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Mario Draghi e gli obiettivi della BCE

Rileggiti i Trattati, Mario !

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Mario Draghi ha dichiarato, nella Conferenza Stampa del 20 luglio 2017 a Francoforte :

Dobbiamo sempre ricordare che il nostro mandato non è né la crescita né l’occupazione, ma è la stabilità dei prezzi. E questo è ciò che la nostra politica monetaria è orientata a fare e questo è ciò che dobbiamo esaminare per decidere se ci stiamo muovendo nella direzione giusta“.

Rileggiti i Trattati, Mario !

Se fossimo ancora all’Università, Mario Draghi non meriterebbe neanche un accademico 18 e sarebbe … BOCCIATO !!!

Vediamo perchè, partendo da cosa dice esattamente l’art.127 del TFUE :

L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato «SEBC», è il mantenimento della stabilità dei prezzi”.

Fino a qui Mario Draghi sembrerebbe aver ragione, ma cosa significa “stabilità dei prezzi” ?

Nel 1998 il Consiglio direttivo della BCE ha chiarito che l’obiettivo di preservare la stabilità dei prezzi significa “un aumento sui dodici mesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) per l’area dell’euro inferiore al 2%. La stabilità dei prezzi deve essere mantenuta in un orizzonte di medio termine”. Inoltre, nel maggio 2003 il Consiglio ha ulteriormente precisato che si prefigge di mantenere l’inflazione su livelli inferiori ma “prossimi al 2% nel medio periodo”.

Stabilità dei prezzi significa quindi inflazione prossima al 2%, vediamo allora dal sito della Banca Centrale Europea come va l’inflazione secondo Eurostat, misurata con l’HIPC, cioè l’Harmonised Indices of Consumer Prices : 

http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&language=en&pcode=tec00118&tableSelection=1&footnotes=yes&labeling=labels&plugin=1

Quindi nonostante tutte le soluzioni individuate fino ad oggi da Mario Draghi, non siamo ancora riusciti a raggiungere l’obiettivo dell’inflazione prossima al 2%, e già questo basterebbe per capire che non stiamo andando nella direzione giusta !

Ma dirò di più, se Mario Draghi avesse studiato i Trattati, avrebbe avuto l’indicazione di come questo obiettivo deve essere raggiunto, perchè nello stesso art.127 del TFUE, sono definiti gli altri obiettivi che la BCE deve contribuire a raggiungere :

“Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell’Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell’Unione definiti nell’articolo 3 del trattato sull’Unione europea”.

Vediamo allora nello specifico cosa dice l’art.3 del TUE, in particolare il comma 3 :

“L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L’Unione combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri. Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo”.

Mi sentirei orgoglioso di appartenere ad una Unione Europea che persegua davvero questi obiettivi, e anche di una Banca Centrale Europea che contribuisca alla loro realizzazione, ma purtroppo non è questo che sta accadendo.

Soprattutto perchè le politiche economiche e monetarie che sono state adottate, e che si proseguono ad adottare, ci stanno portando nella direzione opposta alla crescita economica equilibrata ed alla piena occupazione.

Non stai rispettando i Trattati, Mario !Quantitative Easing della BCE

Quando nel 2012, Mario Draghi ha dichiarato che “nell’ambito del nostro mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’euro“, ma eravamo in piena deflazione, cioè inflazione addirittura negativa, quindi molto lontani dalla stabilità dei prezzi !

Visto che tutti i cosiddetti esperti economici sostengono che stampando soldi si crea inflazione, sono stati creati dal nulla grandi quantità di denaro con QE e LTRO, ma guarda caso non si sono ottenuti gli effetti voluti, almeno non ancora.

L’immagine a fianco spiega efficacemente perché.

Dove sono finiti i soldi creati ?

Con il Quantitative Easing è stato creato nuovo denaro per acquistare titoli di stato sui mercati secondari, mentre con LTRO è stato creato nuovo denaro per prestarlo alle banche a tasso negativo, con il quale tutte hanno comprato titoli di stato sui mercati secondari.

Il risultato è che più del 40% di tutto il nostro debito pubblico è finito nella pancia del sistema bancario, mentre la liquidità creata dal nulla dalla BCE ha inondato il settore finanziario, cioè l’1% della popolazione, nella speranza che a cascata finisse anche nell’economia reale.

Ma i soldi sono finiti e sono rimasti nelle tasche della popolazione più ricca, che ha proseguito indisturbata ad investire nelle bolle immobiliari e nelle speculazioni finanziarie, arricchendosi sempre di più a scapito di tutto il resto della popolazione.

Inoltre, e qui veniamo al dato più importante, abbiamo ottenuto una crescita economica squilibrata, dove crescono solo i paesi e le persone più ricche, ed un aumento della disoccupazione.

Esattamente l’opposto degli obiettivi previsti dall’art.3 del TUE, che Mario Draghi si è dimenticato di dover raggiungere.

Dove dovrebbero finire i soldi creati ?

Se vogliamo raggiungere una inflazione prossima al 2%, i soldi devono finire allo Stato ed ai cittadini, per essere utilizzati direttamente nell’economia reale.

Si chiama “Quantitative Easing for People” www.qe4people.blogspot.it/.

Solo in questo modo si possono raggiungere, insieme alla stabilità dei prezzi, gli altri obiettivi previsti dai Trattati, che sono tra gli altri una crescita economica equilibrata e la piena occupazione.

Logo di Moneta Positiva

Come prevedono i Trattati all’art.127 del TFUE e all’art.3 del TUE.

Do you remember Mario Draghi ?

Altrimenti possiamo sempre realizzare …

… una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito!

Fabio Conditi           

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva www.monetapositiva.blogspot.it

approfondimenti su Comedonchisciotte https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

Fonte: www.comedonchisciotte.org

23.07.2017

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html
  • gix

    non posso credere che il drago non conosca le conseguenze delle politiche che sta mettendo in pratica. L’inflazione rimane l’unica copertura possibile per queste manovre economiche che stanno disastrando le popolazioni, ma non sarà credibile ancora per molto. Il povero Federico Caffè, del quale il drago a quanto pare è stato allievo, si starà tormentando da qualche parte, (visto che non se ne sono avute più notizie da anni e non è mai stato trovato il corpo), per aver allevato un soggetto simile. Inoltre, e forse soprattutto, non sia mai che l’uno percento debba perdere il potere di sfruttamento sul 99 percento degli esseri umani. Questo probabilmente è il vero motivo del patto col diavolo, che il drago ha fatto

    • snypex

      Io la vedo cosi’: e’ come contestare al vento perche’ ha cambiato direzione.
      Il vento soffia e soffia nella sua direzione non nella tua.
      E soprattutto il vento non ti sente.

      Il “vento” che controlla l’uso della moneta (che non esiste) e’ piu’ grande della grande macchia di Giove… che e’ molto piu’ grande della stessa terra.

      (ovviamente e’ una metafora, bisogna decodificarla per capirla)

      Gli accademici filosofeggiano su qualcosa che non esiste.
      Ne parlano come se esistesse veramente, ma e’ morta gia’ da tempo, ecco potremmo dire che continuano ad occuparsi di un cadavere che si e’ decomposto da tempo.

      Quelli come draghi e compagnia ne agitano il fantasma per distrarre quelli che ci credono.
      Credetemi draghi non prende lezioni da nessuno, esegue solo ordini tassativi.

      E’ semplicemente ridicolo e grottesco pretendere di fare la lezione a chi gestisce miliardi di euro inesistenti a cui tante nazioni (se esistono ancora…) credono con tanta fede.

      Ripeto: l’obiettivo del contendere non e’ la moneta ma qualcosa di enormemente piu’ importante che nasce con la civilta’ umana e non e’ mai cambiato da millenni.
      Ovunque si vada sulla faccia della terra non cambia come la moneta non ha quotazioni.

      NON SE PARLA PERCHE’ ANCHE UN BIMBO NE CAPISCE IL SIGNIFICATO.

    • Il Drago, come lo chiami tu, sa benissimo quali sono le conseguenze politiche di ciò che sta facendo, anzi deve assolutamente mascherare ciò che fa con l’obiettivo della stabilità dei prezzi, quando invece il suo obiettivo è ben altro: sostenere il sistema bancario ed i mercati finanziari. Dobbiamo però imparare a non credere pedissequamente a ciò che dice, provando a smentirlo con gli stessi Trattati che lui dice di rispettare.

    • Annibale Mantovan

      le conosce benissimo, credimi.

      • gix

        Ovviamente ci credo che le conseguenze le conosce benissimo, le crea lui (e la sua cricca) le conseguenze, figuriamoci. Ma con queste congreghe non si deve mai dare per scontato nulla, anche le cose più ovvie; soprattutto non si deve dimenticare che il sistema fa passare, come dire, la rappresentazione, la storiella che questi grandi geni lavorano al massimo delle loro possibilità per il nostro bene, e quello che succede poi è impossibile da prevedere, come per esempio per i terremoti, per i vaccini, per il cancro, ecc. ecc. Gli economisti giustificano la loro stessa esistenza sullo studio di previsioni di sviluppo che l’economia piccola e grande, assumerebbe se viene aumentato di un mezzo punto o meno il tasso di interesse o cose così. Previsioni che assomigliano a quelle del tempo, se vogliamo, ma oggi, per conoscere le previsioni del tempo e anche quelle dell’economia, i grafici e le curve non servono, basterebbe fare qualche telefonata alle persone giuste e sentire che cosa hanno in mente in un dato periodo, per una certa zona del mondo. Ormai gli economisti sono come quei poveri colonnelli dell’aeronautica, alle prese con le velature in quota.

        • Direi di più, le conseguenze le conosce benissimo perchè è il vero motivo per cui vengono prese determinate decisioni. Non dobbiamo farci ingannare per il fatto che ci dica che il suo obiettivo è la stabilità dei prezzi, perchè non è vero. Ma dobbiamo ricordargli che in realtà tra i suoi obiettivi ci sono anche la crescita e l’occupazione, mentre invece sta raggiungendo gli obiettivi esattamente opposti. La verità è che dei Trattati prendono solo le indicazioni che giustificano ciò che gli interessa veramente : sostenere i mercati finanziari e le banche. Tutto il resto non rientra tra i loro obiettivi, anche se dovrebbe.

  • DesEsseintes

    Il problema chiave è l’assenza di domanda.
    Senza domanda riversi i soldi che ti pare ma l’imprenditore non investe (quindi non assume) perché la gente non compra.

    Quindi cosa si deve fare?
    Proprio quello che non si vuole assolutamente fare e cioè rivedere al rialzo il rapporto quota salari/quota profitti che negli ultimi anni si è sbilanciato enormemente verso i profitti (ossia è diminuito).

    Perché non lo si fa?

    Perché è una questione politica, di rapporti fra le classi, è il motivo per cui dalla seconda metà degli anni settanta in poi le oligarchie hanno fatto partire l’attacco alla democrazia.

    Leggete il saggio di Samuel Huntington del 1975 edito dalla Trilateral Commission contenuto in questo libro (sono tre saggi, quello di Huntington è l’ultimo, una sessantina di pagine molto importanti)

    http://trilateral.org/download/doc/crisis_of_democracy.pdf

    Cosa succederebbe rivedendo al rialzo il rapporto quota salari/quota profitti?

    Che riparte subito l’economia però…però ripartono subito anche le rivendicazioni dei lavoratori e dei precari che rassicurati dalle migliori condizioni economiche ricominciano a prendere coscienza dei loro diritti quindi (ri)cominciano a pretendere:

    1) nuovi criteri per la distribuzione della ricchezza

    2) maggiori spazi di partecipazione al momento della decisione politica

    Questo spaventa le oligarchie che, come sta scritto molto chiaramente nel saggio di Huntington, sentono di essere sul punto di perdere l’egemonia assoluta di cui sono detentori.
    Ma spaventa a morte anche le classi medie, PMI, professionisti e piccoli proprietari che si sentono minacciati dall’avanzare delle pretese dei subalterni meno abbienti.

    Il risultato è stato che negli anni ottanta le classi media hanno votato in massa per i partiti a favore del liberismo che avevano come primo abiettivo la normalizzazione dei sindacati e la disciplina dei lavoratori.

    Il secondo obiettivo però…era proprio la classe media che oggi viene (giustamente, dopo l’ignobile e stupido tradimento) falcidiata senza pietà.

    Il problema è: la classe media questa volta capirà che le sue rivendicazioni non possono limitarsi alla richiesta di avere indietro la antica rendita di posizione che riuscivano a mantenere facendo da cuscinetto protettivo fra le élite e i lavoratori (fissi e precari)?

    Capiranno che contro le oligarchie o combatti o, se ti sottometti, prima o poi sarai fatto fuori come gli altri?

    Che occorre immaginare altri rapporti sociali in cui le rendite di posizione devono diventare necessariamente difficili da mantenere a favore di una mobilità sociale che sul medio lungo periodo si dimostrerebbe vantaggiosa per tutti?

    La risposta è ovviamente “no”.

    Però c’è anche il fatto che le élite si trovano in una impasse dalla quale sembra che non riescano più a uscire, come a mio avviso dimostrano le parole di Draghi che non è stato minimamente preso sul serio dagli investitori i quali, nonostante la promessa che il tapering sarà graduale e che magari il QE verrà addirittura implementato ulteriormente non si riuscisse a raggiungere il livello di inflazione programmato, hanno fatto schizzare in alto l’EURUSD e calare la borsa dell’1,10%.

    Confidiamo in quello che se dipendesse solo da noi staremmo freschi.

    • PietroGE

      Ancora con questa scemenza del rialzo quota salari!!!!!!???????
      Sono 30 anni che c’è la globalizzazione e che in tutta la UE non ci sono dazi sulle merci importate. Tu vuoi alzare la quota salari così l’indomani chiudono tutti e i cinesi ringraziano, sempre che ci siano ancora i soldi per acquistare anche le merci cinesi!
      Lo capisci si o no che se aumenti i costi in un mercato globale dove gli altri producono a costi stracciati fallisci il giorno dopo!
      Perchè credi che i salari in Italia e in Europa sono rimasti fermi per decenni, in Germania ci sono i minijob da 500 €, e c’è un trasferimento di interi settori industriali in Paesi dove il costo della manodopera è più basso che qui?
      E tu vorresti aumentare la quota salari così. Aveva ragione l’esperto di finanza che ora purtroppo non scrive più si CdC : tu di queste cose non ne capisci una saetta.

      • Hito

        E’ scontro sui dazi alla Cina: il Parlamento Ue non vuole riconoscere lo status di ‘economia di mercato’… quindi i dazi ci sono… ovviamente fanno qualche concessione tipo sul riso, che però non cresce in Germania… Ci sono dazi sull’acciaio… poi fammi pensare, producono anche automobili… tu ne vedi in giro???

        • PietroGE

          La Cina non ha una economia di mercato, infatti. Prova a vedere se ti fanno acquistare una quota della Huawei! Ha una economia di stato e in Cina ci sono dazi sulle merci importate, mentre qui da noi non c’è niente. La ragione per cui noi non abbiamo dazi, se non su pochissimi prodotti, è che la Germania non ha bisogno di dazi perchè ha un surplus enorme. Noi invece ne avremmo assolutamente bisogno.

          • Hito

            I tedeschi sono bravi bravissimi, hanno il surplus enorme e la moneta forte…
            https://www.investireoggi.it/economia/germania-dei-doppi-pesi-liberale-trump-protezionista-casa/

          • Gino2

            I tedeschi contravvengono alle regole europee che impongono agli altri.
            Non sono poi i “tedeschi” ma una ovvia chiara strategia al livello europeo che favorisce la germania, ovvero una nazione su cui basare l’UE.

          • Hito

            Ottimi strateghi, deve essere entusiasmante governare su una Germania col deserto intorno… Intanto Macron in un solo mese ha perso il 10% di consensi…

          • Gino2

            non direi deserto. direi stati da cui attingere, in cui investire a basso costo . NOn fate l’errore classico e comune di pensare alla “Germania”. L’UE è un mercato e comandano le lobby che disegnano l’UE a loro uso e consumo

          • Hito

            Mi sa che sbagli tu, ma forse te ne accorgerai presto, quando la Germania farà morire l’UE perchè a lei non conviene più.

          • Gino2

            Se credi che comandano gli Stati sei, dal mio punto di vista, totalmente fuori strada. Quando e se morirà l’ue è perchè non converrà ale elite sovra e multi nazionali. La Germania chi è? Lo stato democratico tedesco? I suoi politici?
            la classe dirigente tedesca, quindi imprenditori e banchieri di alto livello sono apolidi e vanno braccetto con la classe dirigente italiana, francese etc. perchè fanno semplicemente affari.
            Non parlate per luoghi comuni dicendo “la Germania” senza poi approfondire su cosa voi stessi intendete con Germania…………

          • Hito

            La Germania è quella che ha il surplus più grande al mondo e, che ti piaccia o meno, ha dei rappresentanti, o degli schiavi a cui dare ordini è uguale, a cui verrà detto di darci un taglio. Loro lo sanno che la bilancia commerciale del mondo deve risultare 0 (zero) è una questione matematica, prima ancora che di potere delle elite.

          • Gino2

            non vedo cosa c’entri con quello che ho scritto…………..

          • Hito

            Se uno non concorda con te su Fantasilandia, dove funziona lo stesso la matematica, non ti reccapezzi più -.- Non ho tempo ora, devo lavorare.

          • Gino2

            Ma quale Fantasilandia? Fantasilandia è parlare di Germania senza specificare cosa sia la Germania.
            Quando parli dell’Italia a cosa ti riferisci? Cosa è? La mafia? La classe dirigente, politica? il popolo? CHI?
            L’Italia fa questo..la Germania fa quello….
            Alla Germania non conviene cosa significa? Che non conviene al popolo tedesco? Agli imprenditori tedeschi? Alle banche tedesche? Alle “mafie” tedesche? Alle multinazionali con sede in Germania?
            A CHI?
            Credi che quello che convenga a Volkswagen sia lo stesso che conviene al disoccupato in Hartz IV?
            Il job act in italia è conveniente? Per chi? Se sei un lavoratore forse no se sei un imprenditore forse si, s sei una multinazionale certamente si.
            Quindi parlare per linee cosi generiche in un mondo cosi complesso è avere le idee molto ma molto confuse….
            meglio che tu vada a lavorare invece di scrivere banalità inutili

          • Hito

            Infatti tentavo di riportare il discorso aulla matematica, che non ha opinioni, ma tu non vuoi prenderla in considerazione… amen…

          • Gino2

            questo perchè tu credi che il fatto che la Germania abbia il surplus piu grande al mondo è una cosa casuale.

      • Adriano Pilotto

        !!!!!!???????
        Cosa vorrebbero dire sei punti interrogativi, seguiti da sette punti interrogativi?
        Imminente sospensione brusca delle funzioni cerebrali, con perdita di conoscenza e della motilità volontaria?
        In queste condizioni ci si deve astenere da qualsiasi tipo di discussione.

        • PietroGE

          Interruzione corrente al condizionatore. Le condizioni ottimali sono già ripristinate

      • Gino2

        Per me stai vedendo la questione esattamente all’opposto.
        La Cina sta per diventare economia di mercato ma è gia nel WTO e questo ha provocato l’inondazione delle merci cinesi in europa e per questo siamo costretti a mantenere i costi bassi, ma bastava non farsi inondare per proteggere i salari e le fabbriche e il gioco era fatto.
        Ma siccome questi meccanismi erano noti e decisi…..la verità è che :

        l’entrata nel WTO della Cina avrebbe provocato una distruzione delle piccole e medie aziende europee costrette a mantenere bassi costi, favorendo le multinazionali che si infiltrano anche nel mercatino rionale sotto casa.

        • PietroGE

          Persino Tremonti lo aveva capito che era una cosa folle far entrare nel WTO un Paese che non ha una economia di mercato e che produce a prezzi contro i quali noi non potremmo mai competere. Un Paese, per di più, che se ne frega dei brevetti e della proprietà intellettuale mentre gli scemi spendono i soldi per farsi dare e per mantenere un brevetto o un marchio registrato e poi si trovano le merci contraffatte davanti o dentro il negozio sotto casa.

          • Annibale Mantovan

            Saremo competitivi con la manodopera a 2 euro l’ ora ed il job acts. Entrano 1000 operai al giorno…

          • Gino2

            esatto!
            Competitività significa proprio questo.

          • Gino2

            Ma folle per chi?
            È folle dal tuo punto di vista, non certo dal punto di vista di Draghi e di chi lo “sponsorizza” ovvero le lobby che stanno sostituendo le economie locali con quelle multinazionali.

      • DesEsseintes

        Ah ho capito…il Biancosarti non lo bevi, te lo fai per endovena…

        Intanto leggiti questo

        http://temi.repubblica.it/micromega-online/uno-%E2%80%9Cstandard-retributivo%E2%80%9D-per-tenere-unita-l%E2%80%99europa/

        Poi: dove ho scritto che non devono esistere dazi?
        Occorre il rialzo della quota salari.
        Lo standard reetributivo europeo.
        I dazi ma fai attenzione perché non puoi metterli cosí, a capocchia.
        L’Italia è un paese piccolo che dipende dalle esportazioni, non può applicare dazi senza rischiare delle rappresaglie che sarebbero molto pesanti.

        Siccome il problema della Cina e in generale dei paesi con manodopera a costo bassissimo è comune a tutta l’Europa i dazi vanno messi verso quesi paesi che non applicano quello standard retributivo di cui parla Brancaccio e che, oltre ai livelli di salario, offrono ai lavoratori delle condizioni contrattuali che i paesi Europei ritengono non sufficientemente dignitose.

        Oltre a questo devono esistere anche delle forme di controllo dei capitali.

        Tutto questo però NON verrà mai messo in atto perché, come ho scritto, va contro gli interessi non solo delle oligarchie ma anche della classe media la quale in questo frangente storico sta dimostrando tutta la sua ignavia e incapacità di affrontare un conflitto.

    • Ma perchè andiamo sempre a complicarci la vita ? Il problema è uno solo, mancano soldi nell’economia reale, ma i soldi si possono creare e si creano in grandi quantità. Solo che finiscono solo nel settore finanziario, nelle mani di pochi privilegiati che si arricchiscono sempre di più. Vogliamo renderci conto che i Trattati prevedono obiettivi diversi e pretendere che siano rispettati ?

      • DesEsseintes

        Fabio, apprezzo molto i tuoi articoli e ovviamente stiamo dalla stessa parte.
        Ritengo però che tu come troppi altri non vi rendiate conto che il problema, come ho scritto nei post sopra, è essenzialmente politico ossia di rapporti fra le classi e per questo, nonostante le evidenze, si insiste con politiche che ci hanno portato in un vicolo cieco.

        Il fatto che, come dici tu stesso, i soldi vadano alla finanza invece che all’economia reale, non è un “errore” ma è il tentativo di impedire che le posizioni consolidate di egemonia vengano messe in discussione.

        Allo stesso modo, il fatto di proporre ostinatamente delle politiche dal lato dell’offerta in una crisi che è palesemente di domanda, è dettato dal timore di vedere il lavoro e i sindacati riprendere il loro naturale ruolo di antagonisti al momento delle decisioni che riguardano i criteri della distribuzione della ricchezza.

        Temo che se non si coglie fino in fondo il risvolto politico e sociale di questa crisi si continuerà a elaborare e diffondere analisi anche validissime, come le tue, che però sbattono contro il muro di gomma della media borghesia preoccupata per la possibile riduzione o perdita della sua rendita di posizione e il disinteresse delle classi meno abbienti, lavoratori e precari, che oggi sono ridotte a un fatalismo che non gli permette nemmeno di concepire degli ideali di lotta e di riscatto.

      • Gino2

        Non c’è nessun “problema chiave” che non sia che chi ha potere fa attuare agli stati politiche per favorire la colonizzazione delle economie e quindi dei paesi.
        IL problema è che mancano i soldi….
        Ma no non è questo il “problema!
        il problema, come ho sempre detto, è che o si rimuove il potere da quelle mani o non si puo fare nulla.

        Si parla di mancanza di domanda, di mancanza di soldi, di mancanza di aderenza ai trattati…tutte cose giustissime

        che derivano però dall’unico grande problema : abbiamo dato negli anni il potere fuori dalla nostra gestione.
        Quindi proporre soluzioni che poi chi comanda non attuerà mai è sempre una perdita di tempo.
        O, chi ha visibilità e possibilità di aggregare si da una mossa e rischia personalmente con movimenti di rottura totale di movimentazione popolare drastica e dura (che non significa affatto violenta) o continuiamo, anzi continuate a farvi i pom.ini a vicenda. (cit “Pulp Fiction”)
        scusate la schiettezza ma di sentire sempre belle soluzioni, ideali, chiacchiere, teorie economiche non se ne può piu!
        O il popolo si riprende in mano il potere o è inutile, totalmente inutile!
        poi si puo discutere di quai siano le soluzioni…..

        PS: avere chiaro in mente il problema è il primo passo per trovare una soluzione.
        Girare intorno al problema proponendo e studiano soluzioni inattuabili, inattuabili perchè non tengono conto del vero problema è davvero ozioso, sbagliato, auspicato “dal nemico” che non fa altro che far spuntare tutte le soluzioni possibili a tutti i problemi possibili, tutti meno quello vero!
        Basta! aprite gli occhi!

        • Noi ci stiamo ponendo un problema semplice ma complesso : supponiamo che una forza che non è espressione dell’attuale potere e non è ad esso legata, arrivi finalmente al Governo. Quali sono le proposte da mettere in campo ma che siano concrete e realizzabili fin da subito ? Una buona regola è quella di agire all’interno delle regole attuali per fare tutto ciò che è in nostro potere per migliorare la situazione che abbiamo oggi.
          Prima di tutto, mettere il dito nelle piaghe delle contraddizioni del potere, per evidenziare le sue mancanze e le sue responsabilità, perchè hanno sempre “interpretano” i Trattati a loro favore, mentre da noi pretendono il rispetto “rigoroso”.
          Inoltre, prima di affrontare qualsiasi “guerra economica”, bisogna essere sicuri di avere la “armi economiche” sufficienti per combatterla e avere una buona probabilità di vincerla.
          Riepiloghiamo i possibili punti di riforma del sistema monetario, senza violare i Trattati :
          – riprendere il controllo della Banca d’Italia;
          – avere un sistema di banche pubbliche come la Germania e la Francia, in grado di creare denaro per l’economia reale e acquistare titoli del debito pubblico;
          – utilizzare la sovranità monetaria che abbiamo ancora per monete metalliche superiori a 2 euro (come la Germania), biglietti di stato e moneta elettronica di stato.
          – utilizzare la sovranità fiscale per emettere una moneta fiscale, che alla bisogna possa essere facilmente tramutata in una nuova moneta.
          Dove si va in Europa a discutere.

  • AlbertoConti

    I dazi dovrebbero servire a compensare le diverse condizioni sociali e lavorative nei diversi paesi che commerciano reciprocamente. Es. se i lavoratori svedesi hanno maggiori garanzie rispetto ai loro colleghi cinesi è chiaro che il maggior costo del lavoro li sbatterebbe fuori mercato senza adeguate compensazioni doganali.

    Ma i dazi sono un fatto marginale rispetto alla questione valutaria. Distorsioni finanziarie a parte (il FOREX tratta centinaia di volte i volumi effettivamente scambiati per ragioni puramente commerciali di import-export; le eventuali politiche monetarie unilaterali illegittime, ecc.), il cambio fluttuante tra valute nazionali dovrebbe compensare il grosso degli squilibri nei costi produttivi, salari compresi. Solo così si rispettano le diverse culture e livelli di produttività, lasciando all’import-export solo una quota marginale degli scambi, quelli veramente necessari alle rispettive popolazioni. Sono le multinazionali in conflitto d’interessi strutturale verso i popoli dei paesi in cui operano, e questo è il fatto, relativamente nuovo, che distorce tutte le economie con conseguenze disastrose. Ma ci vuol poco a governarlo, ammesso che resista l’idea stessa di governo alla guerra d’aggressione mossa dalle corporations agli stati nazionali.

  • il gobbo

    Tanti bei discorsi, prese di posizione, risoluzioni, analisi del perché e del per come,
    del perché del perché e intanto non cambia nulla, inutile fare analisi e conclusioni sono tutti pagliacci dello stesso ” Grande Circo €uropeo” con la sua schiera di clown, ballerine
    e maghi delle tre carte truccate per fregare i cittadini.Il problema è uno solo e si chiama:
    €uropa Unita…..

    • Non cambia nulla anche perchè la maggior parte della popolazione si beve queste dichiarazioni di Mario Draghi e pensa siano vere. E quei pochi che sono consapevoli, non provano neanche a contestarle.

      • Gino2

        Lei ha ragione dott. Conditi.
        C’è da dire però che c’è una rigida selezione di chi ha accesso al mainstream per far conoscere certe cose. Dove rigida significa che non è permesso a nessuno di avere visibilità. Chi ci prova è relegato sul web etichettato come complottista, strambo, ignorante, credulone, pazzo etc.
        Chi riesce in qualche modo ad essere notato viene comprato quasi subito, allettato da guadagni e visibilità e deforma subito i propri contenuto rndndoli accettabili, dunque disinnescandoli.

        Aggiungo che personaggi con visibilità ma con dei contenuti mai hanno fatto qualcosa di sconveniente, sempre ligi a rispettare quelle stesse regole con cui vengono depotenziati. Manifestazioni coi fischietti, conferenze educate e pulite etc.

  • Annibale Mantovan

    Stabilità dei prezzi con debito troppo alto da pagare significa DEFLAZIONE e quindi USURA. Piena occupazione per pagare il debito in queste condizioni “capestro” equivale a schiavitù. Tutto torna caro Mario Draghi!

  • La crescita economica non è equilibrata proprio perchè il nuovo denaro creato in grandi quantità dalla BCE, affluisce principalmente nelle economie finanziarie più forti, a scapito di quelle più deboli, accentuandone le differenze. Non è un problema di riforme strutturali, ma di politiche monetarie fatte a vantaggio dei settori finanziari e del’1% di popolazioni più ricca, a scapito dell’economia reale e del restante 99% di popolazione più povera.