La Piu’ Bella.

Articolo patriottico sulla nostra Costituzione.

di Patrizia Ligabo’, ComeDonChisciotte.org

Nel 2016 lavorai come scrutatrice in un seggio di una zona popolare di Milano, in periferia in occasione del referendum per modificare la Costituzione. Precisamente a Gratosolio, nella periferia sud della città. Immaginavo che l’affluenza sarebbe stata poca, sbagliando completamente. Raggiungemmo l’80% di presenze, fu uno dei seggi più partecipati. I votanti vennero in sedia a rotelle, con le stampelle, accompagnati, anziani, giovanissimi. Io mi commossi veramente in quell’occasione, e pensai dentro di me “ Allora ci tenete ancora!? “. Fu un momento molto bello, quasi ‘toccai’ il senso d’appartenenza ad una nazione, quasi per la prima volta.

Se i nostri padri fondatori non avessero avuto a cuore il bene comune, al di là di meri interessi personali e benefici, non avremmo una delle più belle costituzioni al mondo. Del mio paese, che è anche il vostro, spesso si parla solo male, si mettono più in evidenza i difetti, le mancanze, e non le eccellenze, non ciò che è positivo, che è unico. Ovviamente ciò non significa non rendersi conto di ciò che non funziona, tutt’altro. Pur restando oggettivi, si cerca anche di valorizzare ciò che funziona, di avere anche una visione speranzosa ed aperta al cambiamento.

I Padri fondatori d'Italia.
I Padri fondatori d’Italia.

L’Italia ha una frattura mai sanata fra Nord e Sud. Cosa ci unisce allora? La Costituzione.
La bellezza è l’elemento che distingue la cultura italiana in tutto il mondo. Elemento della nostra identità, dal culto di Venere , dea romana della beltà. Nella nostra Costituzione è infatti presente un gusto artistico, una sensibilità formale; “disvelarla” significa sollevare il velo, perché non riusciamo più a vederla questa bellezza. Bellezza che si evince nel linguaggio della sua composizione, nello stile letterario, nella sobrietà, nell’eleganza, nella proprietà lessicale.

La Costituzione del 1947 aveva 139 articoli. Tre è il numero perfetto secondo i pitagorici.
L’articolo 9 della Costituzione promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, ovvero la bellezza. Alla sua stesura parteciparono economisti del calibro di: Luigi Einaudi, filosofi come Benedetto Croce, eccetera. La bellezza costituisce anche un valore civile. Ciascuno di noi avrebbe diritto alla bellezza ed alla creatività. Oggi fortunatamente l’opportunità è molto estesa, a differenza del passato, anche al mondo femminile. Mettere insieme una Costituzione e la bellezza, significa creare un nuovo universo.

 

La Costituzione stabilisce i diritti ed i doveri dell’uomo.

Costituzione Italiana
Costituzione Italiana

 

I primi dodici articoli della nostra Costituzione asseriscono che la bellezza è tutelata. Non vi è diritto dell’uomo, che prescinda dalla bellezza. L’Italia ha nel suo DNA la bellezza rispetto ad ogni altro paese. Diversi oggetti ritenuti di culto di bellezza e di lusso sono prodotti in Italia. Essa infatti non è solo un documento, ma un monumento. Rafforzare la Costituzione , non significa cambiarla , ma sostenerla.

Nel Risorgimento il grido di una nazione divenne urgenza. Ce lo dimostrano le opere patriottiche
di: Vincenzo Monti, Giacomo Leopardi, Vincenzo Cuoco, Ippolito Nievo, Alessandro Manzoni, Massimo D’Azeglio. 1)

Nella frattura che divide l’Italia nasce la nostra debolezza, ce la citano già Dante ( Purgatorio VI), il Petrarca nel Canzoniere, fino ad arrivare a Pasolini nell’opera L’umile Italia (1954). Fu un sogno avere una democrazia: una rappresentativa, diretta e partecipativa. Quest’ultima dovrebbe o avrebbe dovuto condizionare o sollecitare il governo tramite: partiti, sindacati, associazioni, sindacati, movimenti. Questi tre elementi garantiscono o avrebbero dovuto garantire la sovranità del popolo. Ma nel tempo si privilegiò la democrazia delegata, anziché quella diretta. I partiti hanno sequestrato la democrazia fin dal 1949 , anche se in modo molto minore rispetto ad ora. 2)

Nella tela di Giuseppe Pellizza da Volpedo del 1901, il quarto stato, il pittore ha dipinto la tela in orizzontale, una rarita’ per l’epoca. Il pittore in tal modo voleva abbracciare l’umanità intera. Il senso verticale era invece verso Dio come in quasi tutti i dipinti in precedenza. Nell’opera di Palizza Le figure marciano verso il palazzo, verso il potere, riprendendoselo, per metterlo al servizio della collettività.

Giuseppe Pellizza da Volpedo - Il Quarto Stato
Giuseppe Pellizza da Volpedo – Il Quarto Stato

Già Platone spiegava l’origine della legge con la letteratura, lo leggiamo in Straniero di Camus, nell’opera Il Processo di Kafka, in Cesare Beccaria con Dei delitti e delle pene (1764) e Gianbattista Vico con Scienza nuova (1725). Nella Costituzione sono sanciti dei diritti inviolabili, che sono al di là dello stato. Anche altri come il diritto alla salute, alla libertà d’opinione e di espressione. La Costituzione pone più l’accento sulla dignità in rapporto all’eguaglianza, piuttosto che sulla libertà.

I costituzionalisti nella seconda metà del 900 sostennero che tutti i concetti , sono nati vicino alla filosofia ed all’arte. Ad avviso di alcuni studiosi, è improbabile che sia lo Stato a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale. Infatti nella realtà attuale il divario fra nord e sud esiste ancora. La Costituzione è la biografia di una nazione, ed il suo biglietto da visita.

La tematica del lavoro è in primo piano soltanto da mezzo secolo, ovvero dalla nascita dello Stato italiano. Nell’antichità il lavoro era solo per schiavi. Il lavoro era una pena, o una condanna. Dunque fino al XIX secolo gli artisti raramente rappresentavano dei lavoratori, anzi quasi mai. Era un tabù. Tutto cambiò con la rivoluzione industriale. Il lavoro operaio modificò le relazioni sociali ed il lavoro divenne fondamento del vivere civile. Il romanzo nacque allora insieme al capitalismo.

Il profitto era invece quanto di più lontano, dalla creazione artistica, che era un atto d’urgenza dell’esecutore. Inizialmente gli artisti si opposero alla mercificazione dell’arte, erano contrari alla sua degradazione a mero bene di consumo. Le opere di Croce con Etica e politica, e di Leonardo Sciascia con Il giorno della civetta hanno al centro questa tematica. Di conseguenza solo negli ultimi centocinquant’anni la letteratura si occuperà del lavoro, non prima. Fra gli autori più noti che trattarono tale tema ricordiamo: Edmondo De Amicis con Cuore, Verga con Rosso Malpelo, Italo Calvino con Marcovaldo. 3)

Si pensi che fino al 1909 solo l’8,3% dei cittadini era legittimato a votare; e l’analfabetismo era dilagante. Nel 1912 venne introdotto il suffragio universale maschile, ma solo per i cittadini di età compresa tra 21 e 30 anni, allargato a tutti gli uomini maggiori di 21 anni nel 1919. La consultazione, tenutasi all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale che aveva lasciato l’Italia, già annichilita da un ventennio di regime dittatoriale fascista, semidistrutta anche nelle coscienze, servì a definire in prima battuta la forma istituzionale del nostro Paese.

Così, più dell’89% degli aventi diritto al voto si recò alle urne e la maggioranza di essi, precisamente il 54,27% di voti – scelsero la Repubblica contro il 45,73%, che invece preferivano la monarchia.
“Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione” (Piero Calamandrei, politico e membro dell’Assemblea Costituente).

La Stampa, articolo sulla Costituente.
La Stampa, articolo sulla Costituente.

La Costituzione entrò così in vigore il 1° gennaio del 1948.

Venne deliberata una Costituzione che presentava nuovi caratteri: votata, lunga, ma soprattutto rigida per impedire definitivamente qualsiasi tentativo di imporre un regime dittatoriale e tutelare i diritti di ogni cittadino.
La Costituzione fu il frutto di una magnifica mediazione (una sorta di compromesso in particolare tra i “cattolici” e la “sinistra”), tra differenti esigenze in vista di un bene comune in cui la collaborazione tra le forze politiche dominanti rese possibile il processo di sviluppo per la creazione di un’Italia libera e democratica. Gesto noto come “ il bene comune”. 4)
Cambiarla a volte significa modificare il patto tra cittadini su cui esso si regge, e negli ultimi anni abbiamo assistito a modifiche o tentativi di modifica della nostra Costituzione. Si auspicava che lo Stato suscitasse occasioni di lavoro . Il lavoro è ad oggi un diritto sociale, o dovrebbe esserlo. Purtroppo negli ultimi decenni lo Stato non è stato presente nel costruire occasione di lavoro. Non vi sono investimenti, se non minimi. Non si forniscono garanzie, o sempre meno. Attualmente un disoccupato, che non sia raccomandato, non goda di una fortuna o meriti straordinari, non riuscirà o molto difficilmente a trovare lavoro. Lo Stato dovrebbe avere una funzione etica. Al contempo i cittadini dovrebbero essere più attivi , e proattivi. Non s’intende con ciò un lavoro garantito, ma realizzato attraverso: l’ingegno, il talento, l’intelligenza, e gli investimenti.

L’articolo 7 separa Stato da Chiesa , legittimando una separazione che non esisteva (Patti Lateranensi). Ma è proprio lo Stato a non essere indipendente dalla Chiesa nei fatti. Il testo costituzionale racchiude nei suoi principi un grande progetto di trasformazione sociale: uguaglianza e pari dignità di tutti di fronte alla legge, diritto al lavoro, parità dei generi, tutela della salute e dell’ambiente sono solo alcuni dei principi che ne animano le pagine. Attualmente abbiamo una democrazia fasulla, i candidati cambiano opinione , partito più velocemente di una cavalletta. 5)

Se dobbiamo, o dovremmo tutti contribuire alle spese pubbliche, non si devono o dovrebbero assecondare gli sprechi. Qualche esempio : Palazzo Regione Lombardia costato 400 milioni di euro, Palazzo Regione Piemonte 260 milioni di euro, ed altri sprechi. Italo Calvino nel suo magnifico testo Le città invisibili dirà: ”L’inferno è già qui , non è altrove. Abbiamo due modi per non soffrire. Il primo è accettarlo e divenirne parte, il secondo esige apprendimento continuo ed attenzione. Occorre infatti saper riconoscere chi in mezzo all’inferno non è parte di esso, e farlo durare , dargli spazio. Lo spazio che merita” 6)

Potremmo introdurre una bandiera simbolica dell’Italia composta da : la nostra lingua, la nostra letteratura, la nostra civiltà artistica. E vedere nei suoi articoli: ad esempio Giuseppe Mazzini nell’articolo 11, Giuseppe Garibaldi nell’articolo 52, Camillo Cavour nell’articolo 27.
Tutti coloro che hanno dato la vita perché noi vivessimo nel futuro, meglio di loro. Dovremmo aver cura di tale sacrificio.

Patrizia Ligabo’, ComeDonChisciotte.org

Italia dal satellite coi colori del Tricolore.
Italia dal satellite coi colori del Tricolore.

BIBLIOGRAFIA

1)Michele Ainis . La costituzione e la Bellezza . Edizioni La nave di Teseo , collana I Fari
2)Guido Crainz . Storia della Repubblica . Donizelli Editore
3) Vittorio Sgarbi , La costituzione e la Bellezza . Edizioni La nave di Teseo , collana I Fari
4) Giangiulio Ambrosini . La costituzione spiegata a mia figlia . Edizioni Einaudi Tascabili
5) https://www.tuttitalia.it
6) Michele Ainis . La costituzione e la Bellezza . Edizioni La nave di Teseo , collana I Fari

Pubblicato da Giulio Bona per ComeDonChisciotte.org

 

14 Commenti
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Rnamessaggero
Rnamessaggero(@rnamessaggero)
Utente CDC
4 Luglio 2021 8:34

Qualche decennio fa questo panegirico mi avrebbe commosso e dato speranza , oggi so che è una costituzione scritta sotto la minaccia militare di un esercito occupante e suona più o meno così : fate li bravi
fate li belli
fate li boni
camperete 100 anni .

Alla bella sarebbe bastato aggiungere che “a nessuno stato straniero verrà permesso di interferire con lo stato italiano” , quello che i cinesi ricordano a tutti ogni 3 x 2 .
Certo è che l’ Italia è più bella adesso , vile e sottomessa , rispetto quella dei tempi del superuomo e della scomparsa , per esagerazione strumentale e concettuale , della filosofia come strumento evolutivo .

VincenzoS1955
VincenzoS1955(@vincenzos1955)
Utente CDC
4 Luglio 2021 9:47

Mentre a Roma e altrove si discute, il governo Draghi, voluto dai poteri “forti” della finanza speculativa (non a caso hanno scelto un banchiere), continua, con la scusa della farsa Covid, a “violentare” la Costituzione sulla falsariga del governo Conte e come se non bastasse continua a smantellare lo stato sociale a favore dei ceti più ricchi i quali con questa crisi hanno continuato ad arricchirsi. Infatti, tra le altre corbellerie, hanno cancellato dalla bozza di governo la sacrosanta patrimoniale sulla ricchezza, che poi doveva colpire, badate bene, solo le rendite parassitarie cioè quelle che non producono ricchezza ma solo mera speculazione. Non a caso i (mal)destri di lega e Forza Italia esultano mentre i “sinistri” cincischiano e le (cinque) stalle… pardon le (cinque) stelle stanno a guardare. Bisogna riprendere con più vigore la lotta (di classe?) coinvolgendo soprattutto i cittadini che rischiano la povertà estrema o che ci sono già dentro (il quarto stato per l’appunto), finchè si è ancora in tempo. P. S.: La costituzione fu redatta sotto occupazione militare “alleata” e perciò io dico che fu “dettata”, suggerita o per lo meno influenzata dagli occupanti come accadde con il referendum del 1946 tramite il quale il popolo(???!!!)… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 5 mesi fa effettuato da VincenzoS1955
Platypus
Platypus(@derwanderer)
Utente CDC
4 Luglio 2021 9:59

Un articolo sulla costituzione non può che sollevare mille interrogativi; partiamo dalla triade bellezza, cultura e lingua. se la bellezza è uno dei valori fondanti, perché il brutto dilaga ovunque a tutti i livelli, dalle periferie delle grandi città agli obbrobri dell’edilizia pubblica e privata? se la cultura è ciò che ci identifica, perché non siamo più in grado né di produrne, né di comprendere e di valorizzare quella già prodotta? se la lingua è ciò che ci unisce, perché si è fatto e si sta facendo di tutto per storpiarla, imbastardirla e rinnegarne le radici? Alla prima domanda potrei rispondere affermando che le categorie del bello oramai non ci appartengono più, ci basta l’utile, il comodo, il redditizio, il conveniente e via discorrendo; il bello appartiene ad un mondo che ormai non c’è più e da qui segue la scomparsa della cultura. All’artista odierno, qualsiasi sia la sua disciplina, basta vendere un prodotto o ottenere i “like” sui social per cui tenderà a produrre beni al consumo piuttosto che opere d’arte; è noto che la coca cola ha molti più estimatori del Barolo… E la lingua? qualcuno prontamente dirà che le lingue evolvono, mutano in relazione a fattori contingenti,… Leggi tutto »

ton1957
ton1957(@ton1957)
Utente CDC
4 Luglio 2021 10:27

Dei padri fondatori forse andrebbe anche ricordato la costruzione dei lager e le tasse sulla farina con annesse fucilate.(tralascio i 15 milioni di emigranti economici e politici) In merito alla piú bella costituzione del mondo che altro non é che lo statuto albertino rivisto e corretto per renderlo piú adatto ai tempi ed alle circostanze (guerra persa con resa senza condizioni) manca, nell’articolo, solo la mano di Dio e Mosé che scende dal colle con le tavole dei 139 articoli scolpiti sulla pietra. Articolo da far leggere ai bambini al posto della favola di cappuccetto rosso o a scelta, a coloro che se ne fottono di vaccini e macelleria sociale permessi dalla piú bella costituzione del mondo, basta che la nazionale vinca qualche partita a pallone. Amare il proprio paese vuol dire anche riconoscerne i limiti ed i difetti, conoscerne la storia, che nel caso dell’Italia é vergognosa, fatta da pochi eroi e tanti delinquenti che da sempre sfruttano il popolo, o si prende atto di ció che ci hanno fatto passare e si dice basta o si resta schiavi amanti del bello, della venere del Botticelli (dipinta per i delinquenti con i soldi delle varie tasse sulla farina). Auspico… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 5 mesi fa effettuato da ton1957
clausneghe
clausneghe(@clausneghe)
Utente CDC
4 Luglio 2021 11:03

Mi dispiace per la infervorata Autrice dell’articolo, ma i quattro “fondatori della Patria” erano degli esimi e incalliti criminali, tipo l’appena defunto David Rumsfeld o l’ancora vivente per poco si spera Dik Cheney per dire..
L’Italia è stata fatta con le palle di piombo e i soldi per corrompere, tutto il resto è fuffa.
Non siamo un Popolo unito e non lo saremo mai.

jeints
jeints(@jeints)
Utente CDC
Risposta al commento di  clausneghe
4 Luglio 2021 12:14

Brindo per la dipartita del criminale Donald.

jeints
jeints(@jeints)
Utente CDC
4 Luglio 2021 11:58

Costituzione demagogica, centralista, perbenista, massonica, partitocratica. Il nostro paese non lo denigriamo in relazione ai talenti artistici o imprenditoriali, che proseguono. Lo denigriamo per la persistenza di superficialita’ e conformismo nella concezione della gestione sociale e istituzionale. Bene fanno alcuni commenti a menzionare le ”foche da balcone” e i gol della nazionale. Aggiungerei che non se ne puo’ piu’ dei panegirici sul tema nord-sud, che persiste solo a causa della mancanza di una riforma federale. Insomma, una carezza sulla testa di questa bambina idealista, non infieriamo, e andiamo a leggere qualcosa di meno indigesto per iniziare la giornata. Magari aumentando un po’ la nostra cultura su altre costituzioni e altri sistemi molto piu’ maturi del nostro.

Holodoc
Holodoc(@holodoc)
Utente CDC
Risposta al commento di  jeints
4 Luglio 2021 13:34

Così maturi da aver fermato con la forza della legge la messinscena della Pandemia?

emilyever
emilyever(@emilyever)
Utente CDC
4 Luglio 2021 13:02

Scrivere che solo negli ultimi centocinquant’anni la letteratura si è occupata del lavoro, non prima, mi sembra quanto meno opinabile: significa dimenticare Le opere e i giorni di Esiodo e le Georgiche di Virgilio, con lo splendido libro IV dedicato alle api e agli apicultori, per esempio, ma anche le novelle di Boccaccio che hanno per protagonisti uomini e donne umili, dal cuoco all’oste, di cui si apprezzano la duttilità e l’arguzia. Così, tanto per citare i primi che mi vengono in mente

Ultimo aggiornamento 5 mesi fa effettuato da emilyever
emilyever
emilyever(@emilyever)
Utente CDC
4 Luglio 2021 15:16

Questa storia che la nostra costituzione sia la più bella del mondo me la sono sempre bevuta, come un assioma che non si discute, pensando appunto che derivasse da giuristi che l’avessero confrontata e approfonditamente, con le altre. Poi, in un libro di storia americana, scopro che si definisce così quella degli Usa, per l’equilibrio e i contrappesi fra i vari organi e i poteri dello Stato. Leggendo quella dell’Ecuador scopro che fra i diritti fondamentali c’è quello della difesa dell’ambiente, che nella nostra non c’è. Qualche dubbio comincia a venirmi

uparishutrachoal
uparishutrachoal(@uparishutrachoal)
Utente CDC
4 Luglio 2021 16:42

La costituzione è come un bel vestito di parole..serve a nascondere le brutture che ci sono sotto..e ad atteggiarsi belli ..
E se fa caldo lo si toglie perché non più necessario al villanzone sudato..

Ultimo aggiornamento 5 mesi fa effettuato da uparishutrachoal
nandoricciardi
nandoricciardi(@nandoricciardi)
Utente CDC
4 Luglio 2021 19:44

Ammesso che sia bella, le contingenze oggi come mai dimostrano inequivocabilmente che si tratta pur sempre di “una carta”: basta proclamare da parte di un esecutivo abusivo una qualsiasi emergenza e la parola assume il suo significato più comune di “materiale scrittorio utile ma inconsistente”, carta. Allegare all’articolo poi il volto di quei quattro personaggi, purtroppo padri della patria, dimenticando di aggiungere la didascalia “wanted” è un cedimento alla storiografia ufficiale menzognera, scritta dai vincitori con la penna degli intellettuali prezzolati, per dirla con Gramsci. Bene, solo a titolo esemplificativo: Giuseppe Garibaldi, uomo dai trascorsi torbidi in Sud America, massone, conquistatore del Sud Italia alla testa di un migliao di avventurieri definiti da lui stesso “soprattutto ladri” su mandato di Cavour, con i soldi della massoneria britannica utilizzati per corrompere gli alti grado dell’esercito borbonico, dopo aver depredato il Banco di Sicilia accolto a Napoli in pompa magna dal capo-camorra Salvatore De Crescenzo, poi diventato capo della polizia, ecc. Insieme al compare Giuseppe Mazzini, agitatore fintamente mistico, sobillatore di giovani borghesi pseudo-rivoluzionari, autore di una lettera di raccomandazione per Adriano Lemmi, capo del GOI toscano, perché “amico della causa” in merito all’appalto delle costruende Ferrovie del Sud, ecc. Il conte… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie(@primadellesabbie)
Utente CDC
4 Luglio 2021 21:21

A me sembra che una costituzione sia tanto più rimarchevole quanto più sia aderente alla realtà sulla quale incide e si presti a stimolare il continuo miglioramento della vita comune e individuale.

Della nostra si è cominciato a dire da subito che sí, è giusto ciò che vi è scritto, in qualche caso persino auspicabile, ma chiunque può capire che si tratta di progetti inattuabili nella nostra realtà (affermato in svariate occasioni da ministri, partiti, sindacati, confindustrie assortite e posteggiatori abusivi, ufficialmente ed ufficiosamente, in pubblico ed in privato).

E così si sono traversati miracoli economici, crisi, bombe nelle piazze e sui treni, rivolgimenti vari e restaurazioni, tassazioni da manicomio, cacce alle streghe, fino ai giorni nostri in cui le persone, le situazioni e le prospettive sono cambiate al punto che diviene degno di nota, “indentitario” e addirittura rivoluzionario, sottolineare che questa costituzione, che non è mai stata così concordemente e radicalmente disattesa, sia bella.

Boh!

Ultimo aggiornamento 5 mesi fa effettuato da Primadellesabbie
XaMAS
XaMAS(@xamas)
Utente CDC
5 Luglio 2021 9:41

la costutuzione, quella vera, non è stata scritta nel 1947, ma nel 1943
fu scritta da invasori che poi importarono la loro orrida cultura nel nostro paese e che da allora decidono loro per noi su quello che possiamo, e soprattutto, non possiamo fare

è talmente bella che agli italiani non è nemmeno stata mostrata tutta.

non cercatela in Rete che tanto non la troverete, si sa solo che è stata sottoscritta da un vigliacco traditore che già avrebbe dovuto essere appeso per quello che aveva combinato solo 20 anni prima, ma era massone quindi intoccabile.