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La Cina sta perdendo la sua battaglia contro il virus 2019-nCoV – Dobbiamo prepararci ad una pandemia globale ?

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

La Cina è vicina al punto in cui i costi sociali ed economici del tentativo “militarizzato” di eliminare il Coronavirus impattano più del trauma di dover lasciare che l’infezione faccia il suo corso.

Un Paese normale avrebbe già concluso che la cosa più razionale da fare sia quella di accettare che la malattia non possa più essere contenuta (considerando le tre settimane perdute per l’insabbiamento della vicenda) — e trattarla come una forma di “turbo influenza invernale”, dirigendo tutti gli sforzi, piuttosto, a gestire le cure in modo più coerente di quanto sia stato fatto fino ad ora.

In questo modo, l’attenzione si sposterebbe su un obiettivo diverso: cercare di abbassare il tasso di mortalità, dal livello del 2pc dell’”influenza spagnola” del 1918, ad un livello plausibile al di sotto dell’1pc (10 volte quello dell’influenza normale), attraverso antivirali, flebo, ossigeno e tutti quei piccoli accorgimenti (sì, anche le maschere facciali) utili ad abbassare la soglia dell’infezione e la potenziale virulenza.

Ma la Cina non è un Paese “normale” e il Partito Comunista non può seguire facilmente questa logica.

Ha quasi certamente superato il “punto di non ritorno”, dichiarando una “guerra di popolo” e imponendo blocchi di vario tipo a più di 400 milioni di persone — facendo della sconfitta del contagio una prova implicita della sua legittimità di governo.

A questo punto, il contagio sembra condannato a raddoppiare, visto che Guangzhou, Chongqing e Changsha sono già crivellate dal virus.

Questa scelta politica avrà grandi conseguenze economiche a livello globale.

Taoran Notes — la “voce” della ristretta cerchia di Xi Jinping, che gli esperti cinesi seguono molto da vicino — ha accennato ieri sera ad una politica di coercizione poliziesco/militare nella Provincia di Hubei e nei punti caldi dell’infezione.

Chiunque possa essere infetto dev’essere “messo in quarantena” [https://www.telegraph.co.uk/global-health/science-and-disease/coronavirus-news-uk-china-wuhan-virus-outbreak-latest/].

Sarà un trattamento “Uiguro” per decine di milioni di persone — o addirittura una pagina equivalente ai momenti più demenziali del caos sociale ed economico di Mao.

Taoran Notes ha anche detto che lo “sgherro” di Xi, Chen Yixn (una sorta di Beria, per chi ha familiarità con lo stalinismo), sia stato inviato nella Provincia di Hubei per prendere il controllo della sua Capitale, Wuhan, ed imporre il nuovo regime di sicurezza.

Quindi, qual’è ad oggi lo stato dell’arte? Da fine gennaio le Province che rappresentano i due terzi del PIL cinese sono “chiuse”. Sembra che, questa settimana, ben poche persone siano state in grado di tornare al lavoro.

Ci sono una serie di misure indirette in grado di tracciare la situazione. Una è la “congestione del traffico in 100 città”, pubblicata ogni giorno dall’AMAP, la versione cinese di Google Maps. Fino ad ora non c’è stato alcun visibile rimbalzo.

Un’altra è la “vendita di case in 30 grandi città”, pubblicata ogni giorno (sorprendentemente). Le vendite sono crollate a zero e devono ancora mostrare un tremolio di vita.

Capital Economics, nella pagina dedicata al Coronavirus, aggiorna ogni grafico quotidianamente, rendendolo visibile a tutti.

Il settore immobiliare è un problema a lenta combustione rispetto alle catene di approvvigionamento manifatturiero, che sono andate in crisi.

Ma, entro marzo, comincerà a mordere i promoters indebitati in dollari sul mercato dei finanziamenti di Hong Kong.

Le aziende ritenute “sotto stress” (costi di indebitamento superiori al 15pc) dovranno rimborsare 2,1 miliardi di “dollari offshore” il mese prossimo. Standard & Poor’s sostiene che stiano appoggiandosi ad un flusso costante di vendite per cercare di coprire i debiti passati.

Questa settimana la popolazione di ca. 25, fra Province e Comuni, sarebbe dovuta tornare al lavoro, ma si è scontrata con le misure di controllo del virus.

Le aziende non possono riaprire gli impianti a meno che non siano in grado di tracciare i movimenti esatti e i dati medici di ogni lavoratore — e rispettare un periodo di quarantena di 14 giorni, se necessario (ma ora sappiamo che l’incubazione può arrivare di fatto a 24 giorni).

I Funzionari non osano essere tolleranti dopo l’ultima sfuriata di Xi Jinping. Le Autorità di Guangzhou hanno ordinato che gli stabilimenti restino chiusi fino all’inizio di marzo in gran parte della città — con l’avvertenza che le sanzioni, per i trasgressori, sarebbero feroci.

Il fornitore di Apple, Foxconn, non ha ancora riavviato gli stabilimenti per la produzione degli “iPhone” a Zhengzhou e Shenzhen. Si è presentato solo il 10pc dei suoi lavoratori. Caixin riferisce che la Foxconn potrebbe aspettare fino a marzo per riavviare la produzione.

Nel frattempo, la quasi completa chiusura degli impianti di produzione di Shanghai, nel Songjiang, ha smentito le prime affermazioni secondo cui il 70pc degli impianti sarebbero tornati a funzionare.

Una bella pepita arriva dal Wall Street Journal: “Il negozio di succhi di frutta di Lui Guifang, nel complesso ‘China World’ di Shanghai, non ne ha venduto nemmeno uno, lunedì, se non ai giornalisti che erano lì per intervistare il personale. Normalmente, ne vendeva a centinaia”.

L’angoscia globale è per ora in gran parte concentrata sull’industria automobilistica, sulle materie prime e sulle spedizioni.

Hyundai, Kia e Ssangyong hanno dovuto chiudere i loro stabilimenti in Corea per mancanza di componenti. Nissan, a sua volta, ha dovuto chiudere due linee di assemblaggio in Giappone.

Se la crisi dovesse ancora trascinarsi, tutto questo si diffonderà anche in Europa, nel giro di un paio di settimane.

VW, BMW, Honda, Toyota, PSA e il produttore di componenti Valeo hanno tutti annunciato ulteriori ritardi nell’apertura dei loro stabilimenti in Cina.

Ole Hansen, il ‘guru del petrolio’ della Saxo Bank, ha detto che per le ‘materie prime’ la situazione sta diventando un massacro: “Il mondo sta affrontando il più grande ‘shock da domanda’ dalla crisi finanziaria globale del 2009”.

Il prezzo del petrolio “West Texas”, in effetti, si è ridotto fino a 49,80 dollari/barile. Palesemente, le conversazioni OPEC/Russia a Vienna, che ipotizzavano un taglio della produzione di ulteriori 600.000 barili al giorno (b/d), non hanno raggiunto lo scopo.

La PetroChina ha detto, lunedì, che stava tagliando la domanda delle sue raffinerie di 320.000 b/d, dopo il precedente taglio di 600.000 b/d di Sinopec. Fino ad ora la domanda totale cinese è scesa di circa 3,2 milioni di b/d.

Stiamo raggiungendo i livelli di dissesto della crisi Lehman. Non sarei sorpreso se il greggio statunitense cadesse fino a 30 dollari/b, questo mese.

Gli Hedge Funds e i “Rialzisti” hanno tagliato le “speculazioni al rialzo” (sul greggio) di 20 miliardi di dollari, la scorsa settimana — ma il peggio deve ancora arrivare.

Perché non hanno colto prima l’entità della crisi? La mia impressione è questa:

“sono stati ingannati dal modello al rallentatore [nel senso di diffusione] della SARS nel 2003, quando la Cina rappresentava in ogni caso una quota molto più piccola del PIL globale. Hanno ignorato gli appassionati avvertimenti dei migliori virologi, secondo i quali il modello più rilevante era quello della pandemia influenzale del 1918 [la Spagnola], caratterizzata da una diffusione molto più rapida”.

Anche i costi delle spedizioni hanno ceduto, su tutta la linea.

La “Lloyd’s List” ci dice di quanto le tariffe delle petroliere siano crollate. Per l’esattezza, i costi-spot sulla rotta “dal TD3C Medio Oriente alla Cina” sono scesi a 16.000 dollari al giorno, dai 115.000 dollari d’inizio gennaio — un modello che si è replicato per le navi più piccole.

Sostiene anche che le ispezioni sulle navi “SIRE” non possano essere effettuate in gran parte dell’Asia. La chiusura dei cantieri cinesi ha paralizzato i bacini di carenaggio ed i lavori di retrofit. Richard Meade di Lloyd’s List ha detto che:

“Quest’emergenza sanitaria ha paralizzato i porti, ha sconvolto la programmazione operativa in tutti i settori, ha portato serie sfide alla gestione degli equipaggi e ha indotto a ritirare una serie di servizi per i container, con la previsione di ulteriori problemi per il secondo trimestre dell’anno. Inoltre, ha messo in subbuglio il mercato globale del gas”.

Ha anche detto di come i Lloyd’s stiano ricevendo segnalazioni di navi che galleggiano in giro per l’Asia, impossibilitate ad attraccare in un qualsiasi porto — ed ora a corto di cibo.

Se Xi Jinping si attenesse alla “guerra totale” contro il Coronavirus, il suo Governo non potrebbe allo stesso tempo lanciare un significativo stimolo fiscale, che i mercati peraltro stanno già anticipando. I canali di spesa, in effetti, sono bloccati dai controlli sanitari.

Tutto quello che può fare è continuare ad iniettare liquidità attraverso i “reverse repo” della Banca Centrale, continuare ad estendere la tolleranza sul debito e a ridurre gradualmente la campagna di Liu He contro il ”sistema bancario ombra”  — dando ancora una volta il “bacio dell’addio” alla disciplina finanziaria.

In questo moto eviterebbe, almeno, una cascata d’inadempienze e un “Minsky Moment” per la bolla del debito cinese. Ma non eviterebbe un prolungato rallentamento dell’economia.

Caixin riferisce che il “settore dei servizi”, da solo, sta perdendo 140 miliardi di dollari a settimana e che le aziende più piccole, entro un mese, andranno a sbattere contro un muro.

La mia ipotesi di lavoro è che la Cina perderà la sua battaglia contro il virus 2019-nCoV.

Ad un certo punto, dopo tutta quest’agonia, la leadership del Partito Comunista cambierà rotta, concludendo che sia meno dirompente gestire la malattia e passare piuttosto al rilancio dell’economia. Tutto questo come minore dei mali.

Quindi, se la mia ipotesi è corretta, dobbiamo prepararci ad una pandemia globale. Potrebbe già essere troppo tardi per fermarla.

Il compito sarà allora di domare il virus e sperare di guadagnare abbastanza tempo, in modo che il clima più caldo possa rallentare la diffusione.

Non sarebbe la fine del mondo [sic].

Cosa potrebbe significare per le azioni, per le obbligazioni e per il rischio di recessione globale?

Mi rimetto al presidente della Fed Jay Powell. È già abbastanza difficile capire l’economia cinese e le sue ramificazioni globali in tempi normali, figurarsi adesso:  “Lo scoppio del Coronavirus ha reso tutto esponenzialmente più difficile”.

 

Ambrose Evans-Pritchtard

Link Originale: https://www.telegraph.co.uk/business/2020/02/11/china-cannot-fight-coronavirus-avert-economic-crisis-time/

Scelto e tradotto da Franco

 

Fonte: www.mittdolcino.com

Link: https://www.mittdolcino.com/2020/02/12/la-cina-non-puo-combattere-il-coronavirus-e-allo-stesso-tempo-evitare-la-crisi-economica/#more-17215

12.02.2020

Pubblicato da Davide

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21 Commenti

  1. Boh…messa così direi che questo virus è il miglior alleato dell’ America.

  2. Non sopporto di sentir parlare male della Cina in questo momento così difficile per lei. Sta facendo tutto quello che e’ umanamente possibile.
    Quando dovesse toccare a questo Ambrose, vedremo cosa sarà capace di fare.
    Forza Cina!!!!! Per l’occasione ti tolgo dalla lista dei vituperati comunisti.

  3. Evans Pritchard indovina poco, per la verità…per esempio aveva ripetutamente dato per spacciata la Russia di Putin e poi non è successo niente…

    Ma è vero che le voci di allarme aumentano…ieri addirittura Crosetto ha messo in guardia contro l’ormai inevitabile pandemia…

    Ad ogni modo avevo previsto da più di un anno il crollo sistemico nel 2020 per cui anche se non immaginavo la pestilenza come trigger alla fine il risultato sarà sempre quello già descritto, con inevitabile crisi di borsa e a seguire tutti e quattro i cavalieri dell’Apocalisse in successione…

    Voi ci ridete su…aspettate qualche mese e vedrete che non ridete più…poi andate a cercare i miei post del 2019 (ma anche quelli prima)…

  4. Il buon Ambrose mi sembra abbia azzeccato l’analisi della situazione, quello che propone come misure alternative alla lotta contro il virus, cioè il lasciar fare, però non è minimamente accettabile. Non lo è per i cinesi per i quali solo una diminuzione di un punto percentuale della mortalità significa sempre milioni di vite umane perse, e lo è ancora meno per gli altri, visto che tra turisti e immigrati i cinesi che non risiedono in Cina sono milioni. E poi trattarlo come un’influenza più forte delle altre è un po’ ridicolo, crede proprio, l’autore, che i cinesi non ci abbiano pensato? Evidentemente non si può perché il virus è manipolato e prevederne il comportamento, in particolare se muta o meno, è oltremodo difficile.
    Quanto alle conseguenze economiche io sarei tentato di dire : volevate la globalizzazione? Bene, eccola! Di che vi lamentate ora?

  5. Questo qui gufa! Son proprio curioso di vedere se c’azzecca! I cinesi son li da migliaia di anni, ne hanno passate di cotte e ci crude, mi sembrano ben organizzati. Su una cosa lo condivido: visto che la cina e’la locomotiva, se questa comincia a sbuffare sai che fine fanno i retrostanti vagoni? Noi siamo l’ultima carrozza, quindi caro il mio articolista ti conviene fare il tifo per la cina invece di gufare.

    • Retrocedono tutti, eccetto l’ America. L’ America in questo momento va a 1.000 mentre tutto il resto del mondo retrocede. In pochi anni accumuleranno vantaggio tecnologico e ci vorranno altri 30 anni per riacchiapparli…

  6. Teoricamente gli Usa ci guadagnano ma oltre al movente ci vorrebbe uno straccio di prova, e poi mio fratello, quando ancora la Cina non aveva armamenti, mi ha detto che deteneva in toto i fondi pensioni usa. A mo’ di ombrello nucleare.
    Insomma, se mi distruggi distruggi anche la tua economia.

  7. nella seconda guerra mondiale distrussero tutti i distretti industriali del resto del mondo specie italia,germania,giappone che prima della guerra erano leader tecnologici e produttivi

    A fine guerra nessuno aveva piu capacità produttiva o manifatturiera tranne gli USA che non ebbe una sola bomba sul suo territorio…e divenne il produttore mondiale di merci per tutto il mondo che perse negli anni e nel 1970 le merci importate superarono quelle esportate per poi ridursi sempre piu finche gli USA non rimasero meri consumatori ed esportatori solo di finanza .Chi ricopre oggi quella posizione di produttore mondiale?La Cina,che produce merci per tutto il mondo …Ovvio quindi che fallendo la finanza mondiale ci si è resi conto che si deve tornare a produrre..ma per riportare tutte le merci in USA non bastano le sanzioni ,ci vorrebbe un tempo infinito e poi su certi settori la Cina ha superato gli USA,5G docet..quindi non sarebbero in grado di produrre alcune merci e prodotti..
    Non rimane che distruggere il concorrente produttore mondiale,ma senza nucleare,con arma subdola diffusa ad arte dai tanti scienziati e dissidenti collaborazionisti degli USA in Cina,che ora Xi sta eliminando con la scusa della quarantena,forzata….
    Se la Cina smette di produrre gli USA prenderanno il suo posto..
    L’UE non è in grado di far nulla perchè occupata militarmente dalla Nato..e poi se domattina gli USA o le loro elite volessero farebbero crollare Deutsche bank per esempio con una semplice speculazione sui derivati in pancia…già gli hanno distrutto l’economia dell’auto che ora subirà un ulteriore colpo visto il legame cina-germania..

    La russia non ha le basi per sostituire la produzione cinese..
    gli USA sono gli unici e lo faranno…
    Ora se questo costerà una pandemia ed un certo numero di morti che ad oggi nessuno è in grado di prevedere è stato messo in conto ,anche perchè tanti o pochi il terrorismo funziona cosi’ basta uno che grida Allah Akbar e fa due morti in un supermercato che si piega una intera nazione..e tutti sono presi dalla paura..e quindi è come se la vita di ognuno fosse messa a rischio..
    Eppure solo in Italia muoiono per incidenti stradali ogni anno 3500persone ed oltre 100mila invalidi permanenti(quindi senza gambe,senza braccia,cechi,sedia a rotelle) e quasi 600mila feriti. ,peggio di una guerra eppure nessuno dice niente..nessun media dice niente,nessun italiano ha paura di mettersi in auto…eppure scompare ogni anno un paesino(ah non contiamo i morti per infarto o tumore che allora si tratta di spagnole ogni anno della prima guerra mondiale ogni anno…ma nessuno ha paura..tutti continuano a fumare ad abboffarsi di cibo ,molti a drogarsi ed eccedere con alcool e fumo..e che dire se è dimostrato che l’uso dello smartphone è responsabile del 30% degli incidenti?
    Perchè tutto questo?

    Quindi o ci saranno i mortii o non ci saranno o saranno pochi o tanti nel percepito sarà sempre terrorismo e saremo tutti terrorizzati a prescindere..come lo saremmo se so che vado in metro e uno dell’ISIS vuole tagliarmi la testa a me o mia figlia..
    starei a casa o non scenderei dall’auto..
    Se ci fossero stati attentati ISIS in Italia come in Francia,l’Italia si sarebbe bloccata tutta e già fallita..anche se avessero fatto solo 2 morti..
    La pandemia o presunta tale è terrorismo all’ennesima potenza..

  8. Di pandemia ne dubito, sembra che il virus sia fortemente motivato a colpire l’Asia ed in particolare i recettori polmonari (una buona spiegazione qui https://www.maurizioblondet.it/un-virus-etnico-molto-ingegnoso/).
    In caso sicuramente la botta invertirà la direzione della globalizzazione, come insegnano a Davos, perché questo serve ora a tutti ed esiste una buona scusa per farlo. Oggi assistiamo ad una nuova guerra fredda, giocata su economia e propaganda (la mia analisi sulla Guerra Fredda 2.0 qui https://realprospettive.blogspot.com/2020/02/la-guerra-fredda-20-quello-che-vedo.html?m=1) dove il virus è sia fisico che mentale.
    Vedremo a posteriori come saranno le cose, se il dragone si riprende vorrà notizie certe, anche se il virus aiuta a superare lo scalone generazionale in arrivo : il virus ha una forte preferenza per gli anziani ed è poco influente sui giovani, i bambini sembrano addirittura immuni.

  9. Domanda: ma se uno crea in laboratorio un virus, lo fa per ammazzare i pensionati? Sara mica un utente di Comedonchisciotte? Non ha senso.

  10. La radice di ogni peccato è la paura: quindi a tutta birra con il terrore dicendo di far guerra a ciò che non si vede.

  11. Gli affari sono affari e non c’è pandemia che tenga, dice Ambrose Evans-Pritchtard , che importa se poi muoiono 65 milioni di persone, come sostiene in questo articolo in lingua inglese (non ci sono traduzioni) questo ricercatore di un istituto finanziato da quei filantropi della fondazione Bill Gates & Melissa, vedi qui: https://www.marketwatch.com/story/scientist-who-simulated-the-global-impact-of-a-coronavirus-outbreak-says-the-cats-already-out-of-the-bag-and-chinas-efforts-to-contain-the-disease-unlikely-to-be-effective-2020-01-24?mod=MW_section_top_stories
    Se questo è l’occidente viva la Cina e viva Xi Jing Ping.

  12. Ciò che più mi colpisce in questo momento storico è la forza dei popoli. Forza bruta , dormiente, resistente , in relazione ai suoi leader. Il popolo cinese dimostra grande plasticità, grande umiltà , grande onore, indubbio il valore dei suoi leader. Diversa è la forza di quello americano sfatto , che ha quasi perduto le sue forti radici rurali, e operaie e che nutre la speranza di un nuovo senso del vivere grazie al suo presidente. Vedremo, vivremo dei grandi cambiamenti. Forse inimmaginabili. Gli stati profondi, l’investigazione, la manipolazione, i progetti disumani saranno ridimensionati da questa imminente pandemia. Uscirà la vera intelligenza sociale e l’ingegno tornerà a servire le comunità .

  13. La Cina descritta dal telegraph sembra l’ultimo paese al mondo e non il primo produttore mondiali di beni a basso costo che traina l’economia reale mondiale.Per il resto è tutta propaganda occidentale per cercare di mettere in cattiva luce la Cina,e visto che si tratta di una guerra,inizierei da parte loro,a immettere centinaia di miliardi di dollari nel mercato e affossare l’economia predatoria degli ameriCANI.Poi per quel che riguarda il coronavirus a breve troveranno l’antidoto,anche se qualcuno lo ha già nei loro laboratori.militari,ma si guarda bene dal distribuirglielo.

  14. Quello che questo articolo mi suggerisce é che la globalizzazione ha portato prezzi inferiori per le produzioni all´estero, ma anche una dipendenza dell´economia globale da ogni singolo fatto che succede nel mondo. É giusto che sia cosí? forse alla fine delle fiera si. Ma oggi siamo in quella terra di mezzo in cui i vantaggi sono di relativamente pochi “eletti” mentre i disagi eventuali sono totalmente a carico di ognuno di noi.

  15. Nessuno si chiede pero’ perche’ la Cina abbia scelto questa strada dell’ autoisolamento .Considerando che ai tempi della SARS non hanno agito in questo modo “totalitario”, e se lo avessero fatto il danno economico a quei tempi sarebbe stato meno pesante….Ho la sensazione che la Cina allentera’ la pesa dell’emergenza quando si sara’ assicurata di aver messo in ginocchio l’economia globale.

  16. Quando anche i giornalisti “seri” fanno “propaganda di guerra” , significa che nella guerra ci siamo già dentro ben bene

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