IL SIGNORAGGIO: UNA BUFALA O NO ?

DI PIETRO CAMBI
crisis.blogosfere.it/

Uno spettro si aggira per i circoletti che raccolgono i poveri implumi, incolti, ignari,  inetti cittadini, cercando, del tutto vanamente, di decifrare l’ineffabile complessità del Tutto, declinata semanticamente in una ontologica ricerca del metafisico, distillata, apoditticamente, nella icastica, seppur efficace esclamazione “So’ tutti ladri e ce stanno a frega’ li sordi a noi che non li avemo!!!“.

Questo fantasma si chiama SIGNORAGGIO.

Un commentatore di un post precedente, mi ha linkato un sito dove si smonta in modo molto professionale la cosidetta “bufala del signoraggio“, facendo presente che i teorici del complotto del signoraggio sono noti fascisti o parafascisti, poveri taxisti paranoidi, mentecatti allo sbando e ciarpame intellettuale di recupero vario.
A parte il fatto che un paio di signoraggisti li conosco e non sono né deliranti coldiretti né mascelluti propugnatori della soluzione finale al problema bancario/masso/giudaico, nella mia, ancor breve, carriera da blogger ho comunque imparato che quando si ricopre di contumelie un avversario, quando si punta alla distruzione semantica, culturale e sociale di chi la pensa diversamente, qualcosa di vero, che fa male ed infastidisce, in quello che dice quell’avversario, c’è.

Questo è tanto più vero con coloro che sono impresentabili e moralmente ci ripugnano, e deve essere SEMPRE riconosciuto soprattutto quando, come e perchè non ci piace ammetterlo. Non vi dico niente di nuovo.

Il successo delle terribili ideologie che hanno devastato il nostro continente nel secolo scorso era ANCHE dovuto al fatto di fondere fatti reali ed analisi corrette con estrapolazioni deliranti, criminali e delittuose, in un coacervo idealistico/attraente.

Insomma, se è vero che alcuni complottisti del signoraggio esagerano è pur vero che il signoraggio, di per sé, non è una bufala.

E’ un fatto, un dato certo dell’attuale sistema economico, come le tasse, le imposte, l’evasione e l’io speriamo che me la cavo.

Vediamo se riesco a chiarire il punto.

Il Signoraggio 4 dummies

In sintesi: Se stampo pezzi di carta che mi costano, come complessivo della loro realizzazione, mezzo euro l’uno e ci scrivo sopra 100 euro e qualcuno dice che quei pezzi di carta sono DENARO, ecco che ho appena esercitato un diritto, di stampo feudale per alcuni (di qui il termine signoraggio), quello di stampare moneta con un valore nominale diverso da quello reale, cosi realizzando un sonoro utile.

Questo, è bene chiarire, è un FATTO.

Un fatto ovviamente un filo complicato ma resta il fatto che stampare moneta, specialmente ora che questa stampa è scollegata da beni reali ad essa collegabili, è una ottima fonte di reddito.

Resta quindi da capire a chi va questo reddito, in particolare in Italia.

Per partire da una base sufficientemente stabile, condivisa ed “aperta” partiamo quindi dall’immancabile Wikipedia.

E partiamo dai fatti, DAI FATTI, ripeto.

Quindi, saltati a pie’ pari i Sussi&Biribissi, i batti& ribatti, i bi&ba, andiamo alle interrogazioni parlamentari RECENTI , in merito al signoraggio ed andiamo alla risposta UFFICIALE del governo del tempo, da parte dell’allora Viceministro dell’economia e delle finanze: Roberto Pinza, che potrete cercarvi a conferma da soli:

“Per quanto concerne il quesito relativo al reddito dei «diritti di signoraggio» realizzato dalla Banca Centrale Europea e quanto di questo reddito sia stato redistribuito tra le Banche Centrali Nazionali, si precisa che con Decisione ECB/2001/15, la BCE ha regolamentato l’allocazione all’interno dell’Eurosistema delle banconote in euro in circolazione. Essa attribuisce alla BCE una quota pari all’8 per cento delle banconote in euro messe in circolazione dalle Banche centrali Nazionali; il restante 92 per cento viene ripartito fra le Banche centrali nazionali in proporzioni pari alle rispettive quote di partecipazione al capitale della BCE capital key.
Sulla propria quota di banconote in euro, la BCE ricava un reddito da signoraggio
le cui modalità di redistribuzione sono ora contenute nella Decisione ECB/2005/11. Essa prevede che il signoraggio della BCE debba essere redistribuito alle BCN in proporzione al rispettivo capital key, a meno che il Consiglio direttivo decida di trattenerne (in tutto o in parte) il relativo ammontare a causa di: a) una perdita d’esercizio della BCE o un utile netto inferiore all’importo del signoraggio; b) una assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d’interesse e di prezzo sull’oro.”

Quindi:

1) Il reddito da Signoraggio è una REALTA’. Punto ed a capo.

2) Tale reddito per il 92% entra direttamente nelle casse degli Istituti Nazionali, mentre per l’8% in quelle della BCE, che provvede a redistribuirlo alle banche centrali Nazionali (BCN) in proporzione alle loro quote.

Potrà interessare che la Banca d’Italia ha versato circa 700 milioni di euro come quota capitale della Banca Europea, su un totale di SOLI 4 miliardi di euro.

Pochissimo, non trovate?

Non vi sembra incredibile che un istituto ENORME come la BCE abbia un capitale sociale di partenza di soli 4 miliardi di euro?

Ah, beh, ma ovviamente questo capitale è stato congruamente rimpinguato da altri redditi, che vanno ad accumularsi nelle riserve valutarie… indovinate un po’… eh si: si tratta ANCHE di reddito da signoraggio, guarda un poco.

Fino a qui, comunque, abbiamo solo un poco di mal di testa ed una vago senso di nausea, ma tutto sembra restare solidamente in mani pubbliche.

E in Italia?

Beh innanzitutto sapete quale è il Capitale sociale della Banca D’Italia?

Tenetevi forte: è di ben 156.000 Euro.

Ovvero 56.000 in più, chissà perchè, del minimo di legge per fondare una SPA.

Anche qui non mi invento nulla.

Nella stessa risposta ad interrogazione parlamentare, infatti, leggiamo:

la partecipazione al capitale della Banca d’Italia è disciplinata dagli articoli 3 e 49 dello Statuto. Il capitale, di ammontare pari a 156.000 euro, è rappresentato da 300.000 quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna. La disciplina della titolarità delle quote di partecipazione fa rinvio alle disposizioni legislative. È, altresì, stabilito che la cessione di quote del capitale avviene solo previo consenso del Consiglio Superiore e su proposta del Direttore «nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e di una equilibrata distribuzione».

Sul rispetto dell’autonomia etc etc: beh, vi ricorderete, spero, lo scandalicchio che coinvolse il penultimo Governatore Fazio..

Di fatto il reddito da signoraggio viene restituito allo Stato in buona misura, sotto forma di imposte e tasse varie, mentre una quota che oscilla dal 20 al 40% va ad aumentare le riserve della Banca D’Italia e solo una infima parte costituisce rendita per gli azionisti PRIVATI della banca stessa, ovvero la stragrande maggioranza dei principali istituti di credito italici.

Chiarisco facendo riferimento a Wikipedia, essendo quanto ivi riportato facilmente verificabile nello Statuto della Banca D’Italia : Il signoraggio derivante dall’emissione diretta di moneta da parte dello stato viene incassato da questo, mentre quello derivante dall’emissione di moneta da parte della banca centrale viene in parte prelevato dalla stato, sotto forma d’imposta, e il rimanente resta alla banca centrale, dove viene utilizzato per coprire i costi di funzionamento e, per l’eventuale parte eccedente, costituisce utile netto. Poiché di solito le banche centrali sono enti pubblici (come la Banca di Francia) o società di capitali il cui capitale è interamente (come la Banca del Canada) o in maggioranza (come la Banca Nazionale Svizzera) di proprietà statale, anche tale utile finisce per essere incassato, in tutto o in parte, dallo stato. La Banca d’Italia è un ente pubblico (lo statuto parla di istituto di diritto pubblico) i cui partecipanti possono anche essere dei privati; infatti, al suo capitale partecipano sia enti pubblici che, soprattutto, privati [3]. Tuttavia, una volta pagate le imposte, lo statuto concede di distribuire ai partecipanti solo una minima parte degli utili netti annuali, cioè al massimo 15.600 (quindicimilaseicento) euro da spartirsi tra tutti in base alle quote possedute. Quindi praticamente degli utili netti, dal 20 al 40% viene aggiunto alle riserve valutarie ordinarie e/o straordinarie dell’istituto e la parte restante (dal 60% all’80%) viene trasferita al pubblico erario.

Quindi, ricapitolo:

1) In Italia il reddito da signoraggio E’ UNA REALTA’ e, per una percentuale oscillante tra il 20 e il 40% va a costituire la riserva valutaria della Banca D’Italia.

Quindi: dove è il complotto delle banche etc etc, visto che tutto il reddito resta in mano ad un istituto di diritto pubblico, come con recente sentenza è stato ribadito essere la Banca D’Italia, nonostante sia a capitali totalmente privati?

Beh, suvvia, non stiamo a menar tanto il can per l’aia.

Chi è il prestatore di ultima istanza?

Chi garantisce per la solidità dell’assetto bancario italico?

Chi certifica  la solidità o meno di un dato Istituto?

Insomma è evidente: per me, blogger e cittadino, il reddito da signoraggio ESISTE, viene riscosso in modo invisibile a tutti i cittadini e va a costituire un tesoretto di cui usufruiscono, con tassi risibili, quando e se necessario, sulla base di “indipendenti valutazioni” del suo Governatore, in primo luogo gli azionisti di Bankitalia stessa.

Non sarà un complotto: certo è un ottimo affare e una bella garanzia di trovare copertura, con i NOSTRI soldi, in caso di bisogno.

Questo, se ci pensate, ci fornisce qualche indizio sul motivo per il quale i famosi “Tremonti bonds” sono stati tanto orgogliosamente rifiutati dalle banche nostrane. Avere un tale tesoretto “indipendente” a cui attingere in caso di bisogno, senza bisogno di chiedere alla politica aiuta… eccome se aiuta.

Ma a noi?

Chi ci aiuta, a noi meschinelli?

Beh: il grido di dolore che citavo all’inizio del post, qualche fondamento, forse forse, forse, ce l’ha.

Pietro Cambi
Fonte: http://crisis.blogosfere.it/
Link: http://crisis.blogosfere.it/2009/11/il-signoraggio-una-bufala-o-no.html
1.11.2009

153 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 0:31

Rispetto Ezra Pound come poeta e come grande uomo, ma dal punto di vista economico è assai fuori strada.
http://www.unipv.it/deontica/opere/lunghini/with.doc
secondo Keynes, che ne interpretava al meglio l’aspirazione nobile, è un simpatico “monetary crank”.

repetita iuvat, spero.

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 1:52

Lino, cerchiamo di vedere le cose dal punto di vista globale. Controlla la curva del debito e fammi sapere qual’è la sua tendenza. Dovrai concludere che la sua crescita è inarrestabile; il sistema si nutre di debito e non può ridurre il suo accumulo. A questo devi rassegnarti; Menichella ecc. sono argomenti ed esempi secondari. Se vogliamo evolvere nella comprensione del sistema non ci è utile dividerci in austriaci, classici, keynesiani e quant’altro. Ciao

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 2:05

hai ragione, si deve uscire da questo gioco truccato. Ma siccome dobbiamo continuare a giocare per vivere, l’obiettivo è impostare regole pulite per un nuovo gioco. Una buona base di partenza è farsi una chiara, razionale coscienza del trucco in atto. Vogliamo ragionare su questo senza slogan e tifo sconsiderato?

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 2:06

il debito è in crescita perchè si è abbandonato il modello giusto (Menichella, per intenderci) per abbracciare quello sbagliato di friedman e greenspan.
il modello austriaco (anarcocapitalismo) è incompatibile con la convivenza civile.

Jung_Zorndike
Jung_Zorndike
3 Novembre 2009 2:51

Che le banche commerciali prestino il denaro da loro creato è un fatto incontrovertibile (consentito, sia inteso): “…If business is active, the banks with excess reserves probably will have opportunities to loan the $9,000. Of course, they do not really pay out loans from the money they receive as deposits. If they did this, no additional money would be created. What they do when they make loans is to accept promissory notes in exchange for credits to the borrowers’ transaction accounts. Loans (assets) and deposits (liabilities) both rise by $9,000. Reserves are unchanged by the loan transactions. But the deposit cred- its constitute new additions to the total deposits of the banking system. ” “The multiple expansion is possible because the banks as a group are like one large bank in which checks drawn against borrowers’ deposits result in credits to accounts of other depositors, with no net change in total reserves.” Dal “Modern Money Mechanics” sec. Bamk Deposit How They Expand or Contract. pag.6 e pag.8 EDITO DALLA FED BANK OF CHICAGO. Ovvero, in estrema sintesi “nuova moneta è creata” a partire dalla “base monetaria” iniettata nel sistema bancario. Chiaramente questa verrà prestata dalle banche agli altri “attori” del… Leggi tutto »

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 3:04

Ai tempi del ‘grande’ Menichella il debito globale cresceva incurante della sua azione ‘virtuosa’. In quanto agli austriaci – con cui te la prendi tanto – la loro influenza sulle vicende storiche è stata talmente importante che il loro modello (freebanking, moneta-merce ecc.) è stato di fatto ignorato completamente. Infatti “l’austriaco Greenspan” è stato il re e il profeta della fiat money Fed, cioè il contrario del modello auspicato da Hayek.
Insisto Lino! Se vogliamo procedere con approccio razionale dobbiamo ragionare, non tifare.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 3:46

l’anarcocapitalismo non lo digerisco. greenspan è stato soprattutto il profeta della deregolamentazione.
qui la mia opposizione è viscerale.
sul resto si può discutere.

ai tempi di Menichella il rapporto debito/PIL è passato dal 100 al 32%. sono stati gli eccessi successivi che hanno rotto il giocattolo.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 4:00

rinuncio a farti ragionare in maniera razionale. a volte bisogna rassegnarsi e questa è una di quelle.

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 4:05

Tu dai per vera l’affermazione:” le banche quando prestano del denaro ce l’hanno”
Io dico che può valere anche l’affermazione opposta: ” le banche quando prestano del denaro non ce l’hanno”. Infatti, tutto dipende da cosa intendiamo per denaro.
Se denaro=debito, ok le banche ce l’hanno ce l’hanno. Vale la prima affermazione e la seconda è una bufala.
Se denaro=credito o valore universale, allora l’affermazione vera è la seconda e la prima è una bufala.
Però, avendo la certezza che tutto il sistema finanziario si fonda e galleggia sulla base di un debito immenso, mi viene da pensare che l’affermazione più vicina alla realtà sia la seconda e non la prima.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 4:32

M3 è tutto denaro, pertanto temo che ti sia sbagliato. a mio avviso hai troppa confidenza col concetto malatissimo di moneta merce e con gli austriaci: rischi di sbandare.

duca
duca
3 Novembre 2009 4:54

Che troppa moneta sia insostenibile mi è chiaro, infatti uno degli scopi della politica monetaria è(ra) di regolarne la quantità (Stampo moneta, oppure uso riserve di moneta, e rimborso titoli di stato=aumento il circolante vs. Stampo titoli di stato e li vendo contro moneta=riduco il circolante), ma non colgo bene il nesso con ciò che ho scritto io.
Se qualcuno mi dicesse che i miei risparmi non mi vengono più resitituiti scenderei per strada con le pentole e qualcuno dovrebbe scappare in elicottero, immagino: e forse non siamo troppo lontani da ciò.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 5:04

lo Stato non stampa direttamente moneta perchè in passato ci sono stati abusi e perchè la maggioranza potrebbe avvantaggiarsene rispetto all’opposizione. se è chiaro che l’eccesso di moneta fa perdere valore a quella che c’è, direi che ci siamo.

Jung_Zorndike
Jung_Zorndike
3 Novembre 2009 5:18

Ma mi scusi, allora mi può chiarire perchè il sistema bancario “crea moneta” se poi non la utilizza? Ho malcompreso il senso del “Modern Money Mechanics”? Anche lei lo ha ammesso (che il sistema crea moneta).

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 5:33

abbiamo approfondito la questione in maniera quasi maniacale. arriviamo alle stesse conclusioni e poi lei ritorna a frasi sconnesse. il sistema bancario nel suo complesso crea moneta e la utilizza. perchè mai non la utilizza? da dove è uscito questo fungo?

Paxtibi
Paxtibi
3 Novembre 2009 5:40

Studiatevi questo che e’ meglio: Corso di Economia con Huerta De Soto [www.usemlab.com]

Firenze137
Firenze137
3 Novembre 2009 6:26

le risposte ammesse erano SI o NO e tu hai già risposto SI. Ora arrivi a dire che “è gestito male”! .

La fantasia davvero non ti manca !

E’ facile dedurre che uno che perde ore e ore a scrivere “giustificazioni” ad un SI = è truccato, qualche motivazione ce l’ha ma non penso sia solo amore di insegnare agli altri.

Comunque se per te è solo un innocuo divertimento continua pure.

Ciao Ciao

duca
duca
3 Novembre 2009 7:20

Questo è chiarissimo, così come è chiaro che non ci siamo ritrovati la Banca Centrale che stampa moneta in totale formale indipendenza dal potere politico così per caso, bensì (anche) perché il potere politico abusava del potere di emissione.
Altrettanto chiaro però deve essere che la penuria di moneta ha effetti depressivi (cosa che credo non marginale nell’attuale crisi, se allarghiamo il concetto all’accesso al credito, che sempre moneta è) e allora il pendolo tra controllo statale e controllo privato dell’emissione dovrà trovare un equilibrio da qualche parte.

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 7:46

il giocattolo è bacato dal 1694, nascita della moneta debito!

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 7:53

ti sbagli, non sono un simpatizzante austriaco: anzi, sono convinto che la miglior moneta sia quella meno materiale. Comunque prendo atto che non rispondi alle mie sollecitazioni.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 8:28

concordo pienamente. il problema attuale è che c’è troppa moneta ma è troppo concentrata. la soluzione di alzare la riserva obbligatoria e la base monetaria, a mio avviso, rimane quella dai risultati più affidabili. ma prima bisogna scollare gli uomini goldman sachs dai cadreghini.

syrus_79
syrus_79
3 Novembre 2009 8:30

si, ma se nel water c’è una bella merda galleggiante posso buttarci tutta l’acqua che voglio e la merda sembrerà sempre più piccola… per far sparire la merda devo tirare lo sciaquone ed eliminare l’intero sistema!

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 8:32

ho risposto dicendo che l’aggregato M3 è tutto denaro (e non denaro di serie A o di serie B).

Jack-Ben
Jack-Ben
3 Novembre 2009 8:36

ottimo blog complimenti

Jack-Ben
Jack-Ben
3 Novembre 2009 8:36

ottimo blog complimenti

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 8:56

in condizioni normali basta tirare li sciacquone.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 9:01

se ti diverti a credere alle bufale, continua pure.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 9:02

questa è una frase “austriaca”.

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 9:11

grazie per il suggerimento, ma questi sono della scuola austriaca e hanno una visione dell’uomo e dell’economia che io non condivido.

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 9:15

e dajje, Lino!! questa è anche una frase Keynesiana.
A Bretton Woods Keynes tentò di capovolgere il sistema finanziario internazionale, ma non ci riuscì. Anche lui era convinto che il sistema era bacato!

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 9:21

sono gli austriaci che vedono la banca centrale come il fumo negli occhi, non Keynes. non rovesciare la realtà, per favore!

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 9:22

condivido.

epicblack
epicblack
3 Novembre 2009 9:29

la tua non è una risposta! Il denaro non è come l’atomo di Newton, indivisibile e impenetrabile per imposizione divina. Il denaro non è un dogma! Il denaro ha una natura imposta dall’uomo, che infatti lo crea arbitrariamente secondo determinate caratteristiche a lui utili. Oggi è così, ma potrebbe essere pensato e creato in modo totalmente diverso. Altro che piccoli aggiustamenti di un sistema mal gestito! Tieni anche conto che quello che affermo in queste righe lo riscontri anche nelle opere di Keynes.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 9:58

non ho inteso dove vuoi arrivare.

lino-rossi
lino-rossi
3 Novembre 2009 10:05

sui si e sui no, evidentemente dipende dal contesto.
sul tempo perso è una questione di facoltà intellettuali; c’è chi è dotato in abbondanza e chi lo è meno.

CarloLux
CarloLux
3 Novembre 2009 11:14

Tre domande semplici semplici:

1) è vero o non è vero che la Banca Centrale, prestando 100 euro allo Stato, ne chiede indietro altrettanti più gli interessi?

2) è vero o non è vero che lo Stato, a fronte della moneta emessa dalla Banca Centrale, emette titoli di debito (titoli di stato) per un valore pari all’ammontare di denaro ricevuto?

3) è vero o non è vero che, alla scadenza dei titoli di debito consegnati alla Banca Centrale, lo Stato si troverà a dover pagare una somma di denaro pari all’ammontare ricevuto più gli interessi maturati sino a quel momento?

Se la risposta alle tre domande è “è vero”, allora vuol dire che il circolo vizioso c’è eccome.

Firenze137
Firenze137
3 Novembre 2009 11:29

Caro lino e epiblack ( .. ed altri) secondo voi il gioco del Monopoli con distribuzione dei soldi contanti all’inizio del gioco secondo le regole uguali per tutti , è classificabile secondo le teorie da voi citate dei “…austriaci, classici, keynesiani … ?”

Servirebbero queste teorie per vincere al Monopoli ?

Firenze137
Firenze137
3 Novembre 2009 11:31

Caro lino e epiblack ( .. ed altri) secondo voi il gioco del Monopoli con distribuzione dei soldi contanti all’inizio del gioco secondo le regole uguali per tutti , è classificabile secondo le teorie da voi citate dei “…austriaci, classici, keynesiani … ?”

Servirebbero queste teorie per vincere al Monopoli ?

LucaV
LucaV
3 Novembre 2009 12:06

però dicono cose esatte e che ancora voi BRAVE PERSONE EQUE E GIUSTE PIENE DI SOLIDARIETà, NON riuscite a confutare….e ciò vi fa arrabbiare tanto tanto.
LINO SEI TRISTEMENTE TRA QUESTI.

CarloLux
CarloLux
3 Novembre 2009 12:06

In merito all’affermazione che “le banche prestano denaro quando ce l’hanno”, mi duole dire che non risponde al vero. Se esiste un moltiplicatore monetario, non vedo come si possa negare che venga creata moneta “dal nulla”. Che poi questo moltiplicatore agisca a livello di singola banca o a livello di sistema bancario, è un dettaglio ininfluente.

LucaV
LucaV
3 Novembre 2009 12:08

assolutamente falso. BUGIARDO ed IPOCRITA. Greenspan conosce benissimo la scuola austriaca, ma non ne ha applicato neanche una virgola. VERGOGNATI.

marimari
marimari
3 Novembre 2009 13:48

SI E’ TRUCCATO
CHIARAMENTE TRUCCATO

marcop
marcop
3 Novembre 2009 15:40

basta non usarla per ingannare il prossimo

marcop
marcop
3 Novembre 2009 15:42

presto ne troverai a miliardi come noi, ed anche tanto incazzatini, hasta la vista!

syrus_79
syrus_79
4 Novembre 2009 1:28

così insieme al debito viene eliminato l’intero sistema.

epicblack
epicblack
4 Novembre 2009 1:56

le teorie servono per interpretare la realtà oggettiva, non per giocare a monopoli.

epicblack
epicblack
4 Novembre 2009 2:02

voglio mostrarti che il sistema così com’è è destinato a implodere prima o poi, con effetti devastanti sulla base sociale.

epicblack
epicblack
4 Novembre 2009 2:21

concordo con LucaV. A questo punto si può dire che o Lino non conosce la scuola austriaca o non conosce Greenspan. Oppure gioca a provocare, alimentando la confusione.

epicblack
epicblack
4 Novembre 2009 2:32

dicono cose con un fondamento dato dai loro dogmi iniziali. Non si può parlare di esattezza nelle teorie economiche, ma puri tentativi di spiegare la realtà. Comunque usando i loro strumenti non ne esce nulla di convincente. Questo è il mio parere.

epicblack
epicblack
4 Novembre 2009 2:38

prendo atto che nessuno raccoglie il mio invito. Ne deduco che c’è solo l’interesse allo scontro su posizioni preconcette. Purtroppo, le discussioni condotte su queste basi sono assai sterili.

duca
duca
4 Novembre 2009 3:36

Io temo il giorno in cui le banche scoppieranno come palloncini pieni d’acqua e inonderanno il mercato di tutta la liquidità che gli hanno cacciato in pancia…

Jung_Zorndike
Jung_Zorndike
4 Novembre 2009 4:01

Volevo solo aggiungere, e con questo chiudo, che le conclusioni a cui giungiamo non mi paiono le stesse.
Saluti

LucaV
LucaV
4 Novembre 2009 12:10

Non è mai stata applicata. E’ un FATTO. KEYNES e i suoi dettami SI. Ed è un altro FATTO. Quindi ragionate solo con il condizionale…con Keynes si ragiona al passato, al presente e, purtroppo…al FUTURO.

epicblack
epicblack
4 Novembre 2009 16:52

Non è Keynes che ha istituito le banche centrali, non è Keynes che ha istituito la fiat money, non è a Keynes che si ispira Greenspan e Bernanke. In realtà la concezione economica di Keynes, non è mai stata veramente applicata. Quindi perchè ce l’hai tanto con questo pover’uomo? Che t’ha fatto? Ce l’hai su solo perchè era inglese e omosessuale? Lo preferivi austriaco? Bene lui ha pure simpatizzato con un economista austriaco di nome Gesell.