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Matteo Salvini e lo slogan: "L'altra Europa con Salvini".

Sovranismo all’italiana

Articolo rimosso su richiesta dell’autore

Pubblicato da Francesco Mazzuoli

2 Commenti

  1. Allora il Sig. Mazzuoli gentilmente mi spiegherà: il vero sovranismo è quello del M5S? Oppure non c’è? E se non c’è perchè?

  2. Il testo di Francesco Mazzuoli è molto godibile e per certi versi anche condivisibile, però vorrei ricordare che gli uomini e i partiti andrebbero giudicati a fatti compiuti, e non dai presunti retroscena. Che l’intrepido, indomito, novello capitano Achab, partito alla caccia di Moby Eu, sia diventato un perfetto animale politico, capace di praticare marketing 24h ininterrottamente, sta sotto gli occhi di tutti.
    Ma l’elettorato leghista non è più quello capro celodurista di Bossi, raccoglie invece una buona fetta di sovranisti, che si sono documentati negli ultimi anni su vari siti economici, adorano come idoli di riferimento Borghi, Bagnai etc, ne venerano come totem i mantra, e hanno ripudiato le ampolline del Po da diverso tempo.
    Sono convinta che l’americanizzazione della nostra società proceda spedita a tappe forzate, anche grazie al capitano, oltre che al grillo parlante, perché il governo Conte non sarà una rivoluzione, quanto una forma di resistenza, nel tentativo di riportare benessere economico sociale, magari facendo anche decise forzature al sistema euro, ma nell’ossequio perenne al neoliberismo sotto altra forma, diversamente non avrebbe ragione il sostegno alla flat tax, che è l’esatto contrario del RdC in termini di ridistribuzione della ricchezza.
    Verissimo infatti che il programma leghista è la riproposizione in chiave italiana del programma Trumpista: sicurezza, frontiere, abbassamento delle tasse.E che in questo disegno la Lega di Salvini sia destinato a divenire l’avatar italiano dei Repubblicani statunitensi. Lo dimostrano la sua tentata retromarcia di fronte al ripudio di Savona da parte di Mattarella e l’appello insistente a nuove elezioni. Per il momento Salvini tiene aperti tre forni: governo, FdI, Berlu.
    Molto strano infatti che quest’ultimo non abbia già ghermito la clava del dossieraggio e se ne stia buono buono nel suo limbo omertoso della non fiducia. Alla fine probabilmente Salvini tornerà dal suo capo bastone, alle prime difficoltà con il contratto firmato con i 5S (conflitto d’interessi, Di Matteo e Davigo alla giustizia, RdC, trasporti e opere pubbliche), questo lo abbiamo capito, conosciamo bene il perché, non sappiamo ancora né il quando né il come. Ma l’Italia, non dimentichiamolo mai, è la terra del Gattopardo.