un paese straniero per mostrare allo Stato ciò che la distruzione puo creare?…Dato il livello di devastazione e dato il fatto che l’India è una potenza regionale nel Sud Asia, la Marina Indiana ha l’ obbligo di investigare e dire al mondo cio’ che ha scoperto.”


Vialls dice – con foto e documenti tecnici – come si potrebbe scatenare un maremoto nucleare: la bomba statunitense W-53 a 9 megatoni (Vialls ne pubblica la foto) potrebbe essere chiusa in una camera di immersione  per proteggerla dalla pressione di 10.000 libbre di profondità sui fondali del canale di Sumatra. “L’ interna protezione peserebbe meno di 5 tonnellate e consentirebbe all’ordigno di scivolare facilmente sotto ognuna della 300 piattaforme petrolifere asiatiche. Chi mai lo noterebbe?


Il vero epicentro dello tsunami, come comprovato dai simografi, è abbastanza lontano dalla prima collocazione diffusa dal New York Times e dalla Cnn. “Alle ore 12, ora locale australiana, io ho annotato la scala e la posizione individuata dall’Ufficio Geofisico di Giakarta in Indonesia. Un terremoto di 6,4 gradi della scala Richter ha colpito il Nord dell’isola indonesiana di Sumatra. L’Ufficio Geofisico di Giakarta meticolosamente ha rilevato l’epicentro dell’evento a 155 miglia a sud e sud-est della provincia di Aceh”.


Questa locazione è approssimativamente a 250 miglia a sud della posizione più tardi segnalata dal satellite statunitense del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), il quale ha stabilito l’epicentro a nord-est di Aceh e con una lettura iniziale di 8 gradi Richter. Sfortunatamente, anche questo non era abbastanza per coprire il danno causato da questo straordinario evento, cosi’ il satellite NOAA progressivamente ha aggiornato la lettura a 8,5, poi 8,9 e infine 9 – almeno per adesso.


Quindi, la prima irregolarità provata è stata pubblicizzata dagli ufficiali americani che improvvisamente hanno inventato un nuovo massimo “flessibile” di onda sismica per l’evento, di gran lunga superiore a quello di Giakarta, quando l’ufficio di Giakarta era situato più vicino al punto di origine dell’onda. Credetemi quando vi dico che non esiste cosa più incredibile di un nuovo punto sismico “flessibile” dichiarato da un satellite Noaa. Il primo picco sismico che viene registrato e’ il solo e vero picco, a meno che, naturalmente, più tardi non venga manualmente incrementato di pochi gradi per avvalorare una verità artificiale.


Inoltre, aggiunge Vialls, la sorpresa dei sismologi per il fatto che il normale inizio del terremoto stava scomparendo dai grafici dei loro sismografi, che il normale rilevamento delle onde trasversali a S che precede sempre un terremoto stava scomparendo. “Se tutto quello che si ottiene è un gruppo di onde compresse a forma di P , allora siamo quasi certamente di fronte ad una esplosione sotterrenea o sottomarina.


Lo studioso australiano aggiunge che – appena diffusa la prima notizia, che parlava di gravi danni a Sri Lanka – il Governo australiano aveva inviato aiuti militari (quattro aerei Hercules) a occupare un’area a Sumatra. L’Australia (“attualmente governata da un ossequioso ed adulatore di Wall Street conosciuto come Little Johnny Howard”, scrive Vialls) sapeva esattamente dov’era diretto lo tsunami, insomma. “Solo Little Johnny lo sapeva, e naturalmente la sua fidata sfera di cristallo a New York“.


Lo studioso analizza nel dettaglio la squadra navale statunitense di soccorso, unità per unità: “La nave ammiraglia Bonhomme Richard era accompagnata dall’Uss Duluth, nave da trasporto anfibio: la Uss Rushmore, nave per il supporto di atterraggio aereo; il trasportatore di missili cruiser Uss Bunker Hill, il trasportatore di missili di distruzione Uss Milius, e il trasportatore di missili da fregata Uss Thach. A prendersi cura dei fondali c’e’ il sommerbigile nucleare da caccia Uss Pasadena, mentre l’unita’ Munro della Guardia Costiera Usa stava perlustrando intorno, presumibilmente per trattare con la Dogana Asiatica. Perciò adesso il Gruppo 5 di Assalto può portare abbastanza armi nucleari da distruggere metà del mondo conosciuto, e la cosa è abbastanza strana da un punto di vista umanitario.


La teoria di Vialls e i sismografi: ecco i dati completi del 26 dicembre


Tuttavia, da diversi giorni, e per diversi giorni ancora, il fondale dell’Oceano Indiano ha tremato. A dispetto di Vialls. Ecco i dati di tutte le scosse rilevate nel mondo il 26 dicembre, dati tratti dalla rete sismografica Iride Wilber, in ordine discendente (in alto il più recente). Riportiamo solamente l’ora, la magnitudo della scossa in scala Richter e la regione interessata. Segnaliamo in nero la scossa che ha provocato il maremoto disastroso. Come si vede, il 26 dicembre è stato un giorno sismicamente tormentatissimo nell’Oceano Indiano.


Nemmeno un tremore sulle Ande, in California, nel Mediterraneo e in altre zone il cui sottosuolo in genere è agitato più volte al giorno.


21:06:51 5.6 NORTHERN SUMATERA, INDONESIA
20:50:31 5.8 MINDANAO, PHILIPPINE ISLANDS
19:19:53 6.2 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
19:03:46 5.6 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
18:42:43 5.3 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
15:12:21 5.6 NICOBAR ISLANDS, INDIA
15:06:32 5.7 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
14:48:41 5.9 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
13:56:37 5.9 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
12:11:55 5.5 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
12:09:41 5.4 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
11:05:00 6.3 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
10:51:20 5.6 NICOBAR ISLANDS, INDIA
10:19:29 6.2 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
10:18:12 5.5 NICOBAR ISLANDS, INDIA
09:20:01 6.5 NICOBAR ISLANDS, INDIA
09:19:59 6.6 NICOBAR ISLANDS, INDIA
07:52:32 5.4 NICOBAR ISLANDS, INDIA
07:38:24 5.8 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
07:07:09 5.7 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
06:38:39 5.5 NICOBAR ISLANDS, INDIA
06:22:02 5.5 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
06:21:58 5.7 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
06:02:29 5.6 NICOBAR ISLANDS, INDIA
04:21:26 7.3 NICOBAR ISLANDS, INDIA
04:10:12 5.4 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
03:24:54 5.7 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
03:19:15 5.6 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
03:17:52 5.8 NICOBAR ISLANDS, INDIA
03:14:13 5.4 NICOBAR ISLANDS, INDIA
03:08:42 6.1 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
02:59:12 5.9 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
02:52:01 5.8 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
02:51:59 6.0 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
02:36:06 5.8 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
02:34:50 5.8 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
02:22:01 6.0 NICOBAR ISLANDS, INDIA
02:15:57 5.8 ANDAMAN ISLANDS, INDIA
01:48:46 5.9 NORTHERN SUMATERA, INDONESIA
01:40:07 5.3 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA
01:25:48 5.7 NORTHERN SUMATERA, INDONESIA
01:21:18 6.2 NICOBAR ISLANDS, INDIA
00:58:50 8.5 OFF W COAST OF NORTHERN SUMATERA


Concludendo


La panoramica cospirologica si ferma qui solo per ragioni di buonsenso. I forum tematici di mezzo mondo sono stati tormentati in queste settimane da dibattiti in tutte le lingue e in tutte le discipline. Non ci sembra che oggi la tesi cospirologica sia sostenibile. Ma il fenomeno del complottismo a-un-tanto-al-chilo è diffusissimo, e merita attenzione.


Renzo Gabriel Bonizzi e Pepi Katona
reporterassociati.org – e-gazette.it

[email protected]

Fonte:www.reporterassociati.it
13.01.05

PRIMA PARTE

Pubblicato da Davide