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Un articolo sugli antichi giganti. Visto che tempo fa se ne era parlato.

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LuxIgnis
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@primadellesabbie

Certo se vuoi sostituire una narrazione con un altra più confacente, incorreresti nello stesso peccato della prima e cioè nella disonestà.

Semplicemente bisognerebbe 1- smettere di occultare i fatti e 2 - avere l'umiltà di dire che non si sa quello che è successo.

Poi ognuno si può fare la propria idea. Ma il fatto è che l'uomo vuole sempre un cammino fatto di certezze anche se false, purché siano certezze. L'indeterminatezza non piace a nessuno eppure è proprio quella che genera la vita, poiché fa crescere e da spunti di riflessione.

Che ci piaccia o no è dall'entropia che viene la vita.

Invece tutto è usato come sempre per portare acqua al proprio mulino. E non è un gran bel mulino. Questo va bene e questo no a secondo dell'utilità che serve.

Non è questione di utilità. L'utilità è uno dei più grandi peccati. E' questione di verità o per lo meno ricerca della verità. E per la verità ci vogliono i fatti, anche quelli scomodi, soprattutto quelli scomodi.

Certo è difficile ripristinare la verità dopo secoli e millenni di falsità promulgate come vere, ma non per questo bisogna smettere di cercarla, senza fiato.

E' la verità che ci libera, nient'altro.

Tornando al tema, sapere che sono esistiti degli esseri molto simili a noi ma con dimensioni differenti, apre una serie di interrogativi di enorme valore e mette in discussione se non addirittura fa crollare il castello di menzogne in cui è retta buona parte della nostra storiografia ed archeologia. Ti pare poco?


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Primadellesabbie
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@luxignis

Credo che nel mio commento precedente ci siano già le risposte a questo tuo.

Molto tempo fa, certo Tommaso d'Aquino ha scritto un grosso libro che aveva la pretesa di rispondere adeguatamente ad ogni possibile quesito ci potesse venire in mente.

Dovremmo dedurne che abbiamo acquisito una certa consuetudine a chiudere ogni argomento e che ci troveremmo a disagio se non lo facessimo.

Lo sperimentiamo continuamente, ovunque, se vai al Bar Sport e poni un quesito te lo risolvono immediatamente.

Per quanto ci pensi da molto tempo non mi riesce ancora di immaginare come si farà a cambiare questo stato di cose in modo indolore, o comunque non devastante per la convivenza quotidiana.


Hospiton hanno apprezzato
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LuxIgnis
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@primadellesabbie

Certo.

Ogni cambiamento anche quelli personali non sono indolori. Sono difficili, portano a delle crisi profonde e ci si può anche lasciarci le penne. Ma ne valgono la pena.

In fin dei conti uno dei motivi perché questa narrativa menzognera sul COVID ha fatto presa su una buona parte della popolazione è proprio per questo motivo. L'uscir fuori dalla "confort zone" non è facile (ma si può fare) e molta gente preferisce rimanere sepolta sotto strati di menzogna piuttosto che farlo. Nonostante l'evidenza lampante.


Primadellesabbie hanno apprezzato
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Primadellesabbie
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@luxignis

Non mi sono spiegato, ciascuno di noi può cambiare idea, che sia piacevole, doloroso, giusto o sbagliato è del tutto secondario, il problema è cambiare la narrazione collettiva grazie alla quale si può comunicare con chiunque senza prendersi reciprocamente e regolarmente a schiaffi (per lo più).

Bisogna rendersi conto che la narrazione condivisa è chiamata in causa continuamente anche in occasione di scambi casuali, rituali o di poco conto e su argomenti insospettabili.


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uparishutrachoal
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La verità non è il fatto ma l'interpretazione; e l'interpretazione deve essere relazionata ai fini che la società si propone.

Se ci togliamo dalla mente l'idea democratica dell'uguaglianza degli uomini, vedremo che l'enoteismo, ovverosia  un Principio Unico da cui derivano le Divinità, può essere un modello soddisfacente: il fine è l'Essere ma gli strumenti per realizzarlo appartengono a forze che appartengono al "fare"..

Ogni teoria quindi dovrà essere compatibile al punto di vista che ci è proprio, ed accettata in quanto utile a sostenerlo; pensare a una scienza unica dovrebbe essere eresia, o imposizione di un solo punto di vista che nega la legittimità degli altri, mutilando il mondo nelle sue legittime differenziazioni..

Finché pensiamo a una storia assoluta non ci libereremo dalle contraddizioni e dalle bugie.

 

 

 

Questo post è stato modificato 3 mesi fa da uparishutrachoal

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Primadellesabbie
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Postato da: @uparishutrachoal

Se ci togliamo dalla mente l'idea democratica dell'uguaglianza degli uomini

Se gli uomini fossero uguali che senso avrebbe la democrazia che suggerisce di riconoscere loro, comunque, uguali diritti in ambiti che afferiscono a potenzialità latenti e non quantificabili?


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LuxIgnis
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@primadellesabbie

Ma io non parlo di cambiare idea. Le idee non valgono molto. Vanno e vengono, sono come lucciole che appaiono per un istante nel buio. Le puoi seguire e le puoi non seguire. Sono frammenti.

Io parlo di vedere in faccia la realtà e quindi la verità più profonda. Sia di se stessi e sia della società in generale.

Noi mentiamo, mentiamo continuamente col nostro dialogo interiore e la società mente continuamente con i suoi falsi profeti. Politici, giornalisti, scienziati. 

Smettere di mentire è scioccante, è doloroso. Nei percorsi iniziatici o di crescita personale c'è sempre la morte come tappa necessaria per andare avanti. Cos'è che muore? La menzogna su cui uno ha costruito se stesso. Qualcuno lo chiama Ego. Questi con la complicità della mente è la somma delle falsità che albergano nell'Essere.

Ma non è diverso visto in senso globale, nella società, il percorso è lo stesso.

Quindi se si vuole cambiare la narrazione collettiva, devi iniziare da te stesso. Ma attenzione ciò non vuol dire come molti intendono con cose come cambia te stesso e cambierai il mondo, vuol dire iniziare a riconoscere il vero dal falso dentro di sé e fuori di sé. Sono medesima cosa. E quindi si agisce nel mondo come in sé stessi, se ce n'è la possibilità.

Se il mondo ha deciso di andare in una direzione falsa, semplicemente non la seguirò perché è appunto falsa.

Se il mondo ha deciso di prendersi a schiaffi l'un con l'altro, io non difenderò né l'una né l'altra fazione. Difenderò solo la verità. E come lo farò dipenderà dalle circostanze presenti con una sorta di "follia controllata" così come ne parla Gioco in un post che ha appena fatto.

Non credo che l'uomo sia pronto ad un salto di coscienza così ampio. Gli piace ancora troppo giocare nei suoi ruoli. Ma i tempi sono quelli che sono, o si smette di giocare (a questo gioco) o siamo fottuti. Siamo molto ma molto vicino ad un collasso inter globale di proporzioni enormi. E forse anche per questo che c'è una pandemia (vera o presunta non importa) in corso. Ed è chiaro che i dominanti lo sanno benissimo questo e stanno spingendo il tutto per il loro tornaconto. Non certo per il benessere dell'umanità.

A noi resta da capire che fare. 


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uparishutrachoal
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Postato da: @primadellesabbie
Postato da: @uparishutrachoal

Se ci togliamo dalla mente l'idea democratica dell'uguaglianza degli uomini

Se gli uomini fossero uguali che senso avrebbe la democrazia che suggerisce di riconoscere loro, comunque, uguali diritti in ambiti che afferiscono a potenzialità latenti e non quantificabili?

Una volta nati, l'unico diritto naturale fondamentale e insopprimibile è quello di morire..

Tra la nascita e la morte, si aprono diritti sociali molteplici che si modulano a seconda del potere che guida le società..

Tra il caos e l'Ordine si aprono tante possibilità quanti sono i modi di gestire l'esistente..ma tutti derivano da una distinzione principiale: se l'uguaglianza si debba intendere nell'essenza dell'uomo rimanendo una diversità nelle funzioni, oppure se la differenza attiene all'essenza prescindendo dalla forma in cui appare..

Nel primo caso i diritti sono uguali per tutti perché è uguale il materiale d'origine: chi non gli accetta è un deviato; nel secondo caso, i diritti, attenendo a coscienze differenti ,sono accettati nella loro diversità..

L'idea di uguaglianza è il grimaldello politico per far accettare a tutti i diritti che ha stabilito il Governante, pena l'esclusione dalla vita sociale, che poi è quello che sta succedendo oggi: chi non si attiene è un asociale o un criminale.

La vera uguaglianza è nel diritto ad essere differenti, e non solo a fare cose differenti, perché altrimenti in nome della presunta uguaglianza saremo tutti obbligati agli stessi doveri per quanto riguarda il corpo che oggi è considerato erroneamente la vera essenza superiore.

Per questo il vaccino deve essere per tutti, in quanto attiene al corpo e il corpo è la base di tutti i diritti; non si calcola non dico la Spirito, ma neppure l'anima..e i diritti di questi due che indirizzano e guidano i corpi..

In una democrazia vera, dove l'uomo è visto anche nelle sue differenze essenziali, si rispetta il sentire interiore, che si orienta in vari modi ma sempre legittimi, se subordinati al buonsenso naturale che è il riflettersi della ragione superiore nell'agire corporale.

Allora non ci sarà lotta tra sivax e novax, ma ci saranno risposte a seconda di ciò che reputiamo utile alla nostra salvezza..e non sono risposte univoche.

Democrazia o aristocrazia sono parole vuote se il corpo è il fondamento, in quanto l'una produce appiattimento e l'altra privilegi ..ambedue materiali.

Se siamo tutti uguali nei diritti corporali siamo diversi nei diritti interiori, e i secondi sono precedenti ai primi..non sono gli ultimi..

Basterebbe capirlo e tutto si risolverebbe, ma così non sarà, e lo scontro sarà, ed è, feroce..

 

 

 

 

  


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GioCo
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Postato da: @uparishutrachoal

Vabbé..sono esistiti i giganti come sono esistiti i dinosauri: ma a me cosa cambia..?

Visto che il passato è funzionale al presente e che cambia cambiando questo..ed io, che vedo tutto come narrazione e sono arrivato alla conclusione di lasciar seppellire i morti dai morti, cosa mi cambia..?

Seppellire il passato ci porta anche a una conclusione: è "lineare" o ciclico e nel caso dell'uno o dell'altro, in che misura? La storeografia moderna lo intende lineare: da un ominide del passato fino all'Uomo moderno. Da qui il transumanesimo, visto come "naturale" tappa evolutiva di emancipazione dalla "vecchia" biologia, non gestita dall'Uomo. In questo modo l'Uomo controllerebbe la sua propria evoluzione. Pia illusione e grosso errore, se la storia invece è ciclica e noi in passato abbiamo vissuto anche stagioni "tecnologicamente" molto più avanzate di quella attuale. Naturalmente anche questo "noi" ha imporanza: noi chi? "Uomo" è l'aspetto, la forma fisica, oppure è qualcos'altro?

 

 

Nondimeno, se qualcuno si diletta a fantasticare sul passato è sintomo di ricerca e libertà, e anche di insoddisfazione verso la scienza storica cieca e mentitrice.

Se dai in mano al tuo nemico la tua storia, non puoi pretendere poi che te la restituisca come gliel'hai affidata. Al meglio te la restituirà come il cane la ciabatta: masticata e sbavata. Poi se ti fa schifo, questa è tuutta un altra storia...

 

 

Un giovane è normale che cerchi nel passato una guida per il presente, ma col tempo ci rendiamo conto che il passato è dentro di noi e allora ne cogliamo gli aspetti che ci sembrano utili: oggi sono i giganti, domani saranno le forme di vita incorporee e molli non ancora solidificate, e se ne troveranno prove che altri negheranno.

Daccordissimo come il resto che hai scritto. Tutto sta a intendersi bene su quel "giovane", a chi si riferisce? L'età anagrafica è certamente relativa. Ci sono "giovani" che hanno una saggezza infinitamente superiore ai loro stessi genitori e questo potrebbe portare loro a cercare nella storia i brandelli che dici fin da subito. Poi, certamente l'età anagrafica ha una qualche ripercussione, per carità, ma sempre relativa al percorso individuale.

 

 

Chi domina il presente costruisce il passato, ma per sfuggire è più utile dominare il futuro che orienta il presente, finché anche il futuro diventa presente e diventiamo quello che percepiamo di essere.

Insomma, solo il presente è certo, tutto il resto sono visioni più o meno utili a noi stessi, e la scienza che ne ricaviamo è viziata dall'interesse..comunque si presenti..

Se per noi è il dominio il fine è il dominio che subiremo. Sullo stile, "chi di spada ferisce...". Personalmente non credo nel dominio a meno che non sia quello emotivo e proprio delle nostre emozioni. Fuori quel che accade accade e ogni "dominio" subito o fatto subire, nasce dall'idea che noi possiamo fare qualcosa, qualsiasi cosa, cioè che abbiamo effettivamente un ruolo nel "cambiare" la storia.

Ma c'è un altro modo, un altro significato che possiamo dare all'accadere. Per esempio che non esiste dominio se non quello emotivo su noi stessi. Banalmente perché nel migliore dei casi è inserito il "pilota automatico" oppure stiamo seguendo una volontà che abbiamo fatto nostra, ma nostra non è. Qui si inserisce il problema "dell'essere o non essere", che tradot significa "sono io o no, che comando qui dentro?" (il mio corpo). Cosa voglio? Cosa cerco? Quali sono le motivazioni profonde che mi spingono ad "essere"? Posso cambiare realmente le cose e se si, in che misura? La risposta abbastanza perentoria dovrebbe essere NO. Non esiste libero arbitrio e ciò che tu vivi è esattamente ciò che ti occorre. Sempre. Se il tuo destino è di uccidere, lo farai e non c'è niente che può impedirlo. Ma, un conto è dare un significato di "errore", un altro è dare un significato "se lo è meritato" un altro ancora è sapere che "non poteva andare diversamente". Questo non giustifica un tubo di niente, nel senso che se sai che comunque non hai scelta, non desideri con questo "fare quello che vuoi", se no non hai capito una cippa. Cercherai solo di vivere il momento il più intensamente che riesci e di contro, trovare i significati di "gioia e amore" che comunque sono nei gesti compiuti, sia subiti che fatti subire, anche in quelli più incosulti. Cercherai di farti consapevole (cercare il senso) dei significati che imbrigliano le azioni tue e quelle del tuo prossimo. Non biasimerai nessuno, ma al massimo quel che accade, cercando di limitare al minimo indispensabile quest'atto, perché nel farlo i significati che darai nel biasimo saranno per te un problema, fuori non cambia niente!

Se non ti piace l'idea, estendi l'azione possibile all'infinito e metti la tua vita come un passo, un brano di storia infinitesimamente piccolo, tanto da essere trascurabile, ovunque a piacere nel ciclo degli eventi. In questa prospettiva quel che accade cosa conta? Niente. Secoli e minuti si mescolano a piacere. Quel che fai a cosa serve? Niente. Gli imperi spariscono e i potenti prima o poi saranno dimenticati. Allora tu sei inutile? Si, se per te è importante una cosa come l'infinito al punto di volerlo alterare "per sempre", una cosa sciocca e che per ovvi motivi sarà comunque fuori dalla tua portata. Un transumanista convinto potrebbe risponderti "per ora", ma se uno non capisce un ca%%o, non capisce e basta, dalle rape non ci ricavi il sangue. Faranno il loro percorso e lo vivranno come devono. In schiavitù. Solo che sarà una schiavitù in cui l'illusione di potenza avrà la meglio: faccio quello che voglio "io".

Come i bambini, uguale.

Allora l'infinito come un buon padre, fa quello che ha sempre fatto: lascia che ci credano!


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Primadellesabbie
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@luxignis

Allarghiamo un po', che ne dici?:

Poi, se vuoi, "allarghiamo" ancora.


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Primadellesabbie
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@uparishutrachoal

Il corpo è la sede visibile degli altri componenti l'essere umano, quando ci siano.

Il caso del così detto vaccino è un episodio abnorme, paragonabile ad una violenza sessuale ingravidante per intenderci, va trattato a parte.


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LuxIgnis
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@primadellesabbie

Se vuoi. Si segue il flusso.

Ma aggiungo io la risposta te l'ho data. Vuoi sapere come cambiare la narrativa collettiva?

Allora devi lasciarla morire.

Come. Non lo so forse. Ma devi farla morire. Non ci sono altre soluzioni.

 


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Primadellesabbie
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Postato da: @luxignis

Non ci sono altre soluzioni.

 

Penso che 'normalmente' debba accadere qualcosa che disorienti, ma con queste generazioni di sradicati non so se sia sufficiente.


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LuxIgnis
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@primadellesabbie

Questo lo penso anch'io.


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Tizio8020
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@luxignis   Se mi consenti ti rispondo citando il discorso fatto nel lontano 1982 da un "Uomo in Nero" al Prof. Martin Mystere (dialogo riproposto qui):

 


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