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Impariamo a riconoscere il Predatore Naturale  

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GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1158
27 Agosto 2020 , 15:39 15:39  

La caratteristica principale del predatore naturale è che ha una mente alveare. Potrei iniziare così questo contributo ma vorrei essere chiaro.

Prendete quello che sto per dire come una fiaba, cioè uno specchio allegorico del mondo che viviamo. Ho seguito per lungo tempo i lavori di Biglino che propone una lettura letterale di una versione della Bibbia, quando tutta la genesi è chiaramente una versione allegorica a meno che non vogliamo pensare che fisicamente il mondo sia stato creato in 7 giorni da una creatura aliena. Può essere, tante cose possono essere, ma credere alla versione teologica non è diverso che credere alla versione di Biglino e non importa quanti indizi vanno a supporto, ci sono infinite possibilità in mezzo tra le due versioni.

Nella fiaba, come nella fantasia, c'è sicuramente più fisica di quanta ce ne può essere in tutte le teorie più affermate della scienza moderna attuale, per il semplice fatto che si manifesta in questo mondo fisico. Non a caso la ricerca teorica che è una branca della scienza moderna, prende a piene mani dalla fantasia più sfrenata esattamente come una produzione artistica, ad esempio un film. Questo però non significa che ha senso farne una traduzione letterale (del film intendo). A mio avviso le cose sono un po' più articolate e ogni "facile entusiasmo" per la conquista dell'acqua calda tendo a vederla con forte sospetto e le ragioni le voglio esprimere in questo contributo. Quindi concentratevi sui concetti più che sulla possibile manifestazione materiale di ciò che descrivo.

Per chiarire ancora meglio questo aspetto troppo importante prima di iniziare, pensiamo a un classico personaggio delle fiabe, l'orco che abita sotto i ponti e che chiede a tutti quelli che passano una tassa. Nella realtà poteva essere un emissario del nobile locale che raccoglieva la tassa. I ponti erano accessi preferenziali, difficilmente evitabili. Dove vivevano questi emissari? Beh, possiamo immaginare che se non sotto il ponte, certamente molto vicino. Questo personaggio non poteva essere scelto a caso. Non poteva essere ne una guarnigione (il ponte non era "da proteggere") ne qualcuno che si poteva ignorare, se no le tasse non le pagava nessuno. Un omone, grande e grosso (meglio se brutto e cattivo) e dal carattere deciso, cioè con pochi scrupoli che sapeva bene ottenere la gabella anche dai più indisposti. Un orco appunto o almeno qualcosa che somiglia nel carattere e nell'aspetto a ciò che la tradizione storica delle fiabe ci consegna.

Dovremo quindi a questo punto fare una specie di "operazione Biglino" al rovescio, cioè "fare finta che" facendo un esercizio di fantasia, lasciando alla fantasia ciò che è della fantasia.

Quindi immaginiamo per ipotesi che il predatore naturale esiste ed è un entità fisica, esotica (nel senso che la sua fisica non risponde del tutto alle leggi newtoniane) ma fisica. Come può essere un simile essere? Beh, innanzi tutto se è un predatore bisogna capire qual'è la sua preda. Noi? Non esattamente. L'indagine dell'evidenza evidente non ce lo conferma. Se fossimo infatti noi umani la preda diretta, non ci sarebbe nessun impedimento nel riconoscerlo. Rimarrebbe nascosto ma se lo vedessimo lo riconosceremmo al volo per istinto. Invece no. Allora le cose non stanno esattamente così, bisogna spingersi oltre.

Teniamo conto che noi non sappiamo bene chi siamo. Nasciamo senza saperlo: ci viene detto dopo. Questo è certamente un ostacolo aggiuntivo gratuito piuttosto rognoso. Per ora mettiamo da parte questo aspetto e proseguiamo.

Immaginiamo un tempo in cui padre cielo e madre terra incontrandosi seminarono la vita nel grembo del pianeta terra, non una volta, più volte. Ovviamente per "vita" si intende il complesso in senso organico, quindi non le scimmie o i dinosauri, ma l'espressione vitale della biosfera terrestre a prescindere dal periodo, intesa come un unico organismo vivente in evoluzione. Pensiamo a come è organizzata, qual'è la sua infrastruttura che rende ogni unità vivente dipendente dalle altre. Tecnicamente si chiamano "nicchie ecologiche" e guardacaso tendono a rimanere le stesse a prescindere da chi le occupa. Ho già scritto tante volte che dovremmo avere ben presente questa parola chiave come la sua gemella: struttura. In un corpo umano lo scheletro (la struttura) possiede poi ciò che si interpone (l'infrastruttura) cioè gli apparati organici che muovono lo scheletro, tipo i muscoli. Per l'analisi che segue, questa angolatura ci semplifica parecchio la comprensione.

Ora, immaginiamo che 15mila anni fa il pianeta presentava una ricca varietà di forme intelligenti. Molto intelligenti. La maggioranza di queste forme intelligenti (la cui origine non ci interessa) che vivevano sul pianeta, avevano due caratteristiche: la maggior parte era nativa e comunque tutte vivevano in pace e in armonia le une con le altre. Questo non significa escludere che non ci fosse competizione predatoria tra loro. Significa che era chiara la necessità di preservare un ordine, quello dettato dall'equilibrio ecologico. Quindi stiamo parlando anche di civiltà molto avanzate, molto più della nostra attuale, ma che concepivano il loro rapporto con la vita su questo pianeta secondo un ordine così bene inserito nel contesto che non ci è dato a distanza di tempo distinguere la loro opera da quella della natura.

In questo quadretto che è tutto tranne che idilliaco (noi lo giudicheremmo orrendo sotto il profilo della sicurezza) arriva il predatore naturale, come il ragno. Cioè tastando alla cieca con estrema delicatezza. Questo essere interviene sulla realtà in modo debole, come i neutrini. Quindi non ha modo di interagire direttamente. La sua preda è la biosfera, non l'essere umano.

Però l'intelligenza che abitava il pianeta doveva conoscere l'opera del predatore naturale, più o meno come il nostro organismo riconosce un corpo estraneo nemico. L'obbiettivo principale del predatore è ottundere l'intelletto, perché così confonde e sfrutta i corpi per i suoi scopi predatori. Che sono sempre gli stessi: nutrirsi del vivente. Questo significa che lui non è "vivente"? Non nel senso di appartenenza alla biosfera terrestre. E' un altra forma di vita intelligente. Solo che ci appare ibrida, traversale alle tante forme di vita che conosciamo. La sua presenza è denunciata dalla necessità compulsiva di aggredire la biosfera, magari non con una volontà diretta ma con una ossessione intrinseca a reiterare comportamenti che la aggrediscono come se fossero "giusti" a prescindere. L'apparato industriale-mercantile ad esempio. Quindi parliamo di infrastrutture atte sempre (contro-intuitivamente) a demolire l'infrastruttura vitale del pianeta, anche quando appaiono dichiaratamente per il motivo contrario.

In tutto questo "noi" come ci poniamo? Facciamo finta che il nostro rapporto con tutto ciò è quello che potrebbe avere un turista che va a vedere una terra esotica a lui ignota in cui però sa esserci disordine ma tutto sommato questo non lo scoraggia dato che lui ci va solo in visita. Quando arriva sul posto il turista non sa niente di quello che accade e viene accolto da un comitato di benvenuto molto amichevole (nella maggior parte dei casi) che gli racconta come da quelle parti c'è un conflitto in essere che dura da millenni tra il bene e il male. Quindi gli viene indicato il male, un entità astratta e infelice difficile da eradicare, forse impossibile, ma anche da riconoscere per ciò bisogna stare attenti. Nel concreto si tratta poi di gruppuscoli di ribelli locali mossi da forze oscure che vogliono a tutti i costi sovvertire l'ordine costituito perché non lo gradiscono. Pazzi squilibrati, insomma, da cui guardarsi. @GioCo forza la richiesta di denuncia nel caso sfortunato si incrocino questi "ribelli" fuori controllo. Il tono generale sembra molto affabile e il discorso non sembra fare una piega. A noi però non ce ne frega più di tanto approfondire le beghe locali, ci importa della spiaggia, del sole e delle bellezze del posto. Siamo esseri persi nell'amore e nella gioia e del resto non ci importa, non siamo fatti per dare peso alle cose noiose.

Purtroppo però le apparenze ingannano e dietro i paraventi delle cose noiose c'è un conflitto la cui natura è di tutt'altro respiro. La struttura che ci ha accolto è un emanazione del predatore naturale. Un orrore che però siamo chiamati fin da subito a vedere come realtà accettabile. Siccome non c'è nessun motivo apparente per rifiutarla, dato che viene presa come la realtà locale (quando invece è un prodotto dell'intervento del predatore, il suo "nido") non ci rendiamo conto che è una perversione della struttura originale e armonica, nonostante le evidenze evidenti che affiorano qua e la come foruncoli sulla faccia. Tipo le zanzare estive.

A questo punto diventiamo veicoli per l'azione del predatore naturale che sarà ossessiva (per lui è solo fame) e multiforme, dato che non appartiene alla realtà biologica che ci circonda. La nostra propensione a legarci all'armonia, viene così sfruttata dallo stesso per moltiplicare la sua forza e strappare bocconi alla sua preda, l'ente biologico del corpo vitale terrestre altrimenti infinitamente più forte. In altre parole non essendo il suo ordine fisico in grado di interagire direttamente, sfrutta un intermediario inconsapevole (il turista umanoide che nasce senza memoria in questo luogo) colonizzando subito il suo intelletto che è l'espressione materiale di una presenza ideale. Più o meno come farebbe un parassita, senza però essere un parassita, immette pensiero, idee, nella mente umana, ma solo perché è un vettore intelligente e adatto allo scopo. Ovviamente la possiamo assimilare a una forza satanica, prodigiosa e incredibilmente potente a cui è normale dedicare poi un culto che possiamo ridurre al "culto della confusione mentale". Ma sarebbe meglio chiamarla "culto delle minore resistenza", perché deve convincere il suo vettore a fare cose contro l'armonia più generale e deve renderlo cosciente che questo gli restituisce un qualche vantaggio magari anche solo morale, del tipo "trasmettere una verità". Ovviamente è sempre un vantaggio relativo, ma questo può comunque essere efficace quanto basta per ottenere cibo.

Va da sé che in un tale contesto individuare il predatore naturale sarebbe molto complicato e ancora più complicato individuare la sua preda, soprattutto da parte nostra.

Ribadisco che non veicolo nessuna verità, non ho idea se questa sia una verità, non tratto argomenti veri. Tratto solo argomenti coerenti e tanto mi basta. Della verità, se mai qualcuno prederà il testimone, se ne occuperà qualcun altro più bravo di me.

Ora manca un pezzettino. Immaginiamo che migliaia e migliaia di anni fa si sia consumata una rovinosa guerra fratricida. Specie diverse si sono combattute con i loro simili. Questo perché una parte in evidente minoranza era infettata dal predatore naturale. Gli infetti sono stati poi sconfitti ma i vincitori non hanno soppresso i sopravvissuti. Sono stati relegati nelle viscere del pianeta, forse nella speranza di una loro redenzione (o guarigione come preferite). Questo ha permesso all'infezione di estendersi in molti modi, dato che il predatore naturale non guarda alla specie, basta per lui che sia intelligente per poterla infettare efficacemente. Più è intelligente più per lui può essere utile ai suoi scopi. Ma, disponendo di sufficiente intelligenza, perché non generare un corpo intelligente, ingegnerizzato per ospitare apposta il predatore naturale? Et voilà nasce l'homo sapiens, ingegnerizzato a partire da quelli pre-esistenti e arrivato giusto giusto in tempo prima della guerra fratricida e (ma guarda te il caso) sopravvissuto all'apocalisse che ne è seguita subito dopo, vissuta in più fasi, che ha spazzato via tutti gli altri. Ricorda niente il diluvio universale? Non fu descritto come un tentativo di spazzarci via dal pianeta?

Però il demonio fa le pentole e mai i coperchi e un pesciolino che non doveva sguazzare in quell'acqua è invece arrivato a sorpresa, rimettendo in @GioCo un destino che sembrava ormai segnato. Il turista, che bello bello s'è messo in costume nella sdraio a farsi i fatti suoi e a prendere il sole per magnificare le bellezze paradisiache del luogo: quella calma, quel profumo di armonia e quel mare dai colori e dalle trasparenze incredibili. Cosa farne? Immaginiamoci nel baretto dietro le sue spalle, in fondo in fondo, protette all'ombra di una baracca figure grige dallo sguardo spento che dietro un bancone improvvisato servono drink e puliscono bicchieri a catena come un industria o una macchina molto efficace, mentre la mente alveare si interroga: come gestiamo adesso questo intruso?

Buona giornata a tutti. 😊 

Questa discussione è stata modificata 2 mesi fa 9 tempo da GioCo

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