Home / ComeDonChisciotte / (SADICAMENTE) TI SOGNO CALIFORNIA: IL PIACERE DI ROMPERE MESSICANI

(SADICAMENTE) TI SOGNO CALIFORNIA: IL PIACERE DI ROMPERE MESSICANI

La brutalità della polizia della California del Sud ha una lunga storia…

DI WILLIAM ANTHONY NERICCIO

La particolare e peculiare attenzione prestata a corpi messicani da parte di una polizia prevalentemente anglo-californiana, ha raggiunto tali estremi da impedirci di vedere una spiegazione nel semplice razzismo.
Seguendo la mia fonte teorica, Michel Foucault (e Roland Barthes, che sentì moltissimo la mancanza di un’ambulanza col suo nome scritto sopra), credo sia importante, anche se sgradevole, riflettere sul piacere che procura picchiare su testa e corpo un immigrato senza documenti, immobilizzargli le braccia dietro la schiena e sentirlo gridare in una lingua incomprensibile.
Piacere? Sì, piacere. Piacere sessuale di inclinazione decisamente sadica. L’esotico, si sa, è erotico, e comincio a credere che la storia recente del nostro ambiente culturale sud californiano (Rodney King, i disordini di Los Angeles, i pestaggi di svariati messicani) abbia più a vedere con Sade, piuttosto che con Hitler, Mengele o quant’altro. Sarebbe a dire, in sintesi, che c’è una dimensione erotica in questi pestaggi.Potremmo proporre l’esperimento di picchiare qualche mojado, come affettuosamente li chiamiamo a Laredo, ma essendo politicizzato in stile viva la raza posso risparmiarmi il triste compito. Diamo un’occhiata a un paio di eventi, in modo da verificare la teoria del nesso eros-violenza:

 

 
Mentre il manganello si alza e ricade sul corpo di Ms. Alicia Sotero Vasquez, sicuramente qualcosa le sta passando per la testa, qualcosa che spieghi la sua sensazione di panico e paura, confusa a suoni insensati. Due sceriffi di Riverside le stanno urlando contro, a lei e al suo complice, il conducente del camion (nell’immagine qui sopra), urlano in inglese. Più tardi, in ospedale, tutto quello che può dire è: “Mi hanno pestata peggio di un animale. Non mi sono messa a correre, non ho fatto niente. Mi hanno afferrata per i capelli. Io non li ho insultati. Non gli ho detto niente.” Se anche l’avesse fatto, non avrebbero capito quello che diceva.

Mentre il manganello si alza e ricade sul corpo di Ms. Sotero, sicuramente qualcosa sta passando per la testa del funzionario del Dipartimento dello Sceriffo di Riverside Tracy Watson, qualcosa che spieghi la furia e la letizia, il vero e proprio piacere che si procura nello svolgimento del suo lavoro.

Nel frattempo, librandosi sulla scena come un usignolo, come un angelo, come un pervertito voyeur, l’elicottero di canale 9, il nostro occhio nel cielo, registra tutto quello che cade sotto il suo obbiettivo, quello che bisogna guardare, e guardare ancora, e ancora, e ancora…

William Anthony Nericcio

Contributors: William Anthony Nericcio

Fonte:www.cnn.com/US/9604/02/immigrant.beating/index2.html
2002 Last modified 2004-10-06

VIDEO

Traduzione per Comedonchischiotte a cura di Asael  

 

Pubblicato da Davide