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orizzonte di pensiero limitato


mazzam
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BrunoWald, Hospiton e arbaman hanno apprezzato
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R66
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Ricordate il "Lei pensa?" di Scalfari?
Dopo aver guardato il video in topic, seguite quest'altro dal minuto 24:56 circa:

Esilerante, no?
Gli apici della catena concordano sul "grosso"!

Battute a parte, qualcuno inizia a capire che il viaggio non si può più percorrere insieme, anzi, che non si sarebbe dovuto percorrere insieme neanche prima, ma sai, la pigrizia...
In ogni caso la scelta si avvicina sempre più velocemente, da una parte il rinnovamento di abitudini e di amicizie, dall'altra il mantenimento delle vecchie e quindi l'hub.
Non il coraggio ne la paura, ma il grado di dipendenza detterà legge.


BrunoWald hanno apprezzato
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arbaman
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@r66 Purtroppo conosco anche chi preferirebbe farsi tagliare un dito piuttosto che andare all'hub, ma non sa dove sbattere la testa e si ritroverebbe sotto un ponte in tre mesi se perdesse il lavoro.

Il mercato del lavoro checchè ne dicano i servi confindustriali è imballato da anni e se non si hanno ragionevoli alternative, trovarsi senza soldi per pagare cibo, bollette e affitto è cosa di un attimo.

Se poi i due terzi della popolazione non aspetta altro che l'occasione per  puntare il dito  contro il novax, terrapiattista, negazionista, egoista e mancante di senso civico di turno, ecco servito il disastro e l'annichilimento della persona.

Detesto profondamente che sta tirando i fili, senza cervello o senza cuore incapaci di qualsiasi empatia e neppure in grado di immaginare la devastazione sociale che stanno apparecchiando. Credo sia essenziale stare uniti, ora come non mai, a meno che non si tratti di amicizie con la A minuscola, di quelle ne faccio a meno da tempo, la vita è troppo breve.


Hospiton hanno apprezzato
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R66
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@arbaman premetto che io considero il fenomeno attuale uno step di un disegno più grande che cambierà radicalmente il modo pensare, gioire, piangere, amare, odiare, insomma di vivere.
Già prima la faccenda era pessima ma da qui in avanti peggiorerà enormemente.
Di conseguenza, le abitudini precedenti, ossia affitto, lavoro, bollette, prospettive per i figli e le difficoltà che un cambiamento comporta, assumono una prospettiva diversa.
Nessuno dice che sarà semplice accartocciare la propria vita e tentare di strutturarne un'altra, ma la realtà, facile o meno, resta invariata: o si accetta di seguire il disegno (che comunque l'accartoccerà ugualmente) o si affronta uno stravolgimento radicale mantenendo una forma di, in base alla persona, fede, amor proprio, dignità o onore.

La dipendenza al sistema stabilirà le priorità che a loro volta determineranno la scelta.
In ogni caso consiglio sempre a tutti di non cedere alle prime minacce e di evitare di arrivare subito a conclusioni come "sotto ad un ponte".
Se anche non si fosse disposti ad andare fino in fondo, a mio avviso è bene porsi un paletto riguardo a cosa si può andare a rischiare per guadagnare tempo.

Ridurre i consumi è accettabile?
Mettersi in aspettativa al lavoro è accettabile, cambiare casa, vendere qualcosa, giostrare disoccupazione e TFR in maniera oculata ecc...?
Questo per non dover trascorrere il resto della propria vita cercando di convincersi di aver lasciato la mano per ad esempio i figli, mentre la resa è avvenuta di fronte ad un misero bluff.

 


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GioCo
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Personalmente non ho idee e nemmeno etichette da dare a chicchessia. Cerco continuamente il confronto e lo evito solo per evitare che si trasformi in aggressione fine a se stessa.

Chi sono quelli che hanno scelto di adeguarsi invece che rifiutarsi? Non credo siano meno variegati di quelli che hanno fatto la scelta opposta. In mezzo c'è di tutto, da persone spaventate dall'incertezza crescente, fino al giovane che non vede l'ora di poter tornare a fare lo schiavo come prima.

Credo comunque che nessuno "ha scelto", semplicemente ognuno è stato scelto e la sua strada era già da tempo segnata. Solo che non lo sapeva qual'era questa strada e in buona parte non lo sa neanche adesso.

Noi viviamo nella cultura della morte. I morti e la morte sono i nostri chiodi fissi, come lo erano in quelle culture del passato che formano la nostra radice storica e penso proprio che per ciò valga anche l'opposto: i morti, diventati nel frattempo tali, hanno noi come chiodi fissi. Non sappiamo cosa sia questa cosa che chiamiamo "morte", ma ci spaventa l'idea che per causa di questa "cosa" ci vengano tolti tutti i legami terreni. Non riusciamo a cogliere l'opportunità se anche ce ne fosse, perché viviamo concentrati su ciò che ci viene tolto.

 

 

 


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arbaman
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@gioco

Chi sono quelli che hanno scelto di adeguarsi invece che rifiutarsi? Non credo siano meno variegati di quelli che hanno fatto la scelta opposta. In mezzo c'è di tutto, da persone spaventate dall'incertezza crescente, fino al giovane che non vede l'ora di poter tornare a fare lo schiavo come prima.

La stessa domanda che mi pongo anch'io, sostanzialmente con la stessa risposta, di tutto un po'. C'è chi dopo il bombardamento costante a reti unificate sta in confusione..in pochi mesi si è passati dal "proteggere i fragili" al vaccinare anche i ragazzini, guai a lasciare  in pace anche quelli che rischiano effetti severi allo 0,000x %..

I  canali informativi tradizionali hanno bandito qualsiasi voce dubbiosa o contraria, non esiste alcun contraddittorio e i "dati" che vengono forniti sono addomesticati sistematicamente.

Anche i più curiosi e dubbiosi fanno fatica a trovare informazioni oggettive, scienziati e ricercatori di fama vengono sistematicamente ridicolizzati o zittiti e ormai, dovunque ci sia un forum o una discussione in rete, ci sono puttane pagate da pharmafia, in servizio effettivo permanente, per presidiare e inquinare qualunque informazione che non serva alla strategia della "vaccinazione" di massa. Gente pagata per inquinare le informazioni e fare pubblicità non è una novità in rete, ma qui non parliamo di smentire problemi evidenti di progettazione di un TV o dell'ultimo modello di smartphone. Si tratta della salute, di vita o di morte, terre di paure e di  speranza, il business definitivo, quello per cui  la gente si spoglia di ogni avere per continuare a sperare in un giorno in più su  questo disgraziato pianeta.

Che si tratti del laido lasciapassare per continuare a sopravvivere o del siero che ti salverebbe la vita, trovo che il simpatico e provocatorio video postato  da @mazzam abbia un senso come divertissment, ma non possa  aiutare nessuno ad acquisire maggiore consapevolezza o a cambiare idea e in fondo alimenti la contrapposizione tra un noi e un loro, che non aiuta nessuno, tranne chi sta usando il "divide et impera" per fotterci tutti allo stesso modo.


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BrunoWald
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Postato da: @gioco

Credo comunque che nessuno "ha scelto", semplicemente ognuno è stato scelto e la sua strada era già da tempo segnata. Solo che non lo sapeva qual'era questa strada e in buona parte non lo sa neanche adesso.

Per poter scegliere qualsiasi cosa bisogna avere un certo grado di consapevolezza. Pertanto, le persone consapevoli hanno fatto la loro scelta, in questa come in tante altre circostanze. La strada già segnata ce l'ha solo il bestiame, e gli umani non pensanti e pertanto eterodiretti. Questi ultimi non mi ispirano alcuna empatia, a differenza del bestiame, ma forse, se un giorno sarò più saggio li metterò sullo stesso piano.

Molto diverso è il discorso di coloro che hanno ceduto al ricatto, per motivi che non mi permetterei di giudicare.


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BrunoWald
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Post: 43
 
Postato da: @arbaman

trovo che il simpatico e provocatorio video postato  da @mazzam abbia un senso come divertissment, ma non possa  aiutare nessuno ad acquisire maggiore consapevolezza o a cambiare idea e in fondo alimenti la contrapposizione tra un noi e un loro, che non aiuta nessuno, tranne chi sta usando il "divide et impera" per fotterci tutti allo stesso modo.

Io penso invece che il video favorisca la consapevolezza circa la natura umana, e in questo senso abbia un valore non soltanto storico, ma addirittura filosofico. Osservare le mandrie che si spintonano per arrivare prima a farsi vaccinare (per non parlare dei selfies...) dovrebbe indurre a riflettere coloro che, sia pure con le migliori intenzioni, parlano di "democrazia" e "volontà popolare". Forse la crisi che stiamo vivendo servirà a fare chiarezza e ripensare il concetto di società, compito che incombe su ognuno di noi.

Non ritengo possibile "alimentare la contrapposizione", in quanto la frattura è già insanabile, e non certo per nostra volontà. È vero che il potere vuol fotterci tutti allo stesso modo, lo sta già facendo, ma è altrettanto vero che le suddette mandrie gli daranno una grossa mano a fottere noi, per cui non fingerò che mi dispiaccia quando verrà il loro turno. Non suonerà "illuminato", ma almeno sono sincero.


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