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Il Mondo dei Disabili Emotivi


GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
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Topic starter  

Esiste una disabilità non riconosciuta dalla società civile, dalla ricerca e dall'attuale produzione intellettuale. Quella emotiva. Certo, per ora è classificata come "disarmonia psicologica" per alcuni aspetti e "invalidità neurologica" per altri. Ma non si tratta ne dell'una ne dell'altra, perché manca proprio la prospettiva per inquadrarla in modo coerente. Centra più con la produzione intellettuale dell'individuo e con la sua capacità di comunicare e relazionarsi, cioé con la capacità di rispondere con saggezza alle esigenze ambientali più generali, non tanto e non solo sotto il profilo elaborativo o mnemonico (maggiore serenità corrisponde a prestazioni migliori) quanto proprio emotivo, perché l'espressione emotiva è esattamente l'aggiancio relazionale-bio-energetico che ci lega al Mondo, il cockpit (="abitacolo di comando") dell'aereo-corpo che abita il Mondo. C'è più relazione fisica (="passaggio di informazione") tra il corpo e il Sole tramite l'emozione che tra il corpo e i suoi centri vitali come il cervello nell'elaborazione dello stesso. Ma questa è una faccenda lunga da esporre, ci porterebbe troppo fuori argomento e almeno per ora la dobbiamo accantonare. Questo non fa del corpo altro se non una meraviglia di ingegneria e non ci dice nulla su ciò che poi ci abita e lo fa funzionare (la Vita) ma almeno ci dice qualcosa su quali parametri debbano essere presi in considerazione quando ci riferiamo all'intelligenza.

La sintesi è che la biosfera è molto, MOLTO più di quello che fin'ora abbiamo pensato, creduto, osservato ed è quanto abbiamo rimosso dal dibattito, intimamente correlato alla nostra produzione intellettuale. Proprio la parte microscopica della vita è la prospettiva migliore (in quanto sufficientemente distante) per vedere come la biologia è fittamente interrelata e non esiste un corpo isolabile che si possa studiare o concepire in via indipedente dal resto del biota (="insieme di esseri viventi in un luogo") che lo circonda e che allo stesso tempo lo abita indipendentemente dalla scala di osservazione. Ciò include lo spazio esterno al pianeta, ma questa non è l'epoca in cui è possibile fare un discorso del genere, anche se già ci era arrivato Giordano Bruno nel 1600, ben prima di chi poi ha scoperto il mondo della Vita microscopica da cui dipende solo TUTTO il resto e da cui solo un disabile emotivo conclamato e gravissimo vorrebbe isolarsi. Si tratta di una logica basilare inappuntabile che chiunque (con la giusta prospettiva) può tranquillamente in autonomia elaborare. Non ci vuole una laurea in scienze moderne, solo la sufficiente apertura mentale e la corretta intelligenza emotiva. Apertura e intelligenza che per ora è lontanissima dalla Mente della generazione attuale anche di punta e dalla coscienza collettiva. Tutto ciò che abbiamo tra le dita è l'importanza cruciale della relazione affettiva nei primi anni di vita per la stabilità emotiva del resto della nostra esistenza. Pochissimo o quasi niente eppure già abbastanza per dirci quale direzione stiamo prendendo nella curva degli eventi futuri.

Ora che l'ho detto, sono certo che come il resto degli argomenti che ho iniziato a diffondere, almeno si potrà iniziare a parlarne, anche perché ci sono tutte le conoscienze per riflettere. Basta solo un poco di buona volontà per diffondere il concetto del contro-dogma-dominante: non l'intelletto artificiale meccanico ha valore ma quello bio-emotivo perché semplicemente è l'unico abitabile. Quando finalmente arriveremo a tali conclusioni in tanti saranno presi dallo shock per l'investimento emotivo che nel frattempo la propaganda avrà richiesto.

Secondo i miei personali calcoli ci vorranno non meno di 4-5 secoli per arrivare a una prospettiva prossima a quella appena accennata, cioé sufficientemente aperta. Non perché manchino le risorse ma perché le resistenze rimarranno a lungo troppo forti. Resistenze che ci porteranno a un punto in cui saremo obbligati a rimettere al centro l'Uomo come ente integralmente biologico (concettualmente e simbolicamente) in quanto perfetto (="sufficientemente complesso") pur rimanendo fisicamente perfettibile nella sua espressione singola. Non c'è scelta, dovremo rivedere gli attuali parametri settati sulle esigenze di una oligarchia di dementi emotivi (non è un offesa, intendo proprio usare l'etimo che si riferisce a un "deterioramento grave e irreparabile delle facoltà intellettive" dovuto al tipo di vita che sta gente conduce nell'Olimpo Virtuale della Ricchezza distaccata dal resto dell'Umanità). Ma non ci arriveremo in modo lineare, piuttosto con il solito andamento ad altalena, perché la massa (come la medicina attuale) non ha neppure idea di cosa sia la demenza emotiva e che si tratta di una gravissima disabilità con cui dovremo imparare a fare i conti, perché rende inabile a prendere decisioni collettive (ma anche solo utili alla Vita) chiunque. Ora siamo in una fase di deciso regresso che interesserà (penso) almeno gran parte del secolo presente, dovuta alla evidente cecità che attaccare il sistema emotivo umano corrisponde a ridurre le facoltà intellettive che ci sono indispensabili per reagire (anche banalmente a livello di difesa militare) e che rimangono (come si può facilmente intuire) non compensabili da una intelligenza artificale. Se l'attuale ciclo vedrà la sua massima manifestazione negativa intorno al 2030-5 come è stato previsto dalle proiezioni delle élite e come credo si realizzerà secondo i piani per sostanziale assenza di resistenza degli aggrediti, sarà nel ciclo successivo che vedremo una graduale presa di coscienza umana finalmente significativa e non una risposta caotica e insensata come l'attuale, a causa delle generazioni future e delle loro condizioni di cronica depressione e disarmonia emotiva (a prescindere da chi le metterà al mondo e da come vedranno la luce) che costituirà una pandemia futura infinitamente più grave delle attuali e a causa del necessario recupero dei disastri cumulati fino a quel momento che metteranno in luce tutta la criminale assurdità delle scelte che ora stanno per essere imposte e che risulterà molto complesso arginare prima e cambiare di segno dopo. Sarà un po' come uscire da una guerra mondiale (quella delle Super Stronzate) la più devastante di sempre, senza averla mai combattuta apertamente. Solo che le risorse per uscire saranno veramente ridotte al lumicino. Di sicuro c'è solo che avremo una prospettiva più lungimirante circa le nuove tecnologie che saranno state nel frattempo sperimentate sulla nostra pelle con risultati che se adesso fossero presi in considerazione da gente come Gates, Bezos o Musk (forse i meno disabili tra le élite, immaginiamoci quindi il resto) mai e poi mai le vedremo realizzate. Tuttavia proprio perché non sono chiari tutti gli aspetti e i limiti più gravi, ora lontanissimi dall'essere anche solo presi in considerazione, non potranno che insistere. In questo pezzo ne accennerò alcune di queste conseguenze, solo per chiarire di cosa stiamo parlando, ma volevo per ora concentrarmi più sull'evidenza evidente che mette in relazione l'intelligenza con l'emozione e l'importanza cruciale circa la conseguenza straordinariamente cretina che la demenza emotiva produce se posta alla guida del destino umano. Cioé nell'ultimo posto in cui è desiderabile per chiunque che stia.

Come ho scritto mille volte, se non abbiamo speranza che le cose siano rabberciabili a stretto giro -e non ce l'abbiamo- (troppo risibili le nostre forze rispetto ciò verso cui combattiamo contemporaneamente fuori e dentro di noi) quello che si può fare adesso non dobbiamo pensarlo come utile per affrontare l'immediato. Anche se ci permetterà comunque di avere un argine minimo di difesa rispetto quello che ci sta accadendo, sarà proprio il minimo sindacale per non soccombere del tutto ai primi urti che sono e saranno violentissimi, in prima battuta proprio per chi come Noi sceglierà di rimanere fino all'ultimo con quell'indispensabile apertura cognitivo-emotiva che tiene la Mente lucida e lo sguardo fermo sull'evidenza evidente e sulla coerenza che poi è logica spiccia. Non abbiamo quindi molta responsabilità rispetto l'immediato, per cui si può fare troppo poco, ma ne abbiamo tantissima verso il futuro e per le generazioni che verranno che non avranno altra possibilità se non tornare a riflettere sul passato rileggendolo per come lo stiamo vivendo e sperimentando ADESSO e non per la narrazione della propaganda che dominerà nel futuro. Se non daremo loro materiale per riflettere su quanto ci accade ADESSO e perché è accaduto, allora la pena che li attende sarà infinitamente più grande e duratura, forse fatale per tutto il genere umano. Questo persino se stiamo considerando generazioni che discenderanno dagli oligarchi attuali!!!

I potenti del pianeta, quelli che stanno prendendo decisioni sulla nostra pelle e sopra le nostre teste, quelli che agiscono senza chiedere il permesso come se fossimo "cosa loro" e garantendo a se stessi e ai loro sodali l'impunità per qualsiasi decisione disumana prendano ai danni del resto dell'umanità, come fossero alieni, quelli che riescono a giustificare e giustificarsi con dialettiche sofiste di superficie per nascondere la povertà di significati poggiati tutti sulla sabbia di una logica insostenibile, tale da non reggere il confronto con la Mente di un bambino (emotivamente sano) sono spaventati proprio dal confronto e proprio dal Bambino che ci abita e che per ora ancora conserva in loro fiducia. Perché banalmente fin'ora non è stata tradita quella fiducia al punto da chiarire che non vale la candela. Quel Bambino, vero obbiettivo, è ancora nonostante tutto una spazio sano dove guardare per avere un metro di cos'è l'emotività, a cosa serve e perché rimane un fondamento irrinunciabile a prescindere. Ma il tempo e poco e presto sarà tardi. Nell'ora più buia di sempre per l'Umanità che ci attende a stretto giro, non ci sarà più spazio per riflettere su cosa sia una Mente emotivamente sana.

Questa élite plutocratica, si riunisce per partorire progetti in consessi che esprimono una conclamata demenza emotiva e solo quella. Non partoriscono niente che abbia a che vedere con un futuro possibile, persino sotto il profilo puramente tecnico ed economico. Sono veramente troppe le evidenze evidenti così spettacolarmente solari che si possono solo constatare. Rifiutare queste evidenze senza tenere conto di quella conclamata demenza emotiva che è il vero morbo di cui dovremmo avere terrore, non potrà che infettarci tutti. Altro che Vidocq!!!

Ora accennerò alcuni di questi aspetti futuri, ma devo stare attento. Noto che gli argomenti che condivido hanno poi la cattiva tendenza a diffondersi. Per aspetti eccessivamente complessi da trattare in un articolo come questo, non è un bene che ciò accada oltre una certa misura. L'insalata la semini e il suo tempo per crescere deve essere rispettato perché non è il Tempo dell'insalata ma il Tempo del Tempo dove essa cresce e assorbe informazione. Puoi mettere il fertilizzante e farla crescere prima, meglio e più rapidamente, ma comunque non puoi generare con la bacchetta magica una verza in qualche minuto. Questo vale a prescindere dal fatto che avremo una tecnologia in grado di farlo (si, ce l'avremo) perché l'accelerazione forzata dello sviluppo di un organismo ottiene sempre uno sbilanciamento biologico di informazione, nella misura della sua forbice di crescita con il resto del biota in cui si trova. In altre parole mangiare quella roba poi non fa tanto bene. Questo vale per una vacca cresciuta chimicamente nella metà del tempo che gli è necessario, così come per la verza.

L'aspetto più problematico e prossimo con cui ci troveremo a fare i conti è l'integrazione. Parola il cui significato non potrà che diventare ora un ossessione ora un rischio da valutare con attenzione. Pensiamo all'integrazione di un agente patogeno magari sintetizzato in un laboratorio militare sperimentale, piuttosto che di un veleno immesso in agricoltura come fitofarmaco o degli insetti considerati dannosi che costituiscono una parte non irrilevante della massa del biota di quegli ambienti: quanto vogliamo conservare di questi aspetti e quanto invece vogliamo rigettare? Riflettiamo bene non tanto entrando nello specifico rischio/beneficio ma sui significati più generali che veicolano le discriminanti. Per esempio che ci inducono a credere come certa forma di Vita che abita l'ambiente sia patogena, tanto nel microorganismo quanto nella Vita più complessa come quella degli insetti. Da qui a pensare che anche l'Uomo sia patogenizzabile, è l'ovvia conseguenza che anche un Bambino può capire se glielo spieghiamo in questi termini. Il problema quindi è nella "forma mentis". Insieme all'integrazione c'è un termine simile ma non sovrapponibile che è "inclusione". Questo termine è afferente all'affettività e alla sua corretta produzione più generale che non è prerogativa umana ma di una espressione dell'intelletto organico emotivo, cioé del biota sano emotivamente. Ad esempio nel Bosco le piante tendono ad aiutarsi l'un l'altra anche se di specie diversa e se qualcuna ha più difficoltà potrebbe ricevere aiuto, come accade nelle cellule di un corpo sano (anche se positivo al Vidocq) perché si percepiscono come un unico organismo, come un unico vivente.

Come ho scritto tante volte a marzo del 2020, il vero obbiettivo della guerra in corso è il nostro sistema immunitario. Se infatti lo si sovraccarica di informazione (per esempio con vaccinazioni forzate o altre cure non richieste e pretestuose) lo si inabilita nel determinare cosa va ritenuto abbastanza pericoloso da doverlo gestire per il bene del biota nel suo complesso piuttosto che invece integrarlo, perché questa azione risponde a una utilità più generale che viaggia verso una maggiore complessità (=ricchezza) organica di informazione. Toccare quindi il sistema immunitario in modo cretino e insulso come si sta facendo senza avere ben chiaro questo aspetto, corrisponde esclusivamente a dichiararsi apertamente emotivamente incapaci.

Quindi dobbiamo prepararci al peggio e dobbiamo (sempre secondo me) avere ben chiaro che non avremo molte possibilità di vittoria. Anzi, ha più senso proprio non coltivare nessuna speranza in proposito, ma questo non deve lasciarci del tutto privi di speranza. Non è questo che ci dovrebbe motivare in questo frangente storico così delicato. Il perché è presto detto: se veniamo eterodiretti da evidentissimi dementi emotivi, il prodotto comunque si paleserà da solo per l'unica possibile conseguenza che possiamo facilmente immaginare. Una cretinata, un disastro senza se e senza ma persino per gli stessi che credono fermamente e ottusamente di trarne beneficio. Ma non possiamo e non dobbiamo (sempre secondo me) dare troppa attenzione a costoro, in quando disabili non possono che infettarci con la loro retorica e disabilità.

In altre parole come ho scritto tante volte, è certo che otterranno quello che vogliono ma proprio questo segnerà il definitivo fallimento epocale della loro mentalità. Solo che non sarà possibile evitare le tremende forche caudine verso cui questa orrenda retorica trascinerà tutti Noi irrimediabilmente.

Per ciò prepararci diventa un dovere prioritario che investe direttamente la coscienza, come individui, come umanità, come anime emotivamente interessate, con urgenza e senza appello.


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