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Polvere di stelle

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Dopo la solenne mazzolata alle europee, grida d’allarme e pianti isterici si sono levati sui social, per l’emorragia colossale di consensi fuoriuscita dal M5S, mentre opinionisti di ogni genere sono subito corsi ad analizzare motivi e cause di una tale clamorosa débacle. Probabilmente, dato lo scarso coinvolgimento suscitato in genere dalle elezioni europee, una parte dell’elettorato potrebbe tornare alle politiche, comunque la leadership pentastellata non si è certo distinta per coerenza e rispetto delle fantomatiche promesse elettorali. Inoltre la vera causa della batosta consiste soprattutto nel fatto che il partito del né né non ha alcuna identità politica seria, nessuna ‘rivoluzione più o meno gentile’, ma una sola identità, quella del partito azienda.

Dentro il corso della modernità liquida del terzo millennio il M5S si è adattato perfettamente, con prepotente vitalità, ancorandosi alla storia politica italiana, come fa il camaleonte con il ramo con cui si mimetizza, invadendo il panorama politico con promesse mirabolanti, irrompendo sulle piattaforme social con slogan propagandistici sempre più ossessivi e circondandosi di una folla di followers guidati più da un fanatismo morboso che da un serio giudizio critico sull’operato concreto del loro partito di riferimento, osannato oltre ogni possibile dubbio, secondo pratiche fideistiche che ricordano più una sorta di scientology italiana, che un movimento democratico.

Facile cascare nel delirio collettivo provocato dalla genialità dell’esperimento di Gianroberto Casaleggio, però il M5S non è una forza politica nata dal basso, ma una semplice riproduzione della prima società di Casaleggio, la Webegg, gruppo per la consulenza delle aziende in Rete, controllata da I.T. Telecom Spa.

Esperimento cui Casaleggio ha lavorato alla fine degli anni Novanta, quando da amministratore delegato cominciò a testare nei forum intranet dell’azienda i meccanismi di formazione e produzione del consenso attraverso la propaganda virale.

Testi e regia dei Vday infatti, gli eventi antecedenti alla nascita del Movimento, erano in pratica decisi dalla Casaleggio. Grillo è stato l’uomo immagine, il frontman del consenso elettorale che poteva  raccogliere e rilanciare la rabbia che saliva da più parti della società civile e incrementare il sentimento d’indignazione contro il sistema. In questa prima fase il MoV sosteneva alcune istanze che poi smentirà tutte: l’uscita dalla Nato, il rifiuto assoluto di comparire sulle tv, la decrescita felice, il plauso ad uno stile di vita francescano, un deciso sovranismo, una forte critica all’euro e all’Unione europea.

G.Casaleggio ha progettato attentamente la sua scalata al potere, tutelando con cura paranoica la fuga di notizie sulla sua storia professionale, anche se ai più attenti molte cose non erano sfuggite.

Lo stesso Gianroberto teorizzava spesso sul potere degli ‘influencers’, i piazzisti di prodotti sul mercato, o fake persuaders, coloro che orientano il consenso degli utenti, creando e dirottando  correnti di pensiero per finalità di marketing, anche politico. La persuasione funziona perfettamente  quando è invisibile, e il marketing più efficace è quello che s’insinua subdolamente nella nostra coscienza, attraverso un processo di propagazione virale riprodotta sui social, simulando magnificamente l’autonomia delle nostre opinioni, che in realtà sono di altri.

Il guru del web riuscì ad incastrare Grillo nell’avventura politica che si stava aprendo nel 2005, e con l’apertura del blog di Grillo cominciò la traversata nel deserto del nuovo partito populista. Tutta la comunicazione veniva studiata sistematicamente da Casaleggio, e Grillo serviva da amplificatore seducente e accattivante dei depistaggi ideologici, veri o presunti, della nuova creatura politica.

Il blog  fu subito ispiratore di liste civiche e di meetup territoriali, cui le persone partecipavano con grande entusiasmo, sentendosi protagonisti, esponenti preziosi del MoV,  in realtà venivano spesso ignorati dai vertici, a meno che rispondessero ai canoni elettorali che facevano loro comodo, giovani, fotogenici, malleabili, succubi e dotati molto più di soft skills che di hard skills, più attitudini che competenze. Una volta eletti, una ‘squadra di esperti’ li avrebbero guidati nelle proposte e nei dibattiti politici.

L’ipnosi collettiva scatenò effetti immediati, eliminò la sensazione d’impotenza, perché era taumaturgico gridare un “vaffa” verso i decrepiti e corrotti politici della casta, e illuse sulla possibilità di un riscatto, che poteva trovarsi finalmente a portata di mano. Il sogno si sa è sempre più forte del realismo, ed è la carica emozionale indispensabile per muovere le coscienze attraverso “parole guerriere”.

Ma il riscatto non può arrivare, perché il MoV è una controrivoluzione, l’anarchismo interno in realtà è guidato dalla diarchia Casaleggio (oggi unico proprietario del simbolo e della società srl) e Di Maio, tutti gli altri stanno sotto. La selezione della classe dirigente è uno dei problemi seri, perché in Parlamento sono arrivate persone che non hanno mai letto la Costituzione, oppure diretti dipendenti, comprati a suon di promesse e di pretese.

“Descrivere il potere dei Casaleggio è come comporre un puzzle”, dicono due ex collaboratori del MoV, Nicola Biondo e Marco Canestrari nel loro ultimo libro di recente pubblicazione “Il sistema Casaleggio“… “Ci sono migliaia di pezzettini: associazioni aperte e chiuse, avvocati, notai, relazioni, contatti, incontri, cene, convegni, partiti politici, aziende pubbliche e private. Frammenti di racconto che presi da soli non hanno un grande significato. Bisogna ricostruire e collegare i tasselli con pazienza, per capire come ciascuno sia parte di uno schema coerente. Il paravento dietro cui si nasconde questo inganno è l’asserita volontà di costruire un nuovo modello di democrazia, la «democrazia diretta», governata da un’applicazione web di pessima qualità chiamata Rousseau.”

Per altro secondo Davide Casaleggio Rousseau dovrebbe sostituire i processi democratici esistenti oggi in Occidente: «il Parlamento diventerà superfluo» ha profetizzato in un’intervista del luglio 2018.

La scalata ai vertici del partito è avvenuta al momento della scomparsa di Gianroberto, quando il figlio Davide si è assicurato un ruolo assolutamente anomalo, non ha una carica politica eppure gestisce l’attività del MoV, come presidente dell’Associazione Rousseau, tesoriere e amministratore unico. Ma mentre Casaleggio ha il potere di governare i dati degli iscritti, le procedure di votazione dei candidati, le proposte da presentare in Parlamento, i soldi versati dai donatori e dai parlamentari (300 euro al mese, 6 milioni in 5 anni di legislatura, quindi soldi pubblici che vanno ad un’associazione privata), al contrario il movimento non può indicare i vertici, non può influenzare le decisioni, non può modificare le regole interne.

Il nuovo statuto del partito, datato 30 dicembre 2017 e scritto dall’avv. Luca Lanzalone (ora in carcere), blinda l’accordo tra l’Associazione e il partito. Gli strumenti informatici del MoVimento saranno forniti da Rousseau, per sempre, e il regolamento per le candidature quantifica la cifra di 300 euro al mese.

Ora da un po’ di tempo si parla di una segreteria politica, di una rete territoriale, ma nulla lascia prevedere che il MoV possa trasformarsi in qualcosa di diverso rispetto ad uno strumento attraverso il quale i Casaleggio hanno concentrato nelle loro mani influenza e potere.

Dopo il voto sulla Diciotti poi si è capito che gli iscritti sono pronti a ratificare qualsiasi proposta, se pilotati nel modo giusto da video orientati al lavaggio di cervello.  Anche oggi, nel dopo tracollo alle europee, a decidere è solo un piccolo direttorio di poche persone, Casaleggio, Di Maio, Bugani.

Il MoV si è presentato all’opinione pubblica italiana attraverso tre messaggi chiari: noi siamo il movimento della trasparenza, della legalità, della democrazia diretta. In realtà in questo non partito, un soggetto non eletto da nessuno, attraverso un’associazione privata di nome Rousseau, controlla la gestione e le attività di un MoV, in maniera unidirezionale.

Il conflitto di interessi, ambiguo e opaco, meriterebbe di essere messo a fuoco in modo netto: a quale titolo il capo di una srl impone a dei parlamentari eletti senza vincolo di mandato l’obbligo di essere sudditi di un’associazione privata?

E comunque spiega perfettamente il crollo del MoV alle europee, perché se il partito del né destra né sinistra ha potuto raccattare moltissimi voti alle ultime politiche, proprio grazie all’ambiguità del proprio messaggio poliedrico e multilaterale, poi però di fronte alle sfide di governo non riesce più a gestire il consenso.

Del MoV delle origini è rimasto solo un brand elettorale, svuotato di ogni energia progettuale di ampio respiro, adagiatosi costantemente su toni da political newsjacking perpetua, ostinatamente regolata su spot propagandistici di grande effetto, semplici, immediati, capaci di colpire l’immaginario collettivo.

Ma la rappresentanza politica di istanze democratiche dovrebbe essere un’altra cosa…

 

Rosanna Spadini

Fonte: https://comedonchisciotte.org/

 

 

Pubblicato da Rosanna

"Suave, mari magno turbantibus aequora ventis, e terra magnum alterius spectare laborem; non quia vexari quemquamst iucunda voluptas, sed quibus ipse malis careas quia cernere suave est." Tito Lucrezio Caro, De Rerum Natura, Libro II
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46 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Condivido in tutto e per tutto…….

  2. Tutto giusto non esiste ombra di dubbio! Ma trattasi di dubbi, considerazioni, constatazioni di cui eravamo ben consapevoli anche prima di questa ridicola e disutile ”tornata” elettorale! Nasce, sorge, insorge spontanea una sola domanda: perchè solo adesso certe considerazioni e valutazioni??????? Per lo meno sospetto!!!

    • Basterebbe mettere insieme la frequentazione della fantomatica ‘democrazia diretta’ del MoV, più la lettura dei due libri che ho citato e la verità salta agli occhi limpida e irrefutabile, senza ombra di dubbio.

    • A volte è dura ammettere di aver sbagliato,ma complimenti per chi e capace di farlo quando se ne accorge. Non spariamo sulla Croce Rossa.

      • Buongiorno! Non si tratta di ammettere di aver sbagliato semmai, bensì di non aver vigilato! Il discorso è molto diverso! Tutto ciò che ”nasce” in questo paesello malsano e decomposto dedito più che altro al proprio ”particulare” deve essere osservato con preventivo sospetto per evitare ”delusioni” successive! Ma non siamo nati ieri e cultori di dotte diatribe circa il sesso degli angeli, credo e/o spero altrimenti ci prendiamo in giro da noi stessi medesimi! Il M5S che ha ben operato in ambito legislativo deve essere depurato da malsane presenze a meno che non ci piaccia tornare a devastanti orrori quali pd fi ed altro analogo consimile pattume! Il problema devastante e terribilmente odioso consiste nella strampalata natura italiota ondivaga, pronta a saltar subito sul carro del vincitore di turno e pronta a saltar giù al primo accenno di crisi! Problema drammatico! Ecco perchè ci ritroviamo in questo strampalato ambiguo paesello potenzialmente ricco ed operoso ma singolarmente disfatto e vituperevole in balia di feccia che ci odia e disprezza!! Caro signore sarebbe nostro dovere accedere a ben altro per riprenderci! Buona giornata!!! Poscritto: la lega legaiola leghista cavalca l’onda!! Un altro nulla dedito solo e soltanto a el dinero con annessi e connessi!! Malsana italietta!!!

  3. Brava Rosanna
    perfetto
    (il coming out di Pizzarotti da M5* a +Europa la dice lunga)

  4. Perfetta analisi.

  5. Hai riassunto questi anni in modo chiaro e condivisibile.
    Il problema della casaleggio associati è un problema che non penso possa essere risolto.

  6. La Spadini con questo articolo,ammesso che sia farina del suo sacco,(ma lo stile è da copia-incolla) fa una capriola e si cambia la gabbana al volo.
    Guai ai vinti, verrebbe da dire..
    Da sostenitrice dei cinque stars senza se e senza ma, si è subitamente trasformata in opinionista-aguzzina spietata, mostrandoci le falle e le contraddizioni criminose del moV e dei suoi capetti, che prima amava in modo plateale.
    Potenza delle crocette…

    E poi,tra parentesi, non mi aspettavo dalla Rosanna un banalissimo e idiota ” persone che credono alle scie chimiche e alle sirenette”..

  7. Rosanna, la vedo sfiduciata, si tranquillizzi, il Popolo è fatto così; ha tagliato la testa sia al re che a Robespierre.
    Personalmente la vedo come Platone, dieci milioni di persone, messe assieme, non decidono nulla. Un pugno di persone con cervello (fondamentale) decidono per cento milioni.
    E poi è risaputo che prima di salire al cielo bisogna fare un giro all’inferno.

  8. Riassunto:
    «il Parlamento diventerà superfluo», garantisce l’avv. Luca Lanzalone (ora in carcere).

    Ottimo articolo che mette a nudo la fissità del né né: il non schierarsi se all’inizio genera molte speranze alla resa dei conti porta frustrazioni e disillusioni. D’altronde il crollo dei muri ideologici ed edili sono il programma del neoliberismo. Né questo né quello è il mantra del consumatore compulsivo teleguidato dall’obsolescenza programmata, ora adottata anche in politica.

  9. Marco Echoes Tramontana

    “fake persuaders” a Roma li chiamano ‘cazzari’ dai tempi della lupa.

    Buongiorno, comunque, meglio tardi che mai… o forse oggi a ben guardare fuori, proprio qui nella cittadella capitolina si è alzato un vento strano… e te lo dice uno che già dal cognome 😉

  10. “l’uscita dalla Nato, il rifiuto assoluto di comparire sulle tv, la
    decrescita felice, il plauso ad uno stile di vita francescano, un deciso
    sovranismo, una forte critica all’euro e all’Unione europea”

    Aggiungi l’abrogazione dell’ignomignoso decreto lorenzin, il notav assoluto, ecc.
    Ciliegina sulla torta un voltafaccia post-voto: via i benetton dalle (auto)strade!

    Eppure li ho rivotati, nell’ultima speranza di un ritorno alle origini dal basso, con un bel vaffanculo ai grillo-casaleggio-dimaio e una presa di potere contro la presa per il culo. Nell’offerta politica attuale non c’è alternativa, e poi, qualche volta, “dal letame nascono i fior”. Del resto da un elettorato sensibile solo ai comici (e al pallone), come in Ucraina, non ci si poteva aspettare altro. Occorre lavorare con chi c’è.

    Comunque la meritatissima batosta mi ha fatto molto piacere.

  11. “Il movimento di e’ svuotato di energia progettuale”.
    Diciamo che nel momento in cui si son trovati di fronte a fatti concreti, a decisioni da prendere, le teorie urlate dal tavolino dell’opposizione si sono scontrate con la realta’…prendiamo ad esempio il caso del voto sulla Diciotti che ha portato tante conseguenze negative al mov.
    La teoria pentastellata e’ che ti difendi nel processo non dal processo.
    Gia’…
    Quindi fiducia nella fondatezza delle accuse formulate dalla magistratura….
    Gia’…
    Poi ti trovi di fronte un’accusa traballante. Sequestro di persone? Ma davvero il governo ha sequestrato delle persone? Un conto e’ l’accusa di corruzione, finanziamento illecito, comportamenti tenuti non alla luce del sole che richiedono accertamento di quanto accaduto, ecc…ma l’azione di governo concertata insieme???
    Mah…
    Chiaro che chi odia Salvini, salta sul carro della legittimita’ della teoria (ti difendi nel non dal) infischiandosene del merito (non e’ responsabilita’, mia, piena fiducia nella magistratura, ecc..). Ma poi la realta’ dei fatti cozza con la teoria. Il merito e’ cosa diversa dalla legittimita’ e non puo’ essere ignorato…e lo statuto puo’ essere migliorato…
    Ecco, se il Movimento si e’ lberato di chi si assoggetta lo statuto a fini di vendetta personale, e’ solo cresciuto. Nulla e’ fisso, ma tutto scorre (e cambia..in meglio si spera).

  12. La Rosanna è ritornata al PD…

  13. Non avere un vero leader gli è stato fatale. Immagina il mov. Guidato da un Salvini…

  14. Una analisi puntuale e chiara della situazione del Mov, condivisibile al 100%. Devo solo aggiungere che la campagna elettorale delle ultime settimane ha mostrato tutta la distanza che c’è tra la Casaleggio Associati e la realtà politica del Paese, la artificialità di un pseudo partito e della sua classe dirigente e il vuoto totale della sua offerta politica. Hai fatto benissimo ad individuare le responsabilità della ‘azienda’ separandole da quelle di giovani desiderosi di cambiamento che provavano a fare i politici senza averne le basi. Bisogna dire anche che i Casaleggio sono stati capaci di ottenere questi risultati perché hanno saputo sfruttare un momento di frustrazione e di delusione totale del Paese dei confronti della sua classe politica. La miscela esplosiva generata dalla crisi di crescita provocata dall’euro, dall’invasione dei migranti, dalla globalizzazione e la proletarizzazione della classe media ha spinto una parte degli elettori a votare con rabbia per il nuovo e basta, senza considerare la sostanza politica di quello che sceglievano, anche perché è facile fare l’opposizione. Alla prova del governo però molti di coloro che lo hanno votato prima si stanno accorgendo che la sostanza politica conta e come e che il Mov ne è privo.

  15. Tante parole sul fenomeno 5stelle ma la visione d’insieme è semplice.
    La politica deve rappresentare le istanze di tutti e attuare il bene collettivo della popolazione, ma svolgendo questo compito viene corrotta e deviata da quel potere ingordo che vuole sempre più benessere per pochi a scapito di molti.
    L’esperimento dei 5stelle mi intrigava molto perché sembrava di ricercare il modo di formare una classe politica lontana dalle contaminazioni delle lobbyes economiche, evitando come la peste di rincorrere qualsiasi tipo di ideologia, affidandosi allo slogan “uno vale uno”

    Ottimi propositi ma di complicata realizzazione a partire soprattutto dall’ultimo punto.

    Dopo ottimi risultati, ottenuti sulla fiducia per questi bei propositi, i primi segnali di crisi e disaffezione hanno cominciato a far capire che per riuscire in quei nobili e difficilissimi obiettivi occorre partire da un leader carismatico esperto, onesto, competente e con due palle così, che abbia la lungimiranza di comprendere come possano essere nocivi per il suo obiettivo due comportamenti in particolare:
    1) abbandonare la logica per seguire l’ideologia e schemi eccessivamente rigidi
    2) far percepire incoerenza e non motivarla

  16. Già nel 2015 il blogger Federico Dezzani ricostruiva la genesi del M5S, partendo dalla carriera e dalle frequentazioni storiche di Casaleggio sr., si veda ad esempio: http://federicodezzani.altervista.org/m5s-la-stampella-del-potere/#sdfootnote43anc
    ma non fu il solo a spiegare la matrice atlantista di un’operazione con finalità politiche precise, al pari di molte altre, che nella penisola si sono attuate in funzione di contenere svolte ritenute pericolose o comunque destabilizzanti del sistema di potere costituito in Europa a partire dal secondo dopoguerra, anche l’operazione cd sovranista, ma che è tutt’altro che sovranista, che vede la Lega in combutta con l’ex bankiere di goldman ed ex (?) collaboratore di Trump, tale Steve Bannon che oggi si presenta come cristiano-sionista, è in realtà un’operazione controllata ed indirizzata dalle centrali di potere atlantista che da settanta anni buttano fumo negli occhi agli italiani, che a partire almeno dall’operazione “mani pulite” non riescono ad esprimere una forza politica genuina ed autoctona, l’Italia rimane colonia dove i giochi politici li decidono sempre e comunque gli interessi stranieri, dispiace che molta gente continui a cadere in queste trappole mediatiche, artifici indirizzati a mantenere l’Italia entro il dominio atlantista, ma che creano ogni volta in termini apparentemente differenti l’illusione della novità, ma il M5S non sparirà così in fretta come qualcuno può pensare, ha infatti ancora un ruolo da giocare e ad ora non è stato ancora preparato un sostituto, ma chi lo può sapere? magari ci stanno già lavorando e vedrà la luce molto presto.

  17. Cara Rosanna, perchè non diventi socialista? A sx c’ è il vuoto cosmico ma quello che manca non è il PD che deve essere eradicato e bruciato…mancano i socialisti!

  18. Certamente la questione Casaleggio, prima o poi, se il movimento vorrà avere un futuro, dovrà essere affrontata, perché è diventato del tutto evidente che poche persone condizionano tutto, almeno a livello organizzativo, in nome di non si sa cosa. Inoltre è inevitabile una riorganizzazione in senso autenticamente politico, ovvero come partito, anche in forme tradizionali o comunque maggiormente riconoscibili perché no, quindi non necessariamente telematiche o digitali: chissà se riusciremo mai a vedere un congresso dei 5 stelle…Ma nonostante tutto non darei troppa importanza a queste pur inquietanti osservazioni dietrologiche sul ruolo dei Casaleggio, sul loro presunto o effettivo dominio (anche esoterico) sul movimento e quant’altro. Quelli che stanno sulle piattaforme, con tutto il rispetto, sono pochi, molto pochi rispetto ai 6 milioni di voti volatilizzati (cifra già di suo abbastanza inquietante e sospetta…). Duole ammetterlo, ma come ha detto il vecchio Feltri, gli italiani vogliono soprattutto vivere senza troppi stranieri tra i piedi, esercitare la legittima difesa, andare in pensione prima di morire e non pagare tasse pesanti. Per non parlare poi di quanto effettivamente contano, per gli italiani, l’ecologismo, l’ambiente e i nuovi diritti civili. Se nonostante tutti i cervellotici studi in materia, alla fine per il marketing (dei Casaleggio e non solo) quello che conta è dire alla gente quello che vuole sentirsi dire (in questo Salvini è stato maestro e non ha dovuto nemmeno inventare niente di nuovo, copiando in gran parte proprio dai 5 stelle), senza preoccuparsi per quello che avverrà dopo, allora dobbiamo rassegnarci ad essere presi per il culo fino a quando non decideremo di non affidare più a nessuno alla cieca i nostri desiderata; certo, per fare questo occorre studiare, essere consapevoli….

  19. Prima o poi i nodi vengono al pettine… 2005-2019… 14 anni perduti dietro un pifferaio che ha creato un futuro esercito di disillusi.
    Secondo me l’obiettivo vero era disilludere la generazione dei ventenni, ovvero coloro che hanno molta tensione ideale.

  20. Vediamo i lati positivi allora, i 5 stelle sono serviti a Salvini per liberarsi del giogo di Berlusconi di cui non ne poteva proprio più nemmeno lui… adesso quelli della Lega sono saldamente al governo e sono un partito nazionalista con fior di economisti sovranisti, vedi Bagnai e co, che non avranno scuse e dovranno per forza fare qualcosa contro la dittatura UE, nostro vero nemico comune.

  21. Ho affermato, pochi giorni fa e prima di Rosanna, che il guaio nasceva proprio dalla Casaleggio & associati. Ora, il Mov. può staccarsi e darsi regole proprie, cambiando nome ed uscendo dalla pozzanghera. Se le cose stanno come afferma Rosanna, non c’è altra strada.
    Sulla sostituzione del parlamento con le nebulose proposte della Casaleggio & associati non mi pronuncio nemmeno. Non sono uno psichiatra.

  22. buon giorno Rosanna. voglio porre all’attenzione un ragionamento piuttosto semplice. anni ottanta, in italia vi era un malcontento rivolto verso la classe politica/dirigente, in particolare venivano rimproverati peccati di eccesso di assistenzialismo e clientelarismo. si sviluppò, nel ricco (ed evasore fiscale) nord la “lega nord” che incanalò il malcontento in un partito politico di dissenso verso la “partitocrazia”.
    passa il tempo, passa tangentopoli, passano più governi tecnici (specializzati in demolizioni controllate!) e passa pure, inosservato, il dissenso della lega che va a sedersi proprio su quelle poltrone che voleva rovesciare.
    la politica in italia diventa fondamentalmente una incessante campagna elettorale: Berlusconi si, Berlusconi no (ed intanto tutto crolla). mentre tutto crolla lievita un dissenso che definirei trasversale, analogo al precedente, ma comune al povero sud ed all’impoverito nord, che viene questa volta incanalato dal mov!
    ora, sintesi:
    tanto la lega di bossi quanto il mov di Grillo (accettate queste semplificazioni) vengono costruite su una struttura identica (!) alla storicamente efficace struttura del pci, ed ambedue sono state usate sia per riportare il potere reale nelle mani che decisero la distruzione dell’italia (semplifichiamo in Britannia!?), sia, e forse soprattutto, per spiegare che sono meglio i vecchi partiti dei nuovi!

  23. I 5s si sono trovati infine di fronte al nodo centrale della loro debolezza politica: la presunzione di sistemare la scassata situazione del Paese in virtù di una manciata di regolette fisse di (presunto) buon comportamento. La chiamerei una concezione formalistica dell’agire politico.
    L’onesta’ come fine anziché come mezzo, regole puerili come il limite dei due mandati…
    La prima regoletta ha messo in crisi esistenziale il movimento davanti a un caso lampante come la Diciotti (qui anche sotto la influsso di subdoli e malevoli consiglieri come Travaglio…)! Su questo si sono consumati drammi anche sulle pagine di CDC! Da non credere.
    Gravissimo errore poi impostare l’ultima parte della campagna elettorale come la lotta degli onesti contro tutti: chiamare al voto in base al ben triste e canagliesco spauracchio (ormai dovremmo conoscerlo) della Nuova Tangentopoli!
    Se qualcosa di positivo c’e’ nell’esito di questo voto per i 5 Stelle e’ proprio che la gente non ha abboccato di nuovo alle sirene dei Travagli e dei Davigo sul pericolo Tangentopoli.
    (Spero che questo non venga frainteso come atto di fede nella generalizzata onesta’ delle classi dirigenti…)
    La regola dei 2 mandati si rivela ormai a tutti gli effetti come la garanzia perpetua di una classe dirigente scadente (o peggio) per tutto il movimento. Magari Grillo pensava sinceramente al detestato Andreotti quando proponeva l’innovativa e salvifica regoletta… Di fatto ora appare piuttosto come una garanzia per i vertici ‘sovrapolitici’ del partito-azienda.
    Tralascio le altre ricettine nel solco di una (mitica) decrescita felice.
    Speriamo che crescano un po’.

  24. Dalla polvere di queste stelle Casaleggio tirera’ fuori qualcos altro.Potrebbe essere anche peggiore.

  25. L’articolo è interessante, sarebbe stato carino scriverlo qualche mese fa.
    Ora è come sparare sulla croce rossa.

    Il discorso degli influencers e del marketing è interessante.
    Mi permetto di scrivere come, secondo la mia esperienza, agiscono queste dinamiche.
    Mi scuso fin da ora se il mio messaggio sarà troppo lungo.

    Il Marketing è alla base di qualsiasi comunicazione che abbia scopi a lungo termine.
    Il Marketing si basa sulle strategie militari.
    Una delle strategie militari di base è la pianificazione inversa, ovvero pianifico l’obiettivo madre dalla fine fino a giungere al punto di partenza attuale, così non lascio nulla al caso.
    Poi c’è la strategia conosciuta come diversivo, ovvero attacco l’obiettivo B per catalizzare verso l’obiettivo B l’attenzione del nemico, perché sono pronto ad attaccare l’obiettivo A, il fine reale.
    Dirigo l’energia del nemico verso B (diversivo) per veicolare la mia energia verso A.
    Dopo aver pianificato la strategia per attaccare ho bisogno di truppe, più ne ho e meglio è.
    Non è detto che le truppe debbano essere addestrate, dipende da che cosa voglio fargli fare per ciò che voglio ottenere.
    In questo caso le truppe siamo noi.
    Le truppe non devono conoscere la destinazione finale, occorre dare loro solo la direzione.
    Se si condivide la strategia dalla A alla Z con le truppe, la strategia potrebbe diventare rivolta.
    La direzione viene comunicata attraverso 2 dinamiche che si basano sulla riprova sociale.
    Dividiamo le due dinamiche in emisfero destro (1 – emozione) ed emisfero sinistro (2 – razionalità).
    1 – Un numero esiguo di persone influenti che determinano la direzione attraverso una comunicazione emozionale. Le emozioni sono alla base delle decisioni.
    2 – Un numero cospicuo di persone che seguono la stessa direzione. L’essere umano tende a seguire cosa fa il maggior numero di persone, sia per la paura antica di restare allo scoperto e sia perché il nostro cervello va a risparmio energetico.

    Più queste azioni vengono ripetute e più attraverso il tempo queste azioni diventano abitudinarie.
    Più passa il tempo e più è difficile per le persone mettere in discussione le azioni intraprese, perché occorrerebbe uno sforzo immane e grande equilibrio interiore per mettere in dubbio l’intelligenza ed il tempo investito nell’aver portato avanti queste azioni.
    E qui arriva, secondo la mia esperienza, l’aspetto più interessante.
    Che tipo di persone (truppe) occorrono per far si che si sentano coinvolte in queste dinamiche?
    Le persone più inclini all’emotività.
    Qui è bene lavorare usando parole come giustizia e onestà, parole che se non inserite in un contesto (valori interiori individuali/valori collettivi) sono solo un insieme di lettere.
    Chi è più incline all’emotività è più propenso a barattare la propria libertà (che implica anche impegno razionale) con una gabbia più ampia.
    Abbellire la gabbia non bastava più, occorreva ingrandirla.
    Attraverso lo sbandieramento ai 4 venti della libertà, la gabbia è stata trasformata in un recinto più ampio dei quali non si vedono i confini, quindi si crede, o meglio si vuole credere di essere liberi.
    Quando si è all’interno di una gabbia della quale non si vedono i confini, si crede di essere liberi e quindi, si è più facilmente controllabili.
    Come internet, che non è un mare, è un acquario gigantesco.
    Ed è qui che, sempre secondo la mia esperienza, arriva l’aspetto geniale.
    Chi crede di essere libero vuole difendere la propria libertà artificiale ed è disposto a distruggere chiunque voglia davvero liberarlo dal recinto, arrivando anche a distruggere (simbolicamente) la propria capacità di ragionare pur di restare nella propria zona di confort (recinto).
    E questi sono i sudditi migliori.
    Se vogliamo distruggere il recinto per liberare i sudditi, i sudditi sono disposti a distruggere noi per proteggere il recinto.
    Queste sono dinamiche antiche quanto il tempo.
    Dal mio punto di vista sono stati geniali, gli va dato l’onore della armi.
    La prossima volta cerchiamo di essere meno idioti, me per primo.

  26. Resta l’unico progetto politico con chiari segni di rottura contro il sistema. Con tutti i difetti che ha. Dietro ci son solo lobbisti pro TAV e cemento. In odor di amicizia di mafia. Hanno tutt’ora la mia fiducia. Salvini è il nuovo Berlusca/Renzi.

  27. Signora Rosanna, intenta ad abbandonare la nave che affonda? Non me lo sarei aspettato.
    Invece azzarderei qualche ipotesi sulla origine ed evoluzione del problema.
    Lei stessa scrive: “In questa prima fase il MoV sosteneva alcune istanze che poi smentirà tutte: l’uscita dalla Nato, il rifiuto assoluto di comparire sulle tv, la decrescita felice, il plauso ad uno stile di vita francescano, un deciso sovranismo, una forte critica all’euro e all’Unione europea.”

    Ecco le istanze, tutte o alcune, sentite dalla popolazione ed abbandonate; per calcolo politico? (sbagliato per altro)
    Sicuramente un sovranista, oggi, preferisce la Lega al M5S
    Certo un europeista/immigrazionista oggi preferisce il PD al M5S
    L’originale é sempre preferibile alla copia.
    Di “decrescita felice” o “stile francescano” non si é avuta notizia
    Questo potrebbe aver suggerito ai puri di ritirarsi nell’eremo della astensione.
    Ed, infatti, seguendo l’analisi dei flussi elettorali maggiormente accreditata, esattamente questi tre sono gli emissari dal bacino M5S

    Resta il “che fare”.
    A mio parere il M5S dovrá, necessariamente, scontentare due dei tre gruppi.

    Rimanere al governo associati alla Lega, ri-sfoderando orgogliosamente le varie istanze sovraniste.
    Ció potrebbe consentire di ottenere qualcosa per gli italiani (forse i piú poveri), finire la legislatura;
    ma, comporterebe il prepararsi ad una lunga guerra economica contro la UE.

    Uscire dal governo tentando un avvicinamento al PD europeista.
    Ció porterebbe ad una crisi e/o elezioni anticipate; il tutto con risultati imprevedibili ma, certo e probabilmente, non molto favorevoli al M5S.

    Uscire dal governo e ritirarsi in santa solitudine.
    Da ció potrebbe risultare una perdita, iniziale, dei 2/3 dei voti; poi recuperabili (forse ed in parte) da posizioni di strenua opposizione totale.
    Oltre che alla giá citata crisi e/o elezioni anticipate.

    Quale delle tre opzioni genererá minor scontento nell’elettorato M5S?
    Alle menti pensanti del MoV dare la risposta.

  28. l’ errore che facciamo spesso è quello di credere che gli elettori leggano i blog o che si informino il minimo indispensabile.
    i 5s hanno vinto in passato con le stesse armi con le quali oggi ha stravinto Salvini: populismo e slogan.
    stessa sorte toccherà fra poco a Salvini quando dovrà disilludere i propri elettori (liquidi).
    @rosanna, ti ho sempre letta ed apprezzata ma trovo tardivo e quindi inutile questo articolo che, ben inteso condivido.

  29. Non è mai troppo tardi per rinsavire…o destarsi da un lungo sogno…Era il 2011 quando lessi il libro “Il Grillo Mannaro”…da simpatizzante sia di Grillo che del Mov…capii che tutto era dettato da businessspettacolo e manie di onnipotenza…Oggi tutti i seguaci del M5s dovrebbero aver già superato…e da un bel pezzo anche…la fase ma lasciamoli fare.Detto questo…Complimenti per l’Articolo Rosanna!

  30. Ma l’avete capito adesso? E’ abbastanza sorprendente che cadiate dall’albero delle pere.

  31. i
    in sostanza una lobby che influenza,governa e si fa pagare.

  32. ma Casaleggio padre non ha insegnato nulla al figlio?
    La comunicazione con il proprio elettorato come è stata svolta?
    Il PD partito ormai morto per tutte le schifezze fatte nel suo interno, ha saputo comunicare con i creduloni e gli ha convinti, bravi volponi.
    Salvini al momento opportuno ha comunicato con i suoi creduloni e gli ha convinti, bravo volpone,
    I maghi del WEB con la loro piattaforma, non comunicano affatto, tutti gli iscritti non riescono ad entrare, per i nuovi non se ne parla nemmeno, altre forme di comunicazione non ci sono, in TV parlano a vanvera, e degli argomenti altrui, abboccando ai tranelli dei media, senza un progetto per comunicare o coinvolgere i propri elettori, cercare di creare interesse, nulla comunicazione piatta.
    Hanno vinto i corrotti quelli con più condannati, ma il popolo Italiano è proprio così stupido?

  33. Forse sono fuori tema, ,ma a me sembra che aldilà delle tante parole e pochi fatti, si sia accuratamente evitato di prendere decisioni su cose basilari per limitare la speculazione che sembra voglia alzare la testa: aste btp competitive invece che marginali, offerte di titoli di stato a commissioni e tassazioni agevolate a privati. E poi sti minibond

  34. La descrizione del “sistema Casaleggio” probabilmente è giusta e anche la descrizione delle origini. In ogni caso li ho votati e mi sono iscritto per il programma elencato molto sommariamente più sopra (uscita dalla nato ecc.). Lo hanno radicalmente cambiato? Non li voto più. Punto. A Casaleggio interessa un partito del 2%? Contento lui …. In ogni caso a 67 anni di demagoghi dalle promesse non mantenute ne ho visti tanti e mi sono rotto. Il M5S era l’ultima speranza. Se non si danno una regolata andrò ad ingrossare la maggioranza astensionista.

  35. Vera redenzione o topo che abbandona la nave che affonda?

  36. Analisi impietosa, ma giusta!
    Non conosco i retroscena descritti, e del resto ben difficilmente se ne potrebbe avere la certezza nei dettagli, ma mi sembrano molto plausibili…peccato, perché inizialmente, comunque prima delle elezioni del 2013, ero stato preso anch’io da una certa curiosità e speranza, ma poi, più i consensi crescevano più mi sono parse evidenti le incongruenze, ma soprattutto il fatto che nessuno sembrava rendersi conto che sarebbe stato un po’ difficile, per non dire impossibile soddisfare un elettorato così variegato e obbiettivamente troppo illuso.
    Illuso si, illuso che si potesse risolvere tutto con un “vaffa”. Così come è illuso quello che oggi spera che, con i vincenti di adesso si risolveranno come per magia tutti i guai nazionali e per un illusoria estensione, personali.

  37. Il nuovo statuto del partito, datato 30 dicembre 2017 e scritto dall’avv. Luca Lanzalone (ora in carcere),
    URCA!
    non zappevvo!
    mi par buona !…. mi par tutto.

    … l’onestà ha colpito ancora…

    prima o poi ci sveglieremo e ci ritroveremo tutti davanti alla villa del grillo a suonargli il campanello… (qualcuno però attenda davanti alla barca … non si sa mai..)

    UH!

  38. E’ un pò a livello minore,della ue,nei confronti di chi è stato eletto al parlamento europeo.I vertici non eletti decidono,e il parlamento ratifica quelle decisioni,con l’intenzione di creare nel pensiero collettivo,una parvenza di democrazia che non esiste.Nulla di nuovo sotto il sole.

  39. Le solite panzane, basta leggere i giornali di cinque anni fa, dove il m5s aveva preso un’altra batosta e si possono leggere le stesse cose.
    La verità è che dell’europee le persone se ne fregano alla grande, perché sanno che sono inutili.
    Poi non è vero che il m5s non stia rispettando le sue promesse, ma forse ha perso la verve originale.

  40. Rosanna c’è del personale nel tuo argomentare molto libero, che sa di costrutto funzionale al malcelato rancore, un tempo eri molto “pro” ora troppo contro….

  41. Il discorso è sempre lo stesso ed è sempre molto semplice: non si cambiano le cose “dall’interno”. Le regole date dal sistema sono funzionali alla sua sopravvivenza, seguendo quelle regole non si può che rafforzarlo.
    Fine del discorso.
    Chi non capisce questa cosa merita Stalin senza se e senza ma.