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Tra logica ed emozione vince sempre l'emozione  

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GioCo
Noble Member
Registrato: 12 anni fa
Post: 1096
4 Giugno 2020 , 14:32 14:32  

Fa male vedere come la maggioranza si lasci trascinare dai propri istinti, più che dai ragionamenti. Ma il vostro carbonaro di fiducia non può permetterselo, dal momento che ripete incessantemente da quando ha iniziato a scrivere in questo minuscolo angolo del vasto universo digitale la sua versione dei fatti.

Noi abbiamo una mente, ma la mente non è il cervello. Il corpo nel suo complesso "pensa" e putroppo lo fa troppo spesso in maniere per niente amichevoli, soprattutto se lasciato crescere allo stato brado. Esso è disegnato in modo da rispondere a impulsi di natura emotiva (quello che chiamo il "s.e." = sentimento+emozione) e l'emozione è un picco herziale, cioé un atto fisico del corpo che risponde con un certo tipo di frequenza agli eventi che intepreta con tutta la sua "massa". Il cervello decodifica, ma non è l'organo più importante in questo processo di interpretazione della realtà, anche se è un organo vitale. Ad esempio, se vedo un pericolo e ricevo l'mpulso di scappare (tramite paura) il cervello non fa a tempo a capire quello che accade, lo rielabora mentre stiamo già scappando. La rielaborazione può portare ad esempio a capire che era uno scherzo oppure a confermare il pericolo e a rinforzare l'impulso emotivo che si trasforma in terrore.

Le emozioni hanno le loro leggi e queste leggi sono ferree. Non sbagliano mai. Ma non sono leggi dirette e intuitive, putroppo. Non è facile ad esempio capire come funziona il meccanismo di una battuta di spirito che indirettamente provoca una risata. Proprio perché quel meccanismo, per quando granitico, scolpito nella pietra, non è immediato e nemmeno ci appare significativo. Quindi è difficile da mettere in pratica e da ricordare. Non a caso il comico non è mai certo di provocare la risata, non solo perché ognuno reagisce a proprio modo, ma perché il percorso che serve a fare ridere un pubblico è proprio l'ultimo che ci potrebbe venire in mente. Ci si affida quindi a percorsi che hanno già provocato la risata, ma questi perdono di efficacia nel tempo e bisogna trovarne di sempre nuovi.

Come con la risata, anche la rabbia. Ma a differenza delle emozioni positive (generalmente molto più complesse) quelle negative sono più facili da agire. Chiunque sa che l'opera drammatica "seria" è un percorso più facile rispetto a quello satirico, non solo nella pratica ma anche negli effetti sul pubblico. Già più complesso è l'orrore, ma non vorrei che il lettore confondesse la complessità dell'emozione con quella dell'opera. Un conto è parlare dello schiaccianoci o del Nabucco, due opere teatrali di un certo spessore che vogliono raccontarci qualcosa di significativo, un conto è una battuta ironica. La relativa semplicità della narrazione, corrisponde specularmente alla complessità emotiva. Come dire che più l'impegno dell'attenzione è fuori dal corpo, decentrata, più è povera l'emozione.

Guardiamo ad esempio le recenti evoluzioni delle rivolte pilotate, su suolo americano. Per me che siano state pilotate non c'è dubbio. Trump adesso indossa il cappotto del poliziotto cattivo (=severo) mentre Biden quello buono. L'assist glielo ha dato Tweeter a Trump per lanciarsi nel suo nuovo ruolo del "cattivo". Tweeter un social su cui non ricordiamo nessun intervento "censorio" di rilievo che tenta subito di sputtanare Trump è evidente che è "concertato" per iniziare un altra fase di questa parabola tecno-tirannica. Ho già detto che secondo me non esiste alcun deep state, è una parola che probabilmente si è inventata la stessa CIA, come "complottismo" e tante altre. Si tratta di propaganda funzionale a una certa agenda politica e militare, nient'altro. Però noi vogliamo che ci sia un deep state, perché l'alternativa (cioé che sono tutti d'accordo) ci spaventa molto di più e ci soffoca, proprio come la mascherina, proprio come Floyd, proprio come l'economia, proprio come gli embarghi. In effetti è stata scelta una strategia che ci possa soffocare lentamente, la direzione pratica con cui realizzarlo avrà poco o nessun effetto sulla ferocia con cui verrà realizzato.

Per me che ci siano ora rivoluzioni che hanno cancellato in pochi istanti il problema dell'emergenza sanitaria in america è ovvio. L'agenda vuole che ci sia una corsa per la conquista (=posizionamento) strategica delle nuove tecnologie. Lo spazio digitale equivale alla conquista dello spazio fisico, ad esempio dei luoghi dove posizionare le antenne, delle traiettorie in orbita bassa per i satelliti, della sicurezza dei cavi sottomarini (quindi il dominio marino) e in generale di tutte le infrastrutture che si stanno realizzando un po' ovunque nel pianeta. L'investimento massiccio, non è solo economico. Queste tecnologie rivoluzionano totalmente il rapporto tra le persone e verso il potere, cioé ridisegnano i sistemi di governo. Non c'è più spazio per le categorie del passato, in particolare quelle derivanti dalla democrazia rappresentativa e la tripartizione del potere. Con il digitale ogni sogno plutocratico è già qui, già realizzato. La concentrazione totale del potere non è solo possibile, ora come ora è obbligatoria, per non sparire inglobati da un altra dittatura. Per ciò i plutocrati sono così "generosi" e così "filantropi". Perché noi siamo diventati improvvisamente territorio di conquista. Ne più e ne meno come una casa di prostituzione contesa da differenti eserciti. Perché quindi in America c'è la rivoluzione? Molto semplice, l'emergenza sanitaria ha fallito il suo obbiettivo primario in agenda. Quindi si passa al piano B e il piano B prevede una rapida evoluzione verso lo stato d'emergenza militare. Per farlo i democratici si prestano a fare i sobillatori e repubblicani i repressori. Ma in verità non ci sarà tempo per consumare vittorie di campo. Per riappacificare gli animi si farà come comanda la vecchia scuola: sarà guerra. Perché? Ovvio, perché la colpa di tutto questo sarà ancora una volta scaricata sulla Cina che ha già mangiato l'amo con tutta l'esca. I disordini daranno mano libera verso tutti i supposti "agenti", ovvero quelli che ancora sperano che Trump non venga rieletto. Più facile che non ci sarà nessuna elezione. Comunque Biden non è stato scelto per vincere e anche un cieco lo può vedere, se lo vuole vedere ovviamente. Serve solo a catalizzare un certo malcontento e preparare il terreno per lo scontro vero. Quello che deve ancora iniziare.

Come sempre spero ardentemente di sbagliare. Noto però che persino il mio linguaggio finisce per diffondersi. Questo mi mette angoscia. Non me ne attribuisco la paternità, constato solo umilmente che tendo ad essere un discreto veggente. Ma per ciò che vedo preferirei di gran lunga essere solo un millantatore.

Questa discussione è stata modificata 1 mese fa 5 tempo da GioCo

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