Home / Attualità / Ora ci divertiamo

Ora ci divertiamo

DI MARCO TRAVAGLIO

ilfattoquotidiano.it

Evviva evviva! Da 23 anni, da quando B. scese in campo, martelliamo la classe politica perché proibisca duramente per legge i conflitti d’interessi. E ora scopriamo che non c’è bisogno di leggi: il conflitto d’interessi è già severamente punito. E sul piano penale. È infatti per non aver impedito il conflitto d’interessi di Raffaele Marra, capo del Personale che seguiva i concorsi e le promozioni dei dirigenti comunali, compreso il fratello Renato, che Virginia Raggi è indagata con lui per abuso d’ufficio: lui per aver violato il Codice deontologico dei dipendenti comunali, lei il Regolamento di Roma Capitale. Abuso che, per l’accusa, si trascina dietro anche un falso: infatti la sindaca dichiarò all’Anticorruzione di aver deciso in totale autonomia di promuovere Renato Marra da dirigente dei vigili (fascia 1) a capo della Direzione Turismo (fascia 3), per risarcirlo della rinuncia alla sua vera aspirazione – il comando della Polizia municipale (fascia 5) – ed evitare un suo ricorso al Tar per l’ingiusta esclusione. E questa sarebbe una bugia, perché Raffaele avrebbe avuto un ruolo attivo nella nomina di Renato.

Al momento, cos’abbia fatto davvero Raffaele e dunque se la sindaca abbia abusato del suo ufficio e mentito oppure no, non lo sa nessuno. La Raggi ripete di aver deciso la promozione di Renato con l’assessore al Commercio Meloni, che aveva apprezzato il lavoro del dirigente nei blitz contro l’abusivismo commerciale. Vedremo se, nell’interrogatorio del 30 gennaio, riuscirà a convincere i pm. Nella famosa chat del quartetto Raggi-Frongia-Romeo-Raffaele Marra, non c’è nulla che confermi né smentisca la versione della sindaca. Che, a quanto risulta, si limitò a chiedere al suo capo del Personale quali fossero le procedure previste dalla legge e quale aumento di stipendio comportasse la promozione del fratello. In ogni caso, quando l’Anac di Cantone ha girato il rapporto alla Procura di Roma, questa non poteva far altro che aprire un fascicolo, iscrivere la Raggi (e Marra) sul registro e convocarla con invito a comparire per interrogarla. Ma il risultato è che, per la prima volta a memoria d’uomo, almeno su un politico di peso, il conflitto d’interessi innesca un processo penale. Splendida notizia: se il nuovo rito capitolino dovesse contagiare le altre Procure, si salverebbero in pochi. Resta il rammarico che la nuova giurisprudenza, inaugurata in esclusiva mondiale da Raggi e Marra, sia stata scoperta solo ora. Bastava un mese di anticipo, e la stessa Procura avrebbe faticato a chiedere l’archiviazione per Gianluca Gemelli.

Cioè il compagno lobbista della ministra Federica Guidi, che reclamava e otteneva emendamenti à la carte dal governo dell’amata. Anzi, in base al lodo Raggi-Marra, avrebbe dovuto indagare pure l’ex ministra. E pure Maria Elena Boschi, per tutti i Consigli dei ministri cui ha partecipato per discutere di banche, fra cui l’Etruria già vicepresieduta da suo padre. Se poi, Dio non voglia, il vento di Roma dovesse soffiare fino a Milano, il sindaco Sala – oltreché per le false dichiarazioni con ville e società dimenticate e per il taroccamento della principale gara d’appalto di Expo – verrebbe ipso facto inquisito per aver promosso assessore al Bilancio non il parente di un collaboratore, ma direttamente il suo socio in affari. Idem l’ex ministra Cancellieri, per le telefonate – ritenute non penalmente rilevanti perché “solo” in conflitto d’interessi – in cui perorava la scarcerazione della figlia di Ligresti, datore di lavoro di suo figlio. Quella di Napoli dovrebbe procedere a pie’ fermo su Vincenzo De Luca, governatore della Campania che tratta i fondi regionali al Comune di Salerno con l’assessore al Bilancio Roberto De Luca, suo figlio. E quella di Bologna dovrebbe rivedere il caso dell’ex governatore Vasco Errani, ora commissario al terremoto, la cui giunta finanziò con un milione la coop del fratello per una cantina sociale mai nata. Ma dovrebbe mobilitarsi, e alla svelta, anche la Procura di Firenze, per i possibili conflitti d’interessi fra papà Renzi e il premier Renzi e fra l’allora sindaco Matteo e l’amico Marco Carrai, che mentre gli metteva a disposizione un appartamento gratis in centro città, ne veniva nominato capo di Firenze Parcheggi e Aeroporti Firenze.

Siccome, poi, nel caso Raggi-Marra c’è di mezzo l’Anac, la Procura di Roma ha l’occasione di proseguirne l’opera occupandosi dell’ad Rai Antonio Campo Dall’Orto, a proposito degli 11 dirigenti esterni ingaggiati a peso d’oro senza job posting fra gli interni: a cominciare da quel capolavoro di conflitto d’interessi chiamato Genséric Cantournet, nuovo capo della Security fatto selezionare da Cdo a una società di provata indipendenza: quella di suo padre. Ma, volendo, ci sarebbe pure la spiacevole vicenda di Alessandro Alfano, fratello del ministro Angelino, assunto come dirigente dalle Poste e pagato 200 mila euro l’anno per non firmare un solo atto. Per non parlare di B., che dal 1994 al 2011 legiferò e decretò decine di volte per i suoi processi e le sue aziende: prima che scatti la prescrizione, si fa in tempo a dargli l’ergastolo. E noi che, malfidati, eravamo rassegnati a considerare queste vicende eticamente imbarazzanti, ma penalmente irrilevanti per vuoto normativo. Ora che invece il conflitto d’interessi diventa reato per Raggi e Marra, siccome la legge è uguale per tutti, ci divertiremo un mondo. O no?

Ps. Ieri, c.v.d., la Consulta ha stabilito che Renzi e la sua maggioranza (la stessa di Gentiloni) non hanno violato un codice deontologico o un regolamento comunale: hanno calpestato la Costituzione due volte in una sola legge. Chissà oggi lo sdegno dei giornaloni e dei telegiornaloni. O no?

 

Marco Travaglio

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/ora-ci-divertiamo/

26.01.2017

Pubblicato da Davide

  • Vocenellanotte

    C’è del vero in quello che dice Travaglio, però bisogna distinguere nei vari rapporti: un conto è nominare (facilitare, agevolare?) un subordinato o dipendente, un altro è incaricare di pubblico servizio un fiduciario (assessore?), un altro ancora è essere un quisling cioè essere un esecutore di ordini (Gentiloni?).
    Ne conseguono diversi ordini di giustizia: tribunali civili e penali, giudizio politico, corte marziale, pubblico ludibrio.

  • C’e un conflitto di interessi tra la classe politico-imprenditoriale e il popolo italiano.

    • Umberto

      Ma va?

  • Servus

    Non ci divertiamo proprio.

    E’ assodato che la legge NON è eguale per tutti. Specie per la sinistra.

  • PietroGE

    Dove stia il divertimento lo sa solo Travaglio. Questo è un Paese corrotto e mafioso fino al midollo delle ossa, dove il nepotismo impera è l’ascensore sociale rimane una chimera.

  • Toussaint

    Non è che Travaglio abbia tutti i torti, scrivendo questo articolo. Anzi! Solo chi non è mai stato Amministratore Pubblico, o un minus habens, può non rendersi conto che, secondo certi criteri, non ne resterebbe uno solo a piede libero (lo stesso reato di abuso in atti d’ufficio, se ci si pensa bene, fa abbastanza ridere. Ma il discorso è troppo lungo per svilupparlo qui). Ricordo che una volta, nella cosiddetta “prima repubblica”, il Sindaco della mia città fu inquisito perché il custode del mattatoio dimenticava a volte di chiudere il rubinetto dell’acqua (ma io che ne sapevo? – si difendeva il tapino).

    Travaglio, in realtà, sbagliava – e sbagliava moltissimo – quando scriveva i precedenti articoli. Quando saltava al collo delle persone per un semplice avviso di garanzia (che è un atto con cui un generico PM, che di suo di cavolate ne fa a quintali – ovviamente in buona fede – avverte un signore che la Procura lo sta indagando, e che potrebbe in fin dei conti archiviare il tutto, fatto di per sé straordinariamente comune). Quanta gente ha coperto d’infamia, il Signor Travaglio, specialista nel copia-incollare sentenze, ma mai a fare altrettanto con gli atti delle difese (come se le sentenze, poi, fossero verità assolute. Chiedere agli stessi giudici o ad un qualsiasi avvocato)?

    Ed allora questo articolo, scritto adesso e per di più in favore di un Movimento di cui probabilmente si considera uno dei padri, fa un po’ schifo (mi scuso per il termine, ma non me ne vengono in mente altri). Quanto meno scriva prima un bell’articolo dicendo che, fino ad oggi, si era sbagliato. Sbagliato è troppo? Diciamo allora che aveva ecceduto, anch’egli in buona fede, come i tanti PM che prima fanno arrestare le persone, per poi vedere le loro accuse cadere come fichi marci dagli alberi.

    Quante persone ha fatto piangere, il Signor Travaglio? Che adesso pianga lui. Magari gli servirà per rafforzare le sue attuali convinzioni.

    • Pippo Spano

      ????
      Ma che articolo ha letto , qui non si tratta di difendere il sindaco di Roma , qui si tratta di applicare semplicemente la stessa, giustissima, misura di controllo su tutti i casi simili.
      Se poi lei vede in tutto quello che affossa i partiti che si sono susseguiti nel governo dell’italia un sostegno ai 5 stelle , be , allora , lei da ragione a questi ultimi!!

      • Toussaint

        Guardi Spano, io la Raggi non l’ho nemmeno nominata, ho fatto il caso generale. I giudizi di Travaglio sono sempre stati monodirezionali (non annoio l’eventuale lettore facendone per l’ennesima volta l’elenco), senza alcun criterio di equità. Anzi, su queste posizioni ci ha costruito una carriera. Li ha cambiati per l’occasione. Mi dispiace, ma è un dato di fatto. Il prosieguo, se vuole, lo scriva lei. Travaglio avrebbe dovuto quanto meno (ma proprio quanto meno) far precedere le sue nuove posizioni da una fortissima autocritica.

        Nei precedenti casi più o meno simili il M5S ha giudicato le situazioni in modo diverso da quanto sta facendo oggi (mi lasci passare, almeno, che questa è stata la percezione). Come può pensare che nessuno lo faccia notare? L’applicazione di uguali misure di controllo riguarderanno il futuro, ma il passato è sotto agli occhi di tutti.

        Il fatto che la tremenda crisi (userei altre parole) dei partiti storici sia il principale motivo per cui l’elettorato vota M5S (permettendo al M5S di superare crisi che avrebbero affondato qualsiasi partito storico), … bè, è quello che ho commentato stamattina sull’articolo di Rosanna Spadini.

  • Cincinnato

    E’ triste vedere come un campione insuperato nella fustigazione degli intrallazzi della classe politica e/o dei potenti scivoli sulla buccia Raggi come un qualunque pennivendolo dei giornali mainstream nazionali. Dunque non ci puo’ essere una stampa indipendente, il giornalista e’ umano, ergo, tiene famiglia, e quindi ognuno deve sapersi districare nel mare di informazioni passate dal filtro della propria convinzione personale che il “giornalista”, naturalmente “indipendente”, ogni giorno ci trasmette tramite la “Pravda” in cui si trova ad operare. Dov’e’ il problema? Basta che non ci atteggi poi a campioni di coerenza e indipendenza.

  • gnorans

    Un avviso di garanzia al mese alla Raggi è una rassicurazione. Comincerò a pensarne male quando cesseranno queste indagini e magari i giornali cominceranno a parlare bene di lei.
    Ne penserò ancora meglio quando dovesse prendere qualche distanza dalle domeniche ecologiche.

  • gilberto6666

    Travaglio è un fustigatore moralista, per lui sono tutti disonesti, a parte il Movimento e se stesso. Intendiamoci, in questo corsivo ha ragione da vendere, ma se lo stesso avviso di garanzia fosse arrivato a qualsiasi altro sindaco, i toni sarebbero stati ben diversi. Avrebbe già parlato di manette.

  • PersicusMagus

    Bella posa tipicamente seicentesca quella della Raggi nella foto, con una illuminazione vagamente di candela, come in questo celebre dipinto francese che sembra precisamente il retro di quella immagine in testa all’articolo

    https://en.m.wikipedia.org/wiki/File:Georges_de_La_Tour_-_Magdalen_of_Night_Light_-_WGA12337.jpg

  • Ronte

    Caro Travaglio, due torti o più di due, non fanno una ragione. E tutta la Storia politica italiana è marcia. Vogliamo ripartire da dove non abbiamo mai incominciato, ovvero da un Paese, non fondato sul lavoro ma sui lavoratori?

  • Toussaint

    Mi perdoni no. Stavolta sbaglia lei. Travaglio ha preso per il collo delle persone per un semplice avviso di garanzia, senza alcun riguardo per la qualità delle accuse. Non è per fare l’abusatissimo caso di Enzo Tortora (sa quanti ce ne sono stati in Italia?), ma anche lui era stato accusato di essere un camorrista. I PM e i Giudici coinvolti, i giornalisti alla Travaglio, hanno continuato le loro brillanti carriere. Di cancro hanno fatto morire gli altri.