Sei cose impossibili prima di colazione

Toby Young

lockdownsceptics.org

Alice si mise a ridere. “È inutile provarci,” disse. “Non si può credere alle cose impossibili.”
Oserei dire che non hai fatto molta pratica,” disse la regina. “Quando avevo la tua età, lo facevo sempre per mezz’ora al giorno. A volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione.”

Spero che i lettori perdoneranno un po’ di autoindulgenza da parte mia se riferisco un aneddoto risalente alla fine del mio periodo di 12 anni come assistente medico all’epoca del primo governo Blair. L’allora segretario alla sanità, Alan Milburn (consigliato dal giovane Simon Stevens), aveva imposto a tutti gli ospedali dei rigidi obiettivi sui tempi di attesa.

Ero stato incaricato di inserire un certo di pazienti nelle liste d’attesa degli interventi chirurgici di un grande ospedale universitario. La prassi era che, se un paziente aveva una data fissata per l’intervento, non veniva più contato come ‘in attesa’, anche se quella data era molti mesi nel futuro. Di conseguenza, avevo fissato le date per l’intervento a dozzine di pazienti e, così facendo, avevo raggiunto gli obiettivi sui tempi di attesa in un colpo solo.

C’era solo un problema. Sia io che i manager sapevamo che tutti quei pazienti non avevano praticamente nessuna possibilità di entrare in ospedale alle date stabilite. A causa della mancanza di letti disponibili, i loro appuntamenti sarebbero stati tutti cancellati un paio di giorni prima del ricovero. In una riunione con il CEO del Trust, avevo fatto notare la cosa. Mi aveva guardato negli occhi e aveva detto: “Lasci che le chiarisca una cosa. Non c’è nessun problema di letti in questo ospedale.”

Per un istante avevo preso in considerazione l’idea di mettere in dubbio la sua affermazione, ma avevo capito che sarebbe stato uno sforzo inutile. I fatti non si adattavano alla narrativa ufficiale del direttore generale – quindi i fatti dovevano cambiare. In seguito gli era stato conferito il Cavalierato per i suoi servizi alla sanità.

E così, eccoci qui vent’anni dopo – ancora a dover credere a sei cose impossibili prima di colazione. Potremmo chiamarla la “regola del sei”!

Ecco il mio primo esempio, quello in cui un obiettivo non trova riscontro nei dati del mondo reale. Nell’analisi dei fatti esistono tre componenti fondamentali. Comprendere il processo di raccolta dati (compresi gli errori e le distorsioni intrinseche alla metodica), il processo di interpretazione (durante il quale verrà sollevata tutta una serie di opinioni, anche se, attualmente, è consentito solo un unico punto di vista) e, infine, la presentazione dei dati (la parte dove è possibile il maggior numero di distorsioni).

Il grafico 1 mostra il numero effettivo di pazienti provenienti dalla popolazione generale ricoverati con diagnosi di COVID nel mese di giugno (barre arancioni). La linea blu indica i ricoveri previsti dal SAGE come conseguenza dell’allentamento delle restrizioni dei lockdown. Che seccatura – i dati non collimano con la previsione. Infatti, i ricoveri ospedalieri si rifiutano ostinatamente di aumentare in modo significativo.

Non importa. Se, semplicemente, gridiamo ad alta voce che qualcosa di brutto “potrebbe accadere” in futuro, questo coprirà praticamente ogni situazione in cui i dati osservabili non supportano le conclusioni richieste. E possiamo anche mostrare il grafico 2 – che registra il numero di ‘casi’ positivi nel maggio-giugno 2021. Il pubblico non si renderà conto che la maggior parte di questi casi erano asintomatici e potrebbe pensare che rappresentano il numero di persone ricoverate in ospedale.

Dovremmo perciò cercare di non mostrare il grafico 3, che mette il recente aumento dei “casi” nel suo giusto contesto. Il grafico 2 supporta meglio la narrativa ufficiale, quindi è quello che si preferisce mostrare alle conferenze stampa. Presentando i dati in questo modo, non stiamo effettivamente mentendo, stiamo solo dando al pubblico le informazioni che supportano il nostro risultato preferito e non facciamo riferimento alle informazioni che non supportano la nostra narrativa. Si può benissimo pensare che questa sia disinformazione. Mi astengo dal commentare.

Il secondo della mia lista di sei è il ministro dei vaccini, Nadim Zahawi. Prima di entrare in politica, Zahawi aveva diretto YouGov, una società di sondaggi politici. Alla conferenza stampa governativa del 23 giugno, il signor Zahawi ha affermato che l’aver spostato la data dello “sblocco” al 21 giugno aveva salvato “migliaia di vite”. Com’era arrivato a questa affermazione?

Ecco cosa afferma un recente documento di Public Health England (PHE) sul numero di vite salvate dai vaccini:

Secondo le stime di PHE al 30 maggio 2021, basate sull’effetto diretto della vaccinazione e sui tassi di copertura dei vaccini, sono state evitate 11.800 morti in individui di 80 anni e più, 1.800 in individui di 70-79 anni e 400 in individui di 60-69 anni, per un totale di 14.000 morti evitate in individui di 60 anni o più in Inghilterra. Ci sono sempre più prove che i vaccini prevengono l’infezione e la trasmissione.

Zahawi aveva semplicemente ripetuto le stime del PHE fino al 30 maggio, usandole erroneamente come stima dell’effetto che avrebbe avuto il posticipare la fine del lockdown dopo il 21 giugno? Si tratta di un semplice errore di attribuzione da parte sua o di un deliberato tentativo di ingannare? Faccio notare che nessuno dei giornalisti presenti alla conferenza stampa gli aveva contestato quegli implausibili numeri. Al contrario, la sua affermazione era stata cortesemente ritwittata da Beth Rigby di Sky.

Noto anche la pesante distorsione nel numero di morti prevenute nel gruppo di età più avanzata. Presumibilmente, questo è dovuto al fatto che più vaccinazioni vengono fatte ai giovani, più aumenta il numero necessario da trattare (NNT) per prevenire una morte. Sulla base di un’analisi recentemente pubblicata sull’esperienza israeliana, il NNT per tutta la popolazione è di 16.000. Zahawi ha affermato che, al 21 giugno, c’erano due milioni di persone oltre i 50 anni che avevano avuto solo una dose – siamo generosi e assumiamo che tutti questi due milioni siano stati o saranno vaccinati nel periodo tra il 21 giugno e il 19 luglio. Usando l’esperienza reale israeliana, questo dà un numero di morti prevenute attribuibili alla vaccinazione di 125 per il periodo 21 giugno-19 luglio (e questa potrebbe essere una sostanziale sovrastima).

Zahawi sarebbe stato così noncurante dei fatti se avesse fatto una dichiarazione alla Camera dei Comuni? La sua disattenzione con i dati statistici è un riflesso del suo passato lavorativo a YouGov? Il lettore può decidere da solo su questa seconda cosa impossibile prima di colazione.

La mia terza convinzione impossibile è l’assunzione che le persone che lavorano per il governo o per gli organismi sovranazionali, come la UEFA o il G7, non sono suscettibili all’infezione da COVID (e sono quindi esentate dall’obbligo di test regolari e quarantene) o troppo importanti per essere scomodate dai regolamenti in vigore per le persone normali.

Kate Andrews, scrivendo sullo Spectator, ha utilmente delineato vari “schemi pilota” in base ai quali i rappresentanti di governo ed altri personaggi privilegiati possono muoversi liberamente nel mondo, in base al fatto che le loro attività sono più importanti di quelle della gente che li elegge. Ecco l’estratto ufficiale delle esenzioni ai regolamenti.

Quanto è plausibile che tali arbitrarie esenzioni alle “regole” siano limitate alla Coppa Europa di calcio o alla riunione del G7? Non è più probabile che, col tempo, i ricchi, i potenti e i ben ammanigliati saranno in grado di ottenere altre esenzioni? Magari un’applicazione per cellulari, per esempio, come un “super passaporto vaccinale” che permetterebbe loro di viaggiare liberamente, senza essere ostacolati come la maggioranza della popolazione, a cui i costi di regolamentazione e gli intoppi burocratici impediscono una libera circolazione.

La mia quarta convinzione impossibile si riferisce ai dati sulla diffusione della COVID durante i raduni di massa e le percentuali di test positivi su persone di ritorno da viaggi all’estero. Qui c’è il link al rapporto del Programma di Ricerca Eventi pubblicato il 25 giugno. Incoraggio i lettori ad esplorare in dettaglio questo documento, in modo da rendersi conto della profondità del monitoraggio e del controllo sulla popolazione. Lo trovo profondamente sinistro.

Le cifre principali indicano che su 58.000 persone che avevano partecipato a nove eventi pubblici, era stato registrato un totale di 28 casi con PCR positiva (0,0005%). Questo dato è stato riportato dalla stampa come una buona notizia dal punto di vista del ritorno degli eventi pubblici di massa e, in effetti, lo è.

Ma approfondite il rapporto vero e proprio, che mette pesantemente in guardia sui risultati e raccomanda una sorveglianza continua e più approfondita. Sullo sfondo di una positività anticorpale della popolazione dell’80% (statistiche ONS), con il 60% della popolazione adulta che ha ricevuto due dosi di vaccino e con oltre l’80% che ne ha avuta una, l’idea che una sorveglianza di questo tipo abbia qualcosa a che fare con la protezione della salute pubblica a me sembra assolutamente implausibile.

Anche Mark Harper MP,  presidente del gruppo di recupero COVID pensa che la cosa sia improbabile – il 16 giugno ha twittato: “I documenti che ho visto confermano che è in corso a livello governativo il lavoro per pianificare le restrizioni sulla Covid per il prossimo autunno e inverno.”

La mia quinta cosa impossibile è accaduta ieri, sabato 26 giugno. Un’enorme folla ha marciato da Hyde Park a Parliament Square, con solo un sommario commento da parte dell’emittente nazionale – che faceva riferimento più a più gruppi di protesta che a manifestanti anti-lockdown. Se non fossi stato lì, non ci avrei creduto. Di solito non vado ai raduni di protesta – avevo partecipato una sola volta ad una protesta, nel 1984. Oggi mi sono convinto che se c’è una via d’uscita da questa crisi, sarà attraverso un’azione politica diretta. La limitata copertura apparsa sui media mainstream sosteneva che gli anti-lockdown in marcia erano guidati da negazionisti Covid e anti-vax. Indubbiamente, alcuni dei partecipanti alla protesta portavano tali striscioni, ma la stragrande maggioranza erano persone normali, simili a me. La frustrazione e la rabbia per gli inganni e i trucchi propagandistici messi in atto dai nostri rappresentanti eletti e dai dipendenti statali da noi stipendiati erano palpabili. Non vedo già l’ora che arrivi la prossima delle cose implausibili.

L’ultima della lista è il comportamento del segretario alla salute recentemente dimessosi. Secondo la dichiarazione alla stampa di venerdì 25 giugno, il signor Hancock credeva che il suo recente momento di intimità con la sua stretta assistente personale, catturato da una telecamera di sorveglianza, fosse una questione puramente privata. Molto è già stato scritto sulla stampa e sui social media su questo argomento e non aggiungerò altro, tranne che suggerire che, se il signor Hancock crede davvero che la sua condotta personale sia una questione puramente privata, allora siamo davvero oltre lo specchio.

Comunque se n’è andato e le speculazioni pruriginose sulle attività sessuali del signor Hancock sono del tutto irrilevanti per il nostro dilemma principale, la cui radice risiede nella disfunzione governativa di una “democrazia gestita.” Siamo in una posizione in cui le competenze e gli attributi necessari per essere eletti divergono totalmente dalle competenze necessarie per governare bene. I politici eletti sono diventati i portavoce PR delle riapettive fazioni, mentre a gestire il meccanismo vengono delegati funzionari di carriera non eletti e che non rispondono a nessuno. Dopo aver passato tutta la mia carriera ad osservare questi personaggi al lavoro nel “nostro NHS”, questo è un qualcosa di cui dovremmo veramente preoccuparci.

Toby Young

Fonte: lockdownsceptics.org
Link: https://lockdownsceptics.org/2021/06/27/six-impossible-things-before-breakfast/
27.06.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

4 Commenti
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Rama
Rama(@rama)
Utente CDC
3 Luglio 2021 9:14

Per favore evitate de utilizare la parola negazionism. E stata coniata per altro.

BrunoWald
BrunoWald(@brunowald)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rama
4 Luglio 2021 20:39

È vero, è stata coniata per screditare e criminalizzare chi mette in discussione la propaganda dei vincitori o svolge ricerche storiche indipendenti. Ma il meccanismo è esattamente lo stesso.

nicolass
nicolass(@nicolass)
Utente CDC
3 Luglio 2021 9:39

gli attuali vaccini contro il Covid non sono vaccini tradizionali anzi invero non sono nemmeno vaccini, ma trattasi di terapia genica sperimentale per cui chiunque rifiuti l’in(o)culazione di massa non può essere tacciato di essere un no vax

jeints
jeints(@jeints)
Utente CDC
Risposta al commento di  nicolass
4 Luglio 2021 2:21

Geniale!