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Nave che affonda

L’impero americano è una barca che fa acqua da tutte le parti

Articolo rimosso su richiesta dell’autore

Pubblicato da Francesco Mazzuoli

4 Commenti

  1. Altro bell’articolo che mette a nudo delle tristi verità. Tra i molti punti affrontati uno in particolare, però, mi lascia perplesso:
    “La “realtà” è sempre una costruzione sociale ed è in larga misura
    convenzionale, ma evidentemente c’è un limite, un nocciolo di
    oggettività, che non è ulteriormente manipolabile. La divaricazione
    realtà-rappresentazione apre delle falle nel sistema di propaganda e,
    soprattutto, mina la credibilità e l’autorevolezza degli stessi media.”
    Lo scopo dei media non è generare autorevolezza e credibilità ma consenso. Il che significa che le tecniche goebbelsiane non hanno lo scopo di dare una veste “reale” (qualsiasi cosa questo voglia dire) alle notizie diffuse ma di martellare continuamente litanie che a lungo andare manipolano anche l’inconscio. Dire mille volte una bugia affinchè diventi verità ha gran poco a che vedere con credibilità e autorevolezza. Al contrario credibilità ed autorevolezza vengono generati attraverso una costante campagna propagandistica. Putin diventa così il Cattivo per antonomasia così come Kim Jong-un e prima di loro Saddam e Gheddafi (ma la lista è enorme). Saddam aveva le terribili armi di distruzione di massa e per questo è stato eliminato. Lo scontro tra l’aspetto residuale di realtà verificabile e ciò che ruota attorno alla fabbrica del consenso è impari e relega le dinamiche ad un livello più inconscio che conscio (almeno per la maggior parte delle persone) stabilendo così una formale schizofrenia dove si è consciamente convinti di qualcosa che l’inconscio ha elaborato come inconsistente.
    Ma questo non è un problema che riguardi i media. Riguarda in senso più esteso tutto l’occidente ed i valori su cui si fonda. I media fanno solo la loro parte nel continuare a mantenere viva la nostra schizofrenia.

  2. Ottimo Mazzuoli, chiaro, semplice ed onesto.

  3. D’accordo su diverse cose ma non sull’impostazione compessiva dell’articolo.
    Poniamo assodato e che “L’impero americano è una barca che fa acqua da tutte le parti; direi di più: è incagliata sugli scogli e non può che affondare”, a questo punto bisognera’ avere una strategia “di sgancio” dalla “barca guida” credere in una necessaria politica di riappropriazione della propria sovranita’.
    Realisticamente tale politica dovra’ comunque fare i conti con uno stato di fatto ancora di “protettorato americano” con basi diffuse.
    Quale strategia si vorrebbe? Un ripudio tout court della presenza americana? (mi piacerebbe) ma lo crediamo realistico? se ne starebbero a guardare? non si metterebbero in funzione i servizi segreti? non avremmo un ritorno degli “anni di piombo” e delle “stragi di stato”?
    Purtroppo o per fortuna la storia si fa a piccoli passi. Per strategie, per lungimiranze per punti di passaggio.
    Ma no, l’unica cosa che Mazzuoli ci propone (dopo aver sparato sulla unica manifestazione avvenuta in questo paese di una esplicita volonta’ di cambiamento) e’ di …. pregare !! (e a me che di pregare proprio …. cosa propone).