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La piramide finanziaria del debito

Siamo schiavi di una montagna di debiti o di un castello di carte?

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

C’è un sentimento che mi pervade da quando ho capito come funziona il sistema monetario e questo sentimento è di incredulità. Da quando ho acceso la luce su questo assurdo sistema, continuo a chiedermi come la gente non veda chiaramente che il suo funzionamento ci rende schiavi nella nostra vita di tutti i giorni.

La Crisi economica viene attribuita ai motivi più svariati e la popolazione non si rende conto che la realtà è ben diversa. Una realtà che ci viene descritta come l’unica possibile, ma che invece è solamente quella che ci fanno vivere. Un vivere virtuale, tipo quello di The Truman Show o di Matrix.

Frase di Henry Ford sul sistema bancario

Pensare che quasi un secolo fa Henry Ford disse apertamente come ci stavano ingannando e che bastava poi poco perché il popolo si svegliasse. Ma invece di svegliarci siamo caduti in un sonno profondissimo, che ha peggiorato addirittura le cose.

Siamo sempre stati e lo siamo tutt’ora Sovrani della nostra moneta. Ma essendo stata legata all’oro, è stata sempre scarsa quindi, ha avuto bisogno di essere affiancata da altri strumenti “a debito”, come le banconote e la moneta bancaria, che permettessero di ampliare la base monetaria per soddisfare le esigenze di scambi elevati della nostra economia.

Fortunatamente la moneta non è più legata all’oro dal 1971, e quindi può essere creata dallo Stato senza necessità di alcun valore intrinseco, ma purtroppo gli Stati hanno rinunciato ad emettere moneta “fiat” senza debito, costringendoci ad usare la moneta elettronica creata a debito dal sistema bancario, sostenuto dal più generale sistema delle Banche Centrali.

Questa evoluzione è stata accompagnata dalla volontà dei nostri Governanti, di rendere il sistema bancario completamente indipendente dagli Stati, senza che nessuno si ponesse il problema di verificare chi controlla la creazione e gestione del denaro, ma soprattutto nell’interesse di chi.

Falcone diceva : “Segui il denaro e troverai la mafia”. Proviamo a seguire il suo consiglio e cerchiamo di capire dove finiscono i soldi e perché.

La piramide dei flussi finanziari del nostro sistema monetario

Abbiamo immaginato il sistema economico come una grande piramide, dove gli strati inferiori sostengono quelli superiori con continui flussi di denaro dovuti alla particolare situazione monetaria che è stata realizzata, mentre il vertice della piramide controlla e gestisce tutta la moneta che usiamo negli scambi economici.

Alla base di questa piramide ci siamo noi, come cittadini e come aziende. Noi cittadini ed aziende che lavoriamo e viviamo nell’economia reale, siamo più del 99% di tutta la popolazione mondiale e siamo la mandria di pecorelle inconsapevoli da tosare, grazie al nostro bisogno di moneta per scambiarci beni e servizi e alla necessità di pagare le tasse.

Sopra di noi lo Stato, che avendo rinunciato ad utilizzare la propria e quindi la nostra sovranità monetaria, non fornisce più moneta a cittadini ed aziende, ma anzi ne toglie, inventandosi tasse,  alzando aliquote, chiedendo nuovi oneri, non rigirando poi questi balzelli nella spesa pubblica. Avendo anche un debito pubblico elevato e dovendo pagare interessi, si finanzia con l’emissione di titoli di Stato per ricevere in definitiva moneta creata dal nulla dal sistema bancario privato, che in realtà avrebbe potuto creare direttamente.

Ma il denaro creato dal sistema bancario privato viene solamente prestato, per cui le banche private percepiscono sia gli interessi sulla moneta creata per comprare i Titoli di Stato, cioè sul debito pubblico, che sulla moneta presa in prestito da cittadini ed aziende, cioè sul debito privato, sottraendo risorse all’economia reale.

Solo il costo degli interessi sul debito pubblico e privato, in Italia raggiunge un valore orientativo di circa 200 mld di euro all’anno, pari a più del 12% del nostro PIL, ma c’è ben altro.

Le banche a loro volta sono inserite nel sistema delle Banche Centrali, alle quali pagano interessi sul denaro che ricevono prima di moltiplicarlo a dismisura attraverso la creazione dal nulla della moneta elettronica bancaria.

Le Banche Centrali, compresa la BCE, che dovrebbero essere indipendenti, sono in realtà controllate dal sistema bancario stesso, nominando uomini a loro “fedeli”, che fanno apertamente gli interessi del settore bancario e finanziario, come ho già spiegato nei miei articoli precedenti su Mario Draghi della BCE ed Ignazio Visco della Banca d’Italia.

Arrivando con non poca fatica fino in cima alla piramide troviamo il settore finanziario, che oltre a controllare buona parte del sistema bancario, quindi anche le Banche Centrali, viene continuamente alimentato di liquidità da parte di queste ultime, come la BCE, attraverso operazioni di Quantitative Easing, con giustificazioni ridicole come quella che in questo modo tutti saranno incentivati ad investire nell’economia reale.

Ma questo non avviene quasi mai!

Infatti l’economia reale continua ad essere depredata, attraverso la vendita alla popolazione, di prodotti finanziari sempre più complessi e di beni e servizi reali prodotti da multinazionali sempre più grandi e globali, che avendo accesso illimitato al credito, sono in grado di eliminare qualsiasi concorrenza da parte delle aziende locali.

Il risultato è una piramide finanziaria che permette a meno dell’1% della popolazione di arricchirsi, attraverso l’emissione e la gestione della moneta a debito, tutto ciò senza che il 99% se ne renda minimamente conto.

In questo modo una cerchia di persone sempre più ristretta, ha le risorse per aumentare la propria influenza nella società, annullando il potere degli Stati e colonizzando di fatto l’economia reale, cioè in definitiva la nostra vita.

Un sistema così congegnato sembrerebbe inattaccabile, ma la Crisi Finanziaria Globale del 2007 ha invece dimostrato che è fragilissimo, in grado di innescare grandi perdite non solo nell’economia finanziaria che l’ha generata, ma anche in tutti gli altri settori dell’economia in tutto il mondo.

Questo è accaduto perché tutti gli strumenti monetari che usiamo sono basati sulla fiducia perchè sono un debito, cioè un “pagherò”. Se dall’interno del sistema bancario e monetario qualcuno non è in grado di mantenere la propria promessa, a catena tutti si sentono a rischio e il sistema crolla perché basato solo sulla fiducia, soprattutto degli utilizzatori maggiori che siamo noi componenti di quel 99% della popolazione che sta alla base della piramide.

Il castello di carte nel cielo

In realtà più che di piramide potremmo parlare di castello di carte, dove gli strati inferiori, noi, sostengono tutta la struttura, senza rendersi conto, ignoranti o inconsapevoli, che intanto ai piani alti continuano ad arricchirsi grazie al nostro lavoro.

Come Nio all’inizio del film Matrix, o Jim Carrey in The Truman Show, sentiamo che c’è qualcosa che non va, cominciamo a capirlo pian piano vedendo che la fatica quotidiana che ci sobbarchiamo, dopo tanto lavorare, ci lascia fermi allo stesso livello di quando abbiamo cominciato.

In realtà lo sappiamo che così non va, ma le distrazioni a cui ci sottopongono, dal lavoro sempre più stressante, agli svaghi di massa, alla televisione o ai social sempre più strumenti di controllo assoluto, ci oscurano la vista non facendoci vedere la semplice realtà. Perché la realtà è semplice siamo noi che dobbiamo renderci conto che queste distrazioni sono fette di prosciutto sui nostri occhi. Abbiamo gli occhi foderati di prosciutto e non ce ne rendiamo conto.

La percezione che abbiamo nei riguardi della moneta, è che venga generata dal nostro lavoro o dalla produttività delle nostre aziende.

Niente di più falso, il lavoro è solo uno dei mezzi con cui viene fatta girare. Più lavoro c’è, più veloci sono gli scambi di beni, più moneta riesce a girare. Più beni si scambiano, meno lavoranti li producono, più moneta arriva ai piani alti. È un problema o un vantaggio, per la punta della Piramide, la dissocupazione?

Ma prima ancora di essere scambiata, la moneta deve essere creata da qualcuno, altrimenti non si genera da sé. Non è il lavoro a generarla, il lavoro produce solo beni e servizi, non moneta. E se manca la moneta tutto si ferma, anche se abbiamo abbondanza di risorse ambientali ed umane.

La Moneta si crea, tutto il denaro che maneggiamo viene creato dal nulla, non nasce grazie alla nostra attività, ma questo fatto entra in totale contraddizione con la continua mancanza di denaro in ogni settore della nostra vita pubblica e privata.

Non ci sono soldi per manutenzioni ordinarie nei nostri Comuni, per nuove infrastrutture, per case e scuole sicure, per ampliare l’offerta dell’insegnamento ai nostri figli. Non ci sono soldi per aumentare le pensioni minime, anzi li vanno a prendere dalle pensioni, perché dicono che non ne hanno. Non ci sono soldi per nuovi ospedali, per assumere nuovi dottori e infermieri, non ci sono soldi per curare malati terminali, non ci sono soldi per nuove macchinari. Non ci sono soldi per raccogliere le macerie post terremoto, figuriamoci per ricostruire. E quando all’improvviso questi soldi appaiono, i politici si ergono fenomeni, salvatori della Patria, miracolanti 2.0.

Siamo arrivati all’assurdità, notizia di questi giorni è che il nostro sistema idrico perde letteralmente acqua lungo tutte le sue condutture, ma non abbiamo i soldi per ripararle. Nonostante l’emergenza siccità ci obblighi a risparmiare questo bene e nonostante sia evidente che il rifacimento della rete idrica potrebbe farci risparmiare acqua per gli anni a venire, continuano a dirci che non ci sono i soldi per farlo.

Questi sono tutti esempi nei quali un eventuale investimento da parte dello Stato, oltre a produrre un vantaggio immediato in termini di occupazione e di aumento del PIL, produrrebbe nel medio periodo un risparmio che permetterebbe di rientrare in pochi anni dell’investimento e nei successivi addirittura di guadagnarci.

Ma continuano a dirci che non ci sono soldi.

In realtà non è così perché sappiamo che il denaro viene creato in grandi quantità da parte della BCE, solo che viene utilizzato unicamente per fornire liquidità ai mercati finanziari, tramite il Quantitative Easing, ed al sistema bancario, tramite gli LTRO, cioè prestiti a tasso negativo.

Ma la quantità creata dalla BCE è volutamente scarsa, costringendoci ad richiedere prestiti al sistema bancario, che crea dal nulla moneta elettronica e genera la maggior parte dei flussi della piramide. Perché tutti hanno bisogno di moneta, che viene prestata a Stati, aziende e cittadini, alimentando il debito pubblico e privato e sottraendo con gli interessi, enormi risorse dall’economia. Interessi sempre maggiori che portano continui guadagni alle banche e scoraggiano la richiesta di ulteriori Prestiti.

La gestione da parte di soggetti privati quali banche e mercati finanziari della moneta evidenzia quanto assurdo sia questo sistema. Perché alla fine siamo noi cittadini, con le nostre spese quotidiane e con il pagamento delle tasse che lo Stato ci impone, a darle valore e a renderla legale.

E’ come se noi fossimo proprietari di un terreno dove crescono spontaneamente alberi da frutto, che diamo in gestione ad un privato, al quale oltre a pagare la frutta che ci fornisce con gli interessi, paghiamo anche i mezzi per coltivarla senza chiedergli costi di gestione o l’affitto del terreno.

Tra l’altro la maggior parte della frutta che cresce sul nostro terreno, viene fornita solo a pochi privilegiati che se ne approfittano per arricchirsi sempre di più a scapito di tutti gli altri. A noi ed allo Stato, che siamo i proprietari del terreno, non rimangono che le bucce !

Sistema monetario che aspira risorse dal 99% della popolazione

Siamo immersi in una truffa colossale, una enorme piramide che come un aspirapolvere, risucchia  continuamente risorse dall’economia reale, costituita dal 99% della popolazione, a favore di un 1% di privilegiati.

Un castello di carte che deve la sua stabilità alla fiducia tra i singoli componenti, soprattutto degli strati inferiori. ma soprattutto alla loro inconsapevolezza di come funziona il sistema del debito.

Ma cosa succede se alcuni di noi tolgono la propria fiducia, cioè anche solo una carta del primo strato?

Il sistema crolla …

Ricordiamoci sempre che siamo noi e lo Stato che ci rappresenta a dare valore alla moneta che usiamo, dobbiamo solo diventare consapevoli e smetterla di credere che il sistema attuale sia l’unico possibile.

Logo di Moneta Positiva

La moneta deve e può essere di proprietà dei cittadini, libera dal debito ed utilizzata per il benessere di tutti.

Fabio Conditi con la collaborazione di Enrico Pasini        

Presidente e socio dell’Associazione Moneta Positiva www.monetapositiva.blogspot.it

articoli precedenti su Comedonchisciotte https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

Fonte: www.comedonchisciotte.org

31.07.2017

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • DesEsseintes

    Gli articoli di Fabio sono ottimi.
    Se CdC seguisse un minimo di linea editoriale coerente potrebbe offrire un grande servizio.

    Lo slogan deve essere “LA MONETA È UN BENE COMUNE”.

    Solo che purtroppo non bastano i Fabio Conditi per smuovere l’opinione pubblica.
    Occorre qualche figura di riferimento con un appeal mediatico.
    Perché non provate a coinvolgere Fusaro su questo problema della moneta come bene comune?
    Oppure un Di Battista che sono sicuro condividerà questa impostazione.

    Poi va bene chiunque altro basta che abbia un minimo di appeal perché senza di quello la gente si sente in soggezione di fronte al martellamento main stream e non ha il coraggio di cominciare a pensare in maniera alternativa.

    • Holodoc

      I politici sanno bene che se vogliono continuare a fare il loro mestiere, e mantenere la salute, non devono toccare gli interessi della finanza… Lincoln, Kennedy, Haider, Buonanno sono lì a fare da monito…

      • Il problema dei Lincoln e dei Kennedy è che erano soli, per cui basta poco per eliminare il problema. Ma una popolazione consapevole che non è più disposta a subire la situazione attuale, come la fermi ?

        • Holodoc

          Sono d’accordo, prima dobbiamo raggiungere una massa critica, poi pensare ai poteri che possono appoggiare le nostre idee.
          Nessuna rivoluzione può avere successo senza parte dei poteri istituzionali che l’appoggino.

    • SanPap

      Il 4 Novembre 2016 (se ricordo bene) l’ing. Conditi ha organizzato una conferenza in un auditorium del parlamento; tra gli altri organizzatori c’erano Carlo Sibilia, Daniele Pesco e Alessio Villarosa del M5*;
      ad ascoltare c’era un gruppo di una ventina di parlamentari del movimento, tra cui di Battista; ad un certo punto è venuto a curiosare anche Giovanni Cuperlo.
      Conferenza interessante, a parte l’intervento di un professore di un paese del nord Europa, che ha illustrato come funziona il loro controllo di gestione di una banca,

    • Grazie DesEsseintes e grazie anche a Comedonchisciotte che mi permette di esprimente liberamente queste idee, offrendo già un grande servizio.
      Ricordo che non sono da solo e con noi ci sono molte persone, anche già conosciute conosciute come Nino Galloni, Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi, ma è chiaro che più persone abbiamo dalla nostra parte, magari con un appeal già riconosciuto, meglio è. Non bastano però solo le persone, perchè c’è bisogno che chi si aggrega abbia anche un minimo di consapevolezza e di conoscenza “tecnica” di questi temi, altrimenti si possono fare danni di comunicazione.
      Il tema è complesso e basta poco per essere screditati ed additati come incompetenti. Per questo cerchiamo, nei limiti delle nostre possibilità, di divulgare argomenti chiari e documentati, in modo da non essere attaccabili.
      Ma ognuno di noi può dare una mano, divulgando i nostri articoli ed il nostro sito, perchè solo con la consapevolezza della maggior parte delle persone il sistema può entrare in crisi, non è poi così forte ed inattaccabile come vuole farci credere.
      La nostra ignaronza è il loro cemento può resistente.

    • Un piccolo chiarimento sullo slogan “La moneta è un bene comune”, che a me personalmente non piace perchè finisce per far passare il concetto che la moneta è un “bene”, ancorchè comune.
      Lo poteva essere quando aveva un corrispettivo valore legato all’oro, ma oggi fortunatamente non lo è più. E’ e dovrebbe rimanere un semplice “strumento” per effettuare scambi, non deve essere considerato un “bene”.
      I beni sono quelli che produciamo noi, è preferibile mantenere questa distinzione per non confondere le due cose.
      Ma è comunque un passo avanti rispetto alla moneta a debito …

    • Glock

      Non mi ricordo dove l’ho letta, ma questa frase mi ha fatto spesso pensare: “il Capitalismo è il sistema socio-economico più efficace per gestire la scarsità”. E’ verissimo, difatti si è sviluppato ed è diventato il sistema dominante in paesi dai climi rigidi, spesso quasi inabitabili, con risorse naturali difficili da raggiungere. Inoltre, il Capitalismo va in crisi ogni volta che la scarsità viene a mancare.

    • Jane “XD” Doe

      Io penso che un Di Battista, come tutti quelli che entrano e stanno in politica non affermerà né si schiererà con nessuno. Il mov. è manipolato e tant’è…

      • DesEsseintes

        Secondo me non sono manipolati.

  • gix

    E’ chiaro che del titolo è giusta la seconda che hai detto…Il sistema si regge ovviamente sulla ignoranza della gente che crede che l’economia dello Stato funzioni come quella di casa propria. Quello che sorprende in effetti è che questa mancanza di comprensione di un meccanismo tuttosommato non particolarmente complesso, va avanti da secoli, addirittura. E’ un trucco semplice, basterebbe come esempio parlare del ruolo del banco nel gioco, che prende tutto e se vuole rilancia…Entrano però in ballo mille altri meccanismi inibitori, che evidentemente il sistema conosce benissimo, fra i quali ve ne sono almeno un paio che sono fondamentali. Prima di tutto le persone non vogliono vedere il cambiamento, se sconvolge le proprie certezze, la paura è più forte della possibilità di migliorare, per la maggior parte della gente. Inoltre viene in evidenza il principio di emulazione, ma in negativo, per così dire; la massa della gente che non vuole sconvolgere le proprie certezze controlla e impedisce la minoranza che vuole progredire. I cani da guardia del 99% siamo noi stessi.

    • Ricordati che la massa della gente si muove come un branco o uno stormo, se qualcuno comincia a cambiare direzione, altri lo seguiranno. E’ vero che la massa della gente non vuole sconvolgere le proprie certezze, ma quando gli fai capire che le certezza che ha sono addirittura la causa dei propri mali, anche le persone più conservatrici, cambiano atteggiamento.

  • Echoes

    Molte di queste analisi partono da una premessa implicita: che c’è un noi e un loro (cit. Us and them).
    Probabile che è possibile porre nella categoria del “loro” i vari gruppi finanziari, elitari e perché no di lignaggio alieno (non voglio farmi mancare nulla).
    Bene, cosa rimane, il “noi”. Ma guardandomi intorno non vedo questa coesione e una condizione di asservimento programmato incosciente non fa di “noi” un gruppo di persone che vivono con lo stesso obiettivo, no.
    Ipotizzando di poter, con un colpo magico, porre ogni essere umano facente parte del “noi” in una condizione di poter perseguire le proprie inclinazioni, senza dover annichilirsi in lavori inutili, dequalificanti e demotivanti, quello che vedo è uno scenario in cui il “noi” si frammentere

    • Esiste sicuramente un noi (più del 99%) e un loro (molto meno dell’1%).
      Il problema è che il 99% non ha la minima percezione di qual’è il problema e come fare per risolverlo, i consapevoli come noi sono meno dell’1%. Come si arriva ad aumentare la consapevolezza di una percentuale della popolazione sufficiente a produrre il cambiamento ? Non c’è una ricetta unica e certa, ma noi pensiamo che spiegando questi argomenti in modo semplice si può arrivare ad un numero di persone sufficiente ad innescare il punto critico, cioè quel livello oltre il quale un cambiamento diviene inarrestabile. Quindi oltre a spiegare questi concetti in modo semplice, li mettiamo a disposizione di tutti, soprattutto persone già famose, cui offriamo elementi certi ed argomentazioni valide da poter affrontare qualsiasi dibattito. Sulle proposte reali ne ho già ampiamente parlato nei precedenti articoli, ma nei prossimi faremo un riassunto in modo da delineare una strategia precisa. Seguici ed aiutaci a condividere, non te ne pentirai

      • Echoes

        “si può arrivare ad un numero di persone sufficiente ad innescare il punto critico” ci spero tanto!

        Seguiro’ con interesse, grazie a te dello spunto di riflessione.

        • Anche tu però puoi fare la tua parte, unisciti a noi !

  • Tipheus

    Brava persona, però quando nelle prime righe gli ho sentito dire che o la moneta è coperta dall’oro o è “a debito”, mi sono cadute le braccia.
    Faccia l’ingegnere che è meglio. Il problema è il tradimento degli economisti di professione. O le minacce cui sono sottoposti se dicono la verità.
    E quindi si surrogano gli “uomini di buona volontà”, che però ogni tanto dicono cazzate.
    La moneta è fiat. Ma non è questo il “male assoluto”. La moneta “backed” o coperta in italiano, è la vera moneta a debito, perché obbliga l’emittente a tenere una riserva metallica adeguata.
    La moneta non coperta o fiat, se ben gestita, funziona benissimo.
    Il problema è che la emettono i privati e non gli stati.
    Altro problema: finiamola con questa finzione della “moneta popolare” “dei cittadini” e stronzate varie. La moneta è e deve essere dello STATO, che è cosa diversa. Lo Stato che “rappresenta i cittadini” è una pietosa finzione. Lo Stato è lo Stato. E rappresenta se stesso. E, quando va bene, ed è gestito da un’élite coi coglioni (ma quante parolacce dico oggi?), rappresenta una Nazione (vedi gli aristocratici della Serenissima che hanno tenuto uno stato per 1000 anni circa, o il Senato Romano). La stessa cosa accade oggi in Cina. Il PCC che cos’è? Il “popolo cinese”? Ma per favore. E’ un’avanguardia di quel popolo, cioè un’aristocrazia di mandarini, che però fa gli interessi del popolo cinese: tout pour le peuple, rien par le peuple. E lì, guarda guarda, la moneta è quasi per intero pubblica. E non c’è debito né disoccupazione.
    Ma noi abbiamo bisogno di mitologie.

    • Guarda che parlavo del passato, quando la moneta o era d’oro o era affiancata da moneta a debito. Ma ti ringrazio per la critica, perchè ha modificato una frase in modo che sia inequivocabilmente chiaro che oggi la moneta è solo “fiat” e fortuna che lo è diventata. Siamo d’accordo che la moneta fiat la deve emettere uno Stato, non i privati. Sulla proprietà della moneta, dire che è di proprietà dei cittadini e gestita dallo Stato, o di proprietà dello Stato e da lui gestita per conto dei cittadini, è una questione importante ma secondo noi secondaria. Ma condivido la sostanza del commento.

    • Holodoc

      I cinesi sono abituati da sempre a farsi guidare da una élite illuminata, lasciandole legiferare su tutto, anche su come vestirsi, come costruire le case o come dipingere.

      Noi invece viviamo da sempre nella cultura del “Franza o Spagna purché se magna”… accettiamo di essere comandati da chiunque ci dia l’illusione di non toccare il nostro interesse privato familiare. Anche se intorno tutti muoiono di fame, chi se ne frega!

      E’ questo il problema di fondo.

  • Tipheus

    Preciso che molte cose dell’articolo sono corrette, ma (mi occupo di queste cose fuori dallo pseudonimo) ho la stessa sensazione che prova l’ingegnere quando un ragazzino sveglio di scuola media fa una ricerca ben fatta, e trova soluzioni bell’e fatte in quattro e quattr’otto su come si fanno i palazzi. Si sorride.
    Un’ingenuità tra tutte: la BCE che crea moneta che poi le banche prestano.
    La moneta è vero la BCE la crea (per un attimo tiriamo via le irrilevanti banconote) ma quella moneta non la vede nessuno. E’ una moneta buona solo per regolare i rapporti tra le banche. E’ una moneta usata solo sui mercati monetari interbancari, non nel mondo reale.
    Nel mondo reale gira solo ed unicamente quella creata dalle banche private con la creazione dei loro conti correnti. E questa moneta non ha alcun collegamento diretto con quella creata dalla BCE. Il fallimento del quantitative easing sta lì a dimostrarlo. La moneta che noi usiamo, purtroppo, è endogena: la crea il mercato privato.
    Bisogna ripubblicizzare la moneta per scrollarsi la piramide usurai. Ma non è facile. Non così facile come sembra.

    • Ti consiglio di leggere meglio l’articolo, e soprattutto quelli precedenti. Siamo perfettamente d’accordo che la moneta che crea la BCE non la vede nessuno. A parte solo il caso della moneta elettronica creata dal nulla per comprare titoli di stato con il QE, perchè quella entra direttamente nei mercati finanziari (e da lì non esce!). La BCE fornisce moneta attraverso prestiti al sistema bancario, che genera il 99,7% di tutto il denaro che usiamo.

  • ignorans

    Ma le criptovalute aiutano ad andare nella direzione auspicata dall’articolo?

    • Sandro Valentini

      In teoria si, se ci fosse una criptovaluta, ma ce ne sono gia due: Bitcoin ed etherium, e le banche ne stanno creando di altre, il che rappresenta gia’ una deformazione del principio teorico su cui la criptovaluta si basa. E molte altre potrebbero essere create. Quindi a meno che tutti gli utilizzatori decidessero di accettare solo una criptovaluta (bitcoin per esempio) e rifiutare tutte le altre il sistema potrebbe funzionare solo parzialmente. Se fosse esteso mondialmente in principio una criptovaluta dovrebbe erodere il potere delle cosidette FIAT currencies.

  • SanPap

    Mio nonno mi regalava spesso una moneta; io avevo due possibilità: utilizzarla per comperarmi un po’ di uva passa, ne sono goloso, oppure infilarla nel salvadanaio
    per poi comperarmi un giocattolo.
    Inutile dire che inevitabilmente correvo ad acquistare l’uvetta passita; ma non si vive di sola uvetta passa, bisogna anche giocare, e quindi occorre comperarsi un qualche giocattolo;
    anche i quel caso avevo due possibilità: farmi dare i soldi da mamma oppure andarli a chiedere ad un vicino di casa, disponibile ai prestiti; ma c’era una differenza tra i due: mamma me li dava accompagnandoli con una carezza, anche il vicino me li dava ma mi chiedeva qualcosa in cambio, ad es. andare a comperargli i sigari o il giornale per un certo periodo di tempo, insomma mi vendeva il denaro che gli chiedevo.

    La moneta ha due anime: una dinamica, che favorisce gli scambi, ed una statica, che permette di accumularla in attesa di futuri impegni (acquistare una casa, acquistare gli attrezzi che mi servono per lavorare ecc)
    Se viene favorita una di queste anime e ignorata l’altra si produco squilibri seri.

    Il mio lavoro mi permette di guadagnare solo quello che mi necessita per vivere, dovrò prima poi ricorrere alla mamma o al vicino;
    la mamma è morta ed è rimasto il vicino, e sono diventato il suo schiavo.

  • Sandro Valentini

    E’ un buon punto d’inizio, purtroppo pero’ lascia ad intendere ingenuamente che possiamo fare qualcosa, cosa che invece non e’ possibile.
    Se volete capire davvero come funziona la moneta vi rimando a questo articolo che seppur tralasci molti passaggi storici importanti, ne tocca di fondamentali e ci fa capire chi c’e dietro la cosidetta “Finanza”
    http://www.xat.org/xat/moneyhistory.html

    Signor Conditi, ma non ha fatto nemmeno un nome? beh, allora!!
    Rotschild, Rockefeller, Warburg, J.P Morgan etc.. nessuno menzionato? Per coloro che non sono “cospirazionisti” smettete di leggere, quello che troverete potra essere noioso oppure vi trovera’ impreparati quindi evitatevi il sacrificio.
    Per gli altri, vi espongo il mio pensiero dopo svariate ricerche e dopo aver vissuto dagli anni 90 in poi con interesse cio che accadeva nel mondo. (e’ pur sempre la mia opinione, quindi non dateci troppo peso)

    Ci sono gruppi di potere che controllano l’economia attraverso l’erogazione di moneta, questi sono alcuni dei nomi che ho menzionato precedentemente, ma il piu importante tra tutti e’ quello dei Rotschild che e’ una famiglia nata in germania credo nel 17mo secolo o giu di li. La Fed, la Banca d’inghilterra, quella francese, quella italiana, la bce e tutte le banche centrali del mondo sono controllate da “investitori privati” (di cui non si sa molto perche’ sono entita’ private) quindi anche se il nome della banca puo sembrare pubblico in essenza sono entita’ private e controllate da societa’ potenzialmente ricollegabili alla Rotschild Family.

    Alcuni Stati che non avevano banche centrali controllate dalla Rotschild family erano: Libia e Iraq (adesso la situazione e’ differente) Syria, Corea del Nord e Iran se non sbaglio, stati che sono demonizzati tuttora dalla macchina propagandistica occidentale.

    In essenza queste banche prestano soldi agli stati che dovranno restituirli con gli interessi, ma se io ti presto 10 e tu devi restituire 11 dove lo prendi l’extra 1?
    Da nessuna parte perche’ l’interesse e’ una forma di schiavismo che di fatti e’ condannata dall’islam. Quindi quell’interesse che poi va a costituire il debito pubblico e’ la forma di schiavismo moderno con cui i popoli sono soggiogati, perche’ lo stato e’ perennemente in debito e come ripaga questo debito? con le tasse!!
    Capirete che e’ una situazione di cane che si morde la coda perche’ il debito non potra’ mai essere ripagato.

    Allora, immaginiamo per un momento che noi siamo indipendenti ed immaginiamo che come Gaddafi noi vogliamo uscire da questo sistema perverso e vogliamo vivere di cio che riusciamo a produrre. Quindi se siamo laboriosi e siamo in grado di utilizzare appieno le nostre risorse (il petrolio, nel caso libico) vivremo delle nostre fatiche, e ipotizziamo che al posto dei dollari che crediamo siano una moneta dei Rotschild noi iniziamo ad accettare come pagamento solo l’oro perche’ e’ una moneta che storicamente mantiene valore (cioe resiste l’inflazione). Cosa succederebbe in quel caso?

    Beh, verremmo chiamati dittatori (dalla macchina propagandistica del regime: Rai, BBC, CNN, etc) e verremmo liquidati immediatamente con le bombe dal braccio armato della finanza (la NATO e gli USA).
    Questi sono fatti purtroppo. Non e’ un caso che Saddam Hussain, Chavez, Gaddafi, Bashar al Assad, l’Iran e la Corea del Nord siano stati continuamente attaccati e alcuni di loro sono gia morti.
    Il motto e’: Divide et Impera ed una volta che un paese e’ diviso e le “opposizioni moderate” arrivano al potere, la cosiddetta “finanza” prende le redini di uno stato e gestisce il suo capitale (sia umano che di risorse naturali). In fondo pagare qualcuno per chi crea denaro dal nulla non sara mica un problema, no?
    Sono solo numeri.. solo numeri su un acconto.

    Ed e’ cosi che le guerre sono finanziate, la corsa agli armamenti etc, col debito..
    La fiducia sul sistema monetario non la si e’ persa recentemente ma da piu di 150 anni, coloro che denunciano muoiono, o ne si perde la memoria e tutto ricomincia daccappo.
    quindi siamo destinati a vivere con questo sistema che ci rende schiavi, oppure ribellarci e finire come una Libia, Syria, o magari come l’Iraq o il Venezuela in questi giorni, vittime del capitale finanziario che non ci vuole indipendenti, ma bravi sudditi.

    • Non capisco quelli che come te, Sandro Valentini, cercano sempre di convincerci che non è possibile cambiare. Ma da che parte stai ? Non faccio nomi perchè noi parliamo solo di cose che possiamo dimostrare con fatti certi e ben documentati. Tutto ciò che hai raccontato lo conosciamo bene, ed è molto, ma molto verosimile, ma non è certo e documentato. Prendiamo una frase che hai scritto, per esempio.
      “La Fed, la Banca d’inghilterra, quella francese, quella italiana, la bce e tutte le banche centrali del mondo sono controllate da “investitori privati” (di cui non si sa molto perche’ sono entita’ private) quindi anche se il nome della banca può sembrare pubblico in essenza sono entità private e controllate da società potenzialmente ricollegabili alla Rotschild Family.”
      Potresti anche aver ragione, ma io prendo l’elenco delle società private e pubbliche che detengono le quote di partecipazione in Banca d’Italia, e non trovo la Rotschild Family. Ho provato anche a controllare le partecipazioni azionarie dei maggiori “partecipanti” in Bankitalia, ma non ho trovato tracce evidenti di questo controllo.
      Ora, per dimostrare che siamo schiavi di una montagna di debiti, che però è in realtà un castello di carte perchè instabile e basato sulla fiducia che abbiamo nel sistema attuale, secondo te ho bisogno di fare dei nomi ?
      Non lo sanno i nostri lettori chi ha promulgato negli ultimi Governi provvedimenti a favore del sistema bancario, quando per il terremoto non c’erano mai i soldi ?
      Non è più importante far capire alle persone che, contrariamente a ciò che gli fanno credere, i soldi si creano semplicemente con un clic e lo fanno continuamente ma solo per banche e mercati finanziari ?
      I cambiamenti dal basso sono lenti ma inesorabili.

      • Sandro Valentini

        Indubbiamente il gesto é nobile, ma a mio avviso futile, l’unica soluzione é la Guerra come in Libia, come in Iraq, Siria, come nella prima e nella seconda Guerra mondiale.. I fascismi erano motivati da un carattere nazionale e socialista contro la finanza mondiale.
        Ma certo che non trovera Mai i collegamenti, altrimenti nn sarebbero segreti gli investitori e tutti potrebbero liberarsi di loro o complottare contro questi diabolici soggetti. Ma va bene, ognuno la pensa come vuole.
        Un ultima Cosa che vorrei chiederle che nn riesco a capire, ma se ci disfacciamo del castello di carte, facciamo crollare il sistema (euro nel caso nostro) non siamo noi I primi a pagarne Le conseguenze Perchè possessori Di euro? Non tutti hanno un portfolio variegato che sia in grado Di bilanciare perdite e guadagni in una Guerra tra varie monete fiat. Oppure ci dobbiamo disfare Di tutte le monete fiat? Se si Cosa si adotterebbe come moneta di scambio globale?
        É una nobile idea e forse é l’unico modello che aiuti la razza umana ad evolvere pacificamente, ma partiamo pur sempre da una societa’gia prestabilita Le cui redini vengono manovrate da pochi soggetti (sconosciuti, perche’nn possiamo provare chi sono), come cambiamo tutto cio? Ma davvero crediamo che questi signori per altruismo siano disposti a disfarsi dell’immenso potere che possiedono?
        Ho usato l’aggettivo ingenuo non per offendere ma perche’é il primo che mi é venuto in mente, e con cio nn metto minimamente in discussione il lavoro di ricerca svolto, però la sua analisi é un buon Punto di partenza. Mancano soluzioni realistiche.

        • Non riesco ad entrare nel merito di un problema così complesso come quello che mi chiedi, ma sicuramente ne parleremo più dettagliatamente nei prossimi articoli.
          Ti dò solo lo spunto per una considerazione: cosa succede normalmente durante una guerra ? La moneta che avevamo prima della guerra non ha più valore, e se ne crea una nuova, in sostituzione della vecchia. Se la vecchia moneta diventa carta straccia, secondo te chi ci rimette di più il 99% della popolazione più povera o quell’1% più ricco ?
          Ma soprattutto si riducono i valori finanziari ed aumentano i valori reali, cioè la capacità di creare beni e servizi, facendoci diventare tutti automaticamente più ricchi.
          Se i passeggeri di una nave naufragano su un’isola deserta, le differenze di ricchezza finanziaria tra loro non esistono più e quel che conta sarà solo la capacità di ognuno di creare beni e servizi sull’isola.

          • DesEsseintes

            Questa è teoria però.
            Un avvenimento simile anzi identico è stata la svalutazione in Germania in seguito alla prima guerra mondiale.
            Il problema è che si dovrebbero mettere in atto dei fortissimi controlli sui movimenti di capitale.
            I ricchi tedeschi si portarono fuori tutto quello che potevano e chi ci rimise furono solo la classe media e i lavoratori.

            Voi parlate della necessità di controlli sui movimenti di capitale?

          • Più che di controlli sui movimenti di capitale, comunque da adottare ma sempre limitati come efficacia nella situazione attuale, si deve parlare di adozione di sistemi paralleli ed alternativi che incentivino il mantenimento del “denaro” all’interno del sistema nazionale. Ne parleremo nei prossimi articoli.

  • gilberto6666

    Fra i migliori articoli divulgativi che mi sia capitato di leggere, semplicemente da stampare e diffondere. Questo sito dovrebbe forse concentrarsi maggiormente su questi temi, unitamente allo strapotere tecnologico digitale, sempre più invasivo e pianificato a stringerci in una morsa micidiale e senza precedenti nella storia dell’umanità.

    • Grazie Gilberto6666, aiutaci a divulgare questi temi. Per chi lo vuole fare ci sono diverse possibilità :
      – mettere “mi piace” sulla mia pagina pubblica su Facebook ed invitare i vostri amici a farlo, permette di essere aggiornati sugli articoli e video che pubblico su economia e moneta https://www.facebook.com/conditi.fabio/?fref=ts;
      – far pubblicare questi articoli anche in altri siti che si occupano di questi temi.
      Il sito Comedonchisciotte sta facendo già molto su questo tema, il resto dobbiamo farlo noi.

  • snypex

    Mi spiace dirlo … ma si continua a guardare il dito che indica la luna.
    Bisogna spostare l’attenzione su cio’ che la moneta rappresenta.
    E soprattutto bisogna capirlo da soli, altrimenti e’ inutile.
    E per capirlo bisogna mettersi nei panni di chi emette moneta.
    Bisogna pensare in modo diverso.
    Non devi ragionare come ragiona il 99.99999999% della piramide, ma come pensa lo 0.0000000001% di essa.
    La miopia e’ una brutta bestia.

    • Se vogliamo aumentare la consapevolezza delle persone, dobbiamo aiutarle a vedere la piramide del debito dal loro punto di vista, quello del 99,9% della popolazione.
      L’altro punto di vista non riescono neanche ad immaginarlo, tanto è lontano dalla loro vita.

      • snypex

        Blondet nel suo ultimo articolo sulla BCE esprime molte volte il focus di cui io parlo, ma anche lui (nonostante da tanti anni ne apprezzi la cultura e la chiarezza dei suoi testi) non percepisce quale e’ la cosa che rende la bce enormemente potente. Io sono vecchio e so quanto e’ difficile cambiare il proprio pensiero consolidato, ma per vedere la realta’ vera bisogna dismettere le vecchie idee ed elaborarne di nuove sulla base di questa realta’ che esiste da quando esiste l’homo sapiens.
        Quando due preistorici si stringono la mano si sono scambiati qualcosa, cosa? La risposta e’ cio’ che la moneta vuole controllare con l’usura che l’esperto chiama signoraggio.

        • Mi interessano gli argomenti di cui parli, moneta, usura e signoraggio, sono alla base della comprensione del funzionamento dell’attuale sistema monetario, ma dovresti spiegare meglio ciò che pensi.
          Qual’è il focus di cui parli? E qual’è la cosa che secondo te rende la BCE enormemente potente? Se provi ad esprimere questi concetti possiamo approfondirli, altrimenti è un dialogo sterile.
          Se immagino due preistorici che si stringono la mano, l’unica cosa che si possono essere scambiati è una promessa ? Che poi in fondo è ciò che sta alla base della moneta.

          • snypex

            Circa 15 anni fa vidi un cartoon italiano basato sul romanzo omonimo di un tedesco “Momo, alla conquista del tempo”.
            All’epoca non capii la stranezza della storia ma qualche tempo dopo quando iniziai ad occuparmi della usura di cui parliamo, ne compresi appieno il senso.
            Ecco non parla di moneta ma di cio’ che io vorrei si parlasse.
            Chiunque avesse la certezza di essere derubato indebitamente si rivolterebbe contro.
            Ma chi vuoi che si rivolti se ognuno crede di essere proprietario della moneta che ha in tasca, che tu sai benissimo che non gli appartiene.
            Ecco perche’ alla popolazione non interessa granche’ delle questioni monetarie, semplicemente perche’ alla fine nessuno si sente derubato.
            Allora bisogna mettere in chiaro qual’e’ la cosa di cui siamo derubati dalla nascita alla morte senza averne consapevolezza e non e’ certamente la moneta.
            E’ una mia deformazione professionale non dare risposte gratuite, cerco di indurre riflessione nell’interlocutore. Se ti dessi qui la risposta esatta, il tuo cervello la spazzerebbe via in attimo.

            Un indizio: a seconda del lato da cui la si osserva ha un nome diverso e la moneta e’ solo il medium che permette di controllarla ed esercitare il potere di cui ci stiamo occupando.

          • Invece le persone si sentono derubate quando capiscono che lavorano e fanno sacrifici per avere in cambio una moneta che può essere creata dal nulla e che produce solo debito.
            Per il resto seguito a ripeterti che se non argomenti le tue idee la discussione diventa sterile. Grazie comunque.

  • Giuseppe Dezio

    tutto bello e interessante, per l’ennesima volta – ma cosa voglia dire moneta del popolo, moneta dello stato non lo spiega mai nessuno – scrivete articoli semplici invece di parlare dei Rothschild & Co, che nessuno ha visto mai e mai vedrà; cosa significa nella vita di tutti i giorni moneta dello stato??? che siamo tutti pagati dallo stato per il nostro lavoro? anche l’imprenditore riceverà lo stipendio statale? che non esisteranno più le banche e il mutuo per la casa me lo darà lo stato? che ci fa lo stato con la moneta che emette? si limita a fare opere pubbliche, diventa imprenditore, gioca in borsa? per carità, siate compassionevoli: fate esempi comprensibili dal vostro tanto amato popolo –

    • Hai ragione che dobbiamo anche parlare di come saranno impiegati i soldi creati dallo Stato utilizzando la propria sovranità monetaria, ma è il secondo passo.
      Il primo è rendersi conto che un sistema basato esclusivamente su una moneta a debito è la causa principale di una distribuzione diseguale della ricchezza, per cui pochissime persone si arricchiscono sempre di più a scapito di tutti gli altri.
      Su come usare questi soldi c’è solo l’imbarazzo della scelta:
      – gli investimenti produttivi in settori strategici, energie rinnovabili e ciclo dei rifiuti;
      – investimenti nella cultura, nella ricerca e nell’innovazione;
      – la riqualificazione energetica e sismica degli edifici, ricostruzione post-sisma;
      – la valorizzazione del nostro patrimonio artistico ed ambientale;
      – la manutenzione e sistemazione idrogeologica del territorio;
      – rifacimento delle nostre reti idriche ed elettriche, per eliminare le dispersioni;
      – la prevenzione e la ricerca nella settore della sanità.
      Sono tutti esempi che oltre a produrre occupazione e PIL, produrrebbero anche un ritorno in termini di entrate fiscali o di risparmi che da soli giustificherebbero l’investimento iniziale.

  • raffaello nencioli

    La moneta non è solo debito è soprattutto riserva di valore e come tale è percepita dal 99% della popolazione. Prova a sottrarre banconote dalle tasche di chiunque e questi, se può, ti accoltella o ti spara. Ciò che tiene soggiogata la massa al sistema della moneta/debito è proprio questa paura di perdere la propria riserva di valore, il proprio capitale, i propri risparmi. Questa paura rende difficile anche il cambio moneta, es. Euro vs Lira, per il timore di un consistente deprezzamento, nonostante tutte le rassicurazioni che può fornire lo Stato. Questo etat d’esprit delle masse, costruito in secoli di inganni, è legato al concetto e al senso di proprietà del denaro, inizialmente costituito dai metalli preziosi e oggi dalle banconote. Oggi il denaro è prevalentemente bancario, costituito da depositi bancari, del tutto virtuale, in quanto la proprietà di quel denaro non è più dei depositanti, ma delle banche, come recita l’art.1834 del codice civile, che è la base legale del cosiddetto bail-in. Pertanto non serve molto far leva sul concetto di moneta/debito che per le masse rimarrà un concetto astratto, che non le riguarda, più efficace credo sia far leva sulla perdita di “proprietà” del denaro che questo sistema impone alla gente comune (per l’1% ci sono i paradisi fiscali e le banche off-shore). Un bel referendum per l’abrogazione dell’art.1834 sarebbe un’ottima occasione per far sapere al popolo come stanno le cose.

    • E’ da sempre il nostro argomento principale, quello dell’art.1834 del c.c., ma da solo non basta a smuovere le coscienze. Se non riusciamo a far capire la differenza tra la moneta a debito e la moneta sovrana, non andiamo da nessuna parte.
      E’ la moneta a debito la causa di tutti i problemi,ed è legata indubbiamente all’art.1834 che ne permette lo creazione.
      https://www.youtube.com/watch?v=2JyHP1rL_yQ

      • raffaello nencioli

        La proposta di un referendum sull’art. 1834, potrebbe essere un mezzo efficace per diffondere su scala nazionale e mainstream i concetti di moneta sovrana vs moneta/debito e contemporaneamente condurre una battaglia politica (magari del M5*) per la riforma della legge bancaria con l’introduzione di una sorta di Glass/Steagall e quel che ne segue. A margine di questa battaglia, inoltre è necessario contrastare duramente la tendenza di Banche e Governo all’abolizione del contante, che insieme alla direttiva Bolkenstein dell’UE, rappresenta l’estremo tentativo di strangolare l’ultimo residuale margine di autonomia e libertà dei cittadini. Non sono un esperto, ma ho l’impressione che la tendenza dell’1%, che dirige l’orchestra, si muova, per tentativi, verso soluzioni alternative al sistema della moneta debito, giunto ormai sull’orlo del collasso, a causa della sua espansione, che non può essere infinita. Il denaro ormai si sta trasformando in una app sul telefonino e sarà gestito né più, né meno come una merce, come i prodotti che si comprano su Amazon, o i servizi su Uber perciò attenti ai BTC i BCC e quant’altro.

  • Primadellesabbie

    “…Se i passeggeri di una nave naufragano su un’isola deserta…..quel che conta sarà solo la capacità di ognuno di creare beni e servizi sull’isola.”

    Daccapo???

    Già dato, ing.Fabio, già dato.

    • Repetita iuvant, soprattutto per i duri di comprendonio.

      • DesEsseintes

        Ho capito amico mio ma la roba di 200 anni fa ha fatto il suo tempo, che dici?
        198, per la precisione.

    • DesEsseintes

      Ihihih…è che Venerdí era duro di comprendonio e comincia a capire adesso…solo che per quel sistema gli servirebbe un altro Venerdí…ma Venerdí è lui…e altri 200 anni per capirlo…

      • Primadellesabbie

        Coscienti o meno ci ritroviamo in una cultura costituita da luoghi comuni largamente condivisi, utilizzabili ad incastro, a spina di pesce, a scaletta, a seconda delle necessità, delle convinzioni o delle ossessioni di ciascuno.

        Un mondo di succedanei. Ci inventiamo apposite e nuove categorie di diversi contro cui scagliarci pur di nascondere le infinite forme di diversità che ci caratterizzano e che abbiamo deciso di non riconoscere e rispettare

        Sbrogliarsi é un’impresa e, pare, … una colpa.

    • Nel divulgare questi concetti, non mi posso preoccupare solo di quelli che hanno già un certo livello di consapevolezza, il mio obiettivo è la maggior parte della popolazione che non si rende minimamente conto di come funziona il sistema.
      L’isola dei naufraghi è una storiella vecchia ma sempre utile per far capire a chi non ha la più pallida idea di che cosa sia la moneta, qual’è la differenza tra una moneta a debito ed una moneta di proprietà dei cittadini. Abbiamo fatto anche diversi spettacoli teatrali rappresentando questa scenetta, e devo dire che l’impatto sul pubblico è molto efficace, più di qualsiasi altro discorso tecnico o economico. https://www.youtube.com/watch?v=-NVAZFajwo4

      • DesEsseintes

        Il punto non è che non si rendano conto, è che non gli interessa cambiare ossia vedono il cambiamento solo come un miglioramento economico sociale personale (o della propria famiglia).
        Tu gli vai a raccontare Robinson Crusoe che è la parabola fondativa dell’utilitarismo del borghese piccolo imprenditore capitalista e ci si pone il dubbio di cosa se ne riuscirà a cavare.

        Bravi a parlare di moneta e di economia – che sono l’odierno latinorum con cui la classe dominante tiene in schiavitù i subalterni – però ho la netta impressione che non siate in grado, né forse ne abbiate l’intenzione, di diffondere una nuova ideologia alternativa alla competizione, all’efficientismo e all’individualismo.

        Temo che vi farete capire da molti ma che in pochissimi vi seguiranno politicamente.

        Immagino che consideriate queste delle questioni astratte o eccessivamente complicate quindi non insisto.
        Sarebbe opportuno però sottoporre a verifica il proprio progresso in termini di consenso popolare e eventualmente, se i risultati fossero inferiori alle attese, rivedere la strategia e la filosofia di fondo.

        • L’isola dei naufraghi non ha niente a che vedere con Robinson Crusoe, e soprattutto ha ben altri contenuti.
          Noi parliamo di economia e di moneta, perchè questo è secondo noi il problema principale, e volutamente non ci occupiamo di ideologie, che tendono sempre a dividere le persone più che ad unirle.
          Come diceva Mosler nel film PIIGS, se in un recinto ci sono 100 cani e solo 95 ossi, il problema è che mancano 5 ossi, ed i cani dovranno per forza scannarsi tra loro per sopravvivere. Noi ci occupiamo di far capire che gli ossi devono essere più di 100 e devono essere distribuiti nell’interesse di tutti. E cerchiamo di spiegare che non è difficile farlo, visto che gli ossi si creano con un clic.
          Spieghiamo poi che se gli ossi vengono controllati solo da alcuni cani, il modello che si realizza è quello competitivo ed individualista.
          Per quanto riguarda l’essere seguiti da un punto di vista politico, abbiamo fatto passi in avanti notevoli, ma stiamo passando ad una fase molto più concreta ed operativa. Vedrete i prossimi sviluppi.

          • DesEsseintes

            L’importante è che le cose procedano.

          • DesEsseintes

            Per carità, se stiamo in questa situazione è proprio perché le ideologie e la religione sono in crisi.
            Se la si mette tutta sul “beni e servizi” temo che si risolva molto poco.

            MA PUÒ ESSERE CHE MI SBAGLI IO…quindi di buono c’è che vi impegnate nella divulgazione che è una cosa essenziale.

            Approfondirò il vostro sito e se farete qualche conferenza cercherò di assistere.

  • Denisio

    Articolo a mio modesto parere di grande saggezza e di grande visione olistica del sistema economico attuale. Olistica e coerente rispetto ai problemi di ogni ordine e grado che crea, dalle reiterate menzogne del sistema di dis-informazione, alla necessità di politicanti che anzichè rispettare i principi umanitari sanciti dalle carte costituzionali siano semplicemente degli esecutori tecnocratici di un'”agenda” che rimane totalmente sconosciuta a livello ufficiale ma intuibile e prevedibile a chi sa guardare e conoscere i veri meccanismi politico-economici. Si, c’è bisogno di una diffusampresa di coscienza per far crollare il castello di carte ma non c’è nemmeno da sottovalutare che ci sono fior di scienziati sociali all’opera che studiano i comportamenti umani ormai da almeno una settantina d’anni e certamente hanno pronte strategie repressive che vediamo realizzarsi sempre più. Certo, ritenere impossibile cambiare l’organizzazione sociale è il primo e il più diffuso errore a livello psicologico, avere le idee chiare e un metodo che preveda tappe e scopi raggiungibile per proseguire nello scopo di erosione e di modificazione del sistema è altresì fondamentale per non ripetere errori del passato e del presente dove i regimi socialisti vengono sistematicamente boicottati e perseguitati, se lo scopo deve essere quello di abolire questo assurdo sistema di controllo sociale, lo sforzo dovrà essere capito comprso e diffuso a livello globale, applicando in maniera sinergica delle strategie concrete e condivise che sappiano applicare le migliori teorie dell’arte della guerra nei confronti del sistema e dei suoi abituali e inestinguibili seguaci. Ci vuole un piano globale, se si applica solo in italia si finisce come Libia, Siria, Iraq, Ucraina, Venezuela, il che comunque sarebbe un primo passo che indubbiamente verrebbe usato per scatenare ulteriori disordini…

    Ad ogni modo non si può rimanere fermi, bisogna agire con molta coscienza e conoscenza, cosa che in italy manca.

    • Ci vuole una grande saggezza e una grande visione olistica del sistema economico attuale per cogliere l’essenza dell’articolo e riuscire a fornire anche ulteriori elementi di riflessione. Grazie.
      Concordo sul fatto che bisogna muoversi su un piano globale, perchè il movimento a cui facciamo riferimento è già presente in tutto il mondo ed è il International Movement for Monetary Reform IMMR.
      Ma senza la presa di coscienza della popolazione non si va da nessuna parte.
      Abbiamo contro tutti, dagli esperti economici, ai politici, agli scienziati sociali, fino ad arrivare alla singola persona che pur di non veder crollare il proprio castello di carte, cerca di convincere tutti dell’impossibilità di cambiarlo.
      Ma sempre più spesso incontriamo persone come te che condividono i nostri obiettivi e contribuiscono con le loro idee.

  • Adriano Pilotto

    Due cose che non riesco a comprendere.
    La prima: come fa l’un per cento a tenere soggiogato il rimanente novantanove per cento?

    Non riesco ad immaginare novantanove persone tra le quali non ce ne sia più d’una che ribalterebbe in un attimo questo situazione, magari facendo la pelle a quell’uno che accumula tutta la ricchezza. Perchè non succede? Se non succede, come in effetti non succede, non è forse perchè quell’uno è ben più d’uno? Che la questione sociale è ben più complicata di una banalità statistica?
    La seconda: “…Se i passeggeri di una nave naufragano su un’isola deserta…..quel
    che conta sarà solo la capacità di ognuno di creare beni e servizi
    sull’isola.”. E se sull’isola c’è solo sabbia e palme da cocco, mentre altri naufraghi sono finiti in un’isola vicina dove ci sono solo scogli e uccelli? Baratteranno o col tempo troveranno un sistema più razionale, la moneta? Chi sarà garante di questa moneta, se non una qualche forma di organizzazione che in nuce è lo Stato?
    Chi controlla lo stato, controlla la moneta e di riflesso l’economia.

    Infatti, la tanto citata affermazione di Mayer Anselm Rotschild “Datemi il potere di emettere e gestire la moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi”, ha come conditio sine qua non che lo Stato gli dia il potere.

    Le discussioni sulla moneta, a parte tecnicismi più o meno interessanti, sono sterili se non partono da questa domanda: chi ha il potere dello Stato? chi sostiene il potere dello Stato? chi è interessato al potere dello Stato, quali forze si contendono il potere dello Stato?
    In questo senso non ha senso lo slogan statistico dell’un per cento e del novantanove per cento.

    • L’uno percento è anche una percentuale troppo alta, perchè su una popolazione mondiale di 7,5 mld di persone, equivale a 75 milioni di persone, mentre invece probabilmente sono molti, ma molti meno.
      Per riuscire in questo intento, sono riusciti ad ottenere il potere di emettere e gestire la moneta delle nazioni, come affermava Mayer Anselm Rotschild.
      Ma soprattutto hanno convinto le persone che questo sistema è l’unico possibile.
      Avendo il monopolio della gestione di tutto il denaro che usiamo, ma soprattutto potendolo creare, hanno risorse illimitate per controllare la politica e quindi impedire che si cambi sistema.
      Sul potere dello Stato la nostra Costituzione dice la sovranità appartiene al popolo, ma se non viene utilizzata la sovranità monetaria, il potere risulta decisamente limitato se non assente.
      Sull’isola dei naufraghi, puoi guardare questo video per capire come va a finire https://www.youtube.com/watch?v=UBRGs9tEyGw

  • Mario Poillucci

    Sono due giorni che leggo e rileggo questo eccellente articolo del sig. Conditi e lo trovo veramente preciso nonchè impeccabile! Invero ho apprezzato moltissimo anche svariati commenti veramente all’altezza che, pur con razionali ed apprezzabili distinguo, convergono e confortano le argomentazioni del Conditi. Articolo efficace, commenti all’altezza! Non sempre facili da reperire ed apprezzare! Ciò premesso ed al fine di limitarsi a dotte disquisizioni circa il sesso angelico chiedo: quali azioni intraprendere? Quali misure da attivare? Cosa facciamo per cercare, almeno cercare, di risolvere il problema? Informare va benissimo (già stampato, fotocopiato e distribuito l’articolo al colto ed all’inclita et non solum), un referendum contro l’orripilante art. c.c. (se lascio una vettura al fine di venderla presso un concessionario il medesimo ne diventa ipso facto il proprietario???) va benissimo purtuttavia ocorrono azioni drastiche ed iniziative non delicate e per nulla educate e bolse! Non è più tempo di minuetti bensì di schioppi e nodosi randelli di stagionato ulivo! Felice sera a tutti!!!!!

    • L’articolo è il primo passo verso la consapevolezza, è fondamentale per far comprendere come è fatta la gabbia monetaria che ci circonda, incuneando però il dubbio che non sia così stabile come sembra. Il secondo passo è analizzare nel dettaglio i punti deboli della gabbia, e come si possono utilizzare per aprirla.
      Poi si parte con l’organizzazione e l’azione. Il nostro “nemico” ha armi potenti e non possiamo fare l’errore di andare allo scontro con archi e frecce. A meno di non aver trovato il suo “tallone d’Achille” … Grazie comunque per gli apprezzamenti e spero seguitiate ad aiutarci nella divulgazione e nell’attivazione del maggior numero di persone possibile. Spiegheremo anche nei prossimi articoli come sia possibile attivarsi per organizzare incontri nei propri territori, dove veniamo a parlare direttamente con le persone. Le rivoluzioni non si fanno su Internet, ci si deve incontrare di persona.

  • Tizio.8020

    Stiamo divagando.
    Il punto è uno, e solo quello.
    Siamo in guerra, la stiamo perdendo, e siamo invasi.
    I nostri governanti sono traditori e collusi con l’invasore.
    Le Leggi che vengono fatte servono solo ad indebitrarci e farci svendere aziende e beni essenziali.

    Non è possibile che un Comune alla fine di un anno abbia in cassa 904.000 €, ed invece di poterli spendere debba consegnarne oltre 600.000 allo Stato.
    Non è posibile che lo stesso Comune sia impossibilitato a costruire , usando sui fondi depositati, un Ospedale, ma per Legge sia costretto a farlo costruire da un privato, che poi lo cede in affitto, tenendosi un 7% di remunerazione del capitale e percependo pure l’affitto dal Comune medesimo.
    IL Comune, usando denaro suo, avrebbe l’ospedale a costo zero!
    Semplicemente non è possibile.
    Lo Stato, se ha bisogno di denaro, che lo stampi.
    Queste Leggi sono incostituzionali, e NON devono essere applicate.
    Tutto il resto è un di più.

    • Tutto giusto, ma ricordati che i nostri Governanti li eleggiamo noi, e quando lo facciamo dobbiamo analizzarli da un unico punto di vista : sono a favore dell’1% della popolazione, cioè banche e mercati finanziari, o a favore del 99%, cioè dei cittadini e delle aziende. Moneta creata dalle banche o moneta creata dallo Stato?
      Non sarà facile riconoscere chi sta da una parte e chi dall’altra, ma dobbiamo riuscirci, in questo cercheremo di dare una mano.

      • Tizio.8020

        Sarebbe vero “se” ce li facessero eleggere.
        Questo è il quarto Governo di NON eletti, e se consideriamo che da un pezzo si vota per la lista e non per il candidato, allora sono molti anni che non eleggiamo nessuno.
        Io sono rimasto basito leggendo la lista di CHI ha votato per “porcherie” innominabili come “MES” e “Fiscal Compact”.
        Praticamente, tolti pochi personaggi (e al Lega), un plebiscito a favore.
        Ma questa gente non legge, non si informa, non ha figli?
        Come puoi accettare un Trattato che ti impone di “accantonare” miliardi versandoli in un fondo che li utilizza per acquistare titoli Tedeschi, e che poi, “se hai bisogno” , ti presta dei soldi pagando un interesse!
        Ti ripresta i TUOI soldi, e ci paghi pur egli interessi.
        Assurdo.

        Ho provato a divulgare le vostre idee sui “SIRE”, ed in effetti l’idea piace.
        Però tutti pongono la stessa domanda.
        “Se è possibile farlo, perchè non lo sta già facendo il Governo?”.
        Ecco, qui non so più cosa rispondere…

        • Hai ragione, ma prima o poi dovranno farci votare, e più passa il tempo e più ho la sensazione che non riusciranno a prendere i voti sufficienti a Governare ancora, l’ultima possibilità che gli rimane è una ammucchiata gigantesca, ma non sarà facile.
          Noi da tempo riteniamo che alla fine si potranno individuare due schieramenti, uno a favore di banche e mercati finanziari, mentre l’altro a favore dei cittadini e delle aziende.
          Dovremo solo stare attenti a chi cercherà di “camuffarsi” da agnello pur essendo ancora un “lupo” …

  • Gustavo Massoni

    Quello che temono sono cittadini singoli disperati e non controllabili al 100%. O ci sterminano tutti (e chi produce poi?) o ci VACCIPPANO. Comunque siamo sempre tanti…

    • La consapevolezza di essere tanti è una delle cose più difficili da far capire, ma se ce ne rendiamo conto, tutto diventa possibile. Diceva Margaret Maed : “Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini consapevoli e risoluti possa cambiare il mondo. In realtà sono stati sempre e solo loro a cambiarlo”.

  • a-zero

    Due osservazioni. Una interna al tema dell’articolo. Una totalmente “fuori” dall’oggetto dell’articolo.

    1 – L’analisi di Conditi si sintetizza e schematizza nel concetto logico-visuale della piramide. Sono d’accordo, ma parzialmente.

    La sua piramide è in definitiva una piramide di funzioni sociali, quindi una “gerarchia sociale”. Il vertice testimonia l’esistenza di un monopolio. Il monopolio può esistere solo facendo base su una forza fisica (polizia, militari e mafie) e una ideologica.

    [Il famigerato psico-binomio “legalità/illegalità”, la “legalità” è un concetto pratico del dominio che serve a usurpare quello di giustizia; e qui approfitto per denunciare l’ultimo delirio di Paolo Barnard con la sua pericolosissima e falsa tesi della legalità che in verità è sempre a favore della continuazione del dominio].

    Comunque sia, la gerarchia funzionale denunciata da Conditi è solo parziale. A me sembra che Conditi nasconde (o proprio ingora?) dentro la categoria unica e indistinta di “CITTADINI” (altro psico-pilastro ideologico del dominio che origina dalla polis) tutta la variegata gradazione gerarchica delle classi sociali.

    Certo che il numerario si può ascrivere ai due termini: tasse/interessi cioè la bicefalia Stato/Capitale del dominio. Ma anche qui manca il concetto di PROFITTO. Non ci sono i profitti nel numerario di Conditi. La piramide di Conditi è vera ed esplicativa, ma è parziale: non riflette la gerarchia sociale sottostante la sua piramide funzionale.

    Ovvero la base sociale sopporta tutti gli oneri dell’estrazione di valore che si traduce per gli spossessati e gli sfruttati primari in un numerario fatto non di “Moneta” ma di termini biologici ed esistenziali crudi.

    2 – L’osservazione critica dall’esterno delle teorie monetarie è che, comunque sia, per quanto oggi vediamo la moneta come strumento principale dei rapporti sociali ed esistenziali degli individui, bisognerebbe ricominciare a circoscrivere e ridelimitare l’importanza dei concetti di “valore monetario”, “mercificazione” e “monetizzabile” e via discorrendo.

    Gli esseri umani non sono fatti di moneta e, originariamente, non erano monetizzati. L’esperienza umana, sia individuale che sociale, sarebbe fatta anche di spazi, tempi e relazioni avulsi dai concetti di moneta e di scambio merce equivaleente. Anche se questi ultimi, assieme all’accumulazione, sono divenuti l’essenza degli esseri umani (con animali e resto del mondo) oggettivati (mercificati) al valore stabilito dal monopolio del dominio.

    Ad esempio riporto questi concetti: “… Una parte considerevole di tutti i prodotti e servizi è esclusivamente in funzione della moltiplicazione del denaro, ci costringe a tormenti non necessari, spreca il nostro tempo e minaccia le basi fondamentali della vita. Certe tecnologie possono essere considerate solo come apocalittiche. Il denaro è il feticcio di noi tutti. Non esiste nessuno che non voglia averne. Così è, anche se non lo abbiamo mai deciso noi. Il denaro è un imperativo sociale, non è uno strumento manipolabile. In quanto potenza che ci costringe costantemente a calcolare, spendere, risparmiare, indebitarci o fare credito, il denaro ci umilia e ci domina ora dopo ora. Il denaro è una sostanza nociva senza pari. La coazione a comprare e vendere ostacola ogni liberazione ed ogni autonomia. Il denaro fa di noi dei concorrenti, ovvero dei nemici. Il denaro divora la vita …”

    Questo per dire che la critica al monopolio monetario secondo me non dovrebbe essere considerata come “la critica totale”, “la chiave di volta”, ma solo parziale e subordinata anche al tentativo più ampio di ridimensionare lo strumento monetario nell’esperienza umana nell’ambito di un più generale ridimensionamento dei meccanismi sociali di valorizzazione/mercificazione.

    • Commento interessante anche se molto “ampio”, difficile da trattare in una sede così ristretta, ma voglio provare comunque a rispondere alle tue osservazioni.
      Premetto però che lo scopo del mio articolo era quello di dare una visione d’insieme che evidenziasse solo gli aspetti più importanti, e per far questo è necessario procedere ad una semplificazione della complessità del sistema.
      1 – Mi sono posto il problema se procedere ad una ulteriore suddivisione all’interno del primo strato, tra le diverse classi di cittadini (pensa solo a quanti si avvantaggiano in parte di questo funzionamento perchè vicini alla testa della piramide) e le diverse tipologie di imprese (ci sono imprese che ormai sono diventate banche e viceversa!), ma perdiamo di vista il funzionamento complessivo del sistema e quindi ho preferito semplificare.
      A quel punto anche il profitto, che è l’elemento distintivo di alcune classi sociali, può essere trascurato, salvo quando riguarda le multinazionali, che diventano tali perchè strettamente collegate ai settori finanziari, come ho evidenziato.
      Quindi la piramide non riflette la gerarchia sociale sottostante perchè vuole far capire che anche le classi sociali meno interessate da questa “estrazione” di risorse, prima o poi lo saranno.
      2 – La moneta dovrebbe essere solo uno strumento per effettuare gli scambi, mentre oggi è diventato per molti di noi il fine stesso della nostra attività. Accumulare denaro oltre le nostre necessità è diventato per molti un imperativo, per acquistare beni sempre più costosi, perdendo di vista quali sono le cose che realmente ci rendono felici. Ma qui entriamo in un altro campo, più personale, nel quale dovremmo chiederci, come sosteneva Giorgio Ruffolo, se è l’economia al servizio dell’uomo o è l’uomo al servizio dell’economia. Cioè se la moneta, da strumento per effettuare gli scambi di beni e servizi, non sia diventato strumento per il controllo e la dominazione dei popoli. Come in realtà ho evidenziato.
      In questo mio altro articolo trovi alcuni spunti su questo punto.
      https://comedonchisciotte.org/a-cosa-serve-leconomia/

      • Primadellesabbie

        Mi chiedo da tempo se non esista la possibilità di isolare fisicamente il mondo imprenditoriale-finanziario dalla realtà sociale.

        L’influenza che esso esercita sui singoli e sul piano sociale non é contenibile, e la perversione é, oramai da tempo, totale e planetaria.

        Pretendere che i singoli maturino la propria coscienza al punto da rendersi impermeabili alle conseguenze di quest’atmosfera che ci circonda non é realistico, privare l’imprenditorialità dell’avida aggressività, insofferente di ogni regola o esigenza civile, che la rende viva ed efficiente, é impensabile.

        Facciamone un sacerdozio e/o confiniamola in qualche australia dove possa esprimere liberamente il meglio di sé, e dove possano confluire tutti gli interessati!

        • Grandepuffo

          mandiamoli tutti su marte insieme ad elon musk

        • a-zero

          ” ci assedia non é realistico, privare l’imprenditorialità dell’avida
          aggressività, insofferente di ogni regola o esigenza civile, che la
          rende viva ed efficiente, é impensabile”.

          Si è irrealistico. Perciò mi chiedo che se a un certo punto gruppi di persone rimettono in discussione ad esempio il sistema morale della proprietà e dell’uso in conflitto con la “legalità” perchè poi tutti a chiamare pronto polizia non pagano l’affitto ecc… ec…

      • a-zero

        Ti ringrazio della risposta.

        Il mio scopo è ampliare al fine di ridimensionare l’importanza della questione. Non che quello che fai non è importante. Ma qui intervengo dialetticamente, altrimenti dovrei fare il fanatico purista e mandarti a quel paese per il fatto che in verità a me piacerebbe saltare (superamento) a piè pari in un altro mondo.

        Visto che tu vuoi portare avanti questa tua prospettiva, all’interno di questo mondo, mi piacerebbe che tu non ti investissi (come altri in passato sulla questione monetaria ed euro) di un ruolo di importanza primaria nel dire “aggiustiamo la moneta” e quindi “il sistema” e il resto è relativo.

        Quindi: se si può fare uno studio di “discrimine” classista e vedere quali sono i rigagnoli di estrazione capillare di valore dalle classi inferiori per me sarebbe uno strumento interessante in prospettiva di coscenza delle classi inferiori. Però non so se ti conviene a livello politico tuo, se poi andando in troppo questa direzione ti ritrovi emarginato da chi oggi ti da una mano tecnica negli studi e nella divulgazione.

        Quanto al mio punto 2 l’ho messo per ribadire certe priorità umane rispetto al sistema umano odierno (che mi piacerebbe superare a piè pari e non aggiustare dialetticamente) e relativizzare qualunque sistema compreso quello che proponete. Ma del mio punto 2 non te ne dare pena nè attenzione, era diretto più al resto del pubblico che a te.

        • Faccio sempre l’esempio di dover cacciare gli invasori nazisti, quello è l’obiettivo prioritario e per raggiungerlo è necessario che tutti si concentrino su di esso, senza stare a guardare alle differenze ideologiche che sicuramente c’erano tra i diversi gruppi di partigiani. Cacciati gli invasori, ci si mette intorno ad un tavole e ci si divide su come vogliamo strutturare la società.
          Nel nostro caso andare ad analizzare le differenze di classe dell’ultimo strato, non solo non serve ma divide quel 99% e finiremmo, come in realtà è sempre avvenuto, a farci la guerra tra di noi senza preoccuparci del nemico comune.
          In questo senso credo che la riforma monetaria sia prioritaria, perchè se vogliamo realizzarla è necessario che mettiamo tutti da parte le differenze che esistono tra noi su come vorremmo riformare tutta la società.
          C’è un bellissimo esempio che fa Mosler nel film PIIGS, quando dice che oggi l’economia è un recinto con 100 cani e 95 ossi, dove 5 cani rimarranno senza osso. Quello che si fa normalmente è prendere i 5 cani senza osso ed insegnargli ad essere più forti per riuscire a prendere anche loro un osso (aumento di coscienza delle classi inferiori).
          Nessuno si preoccupa del problema che c’è a monte, c’è qualcuno che decide che gli debbano essere scarsi per far lottare i cani tra di loro, nonostante che gli ossi si possono creare dal nulla.
          Quello che noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare è convincere tutti i cani che avremmo molti meno problemi se gli ossi distribuiti fossero più di cento, anche se poi dovremmo decidere chi li crea, come li distribuisce e dove, preoccupandoci di eliminare la conflittualità tra i diversi cani (le classi sociali).

          • a-zero

            Ok Fabio, chiudo qui per non prenderti altro tempo.

            Io la penso proprio al contrario. Non credo più da tempo ai fronti comuni e, anche alla luce dei disastri del novecento (vedi fallita rivoluzione spagnola), credo siano deleteri alla causa di emancipazione sociale.

            Fate pure. Semi buoni nel vostro lavoro ce ne sono. Ma il fine è opposto la mio. perciò siamo contro.

            Ciao.

            Il giorno 5 agosto 2017 09:00, Disqus ha scritto:

    • DesEsseintes

      Infatti l’analisi e le proposte di Fabio sono del tutto impolitiche.
      Per questo dico che la gente quando va alle sue conferenze sarà interessatissime e condividerà le sue idee ma al momento di partecipare attivamente si tirerà indietro.
      Non tanto per ignavia quanto perché manca un autentico ideale ossia una ideologia.
      Ga io dice che le ideologie sono divisive per cui a mio avviso, temo, il seguito e il consenso non si trasformeranno in impegno.

      Per di più anzhe Azero parla solo di concetti ma in quanto a prassi non dice chi dovrebbe mettere in atto il ridimensionamento dei meccanismi di valorizzazione/mercificazione, se deve essere un processo calato dall’alto a causa della scarsa competenza della “base sociale”, se la contrario può funzionare solo se autorpodotto a partire dal basso tramite la presa di coscienza della propria spggettività politica da parte delle masse, soprattutto non si parla del perché questa ideologia mercificante del dominio risulti cosí cogente e fino adesso incontrastabile.

      A mil avviso non si considera un momento chiave: la consapevolezza, quella che una volta si chiamava coscienza di classe e che oggi andrebbe ridenominata secondo i tempi, non si raggiunge tramite la “comprensione” di concetti.
      Questo è l’errore di Fabio quando dice che il problema è che la gente “non ha capito” il meccanismo della moneta.
      Al contrario la comprensione dei concetti è possibile solo ed esclusivamente quando si sia raggiunta una consapevolezza di gruppo ossia quando in base a fattori puramente pre razionali si crede “in” e si condivide “un” senso di appartenenza vissuto come irrinunciabile e fondativo di qualsiasi realtà ossia secondo il quale si pensa il reale e si stabilisce la bontà e validità dei fini.

      Prima quello e solo dopo la comprensione.
      Per questo occorrono degli ideali e una ideologia.

      Er questo anche se personalmente non lo approvo ritengo che il patriottismo e i particolarismi identitari oggi debbano essere tenuti nella massima considerazione in quanto attualmente sono gli unici fattori di appartenenza veicolabili alla “base sociale”.
      Quando si formerà una reale appartenenza conflittuale con il potere potrà finalmente avvenire la comprensione dei comcetti e da quel momento anche gli ideali fondativi si potranno evolvere in un senso meno semplificato.

      • Scusa DesEsseintes se mi intrometto nella tua risposta a “a-zero”, ma mi interessa approfondire il rapporto che c’è tra consapevolezza ed ideologia.
        Supponiamo che un gruppo di individui, come sostieni tu, abbia raggiunto un “sentimento” di gruppo ed in base a fattori puramente pre-razionali, crede “in” e condivide “un” senso di appartenenza vissuto come irrinunciabile e “fondativo”, cioè secondo il quale si pensa il reale e si stabilisce la bontà e validità dei fini.
        Supponiamo però che questo gruppo così formato non abbia però consapevolezza del problema monetario, altrimenti avremmo risolto i problema: come vieni percepito nel momento in cui provi a spiegarlo ?
        Vieni percepito come un eretico, se appartieni al gruppo e/o hai la stessa ideologia, oppure come un nemico, se appartieni ad un altro gruppo e/o hai un’altra ideologia. In ambedue i casi vieni rigettato e non ti ascoltano.
        Abbiamo allora provato a spogliarci dell’appartenenza a qualsiasi gruppo e/o ideologia, cercando di elaborare analisi e proposte il più possibile a-politiche : sempre più persone ci apprezzano e ci seguono, anche appartenenti a schieramenti diversi.
        Noi non cerchiamo nè seguito, nè consenso.
        Noi vogliamo attivare il pensiero critico, immaginare scenari nuovi, stimolare la partecipazione e la condivisione delle idee.
        Sperando che un gruppo di persone già formato, decida di inserire queste idee all’interno dei propri obiettivi.
        Per questo proponiamo soluzioni concrete e realizzabili, che sembrano inizialmente assurde, ma che lentamente diventano sempre più possibili.
        Diceva Arthur Charles Clarke : “Le nuove idee passano attraverso tre fasi: Non può essere fatto. Probabilmente si può fare, ma non ne vale la pena. Ho sempre detto che si trattava di una buona idea!”

        • DesEsseintes

          Il mio commento era rivolto anche a te.

          Scrivi:

          “come vieni percepito nel momento in cui provi a spiegarlo ?

          Vieni percepito come un eretico, se appartieni al gruppo e/o hai la stessa ideologia, oppure come un nemico, se appartieni ad un altro gruppo e/o hai un’altra ideologia. In ambedue i casi vieni rigettato e non ti ascoltano.”

          Sono convinto del contrario.

          Vieni percepito come un eretico solo se quel senso di appartenenza si fonda sulla subalternità a un gruppo dominante, esattamente come è adesso per i “cittadini comuni” che sono ridotti a una massa di monadi senza finestre rispetto all’ordine materiale e ideologico imposto dal potere.

          La prova è che il potere riesce a veicolare con grande successo una ideologia che va “contro” gli interessi delle persone, il che apparentemente è assurdo secondo qualsiasi definizione razionale e concettuale di “interesse economico individuale” eppure funziona benissimo proprio perché l’attivazione di quell’interesse non è né razionale nè concettuale (come per la verità dovrebbe essere ovvio…).

          Perché?

          Perché l’adesione all’ordine costituito è “sentimentale”, è pre razionale (lo dimostra appunto il fatto che si credono cose che vanno contro il proprio interesse) e queste corde le capisce il potere ma non noi che ci fissiamo sulla assoluta necessità di una comprensione razionale che “sarebbe” indispensabile per prendere coscienza.

          Le cose procedono con una precedenza opposta tanto è vero che tutti si lamentano della irrazionalità delle masse senza rendersi conto che lì sta il motore primo dei fatti sociali e storici.

          Non si tratta di una seduzione menzognera ma dell’ineludibile momento propedeutico alla razionalità che altrimenti non riesce ad attivarsi se non in individui isolati quindi ininfluenti politicamente.

          Non ha senso dire che non volete seguito nè consenso. Senza di quelli non si conclude nulla.

          Otterrete l’approvazione e la stima di chi vi ascolta ma non riuscirete (a mio avviso, come è sottinteso a tutto il mio discorso) a generare quella spinta alla ribellione che porta all’impegno e alla partecipazione attiva.

          Quindi al fine di non apparire degli eretici, come scrivi, visto che ci si trova a esporre concetti che vanno contro l’adesione “sentimentale” all’ordine costituito – che è estremamente cogente per tutti – occorre che chi parla delle vostre idee sia una figura che sia in grado di incarnare una nuova appartenenza in opposizione a quella massificata in cui siamo costretti dal potere.

          Per questo avevo suggerito che sarebbe importante coinvolgere qualcuno come un Fusaro che ha un appeal già ampiamente riconosciuto (se non lui altri, spero non sia l’unico).

          Se qualcuno come Fusaro dice qualcosa che va contro il senso comune “obbligatorio” si è disposti a sentirlo proprio in nome della prospettiva di una diversa appartenenza.

          Anche se non è un economista una figura come la sua è in grado di legittimare le vostre “eresie” in quel lasso di tempo non brevissimo in cui la comprensione razionale ancora non riesce a diffondersi in maniera sufficientemente generale.

          Queste sono opinioni sulle quali si rischia di discutere all’infinito quindi penso che sarebbe utile prefiggersi un risultato quantificabile in termini consenso da raggiungere in un determinato lasso di tempo.

          Se dopo questo tempo ci si accorge che col vostro metodo il consenso raggiunto non è pienamente soddisfacente allora si prende in considerazione l’idea di cambiare la strategia.

          Ci sono molte cose da fare, non solamente affidarsi al personaggio famoso, ma avrà senso parlarne se il vostro gruppo riterrà opportuno trovare altre strade per il coinvolgimento attivo dei cittadini.

          • Quello che ho detto è il frutto di una esperienza diretta che ci ha convinto a cambiare strada e i risultati ottenuti ci stanno dando ragione, ma siamo sempre in continua evoluzione, soprattutto se troviamo strade migliori per raggiungere il nostro obiettivo.
            Nel frattempo se vuoi confrontarti per trovare un metodo migliore per il coinvolgimento attivo dei cittadini, siamo disponibili a qualsiasi contributo. Magari puoi contattarmi personalmente, come fanno altri, in modo da verificare la possibilità di collaborare concretamente.

          • DesEsseintes

            Avete già ottenuto dei grandi risultati.
            Spero che tornerai qui e avremo altri scambi.

      • a-zero

        “Per di più anche Azero parla solo di concetti ma in quanto a prassi non dice chi dovrebbe mettere in atto il ridimensionamento …”

        Ahò, e mica so’ Mandrake! 🙂

        Tu cogli e ci metti davanti al muso un punto importante. Però è importante ai fini di una trasformazione sociale per una altra società. Un nuovo sistema al posto di questo.

        Quindi dall’alto o dal basso? Vecchi dilemmi, classici dilemmi da vecchi compagni, direi.

        Io ci ho rinunciato alla società. In particolare ritengo assurdo concepire società di milioni di persone. Solo dall’alto lo puoi fare con ingegneria e gerarchia. Ma altro non è che l’esistente. Fate o facciano pure. Ne voglio stare fuori o contro.

        La mia risposta sarebbe dal basso. Ovvio.

        Mi sembra quasi il tuo come un discorso diciamo alla Sorel, correggimi se dico cazzate, sull’importanza del mito, della sua condivisione e della conseguente apparenenza (coscenza di classe).

        Io lo riconosco come vero. Ma anche qui, non voglio preparare un altare apposito per l’ennesimo mito e poi far rotolare le teste e officiare sacrifizi nel sangue.

        Una notazione spero utile, così come l’ho ritenuta per me.
        TEORIA vs IDEOLOGIA
        “Laddove la teoria è l’insieme organico delle idee possedute da un individuo, per ideologia si può intendere l’insieme di idee che possiedono un individuo.”

        Come persone sociali ci barcameniamo più o meno fra teoria ideologia. Infatti penso che i cani non possono essere ideologici, ma come umani sociali quasi non ne possiamo fare a meno. Però è bene averne ‘contezza’.

        Ti rispondo da apprendista mandrake:

        Un alternativa al mito è, per dirne una, l’ESEMPIO CONCRETO alternativo. Per esperienza ho visto che quando ho/abbiamo fatto qualcosa di concreto e alternativo al modo di fare esistente e che funzionava nessuno te lo poteva negare. Infatti arrivava puntuale la bastonata.

        Per quel che mi resta, Des Esseintes, mi assumo come prospettiva l’esempio pratico dal basso come nuclei/semi di autorganizzazione virale. Specialmente sul versante del sistema morale proprietario (proprietà e uso)

        Condivido le analisi antropologico storiche per cui i cambiamenti epocali siano partiti da nuclei/eventi che sono continuati e hanno influenzato a-posteriori i sistemi in disfacimento e a-priori la formazione dei nuovi.

        Le tue scorciatoie autoritarie, dimmi se sbaglio ad interpretarti, mi fanno paura.

        IMPOLITICITA’. Non sapevo che volesse dire e ho visto alla treccani e grossomodo sta per “… politicamente inefficace o inopportuno”

        Si Fabio si troverebbe nell’inconcludenza verso l’azione da parte dell’auditorio. Perciò non credi anche tu, des Esseintes, che:

        – potrebbe far leva sul discrimine classista ed esemplificare e rendere evidente il meccanismo di estrazione del valore dalle vite delle classi inferiori (condizione comune a tutte le classi inferiori di questo mondo)?

        – nell’andare in questo senso si darebbe la zappa sui piedi? Sarebbe in contrasto con gli interessi del nuovo sistema proposto da lui e i suoi sodali?

        • DesEsseintes

          Non ho parlato di scorciatoie autoritarie.

          Siamo in una crisi che ha colpito duramente sia i lavoratori che la classe media eppure non si sono visti nemmeno i barlumi della nascita di una nuova consapevolezza.

          A mio avviso il blocco è nell’aura di invincibilità della élite che convince automaticamente della inevitabilità del sistema così com’è (TINA) perché dipenderebbe dalla natura umana che è fatta così e non si può cambiare.

          Allora se anche in nome di ideali grossolani come il nazionalismo o l’immigrazione la gente inizia a smuoversi potrebbe darsi che cominci davvero una lotta ed è solo nella lotta che si formano la vera consapevolezza e la coscienza di classe (non proprio di “classe” piuttosto “sfruttati contro sfruttatori” secondo una nuova visione per la quale il dominio sfruttamento non è più un dato di natura “oggettivo” quindi ineludibile).

          Poi per quanto riguarda:

          “potrebbe far leva sul discrimine classista ed esemplificare e rendere evidente il meccanismo di estrazione del valore dalle vite delle classi inferiori (condizione comune a tutte le classi inferiori di questo mondo)?

          La penso in maniera opposta ed è la stessa cosa che stavo dicendo a Fabio a proposito della sua attività su Moneta Positiva.

          La gente non si muove non perché non ha capito ma perché non ha un senso di appartenenza ossia l’unico orizzonte di senso entro il quale è possibile pensare il sacrificio indispensabile per decidersi a combattere e per considerare che esistono obiettivi superiori al proprio vantaggio personale (o del proprio piacere e di conseguenza mali peggiori del proprio svantaggio o del proprio dolore).

          Puoi spiegare quanto ti pare non caverai un ragno dal buco perché la gente anche se non in maneira “scientifica” sa già perfettamente tutto.

          Per ridere guarda qui che è esemplificato in maniera molto carina.

          E’ “La mazzetta” di Corbucci.

          C’è stato un torbido delitto a Napoli e un avvocaticchio insieme a un commissario milanese sono venuti a scoprire rischiando la pelle varie volte che sotto al crimine c’era una indegna rete di complicità a tutti i livelli per la quale un gruppetto di persone apparentemente per bene si appropriavano del denaro pubblico.

          Si ritrovano entrambi messi malissimo con l’avvocato semi disoccupato senza una lira e il commissario che viene trasferito.

          Ma all’ultimo salta fuori un documento che rivela con prove scritte tutto l’inghippo.

          Allora i due si ritrovano di fronte a un caffè e stabiliscono di divulgare a tutta la città la scandalosa verità…la gente deve sapere…e quando saprà si ribellerà…

          Guarda che succede (3 minuti)

          Anche a @FabioConditi

          https://youtu.be/6fhuUc0vgao

          • a-zero

            Ti ringrazio del tuo tempo e delle tue spiegazioni.

            – “Siamo in una crisi che …”

            Non credo al mito della “crisi”. Concordo con l’analisi per la quale si tratta delle continue e cicliche ristrutturazioni del sistema di dominio, sistema di sfruttamento. La ristrutturazione è un “progetto” di un soggetto (elitè sfruttatrici) su oggetti (uomini, animali, ambiente) mercificati. Fra questo oggetti mercificati ci sarebbero gli sfruttati che in natura sarebbero nati soggetti, ma vengono oggettivati, mercificati con il oror stesso pieno concorso.

            – “A mio avviso il blocco è nell’aura di invincibilità della élite che
            convince automaticamente della inevitabilità del sistema così com’è
            (TINA) perché dipenderebbe dalla natura umana che non si può cambiare.”

            Impeccabile spiegazione di uno dei cardini del meccanismo di oggettivazione il fatalismo e l’ineluttabilità. Ha che fare con la condizione che precede lo sfruttamento e che è la condizione base su cui poggia qualunque dominio sociale: lo spossessamento.

            Lo spossessamento materiale e culturale/cognitivo rade al suolo l’autonomia. Il popolo non reagisce perchè l’autonomia (il saper far da se e altrimenti) sta sotto zero. E lì che io credo si debba lavorare. Ooops … operare.

            – “Allora se anche in nome di ideali grossolani come il nazionalismo o l’immigrazione la gente inizia a smuoversi potrebbe darsi … ”

            Si, è vero. Potrebbe darsi. Ma io diffido profondamente di certi concetti mitologici di patria e nazione che già sono stati la base storica dell’attuale esistente che si pretenderebbe superare faceindo una piccola marcia indietro (in salita, aggiungo). Ne preferisco altri che esistono e sono esistiti e spero possano esistere ancora.
            ————————-
            Pensa che quel film lo vidi al cinema con mio padre da piccolo, si fumava in sala, mio padre russava e io mi ricordo solo la scena degli spaghetti al nero di polpo.

            Comunque non sottovalutare il popolo. A tratti può diventare una potenza liberatrice orrenda: incanalarlo in certi schemi e clichè ideologici o religiosi serve a sfruttarne la potenza come si farebbe con l’energia nucleare.
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            Posso cchiederti, DesEss, se ti va, di spiegarmi la differenza fra la coscenza di classe e la coscienza “sfruttati vs. sfruttatori”. Mi sarebbe di aiuto.

          • DesEsseintes

            La classe sociale è un criterio di divisione dei gruppi della società secondo il grado di contiguità di funzione e reddito nel sistema di produzione.
            In altre parole il gruppo si definisce secondo gli interessi materiali in comune degli individui.
            Come si è ampiamente dimostrato negli anni settanta e ottanta non è possibile pensare a una coscienza di classe “in sé” perché non appena un settore della classe lavoratrice (per esempio gli operai di alcune aziende che hanno acconsentito a delle concessioni contrattuali) ottiene dei vantaggi consistenti non li vorrà più perdere per nessun motivo e arriverà a pensarsi come “diverso” dal resto della classe lavoratrice a cui apparteneva.
            Gli operai FIAT, quelli di certe aziende di stato etc non erano più disposti a lottare insieme agli altri (delle altre aziende o i neo assunti) e men che meno con i precari che infatti, negli anni 90, sono diventati il capro espiatorio su cui si riversava la spinta riformista dei padroni che vessavano i giovani salvaguardando le prerogative dei vecchi che da parte loro rinunciavano agli scioperi.
            Piano piano i vecchi sono andati in pensione e sono restati solo i precari.

            La coscienza politica NON può essere di classe ossia non si può fondare solo sull’interesse economico in comune (intesa strictu sensu, poi nel discorso il termine si usa lo stesso).

            Inoltre il problema della visione di classe comunista è che le classi sono due mentre in realtà sono di più, per farla breve diciamo che sono tre:classe dominante, media borghesia e lavoratori (fissi e precari).

            La classe media è l’elemento che impedisce il coalizzarsi dei subalterni (qui non mi dilungo che è la questione è un po’ complessa ma abbastanza intuitiva).

            Oggi la classe media però è sotto attacco quindi occorre un nuovo criterio su cui fondare la coscienza della soggettività politica dei subalterni e a mio avviso deve essere un criterio “duale” e non a tre elementi.

            Sfruttati contro sfruttatori quindi non è solo relativo agli interessi economici ma è il rifiuto di una condizione esistenziale di subalternità che costituisce un vero e proprio ideale ossia non si fonda su presupposti banalmente economici che sono intrinsecaente contingenti dato che, come ho detto sopra, una volta che un gruppo all’interno della classe o alcuni individui realizzano una seppur modesta ascesa sociale e/o economica da quel momento si riterranno parte di un’altra classe ossia titolari per diritto di uno status più elevato.

          • Caro DesEsseintes (ma se ha voglia chiedo anche a a-zero di intervenire, hai espresso molto “interessante”, quello che stiamo cercando di fare, evitando di differenziare la popolazione in classi. Vediamo se ho capito ciò che intendi, scusandomi se abuso della vostra disponibilità, ma vorrei provare ad identificare gli sfruttatori e gli sfruttati.
            Per noi gli sfruttatori sono coloro che gestiscono e controllano il sistema monetario a debito, perchè non solo sottraggono risorse al sistema economico reale attraverso i prestiti, ma soprattutto perchè sono in grado di dettare l’agenda agli Stati ed ai politici, controllando finanziariamente multinazionali, organi di informazione, università e più in generale tutti i settori più importanti della nostra economia.
            Gli sfruttati sono più del 99% della popolazione, che pur nelle enormi differenze tra le varie classi, viene continuamente sfruttata senza che neanche se ne renda conto. Ognuno di noi percepisce di essere sfruttato da qualcuno che sta in una classe superiore, e sfrutta qualcuno che sta in una classe inferiore.
            Ma non abbiamo la percezione di essere tutti più o meno sfruttati da chi controlla il sistema nei suo strumento fondamentale, cioè il denaro.
            Siamo esseri come essere attaccati ad una macchina (ricordiamoci il film Matrix) che si nutre continuamente della nostra linfa vitale senza che ce ne rendiamo conto.
            Provate a rivedere il pezzo delle pillole rossa e blu, sostituendo mentalmente le parole “Matrix” pronunciate da Morpheus con “La Moneta”, l’effetto è dirompente.
            Il problema semmai è che le classi più elevate all’interno degli sfruttati, sono talmente vicine agli sfruttatori che la linea di demarcazione si sfuma e quasi diventa indistinguibile.
            Ma se vogliamo muovere la massa, dobbiamo far capire che siamo tutti più o meno sfruttati, e che il nemico è uno solo ed ha bisogno della nostra inconsapevolezza per proseguire a sfruttarci.

          • DesEsseintes

            Se non ho capito male, tu dici che sappiamo di essere sfruttati ma non ci ribelliamo perché non capiamo il meccanismo con cui ci opprimono che è la moneta (usata come dicono loro).
            A quel punto immagino che tu pensi che comprendendo il “trucco” della moneta la gente si ribellerà.
            Non ci credo nemmeno un po’.
            Pensa alle persone benestanti che lavorano nell’economia, nella finanza, gli studiosi di tutte le età etc: lo sanno già tutti eppure nessuno decide di opporsi quindi immagina se lo farà la gente comune che vive in una situazione di precarietà con mille timori di essere colpita senza potersi difendere.

            La realtà è che siamo sfruttati perché in misura diversa siamo complici in una rete di clientela o addirittura corruzione con la classe sociale immediatamente superiore con la contropartita di riuscire a conservare un po’ di benessere ovviamente a spese di altri delle classi inferiori che sfruttiamo e, ognuno al suo livello, cooptiamo a nostra volta.
            In cambio garantiamo il nostro disimpegno politico.

            Il vostro lavoro di divulgazione è essenziale ma non è sufficiente perché la gente decida che non può più accettare lo status quo e si metta in gioco col rischio di rimetterci.

            Occorre che si diffonda un nuovo ideale comunitario che nasca come radicale rifiuto del sistema vigente e non ne vedo nemmeno l’ombra.

            O parlano i filosofi astratti o gli uomini troppo concreti.
            Alla fine la gente non ascolta nessuno dei due e si rivolge a chi gli garantisce qualche vantaggio materiale anche minimo.

            Poi può essere che mi sbagli e, ripeto, il vostro lavoro è comunque molto utile.

          • a-zero

            Grazie.

            Strano, sembra che non te ne accorgi, ma tu stesso hai messo sul tavolo un movente molto più universale di quelli a cui ti rivolgi ultimamente come “patria”, “nazionalismo”, ecc … quando ci ricordi che:

            ” … Sfruttati contro sfruttatori quindi non è solo relativo agli interessi
            economici ma è il rifiuto di una condizione esistenziale di subalternità
            che costituisce un vero e proprio ideale ossia non si fonda su
            presupposti banalmente economici …”

            Mi sembrano di quelle vette di critica degli anni addietro da parte di coloro che si opposero al dominio con parole e fatti.

            Cioè tu, non so quanto te ne rendi conto, tiri fuori dalla tua tasca una perla di critica radicale.

            Dico così perchè io, come altri, non posso rimanere indifferente di fronte al “rifiuto di una condizione esistenzziale”. non è un fustino di detersivo che lo prendi, apri il coperchio, ne prendi una dose e lo rimetti nello scaffale. Non so se mi spiego … cioè è la mia vita … nel mio piccolo i miei “drammi” e conflitti sociali sono scaturiti da questo “rifiuto”. E sono cose che si pagano. Chi più chi meno.

            Perciò mi fa strano di come riesci a derubricare, depotenziare l’energia sovversiva di questo concetto tanto profondo quanto essenziale e universale degli esseri umani.

            Una specie di ingegneria nucleare con cui si vuole usare questa energia dentro i limiti della “patria” e della “nazione” e ridurci a un destino tanto tapino.

            E se vogliamo bruciare, perchè bruciare per così poco?

            Ha dunque ragione il popolo a non volersi far più scannare su questi vili altari.

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            E qui rispondo anche a Fabio: se la vostra impresa serve a distruggere un monopolio (quello monetario) ben venga, ma come apertura a nuovi modi di produzione che si sviluppino per maggiore autonomia, decentramento e e senza gerarchia sociale.

            Cioè una liberazione totale almeno nelle intenzioni. Ma dubito che questo possa essere nelle vostre mire. Per questo io non sarò dei vostri se non occasionalmente. per uesto ho voluto ricordare anche una critica alla moneta in quanto tale.

            Altrimenti ci si impoverisce e si va alla guerra per un piatto di lenticcchie.

            la storia degli ultimi duecento anni è pina di alleanze rivoluzionarie che preparano il terreno a nuovi sistemi di sfruttamento fino a quello odierno che critichiamo.
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