Immaginare il futuro “positivo” è il primo passo per realizzarlo

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Immaginare il futuro.

Se è abbastanza facile analizzare il presente per capire cosa c’è che non va e cosa bisogna fare per migliorarlo, quando si parla del futuro diventa tutto più difficile, perchè non siamo in grado di visualizzare un mondo migliore di quello attuale.

Mi viene in mente un bellissimo film “La Sfera” del 1998, tratto da un romanzo di Michael Crichton, dove un gruppo di scienziati vengono in contatto con una “astronave aliena” che dona loro il potere di realizzare i propri sogni, ma in realtà finiscono per realizzare solo i loro peggiori incubi.

Forse è vero che siamo in grado di realizzare i nostri sogni, ma non essendo capaci di immaginare un futuro positivo, siamo solo in gradi di realizzare i nostri incubi peggiori, quelli che conosciamo bene.

Immaginare il futuro “positivo”.

In fondo è relativamente semplice immaginare un futuro negativo, perchè basta attingere alle nostre esperienze o a quelle passate, per immaginare un futuro pieno di conflitti di classe, guerre, ingiustizie, povertà, fame, distruzione dell’ambiente, ecc…

Cose che conosciamo bene, insomma, e che siamo perfettamente in grado di realizzare.

Più difficile è immaginare un futuro positivo, perchè non abbiamo avuto mai esperienza presente o passata, di una società senza conflitti di classe, senza guerre, senza ingiustizie, senza povertà, senza fame, senza distruzione dell’ambiente, ecc…

Immaginare il futuro “positivo” è il primo passo per realizzarlo.

Tutti i cambiamenti che la società ha realizzato nel corso dei secoli, sono stati realizzati da una persona o da un gruppo di persone “visionarie” che hanno avuto la capacità ed il coraggio di “immaginare” un futuro che per tutti gli altri era semplicemente “inconcepibile” o nella migliore delle ipotesi “irrealizzabile”.

Perchè il primo passo per realizzare una qualsiasi cosa, anche la più assurda, è che qualcuno riesca ad immaginarla.

Quindi se non siamo in grado di immaginare un futuro positivo, meno che mai saremo in grado di realizzarlo.

Quale futuro aveva immaginato John Maynard Keynes nel 1930 ?

John Maynard Keynes, in una conferenza tenuta a Madrid nel 1930, tenne un discorso nel quale, disse, “mio scopo non è di esaminare il presente o il futuro immediato, ma di sbarazzarmi delle prospettive a breve termine e di librarmi nel futuro. Quale livello di vita economica possiamo ragionevolmente attenderci fra un centinaio d’anni? Quali sono le prospettive economiche per i nostri nipoti?“.

Qui potete trovare la traduzione del discorso completo che vale la pena di leggere tutto con attenzione perchè è molto interessante per verificare quali previsioni si sono avverate e quali ancora no: http://www.redistribuireillavoro.it/assets/prospettive.pdf

La previsione di John Maynard Keynes può essere così riassunta : “Tra 100 anni l’economia smetterà di essere un problema per l’umanità, perché nel giro di un secolo la settimana lavorativa sarebbe stata composta di solo 15 ore grazie al progresso tecnologico“.

Il problema sarà a quel punto come impiegare il resto del tempo che avremo a disposizione, perchè “la nostra evoluzione naturale, con tutti i nostri impulsi e i nostri istinti più profondi, è avvenuta al fine di risolvere il problema economico. Ove questo fosse risolto, l’umanità rimarrebbe priva del suo scopo tradizionale“.

Quindi non solo lavoreremo poche ore alla settimana, ma “dovremo attenderci cambiamenti anche in altri campi“. L’ipotesi di Keynes è che “quando l’accumulazione di ricchezza non rivestirà più un significato sociale importante, interverranno profondi mutamenti nel codice morale. Dovremo saperci liberare di molti dei principi pseudomorali che ci hanno superstiziosamente angosciati per due secoli, e per i quali abbiamo esaltato come massime virtù le qualità umane più spiacevoli. Dovremo avere il coraggio di assegnare alla motivazione “denaro” il suo vero valore. L’amore per il denaro come possesso, e distinto dall’amore per il denaro come mezzo per godere i piaceri della vita sarà riconosciuto per quello che è: una passione morbosa, un po’ ripugnante, una di quelle propensioni a metà criminali e a metà patologiche che di solito si consegnano con un brivido allo specialista di malattie mentali“.

Vedo quindi gli uomini liberi tornare ad alcuni del principi più solidi e autentici della religione e della virtù tradizionali: che l’avarizia è un vizio, l’esazione dell’usura una colpa, l’amore per il denaro spregevole, e che chi meno s’affanna per il domani cammina veramente sul sentiero della virtù e della profonda saggezza. Rivaluteremo di nuovo i fini sui mezzi e preferiremo il bene all’utile. Renderemo onore a chi saprà insegnarci a cogliere l’ora e il giorno con virtù, alla gente meravigliosa capace di trarre un piacere diretto dalle cose, i gigli del campo che non seminano e non filano“.

Ci si renderà conto della differenza critica quando questa condizione si sarà a tal punto generalizzata da mutare la natura del dovere dell’uomo verso il suo simile: infatti l’impegno del fare verso gli altri continuerà ad avere una ragione anche quando avrà cessato di averla il fare a nostro vantaggio“.

Quale futuro possiamo immaginare noi oggi ?

John Maynard Keynes aveva detto che “Tra 100 anni” cioè nel 2030 ” l’economia smetterà di essere un problema per l’umanità, perché … la settimana lavorativa sarebbe stata composta di solo 15 ore grazie al progresso tecnologico“.

Ma siamo in grado di immaginare una società nella quale lavoriamo tutti ma solo 15 ore alla settimana ? Come occuperemo il tempo che ci rimane ?

Oggi siamo appena entrati nel 2020 ed abbiamo ancora 10 anni per verificare se si realisserà la previsione di Keynes, ma certamente siamo molto lontani perchè le nostre economie sono sempre più condizionate da denaro, debito, capitale, speculazione e mercati finanziari.

Il risultato assurdo è che oggi gli occupati lavorano molte ore alla settimana, mentre ci sono molte altre persone disoccupate che non ne lavorano affatto, quindi c’è uno spreco immane di risorse umane che invece potrebbero lavorare meno per lavorare tutti.

Ma questo è contrario alla logica del profitto e della competizione a tutti i costi, che sono oggi gli unici parametri che condizionano l’attività economica.

Se vogliamo aiutare l’umanità a raggiungere l’obiettivo previsto da John Maynard Keynes, dobbiamo fare in modo che l’economia torni ad occuparsi delle persone, dei loro bisogni, del lavoro, del progresso sociale, della produzione di beni e servizi.

Oggi abbiamo le tecnologie, le conoscenze e le capacità per fare in modo che l’economia smetta davvero di essere un problema per l’umanità, ma ci mancano gli strumenti monetari per generare un benessere equo e sostenibile per tutti.

Per riuscirci dobbiamo liberarci della moneta-debito che ancora oggi produce solo scarsità monetaria e debito per il 99% della popolazione mondiale, seguitando ad arricchire quel 1% già ricco, che in questo modo seguita ad accumulare nelle sue mani, tutta la ricchezza che c’è al mondo.

La moneta deve tornare ad essere solo uno strumento di scambio di beni e servizi per soddisfare i bisogni di tutti, e non uno strumento di potere per soddisfare i desideri di poche persone già ricche.

Ma dobbiamo essere capaci anche di immaginare una moneta diversa, positiva appunto, perchè di proprietà dei cittadini e libera dal debito, creata dallo Stato per conto di tutti noi, al solo fine di migliorare la vita di tutti.

Speriamo che il 2020 sia l’anno giusto per iniziare questo cambiamento per l’umanità.

Buona Moneta Positiva a tutti.

Fabio Conditi

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.blogspot.it

articoli precedenti su Comedonchisciotte per approfondire :

https://comedonchisciotte.org/?s=fabio+conditi

 

14 Comments
  1. A IX century man says

    Ancora????
    Davide basta ti prego!

    P.s.: chissà se l’ing. Conditi è ancora pentastellato dopo tutti i loro voltafaccia.

  2. Tonguessy says

    “ nel giro di un secolo la settimana lavorativa sarebbe stata composta di solo 15 ore grazie al progresso tecnologico“.
    Infatti. Proprio così. Non se lo immaginava Keynes che grazie alla caduta del saggio di profitto sarebbero stati inventati nuovi comparti (terziario avanzato, ad es.) per ampliare il mercato rendendo sempre più schiavi ed alienati i salariati? Non se lo immaginava Keynes che “grazie al progresso tecnologico” invece di liberarci dalla schiavitù del lavoro saremmo diventati una massa di sottoccupati, disoccupati e tutta la middle class sarebbe scivolata verso il lumpenproletariat? Beh, se non se lo immaginava vuol dire che partiva da analisi poco complete.

    1. Giggi Topp says

      No.
      Ma d’altronde a esercitare il senno di poi sono in molti ad eccellere.
      L’arte della previsione, quella si che è complicata.

  3. federico18 says

    Immaginare il futuro positivo………………………Magari staccandosi da quei porci del Movimento 5 Stelle. Vero Ing. Conditi? Riusciamo a creare un VERO fronte sovranista in Italia senza buttarci dentro gli impostori Leghisti e Pentastellati, oppure dobbiamo aspettare l’arrivo degli Alieni??? Cioè di Vox Italia da quel poco che vedo.

  4. gian says

    Scusi Conditi, ma a mio parere l’accostare il denaro a valori moralmente negativi è fuorviante: ” …L’amore per il denaro come possesso, e distinto dall’amore per il denaro come mezzo per godere i piaceri della vita sarà riconosciuto per quello che è: una passione morbosa, un po’ ripugnante, una di quelle propensioni a metà criminali e a metà patologiche che di solito si consegnano con un brivido allo specialista di malattie mentali“ (Keynes). Sembrerebbe che ci sia bisogno di una grande moralizzazione, cosa per cui magari una religione potrebbe essere il giusto mezzo.
    Non è così! Basterebbe invece che si prendesse consapevolezza di ciò che crea l’accumulazione della ricchezza e la conseguente necessità di riequilibrare la distribuzione della stessa al fine di consentire al sistema il miglior flusso possibile dello strumento che la esprime, il denaro.
    E ciò che crea l’accumulazione del denaro è la cosa più semplice del mondo, è l’applicazione del suo principio base: La capacità di accumulare e generare ricchezza è proporzionale alla ricchezza disponibile.(punto)

  5. PietroGE says

    Le elucubrazioni di Keynes mi ricordano quello che si diceva all’Università sulla fusione nucleare quando ero studente : calma ragazzi tra qualche anno non ci sarà più crisi energetica, la fusione nucleare sarà già commercializzata. Passavano gli anni e sempre : calma ragazzi per la fine del secolo la fusione sarà funzionante di sicuro. È arrivato il nuovo secolo e ora si dice prima del 2100 potete scommetterci che funzionerà. Speriamo. Nel frattempo, la storia del ‘lavorare meno per lavorare tutti’ iniziata con la rivendicazione delle 35 ore settimanali ha fatto flop. Al posto del lavoro fisso a 35 ore settimanali c’è ora il precariato e al posto dell’aumento del tempo libero c’è la diminuzione della pensione, la proletarizzazione persino del ceto medio e il trasferimento di ricchezza reale da l’occidente ai Paesi asiatici manufatturieri. Che tutto questo sia risolvibile con alchimie finanziarie è tanto probabile quanto il ritrovamento della famosa ‘pietra filosofale’.

  6. tamerlano says

    Signor Conditi, lei mi fa tenerezza, quando parliamo di moneta parliamo della pietra angolare del vero potere nel mondo, tutti i politici, di tutti i tipi, dittatori o democratici che fossero, che nella storia hanno provato a mettere mano alla moneta sono quasi tutti morti in un modo o nell’altro diciamo non nel proprio letto, l’ultimo, Gheddafi, è finito con una baionetta piantata nell’ano. E lei che viene a parlarcene come se fosse solo una questione di buon senso che richiedesse una semplice presa di coscienza da parte dei popoli e dei governi. La verità è che per fare quello che vorrebbe lei ci vorrebbe anche una vera e grande forza militare che noi non abbiamo minimamente, si metta il cuore in pace.

    1. Pfefferminz says

      Fintanto che la conoscenza del meccanismo di creazione della moneta non è di dominio pubblico, fa bene l’ing. Conditi a scrivere articoli e a contribuire alla diffusione del sapere. In diversi Paesi ci sono organizzazioni simili a Moneta Positiva, perché il problema non si risolve a livello nazionale. La cosa più importante per il momento, a mio avviso, è che l’argomento arrivi ad essere oggetto di dibattito pubblico. Quello che si dimentica è che ci sono stati periodi storici in cui il dibattito pubblico c’era e in cui i cittadini volevano le banconote stampate dallo Stato e non quelle delle banche private. Nel 1868 negli USA, il candidato del Partito Democratico, Horatio Seymour, un sostenitore dei biglietti di Stato, aveva ottime possibilità di vincere le elezioni presidenziali, se all’ultimo momento non fosse stato diffuso un articolo denigratorio nei suoi confronti.

  7. Rossi Mario says

    Peggio del discorso di mattarella. Una banalità dietro l’altra.

  8. ignorans says

    Questa cosa del “lavoreremo tutti 15 ore
    alla settimana” fa ridere e piangere contemporaneamente. Questo voler tracciare le sorti dell’uomo, pure.
    Forse “I dipendenti” lavoreranno 15 ore a settimana, non credo gli autonomi. E in ogni caso, non mi fido di chi parla delle masse, di “tutti”. Tutti chi? Chi è “tutti”?

  9. Albert Nextein says

    Keynes con le sue teorie, insieme coi monetaristi alla Friedman , sono una delle maggiori cause delle difficoltà economiche e finanziarie mondiali.
    E siccome l’ignoranza regna sovrana , la gente non si rende neppure conto che tali pratiche contronatura invece di esser limitate vengono continuamente implementate e richieste a gran voce da economisti, pseudoeconomisti, politici di ogni risma, gran parte del capitalismo clientelare.
    Si sono tutti dimenticati della Scuola Austriaca di economia.
    Sono tutti statalisti attaccati come forsennati alla greppia pubblica , tanto nel lungo periodo siam tutti morti.
    La politica criminale attuale, insieme con economisti da avanspettacolo hanno portato il mondo sull’orlo del baratro.
    Le soluzioni, ormai , possono essere solo individuali , perchè il punto di non ritorno è già stato ampiamente superato.
    Conditi, io penso in buona fede, sogna ad occhi aperti.

  10. Sirius says

    Citare Keynes non credo renda un gran servizio, essendo egli un pederasta intento a consumare e godere senza preoccuparsi del futuro, quindi schifando il risparmio inventandosi teorie fallimentari che potessero dare giustificazione al suo modo di vivere.
    Credo che di quello che sarebbe successo nel 2030 non gliene fregava una cippa, vi stava solo perculando.

    Chi accumula capitale per se stesso svolge un servizio ben più grande alla società tutta più di tutti questi economisti e monetaristi corrotti.
    Grazie a Dio esiste bitcoin.

    1. Rugge says

      Non capisco come chi accumula capitale per se stesso possa fare un beneficio per la società. Cioè lo capisco se me lo dice Soros, ma non Sirius.

  11. Giggi Topp says

    Oggi imparo che quando avevo 18-20 anni circa, avevo la stessa visione di Keynes, pur senza sapere chi fosse o averne mai sentito parlare.
    Come lui commettevo lo stesso errore: sottostimare, o meglio non considerare proprio, la questione della divergenza tra progresso tecnologico e progresso sociale.
    Quando invece è assolutamente necessario che vadano di pari passo.

    Invece, chi controlla il primo ha tutto l’interesse ad affossare il secondo.
    Per il semplice motivo che solo così può trattenere presso di sé i frutti che ne derivano.
    E anzi, più il detentore del progresso tecnologico rallenta il progredire del progresso sociale, o meglio ne inverte la traiettoria, più riuscirà a moltiplicare il suo potere economico e di conseguenza quello politico, acquisendo pertanto una capacità di controllo sempre maggiore sul progresso sociale.

    Quindi, in utima analisi il problema è a chi o a cosa attribuire la facoltà di detenere e indirizzare il progresso tecnologico, nella consapevolezza degli interessi economici crescenti in progressione geometrica determinati dal suo stesso avanzare.
    Che come tali rendono sempre più difficoltoso tenere il progresso sociale al suo stesso passo. Non fosse altro che per le spinte accentratrici e gli appetiti che è in grado di destare per la sua stessa natura.

    Dall’angolazione in cui la vede Conditi, viceversa, seguendone gl’indirizzi si fa presto col finire al “Tutto va ben, madama la marchesa”.
    D’altronde uno che per sua esplicita ammissione non vede la contraddizione di termini insita nella formula “economia sociale di mercato”, potrebbe forse avere qualche lacuna a livello di consapevolezza politica e di coscienza di classe.
    Che del resto si forma con l’esperienza di vita, come ha detto qualche pezzo grosso del secolo scorso.

    Nondimeno Conditi ci porta spesso considerazioni interessanti, sia pure gravate dalla parzialità della sua visuale, che di conseguenza va a inficiare le sue conclusioni..

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