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GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1190
4 Novembre 2020 , 14:10 14:10  

Sarò breve, anzi telegrafico. Ho predetto che il problema non sarà questa seconda chiusura che come avevo previsto durante la prima, non sarebbe stata identica, cioè altrettanto severa e indiscriminata, solo apparentemente folle come se a dettare legge fosse il cappellaio matto, tant'è che si può effettivamente andare negli ospedali a vedere di persona come viene gestita la pandemia e documentare quello che accade, al netto di tutti gli errori di valutazione che una simile indagine "grossolana" può suscitare. In sostanza la gestione sanitaria avanza a macchia di leopardo e con tempismi caotici.
 
Il problema sarà la terza chiusura in cui molti si troveranno nella condizione di avere il frigorifero vuoto e l'esercito fuori dalla porta.
 
Semplicemente tutto me lo suggerisce, come se (ma non posso esserne certo) questa sia "la preparazione" alla prossima scenografia. Come sempre spero ardentemente di sbagliare e sarò il primo a gioire dei miei stessi errori di valutazione.
 
Oltre ogni evidenza evidente abbiamo per combattere questa "guerra dell'informazione" armi spuntate e CDC credo sia il sito adatto per rendersene conto. I nostri strumenti cognitivi, il nostro modello di pensiero, le nostre abitudini, la nostra volontà, insomma tutto quello per cui aveva senso vivere prima dell'era delle emergenze (più o meno terrorizzanti) dall'11 settembre è sotto scacco. Il motivo è semplice, lo strumento (la rete) che speriamo di usare per combattere questa realtà ce l'ha dato il nemico. Peggio, ce lo ha regalato.
 
Ad esempio, molte delle persone che conosco a vario titolo hanno ricevuto "gratis" uno smartphone di ultimissima generazione dal loro gestore di telefonia. Con le scuse più creative. La rete e i social sono alla portata persino dei migranti grazie a questa specifica generosità. Ma è evidentissimo che non è pura filantropia, non è senza contropartita. Sempre di più aziende private si arrogano privilegi che prima erano questioni di difesa nazionale di primaria importanza, come stabilire e conservare l'identità dei cittadini. Pensiamo solo alla delicatezza della gestione del profilo di un individuo in ambito di sicurezza sociale! Per esempio associando a quel profilo una carriera da terrorista piuttosto che da uomo d'affari.
 
Pensare che questo possa essere trasferito in mani private senza conseguenze catastrofiche è la pazzia più grande che sia mai stata concepita prima d'ora!
 
Vediamo allora alcuni aspetti che credo cruciali circa le nostre armi sputate. Di nuovo, cercherò di essere sintetico, quindi perdonatemi se sacrificherò la precisione. L'intento è l'orientamento più generale della nostra attenzione. Ad esempio, se ho l'intento di guardare la TV prima di rincasare la sera, questo non dipende dalla volontà di guardare qualcosa di piacevole in programma per quella sera. Magari le trasmissioni mi deluderanno, ma questo l'ho metto già in conto. Accendere la TV, seguire certe abitudini che ne inglobino l'atto che è esattamente un atto sacro (nel senso che chiunque provi a intromettersi anche noi stessi subirà la nostra irritazione) semplicemente costruisce nell'immaginazione l'idea "generica" di distensione: è tutto come sempre per ciò questo pensiero già mi tranquillizza prima di accendere la TV. L'abitudine quindi (ma sotto in verità la dipendenza dalle emozioni che suscita quell'abitudine) ci guida. Lo facciamo per il nostro bene, per la nostra tranquillità, per il nostro benessere. Poi magari la TV trasmette qualcosa che non tranquillizza affatto, ma questo non intacca l'intento che ne uscirà anzi irrobustito.
 
La volta successiva proveremo ancora più forte l'impulso a ripetere l'atto sacro di accendere la TV e di seguirne i contenuti. In altre parole l'intento non sostituisce la volontà ma la imbriglia entro delle guide percettive, dove l'attenzione può muoversi con certi gradi di libertà, ma non può evadere da quei confini. Così, la TV ci dice che i nosocomi e le unità mediche ambulatoriali sono intasate di richieste di persone terrorizzate da una pandemia pesantemente pubblicizzata dagli stessi media, come quando ci racconta che un certo ipod è preso d'assalto nei punti vendita e sono finite tutte le scorte, dopo averlo pesantemente pubblicizzato.
 
La volontà quindi appare libera, anche se rimane libera solo finché si fa limitare da certi specifici recinti percettivi che non sono stati stabiliti dalla persona che li subisce. Un po' come le mucche che sono libere di brucare, ma solo fino dove il recinto che le contiene glielo permette, recinto posto dal fattore e non dalle mucche. Quindi se chiedo alla mucca come mai lei accetti di buon grado la sua prigionia dietro i recinti messi proprio per impedire che vada oltre, non capirà nemmeno di cosa parlo. Questa in sintesi è l'effetto contro cui rivolgiamo le nostre armi spuntate.
 
Armi che intendo cognitive prima di tutto (spero sia chiaro) cioè proprie di quell'intendere e volere che dovrebbe farci uomini liberi e invece ci tiene in scacco la Mente.
 
L'intento viene prima della volontà, quindi, esattamente come la coerenza viene prima della verità: prima faccio delle ipotesi coerenti su quale può essere la verità e poi verifico. Non si esclude niente, semplicemente sono ordini superiori e più generali a quelli che intendiamo dominanti nella nostra Mente. A questo proposito, noi non possediamo la nostra Mente. Meglio, possediamo quella frazione della Mente concessa da altri che però non domina i meccanismi più generali dei comportamenti umani, ma solo quelli particolari: su uno scaffale di un supermercato possiamo scegliere il cartone del latte della nostra marca preferita. Ma non possiamo sapere da qualche mucca proviene, mucca che potrebbe tranquillamente essere la stessa identica per tutte le marche di latte per quel che ne sappiamo.
 
La nostra Mente quindi non è esattamente un territorio da difendere, ma da conquistare: l'abbiamo persa e non oggi, ma tanto tempo fa, talmente tanto che la memoria storica umana è riuscita a perderne le tracce. Forse è così evidente per tutti noi che non riusciamo più nemmeno a dargli  importanza, tranne che nella disperazione, quando ci accorgiamo (tardi) di quanto può realizzare la nostra volontà  miserabile.
 
L'intento è come la strada per l'automobile. Non definisce la meta ma orienta il percorso costringendo l'attenzione a non deviare e così definisce quel percorso: l'intento potremo quindi associarlo al percorso stesso. Se tra due punti la distanza aerea è di 4 Km ma per arrivarci devo percorrere 8 di Km di strada, noi non possiamo "tagliare" il percorso. Faremo 8 Km al posto di 4 perché la strada ha un ordine superiore nel comandare la direzione, rispetto l'obbiettivo. L'intento come la strada viene prima e appartiene a un ordine superiore che non definisce altro se non possibilità. Tant'è che se sulla strada ci sono dei problemi come un ponte crollato, potrei anche trovarmi costretto a cambiare obbiettivo "durante il tragitto".
 
Cerchiamo quindi di capire meglio come funziona la nostra Mente, cos'è che abbiamo definito Mente e cos'è che invece dovrebbe essere la Mente se fosse sotto il nostro totale governo.
 
Su questi "dettagli" si fonda tutta la nostra miseria nell'affrontare questa emergenza, come qualsiasi altra emergenza, vera o presunta. Sempre secondo me, eh?

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