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Il Nemico Comune... Capire bene con cosa (più che con CHI) abbiamo a che fare!


GioCo
Noble Member
Registrato: 14 anni fa
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Al solito il mio demone "si è fatto sentire" e quando lo fa poi mi costringe ad agire, a svelare parti che oltre ogni evidenza evidente, non sono di dominio pubblico anche se non c'è niente di nuovo, è il significato con cui leggere gli eventi che cambia.

Prima di inziare però un sentito ringraziamento ad Alberto Conti, che mi ha dato lo stimolo giusto per formulare quanto segue, catalizzando la mia attenzione sulla domanda: "contro chi stiamo esattamente combattendo?". Domanda cruciale...

Ma anche apparentemente illogica: lo sappiamo benissimo, il great reset e i padroni del discorso, direbbe il talebano di turno (tipo me). No, la risposta è in verità un altra domanda: per quale motivo c'è una tale coalizione di intenti nel procedere verso un evidentissimo crimine contro l'umanità di questa portata? Ovviamente al netto poi degli ingannati, di coloro che hanno ceduto alle sirene del terrore, accettandone le spiegazioni verosimili acriticamente per ragioni emotive. Detto questo, è solare una volta formulata che la domanda è quella, una domanda che rimane sotterranea, afona e agisce così dividendo gli animi. Teniamo poi conto che l'emergenza sanitaria è solo una gamba su cui corre questo "great reset", l'altra è l'ecoterrorismo ed entrambe camminano su strade asfaltate dal falso, dal tradimento e dallo spergiuro. Per ciò...

Quella domanda ci porta a un altra domanda ancora, ancora più basilare e in ombra: qual è il motivo che spinge, l'interesse per cui vale la pena una guerra contro l'umanità di questa portata? Fermo restando anche in questo caso che chi la fa propria non può essere classificato come "interessato al bene collettivo in senso umano". Cioè stiamo parlando di individui che per motivi anche diversi hanno però già rinunciato alla loro umanità. Alcuni magari per mera avidità, altri per questioni di potere, altri ancora per fede verso ideologie come quella transumanista e non è detto poi che queste "ragioni ragionevoli" non si combinino tra loro, generando mostri di vario tipo, come bambini addestrati fin da piccoli a pensare in un certo modo, al fine di creare un fronte compatto di individui che aderiscono a un "pensiero unico" (in economia, definizione di Ignacio Ramonet direttore del periodico francese Le Monde diplomatique dal 1991 al 2008 e a questo proposito consiglio sempre la visione attenta dell'intervista a Nando Ioppolo di Elia Menta, QUI, particolarmente ricca di spunti di riflessione circa la società in cui viviamo) e lo portano avanti a prescindere da tutto il resto, alla stregua di una idea per cui vivere (o morire). Gates, Bezos, Zuckerberg, Musk e altri fattosi portabandiera e promotori (surfisti diremmo noi, dato che cavalcano un onda che sussiste a prescindere da loro) di questa "rivoluzione digitale" o se preferiamo "quarta rivoluzione industriale", ruotano attorno a un concetto centrale che non viene mai sviscerato abbastanza: la sovranità digitale.

Per capire bene la questione immaginiamo che il Mondo, la società, la base su cui si regge, sia di fatto invenzione di ladri privi di scrupoli, ma non criminali qualsiasi, ladri che sognano un mondo fatto di gonzi, di individui ridotti al pensiero infantile, bambini dall'aspetto di adulti che rendano il lavoro facile, tanto facile da renderlo "inutile". Ladri insomma che sognano di lavorare sempre meno, anche nel furto, in modo che sia possibile una specie di "furto automatico" o "furto indotto", che gli può di fatto procurare tutto quello che i loro capricci possono desiderare, senza sforzo. Di più ancora, che il Mondo sia fatto da "bambini" che abbiano piacere e siano felici di dare loro tutta "l'energia creativa" infinita di cui dispongono per farci qualsiasi cosa passi loro per la testa, anche niente.

Poi immaginate che in questo mondo arriva internet. Arrivano i social. Arrivano i telefoni cellulari. Miliardi di persone alimentano internet e la rete, ovunque, per condividere tutto, anche il cibo che stanno per mangiare, spontaneamente e sono felici di farlo. Milioni di Miliardi di Gigabyte iniziano a fluire e subito due cose diventano evidenti: sono ricchezza sfruttabile e godibile ma appartengono a chi le produce.

Ora spostiamo di nuovo l'immaginazione in un altra zona del Mondo. L'Africa, simbolo dell'economia moderna "reale", quella fondata sulla predazione senza scrupoli, sullo sfruttamento bieco e disumano, sulla menzogna e sull'azione militare tesa a rendere il più possibile duraturo ogni schifezza umanamente inaccettabile vi possa venire in mente e con un solo limite: la perversione della vostra fantasia. Il paradiso di Moloch.

Perché? Perché rubare frutta ma non può essere accettato in eterno da chi subisce, soprattutto se poi la facilità con cui si ruba non fa che alimentare l'appetito (e il numero) degli squali che esistono per non accontentarsi mai e puntare sempre "a ottenere di più e di più ancora" perché mossi dall'avidità auto-alimentata. La ribellione è per ciò scontata e allora si deve marginalizzare, sedare, deviare, in modo da renderla gestibile e che le cose non siano mai chiare per chi le vuole analizzare, rendere tutto surrettiziamente complicato, così da scoraggiare i curiosi, in modo da eliminare la resistenza residua perché a quel punto non ci siano più le forze per reagire al salasso continuo e inarrestabile.

Ma tutto ciò ci interessa solo marginalmente, quello che ci interessa è il meccanismo: se in Africa c'è una miniera da cui si può estrarre ricchezza, è ovvio che è di proprietà degli autoctoni che vivano in quel territorio da sempre e per diritto. Ma questi sono selvaggi e a loro importa più vivere nel loro ambiente come hanno sempre fatto, della miniera non se ne fanno nulla. Non hanno industrie e non hanno interesse a distruggere l'ambiente da cui traggono sostentamento. Attenzione!!! Sto ragionando come un avventuriero della finanza predatoria moderna, non come una persona umana mediamente ragionerebbe. Quindi il primo problema è come entrare in possesso della miniera, avere i permessi per estrarre quella ricchezza, via carte bollate. Se non c'è un governo, manca la burocrazia di base per giustificare l'acquisto che di fatto fornisce un permesso surrettizio per avviare lo sfruttamento. Tutto ciò è ingiusto? Certo! Ma non è il punto. E' necessario capire come avviene il processo dal punto di vista della finanza predatoria, se no non capiamo il resto e non capiamo il motivo per cui ora siamo nella merda fino al collo.

Ovviamente gli autoctoni non verranno mai convolti nel processo di appropriazione della risorsa da parte di un governo fantoccio che verrà opportunisticamente installato unicamente per fare gli interessi degli speculatori "esportando democrazia". Ma per chiunque guardi dall'esterno, ciò che si vede è un governo che svende il suo patrimonio e per ciò in un certo senso "se la cerca". In questo modo ci si arroga il diritto surrettizio di sfruttamento e di devastazione aprioristica. L'investimento che verrà fatto per calare come le cavallette tutto l'armamentario tecnologico sul posto e iniziare l'estrazione (escavatori, strade per mezzi pesanti, rifornimenti, baracche, personale, etc.) sarà da complemento per giustificare l'azienda che sarà posta in prima linea per la difesa degli interessi predatori. Ovviamente il personale sul posto sarà esposto alla protesta degli autoctoni e se ci scappa il morto perché la devastazione impedisce ai locali la mera sopravvivenza, pazienza, ciò non sfiora i ladri, l'unico effetto infatti sarà la giustificata repressione armata e militare per "motivi di sicurezza". Da qui si capisce perché queste operazioni sono sempre supportate e accompagnate da imponenti operazioni militari: perché si tratta di conquiste, non più semplicemente territoriali ma della "libertà di devastare" rubando senza limiti all'umana natura. TUTTA l'umana natura, senza escludere nulla!!!

La libertà di essere disumani fino in fondo.

Questo non è ciò che abbiamo accettato, lo sappiamo, ora che l'ho detto è evidente, ma non possiamo accettare le conseguenze di una cosa del genere, facciamo fatica. Fatichiamo a credere che chi detta l'agenda della nostra società (i padroni del discorso) sia talmente attaccato alla sua disumanità/potere da avere come unico problema quello di mantenersi ben coperto con la pelle dell'agnello, l'immagine rassicurante di chi "pensa al nostro bene". In altre parole, per usare un altro eufemismo, sappiamo benissimo che la Mulino Bianco è un industria, ma accettiamo che i suoi prodotti siano "come natura crea" anche se ciò costituisce un paradosso per ogni possibile buon senso o credibile logica. Sappiamo benissimo che ci sono personaggi della finanza con disponibilità di denaro tanto assurde da competere con interi continenti, ma non riusciamo a valutarlo come un pericolo mortale per l'intera umanità, quanto come una opportunità di lavoro.

Non riusciamo ad abbracciare una cosa così grande con l'immaginazione. Non ce la facciamo proprio. Come non riusciamo ad abbracciare nemmeno una cosa grande quanto il sistema solare, figuriamoci la nostra galassia!

Quindi torniamo al concetto di estrazione e riportiamolo ai dati (=data mining, QUI). Ora chiedo un altro sforzo di immaginazione, spostandola di nuovo. Stavolta nel meta-mondo, cioé nella virtualità dell'universo digitale. Quel Mondo ha leggi fisiche decisamente diverse da quelle del Mondo sensibile. Il Mondo digitale poggia su principi di matematica e non di fisica. Ora prendiamo in considerazione l'internet delle cose, il 5g e poi quello che seguirà, l'internet dei corpi o 6g, sesta generazione. Questi due punti tracciano la direzione (=evoluzione tecnologica) in cui stiamo andando. Teniamolo a mente perché si tratta "delle ruspe" per le miniere del presente e del prossimo futuro, non più in Africa ma nel meta-mondo. Un luogo dove al pari dell'Africa i suoi abitanti vogliono solo vivere in pace, utilizzando le risorse di quell'ambiente, ingenuamente credendo che siano tutto ciò che occorre per vivere. Ad esempio immaginiamo un libero professionista che usa internet per gestire la sua clientela. Usiamo la fantasia, tanto oggi gli esempi si sprecano e tutti possiamo trovarne centinaia senza tanti problemi.

Ma fuori, lontano dai riflettori, c'è chi osserva e sbava nell'ombra, come farebbero i cani di un branco di randagi. Sanno che il cibo scarseggia e sanno che la loro modalità di azione, predatoria li costringe a cercare incessantemente nuove forme di estrazione della ricchezza. Sanno che l'ingenuità degli altri è la loro più grande forza. Citando Nando "al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere". Di fatto, vivere predando costringe a predare sempre di più per vivere, perché poi si cresce e i problemi crescono insieme ai predatori e alla loro fame.

Usando un altra metafora (l'ultima, permettetemelo) è come avessimo a che fare con una gigantesca tenia velenosa. Non ha forza, non ha potere proprio, non ha modo di costringere niente e nessuno a fare i suoi interessi, tanto meno consentire l'ospite a subire la sua esistenza, ma si pone in una zona di comfort, un cantuccio dove non essere disturbata, da cui poi spande il suo veleno con delicatezza, confondendo e rilassando l'ospite in modo che gli sia permesso di vivere alle sue spalle, rubandogli nutrimento un poco alla volta. Però mano a mano che cresce, l'ospite tende a reagire, tenta di difendersi e allora ci vogliono dosi di veleno sempre più abbondanti, finché la questione non diventa di vita o di morte, per la tenia (che nel frattempo si sarà anche riprodotta) o per l'ospite sempre più in pericolo di Vita.

A questo punto arriva Glauco Benigni (QUI) l'unico che abbia sollevato subito il problema della sovranità digitale, legata alla comunicazione e al consenso oggi. Il problema della guerra per le carte bollate passa quindi dalla digitalizzazione delle stesse, al fine di toglierle dalle mani delle persone che sono la fonte, la miniera da cui estrarre il nuovo minerale futuro, i data. Loro (cioè noi) non devono poter rivendicare quella ricchezza, "devono essere felici senza possedere nulla". Se no il giochino non funziona!

Una volta ottenuta "la carta bollata" digitale chi sei, dove vai, cosa fai, con chi interagisci, qual è il tuo stato di salute in tempo reale, quali sono i tuoi pensieri, i tuoi sogni, i tuoi desideri e qualsiasi altro "data" estraibile diventa ricchezza grezza che poi potrà essere sfruttata tramite opportuni algoritmi o da intelligenze artificiali, comunque da processi a questo punto fuori dalla portata dell'utente medio. Si passa cioè a divorare dall'interno le persone svuotandole di significato dal momento che lo stesso sarà un prodotto lavorato e fruibile, ma NON lavorato da mani umane. Esattamente come i processi di lavorazione e distribuzione che svuotano le miniere sono fuori dalla portata dei nativi africani, considerati selvaggi e ingenui, quando andiamo nelle loro terre a estrarre il coltan o i diamanti. Esattamente come gli africani, potremmo ovviamente pretendere di rivendicare quella proprietà e quindi di contrattarne un prezzo che vogliamo noi, in modo da non subire un furto ma stabilire un accordo di reciproco vantaggio. Ma dall'altra parte del tavolo non abbiamo chi desidera sedersi per concordare qualsivoglia cosa, abbiamo chi schiera l'esercito per ottenere ciò che ha stabilito unilateralmente per se stesso. Abbiamo per ciò a che fare con dei predatori incalliti che hanno un solo obbiettivo, ridurre ogni resistenza a zero con ogni mezzo possibile perché gli abbiamo fatto balenare bene davanti al naso che è possibile sfruttarci, alimentando volontariamente internet "con gioia". Non hanno in testa altro che sfruttare questo immenso bengodi che gli abbiamo donato gratis!!!

Ora, la nostra unica possibilità è costringerli a sedersi a trattare. Strategicamente non potremo farlo senza costruire reti parallele di mutuo e autosostegno e comunque non arriveremo a quel giorno in nessun altro modo. Non ci arriveremo (ora come ora) senza lottare aspettando che la soluzione ci piova addosso. Ma già avendo chiaro chi è il nemico e cosa vuole, quindi perché agisce e da quali interessi è spinto ad andare "fino in fondo", ci permette di agire in modo più coordinato e mirato. Ci riunisce per un fine comune che non è solo più quello di sopravvivere o risolvere il problema spiccio che ci attanaglia, ad esempio come conservare il posto di lavoro minacciato o come riuscire a dare ai figli un istruzione senza dover cedere al ricatto "della corte del drago", nuovo reggente del regno della finanza predatoria incoronato dal primo antipapa della storia.

Ci coalizza senza però trasformarci in un orda di barbari, che poi è uno degli obbiettivi strategici del nostro nemico, cioè colui che per natura si è posto nei nostri confronti come tale indossando la veste della pecora. Dobbiamo riuscire a schivare ogni trappola, sapere che il numero è una forza, ma che contarci sarà un grosso problema, perché la macchina che ci conta è totalmente in mano al nemico. Dobbiamo sapere, come ci ricorda nell'ultimo suo video Matteo Gracis (QUI) che se dopo tanto sforzo siamo come siamo al 75% di inculati e se per andare avanti hanno avuto bisogno di arrivare allo spauracchio di una legiferazione spuntata, confusa e strombazzata come questa, beh, non significa che sono meno alla frutta di chi poi li combatte.


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