L’Italia è una Ferrari senza carburante

DI FABIO CONDITI
comedonchisciotte.org

L’Italia è uno dei paesi più ricchi, abbiamo un patrimonio artistico, edilizio, culturale ed ambientale che ci invidiano tutti, ma abbiamo anche e soprattutto una ricchezza immobiliare e finanziaria che è tra le più alte al mondo. Nonostante ciò, viviamo da anni in continua recessione economica per scarsità di denaro.

È come avere una Ferrari che non avendo il carburante per far andare il motore, siamo da anni costretti a spingerla a mano noi cittadini e imprese. Nonostante tutto siamo comunque in grado di competere nel mondo, figuriamoci cosa avremmo fatto se avessimo potuto accendere il motore ed ingranare le marce.

Il motore dell’economia sono i soldi, con buona pace dei cosiddetti esperti economici mainstream. Oggi però il denaro viene creato principalmente dalle banche, che li immettono nell’economia reale o finanziaria attraverso i prestiti. Se in un sistema economico viene creato poco credito bancario o finisce quasi tutto nelle speculazioni immobiliari e finanziarie, la crisi economica diventa inevitabile e finirà per strangolarci tutti.

Per risolvere il problema, lo Stato deve ricordarsi di attuare la nostra Costituzione, che all’art.47 è piuttosto chiara: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Se il sistema bancario è privato e sempre più in mano a stranieri, francamente credo che sia impossibile riuscire a disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del credito a favore delle imprese.

In questo momento sta accadendo una cosa gravissima, nell’assordante silenzio di tutti i media: stiamo svendendo uno dei pezzi più importanti del motore.

Il Governo ha messo in vendita le sue azioni del Monte dei Paschi di Siena, dopo averci messo diversi miliardi di euro e dopo aver nascosto per anni come sia stato possibile distruggere il fiore all’occhiello delle banche italiane, la più antica e prestigiosa banca del mondo. https://www.iltempo.it/economia/2020/10/19/news/giuseppe-conte-firma-decreto-vendita-montepaschi-siena-fratelli-italia-golden-power-no-francesi-24935988/

Lo ha fatto nel peggiore dei modi, con il solito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, senza alcun motivo di necessità e urgenza, ma soprattutto senza alcuna discussione parlamentare. E fatto ancor più grave, il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Alessio Villarosa è stato esautorato delle sue deleghe sulle banche in modo che la “privatizzazione” filasse via liscia senza intoppi. https://www.ansa.it/bannernews/notizie/breaking_news_eco/2020/10/16/-banche-villarosa-appaltate-al-pd-risultati-nulli-_71fdfbbd-bbea-45ce-9f41-06a63bdff762.html

Ho deciso di scrivere direttamente al Presidente del Consiglio, perché credo nell’importanza e nella necessità di avere, in questo momento di grave emergenza, un sistema di banche pubbliche che tuteli gli interessi degli italiani. Di tutti gli italiani.

Riporto di seguito la lettera integrale che gli ho mandato, nella speranza di aumentare la consapevolezza di tutti i cittadini italiani sulla gravità di una scelta come quella di svendere una banca pubblica come MPS, che potrebbe accedere a finanziamenti a tasso negativo dalla BCE ed usarli per sostenere gli investimenti nel nostro paese senza costi.

Spettabile Presidente del Consiglio

Prof. Giuseppe Conte

L’Italia è come una Ferrari, bella, ricca e potente, ma la stiamo spingendo a mano perché il motore lo abbiamo venduto agli stranieri. Parlo di banche e soldi, che sono il motore dell’economia.

Quando Lei è diventato Presidente del Consiglio, si è presentato come l’Avvocato degli italiani, ma l’avvocato degli italiani deve difendere gli interessi di tutti, non solo di alcuni, e per svolgere questo compito si deve basare sulla Costituzione, sulla quale ha giurato fedeltà.

L’art.47 della Costituzione è molto chiaro a proposito di banche: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Non si può disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del credito con un sistema bancario sempre più privato e controllato da stranieri, è impossibile.

La Germania, che prendiamo spesso come esempio virtuoso, ha un sistema di banche pubbliche con le quali è in grado di tutelare e garantire gli interessi di cittadini ed imprese. All’inizio di questa crisi dovuta al Covid-19 attraverso KFW ha immesso più di 550 mld di euro nell’economia reale senza doverli chiedere in prestito ai mercati finanziari o all’Unione Europea.

In Italia abbiamo una banca che è al 100% pubblica MCC, Medio Credito Centrale, che pare  nessuno conoscesse fino a quando ne ho parlato in Senato nel convegno “Uscire dalla crisi economica: riflessioni e prospettive” del 16 luglio 2019, organizzato anche da Mario Turco, suo sottosegretario con deleghe alle Politiche Economiche ed agli Investimenti.

Con il D.L. n.142 del 16 dicembre 2019 avete deciso di ricapitalizzare MCC per unirla alla Banca Popolare di Bari e creare finalmente una Banca degli Investimenti pubblica. Il 25 marzo 2020 abbiamo inviato a Lei personalmente, ma anche al MEF e a tutti i Parlamentari, una proposta che, tra le altre, conteneva anche l’ipotesi di conferire le quote di MPS in MCC per creare un gruppo bancario pubblico per servire meglio il paese e:

  • permettere agli italiani, di aprire un conto in una banca pubblica, garantita dallo Stato, e non soggetta al bail-in;
  • aumentare i prestiti alle aziende italiane, che da anni ricevono poco o niente dalle banche private controllate da stranieri;
  • prendere prestiti a tasso negativo dalla BCE ed utilizzarli per acquistare titoli di stato riducendo il deficit.

Queste soluzioni permettono allo Stato italiano di cominciare a riprendere il controllo pubblico del sistema bancario e di garantire il risparmio, come richiesto dalla nostra Costituzione. La difesa del nostro sistema bancario è un problema di sicurezza nazionale, come abbiamo ricordato al Senato nel convegno del 2019 “Spread, banche e sicurezza nazionale nel contesto europeo”, che “resta di esclusiva competenza di ciascuno Stato membro” anche secondo l’art. 4 comma 2 del TUE.

La nostra proposta è trivalente perché, oltre al controllo del sistema bancario, è necessario il controllo del sistema fiscale e del debito pubblico, attraverso queste altre due soluzioni :

  • l’utilizzo dei crediti d’imposta per stimolare la ripresa nell’economia, come avete iniziato a fare con il Superbonus 110% che al momento finanzia le spese dei privati, ma potrebbe anche finanziare una parte della spesa pubblica, senza aumentare il debito pubblico;
  • l’utilizzo di conti di risparmio per finanziare il debito pubblico con i risparmi di cittadini e imprese residenti in Italia, per evitare i ricatti e le ritorsioni dei mercati finanziari.

Siamo disponibili a collaborare per il bene del nostro amato paese, nella modalità che riterrà più opportuna.

Ringraziando per l’attenzione e la disponibilità, cordiali saluti.

Per chi condivide questo appello, può inviare una mail al nostro Presidente del Consiglio, all’indirizzo [email protected] , con il messaggio “Condivido il contenuto di questa lettera e chiedo all’avvocato degli italiani di difendere i nostri interessi” e con allegata la lettera che potete scaricare qui: https://drive.google.com/file/d/1m0DCaOzoPsYNM7zfAiZayqtH3OgF2ciS/view?usp=sharing

Non dubitare mai che un gruppo di cittadini consapevoli e risoluti possa cambiare il mondo. Perchè in realtà sono stati sempre e solo loro a cambiarlo” Margaret Maed.

© Fabio Conditi

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.blogspot.it

articoli precedenti su Comedonchisciotte per approfondire :

https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

Fonte: www.comedonchisciotte.org

22.10.2020