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la scuola di Francoforte e la corruzione della società occidentale


mazzam
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... e grazie tanto... ma tanto.


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PietroGE
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La Scuola di Francoforte è stata la sovrastruttura ideologica dell'attacco alla società occidentale intesa come società di origine europea. Una guerra culturale e razziale contro i popoli europei portata avanti con il finanziamento assicurato e con la visibilità mediatica gestita dai padroni del discorso che al tempo, come anche oggi erano ebrei. Gli 'utili idioti' sono stati i cosiddetti intellettuali di sinistra europei i quali hanno creduto veramente alla originalità intellettuale di quello che invece era un tentativo sfacciato di distruggere une etnia partendo dalla distruzione della famiglia e del concetto di autorità. Da notare che tutte queste idee sono state diffuse in Europa e negli USA, non nel Paese di origine (etnica e religiosa) della gran parte dei filosofi di questa scuola. Una prova del fatto che in realtà si trattava di ideologie destinate a colpire specifiche società e popoli. L'individualismo da carpe diem la ricerca della 'autorealizzazione' l'ampliamento dell'area della coscienza per mezzo di droghe, la rivolta contro l'ordine costituito e la distruzione della famiglia (più devianze e meno gravidanze, gridava al tempo la Bonino, oggi senatrice) hanno poi prodotto il risultato che si voleva ottenere cioè la crisi demografica dei popoli europei. Peccato che anche qui su CdC ci siano illusi che danno ancora oggi un giudizio positivo a questa 'operazione' di guerra culturale.


Deheb hanno apprezzato
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Hospiton
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@pietroge l'attacco alla civiltà occidentale è evidente, il fatto che sia in corso da decenni una immensa operazione di demolizione sociale è innegabile e negli ultimi anni abbiamo assistito ad un'accelerazione clamorosa, fino alla tragicommedia covidiana. Ciò che ancora mi lascia dubbioso è l'obiettivo ultimo di tale "demolizione controllata", soprattutto se la addebitiamo ad ambienti legati alla finanza ebraica (ed è davvero difficile non considerarli tra le principali menti di questo sconquasso, dato che ricoprono un'altissima percentuale di ruoli chiave in ogni settore strategico).

A che pro disintegrare la cultura europea e rendere gradualmente il Vecchio continente una terra a maggioranza musulmana? D'accordo, siamo davanti alle famigerate forze apolidi, lo sono al punto dal rischiare di perdere la roccaforte israeliana, che nel giro di pochi decenni si ritroverà completamente circondata da popolazioni ostili o comunque del tutto impermeabili alla narrazione vittimistica con cui ci hanno martellato negli ultimi 80 anni?

Israele risulterebbe accerchiata: Islam trionfante in Europa, dominante in Turchia, Nord Africa, Medio e Vicino Oriente, nessun contrappeso filo ebraico nel raggio di migliaia di km mentre gli USA sono avviati verso un inevitabile declino imperiale, insomma un quadro drammatico per i sionisti.  

Se proseguiranno con questo gioco al massacro è perché confidano di potersi appoggiare a forze emergenti, destinate a dettar legge nei decenni futuri (Russia, dove la componente filosionista è rilevante, Lazar docet, ma il vero ago della bilancia sarà l'ambigua Cina), ciò rappresenta però un azzardo ingestibile: se dovesse dissolversi ogni traccia dell'Europa cristiana i primi a pagarne il prezzo saranno proprio "loro", e stavolta potrebbe non riguardare solo qualche anonimo e inconsapevole Cohen ma si arriverà inesorabilmente sino alle alte sfere, che verranno assorbite, spodestate o eliminate in un processo forse lento ma inarrestabile.

La "fine" dell'Europa condurrà ad un effetto domino dalle conseguenze imprevedibili, anche per chi è abituato a programmare nei minimi dettagli, per questo mi chiedo fino a che punto siano disposti a osare.


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PietroGE
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Difficile comprendere le ragioni ultime se non si ha la fede religiosa ebraica e la convinzione di essere il popolo eletto da Dio. Chiunque cerchi di far del male ad un simile popolo non può che essere il demonio (il male assoluto) in persona. Chi ha cercato di eliminare questo popolo deve perire e è possibile farlo senza neanche sparare un solo colpo di fucile. Questa è stata l'idea che si è installata nella memoria culturale e religiosa del popolo ebraico dopo la WWII. Spiega il nome Olocausto, spiega la definizione di male assoluto e di crimine contro l'umanità emersi negli anni del dopoguerra, spiega l'insistenza con la quale viene criminalizzato ogni negazionismo dell'olocausto. Quella che era nata come una analisi sociologica di composizione tra marxismo e psicoanalisi, diventa un'arma sociale con la quale destabilizzare e sconfiggere un intero popolo, distruggendo le basi della sue riproduzione e della continuazione della sua identità etnica e culturale senza sporcarsi le mani con una guerra. I nazisti avevano  intuito le potenzialità del controllo e della manipolazione dell'opinione pubblica, istruiti certamente dal libercolo sui Savi di Sion, e per questo avevano scritto esplicitamente nel programma del NSDAP che chi era incaricato di gestire i media doveva essere ariano. Ora, tu puoi cambiare religione e cultura ma non puoi cambiare razza. Quello che ne è seguito è storia e non c'è bisogno di ripassarla. Io però preciserei meglio : non è stata solo la scuola di Francoforte a provocare la 'rivoluzione culturale' degli anni '60, è stata una combinazione di ingredienti esplosivi : i sensi di colpa per il colonialismo, il servilismo delle élite culturali europee e americane nei confronti degli ebrei, l'insistenza dei media sui crimini dell'olocausto e sulla colpevolizzazione non solo dei responsabili ma dei popoli interi, l'amplificazione mediatica data a queste tesi ecc. ecc. Da notare come anche quelli che giurano sulla costituzione più bella del mondo sono poi i primi a abrogarne i diritti, come è ben noto, con le leggi liberticide sul diritto di parola. 


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Hospiton
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@pietroge più che di fede parlerei di puro fanatismo, se queste interpretazioni dei fatti sono corrette (ed alcune paiono incontrovertibili o quasi). Come altro definire il folle tentativo in atto di annichilire una civiltà che tra innumerevoli alti e bassi ha gradualmente imparato a confrontarsi con culture diverse (compresa quella ebraica), promuovendo nel contempo una sostituzione etnica che, come detto, renderà giocoforza sempre più isolato Israele nell'area mediterranea e medio/vicino orientale? Sarebbe davvero deludente se la giustificazione fosse l'antisemitismo del passato, sentimento via via scomparso nella stragrande maggioranza della popolazione (e comunque spesso strumentale e pretestuoso anche in età medievale e moderna) compresa quella dell'Italia fascista, dove le leggi razziali non furono certo accolte con favore e non pochi si adoperarono per boicottare o intralciare provvedimenti e deportazioni ai danni dei cittadini ebrei.

In ogni caso sembra che il disegno anti-europeo prosegua senza sosta, forse pensano di poter rimodellare l'Europa e manipolare a piacimento anche le comunità islamiche così come hanno fatto con i popoli europei nel Dopoguerra. Personalmente ritengo che dopo secoli di accorte strategie anche da quelle parti abbiano fatto il passo più lungo della gamba, infierendo contro un "nemico" che non è più tale da tempo (anzi...) e creando le premesse sociali, culturali, economiche per la loro stessa scomparsa dalla scena, sia pur su un periodo medio-lungo. Stiamo assistendo ad un doppio suicidio...


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PietroGE
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È possibile che la bomba gli esploda tra le mani. Il gioco è pericoloso anche per loro :

-La superpotenza sulla quale si appoggiano per sconfiggere i nemici e gestire il discorso e la manipolazione dell'opinione pubblica, sta perdendo colpi e le potenze emergenti come la Cina non sono così stupide da permettere a delle lobby straniere di manipolare i loro governi e i loro popoli.

-L'immigrazione incontrollata che hanno favorito in questi decenni ha creato anche fenomeni di rigetto, per il momento soffocati sotto l'accusa di razzismo, che potrebbero però esplodere da un momento all'altro.

-La situazione più esplosiva però è la proletarizzazione della classe media occidentale, la quale prima o poi identificherà i suoi guai con la mondializzazione e l'immigrazione, e la guerra dei poveri autoctoni in competizione con i nuovi arrivati per una torta di assistenzialismo che fino ad ora è stata alimentata dal debito ma che sta diventando sempre più piccola e non potrà continuare a funzionare da coperchio per una pentola a pressione che rischia di esplodere. E l'esplosione farà saltare in aria la tanto decantata società multiculturale e coloro che la hanno da sempre imposta all'occidente, con l'ovvia eccezione della loro 'homeland'.


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oriundo2006
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La 'Scuola di Francoforte' conta poco. I cambiamenti sono dettati dalla road map cabalistica e sono sempre a due componenti: la prima un voluto irrigidimento dell' 'armatura' o 'guscio' ovvero delle strutture sociali, economiche politiche, ovvero dittature più o meno mascherate ( si portano i popoli a volerle come unica via d' uscita ) e poi arrivati al punto di rottura, l' 'esplosione' delle forze attive incanalate nei recinti mentali già precostituiti, specie grazie al potere militare dello zio Shmuel, che si presta con entusiasmo a questo ruolo che sa vicario ma foriero di benefici materiali ( ci mette il proprio 'sigillo' e capitalizza il 'progresso' ) con bombardamenti a tappeto e stragi nascoste felicemente attuate nella gioia selvaggia di far del male senza pagarne il prezzo perchè inserito nel 'piano divino' ( dopo quando potrò vi spiegherò qualcosa di questo piano ... ).

In Europa questo modus operandi ha fallito il bersaglio finale proprio dopo aver vinto politicamente con la prima e seconda guerra mondiale. La reazione conservatrice ha alla fine trionfato sulle sue stesse macerie, ovvero sui valori che propugnava di contro alle istanze 'movimentiste' e di critica sociale di sinistra. Questi valori sono crollati, se vogliamo convalidando l'ipotesi che fossero solo sovrastrutture di critica e basta: dalla religione 'socialisteggiante', tipo le teologie della liberazione, ai partiti di massa di sx e quant'altro MA insieme alla versione di dx conservatrice della religione stessa, delle categorie classiste di ordinamento della società e tutti il resto di conseguenza: e questo senza cambiare alcunchè a livello della struttura economica.

Ha cambiato i costumi, questo sì, come acutamente ha notato Fanelli recentemente, ma ha fallito clamorosamente nella modifica della struttura sociale profonda, tenuta insieme da 'qualcosa d'altro' che fallacemente viene ad identificarsi col 'sistema capitalistico' tout court, mentre ne è l'architrave nascosta, questa architrave che si materializza in una oscura massa di abitudini, mentalità, stati d'animo che ha sostenuto finora il 'sistema' come lo abbiamo da sempre conosciuto: una coscienza infelice prigioniera di un residuo ancestrale antichissimo, che attende ancora oggi una sua completa definizione ma che si può indicare come residuo filogenetico del 'padre' primordiale.

Era in sintesi, ed è ancora, una certa interpretazione del nesso sociale, una certa interpretazione della propria stessa materialità vitale, era la solidificazione della materialità delle 'cose' giudicate immodificabili, come il danaro, la sua importanza sociale, il tempo di lavoro come condizione inevitabile per poter sopravvivere, e il resto delle strutture sociali 'deep' che generalmente erano state individuate da sociologi e psicologi sociali ma mai affrontate o modificate nella loro 'vischiosità' sistemica: ed era anche la struttura produttiva 'meccanicistica' oggi al tramonto, come una immagine 'fissa' dei rapporti sociali come anche del rapporto uomo-donna 'tradizionale'.

In definitiva la permanenza dell' 'uomo', ontologicamente ordinato 'socialmente' da tempi immemorabili che riprodurre la propria 'socialità' intesa come dato storico immodificabile ( ma politicamente attaccato da certi esponenti dell' ultrasinistra ) e che plasmava l'ente nella durezza del dover essere storicamente eternizzato in quanto la 'liberazione veniva a darsi in un tempo metastorico lontanissimo.

Invece non era così: oggi questi capisaldi stanno venendo meno e si aprono delle potenzialità proprio all' interno di queste strutture antiche e ancorate nel profondo dell'esperienza umana. La destrutturazione del tempo organizzato socialmente con i lockdown, il salario minimo garantito anche se non si lavora, il lavoro a casa, le provvidenze a pioggia, la distruzione dei 'nemici di classe', ovvero la piccola e media borghesia produttrice ma troppo sovente sfruttatrice ( chi ha lavorato o visto lavorare in certi opifici lo sa bene come sa anche le opportunità che ha offerto a milioni di diseredati ), sta lentamente togliendo dall'animo l' idea della immodificabilità del 'sistema' e sopratutto ne sta facendo venir meno il pensiero della sua necessità sociale: si può far diversamente. Eccome. 

Queste modifiche, volute ed organizzate da pochissimi ed 'intessute' cabalisticamente ( questo sapere antichissimo proprio anche ai Tantra orientali...per questo ho utilizzato il termine del 'tessuto' come matrice ), stanno aprendo una possibilità finora impensabile: non lasciar nelle mani di pochi o pochissimi il divenire della Vita sul Pianeta, non considerarlo dato solo a poteri e saperi estranei alla quotidianità perchè impossibili da capire ma organizzarlo secondo una ontologia nuova di umanità. Questa non è quella transgender o simili, non è la deformazione della vita stessa della 'tecnosfera' non è la 'cura' affidata a pseudo 'pastori dell'essere' che trattano i loro simili come animali semisenzienti, ma è la sua affermazione finale proprio sulla scomparsa di questo aspetto oscuro ritenuto immodificabile: levandolo dalle mani dei pochissimi è oggi possibile ed anche necessario e va fatto a qualsiasi costo. Qualsiasi.

Insomma, volendo realizzare la loro vittoria i soliti noti hanno accellerato la propria sconfitta: il tramonto del principio negativo che finora ha dominato sull'Umanità e nell'Umanità, il loro 'dio' insomma, che ha dato loro il potere di agire sull' umanità in modo segreto e terribile viene infine a tramontare insieme a questo aspetto 'oscuro' e doloroso su ha fondato il proprio potere. Il nefasto demiurgo ha intessuto la propria fine insieme ai suoi corifei.


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PietroGE
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ma ha fallito clamorosamente nella modifica della struttura sociale profonda, tenuta insieme da 'qualcosa d'altro' che fallacemente viene ad identificarsi col 'sistema capitalistico' tout court, mentre ne è l'architrave nascosta, questa architrave che si materializza in una oscura massa di abitudini, mentalità, stati d'animo che ha sostenuto finora il 'sistema' come lo abbiamo da sempre conosciuto: 

In una società divenuta sempre più mediatica e quindi influenzabile la sovrastruttura incide anche sulla struttura sociale della società. Il consumismo ha reso tutti eguali, tutti consumatori tutti alla ricerca di se stessi e della propria auto elevazione proprio perché senza autorità, senza popolo, senza ideali e identità non rimane che il consumo, e si consuma anche l'ideologia come un prodotto. Il ricco si prende la sua dose di cocaina come il lavoratore. Il monumento all'olocausto a Berlino è stato piazzato davanti al Reichstag come un manifesto pubblicitario per influenzare con i sensi di colpa i rappresentanti del popolo tedesco così come un manifesto pubblicitario influenza il comportamento del consumatore. La scuola di Francoforte da sola non poteva influenzare un bel niente, sarebbe rimasta un esercizio accademico, è stato il corredo mediatico cha ha amplificato il messaggio e la ha trasformata in ideologia. Un filosofo fino ad allora sconosciuto come Marcuse diventa improvvisamente un nuovo Aristotele, così come un avvocato nero sconosciuto, di nome Obama, viene improvvisamente pompato dai media fino a diventare una star del partito democratico americano e poi presidente. Finché ci sarà questo potere i 'soliti noti' non saranno sconfitti.


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oriundo2006
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Ma è proprio la 'società liquida', ovvero la società mediatizzata ab imis che ne mina le basi...L'individuo destrutturato, che non ha niente in testa, che è pronto a tutto per una dose, è ingovernabile e imprevedibile: le sue pulsioni sono distruttive come autodistruttive o semplicemente non coerenti con niente. Non avendo legami non ha interessi che valicano l'oggi, la sua quotidianità immediata, le sue autosoddisfazioni pulsionali elementari. Quando diventano anche solo il 20%, il 30% la società non esiste più. Se il suo orizzonte è la sua autoconservazione per l' oggi, i media, l' ideologia, il predominio di alcuni su altri non hanno proprio più significato. Neppure la lingua può stabilire più una comunicazione. Rimane solo il digrignar delle mascelle sul fiero pasto. La tendenza è quella, se non riusciamo ad intervenire, noi esseri ( ancora ) senzienti. Se i 'soliti noti' possono fare quello che fanno è solo perchè esiste ancora in questa società un nucleo forte di individui e di loro aggregazioni sociali ( famiglia, amicizie...) che ne veicolano il messaggio e tutto sommato lo accettano in nome del TINA. Quando questo nucleo duro non c'è più OPPURE TINA CESSA DI ESSERE, allora si apre il mutamento sistemico. Dunque, non è la scelta fra socialismo o barbarie. E' la scelta fra persone che scelgono una via ragionevole lasciando perdere TINA e cercando alternative reali e persone che si lasciano dominare da chi manipola le loro vite. Se queste ultime prevalgono, l'esito è la scomparsa di ogni e qualsivoglia 'civiltà' senza che emerga poi nulla di vivibile davvero, che meriti insomma di essere vissuto.

 

Questo post è stato modificato 2 mesi fa da oriundo2006

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oriundo2006
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Guarda invece la deriva attuale, i provvedimenti fuori di ogni logica che vengono presi. Guarda Draghi, questo vecchio Conte imbalsamato nel suo ruolo immaginifico e capace solo di fare cose assurde, come l' ultima sulla PA: al posto di sfoltirne i ranghi ne aumenta il numero e le remunerazioni in assenza di una riduzione delle incombenze burocratiche che gravano su tutti noi. Come definire una cosa del genere se non una mancanza totale di razionalità e dunque uno scivolare sempre più in una situazione di destrutturazione totale delle ragioni di vivere quantomeno in Italia ? Dunque, Adorno aveva dei limiti evidenti ma esercitava la sua vis critica su di una società ben diversa dall'attuale: aveva colto nel segno nell' indicare la ratio borghese 'quantificante' nel più terribile nemico di ogni possibile cambiamento sociale 'umanistico' ma tu pensa che oggi questa stessa ratio ci pare una chimera di fronte alla follia di quello che ci capita. Oggi è al contrario questa stessa 'ratio' che ci pare sovvertita senza che si possa uscire dalla sua spirale negativa totalizzante. Una 'dialettica negativa' che è diventata negazione della 'ratio' stessa in nome del potere totale e tanto più totale quanto più 'sciolto' dai suoi presupposti democratici.

Dunque ci rimane la 'ratio'...facciamone buon uso...con o senza Adorno. 


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