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Questa non è una crisi, è una guerra

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Sono più di 10 anni che siamo in crisi economica, e le conseguenze per la popolazione ed il nostro territorio sono simili a quelle di una guerra. Anzi forse peggio di una guerra.

Si può parlare di crisi economica per un paese povero di risorse, senza capacità produttiva, costretto ad importare la maggior parte dei beni e servizi di cui ha bisogno. Oppure si può parlare di crisi economica se una particolare congiuntura richiede un riassetto delle strutture produttive.

In realtà sono ormai quasi trent’anni che assistiamo al lento ed inesorabile degrado dell’Italia, da 4° potenza industriale mondiale nel 1994 ad uno dei paesi più indebitati al mondo e senza crescita economica.

Come è stato possibile? Eppure siamo sempre lo stesso territorio e lo stesso popolo che nel passato ha prodotto la civiltà romana, il mondo medievale, l’arte rinascimentale e barocca, che ha insegnato al mondo la politica, l’economia, il diritto, la cultura, l’arte e la tecnologia.

Solo per restare in ambito economico, siamo noi ad aver inventato le banche e la partita doppia, che sono alla base della contabilità bancaria.

Il concetto di crisi economica prevede un peggioramento momentaneo o al massimo breve, della situazione precedente, ma oggi, dopo più di 10 anni dal crollo dei titoli subprime e dal fallimento della Lehman Brothers, si può ancora dire che siamo in crisi?

Per decenni si è pensato alla crisi del ’29 come alla peggiore situazione economica accaduta. Quella sì che fu una crisi, ma la situazione fu recuperata nel giro di una manciata d’anni da tutte le economie mondiali. Quella che stiamo vivendo oggi è una crisi che assomiglia sempre di più ad una guerra, che però è già durata il doppio della seconda guerra mondiale e il triplo della prima guerra mondiale.

Una guerra dove l’aggressore combatte tutti i giorni 24 ore al giorno,  mentre noi italiani, e non solo italiani, dormiamo 24 ore al giorno.

Perché dormiamo? Perché non ci rendiamo conto di essere in guerra da 10 anni e soprattutto non vediamo il nemico e cosa ci sta portando via.

Ma se non sappiamo di essere in guerra, come potremo mai vincere?

L’Italia è, dopo gli Usa, la nazione con più militari in servizio all’estero, stupidamente andiamo a fare i poliziotti in giro per il mondo mentre abbiamo i ladri in casa.

Solo che la guerra che stiamo combattendo non è militare ma economica, ed ha come obiettivo lo smantellamento delle strutture economiche e monetarie del nostro paese, fino a ridurlo a semplice colonia del potere economico e finanziario mondiale.

In questi ultimi 30 anni abbiamo perduto la nostra moneta nazionale, la gestione del debito pubblico, il controllo del sistema bancario, le nostre migliori aziende strategiche, i nostri migliori marchi del Made in Italy.

Le politiche di qualsiasi Governo devono ormai sottostare a tali norme e vincoli da ridurre le politiche economiche alla semplice adozione delle stesse ricette che fino ad oggi non hanno funzionato ed anzi hanno aggravato la situazione di crisi economica.

Negli ultimi 10 anni ci hanno convinto a fare politiche di austerity, con la scusa che l’anno dopo ci sarebbe stata la ripresa, ma in realtà abbiamo avuto solo una ripresa … per i fondelli !

La realtà è che tutto ciò non è frutto del caso, ma è voluto e programmato da anni, ed ha come obiettivo la colonizzazione finanziaria di una delle popolazioni più ricche al mondo per patrimonio artistico e culturale, risorse ambientali ed umane e per risparmio privato.

Per la mancanza di soldi e per i ricatti dei mercati finanziari, le cosiddette politiche di austerity distruggono territorio, edifici e infrastrutture, e uccidono la popolazione per suicidi, povertà e malattie.

Le nostre soluzioni per uscire dalla crisi economica non sono più una scelta politica, ma una questione di sicurezza nazionale.

comedonchisciotte controinformazione alternativa convegno m5s 29 gennHo provato a spiegare tutto ciò al Convegno “Spread, banche e sicurezza nazionale nel contesto europeo” del 29 gennaio 2019, è stato organizzato nella Sala Isma del Senato, dal gruppo del Movimento 5 Stelle del Senato, in particolare dalla Senatrice Sabrina Ricciardi e dal Senatore Mario Turco, che mi hanno invitato in qualità di Presidente dell’associazione Moneta Positiva, insieme a due carissimi amici, l’Avv. Francesco Carraro e il Prof. Valerio Malvezzi.

L’incontro è stato ripreso in diretta streaming da Byoblu di Claudio Messora ed è ora visibile sul loro Canale Youtube, a testimonianza della loro grande opera di documentazione e divulgazione di tutti gli interventi di esperti fuori dal coro mainstream.

È la prima volta che una forza politica accetta di parlare pubblicamente di un tema così delicato ed importante come quello monetario, ma soprattutto che accetta un confronto serio e costruttivo sulla possibilità che lo Stato ricominci ad usare la propria sovranità monetaria e fiscale per uscire dalla crisi economica.

Sarebbe una rivoluzione di portata epocale, visto che da anni il processo culturale, economico e politico è sempre andato nella direzione di trasferire ad una ristretta cerchia di privilegiati, il potere di creare e distribuire il denaro senza alcuno controllo da parte di Stato e cittadini.

Un cambiamento di questa portata, è avvenuto negli ultimi 30/40 anni senza che la maggior parte delle persone se ne rendesse conto e nel più totale disinteresse sia della classe politica, dei mezzi di informazione e/o degli esperti economici, che anzi hanno sempre giustificato queste scelte con motivazioni che si sono rivelate false ormai da anni, oltre che prive di qualsiasi fondamento scientifico.

Questa non è una crisi economica, è una guerra!

In una guerra, se non vogliamo essere trasformati in schiavi, dobbiamo combattere per riaffermare la nostra sovranità.

La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

Fabio Conditi – Presidente dell’associazione Moneta Positiva

con il contributo di Galileo Ferraresi e Stefano Di Francesco

http://monetapositiva.blogspot.it/

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.03.2018

Pubblicato da Fabio Conditi

Presidente dell'Associazione Moneta Positiva con la quale porta avanti una campagna per riformare il sistema monetario, al fine di ottenere finalmente una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Ingegnere edile, specializzato in progettazione architettonica e strutturale, da anni studia il sistema economico e monetario attuale, analizzando le cause della crisi economica e le soluzioni concrete e realizzabili per uscirne. Ha contribuito a fondare diversi gruppi di cittadini che si occupano di economia, come Moneta 5 Stelle e Gruppo Cittadini Economia di Bologna e Ferrara. Ha scritto il suo 1° libro "Manuale in 12 passi per uscire dalla crisi" ed effettuato più di 100 incontri con i cittadini per divulgare questi temi, cui hanno partecipato più di 4.000 persone. E' appena uscito anche il suo 2° libro "Moneta Positiva - Riforma del sistema monetario" sottotitolo "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito". http://monetapositiva.blogspot.it/p/libro.html

6 Commenti

  1. È molto amaro rinfrescarsi la memoria con ciò che è successo negli ultimi 30 anni per colpa di una classe politica vile e corrotta,per una distrazione di massa che ha portato a credere tra noi stessi che l’italiano è semplicemente un furbo,desideroso di truffare il prossimo e scaricare il barile per farci credere che la colpa è nostra ma non è assolutamente vero,ci vogliono ridotti in questo modo perché l’Italia e gli italiani sono stati sempre una spina nel fianco degli altri stati mafiosi d’europa che commettono atti criminali in qualsiasi campo e che vengono puntualmente perdonati e fatti passare in sordina,dobbiamo assolutamente riprendere il controllo della moneta e degli assetti statali se vogliamo riprenderci quel poco che resta e soprattutto cambiare mentalità, perché al contrario di come vogliono far credere gli italiani non sono secondi a nessuno

  2. 80, 240, 2.500 (migliaia di miliardi di dollari)

    Queste sono le cifre aggiornate riportate da Conditi sul sistema mondo:

    PIL, debiti pubblici-privati, prodotti finanziari speculativi

    Il mondo si è quindi indebitato per tre anni di vita lavorativa, mentre i “risparmiatori” giocano a poker per 31 anni abbondanti di attività produttive.

    Essendo il debito di Tizio corrispondente al credito di Caio, se le ricchezze fossero omogeneamente distribuite, le cifre suddette dovrebbero essere:

    80, zero, X

    dove X rappresenta un multiplo del PIL corrispondente ai risparmi accumulati da tutti i cittadini del mondo in parti uguali (case, infrastrutture, beni pubblici e privati, liquidità disponibile). Considerando la vita media lavorativa pari a 30/40 anni, è ragionevole pensare che, se tutto va per il meglio, al netto delle tasse ciascun lavoratore risparmi una frazione del proprio reddito prodotto in tutta la sua vita, ad es. un terzo, che sarebbe (ipotesi molto ottimistica) a spanne 10 anni di PIL (rapportato all’individuo). Con gli altri 2/3 ci si pagano le tasse e il mantenimento proprio. Aggiungiamoci le eredità rimaste dagli avi, in pari misura, ed arriviamo all’ingrosso a 20 anni di PIL.
    Stiamo parlando quindi di una media mondiale di individui strafortunati in massa, che ereditano, tutti e 7 miliardi che sono in vita, un bel gruzzolo dai genitori, al quale sommano pari cifra risparmiata in tutta una lunga e fortunata carriera lavorativa (piena occupazione mondiale).

    Ipotesi del tutto utopistica, ma se anche fosse, mancherebbero all’appello (con la realtà del circo finanziario) altri 10 anni abbondanti dell’intera produzione mondiale.

    Tenuto conto delle periodiche distruzioni di ricchezza durante le micidiali guerre fraticide, dell’arretratezza produttiva di almeno i 2/3 dell’umanità, e dei limiti bio-fisici sempre più evidenti dello sviluppo, è chiaro che i conti non tornano: c’è troppa grana in circolazione nel circo finanziario, con evidente puzza di bruciato.

    Da qui dovrebbe partire una seria analisi di realtà, con chiare spiegazioni di come fanno gli speculatori finanziari a rubare ricchezza vera ai poveracci ignari che lavorano, semplicemente giocando a poker tra di loro, con le loro fiches autoprodotte e farlocche (per le briciole delle quali gli schiavi si scannano tra loro nel mondo reale separato dall’elite dei giocatori di poker).

  3. inoltre nei primi anni 90 l’Italia era la quinta potenza economica globale..
    è vero è una guerra.che non sta avvenendo solo in Italia,ma in tutto l’occidente..
    una guerra dove è in corso un esproprio ..capitalista..
    i pochi, coalizzati e soprattutto spalleggiati da una classe politica svendutasi perché culturalmente allevata ad idolatrare il Dio danaro, stanno riportando le masse subalterne al medio evo, a quando esistevano i ricchi signori e le loro ristrette corti che avevano la licenza di vita o di morte sulle masse subalterne.
    e mettere fine a questo andazzo è I M P O S S I B I L E tenuto conto soprattutto del rincoglionimento di massa in atto, come testimoniato da recenti articoli pubblicati su questo sito..dove viene appurato che addirittura il QI medio del pecorume ha subito una grave regressione negli ultimi decenni…che comprano per 8 euro una bottiglietta di acqua firmata…
    Oltretutto tutti i mezzi che usiamo per comunicare sono scientemente controllati e dove vi è qualcuno la cui voce appare fuori dal coro si viene non solo bannati ma si rischia di essere puniti legalmente.
    Vorrei ricordare a tal proposito una puntata di ballarò durante la campagna elettorale della primavera 2006, con ospiti in studio berlusconi rotondi rutelli e la bonino.
    Rotondi comincia a parlare di banche e della loro responsabilità e del loro potere..per un attimo la telecamera inquadra la bonino che sta facendo con le mani dei segni verso rotondi come per zittirlo…il conduttore interrompe rotondi chiamando la pubblicità…
    Ritorno in studio…per tutta la puntata e per le successive l’argomento banche-potere è diventato tabù….ed è rimasto tabù ,salvo qualche eccezione.
    E come dimenticare la famosa lettera dell’estate 2011 quando i capi della bce ordinano al governo italiano la linea politica da seguire?Cioè l’austerità e successivamente un parlamento che sgozza il paese approvando il fiscal-compatc?

  4. Io condivido sempre le analisi e le considerazioni di Fabio Conditi, l’intervento di Malvezzi ha corroborato degnamente da un punto di vista non solo economico ma filosofico l’importanza e la necessità di agire cambiando profondamente il paradigma senza accontentarsi di “aggiustare” alcuni parametri economici all’interno della solita visione econocentrica Questo è il messaggio fondamentale, il cambio non va fatto rispettando la logica capitalista che é talmente consolidata e demenziale da produrre sopra ogni cultura gli stessi nefasti risultati…
    Dunque il problema vero del 99% é naturalmente quello di raggiungere una consapevolezza ampia che va ben oltre quello che predicano i burattini prezzolati dell’associazione internazionale della propaganda filocapitalista che vanno dai politicanti ai “giornalisti”…
    Applicare questi sani principi richiede disfarsi di buona parte delle credenze che hanno contribuito a portarci a questo punto.

  5. A questo punto della storia anche se le masse fossero private di cibo, acqua, luce e gas,sarebbero attonite, spaesate ma non consapevoli di essere in guerra.

  6. Ho letto molti commenti e noto una certa sfiducia in questo esecutivo, da parte di tanti “subitotuttisti”.
    Il mio parere è che i due leader stanno lavorando bene nonostante incontrino notevoli difficoltà persino all’interno dei propri partiti/movimenti, figuriamoci nel resto dell’establishement…
    La politica dei piccoli passi, in questo particolare momento storico, è l’unica che possa consentire di ottenere risultati a medio termine.
    Oltretutto anche se i risultati sembrano minimi, in realtà hanno modificato completamente il paradigma ed anche molte consapevolezze degli italiani, nonostante l’attacco costante e rabbioso degli avversari politici e dei media da loro controllati.
    Le elezioni europee potrebbero rappresentare un importante spartiacque per consentire quello scatto necessario a convincere ancora di più sulla bontà degli interventi anticiclici, prima che intervenga sulla scena un personaggio molto influente che si sta svincolando da importanti impegni istituzionali.