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L'imbecillità delle guide materiali


GioCo
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Il drago non è un genio. Nessuno della sua risma lo è anche se amano atteggiarsi da intelligentoni e sono descritti sempre in termini trionfalistici, oltre al bla bla e alla propaganda "sotto il vesito niente" (QUI) giusto per parafrasare un film che di queste cose ne sapeva. I dirigenti fondamentalmente sono forgiati per garantire asservimento che in termini pratici è pura imbecillità premiata, quella dei cartoni animati, degli idioti che sono idioti fini a se stessi ma la cui idiozia viene sostenuta, ribaltata di senso, mediaticamente corretta. Come il Mulino Bianco che produce appunto "come natura crea". Non significa un ca%%o ma fa la sua porca figura e soprattutto fa pensare che le cose che poi accetti siano effettivamente in qualche misura "più buone e naturali" di quelle che cogli sulla pianta. Principalmente cioé ti ricoglionisce.

Farò un paio di esempi per capire la profondità di tale idiozia complessiva e di come essa sia perfettamente allineata a quella della massa di cui ci descrive così bene Le Bon. Cioé, se noi prendiamo la descrizione della "psicologia delle folle" (QUI) e la trasponiamo al tavolo ove si raccolgono i padroni del discorso, i plutocrati, ce la ritroviamo pari pari ed è perfettametne coerente perché l'una è lo specchio esatto dell'altra e non potrà mai essere diverso da così.

Il primo esempio e di economia, ma siccome di economia non so nulla, non sarà nulla di tecnico, più che altro riguarda un poco la storia dell'economia e dal punto di vista sociale. In particolare la divergenza che ha assunto nel tempo il concetto di risparmio rispetto quello di economia.

Il secondo esempio riguarda strettamente alcuni interessi primari dei padroni del discorso ed è l'immortabilità che poi è un procedimento genico di cui si possono conoscere gli effetti immediati indesiderabili, ma non le conseguenze sugli equilibri dell'organismo e con l'ambiente.

Iniziamo con il primo. Un tempo l'economia era abbastanza semplice da identificare e non aveva affatto legami con il denaro. Anzi, era semplice proprio perché non aveva a che fare con il denaro e non c'erto perché non esistesse il concetto di un mediatore di scambio o non fosse in uso del denaro stampato da un autorità e nemmeno perché lo stesso non aveva alcuna rilevanza. Era proprio solo il concetto di economia che era diverso. Per averne un esempio possiamo guardare al famoso episodio narrato nella Bibbia quando Giuseppe fu chiamato a interpretare i sogni del faraone e scorgendovi un segno del divino predisse i famosi anni delle vacche grasse seguiti da quelli delle vacche magre e consigliò quindi di mettere da parte il grano negli anni di abbondanza per consumarlo negli anni di carestia. Ecco, in poche righe abbiamo il sunto perfetto del concetto antico di "economia" e un paio di cose saltano subito all'occhio: non si parla di scambio e non si parla di valore, ma di tempo. In questo concetto di economia insomma non esiste il commercio. Eppure il commercio esisteva ed era anche florido. Ma i mercanti non erano considerati socialmente "brave persone" per via proprio del loro mestiere e del fatto che l'imbroglio e la superficialità erano gli elementi dominanti per il successo in quell'arte per ciò non erano favoriti nello scalare i gradini della società e nel guadagnarsi rispetto con poche eccezioni (tipo la Serenissima che non a caso diede poi i natali a quella nobiltà che fu chiamata "nera" perché evidentemente non aveva una buona fama nemmeno tra i suoi pari).

L'economia era quindi quella della terra e del rapporto con l'ambiente, ad esempio gli animali sia da allevamento che selvatici oltre che delle risorse necessarie per vivere, non ultima la conoscienza delle arti. Non si poteva parlare di economia umanistica in una dimensione del genere, perché era un ossimoro. Poi siamo passati all'era industriale e tutto è cambiato. Se noi avessimo chiamato "mercantilismo industriale" quella che adesso indetifichiamo e studiamo come "economia" avremo già una parte della questione risolta. Ma andiamo per gradi: con l'industria posso produrre qualsiasi cosa con una qualità inarrivabile se prodotta a livello artigianale. Pensiamo solo alla facilità con cui posso ottenere acciaio o cristallo in abbondanza da materie prime come polveri estratte dalla pietra. I processi meccanici non hanno solo sollevato l'Uomo dai compiti gravosi ma hanno fornito l'accesso all'abbondanza di materiali "puri" a un livello straordinario e ottenendo prodotti finiti di altissima qualità. Ma proprio qui vengono le note dolenti.

Un tempo un paio di scarpe dovevano durare generazioni. Non solo si faticava a produrle e costavano un esagerazione, ma erano qualitativamente artigianali il che le rendeva spesso scomode e non di rado esteticamente discutibili. Ciò non di meno erano necessarie per tanti motivi, non ultimo proteggere i piedi in inverno o dalle pietre aguzze delle strade facilmente non curate. Veniva dato per scontato che una scarpa doveva durare anche da chi la produceva e quindi tutta una serie di accortezze nel processo produttivo erano imprescindibili, non c'era il problema di doverle immaginare perché era il modo in cui era concepita l'economia che lo richiedeva. L'economia era quindi fondata sul principio del risparmio e quindi principalmente del riutilizzo massimamente concepito e la durevolezza era un requisito senza il quale non potevi nemmeno immaginare di produrre. Tutto questo aveva un infinità di ricadute, oltre a rendere gli oggetti preziosi rendeva chi li produceva importante perché proprietario di una conoscenza che veniva riconosciuta come fondamentale (e quindi da difendere) dalla comunità.

Vorrei sottolineare a questo punto che non sto tessendo le lodi di un economia che non è più il fondamento della società moderna, sto solo dicendo che c'è stato un cambio radicale nel significato del concetto di economia collettiva che ha portato a un radicale ripensamento di quella individuale che si è dovuta distinguere da quella collettiva provocando squilibri a tutti i livelli e di tutto sto casino non ce ne siamo quasi accorti. Perché è stato un processo lento e graduale. Tant'è che oggi i due concetti (risparmio e mercantilismo industriale) rimangono a fare confusione uno accanto all'altro, ma non possono convivere perché non c'entrano niente l'uno con l'altro e come si poteva immaginare dopo un lungo periodo di scaramucce sono entrati in aperto conflitto tra loro per la reciproca sopravvivenza perché il mercantilismo industriale è nemico giurato del risparmio ma in senso schizofrenico: non lo tollera nell'uso del bene o del servizio ma lo ricerca ossessivamente nel mediatore virtuale di scambio, il denaro che nasce non a caso come una promessa nel ripianare un debito cioé accordi scritti o contratti. Il risparmio mercantilizio è di fatto concepibile come un accantonamento di debiti: se tu mi devi qualcosa, ad esempio la libbra di carne, mi prometti che me la darai più avanti e facciamo un documento scritto che ne suggella la rivendicabilità, quando ti chiederò di ripianare il debito e in cambio ti garantisco qualcos'altro che a te interessa subito. Questo è per il mercante "economia", il poter disporre degli altri a piacere nel tempo, più che nello spazio e secondo i suoi capricci ma con la garanzia di leggi (e un potere superiore) che ne garantiscano l'applicabilità al di sopra del diritto e dell'essere umano! Cioé in via costituzionalmente disumana ma superiore, trascendente rispetto l'umano (e qui si ricollega la filosofia transumanista che cerca appunto un qualche tipo di trascendenza dall'umano). L'economia del mercante infatti non si poggia sul risparmio ma sull'azzardo ed è proprio il rispetto per l'azzardo (fondamentalmente disumano) che deve essere messo al primo posto. Questo porta a tutta una serie di ricadute particolarmente imbecilli (e che producono rincoglionimento cronico patologico).

Un altro aspetto che ci tengo particolarmente a sottolineare è che questa economia che mette al primo posto l'azzardo, non ha niente a che fare con l'industria e la tecnologia. Se ne serve e basta, come un giocatore alla roulette si serve della statistica (o di qualunque altra cosa gli passi sotto il naso e prometta migliori performance nel @GioCo d'azzardo) per aumentare le sue opportunità di vittoria e basta. Si tratta di una produzione specifica di mestizia che lascia senza fiato.

L'industria e la tecnologia potrebbero essere fondate sul risparmio? Certo! Ovvio! Ma se il fondamento è l'azzardo cosa succede? Se sfruttassi la tecnologia e la produzione industriale per ottenere lo stesso risultato di durabilità e qualità massimizzati, dovrei soddisfare una domanda molto alta finché il mercato non si satura e poi il bisogno si stabilizzerebbe fino desiderabilmente a sparire creando una specie di industria usa e getta per ottenere un prodotto "reciclabile all'infinito" come ci possiamo augurare e se ciò non fosse possibile comunque si cercherebbe di massimizzare l'aspetto umano e quindi armonico rispetto il rapporto con l'ambiente. Ma in questo modo non potrei in nessun caso specularci sopra cumulando promesse di debito e non potrei nemmeno costruirci su imperi del debito. Cioé non posso concepire tutto questo come un azzardo.

Allora ho bisogno di costruire un idustria forte mettendo al primo posto la sua stessa sopravvivenza e diminuire artificiosamente la qualità al minimo strettamente indispensabile pianificando la durata che verrà ridotta anchessa al minimo e con essa degradare tutta la filiera produttiva, aumentando il più possibile lo spreco ad ogni passaggio, perché e tramite queste cose che creo debito (che chiamerò credito invertendo il senso delle parole per creare confusione) ad esempio danno ambientale o falso senso di ricchezza (=cumulo di debito sottoforma di denaro) che si paga in degrado. Se poi creo un bisogno attraverso il danno ambientale, ad esempio avvelendano le acque e la terra con pesticidi basati su molecole così stabili da non degradarsi mai così finendo per cumularsi indefinitamente nell'ambiente e nei tessuti dei viventi ed entrando così nelle catene alimentari della biosfera, le persone avranno dei bisogni che dovranno soddisfare subito e tramite di questi si potrà cumulare altro debito e generare nuovi cicli di azzardo, nuovi entusiasmanti giochi per defincienti (in senso etimologico) e incapaci sempre più imbecilli. Ad esempio il veleno ti farà venire tumori che dovrai curare ma solo se hai modo di pagare le cure e solo per cure che di nuovo rispettano lo stesso principio, quindi non sono massimizzate perché tu possa guarire definitivamente comprendendo come evitare di ammalarti di nuovo ma per creare altro bisogno e quindi altro debito e altri gradi di rincoglionimento.

Questo (attenzione) indipendentemente da chi tu sia e da quanto potere credi di esercitare. Anzi, più saliamo nella catena di comando, più domina il rincoglionimento cronico GRAVE e la necessità di mascherarlo, di chiamarlo in qualche altro modo, come quando ci si trucca per nascondere difetti del corpo e apparire sempre più belli e attraenti, anche se marci dentro. Per chiarire bene bene il concetto: Biden lo possiamo considerare l'apice attuale di questo processo. Ma non vi preoccupate che per persone come Attali o Schwab non va poi tanto meglio.

Qui finalmente veniamo al secondo esempio. Immaginiamo che la scienza abbia i numeri per creare (letteralmente) la pozione della eterna giovinezza. Proprio come nelle fiabe. Ma c'è un ma, perché come sempre il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. In un sistema creato apposta per generare debito, ottenere una pozione che funzioni senza conseguenze indesiderabili non è proprio così immediato. Quantomeno conoscere e gestirle queste conseguenze sarebbe il minimo ma anche questo non è niente semplice perché l'azzardo si basa sul nascondere le cose, non dichiararle alla luce del sole, questo non si fa mai e poi mai. Qualsiasi tentativo in tal senso infatti verrebbe letto per forza come ingenuità e per paradosso come un rincoglionimento (ma secondo la legge degli specchi è solo un paradosso apparente). Un po' come il mercante che dichiarasse quali sono le sue mercanzie invendibili. Non si può fare senza che si traduca in un macato successo, dato che l'obbiettivo rimane massimizzare i profitti, no?

Ma andiamo un pochino oltre e immaginiamo che chi ha la conoscienza per produrre tale pozione ha bisogno di fondi per le sue ricerche e ovviamente può ottenerli solo se fa promesse che possano suonare gradevoli alle orecchie giuste. Quindi tenderà a dire solo quello che torna utile. Facciamo ipotesi coerenti per capirci: mettiamo che il siero dell'eterna giovinezza venga approntato e mettiamo che abbia conseguenze medico sanitarie, ma che queste vengano dichiarate "tutto sommato trascurabili", voi vi fidereste? Poi, qual'è l'impatto che può avere sulla capacità procreativa? Qual'è quello che potrebbe avere su quella evolutiva (il corpo non è sempre lo stesso) e biologica più generale? A quale età potrà "ringiovanire" e a quale prezzo? Come si comporterà un corpo che non può evolvere, forse crescerà in dimensioni fino a collassare? Ma poi, siamo davvero sicuri che convenga, dal momento che rimaniamo orfani della conoscienza circa la morte, cioé non sappiamo bene cosa sia? In ultimo, se tutta la biomassa del pianeta si è organizzata su base biologica evolutiva e non ne sappiamo nemmeno bene il motivo (dato che ci sono animali che possono "controllare" la loro età a piacere e non si capisce perché non debbano anche gli altri) come va a finire quella umana se acquisisce una caratteristica che non è propria della specie?

Ecco, come vedete ciò che emerge quando si constata che non è cambiato nulla circa il concetto di economia da quando l'industria ha sostituito l'artigianato e chi la gestisce è sempre la stessa testa di ca%%o mercantile, è che il cambiamento economico verso un "economia green" e una società fluida è di fatto il prodotto di un processo di rincoglionimento collettivo di cui i rappresentanti nonché massimi espondenti di punta sono i padroni del discorso.

Un discorso che è esattamente un incantesimo che ci parla di un futuro luminoso mentre affondiamo nelle paludi sempre più vaste e profonde del marcio e del degrado che è principalmente spirituale, perché riguarda i concetti non la pratica quotidiana.


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Citromax
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Postato da: @gioco

Un discorso che è esattamente un incantesimo che ci parla di un futuro luminoso mentre affondiamo nelle paludi sempre più vaste e profonde del marcio e del degrado che è principalmente spirituale, perché riguarda i concetti non la pratica quotidiana.

è questo scientemente il loro incantesimo: la speranza 

e mentre il nostro Ego sogna noi non evolviamo mai 


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Deheb
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La divergenza temporale tra risparmio ed economia si chiama FINANZA ed è sempre stato così, adesso è solo molto più complicato e sofisticato il sistema.

Il denaro e il suo alter-ego, il debito/credito sono la base dell’economia, mica parte tutto dal baratto.

Quello che chiami mercantilismo era PROTEZIONISMO, nato per proteggere l’industria locale dal resto del mondo, un aiuto prima della maturazione.

Poi confondi l’economia (finanza) alta, quella industriale o dello stato, con quella più bassa, quella delle persone, due concezioni completamente diverse e con regole diverse. 

Grazie al debito/credito hai la possibilità di “giocare” con la produzione infinita. Ma manca un elemento essenziale: la produzione e il consumo hanno bisogno di carburante: la popolazione è sempre andata ad aumentare, attualmente viaggia verso gli 8 miliardi. 

Le chiese avevano bisogno di fedeli o adepti.

Il comunismo aveva bisogno di fedeli o proletari.

Il capitalismo aveva bisogno di fedeli o consumatori.

Ogni salto, ogni trasformazione, ogni passaggio epocale (le varie rivoluzioni industriali, informatiche e le due o tre globalizzazioni ad esempio), sono sempre state traumatiche (per la gente normale) ed imposte dall’alto, anche adesso stanno seguendo lo stesso schema, ovviamente per il nostro bene. 

 

 


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GioCo
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Postato da: @sganzo

La divergenza temporale tra risparmio ed economia si chiama FINANZA ed è sempre stato così, adesso è solo molto più complicato e sofisticato il sistema.

 

Secondo quale consesso? Perché quando parliamo di economia parliamo comunque e sempre di finanza? Dammi una definizione di economia e poi discutiamo su questo punto. Ma guarda che ti fai del male, ti avviso...

 

Il denaro e il suo alter-ego, il debito/credito sono la base dell’economia, mica parte tutto dal baratto.

 

Dove leggi che abbia trattato il tema del baratto? Ma è interessante che lo tiri fuori, vedi, in un ambiente dove lo stesso pifferaio se la canta e sa la suona da solo, è evidente che deve poi creare un antitesi alle sue tesi, che però non sono quelle qui esposte. Peccato!

 

Quello che chiami mercantilismo era PROTEZIONISMO, nato per proteggere l’industria locale dal resto del mondo, un aiuto prima della maturazione.

 

Chiamo le cose che hanno il significato adatto a capire. Se le chiami in modo che il significato faccia confusione è ovvio che poi in testa non hai che confusione. Cioé assenza di coerenza. Il protezionismo mi dice Treccani sarebbe: "...aiuto dato dallo Stato ad alcuni rami della produzione per mezzo sia di dazi che ostacolano o impediscono la concorrenza di prodotti stranieri sul mercato nazionale, sia di altri strumenti". Che cosa centri questo con quello che ho scritto va oltre la mia capacità di comprendere, forse sono troppo limitato? Potrebbe essere...

 

Poi confondi l’economia (finanza) alta, quella industriale o dello stato, con quella più bassa, quella delle persone, due concezioni completamente diverse e con regole diverse.

 

Qui di confusione ce ne tanta, ma guarda che non è la mia. Come ho detto non parlo di economia ma di storia e un po' di sociologia. Leggi meglio. Le regole della cosiddetta economia non stanno in questo scritto e sinceramente, siccome sono tutto tranne che comprensibili e sono fatte così apposta, perché in questo modo se ne possono occupare solo "esperti" che vengono definiti non a caso "maghi" perché fanno apparire dal cilindro profitti, spremuti poi sempre nel posto sbagliato, ma così va il Mondo adesso. Comunque, non prentendo che capisca uno addestrato mentalmente a capire solo quello che i libri gli hanno insegnato per poter rimanere cieco all'evidenza che lo circonda.

 

Grazie al debito/credito hai la possibilità di “giocare” con la produzione infinita. Ma manca un elemento essenziale: la produzione e il consumo hanno bisogno di carburante: la popolazione è sempre andata ad aumentare, attualmente viaggia verso gli 8 miliardi.

 

Non so che "grazia" abbia il debito, di sicuro è stato un nemico dichiarato prima dell'era industriale e ce lo dicono solo tutte le cronache che abbiamo a disposizione. Ma anche la semplice memoria storica dei più anziani, in un paese (il nostro) che in molte zone è rimasto a lungo ancorato a una economia di stampo medievale.

 

Le chiese avevano bisogno di fedeli o adepti.

Il comunismo aveva bisogno di fedeli o proletari.

Il capitalismo aveva bisogno di fedeli o consumatori.

Ogni salto, ogni trasformazione, ogni passaggio epocale (le varie rivoluzioni industriali, informatiche e le due o tre globalizzazioni ad esempio), sono sempre state traumatiche (per la gente normale) ed imposte dall’alto, anche adesso stanno seguendo lo stesso schema, ovviamente per il nostro bene. 

 

E' questo strano modo di concepire le identità (credenze, ideologie, fedi) del passato che mi lascia molto perplesso, come a voler allontanare lo spettro che sia lo stesso per quella che secono il tuo vocabolario è la finanza ma di fatto è il modo in cui concepiamo l'economia oggi, privata o meno, in questo accidente di occidente moderno. Un  economia psicotica che deve dividere questo da quello con muri di non senso, tipo l'alto dal basso, se no, se rimetti tutto insieme, poi il castello di carte crolla. Come a dire che tra un industria chimica che sversa nel letto di un torrente accanto a casa tua e il cancro che ti viene dopo qualche mese, c'è una netta divisione. A crepare come un imbecille sei solo tu. Come si chiama questo nella tua "economia"? Ah, si... "esternalizzazione". Che bella stronzata!!

Sai cosa? Per un professionista che si occupa di economia e che ha veramente fede in questo sistema psicotico non c'è nessuna differenza con un sociopatico ultraortodosso di una religione votata al suo stesso collasso, tipo gli hashashin, non solo e non tanto perché insostenibile materialmente, ma proprio perché lo è sotto qualsiasi punto di vista, ivi compreso quello spirituale (infatti basta vedere il consumo di coca che c'è tra i broker per farsene una ragione).

E' scritto che le generazioni future malediranno chi ha avuto fede in questo sistema perché l'alternativa era banale, accessibile e facile, ma è stata resa dai fedeli inaccessibile. Quindi di scuse, davanti al tribunale della storia e della coscienza, non ce ne saranno e basta.


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Deheb
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Postato da: @gioco

Ma guarda che ti fai del male, ti avviso...

Così mi fai spaventare…

 

Postato da: @gioco

Un tempo l'economia era abbastanza semplice da identificare e non aveva affatto legami con il denaro.

Affatto…e i raccolti come li ottenevi? Coi sogni interpretati?

Il concetto di economia era diverso perché era economia di sussistenza, se stai parlando di persone normali, i re o i feudatari cosa facevano economia di sussistenza? Coltivavano l’orto per se e per i cortigiani? Sono due prospettive, due esigenze economiche diverse. Le guerre come le pagavano? (come le finanziavano).

CIT: "A differenza della credenza comune secondo la quale quella società e quelle economie erano sostanzialmente di tipo primitivo e basate sul baratto, gli studi sinora condotti dagli assiriologi confermano invece che quelle economie erano molto più evolute di quanto si è portati a ritenere e che la Mesopotamia va considerata la «culla della finanza»."

Gia parlare di percezione futura del raccolto potrebbe essere concettualmente finanza, l’economia parla di grano e di come ottenerlo, tutta la trafila produttiva e la gestione delle fasi, ma parlare di vacche grasse e magre non è identico concettualmente ad un investimento? Non è un risparmio traslato nel tempo? Non è un mettere via adesso per un utilizzo futuro? Concettualmente come un fondo pensionistico: accantoni denaro attualmente per poterlo utilizzare in futuro, quando non avrai più lavoro.

Economia e finanza sono a volte concetti intercambiabili, vengono utilizzati come sinonimi, ma non lo sono. E sono legati l’uno con l’altro, interdipendenti. 

Se andiamo all’oggi vedi che scrivono “documento di programmazione economico-finaziaria” non per capriccio.

Qui non si stanno dando giudizi di merito o giudizi morali, quelli vengono dopo in base all’uso che ne viene fatto. Nè stiamo parlando di turbo-iper-ultra finanza. Solo piccoli concetti, nulla di così terribile.

 

Mercantilismo adesso viene declinato negativamente ma in origine era cosa ben diversa: 

"Mentre la GB stava diventando consapevole del suo vantaggio industriale e adottava una politica di libero scambio, il resto dell’Europa stava diventando conscio della sua arretratezza industriale e cercava un modo per ridurre la distanza con una nuova forma di mercantilismo, più difensivo che offensivo, che sarebbe stato in seguito chiamato protezionismo."

(P. Bairoch: “Economia e storia mondiale”)

 

"Nel XVII e XVIII secolo si attuò una forma primitiva di protezionismo, il mercantilismo, una politica tesa al rafforzamento dell'economia interna e alla massima limitazione delle importazioni."

(Wiki: Protezionismo -storia del-)

 

E ancora più in origine, il mercantilismo è stato visto non come pratica economica ma come “impostazione ideologica” (mi si passi il termine) per la costruzione di una nazione o di una nuova collettività, non più “individualistica e frammentaria” ma collettiva, nazionale. (Vedi Schmoller).

 

 


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GioCo
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Postato da: @sganzo

 

Postato da: @gioco

Ma guarda che ti fai del male, ti avviso...

Così mi fai spaventare…

...e quindi non rispondo (?)

Cmq non era questa l'intenzione (di spaventare).

 

 

Postato da: @gioco

Un tempo l'economia era abbastanza semplice da identificare e non aveva affatto legami con il denaro.

Affatto…e i raccolti come li ottenevi? Coi sogni interpretati?

Come testimonia anche la pratica tutt'ora in uso esteso in molte parti dell'India, ma un tempo abbastanza normale, c'era il doppio rapporto di tenere da parte i semi e condividerli, oltre che condividere il lavoro manuale. Niente denaro, semplicemente era normale mettere in comune ciò che era considerato bene comune. Diverso è invece "il frutto del sudore della fronte" che poteva per lo stretto necessario essere scambiato al mercato, ma il termine economico di scambio primario era la prestazione d'opera, non il denaro. Quindi, se ti capitava di andare a dormire da un contadino, non ripagavi in moneta ma facendo qualcosa, ad esempio tagliare la legna. Questo rendeva la necessità del denaro molto, molto bassa, quasi inesistente. Nemmeno i mercanti lo usavano per i commerci, banalmente perché il cambio non era come oggi e la moneta aveva corso in zone abbastanza ristrette. Ma questo ovviamente è un lato della storia che si studia poco, come si studia poco la storia della scienza, che mette in luce tante, tantissime lacune di ciò che noi sappiamo oggi sull'argomento.

Quella del baratto era certamente un altra pratica in uso, ma come il denaro era rara e fatta per sopperire a certe necessità in un ottica armonica (ciò di cui ho bisogno ma non possiedo può essere ciò di cui tu non hai bisogno ma possiedi). Facile da applicare in un mondo dove il valore è nell'uso e non nell'abuso come invece spinge a fare la transazione in denaro.

Tu insisti a parlare di teorie, belle ma incoerenti, a me invece interessano i significati e la coerenza interna ed è evidente che la differenza non ti è chiara.

Il resto rispondo più avanti che adesso sto messo male con PC e connessioni varie...

 


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