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Fiaba: la Volpe e il Re dei Ratti


GioCo
Noble Member
Registrato: 13 anni fa
Post: 1507
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La seguente fiaba con protagonisti animali e che include gli umani solo di striscio, riassume alcuni concetti che cercano di rispondere alla domanda: cosa guida l'umanità?

Ovviamente come sempre non ho risposte, solo un quadro coerente di inisieme in continuo aggiornamento.

LA VOLPE E IL RE DEI RATTI

C'era un luogo lontano un tempo, abitato da bella gente in una splendida valle verde e ricca che aveva una sola strada per arrivare. Usciti dal Villaggio di qualche migliaio di anime felici, la strada si biforcava. Da una parte si procedeva per la foresta, un luogo selvaggio dove era facile incontrare il Lupo, il Leone e la Volpe, dall'altro si andava verso la locanda di un furbo facendiere che con i viaggiatori che passavano di là faceva sempre buoni affari. Le strade portavano entrambe lontano dal villaggio e verso un altro Regno, ma mentre per la foresta il viaggio era più breve e meno sicuro, dall'altra parte si faceva una strada di certo più lunga ma anche più sicura. Inutile dire che la strada sicura era di certo quella più battuta, mentre l'altra era più che altro per cacciatori e boscaioli.

Ora, accadde un giorno che ci fu un concilio nel cuore più nero della foresta. Vi presero parte il Leone, il Lupo e la Volpe in rappresentanza dei rispettivi popoli. Prese la parola il Leone che disse: "l'uomo taglia gli alberi e ci da la caccia, non possiamo più tollerare che le cose continuino in questo modo". "Giusto!" gli ululò dietro il Lupo che aggiunse: "un tempo eravamo noi a regnare indisturbati, adesso invece dobbiamo stare attenti che la nostra pelle non venga presa dagli stupidi umani e diventiamo sempre più rabbiosi e affamati perché quando non prendono noi prendono il nostro cibo e affamano i nostri cuccioli". Il Lupo aveva parlato bene e il Leone annui dicendo: "presto se non facciamo qualcosa, finirà che dovremo mangiarci tra di noi". La Signora Volpe che fino a quel momento non aveva fatto che far finta di ascoltare prese allora la parola: "non sia mai che ciò accada amico Lupo! Ma noi abbiamo un modo per uscirne". Lanciò ai presenti uno sguardo di intesa: "non è Vero?". Gli altri rimasero un po' attoniti ma per non fare la figura dei fessi annuirono. Accertatasi così di averli in pugno la Volpe proseguì: "se mai dovesse arrivare il giorno funesto descritto dall'amico Lupo, noi volpi finiremmo per essere le prime vittime ed è quindi nostro interesse che ciò non avvenga". Fece una pausa rilassata guardandoli bene uno ad uno poi con fare ostentatamente distratto prosegui: "ho un amico al Villaggio che potrebbe darci una mano, si tratta del Re dei Ratti", gli altri ebbero un sussulto perché consideravano quella specie indegna, al pari di una massa di depravati, ma non ebbero a fiatare perché volevano sentire tutto quello che la Volpe aveva da dire. "Bene, consegneremo loro le chiavi del Villaggio e faremo in modo che perseguano gli umani e li spaventino al punto da indurli a scappare via perché crederanno che un Male oscuro sia sceso sulla valle, poi faremo in modo che la maggior parte passi per la foresta dove soli e disarmati sarà facile per l'amico Lupo e Leone avere ragione di loro e fargliela pagare". Agli animali piacque come piano ma come metterlo in pratica? Pareva troppo complicato. Ma la volpe disse solo di fidarsi che tutto sarebbe andato come aveva detto. Poco tempo dopo, ai margini della foresta vi fu un altro incontro bizzarro. Un quartetto di grossi ratti portandone un quinto sopra un pezzo di legno discutevano con la Volpe che si era messa sopra un masso appollaiata. Il ratto sopra il pezzo di legno risultava una spanna più alto della Volpe, anche perché quest'ultima rimaneva prudentemente acquattata. "Sono felice di vedervi Vostra Maestà" disse la Volpe ricevendo in risposta un grugnito. "Vi ho chiesto cortesemente questo incontro per offrirvi in dono tutto il Villaggio". Il grosso ratto non era scemo e rispose scostante: "ce l'abbiamo già in pugno, sciocca volpe, mi hai fatto scomodare per così poco?". La Volpe non si scompose e disse: "Voi Sire avete solo il controllo del sottosuolo, non della superficie dove gli umani vi cacciano e vi uccidono, proprio come noi, ma in più vi odiano solo perché avete bisogno di sfamare voi e i vostri cuccioli". "Certo!" disse il Re che rimaneva diffidente, "cosa credi testa di rapa, è così da sempre, noi il sottosuolo e loro la superficie, come voi la foresta". La Volpe finse di non aver sentito l'insulto: "Sire, mi dite forse che non vorreste anche il controllo della superficie e avere in pugno gli umani che vi rimarranno nonostate tutto?". Il ratto rimase attonito. Come diamine pensava questa sciocca di poter fare quello che non poteva nemmeno nella sua foresta? "Pensi forse che gli umani siano tanto stupidi da cascare nei tuoi sordidi tranelli?". "No," disse la Volpe, "sono certa che lo faranno e se mi ascolterete lo sarete anche Voi perché vedete, non è l'intelligenza che salva dalla sciocchezza, ma la furbizia". Il Re fece un cenno con la testa lentamente senza essere sicuro d'aver capito per ascoltare: cosa aveva in mente quella furbacchiona? In pratica spiegò la Volpe, si trattava di "fare accadere" cose a caso, ovunque nel Villaggio, in modo da far pensare agli umani che il posto era stregato, infestato dagli spettri maligni. Piccoli incendi, incidenti continui che mettevano in pericolo i cuccioli umani, cose che sparivano a caso, rumori notturni inquietanti e tanto altro. Il resto lo avrebbe fatto la gente di sua spontanea volontà, finendo per fuggire. Quando poi il numero di umani fosse stato abbastanza basso, i ratti avrebbero potuto uscire allo scoperto e sottomettere quelli rimasti.

Così fu, ma i primi che tentarono la fuga trovarono al bivio un cartello, aggiunto dalla Volpe sotto quello che indicava la foresta e con scritto su solo: "Salvezza". Gli umani, esasperati e desiderosi solo di allontanarsi in fretta da ciò che non capivano, presero quindi in massa la via della foresta pensando che qualcuno li aveva preceduti e aveva voluto aiutarli a uscire dall'inferno che era piombato all'improvviso sul Villaggio sconvolgendo la loro esistenza. Quei pochi tra loro che invece decisero di andare ugualmente verso la locanda non fidandosi del cartello improvvisato, parlando con il locandiere, un grosso uomo dall'età indefinita che la sapeva lunga, lo sentirono commentare: "Quella bastarda alla fine ce l'ha fatta, ci ha fregato tutti!".

Ma non volle mai dire chi fosse questa Signora per non apparire sciocco e miserabile qual'era al suo cospetto.


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Simsim
Estimable Member
Registrato: 9 mesi fa
Post: 136
 

Eh giá. 


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