Home / Europa / Si Salvini chi può…
Salvini con la maglietta basta euro

Si Salvini chi può…

DI FRANCESCO MAZZUOLI

comedonchisciotte.org

Diceva un saggio indiano che gli imbecilli hanno un unico grande merito: quello di farci sentire più intelligenti.

Ahimè, è una consolazione davvero misera, come quella di un vecchio signore che mangiava la merda col cucchiaino.

Oggi, dopo aver seguito le inconcludenti e scontate vicissitudini del governo giallo-verde, e assistito alle ultime uscite del “capitano” Salvini, riassaporo con un certo amarognolo piacere, il diluvio di insulti che accompagnarono la disamina che avevo proposto con Sovranismo all’italiana.

Assieme al succitato articolo, consiglierei ai detrattori Elezioni in un Paese occupato,  e, soprattutto,  questa ottima analisi, che spiega nel dettaglio perché l’Unione Europea non possa essere riformata, ma solo rifiutata.

Lo so, è uno sforzo intellettuale che molti non possono sostenere, ma potrebbe essere un modo di impiegare il tempo più utile del passare le giornate al bar attendendo il reddito di cittadinanza o l’estrazione di tagliandi perdenti delle lotterie.

Certo, l’ambivalente collezione di felpe e magliette camaleontiche, con la quale l’ex ragazzo di Pontida ha tentato di volta in volta di blandire l’interlocutore di turno, avrebbe dovuto mettere sull’avviso più di qualcuno, ma anche questo strumento di marketing, così grossolano ed elementare, non lo è evidentemente abbastanza per essere compreso dal suo elettorato.

Salvini con le sue felpe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così, Salvini può continuare indefesso la sua campagna elettorale permanente, che mira ad arrivare alle consultazioni europee assecondando un disegno americano che Steve Bannon ha dichiarato essere perseguito senza risparmio di uomini e mezzi. E “il capitano”, con le ultime uscite, si sta accreditando come leader europeo all’interno del nuovo quadro pensato dagli yankee per il continente. Lo sbandierato interesse per gli italiani è esibito per opportunistici fini elettoralistici, ma il tutto viene sapientemente avvolto con la cappa dell’ossessionante propaganda sui risultati che si sarebbero ottenuti nel contenimento dell’immigrazione, offuscando le già obnubilate facoltà di comprendonio di un popolo che si accontenta di promesse.

In Francia, ad una grande rivolta “colorata”, anch’essa plausibilemente eterodiretta dall’amministrazione americana, che vuole la caduta di Macron per spezzare l’asse franco-tedesco, la gente ha preso parte copiosa, come sovente accade in quel Paese, culturalmente memore di aver fatto una rivoluzione.

Qui da noi, invece, si attende il reddito di cittadinanza, come i primi cristiani attendevano il ritorno del Cristo risorto. Del resto, non c’è tempo per la rivoluzione, quando incalza il campionato di calcio, e i più valorosi hanno al massimo ghigliottinato la testa di un cetriolo ad un corso di cucina, sognando una gloriosa partecipazione ad un reality culinario.

Il balletto delle cifre sul deficit, chiusosi con uno striminzito 2,04, se non fosse la tragica prova di un Paese suddito, spogliato di qualsivoglia autonomia e dignità – e del marchiano tradimento del mandato elettorale – sarebbe materia di una nuova commedia: Ricomincio da Tria: 

RICOMINCIO DA TRIA LOCANDINA

Ma ci sono altri personaggi di questa eterna commedia dell’arte italiana, ennesima riedizione di Arlecchino servitore di due padroni.

La palma d’oro per la coerenza va all’unanimità al professor Alberto Bagnai, che ha costruito la sua fortuna argomentando che i problemi dell’Italia sono l’euro e la Germania, e oggi non solo sostiene, ma è organico ad un governo che ha deciso di restare nella moneta unica e vuole rafforzare i rapporti proprio con la Germania, che già storicamente ci hanno portato tanta fortuna (vista la centralità dell’idustria automobilistica tedesca, potremmo chiamarlo il semiasse Roma-Berlino).

Il neosenatore, dopo aver attaccato per anni coloro che ragionano per appartenenza, ci delizia con queste perle:

Dimenticando, tra l’altro, che dovere di un parlamentare è conservare indipendenza di giudizio, in modo da poter eseguire il mandato degli elettori nel malaugurato caso che la sua compagine politica lo disattenda.

Dopo reboanti dichiarazioni di voler sgominare il PUDE, partito unico dell’euro, il professore dovrà ora affrontare il temibile PRUDE, sigla che fa riferimento al deretano di chi lo ha votato.

Tuttavia, se le previsioni sull’imminente caduta dell’euro si sono mostrate fallaci, bisogna dare atto a Bagnai che una frase scritta sul suo blog: “In una colonia non esistono statisti”, si è rivelata profetica, visto che il governo di cui fa parte ne è una lampante dimostrazione.

Ma adesso occupiamoci dei fedeli.

Da dove proviene questa cieca fede nel governo giallo-verde? Dal nostro portato cattolico? Dalla tendenza ad affidarci al salvatore di turno? Dalle secolare e zelante opera della chiesa per tenerci nella beata ignoranza? Dal nostro ottimismo facilone e pressapochista che fece capire a Mussolini che il suo progetto di costruire gli italiani era un fallimento?

La psicologia sociale ci può venire incontro con la teoria della dissonanza cognitiva, introdotta da Leon Festinger nel 1957, che viene spesso citata, naturalmente da chi non la conosce.

Secondo tale teoria, quando pensieri, atteggiamenti, comportamenti di una persona non sono coerenti tra loro, si crea una spiacevole dissonanza, che si cerca di ridurre attraverso giustificazioni, che distorcono e spesso rifiutano l’evidenza. E più una persona si è impegnata, ha investito in una scelta, e più aumentano la dissonanza e la tendenza a respingere l’evidenza dissonante.

Nel 1997, ad esempio, 39 membri della setta dell Heaven’s Gate, si uccisero, per liberarsi del proprio “involucro terreno” e consentire all’astronave che -secondo loro- seguiva la cometa di Hale-Bopp, di portarli via verso paradisiache dimensioni ultramondane. Qualche settimana prima, alcuni di loro avevano restituito un costoso telescopio al negozio dove lo avevano acquistato, chiedendo indietro il denaro speso, perchè il telescopio era malfunzionante: “La cometa si vede benissimo, ma non si riesce a vedere l’astronave che la segue”.

Questo meccanismo mentale ha una funzione egoprotettiva, perché preserva ai nostri propri occhi una immagine positiva di noi stessi: è molto difficile, infatti, ammettere che una persona cui abbiamo profondamente creduto per anni, ci abbia preso in giro, perché, significa, in primo luogo, che siamo degli idioti patentati.

Tuttavia, prima o poi la realtà si manifesta con la forza di una valanga: credere, infatti, non costa nulla, ma la disillusione di paga molto cara. E cara la pagheranno Salvini e compagnia, anche perché i tempi per queste rivelazioni pro-europeistiche sono prematuri, le consultazioni europee sono lontane e l’armata Brancaleone arriverà stanca e con un consenso eroso.

Sbaglierò, ma ho la sensazione che Salvini e compagnia siano gli attori inconsapevoli di un copione che prevede, oltre alla nostra, anche la loro stessa  rovina.

Eh, sì, aveva ragione Louis Scutenaire, la morale della storia è: “Il peccato originale è la fede”; ma, soprattutto – come scriveva Flaiano- che: “Dietro ogni italiano, compresi me e voi, si nasconde un imbecille”.

Francesco Mazzuoli

www.comedonchisciotte.org

16.12.2018

Pubblicato da Francesco Mazzuoli

19 Commenti

  1. Mazzuoli come tutti gli intellettualoidi di estrema sinistra sono abilissimi ad infangare coloro che ideologicamente sono distanti da loro anni luce.
    Poi quando vai a stringere, dopo fiumi di parole spese per illustrare strampalate teorie geo-politiche sui massimi sistemi, si ritrova senza uno straccio di soluzione, confinato nel limbo di quelli che il tanto da lui vituperato Bagnai, definiva i “marxisti dell’Illinois” che, in ambito politico hanno sempre rappresentato il valore del due di coppe a briscola quando regna bastoni.
    A questo rancoroso cazzaro, chiedo ancora una volta di spiegarci se al posto di Salvini, Di Maio, Bagnai, Borghi, Barra Caracciolo, Foa avrebbe visto meglio gli uomini di Cottarelli o gli zombies europeisti del partito più vicino alle sua ideologia.

    Ma forse lui è un nostalgico che spera ancora di rivedere la rivoluzione, salvo poi tronfiamente disquisire che i gilet gialli sono un progetto americano (!).

  2. Mi sono fidato perché Salvini aveva parlato di squadra (non di compasso) e quindi ho immaginato che questa sarebbe stata composta da persone competenti e che avessero dei compiti ben precisi, dei traguardi e tappe da conseguire: almeno per quanto riguarda la parte che Salvini poteva scegliere e indicare ho sperato che fossero capaci e responsabili. E mi sono sbagliato. Tuttavia la cosa che mi ha dato e mi dà più fastidio è che ,da parte in questo caso proprio del governo, non ci sia qualcuno che tutti i giorni , e se necessario più volte al giorno, tenga una sorta di conferenza stampa, aggiorni su ciò che si è fatto: invece questo compito, che non è né deve essere un lavaggio del cervello, viene svolto dai media. Questo di tacere e non far sapere, non credo sia accettabile e ancor meno condivisibile. Concludo: i vari Soloni filo Leghisti , sono tutti spariti. Avrei preferito che parlassero, scusandosi di aver preso un abbaglio, e può succedere: dopotutto anch’io,come tanti , pmi e partite iva, avevo riposto fiducia in Silvio, salvo poi scoprire e verificare che per quelle categorie non ha fatto proprio niente .

  3. L’autore omette o dimentica di dire che anche i cinquini adesso stanno dando a bere agli idioti che l’Eu-robba va cambiata da dentro, rimangiandosi la loro stessa anima visto che hanno sbandierato per anni che con loro al potere si sarebbe fatto un referendum sull’uscita dall’euro.
    Per quanto mi riguarda la cialtronaggine della Lega era già allo scoperto nel momento in cui hanno contribuito a generare questo mostro demenziale dell’Eu-robba firmando i trattati e rifiutandosi di ammettere l’errore. Poi se qualcuno ha creduto che Bagnai e Borghi tirati fuori dal cappello in piena campagna elettorale servissero ad andare contro il lavoro decennale di un partito non sono problemi miei…
    Come al solito andare a votare significa buttarsi nel cesso ma per farlo prima devi aver buttato al cesso la tua indipendenza di pensiero il che è un po’ più imbarazzante da ammettere a causa anche della dissonanza cognitiva coltivata dal sistema stesso in lunghi decenni di peggioramento socio culturale, spacciato per progresso ed evoluzione, su questo do ragione all’autore.

  4. A proposito di dissonanza cognitiva, domani in Parlamento si voterà il Global Compact. Sappiatelo.

  5. Poveri sovranisti, traditi al suono del pifferaio felpato, increduli nel constatare che i loro eroi hanno voltato gabbana, Salvini va in Israele, si zerbina davanti al potere sionista e parla di riforma dell’UE, Bagnai giustifica la sua assoluta impotenza di fronte al presunto sovrapotere politico, dopo aver mazzolato con montagne di letame gli odiosi ortotteri, Borghi fa da sponda piegandosi ai diktat di Bruxelles, dopo aver scotennato gli ipocriti grillini… che cosa avremmo dovuto attenderci da Salvini, il politico più ‘vecchio’ della casta, che ha firmato tutti i trattati europei e tutte le leggi ad personas? Che cosa dagli altri due compari economisti ‘volta e gabbana’, che hanno scelto un partito spazzatura? Peccato non essersi accorti che il gattopardismo in politica è l’unica legge sovrana, quello è l’unico sovranismo esistente, che nessuno è ancora riuscito a debellare.

    • E si, Salvini ha appena ricevuto il “bacio della morte” di ogni leaderuzzo di destra 🙂 remember Fini con la kippah ?

  6. L’errore profondo dei commenti come questo è sempre il solito, pensano che la politica possa risolvere i problemi da sola, questo non è possibile, non lo è mai stato ma oggi meno che mai.
    L’evoluzione storica delle istituzioni dei paesi occidentali ha portato ad una progressiva erosione della possibilità di in pensiero alternativo nella politica, se vediamo bene ci accorgiamo che siamo l’unico paese dell’occidente dove sia in atto almeno un tentativo di cambiamento del Business As Usual, questo grazie alla resilienza del nostro assetto costituzionale agli assalti esterni ed interni, che rende possibile una alternativa di governo, altri paesi non hanno questa possibilità ad oggi, e la loro crisi politica si rivelerà peggio della nostra, statene certi.
    E’ facile vedere le difficoltà del governo rispetto il recupero di sovranità indispensabile, ma bisogna tener conto del contesto in cui si muove, che rimane quello di un fortino assediato senza pietà, anche volendo non è il momento per sortite di qualsiasi tipo, sul piano tattico sarebbero tutte controproducenti.
    Rimane intatto lo sfinimento di sentire sempre commenti acidi sulla incapacità del “popolo” a “rivoltarsi”, intanto a nessuno di questi audaci pensatori viene in mente che forse questo popolo cosi fesso non è, se ha gia bloccato un tentativo di furto dei valori costituzionali e creato comunque una alternativa in parlamento attraverso il voto democratico, senza bisogno di rivoluzioni, tutto contro una propaganda ossessiva e totalizzante.
    Negli anni passati ero sempre stato pessimista sulle prospettive del Paese, ma oggi sono molto più positivo verso il futuro, so bene che 30 e passa anni di cooptazione hanno ridotto la classe dirigente al livello dei Salvini e dei Di Maio, ma pian piano la trasformazione culturale in atto si articolerà in proposta politica e si troveranno leader adeguati.

  7. Il contesto in cui Salvini ha provato ad alzare la voce (e non la testa, perché sa benissimo che la perderebbe) è quello disattento di un Europa in piena crisi di nervi data da Trump e dalla Brexit. Era chiaro che la manovra sarebbe stata stroncata con risibile facilità, e qui ne parlò con triste ironia Paolo Barnard. Salvini sa bene che i conti dello stato sono irrecuperabili, e lo sa da quando un suo amico leghista che faceva il ragioniere in Brianza ha fatto il ministro del bilancio nel primo governo Berlusconi. Cerchiamo di smetterla di prenderci per il culo, almeno tra noi. Ma sa anche, avendo avuto Berlusconi e Bossi come “maestri”, come si sta al mondo, in questo mondo. Sa quali sono i parametri del Potere in Italia, e sa come farsi eleggere dal popolo leghista e para leghista che attualmente imperversa per la penisola. Deve arrivare ad avere quella forza contrattuale con chi governa veramente, che ancora non ha, e sa che la vera battaglia sta per cominciare, e lo vedrà battersi contro il suo vero nemico, Matteo Renzi, per quel 10% di elettori di Berlusconi rimasti, che faranno la differenza tra l’irrilevanza e il Potere. Se dovesse arrivare ad avere un partito con voti, e non a chiacchiere come quelle di Renzi, con il 40% dei suffragi, allora governerà nell’unico modo che conosce, e cioè facendo affari con banche e imprese, e dando sempre più peso alle FFAA e alle varie polizie. Userà anche la Le Pen e Putin per stare a galla, e questo alla lunga potrebbe costargli caro.

  8. Si, insomma, si comincia a percepire quel pizzicorino che fa sembrare il risultato del 4 marzo un po’ come l’ oxi detto dai greci.
    C’è quasi tutto: stesse percentuali, economisti mediatici, noeuro che diventa euroammore…
    Il Global varrà anche per un italiano che se ne vuole andare ? Tipo migrante alle Bahamas, Figi, Polinesia… ?
    Se si un lato positivo c’è sempre… 🙂
    O no?

  9. Vorrei evidenziare un punto: “Da dove proviene questa cieca fede nel governo giallo-verde?”
    Questa cieca fiducia andrebbe in qualche modo argomentata, visto che i due partiti si erano presentati come avversari, quindi in linea di massima chi aveva fiducia nei 5S sospetta della Lega e chi aveva fiducia nella Lega sospetta dei 5S.
    Credo che l’orientamento più diffuso sia del tipo “intanto io personalmente cerco di coprirmi, nel frattempo vediamo dove porta questa alleanza inedita; se ci ho messo un po’ di tempo a cambiare partito, alla prossima occasione ci metto anche di meno”. In altre parole credo lo sappiano tutti, meno Mazzuoli, che i voti presi dai partiti di governo non sono voti messi in tasca che saranno sempre a disposizione dei partiti di governo.
    Il problema di fondo però resta quello più volte segnalato, oltre ad essere rimasti sudditi degli USA, da diverso tempo siamo anche sudditi di quel consorzio di banche detto “leuropa”.
    E qui va notato che se il gioco era di tentare di colpire “leuropa” per conto degli USA la ritirata dopo la sortita ci può stare: “Noi abbiamo tentato ma quelli ci hanno bastonato”. Se il gioco era far finta di voler cambiare “leuropa” dall’interno, questa finzione è ancora in corso.
    Se il gioco era di far fessi gli elettori non è un gioco che può durare, e il motivo mi sembra di averlo spiegato.
    L’impossibile tentativo di liberarsi (almeno in parte) sia dalla garrota USA che da quella UE non può che passare per figuracce, contraddizioni e molta confusione. L’attacco diretto alla UE ha dato un’idea di ciò che può succedere se si va allo scontro esplicito.
    Personalmente resto con le mie opinioni:
    – Quando uno strozzino ti sta lentamente uccidendo devi uccidere lo strozzino, (se è troppo forte lo devi attirare in una trappola);
    – La battaglia va giocata prima in casa, preparando le armate che serviranno al momento decisivo, uno dei punti più importanti è già passato con Foa alla RAI;
    – Cassa depositi e Prestiti, Monte dei Paschi e Bankitalia vanno presidiate con persone fidate; l’INPS pure;
    – Il meccanismo delle Aste dei titoli del Tesoro va rivisto;
    – Va predisposto tutto il necessario per poter passare alla lira in un fine settimana;
    – Mattarella si opporrà e questa può essere l’occasione per metterlo in stato di accusa.
    Quando “leuropa” sarà un cadavere si potranno regolare i conti con gli USA (nel frattempo sarebbe bene cominciare a fare qualche chiacchierata con Putin).

  10. Tra l’altro, io non credo che Salvini abbia poi proprio dimenticato il primo progetto leghista, e cioè la secessione del nord. Ci sono segnali al riguardo: se ne sta occupando quel furbo radio amatore che è Giorgetti. L’unico impedimento ormai sarebbe Sala. La Appendino è destinata all’irrilevanza.

  11. Mah, non credo che funzioni che chi è bravo a raccogliere voti poi è anche bravo a risolvere problemi, sono due mestieri diversi. Certo non penso neppure che un politico debba sapere tutto di ,economia, giustizia, sviluppo, sanità, infrastrutture ecc, neppure se questo è il suo ministero, ma almeno sapersi affidare agli esperti giusti,oltre ad essere onesto (dura eh)?
    Questo ovviamente se lo scopo è governare bene, se poi lo scopo è vincere le prossime elezioni, scaricando la colpa delle cose non fatte su altri, e realizzando alcuni obbiettivi di facciata, di breve durata, ma politicamente ben spesi, beh allora credo che siamo di fronte a grandi politici, fate voi chi preferite.

  12. tra lui e di maio sono come gianni e pinotto, una grande delusione , il problema e’ cosa voteremo a maggio , penso che un sacco di gente non andra’ a votare

  13. Che martellanti Mazzuolate, anzi Mazzuolinate.

  14. “Dietro ogni italiano, compresi me e voi, si nasconde un imbecille”.
    L’articolista conclude intelligentemente dandosi dunque anche lui dell imbecille.
    D’altronde solo un imbecille può essere così tronfio da credere che l’Italia possa emanciparsi dal giogo finanziario in cui è stata invischiata visceralmente a Bruxelles senza passare per lunghi e faticosi compromessi.
    Se l’articolista sogna la rivoluzione, cominci lui se crede magari fondando un partito (…così tanto per citare Grillo).
    Altrimenti può votare PD.

  15. Non gattopardi, ma iene.

  16. Che l’immagine di Salvini il “salvifico” si sia offuscata non vi sono dubbi, come con Di Maio i due ben poco rappresentino il governo del cambiamento, anch’esso rappresenta verità!

    Rimane pur sempre il fatto che tornare a FI e PD che hanno scavato la fossa all’Italia negli ultimi decenni, sono e rimangono pur sempre degli “improponibili” indi per cui, possiamo sparlarne quanto e più ne vogliamo, ma i fatti sono questi e questi restano, anche perché sia all’orizzonte che nel presente non v’è alternativa capace di aggirare gli ostacoli e articoli come questo, servono solo a far calare una fiducia che di per se già non c’è, per cui ha senso scriverli e leggerli?

  17. “Sbaglierò, ma ho la sensazione che Salvini e compagnia siano gli attori inconsapevoli di un copione che prevede, oltre alla nostra, anche la loro stessa rovina”

    concordo

  18. A parte l’infantilistica Schadenfreude e l’immancabile “io l’avevo detto” (non si sa mai quando né a chi), la pervicace impazienza ad aspettare la fine della partita prima di esaminarla, rimane la solita, noiosa domanda: qual era l’alternativa da votare il 4 marzo?